martedì 26 gennaio 2016

Domani "Musica Degnerata" alla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca nella Giornata della Memoria.



Mercoledì 27 gennaio 2016, nella Giornata della Memoria, la Fondazione Paolo Grassi ricorda la tragedia dell’Olocausto attraverso un concerto ispirato alla Entartete Musik, quella musica denigrata, censurata, definita “degenerata” dalle autorità naziste in quanto composta da autori di origine ebraica, costretti all’espatrio se non proprio alla deportazione in campi di concentramento. 
In programma alle ore 19.30 nell'Auditorium della Fondazione musiche di Paul Hindemith, Charles Abelés, Olivier Messiaen, Alban Berg, Erich Wolfgang Korngold, Erwin Schulhoff, Hans Krása, eseguite da Elena Caccamo (mezzosoprano), Silvia Grasso (violino), Teresa Laera (viola), Gaetano Simone (violoncello), Liubov Gromoglasova (pianoforte). Ingresso libero.
Una conferenza-concerto sui temi e i protagonisti della Musica Degenerata, riservata esclusivamente agli studenti, è inoltre in programma giovedì 28 gennaio alle ore 11.30 presso l'Aula Magna del Liceo "Tito Livio", in virtù del protocollo d'intesa siglato tra la Fondazione e il Liceo. Il mezzosoprano Elena Caccamo e la pianista Liubov Gromoglasova racconteranno ai ragazzi del Liceo alcune delle più belle ed emozionanti pagine della musica "proibita" attraverso esempi musicali dal vivo.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Fondazione Paolo Grassi - Onlus
Via Metastasio, 20 oppure Via Principe Umberto, 14 (Chiostro di S.Domenico)
74015 - Martina Franca (TA)
e-mail: comunicazione@fondazionepaolograssi.it
telefono: 080 4306763

lunedì 25 gennaio 2016

Il 29 gennaio si apre il cartellone del TeatroDanza Mediterraneo, organizzato dalla Camerata Musicale Barese con Cenerentola di Prokof'ev.


Il 29 gennaio al Teatroteam si apre il cartellone del “TeatroDanza Mediterraneo”
della Camerata Musicale Barese con  “Cenerentola”, che sarà presentato da una famosa compagnia: “Il Balletto Nazionale di Mosca La Classique”.
La romantica partitura fu composta da Sergej Prokofiev che nel 1945, anno del debutto al Teatro Bolshoj di Mosca, dichiarò: «Ciò che più mi premeva di rendere con la musica di Cenerentola era l’amore poetico tra lei e il Principe, la nascita e il fiorire del sentimento, gli ostacoli su questa via, la realizzazione di un sogno. Ho cercato di far sì che lo spettatore non rimanesse indifferente alla sventura e alla gioia».
Per il 25° anno consecutivo la prestigiosa compagnia di danza classica, diretta da Elik Melikov e riconosciuta dal Dipartimento della Cultura della Città di Mosca, consolida la sua presenza in Italia con una tournée invernale. Fondato nel 1990, il Balletto di Mosca annovera fra le sue file danzatori di notevole tecnica classico - accademica provenienti dai maggiori teatri russi, dal Teatro Bolschoj di Mosca al Kirov di San Pietroburgo, da Kiev a Odessa e altri.
Nei panni di Cenerentola danzerà Ekaterina Shalyapina, laureata presso la Scuola di Ballo Ulan-Ude nel 2000, mentre nei panni del Principe, Alexandr Tarasov, entrato a far parte della Compagnia Balletto russo nel 2007 guidato da V. Gordeyev; insieme a loro due un cast di 40 tra solisti e interpreti dei vari ruoli.

Una nuova importante coproduzione suggella l'apertura della stagione lirica al Petruzzelli con Nozze di Figaro di Mozart dal 27 gennaio.


Mercoledì 27 gennaio alle 20.30 (turno A) sarà Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, per la regia di Chiara Muti, ad aprire la Stagione d’Opera 2016 del Teatro Petruzzelli di Bari. Lo spettacolo è una nuova produzione assai significativa della Fondazione Petruzzelli in coproduzione con la Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli e con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo. 
Sul podio dell’Orchestra della Fondazione Petruzzelli l'americano Matthew Aucoin, maestro del Coro Franco SebastianiA curare le scene Ezio Antonelli, i costumi Alessandro Lai, il disegno luci Vincent Longuemare. Assistente alla regia Marie Lambert. 
 “Aprire la Stagione d’Opera 2016, con Le nozze di Figaro in coproduzione con il Teatro di San Carlo ed il Teatro Massimo è un vero onore ed una grande gioia. La nostra è la più giovane fondazione lirica d’Italia e sono molti i progetti a cui stiamo lavorando per il futuro del Teatro Petruzzelli. L’importanza di realizzare coproduzioni con realtà consolidate, creative e concrete è per noi una priorità assoluta. La regia di Chiara Muti e la direzione di Matthew Aucoin conferiranno indubbiamente un fascino particolare a questo intramontabile capolavoro mozartiano, nato dalla sinergia di tre grandi realtà del Sud Italia che si impegnano costantemente per la promozione e la divulgazione del melodramma nel nostro Paese, proponendo spettacoli di interesse internazionale”.

Il 28 novembre Juraj Valčuha dirige la Nona sinfonia di Mahler con la OSN della Rai.


«Addio! Addio!» sono le parole che Gustav Mahler aggiunge a grandi caratteri sul manoscritto dell’Adagissimo che conclude la sua Nona Sinfonia: l’estremo saluto di un uomo gravemente malato, in crisi con la moglie e che ha da poco perso un’amatissima figlia. E di fatto il compositore non poté ascoltarlo questo suo toccante addio alla vita, che aveva creato nel 1909 tra i pini e i larici di Dobbiaco, poiché morì nel 1911, e la prima esecuzione avvenne solo un anno dopo la sua morte, a Vienna, con Bruno Walter sul podio. Juraj Valčuha (nella foto), Direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, propone l’ultima sinfonia del compositore austriaco nel concerto in programma giovedì 28 gennaio alle 20.30 presso l’Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino, trasmesso da Rai Cultura in diretta su Rai5. Il concerto è replicato venerdì 29 gennaio alle 20.30 con trasmissione in diretta su Radio3. L’esecuzione della Nona Sinfonia si inserisce nell’ambito del percorso sinfonico mahleriano della presente stagione, che ha già visto l’Orchestra Rai impegnata nella Sesta Sinfonia lo scorso ottobre e che culminerà nell’interpretazione della Prima Sinfonia, prevista per marzo 2016. 
Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani Under 30) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.
Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.


venerdì 22 gennaio 2016

Il prossimo 26 gennaio Dinko Fabris presenta a Casa Giannini il libro di Domenico Molinini "Suono Segno Suono" edito da Florestano.


È difficile pensare a un mondo privo del suono. La stessa Creazione dev’essere stata un momento in cui il Suono ha rotto il silenzio. Senza il suono, sebbene il silenzio sia esso stesso una forma di comunicazione, sarebbe estremamente difficile vivere, prim’ancora che comunicare. Ma il suono non basta per comunicare, se non sia un significante condiviso che abbia univoco significato, ossia un segno. Questo saggio indaga l’evoluzione del segno, tratto d’unione, dapprima gestuale, poi grafico, tra suono pensato e suono ricostituito, iniziando dalla nozione semiologica di segno cui segue uno sguardo alla musica nelle antiche civiltà del Mediterraneo, come la Grecia classica  dove la grammatica si sposa con l’etica  e dove la notazione è ‘prestata’ alla musica dall’alfabeto.  Il centro del corpus del volume, indaga la paleografia musicale, la sua evoluzione storica e la decifrazione  in occidente fino alla fine del XVII secolo. Il saggio prosegue esaminando il complesso fenomeno che va sotto il nome di semiografia musicale contemporanea per approdare infine alla semiografia musicale allo stato attuale. 
Una breve appendice dedicata alla storia della stampa musicale conclude questo lavoro.
Martedì 26 gennaio a Casa Giannini, nel corso della presentazione del libro di Domenico Molinini (nella foto con Detty Bozzi), con il musicologo Dinko Fabris, il baritono Carlo Sgura, il fagottista Michele Di Lallo, il pianista Giuseppe Barile eseguiranno tre brevi composizioni di Domenico Molinini. Si tratta di tre liriche, scritte per voce di Baritono, Fagotto e Pianoforte, ognuna delle quali dedicata a un cantante lirico. Info. 0805246864.

giovedì 21 gennaio 2016

Sabato prossimo un bel concerto a Martina Franca del mezzosoprano Dara Savinova.






Sabato 23 gennaio 2016, ore 19.00
Auditorium della Fondazione Paolo Grassi Lions Club Martina Franca Host
per l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”
Borsa di studio al mezzosoprano Dara Savinova


Sabato 23 gennaio 2016 alle ore 19.00 torna la grande musica dal vivo nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi. Arie celebri del repertorio belcantista in un concerto organizzato dalla Fondazione in collaborazione con il Lions Club Martina Franca Host. Protagonista il mezzosoprano Dara Savinova (nella foto), brillante allieva dell’Accademia “Rodolfo Celletti”, applaudita nel 2014 sul palcoscenico del Festival della Valle d’Itria nell’opera “La lotta d’Ercole con Acheloo” e vincitrice della borsa di studio messa a disposizione dal Club. Con lei sul palcoscenico il soprano Graziana Palazzo, il tenore Francesco Castoro e il basso baritono Pasquale Arcamone, tutti allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, accompagnati al pianoforte dal M° Liubov Gromoglasova. In programma musiche di Giuseppe Verdi, Gaetano Donizetti, George Bizet, Gioachino Rossini, Wolfgang Amadeus Mozartm, Vincenzo Bellini, Jacques Offenbach. Nell’occasione sarà inaugurata la nuova ala della Bibliomediateca teatrale e musicale Paolo Grassi, nata dall’acquisizione del prezioso Fondo Anna Russo Barbanente.
INGRESSO LIBERO

I vincitori degli International Classical Music Awuards 2016: Chailly e Minasi tra i premiati italiani.



I vincitori degli International Classical Music Awards 2016

Chailly e Minasi fra i premiati italiani.

Premio speciale per il Palazzetto Bru Zane

È stata resa pubblica la lista dei vincitori degli International Classical Music Awards, i prestigiosi premi discografici (ma non solo) assegnati da una giuria di ben 16 membri, rappresentanti delle principali testate (riviste, siti internet, radio) di tutta Europa, dalla Spagna alla Russia, dalla Finlandia all’Italia.
Portavoce del nostro Paese è la rivista MUSICA, la più antica nel settore, con il suo direttore Nicola Cattò (membro anche del board ristretto della giuria).
La cerimonia di premiazione, che ogni anno si svolge in una sede diversa, sarà quest’anno a San Sebastián, ospiti dell’Orchestra Nazionale dei Paesi Baschi diretta da Jun Märkl: il galà, in cui si esibiranno molti dei premiati, si terrà il 1° aprile.
Sono stati assegnati 15 premi legati ad altrettante categorie discografiche -- dalla musica antica all’opera, dai DVD alle incisioni storiche -- e 7 premi speciali: significativa la presenza di artisti e istituzioni italiane, come Riccardo Chailly, vincitore nella categoria “DVD performance” con la Settima di Mahler eseguita con l’Orchestra del Concertgebouw di Lipsia (Accentus), Riccardo Minasi, direttore del recital “Agrippina”, che ha trionfato nel “Barocco vocale” (DHM) e il Palazzetto Bru Zane di Venezia, che ha ottenuto un premio particolare per la sua importantissima opera di riscoperta della musica francese dell’800.
I risultati nel pdf allegato e sul sito www.icma-info.com

MUSICA. Rivista di cultura musicale e discografica

ZECCHINI EDITORE
Via Tonale, 60 - I-21100 Varese - Italy
Ph. +39 0332 331041 - Fax +39 0332 331013
www.rivistamusica.com

Il maestro Aldo Ceccato in una prestigiosa masterclass al Conservatorio di Matera.


Ancora un ospite prestigioso del Conservatorio di musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera.
Nei giorni 1,2 e 3 febbraio prossimo l’istituzione materana ospiterà il m° Aldo Ceccato (nella foto), direttore musicale e artistico dell'orchestra filarmonica di Malaga e già Direttore (tra le altre) dell’Orchestra Sinfonica di Detroit , della Filarmonica di Amburgo, dell'Orchestra Filarmonica di Bergen, della Slovak Philharmonic Orchestra, che terrà una masterclass per gli studenti sia del Conservatorio di Matera che esterni, nella quale verranno prese in esame, eseguite ed analizzate le sinfonie n° 1,2,3 e 5 di Ludwig Van Beethoven e la sinfonia n°4 di Robert Schumann.
Questa masterclass sarà particolarmente interessante in quanto il maestro Ceccato, oltre a tenere lezioni sulle tecniche di direzione sia teoriche che pratiche con l’ausilio dell’intera Orchestra del Conservatorio, analizzerà con gli studenti le partiture delle sinfonie eseguite, focalizzando l’attenzione sulle “attualizzazioni” della partitura in base alla strumentazione orchestrale moderna: primo “attualizzatore” fu Richard Wagner, il quale ha creato un filone che trova in Mahler e nello stesso Ceccato dei veri capiscuola.
Per questi motivi, oltre ad essere ovviamente destinata agli studenti di direzione, la masterclass è anche molto indicata a quelli di Composizione e di Armonia.

mercoledì 20 gennaio 2016

La celebre pianista canadese Angela Hewitt attesa per il suo ritorno in febbraio a Roma.


Atteso ritorno a Roma della pianista canadese Angela Hewitt (nella foto), molto amata dal pubblico e ammirata dalla critica di tutto il mondo, che l'ha definita "la più grande interprete di Bach della nostra epoca" (The Guardian), “la pianista che rappresenterà Bach nei prossimi anni” (Stereophile: una previsione di qualche anno fa, oggi ampiamente realizzatasi), "la risposta più elettrizzante e coerente a Gould e ai suoi moderni epigoni" (La Repubblica).
Suonerà in due concerti alla IUC, martedì 2 febbraio alle 20.30 per la stagione in abbonamento e mercoledì 3 febbraio alle 11.00 per il ciclo "Musica Pourparler", pensato specialmente per il pubblico più giovane ma aperto a tutti gli appassionati.
Nel concerto di martedì non può mancare l'autore preferito della Hewitt, Johann Sebastian Bach, e precisamente la Partita n. 2 in do minore BWV 826una delle sei composizioni di tal genere pubblicate una all'anno dal 1726 al 1731, come prima parte della Clavier Übung (Esercizio per tastiera), ed è quindi una delle poche opere di Bach ad aver avuto l'onore della stampa durante la vita dell'autore. Si tratta in pratica di una suite di danze, in cui lo spirito galante di gusto francese allora predominante nella musica di danza viene nobilitato da Bach e reso più robusto e interessante da intrecci contrappuntistico fitti eppure delicati. La presunta seriosità germanica di Bach non rifiuta qui la piacevolezza e si concede anche spunti scherzosi, come negli ultimi due movimenti, Rondeaux e CapriccioLa Hewitt da giovane ha studiato anche danza e questo l'aiuta molto, come riconosce ella stessa, a ricreare il ritmo e lo spirito giusti delle diverse danze settecentesche. Di lei è stato scritto che "a ogni nota, a ogni dinamica, a ogni colore o spostamento di peso o di fraseggio esprime, anzi proclama, la gioia di ricreare sullo strumento di oggi quella musica (Bach) senza peso né epoca".

A Matera torna il violinista Alexander Dubach con l'Orchestra della Magna Grecia diretta da Carlo Boccadoro il 24 gennaio prossimo.


Un gradito ritorno: a quattro anni da un indimenticabile concerto in cui ammaliò il pubblico materano, il violinista svizzero Alexandre Dubach (nella foto) torna ad esibirsi nella Città dei Sassi con l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, in questa occasione diretta da Carlo Boccadoro.
Virtuoso dalla tecnica impeccabile, Alexandre Dubach è artista che, grazie ad una innata sensibilità musicale e personale, è capace di interpretazioni di straordinaria intensità e grande profondità, doti che l’hanno portato a incidere i difficilissimi concerti di Nicolò Paganini per diverse “etichette”. 
Il violinista Alexandre Dubach sarà il protagonista assoluto di “Dal tempo… …nel tempo”, il prossimo appuntamento del cartellone della stagione “Matera in Musica” 2015-2016 di Festival Duni e dell’Istituzione Concertistica Orchestrale “Magna Grecia”, che si terrà domenica prossima, 24 gennaio, alle ore 21.00 all’Auditorium Gervasio di Matera; info e prenotazioni (posto unico 15 € al botteghino, + 1€ di prevendita) presso Festival Duni – ICO “Magna Grecia”, in Via De Viti de Marco n.13 a Matera (cell. 392.9199935 – omg.matera@gmail.com), o presso Cartolibreria Montemurro, via delle Beccherie n.69 a Matera (0835.333411). Nella prima parte di “Dal tempo… …nel tempo” Alexandre Dubach, accompagnato dall’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Carlo Boccadoro, eseguirà il celebre Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61 di Ludwig Van Beethoven.
Questo popolarissimo concerto ha una scrittura solistica caratterizzata da un fraseggio levigato ed elegante che, pur richiedendo al violinista una tecnica assoluta, poco concede al virtuosismo fine a se stesso, ricercando invece una intensa espressività. Nella partitura, inoltre, il rapporto tra il solista e l’orchestra non è antitetico e conflittuale, come in altri concerti beethoveniani, ma vede invece il violino solista realizzare con l'orchestra un'intima complicità. 

La giovane pianista ucraina Olga Zado nel Quarto Concerto di Beethoven con l'Orchestra Metropolitana di Bari.


Venerdì 22 gennaio 2016, alle ore 21.00, presso Villa Romanazzi Carducci a Baril’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concertodiretto dal maestro bulgaro, Videnoff  Boian, e con solista la giovane pianista ucraina, Olga Zado (nella foto). I biglietti saranno in vendita la sera stessa del concerto presso Villa Romanazzi Carducci al costo di 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto). Il programma prevede l’esecuzione della Sinfonia n. 1 e del Concerto per pianoforte n. 4 in sol magg. op. 58 di Ludwig van Beethoven e della Sinfonia n. 1 “Classica” di Sergej ProkofievIl concerto sarà replicato il sabato 23 gennaio, alle ore 20.30, nella Chiesa S. Filippo Neri a Putignano (ingresso libero).

martedì 19 gennaio 2016

Apre con l'Attila di Verdi diretto da Michele Mariotti la stagione lirica del Comunale di Bologna.


La nuova stagione del Teatro Comunale di Bologna si inaugura il prossimo 23 gennaio alle ore 18.00, con serata di Gala, con un’opera fra le meno eseguite e al contempo più interessanti di Giuseppe Verdi: “Attila”, dramma lirico in un prologo e tre atti. La “prima” di sabato 23 gennaio è trasmessa da Rai Cultura in diretta/differita su Rai5 alle 21.15, ed è anche trasmessa in diretta radiofonica su Radio3 Rai a partire dalle 18.00. 
Proseguendo nell'indagine drammaturgica sull'antichità, che lo aveva pochi anni prima reso famoso soprattutto con "Nabucco" e "I Lombardi alla prima Crociata", Giuseppe Verdi scrisse "Attila" nel 1846 su libretto di Temistocle Solera perfezionato da Francesco Maria Piave, ottenendo - alla Fenice di Venezia - dapprima un successo limitato; l'opera, tuttavia, densa di relazioni sentimentali e orgoglio militare, si è guadagnata un ruolo di tutto rispetto nel repertorio, dal tardo Ottocento in poi, e rappresenta un esempio significativo per la comprensione del linguaggio verdiano anche delle opere successive. La caratterizzazione dei personaggi, come di consueto in Verdi, è molto precisa e altamente espressiva: Verdi mira ad ottenere il miglior risultato possibile da ciascun solista, modificando anche alcuni passaggi in base alle caratteristiche dell'interprete cui la parte è destinata. La tematica, tradizionalmente messa in relazione con i moti risorgimentali è in realtà, per Verdi, più occasione di scavo psicologico che di denuncia politica, con una peculiare attenzione all'unico ruolo femminile, complesso e vocalmente virtuosistico, quello di Odabella. 
Questo nuovo allestimento inaugurale del Comunale di Bologna, realizzato in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro La Fenice di Venezia, porta la firma per la regia di Daniele Abbado, per le scene e le luci di Gianni Carluccio che con Daniela Cernigliaro ha disegnato anche i costumi. “Attila è l’opera in cui Verdi – prima di Macbeth – esplora e amplia i propri temi d’interesse e di azione – sottolinea il regista Daniele Abbado – Nel soggetto di Attila viene in primo piano la Natura, in tantissime diverse accezioni e momenti: la natura della violenza umana, la natura come contesto favorevole e accogliente per i profughi di Aquileia, la natura psicologica e spirituale nel personaggio di Attila. Al tempo stesso Attila è e vuole essere un’opera politica, uno strano testo politico in cui il personaggio di Attila, che dovrebbe rappresentare il 'nemico' e lo 'straniero', si rivela invece l’unico personaggio portatore di valori, di coraggio, di profonda sensibilità umana: un Attila del tutto solitario nella sua lealtà. Siamo di fronte a un’opera che parla la lingua del pessimismo: il ‘nemico’, che potrebbe rigenerare il mondo confuso della società italiana, viene assassinato in una congiura ad opera di tre personaggi a cui, con un segno di sfiducia, viene affidato il destino di un’Italia debole e perdente”. 

Si parte domani allo Showville di Bari con le "Lezioni di Rock".



Mercoledì 20 gennaio alle ore 21.00 al cinema Showville di Bari è in programma Bruce Springsteen - The River, primo appuntamento delle Lezioni di Rock 2016 intitolate Nove dischi senza i quali non è possibile vivere promosse da Puglia Sounds a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo. Bruce Springsteen – The River è dedicata al doppio album che raccoglie le passioni e i sogni di Springsteen ed considerato uno dei grandi capolavori della storia del rock, un disco arrivato dopo lo straordinario successo di Born to Run e la travolgente esperienza di Darkness on the erge of Town. Le Lezioni di Rock al Cinema Showville - che Assante e Castaldo presenteranno mercoledì 20 gennaio alle ore 18.00 in un incontro alla Feltrinelli Libri e Musica in via Melo 119 a Bari - proseguiranno sino al 18 maggio con la lezione speciale dedicata a David Bowie in programma mercoledì 27 gennaio e lezioni su The Beatles, The Clash, Fabrizio De Andrè, Bob Dylan, The Who, Michael Jackson, Nirvana e U2.
Anche quest’anno Puglia Sounds porta il Rock nelle scuole di Bari e Provincia. Infatti a partire da giovedì 21 gennaio sono in programma cinque Lezioni di Rock di Assante e Castaldo dedicate alla Pace che proseguono il percorso di Medimex Kids, progetto che nel 2015 ha coinvolto oltre 10.000 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 18 anni. Le Lezioni di Rock nelle scuole, realizzate in collaborazione la Cooperativa Sociale i Bambini di Truffaut, sono in programma 21 gennaio Istituto “P. Sette” Santeramo in Colle, 4 febbraio Istituto “Ferraris” Molfetta, 18 febbraio Istituto “Elena di Savoia” Bari, 24 marzo Liceo “ Da Vinci – Galileo – Noci e 21 aprile Istituo “T. Fiore” Modugno.

Antonio Pappano dirige al Parco di Roma musiche di Debussy, Schoenberg e Faurè.


23 gennaio ore 18
25 gennaio ore 20.30
26 gennaio ore 19.30

Auditorium Parco della Musica di Roma - Sala Santa Cecilia
Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano
 direttore
Michael Barenboim violino
Lisetta Oropesa soprano
Vito Priante baritono
Debussy Prélude à l'après-midi d'un faune
Schönberg Concerto per violino
Fauré Requiem
Un'altra immersione nel Novecento musicale per Antonio Pappano, questa volta con particolare riguardo alla Francia. Il Prélude à l'après-midi d'un faune di Debussy con la sua novità formale e sonora apre quella fase della storia della musica francese in cui la ricerca timbrica e la sensibilità armonica diventano i punti cardinali della sua estetica e che, oscillando tra simbolismo e impressionismo, vedrà la nascita di grandi capolavori. Non fa eccezione rispetto a questi presupposti il Requiem di Fauré, di tutti il più intimo e discreto (vi è assente infatti il Dies Irae), pagina di sincera e intensa spiritualità diluita in sonorità ovattate e preziose e linee melodiche semplici che celebrano il congedo dalla vita con serena rassegnazione . Il Concerto per violino di Schönberg appartiene all'ultima fase creativa del compositore austriaco alla ricerca di una nuova prospettiva rispetto ai rigorosi assunti dodecafonici, che si realizza attraverso l'adozione di nuove e più libere formule compositive. Michael Barenboim, figlio del più noto Daniel, al suo debutto a Santa Cecilia, è il solista di questo Concerto che ha eseguito con le maggiori orchestre del mondo facendone una sua specialità.
Biglietti a partire da 19 Euro