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sabato 8 settembre 2012

883:la rivoluzione mancata



Spiego subito la ragione del titolo:quando uscirono, una ventina di anni fa circa, questi due ragazzetti di Pavia, la periferia storica del grande impero di Milano, tutti noi, ragazzi come loro di quell'epoca, gridammo al miracolo....

sabato 7 luglio 2012

Shakira e la sua verità

Donna piena di grazia e mai nome fu più azzeccato...di grazia, di estro, tutto latino americano, la ragazza di Barranquilla ne ha da vendere...a mio modesto parere, è quasi più brava come ballerina che come cantante, pur avendo a disposizione una voce molto personale e caratterizzata.

sabato 23 giugno 2012

George Michael




Forse sarà l'unico caso all' interno di questa galleria di personaggi, ma tratterò di un cantante, dapprima come singolo e poi come parte di un gruppo pop anni ottanta, altrettanto famoso.
Costui è ( e sarà ) George Michael: ma cominciamo a trattare di lui come single e partiamo dal momento in cui incide il suo grande primo successo: I want your sex, in cui, e qui i ricordi affondano anche nella mente di un post adolescente, anche un pochettino sconvolto dal video che ne accompagnò la uscita e che troverete riprodotto, solo se avrete la amabilità di cliccarvici sopra come link.
Lasciando migliore esplicazione di quanto sopra detto a chi vedrà il videoclip, questo provocò un terremoto, ben presto seguito da Freedom, altro manifesto di un vivere diverso ed appunto " meno ingabbiato".

Di lì divenne icona di stile e fioccarono i successi: da Cowboys & Angels a Flawless. Spettacolare la teoria dei duetti, quasi tutte hits planetarie: da Don't let the sun go down on me con Elton John a Living for the city con Stevie Wonder; da I knew you were waiting for me con Aretha Franklin, l' unico male ad aver mai duettato con Aretha al fantastico e emozionante As in coppia con la bravissima Mary J. Blige.
In chiusura, citerei quello che non è un duetto, ma un evento: la sua resa scenica - e non solo canora- semplicemente mozzafiato di Somebody to love nel Freddie Mercury Tribute.
Un altro piccolo primato da citare: l'unico artista bianco a vincere 2 Grammies come migliore performer R&B e direi che può tranquillamente bastare. Spererei che il buon greco cipriota non voglia fermarsi qui.




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sabato 16 giugno 2012

L'MDNA Tour sbarca a Roma

Frementi le torme di fans, ormai di tutte le età, condizioni economiche e sociali, data la diuturna notorietà e successo, quasi trentennale, della icona, della regina del pop, premevano affollando i cancelli dell' Olimpico di Roma per entrare e godersi non un concerto, ma un evento, mirabilmente allestito ed organizzato dalla The Base s.r.l., una consolidata voce in tema di engineering ed organizzazione di concerti ed eventi live in Roma, che è una autentica certezza per l'allestimento di importanti palcoscenici nella nostra amatissima capitale.Si diceva del fremere, che è sentimento che ha avvolto tutti i seguaci della Sig.na Ciccone ( che ci perdonerà lo snobismo di nomarla ancora così, con le sue coordinate anagrafiche civili, lei che è ormai una immaginetta sacra del nostro culto pop); un fremere ed una frenesia che si è fatta ansia, nella attesa che il rito si compisse.Una attesa, in verità, eccessiva, oltre un'ora, che è stata abbondantemente perdonata dai suoi "seguaci" con un concerto classico dei suoi, con le solite non vette e volute artistiche e vocali ( del resto, mai troppo richieste e dai suoi fans e dai critici musicali, giustamente e benevolmente più soffermantisi sul talento olistico on stage di Madonna), ma che solo lei sa trasformare in qualcosa da dire e ricordare.Dal fantastico pezzo di apertura è stato un crescendo in cui si è snocciolata la teoria di successi che tutti noi siamo ormai avezzi a sentire e riconoscere, anche solo dall' accenno.Un concerto che, in verità, non ha fatto poi tutto questo rumore, essendo preceduto da un tam tam di anticlericalismo, nel contenuto atteso, da sciorinare nella città che ospita la Santa Sede.Con un pizzico di amaro in bocca ci si è rituffati nella realtà nostra, strappati al sogno ed aggrappati al mito, che rinnoverà la sua liturgia a Milano il 14 ed a Firenze il 16.

sabato 2 giugno 2012

Olivia Newton-John: una donna, un delirio


Come lucidare al meglio le sue - meritatissime - medaglie di OBE (Officer of British Empire) e AO( Australian Officer)? Beh, ho pensato di usare una tastiera come piumino ed un mouse come cuffietta da mettere in testa e vi strappo già-a questo proposito-una promessa:sarò sintetico. Ebbene sì, perché Olivia non è solo la Sandy di Grease ( e questo, in confronto a tante galline o gallinelle nostrane-nel senso di contemporanee-, già basterebbe), ma è molto di più: ha rappresentato, per mezzo mondo, alla fine degli anni settanta, quello che né una Madonna, né una Lady Gaga saranno mai:un delirio. Tutto nascerebbe dal paese dei koala, quelli che volteggiano - molto pigramente- tra rami di eucaliptus, delle cui gemme sono particolarmente ghiotti, ma non è così. Difatti, unitamente al buon Mel Gibson, ella ha natali statunitensi. In giovanissima età, si trasferì nell' emisfero con la testa all'ingiù. La sua celeberrima famiglia, che vanta anche un premio Nobel per la fisica, nella persona del nonnino materno, le consentì di poter fare-praticamente- quello che voleva o avrebbe voluto della sua vita. La agiata Oliviuccia sapeva bene cosa fare e, fin dai suoi esordi, in cui furoreggiava per la sua beltà incomparabile- ed erano i tardi anni sessanta-decise che il comparire doveva essere il suo must e scelse un'asta con un microfono sopra appoggiato. Dopo aver vinto un concorso in Inghilterra per voci nuove, avremmo detto noi, ebbe modo di conoscere il totem della musica rock brit, Cliff Richard, famoso in Italia- ma sono cattivo con il monumentale Cliff- per aver duettato, nientemeno che con Little Tony, con il nostro Tonino agli inizi della propria carriera, così almeno dice il narratore dell' episodio, ossia lo stesso Antonio Ciacci. Il buon Cliff la introdusse nel gran mondo della canzone europea e, dopo un quarto dignitosissimo posto all'Eurofestival, ottenuto per la GB, nello stesso anno, il 1974, vince un Grammy Award grazie al suo singolo I Honestly Love You, che le spalanca il siparione americano. Tre anni dopo c'è Grease e di là si aprono le cateratte e -quasi-quello che tutti sanno.
Della sua Golden Age nessuno- e nemmanco io- può sottacere del caposaldo Physical, del 1981, più che una canzone un simbolo di una epoca nascente, tutta body, scaldamuscoli e fascette multicolor da mettere in testa, di cui lo scrivente non può esimere il piè di post.
Dall' inno "tutti in palestra a fare aerobica" e "scioglipancia per tutti", manco fosse Wanna Marchi, la nostra scende, per poi risalire, il toboga della celebrità. Infatti, dopo l'81, segue un altro film con Travolta, nell'83, di discreto riscontro, mille altri concerti e partecipazioni, soprattutto in Australia ed il totalizzatore di vendite e d'oro sale vertiginosamente, tanto da toccare vette, mai più raggiunte da alcuna, in Oceania. Ancora Grammies, altri tre, e oltre a tre diversi nello stesso anno di Physical, un posto tra le star della Hollywood Walk of Fame eppoi, nel 1988, un muovo album, molto bello, The Rumour, scritto dalla coppia inossidabile Elton John e Taupin.
Gli anni novanta sono quelli del declino e del male che la ha colpita, da cui è uscita benissimo e della relativa- e quasi inevitabile- beneficenza legata alla lotta contro il cancro.
Sarebbe quasi da non crederci, ma fino all' albore del nuovo millennio, la sua popolarità, soprattutto in USA, è rimasta enorme ed i suoi live hanno registrato sempre il sold out.
Nel 2008, ad esempio, un singolo registrato con uno dei Bee Gees superstiti, Robin Gibb, è stato uno dei singoli più venduto e scaricato da ITunes.
Un fenomeno pluriepocale, insomma, magari un poco dimenticato ed impolverato nello Stivale, ma se si ripensa a Sandy e a Grease....


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mercoledì 25 aprile 2012

Dove la Mette sta....alias The Asteroids Galaxy Tour


Stavo pensando alle cose che so e che ricordo della Danimarca....il burro Lurpak ( quello salato che serve per ricette particolari), i biscotti al burro- quelli a prova di trigliceridi- e i fratelli Laudrup, oltre alla intera e mitica nazionale di calcio, che furoreggiò nella seconda metà degli anni ottanta e che vinse, a sorpresa, gli europei del 1992, la famigerata Danish Dynamite.
Mi ci sforzo, ma non vien fuori altro, ma di dinamite in dinamite mi sovvien una biondina, di cui vorrei parlarvi, leader di un gruppo indie denominato The Asteroids Galaxy Tour, celebrità in patria, ma famosi anche in Italia per aver, un paio di anni fa, prestato un proprio singolo, The Golden Age, come colonna sonora di uno spot di una notissima birra europea.
Il loro è un arguto mix tra beat ed atmosfere da Swingin' London Mode e la loro musica facilotta, tutta refrains ripetuti, lustrini, pailletes e capigliature cotonatissime alte come imponenti cofane, prende ed attrae lo spettatore avvezzo ed un poco avvizzito dalla solita solfa....il singolo di lancio-che sopra si ricordava-è The Golden Age, un ridanciano affresco, nel cui video, carino, si apprezzano anche parti del testo, ben visualizzate ( una scelta sempre intelligente...). In questa performance si svela appieno il talento e la avvolgente personalità di Mette Lindberg, la frontwoman ed incontrastata icona della formazione.
La Mette, una ragazza dalla simpatia difficilmente riscontrabile in altre sue colleghe, con la sua vocina un po' gracchiante ma non disastrosamente squadrata, con animo flebile, si sposta agevolmente nel suo universo di dance d'annata, con echi tenuissimi beatlesiani, che mettono in evidenza un impasto gradevole, anche se un po' banalotto,ma, in ogni caso, recettivo per grande pubblico.
Due, finora, le produzioni: l'album d'esordio, Fruit, del 2009, che raccoglie varie hit interessanti e l'appena uscito Out of Frequency, che contiene il ritmatissimo, a marcia "hot hit", Heart Attack.
Tutti ci si augura un rapido sviluppo a questi giovanotti, che sappia di una "sana febbre di crescenza" verso nuove vette, che si intuiscono come meritate.
Di conseguenza, non perdetevi il mini tour del gruppo in Italia dal 25 al 27 Aprile.....si comincia, il 25, dai Magazzini Generali di Milano per finire, il 27, al Circolo degli Artisti di Roma.


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