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domenica 20 gennaio 2013

Al Petruzzelli piace a metà l'Otello spoglio, tetro e minimalista di Nekrosius. Buona la direzione della canadese Keri-Lynn Wilson


Un successo tiepido, per non dire di circostanza, ha siglato ieri sera l'esecuzione dell'Otello di Verdi al teatro Petruzzelli, spettacolo inaugurale della stagione 2013 di opera, concerti e balletti dell'omonima fondazione. La tanto attesa regia del celebre lituano Eimuntas Nekrosius si è rivelata scenograficamente spoglia e funerea; uno spettrale alito di morte la caratterizzava sin dall'inizio, quando prima che la musica si accendesse nella geniale tempesta verdiana, Jago è lì che ritaglia il fazzoletto nero (e non bianco come vorrebbe il libretto), prova del presunto tradimento di Desdemona con Cassio, che febbrilmente ossessionerà Otello fino a farne implacabile carnefice della sua innocente sposa. Ho visto e ascoltato l'Otello di Verdi per la prima volta nel 1976. Lo trasmettevano eccezionalmente in diretta tv dalla Scala: una regia, una direzione, dei cantanti indimenticabili.