Torna sulle scene della Royal Opera House di Londra il dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci con la regia di Damiano Michieletto (nella foto). Lo spettacolo, che ha debuttato nel dicembre 2015 con la direzione di Antonio Pappano, si è aggiudicato il prestigioso Olivier Award come nuova produzione d'opera. A partire da sabato 2 dicembre 2017 i due atti unici rispettivamente di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo saranno diretti al Covent Garden di Londra da Daniel Oren. I protagonisti di Cavalleria rusticana sono Elina Garanča (Santuzza), Bryan Hymel (Turiddu), Mark S. Doss (Alfio), Martina Belli (Lola) ed Elena Zilio (Mamma Lucia); quelli di Pagliacci invece Fabio Sartori (Canio), Simon Keenlyside (Tonio), Carmen Giannattasio (Nedda), Andrzej Filonczyk (Silvio), Luis Gomes (Beppe).“Ho cercato di trovare un legame tra le due storie – dice Damiano Michieletto – anche se non si tratta di due opere pensate per essere eseguite insieme, anzi sono lavori di due compositori in competizione tra loro. Eppure già nella struttura drammaturgica ci sono elementi in comune: la religione mista al folclore e alle convenzioni sociali, l'amore, la gelosia e l’omicidio. Entrambe le opere poi, hanno intermezzi musicali che le rendono affini. Ho pensato di ambientarle in due diversi luoghi di uno stesso ideale paese di provincia del sud Italia. Cavalleria rusticana si svolge nell'abitazione di mamma Lucia, che è un panificio. Pagliacci invece è ambientato nel salone parrocchiale dello stesso paese, adibito a teatro. Le due opere sono legate anche perché la troupe dei Pagliacci è già presente in Cavalleria rusticana, e i personaggi delle due storie si intrecciano e si legano in una sorta di continuum. L'obiettivo della messa in scena è quello di seguire il consiglio del Prologo di Pagliacci, che dice 'piuttosto che le nostre povere gabbane d'strioni, le nostr'anime considerate, poiché noi siam uomini in carne e d'ossa'. Il mio intento è quello che ci sia verità in queste due storie. Per questo ho cercato di togliere la cornice folcloristica per portare le vicende a un più alto grado di impatto, di passione, ma anche di divertimento. Perché nelle due opere, specie in Pagliacci, prima dell'omicidio, si ride anche. Ho cercato quindi di rendere al massimo grado la commistione di dramma e divertimento”. Al fianco del regista veneto sono impegnati lo scenografo Paolo Fantin, la costumista Carla Teti e il Light designer Alessandro Carletti. Dopo le rappresentazioni a Londra, il dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci andrà in scena al teatro La Monnaie di Bruxelles dal 6 marzo 2018.
lunedì 4 dicembre 2017
Debutta il prossimo 7 dicembre sul podio dell'OSN della Rai Fabio Luisi.
Debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il grande direttore d’orchestra italiano Fabio Luisi (nella foto), protagonista del concerto di giovedì 7 dicembre alle ore 20:30 all’Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino (turno rosso). Già Direttore musicale dell’Opera di Zurigo e Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese (DNSO), Luisi è stato recentemente nominato Direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino. Vincitore di un “Grammy Award” e dell’“ECHO Klassik”, ha ricoperto importanti incarichi con istituzioni come la Metropolitan Opera di New York, l’Orchestra Sinfonica di Vienna, la Staatskapelle di Dresda e l’Orchestra della Mitteldeutscher Rundfunk di Lipsia, per citarne alcune. La sua vasta discografia comprende, oltre a opere di Verdi, Bellini e Richard Strauss, e al repertorio sinfonico di Honegger, Respighi e Liszt, anche titoli di rara esecuzione come La locandiera di Salieri, o tutte le sinfonie e l’oratorio Das Buch mit sieben Siegeln di Franz Schmidt. Il suo concerto con l’Orchestra Rai si apre con il poema sinfonico Don Juan di Richard Strauss, che dipinge le gesta di un personaggio mitico, profondamente radicato nella cultura Europea: Don Giovanni, il dissoluto dallo spirito inafferrabile. Il programma prosegue con il Concerto n. 20 in re minore KV 466 per pianoforte e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, completato nel 1785 a Vienna, quando il compositore aveva ventinove anni. A interpretarlo è chiamato il pianista russo Alexander Melnikov, apprezzato dal New York Times per le sue «esecuzioni elettrizzanti ed entusiasmanti». Conosciuto per le scelte musicali spesso inconsuete, Melnikov ha sviluppato sin dal principio della sua carriera un forte interesse per la prassi esecutiva filologica. Ha vinto numerosi concorsi come l’“International Robert Schumann Competition” a Zwickau e il “Reine Elisabeth” a Bruxelles, e ha ottenuto riconoscimenti come il “Gramophone Award”, l’“ECHO Klassik”, il “BBC Music Magazine Award”, lo “Choc de Classica” e il “Jahrespreis der Deutschen Schallplattenkritik”. La sua registrazione dei Preludi e Fughe di Shostakovich è stata acclamata dal “BBC Music Magazine” come «una delle cinquanta migliori registrazioni di tutti i tempi.» Chiude il programma del concerto l’ultimo dei grandi poemi sinfonici di Richard Strauss: Ein Heldenleben (Una vita d’eroe). Il tema letterario del brano è prettamente autobiografico: l’eroe è evidentemente il compositore stesso, che ripercorre la sua vicenda umana e artistica non certo con intenti autocelebrativi, ma per esprimere il senso morale della sua esperienza esistenziale. Nel corso di questa stagione Fabio Luisi tornerà un’altra volta sul podio dell’Orchestra Rai: venerdì 15 giugno 2018 nell’ambito del Festival di Primavera “Rossini e dintorni”, con un programma che omaggia il grande compositore pesarese nel 150esimo anniversario della scomparsa. Il settimo concerto di stagione invece è replicato al Teatro Municipale di Piacenza venerdì 8 alle ore 21, all'Auditorium Rai di Torino sabato 9 alle 20 (turno blu) e al Teatro Grande di Brescia domenica 10 dicembre alle 18. Sarà registrato e trasmesso su Radio3 Rai in data da destinarsi. All’Auditorium Rai, per i concerti del 7 e 9 dicembre, le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria. Un'ora prima dell'inizio sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.
Arrivano domani a Torino i “fab 4” del Quartetto Van Kuijk: quattro giovani francesi che fanno sorridere la musica.
“Stile, energia e senso del rischio. Quattro giovani francesi che fanno sorridere la musica".
Stiamo parlando del Quartetto Van Kuijk (nella foto), una formazione con una storia recente di tutto rispetto: vincitore del prestigioso concorso per quartetto d'archi della Wigmore Hall di Londra nel 2015, è stato nominato BBC New Generation Artists per il triennio 2015-2017 ed ECHO Rising Stars per la stagione 2017-2018.
Il Quartetto Van Kuijk si esibisce raramente in Italia, dunque sarà particolarmente ghiotta l’occasione di ascoltarlo dal vivo martedì 5 dicembre 2017 (Teatro Vittoria, via Gramsci, 4) per il secondo appuntamento con la serie YOUNG, espressamente pensata dall’Unione Musicale per valorizzare i più promettenti giovani interpreti che si stanno affermando sulle scene internazionali.
Nelle passate stagioni si sono esibiti per la serie YOUNG nientemeno che il pianista Daniil Trivonov, il violista Ryszard Groblewski (vincitore del ARD Competition nel 2004 e del Concorso di Ginevra nel 2005), il Notos Quartett, la violoncellista Julia Hagen.
Il Quartetto Van Kuijk presenta a Torino un programma molto vario, che spazia dal Quartetto in mi bemolle maggiore di Haydn ai Cinque Pezzi op. 5 di Webern passando per il Quartetto in mi minore di Felix Mendelssohn. «Siamo quel tipo di ragazzi che non amano annoiarsi! – hanno dichiarato in una recente intervista in esclusiva per l’Unione Musicale (vedere http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-al-quartetto-van-kuijk/) – Ci piace ascoltare tipi e stili di musica sempre diversi ed è per questo che abbiamo deciso di presentare in concerto a Torino tre pezzi molto differenti: gli scherzi “vecchio stile” di Haydn, lo stile aforistico di Webern e il virtuosismo di Mendelssohn. […] Noi suoniamo solo musica che amiamo. In un mondo in cui va per la maggiore l’estrema specializzazione, per ora cerchiamo di resistere e di confrontarci con ogni repertorio».
I sei Quartetti op. 33 (detti quartetti Russi) di Haydn rappresentano il punto di svolta nella storia del genere e possono essere considerati i primi quartetti nella perfetta forma classica. Fu lo stesso Haydn a presentarli con le significative parole “sono composizioni in forma interamente nuova, come mi è riuscito di fare dopo non averne più scritti per dieci anni”.
Haydn è uno degli autori più congeniali per il Van Kuijk, come dimostra il premio speciale per la miglior esecuzione di un’opera di Haydn ricevuto al Concorso internazionale per quartetto d’archi della Wigmore Hall di Londra.
Nell’itinerario artistico di Webern i Cinque Pezzi op. 5 hanno un ruolo di primo piano perché, insieme al Quartetto n. 2 di Schönberg e al Quartetto op. 3 di Berg, sono un manifesto della poetica aforistica della cosiddetta Scuola di Vienna. Brevità e densità sono i punti di partenza dell’op. 5, che persegue una organizzazione complessiva perfettamente coerente, fatta di alternanza di movimenti rapidi e lenti, di contrasti dinamici e ritmici sempre impiegati con funzione strutturale. Il calcolo preciso di ogni effetto non risponde qui solamente a una logica di alto costruttivismo, ma realizza quella poetica di angoscia e incomunicabilità che è probabilmente l'essenza più intima della musica di Webern.
Facilità melodica, impeccabili strutture formali, cordialità borghese sono le cifre distintive dello stile musicale di Mendelssohn e si ritrovano anche nel Quartetto in mi minore, caratterizzato da trasparenza e amabilità. Pagine nitide e amabili come questa rappresentavano il cielo senza nuvole del primo Romanticismo tedesco, che a breve venne “turbato” dalle opere più dense e tormentate del secondo Ottocento.
Il concerto è preceduto alle ore 18.30 da una guida all’ascolto a cura della musicologa Liana Püschel e da un aperitivo alle ore 19.30. Particolare attenzione ai giovani anche nelle tariffe di ingresso: fino a 21 anni si entra con 5 euro (per tutti gli altri: poltrone numerate a 20 euro e ingressi non numerati a 12 euro).
venerdì 1 dicembre 2017
Lunedì 4 dicembre l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana diretta da Michele Cellaro si esibirà in un concerto nella Parrocchia della Natività al quartiere San Pio.
Lunedì 4 dicembre, alle ore 20.30, nella Parrocchia della Natività al quartiere San Pio – Bari, l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro Michele Cellaro (nella foto). L’ingresso è libero.
In programma brani di: Nino Rota Il Padrino I e II da “Il Gattopardo” - Valzer del commiato, Astor Piazzolla Oblivion, Johann Sebastian Bach dalla “Cantata BWV 147” - Corale, Wolfgang Amadeus Mozart da “I Musici del villaggio” – Minuetto, Georg Friedrich Handel Sinfonia dall’Opera “Salomon”, Armando Trovajoli Profumo di donna, Sergei Rochmaninov Vocalise, Leroy Anderson Plink, Plank, Plunk, Nicola Piovani da “La vita è bella” Valse Larmoyante, John Lennon Imagine e Joseph Strauss Feuererfest – Polka francese.
Domani all'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca si esibirà la violoncellista russa Ekaterina Antokolskaya.
Domani, sabato 2 dicembre, alle ore 19.30 nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi all'Auditorium la violoncellista russa Ekaterina Antokolskaya (nella foto) protagonista di un concerto per violoncello solo. Solista del rinomato GamEnsemble della Società Filarmonica di Mosca (il cui direttore artistico è Oleg Paiberdin), vincitrice di numerosi concorsi e protagonista di festival musicali in tutto il mondo, Ekaterina Antokolskaya proporrà al pubblico tre suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, un brano di Ljubov Terskaja per violoncello e musica elettronica e 4 Preludi dai 10 Preludi per violoncello solo di Sofija A. Gubaidulina.
INGRESSO LIBERO
Prosegue all'Officina degli Esordi la mostra de I Guerrieri di Terracotta del Grande Imperatore QIN sino al 6 gennaio.
Dopo il successo registrato nei mesi scorsi dall’esposizione allestita all’Archivio di Stato, la mostra I Guerrieri di Terracotta del Grande Imperatore QIN prosegue da venerdì 1 dicembre 2017 a sabato 6 gennaio 2018 negli spazi dell’Officina degli Esordi di Bari (www.teatropubblicopugliese.it/guerrieriqin). La mostra, curata dall’architetto Cristina Martina, offre ai visitatori la possibilità di ammirare 16 fedeli copie delle 8000 statue in terracotta raffiguranti i guerrieri dell’esercito imperiale dell’Imperatore Qin Shi Huangdi, che diede avvio alla costruzione della Muraglia cinese. “Abbiamo deciso di presentare questo nuovo allestimento della mostra per offrire a tutti la possibilità di non perdere l’occasione di ammirare in Puglia un importante simbolo storico e culturale di immenso valore” – il commento dell’Assessore Loredana Capone (nella foto). I Guerrieri di terracotta, realizzati con impressionate realismo – le statue infatti riportano eventuali mutilazioni, ferite e deformazioni dei guerrieri – hanno l’aria triste, mesta, nobile e dignitosa. Ogni guerriero è diverso dall’altro: variano acconciature, uniformi e corazze a sottolineare che la guardia imperiale era composta dai migliori combattenti provenienti da eserciti di tutta la Cina. Le statue, del peso di circa 200kg, tra 1,75 e 1,95 cm di altezza, sono state realizzate con la stessa tecnica degli originali che consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) completato con l’aggiunta di gambe e braccia. La struttura veniva poi ricoperta da blocchetti di argilla per creare l’armatura e infine veniva aggiunta la testa. L’esercito è composto da guerrieri armati di lance e spade, arcieri, fanti, alabardieri e da numerose figure a servizio dei combattenti (servitori, mandarini, musicisti e concubine) e da 100 carri trainati da cavalli con relativi cocchieri, e infine dagli oggetti e utensili di vita quotidiana. Le armi, costruite in ferro e legno, sono andate nella quasi totalità erose e deteriorate dal tempo. Qin Shi Huang nacque nel 259 a.C. a tredici anni salì al trono assistito dalla madre e dal primo ministro sino all’età di 22 anni quando iniziò ad esercitare direttamente il suo potere da imperatore. Fu il primo imperatore della società feudale cinese e fu fondamentale nello sviluppo della società, dell’economia e della cultura dell’impero. Nel 221 a.C. unificò buona parte della Cina decidendo di delineare il nuovo grande regno con l’unione delle mura difensive che separavano i vecchi piccoli regni, opera che ha dato origine alla Muraglia Cinese. I Guerrieri di Terracotta del Grande Imperatore QIN è promossa da Regione Puglia nell’ambito del Fondo speciale cultura e patrimonio culturale - art. 15 comma 3 della L.R. n. 40/2016 e realizzata dal TPP. La mostra sarà esposta all’Officina degli Esordi (via Crispi 5, Bari) da venerdì 1 dicembre a sabato 6 gennaio 2018 dal lunedì al venerdì ore 9.30/13.30 e ore 15.30/19.30 e il sabato ore 10.00/14.00 e ore 15.00/19.00. Biglietto euro 4,00 previste riduzioni per gruppi. Informazioni www.teatropubblicopugliese.it/guerrieriqin e 080.594.73.00
Il prossimo 7 dicembre con l'Andrea Chenier di Umberto Giordano si apre la Stagione 2017/2018 del Teatro alla Scala di Milano.
Mancano pochi giorni all’inaugurazione della Stagione 2017/2018 del Teatro alla Scala, il prossimo 7 dicembre con Andrea Chénier (nella foto) Il capolavoro di Umberto Giordano ebbe qui la sua Prima assoluta nel 1896 e fu da subito un grande successo, ma manca dalla Scala da oltre 30 anni. L’ultima volta fu diretto proprio da Riccardo Chailly, che lo riporta nell’ambito del progetto di riscoperta del repertorio verista con la regia di Mario Martone e le voci di Yusif Eyvazov, Anna Netrebko, Luca Salsi.
L’opera e il suo autore saranno al centro di una serie di eventi organizzati dal Teatro alla Scala e dal progetto Prima diffusa, la partnership fra il Comune di Milano e Edison che porta la magia dell’opera in giro per la città attraverso concerti, spettacoli, conferenze e laboratori dedicati e quasi tutti gratuiti.
La Prima (#PrimaScala) verrà trasmessa in Italia in diretta televisiva da Rai 1, radiofonica da Rai Radio3 e su maxischermo nell’Ottagono di Galleria Vittorio Emanuele e in numerosi musei, teatri e auditorium e case circondariali di quartiere a Milano e fuori Milano. L’opera sarà trasmessa in diretta internazionale anche dai canali Arte, Ceska Televiza (Repubblica Ceca), TMVA (Ungheria) e RSI (Svizzera) e in differita su RTP (Portogallo) e NHK (Giappone), oltre che radiofonicamente attraverso il Circuito Euroradio e nelle sale cinematografiche di tutto il mondo che aderiscono al circuito “All’Opera”.
Dal 17 dicembre si inaugura anche la Stagione di Balletto 2017/2018 con La Dame aux camélias di John Neumeier che, sulle note di Chopin, vedrà protagonisti Svetlana Zakharova e Roberto Bollenelle recite di apertura e nelle due conclusive. Ultimi giorni dunque per assicurarsi un posto per la Stagione scoprendo tutte le formule di abbonamento.
Altro appuntamento importante di dicembre è il tradizionale Concerto di Natale, che quest’anno è dedicato interamente a Wolfgang Amadeus Mozart e raddoppia con due repliche, il 21 e 23 dicembre, dirette da Giovanni Antonini.
mercoledì 29 novembre 2017
Domani sera alla Vallisa andrà in scena "La Ianara" diretto e interpretato da Elisabetta Aloia.
È ispirato all’omonimo romanzo di Licia Giaquinto, edito da Adelphi, lo spettacolo «La Ianara» diretto e interpretato da Elisabetta Aloia (nella foto), in scena giovedì 30 novembre (ore 21) all’auditorium Vallisa di Bari per la rassegna «Le direzioni del racconto» della Compagnia Diaghilev, che produce l’allestimento (info 333.1260425).
La protagonista, Adelina, è una donna che nega per l’intera esistenza la sua natura di strega e per buona parte anche quella di donna, perché «diventare donna significa sangue». È, infatti, figlia e nipote di ianare, come vengono chiamate nel Sud Italia le streghe, e sulle quali Elisabetta Aloia, partendo dal romanzo di Licia Giaquinto, ha condotto uno studio minuzioso di testimonianze provenienti dall’Irpinia, dalla Basilicata, dalla Puglia e dalla Sicilia.
Il destino di questa donna è segnato. Adelina vorrebbe vivere la sua infanzia come le altre bambine, invece le tocca essere scacciata come un’appestata. E tutto questo le fa rabbia. Lei non è come le altre donne, deve «imparare cose molto più importanti», ereditare il sapere delle erbe, delle viscere, delle voci nascoste, delle cose che non ci sono più. Così, un giorno decide di fuggire via da tutto. Lascia la sua vecchia vita per iniziarne una nuova presso il Palazzo di un Conte. Qui può essere libera, vivere senza il marchio di dannata. Ma l’illusione dura poco. È, infatti, costretta a confrontarsi, senza volerlo, con il suo essere donna, il suo sentire nuove passioni e sensazioni, rabbia, dolore, amore, possessione: sentimenti che spingono Adelina a ricercare in sé la sua vera natura. E il ritorno all’essenza.
Elisabetta Aloia, che dà voce e corpo a questa donna sospesa nel passaggio tra la vita e la morte, tra ciò che era e ciò che sarà, si muove in scena «come un cane randagio», in uno spazio circoscritto, in cui mescola il racconto a rituali e scongiuri salmodiati. Parla una lingua non definita, una sorta di dialetto creato da una mescolanza di idiomi del Meridione, con un salto nel passato che rievoca l’istante di un ricordo lontano, attraverso la parola e il gesto. È una sorta di respiro sospeso, tra lo ieri e il domani, un respiro che tocca corde dell'intimità dell'essere umano di sconcertante attualità e verità. Il lavoro mira, dunque, al recupero della tradizione orale, della narrazione di storie di altri tempi in cui superstizione e credenze popolari prendono forma, e in cui i personaggi si annodano in una formula ancestrale e perfetta di continuità sociale. Perché nelle nostre terre, le ianare, le mavare, le masciare, sono presenti ancora oggi.
Il 4 dicembre Fiorella Mannoia canta a Bari per l'unico concerto pugliese al TeatroTeam.
Amo molto il mio lavoro e cerco sempre di dare il massimo per il pubblico che mi segue e che vuole venire a vedermi dal vivo. Parola di Fiorella Mannoia (nella foto) che con i suoi 100 concerti tra l’Italia e l’estero, concluderà il suo anno da Combattente a New York a febbraio. Di rientro dalle capitali europee dove si è esibita al Bataclan di Parigi, a Lussemburgo, Bruxelles, Londra,Fiorella Mannoia tornerà a Bari per l’ultimo ed unico concerto pugliese in programma il 4 dicembre alle 21.00 al TeatroTeam. Un anno straordinario quello vissuto da Fiorella Mannoia: il successo dell’album “Combattente” uscito lo scorso autunno, il secondo posto al Festival di Sanremo con “Che sia benedetta”, il ruolo da protagonista al cinema nel film “7 minuti” di Michele Placido, il “Combattente Il Tour” in tutta Italia, dai teatri della prima tranche invernale e della seconda in primavera, passando poi ai luoghi prestigiosi e alle suggestive location dell’estate e al gran finale estivo all’Arena di Verona. E questo è stato anche l’anno del debutto televisivo per l’artista che ha sorpreso tutti nel suo one woman show “Un, due, tre… Fiorella!”. su Rai 1, “un programma che mi ha tolto il sonno – ha dichiarato la Mannoia - Me l’hanno proposto e io non ero per niente sicura di esserne all’altezza, non l’avevo mai fatto. Ma mi piacciono le sfide e ho accettato”. Ora Fiorella Mannoia è pronta a calcare i palchi di tutta Italia per l’ultima parte del fortunatissimo live. Dopo il concerto di New York, infatti, sarà tempo di pensare a nuovi progetti, musicali e non. I biglietti per la nuova data sono disponibili in prevendita al botteghino del TeatroTeam in Piazza Umberto, 37 a Bari e sul sito www.teatroteam.it.
L'intervista di Paolo Rossi inaugura la stagione del Teatro Garibaldi di Bisceglie venerdì 1° dicembre.
Naturalmente affidare l’apertura di una stagione a Paolo Rossi (nella foto) comporta dei rischi. Tutt’altro che pacifici, i suoi spettacoli sono delle festose battaglie: scontri a viso aperto contro il perbenismo, le convenzioni, la retorica, il quieto vivere e tutte quelle forme di conformismo che questo incontenibile giullare, erede di un maestro come Dario Fo, affronta a viso aperto e senza rete. Perché l’Improvvisatore non si risparmia e da piccolo Davide carica la sua fionda e colpisce. Il Teatro Garibaldi di Bisceglie, venerdì primo dicembre, alle 21.00, inaugura la sua stagione (e un mese di programmazione fittissimo), con l’ultimo capitolo dell’infinito repertorio di un artista che, da Monfalcone approda a Milano per diventare un pilastro della satira italiana e del Teatro contemporaneo. Dopo il felice esito del prologo, lasciata l’isola dedicata a Maestri e Margherite, il Garibaldi approda su quella di un anarchico gentile. Non un terrorista, che prima chiede permesso e poi piazza l’esplosivo, ma semplicemente un eversivo educato, per bene, capace di accoglierci con grande generosità. Ad accompagnarlo: “l’avanguardia” de I Virtuosi del Carso, Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciani. E quindi anche musica, canzoni, scimmie e cotillon. Perché la battaglia qui è un fuoco d’artificio e il Teatro: il miglior posto per trasformarla in festa. Ecco così, L’intervista: una raffica di risposte a domande vere e immaginarie, adoperate per raccontare il nostro tempo, le sue folli contraddizioni e riconoscere al riso il ruolo di antidoto contro l’ignoranza e il torpore. Occasione questa anche per incrociare un’esperienza produttiva importante, che troverà più spazi di rappresentanza nella stagione in corso: quella de La Corte Ospitale di Rubiera, a cui è stato appena attribuito il premio Nico Garrone 2017, per la capacità d’interpretare nel miglior modo il ruolo di centro produttivo. A questa produzione fanno capo anche artisti come Danio Manfredini e Giuliana Musso: tutti nostri ospiti quest’anno. SistemaGaribaldi è un progetto diretto da Carlo Bruni e sostenuto dalla Città di Bisceglie con la collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese e la complicità della Regione Puglia. Botteghino aperto dal martedì al venerdì, dalle 18.00 alle 20.00 e il venerdì anche dalle 11.00 alle 13.00. Info: 080.395703 – 371.1189956 - sistemagaribaldi@gmail.com. Varrà la pena acquistare il proprio biglietto anche a distanza, online o presso le rivendite del circuito BookingShow e non si manche di considerare la possibilità di un abbonamento al Garibaldi (da 90€ in poi per 10 spettacoli!).
martedì 28 novembre 2017
Domani nel Teatro Kismet di Bari Pietro Borgonovo dirige un concerto con l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana.
Domani, mercoledì 29 novembre 2017, alle ore 21.00, nel Teatro Kismet di Bari l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Pietro Borgonovo (nella foto). (Info biglietti: intero € 10,00, ridotto € 5,00).
In programma brani di Arnold Schönberg Verklärte Nacht op. 4° versione per orchestra d'archi, Marco Di Bari Un frammento dell'inquieto viola per soprano e orchestra e Franz Schubert Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589.
Il concerto sarà replicato giovedì, 30 novembre, alle ore 21.00, nel cinema Vittoria di Monopoli (info e biglietti: 080.2084108).
Venerdì 1° dicembre si esibisce al Teatro Forma di Bari un duo emergente del Jazz mondiale: Camille Bertault e Dan Tepfer.
Dopo le note del tango popolare e colto di Daniel Melingo prosegue la IX^ Rassegna “Ecotopia” dell’Associazione musicale “Nel Gioco del Jazz”. Venerdì 1° dicembre al Teatro Forma a Bari, alle 21,00 si esibisce un duo emergente del jazz mondiale:Camille Bertault e Dan Tepfer (nella foto).
Un vivace talento, una vocalist che swinga con naturalezza come le grandi del passato, un'autrice matura: tutto questo è Camille Bertault, la rivelazione del jazz francese, che a Bari sarà accompagnata da Dan Tepfer, tra i più quotati giovani pianisti jazz americani.
Non ancora trentenne Camille Bertault sta illuminando la scena del canto jazz offuscando decine di cantanti contemporanee.
Dalla metà del 2015 ha condiviso sul suo profilo Facebook, e poi su You Tube, virtuosistiche interpretazioni di "Giant Steps" e "Mr PC" di John Coltrane, "Anthropology" nella versione di Brad Mehldau e vari altri brani (di Parker, Henderson, Mobley ecc...), vocalizzando gli assoli originali sull'esempio di Eddie Jefferson, King Pleasure, Jon Hendricks, Annie Ross e altri maestri del vocalese. In vari casi Camille ha aggiunto ai temi, suoi versi in francese.
Così quella che poteva sembrare una virtuosistica curiosità si è rivelata la punta di un talento più ampio, dimostrando d'essere una cantante completa in grado di offrire convincenti e sensibili interpretazioni.
Nata a Parigi, Camille ha iniziato a studiare pianoforte classico ad otto anni, prima al conservatorio della capitale e poi a Nizza cinque anni dopo. Nell'adolescenza ha studiato canto, iniziando subito a comporre sue musiche e a scrivere testi su classici del jazz. Tornata a vivere a Parigi si è esibita in vari club, postando i suoi video casalinghi sul web. Il produttore Matt Pierson l’ha notata e ha curato la sua prima incisione. Il suo album “In Life”, pubblicato nell’aprile 2016 dalla Sunnyside Record, è un insieme di testi, arrangiamenti e composizioni. La cantante intanto sta preparando un secondo album che sarà pubblicato dalla Sony nel gennaio 2018.
In questo suo concerto al Teatro Forma il pianista Dan Tepfer, messosi in luce da un decennio con eccellenti lavori da leader e con prestigiose collaborazioni con Lee Konitz, e il sestetto con Billy Hart, le fornisce un supporto di alto profilo, nonché uno straordinario compagno con cui dialogare alla pari.
Costo biglietto: 25,00 euro settore “A” – 20,00 euro settore “B” - 15,00 euro settore “C”
Il prossimo appuntamento dell’Associazione “Nel Gioco del Jazz” è per martedì 12 dicembre, sempre al Teatro Forma, con un concerto fuori rassegna, “Seven for a friend”, con Roberto Ottaviano, Maurizio Quintavalle, Mimmo Campanale, Enzo Falco, Guido Di Leone, Bruno Montrone e Domenico Cartago.
lunedì 27 novembre 2017
Per l'inaugurazione del Ghironda Winter Festival il 3 dicembre c'è Andrea Motis al Tatà di Taranto.
Nell’anno in cui si festeggiano i cent’anni del primo disco di jazz, la musica di Louis Armstrong ha visto nascere una nuova stella nella costellazione Donna. Anche lei suona la tromba (e canta). Ed è spagnola. Non a caso la chiamano «la niña prodigio». È Andrea Motis (con l’accento sulla «i», nella foto), ventunenne musicista di Barcellona che la critica ha già paragonato a Norah Jones dopo il debutto col disco «Emotional Dance» per la Impulse Records, la mitica etichetta di John Coltrane. E prima di volare in Giappone per nove date al Blue Note di Tokyo, al termine di un 2017 che l’ha vista conquistare la scena internazionale, Andrea Motis si affaccia in Puglia con un appuntamento in esclusiva per l’inaugurazione dell’XI edizione del Ghironda Winter Festival, in programma domenica 3 dicembre (ore 21), al Teatro TaTà di Taranto (biglietti in vendita sul circuito booking show, 10 euro più prevendita), dove a conclusione della serata verranno premiati i centosettanta partecipanti al progetto Piano Solo Lab per i quali gli organizzatori hanno anche previsto l’ingresso gratuito. «Una scelta, quella del Tatà, al quartiere Tamburi, in linea con la filosofia Ghironda, che con la musica continua ad accendere i riflettori sui luoghi simbolo della regione», spiega il presidente Giovanni Marangi.
Allieva del polistrumentista Joan Chamorro, che l’ha scoperta e voluta in sette dei suoi album per poi restituire il “favore” suonando in «Emotional Dance» e accompagnarla con la sua band in tour, Andrea Motis ricorda Chet Baker per lo stile struggente con cui infila gli assolo alla tromba. E se per la voce molti l’hanno avvicinata a Norah Jones, i miti della musicista spagnola rimangono Billie Holiday, in memoria della quale ha scelto di aprire il disco del debutto con «He’s Funny That Way», ed Amy Winehouse, cui abitualmente rende omaggio dal vivo con una sicurezza che tradisce la giovane età. Del resto, Andrea Motis è cresciuta in fretta nei jazz club di Barcellona, cantando in inglese, catalano e portoghese e incantando col suono dello strumento simbolo del jazz, dal quale non si separa da quando aveva sette anni.
Proprio alla presenza di quest’astro nascente della musica mondiale, alla fine del concerto l’associazione La Ghironda terrà le premiazioni del progetto Piano Solo Lab. Per la categoria professionisti è previsto il sorteggio di un buono per noleggio pianoforte grancoda, mentre per la categoria «amatori» verranno premiati Giovanni Pentassuglia, Antonio Conte, Antonella Marangi, Gaia Furio e Mirko Della Rocca, le cui esibizioni hanno ottenuto il maggior numero di like sulla pagina Facebook dell’iniziativa.
Info 080.4301150 www.laghironda.it.
Il pianista Gabriele Carcano annuncia il suo ritorno all'Unione Musicale di Torino presso il Conservatorio Verdi il prossimo 29 novembre.
«Tornare è sempre un momento di gioia nel ritrovare gli amici e di “verifica” del mio percorso: mi permette di ripercorrerlo dall’inizio e di vedere dove mi sta portando». Con queste parole Gabriele Carcano annuncia il suo ritorno a Torino per la Stagione dell’Unione Musicale, mercoledì 29 ottobre 2017, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi alle ore 21. (intervista completa a Gabriele Carcano su http://www.unionemusicale.it/la-ricchezza-della-classica-sono-le-emozioni-che- -intervista-a-gabriele-carcano/)
Torinese, classe 1985, Gabriele Carcano (nella foto) ha iniziato lo studio del pianoforte a sette anni e si è diplomato a diciassette, con il massimo dei voti presso il Conservatorio cittadino. Nel 2010 ha vinto il prestigioso Borletti Buitoni Trust Fellowship e nel 2016, dopo le recensioni entusiastiche del suo primo album dedicato a lavori giovanili di Brahms, è stato premiato con il Supersonic Award dalla rivista “Pizzicato”.
L’Unione Musicale lo segue fin dagli anni del suo perfezionamento con Andrea Lucchesini presso l’Accademia di Musica di Pinerolo e poi anche in seguito, quando si è trasferito prima a Parigi, per perfezionarsi con Aldo Ciccolini e Marie Françoise Bucquet, e poi a Berlino. E proprio ad Aldo Ciccolini è legato il commovente ricordo dell’ultima esibizione di Carcano all’Unione Musicale, il 1° febbraio 2015, giorno della scomparsa del leggendario maestro al quale il pianista era unito da un forte sentimento di stima e gratitudine.
Apprezzato ovunque per la sua «maturità interpretativa e per il tocco che delizia, sorprende e realmente illumina», nel recital di novembre Gabriele Carcano propone un impegnativo programma che prevede due Sonate di Beethoven: l’op. 28, pubblicata nell’agosto 1802 e nota con il soprannome apocrifo di Pastorale e la Sonata op. 106, la più ampia e complessa di tutte le Sonate di Beethoven, nata negli anni 1817-18 e pubblicata nel settembre del 1819, un caposaldo della letteratura pianistica, sia per le sue dimensioni titaniche, sia per le difficoltà d’esecuzione presenti in tutta la partitura e, in particolare, nell’intricatissima fuga finale. In apertura un brano dedicato al genio di Bonn del compositore contemporaneo Matteo Manzitti che così descrive il suo lavoro: «Non volendo assolutamente accostarmi a giganti della sperimentazione (come Berg e Duttilieux), desidero però anche io recuperare il termine Sonata nel senso da loro frequentato: come il contenitore di una rigorosa ricerca linguistica, dove colore, armonia e forma possano allineare i loro vettori».
Scheda concerto con approfondimenti e materiali multimediali http://www.unionemusicale.it/concerti/gabriele-carcano-pianoforte-torino-29112017-unione-musicale/
mercoledì 29 novembre 2017 - ore 21
Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni
serie dispari
Gabriele Carcano pianoforte
Matteo Manzitti (1983)
Sonata
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata in re maggiore op. 28 (Pastorale)
Sonata in si bemolle maggiore op. 106 (Grosse Sonate für das Hammerklavier)
poltrone numerate, euro 30
ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30
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