martedì 16 gennaio 2007
Doppio nudo per Salome
“Nel giorno di Toscanini, l’Opera di Roma guarda Salome. “Guarda” perché alla vigilia dell’apertura della stagione che avverrà stasera, non si parla di altro che del doppio nudo di donna offerto alla platea.” Questo è l’incipit del pezzo apparso sul Corriere della Sera di oggi per l’odierna inaugurazione del Costanzi con la Salome di Richard Strauss nella nuova regia di Giorgio Albertazzi. Il bel pezzo di Valerio Cappelli è completato da due pruriginose foto delle “due” Salome nude in scena. Sicuramente, sarà probabilmente più un “bel vedere” che un “bell’ascoltare”, ma da giorni si fa la coda ai botteghini per ammirare, tra l’altro le imperiali natiche (pare già apprezzate in passato) della signora Francesca Patanè e il seno forse meno imperiale, ma comunque degno di nota, della signora Maruska Albertazzi (nessuna parentela con il regista). Ecco, signori miei, quando l’opera fa…notizia e gola sui giornali. Dopo i superbi glutei di Bolle e gli abbandoni plateali di Alagna per l’Aida scaligera, a Roma doppio nudo straussiano live. Dirige - per quanto possa interessare chi vede più che ascoltare – Günter Nehuold, subentrato all’indisposto Alain Lombard. Infotel. 06.481601.
lunedì 15 gennaio 2007
Intervista a Renato Palumbo
Il maestro Renato Palumbo (qui nella foto di Vito Mastrolonardo), è nato nel 1963 a Montebelluna ed è attualmente tra i direttori d'orchestra più apprezzati della scena internazionale. Dall’ottobre del 2006 è diventato Generalmusikdirektor della Deutsche Oper di Berlino. Ha debuttato in Italia, “partendo” proprio dalla Puglia al “Festival della Valle d’Itria” di Martina Franca nel 1998, ma, curiosamente, dirigerà a Bari per la prima volta l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, solo questa sera (Teatro Piccinni, ore 21) nell’ambito della stagione della Fondazione Petruzzelli. Il programma della serata comprende la Quinta sinfonia di Franz Schubert e la Quarta sinfonia di Johannes Brahms.Per Palumbo sono state numerose n questi anni di intensa carriera le collaborazioni con i più prestigiosi teatri del panorama mondiale. Vasto è il suo repertorio operistico e quello concertistico, che spazia da Mozart a Meyerbeer, da Rossini a Berlioz, da Brahms a Verdi e a Wagner.
A soli sedici anni Palumbo ha debuttato sul podio con la Teresien-Messe di Franz Joseph Haydn. Ha poi proseguito gli studi compiendo parallelamente un'intensa attività di maestro collaboratore, suggeritore, direttore di coro, accompagnatore di cantanti. A diciannove anni dirige la sua prima opera, Il trovatore. Viene poi invitato per alcune recite a Istanbul, dove rimarrà per sei anni, come Direttore Generale dell'Opera e del Balletto. È l’inizio di una carriera internazionale, che lo porterà a dirigere negli Stati Uniti, in Europa, Asia ed Africa. Tra le cariche ricoperte da Palumbo spiccano quella di direttore principale dell'Opera di Cape Town e di direttore del Festival di Macao. Nel ‘98 dirige al Festival di Martina Franca, in forma di dittico, Il Re e il Mese Mariano di Umberto Giordano e negli anni successivi il Simon Boccanegra di Verdi, Robert le diable e Les Huguenots di Meyerbeer. Venerdì scorso ho incontrato Renato Palumbo durante la sua prima prova con la Sinfonica barese e gli ho rivolto alcune domande, alle quali il maestro ha cortesemente risposto e di questo gli sono profondamente grato. Ecco di seguito l’intervista.
Quando è nata la sua passione per la musica?
“ E’ stata una cosa né voluta, né cercata. E’ semplicemente arrivata. Avevo sette anni ed ero attratto dal suono dell’organo e dal fatto di vedere e sentire far musica; ho quindi iniziato a studiare il flauto e poi tutto il resto è arrivato di seguito, in modo anche abbastanza naturale.”
Maestro, la direzione d’orchestra è stata per lei più una vocazione o un punto d’arrivo?
“La direzione mi ha sempre interessato. Anche se è arrivata nella mia vita quasi per caso. Io lavoravo in provincia e facevo da assistente. Un impresario mi chiese se volevo dirigere. Da lì è cominciato tutto. Avevo 18 anni e da lì son partito.”
Secondo lei com’è cambiato, nell’anno di grazia 2007, il rapporto tra un direttore e la sua orchestra rispetto a mezzo secolo fa, quando sul podio salivano, per esempio, maestri del calibro di Toscanini, Furtwängler e Bruno Walter?
“Il rapporto è notevolmente cambiato. Non solo tra direttore e orchestra, ma direi tra direttore, orchestra e pubblico. E’ cioè cambiata l’attenzione verso la musica classica. Non so se in meglio o in peggio, però è cambiata. Oggi si richiede a chi dirige molta più professionalità d’un tempo. Non che i nomi da lei citati non fossero professionali - ci mancherebbe pure – ma tra il maestro e chi suona in orchestra c’è oggi un dialogo più tecnico e direi praticamente alla pari. E’ finita cioè l’era del direttore-dittatore che tutto sapeva e tutto decideva. E dunque si è instaurata una maggiore complicità tra questi due elementi dell’interpretazione musicale. Complicità tesa naturalmente a servire al meglio la musica che di volta, in volta viene eseguita.”
Alcuni critici musicali, anche illustri, in questi anni hanno apprezzato le sue interpretazioni di opere liriche. Vale ancora oggi la distinzione d’un tempo tra direttori d’opera e direttori sinfonici o da concerto?
“No guardi, oggi non è più così. Certo, saper dirigere bene un’opera è fondamentale per la preparazione di un buon direttore. Ho fatto negli anni passati molta esperienza in questo campo. D’altro canto, in conservatorio oggi si richiede una preparazione soprattutto sinfonica e per questo motivo durante i miei studi ho dovuto approfondire entrambe le cose. L’approccio più moderno di un direttore con l’opera deve sicuramente partire dalla sua capacità di saperla gestire e trattare in modo sinfonico.”
Talora anche a discapito delle voci in palcoscenico…
“Beh, questa è anche un’esigenza corrente dovuta al fatto che grandissime vocalità, tranne rare eccezioni, non ce ne sono più.”
Da pochi mesi lei è diventato Generalmusikdirektor della Deutsche Oper di Berlino. Un incarico prestigioso ma anche di grossa responsabilità. Quali saranno le sue linee-guida in questo importante teatro?
“Guardi, quando si entra in un teatro così grande, non si può avere la velleità di lasciare un’impronta personale. La cosa fondamentale invece è soprattutto quella di valorizzare la qualità del cosiddetto repertorio giornaliero, oltre ad avere degli appuntamenti fissi con delle prime ogni anno di un’opera italiana e una tedesca. Un lavoro di notevole dispendio di energie, ma anche di particolare attenzione, con un’orchestra prestigiosa che ha sempre la consapevolezza di lavorare quotidianamente per la messinscena di una recita ogni giorno diversa.”
Non c’è il rischio di una certa routine?
“Sì, questo può purtroppo accadere. Io per evitarlo, appena arrivato a Berlino ho subito imposto due assiemi prima di ogni opera (considerando che si va’ a gruppi di tre, quattro recite per titolo). Il direttore d’orchestra che arriva ha così la possibilità di avere davanti a sè almeno sei, sette ore di prove a spettacolo montato e può dare così al lavoro una certa sua impronta.”
In Italia per combattere la crisi (quasi) irreversibile degli Enti Lirici - con i conti dei bilanci perennemente in rosso - si dovranno o no operare delle scelte radicali, tenendo presente l’esempio mitteleuropeo e tedesco dei teatri di repertorio?
“L’ideale sarebbe una via di mezzo. In Italia si prova tanto, troppo per una stagione al massimo di una decina di opere. Spesso si arriva a provare addirittura per un mese l’allestimento di una sola opera. Chiaramente i costi sono in questo modo elevatissimi. Una riflessione andrebbe fatta a tale proposito: varrà poi la pena alla fine provare così tanto o sarebbe invece sufficiente un numero inferiore di prove, ma fatte più seriamente e meglio? Quest’ultima opzione, a mio avviso, porterebbe effetti benefici, per esempio, soprattutto per quanto riguarda il sensibile abbassamento dei costi, ma anche per un taglio considerevole del prezzo dei biglietti che risultano sempre più proibitivi per le tasche dei giovani.”
A proposito di giovani: i “catastrofisti” ritengono che tra venti, trent’anni il teatro d’opera terminerà inesorabilmente il suo corso per mancanza di pubblico. Qual è il suo pensiero?
“La risposta, almeno sulla carta, è semplice: evitiamo che i nostri teatri diventino dei santuari aperti per pochi mesi l’anno e facciamoli vivere di più, aumentando le recite e rendendo più appetibili gli spettacoli, anche dal punto di vista del prezzo dei biglietti. Vedrete che i giovani verranno più spesso a seguire l’opera. A me personalmente è capitato di vederne tanti, tantissimi affascinati da questo mondo. L’opera per interessare i giovani, deve oltretutto essere fatta pensando (anche) a loro. Non dico che il teatro scellerato o di protesta abbia un senso, ma occorrerebbe che le regie si avvicinassero almeno un po’ di più ai gusti della gioventù di oggi. Se invece si resta fermi al teatro nella sua dimensione più statica e museale il rischio che si chiuda e si vada tutti a casa è certo molto alto.”
venerdì 12 gennaio 2007
La Schola Gregoriana a Gravina di Puglia
Con il fascino antico del canto gregoriano domenica 14 gennaio (ore 20.30, ingresso libero) si chiude la rassegna «I viandanti del mistero», terza partitura del più articolato progetto artistico «Le grandi narrazioni» ideato da Giovanni Tamborrino per l’assessorato al Turismo della Regione Puglia.Nella chiesa Madonna delle Grazie di Gravina di Puglia è in programma il concerto della Schola Gregoriana Resurrexi, formazione che ogni anno si riforma in seno ai corsi monografici di canto monodico (gregoriano, ambrosiano, romano antico, beneventano e di tradizione aquileiana) e delle prime forme di polifonia (organa) diretti da Gian Vito Tannoia al Conservatorio «Duni» di Matera.
Scopo principale della Schola Gregoriana, formata da undici voci maschili e femminili dirette dallo stesso Tannoia, è di eseguire tali canti alla luce della semiologia, scienza che studia il significato dei segni contenuti nei più antichi codici dei secoli IX e X. Questo è il periodo in cui si afferma la notazione neumatica, con la quale si iniziò a trasmettere meglio il repertorio. Anche se in origine la notazione rimaneva legata alla tradizione orale, senza pretendere di sostituirla. Dunque, si tratta di musica vocale liturgica soggetta a un minimo di interpretazione, trattandosi di canti notati con un sistema che solo nel XII secolo si sviluppò affinché il cantore potesse “leggere” la musica senza dover ricorrere alla memoria del maestro, sino ad allora indispensabile per una corretta esecuzione.
Dopo il concerto di domenica 14 gennaio «Le grandi narrazioni» torneranno durante il periodo di Pasqua con la quarta e ultima partitura del progetto intitolata «Folk-fiera-art».Per ulteriori informazioni 393.372.88.16.
A Piero Farulli con affetto
Fondazione Scuola di Musica di Fiesole O.N.L.U.S.I CONCERTI PER GLI AMICI
Auditorium Sinopoli, Villa La Torraccia domenica 14 gennaio 2007 ore 11:00
“A PIERO CON AFFETTO”
QUARTETTO DI CREMONA
Cristiano Gualco - Paolo Andreoli : violini
Simone Gramaglia viola - Giovanni Scaglione : violoncello
ANTONELLO FARULLI: viola
Johannes Brahms: Quartetto op. 51 n. 1 in do minore per archi
Johannes Brahms: Quintetto op. 111 in sol per 2 violini, 2 viole e violoncello
Il concerto in onore degli ottantasette anni di Piero Farulli (nella foto) inaugura la stagione dei Concerti per gli Amici il 14 gennaio alle ore 11 in Auditorium Sinopoli: interpreti il Quartetto di Cremona assieme ad Antonello Farulli. Verranno eseguiti il Quartetto op. 51 n. 1 in do minore per archi e il Quintetto op. 111 in sol per 2 violini, 2 viole e violoncello di J. Brahms.
Seguiti artisticamente dai loro amati insegnanti Piero Farulli (Quartetto Italiano) e Hatto Beyerle (Quartetto Alban Berg), i musicisti del Quartetto affrontano un repertorio vastissimo, partendo dalle prime opere di Haydn arrivano alla musica dei giorni nostri, nell'ambito della quale nutrono particolare interesse per il lavoro dei compositori italiani. Fondato nel 2000 ma dal 2002 nell’attuale formazione, il Quartetto di Cremona è considerato una delle giovani realtà quartettistiche europee più interessanti. Al suo attivo, tra i premi vinti, il Primo Premio al VII Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi di Cremona, il Secondo Premio al IV International String Quartet Competition in Melbourne, il Secondo Premio al Concorso “V. Gui” di Firenze.
Antonello Farulli, è uno dei più attivi violisti italiani sia in campo concertistico che didattico. Allievo di Piero Farulli, ha integrato la sua formazione con R. Brengola e Nobuko Imai. Ha svolto un'importante attività concertistica prima con i Virtuosi di Roma e poi con i Solisti Veneti di Claudio Scimone, di cui è, dal 1994, prima viola solista. Ha svolto attività didattica in Austria, Finlandia, Francia, Spagna e Svizzera. Docente della Internationale Sommerakademie presso il Mozarteum di Salisburgo e della Scuola di Musica di Fiesole, collabora con la Mahler Jugend Orchestre Akademie. Dopo aver insegnato per un decennio quartetto d’archi presso la prestigiosa Escuela Superior de Musica Reina Sofia è, oggi, titolare della Cattedra di Viola presso il Conservatorio di Stato “G.B. Martini” di Bologna. Ingresso: intero 5 euro, ridotto 2 euro. Infotel. 055/597851.
Alan Curtis e la critica musicale
Alan Stanley Curtis è un celebre musicologo e direttore d’orchestra americano, tra i massimi esperti ed esecutori di musica antica, noto per essere stato tra gli indiscussi protagonisti della cosiddetta Renaissance haendeliana e vivaldiana di questi ultimi decenni. Ho trovato questa sua intrigante risposta ad un giornalista del mensile "Musica" che gli chiedeva cosa pensasse della critica musicale. Ve la riporto: “Fare recensioni deve essere un'arte. Quando Andrew Porter era il critico musicale del New Yorker mi sono abbonato a quella rivista soltanto per leggere i suoi articoli! Ogni settimana c'era una recensione di una o più recite o concerti nella quale egli dava informazioni incredibili, che non si trovavano in nessuna enciclopedia. Non scriveva subito, la notte stessa, come spesso si fa. La recensione era il frutto di giorni di studio e normalmente usciva una settimana dopo la recita o il concerto. Questa è vera arte. Non sorprende poi che le sue recensioni siano state raccolte in vari volumi.” Una dichiarazione che spero faccia riflettere i direttori responsabili dei quotidiani e dei mass-media in genere; alcuni dei quali in questi ultimi anni hanno cancellato o ridotto al lumicino la figura del critico musicale all'interno delle loro redazioni, riducendo di conseguenza all’osso le recensioni (ma non, purtroppo, i barbosi resoconti sulla mondanità e/o le curiosità del “chi c’era” e “chi non c’era” alla Prima della Scala o del Massimo di Palermo) ai concerti e agli allestimenti più significativi di opere liriche. Non voglio fare la Cassandra di turno, ma sarà o non sarà colpa anche di questi signori se tra venti,trent’anni l’opera lirica e la musica classica tramonteranno definitivamente in Italia, condannate come sono a non avere più un pubblico (almeno sufficiente a riempire la metà dei teatri e degli auditorium esistenti) di cultori ed appassionati? Che ne dite?
mercoledì 10 gennaio 2007
Concerto al Piccinni per l'ANT

Concerto-spettacolo di beneficienza al teatro Piccinni questa sera (alle 20.30) a favore dell'ANT di Sammichele di Bari. Suonerà l'Italian Big Band, diretta da Marco Renzi, con la partecipazione del comico Gianni Ciardo, nelle vesti di un nuovo e presumibilmente esilarante personaggio: John Sciabbek. La conduzione della serata è affidata al bravo presentatore napoletano, ma barese di adozione, Antonio Stornaiolo (nella foto).
La manifestazione è organizzata in collaborazione con i Comuni di Bari e Sammichele, la Provincia di Bari, la Fondazione Petruzzelli e Grafica Zerottanta.Infotel.330.244418.
I luoghi della Musica
Il Centro Studi Arti Spettacolo del Mediterraneo Mousikè, in collaborazione con il Centro Ricerche Musicali "Casa Piccinni" e l'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Bari (Ass. Pasquale Martino) propongono un ciclo di lezioni/concerto seguite da visite guidate nei luoghi della musica del centro storico barese. Scopo dell'iniziativa è la riscoperta e la valorizzazione di luoghi storici di Bari, quali la Basilica di S. Nicola, sede fin dal passato di una importantissima attività musicale e la casa natale del musicista barese Niccolò Piccinni, ora Centro Ricerche Musicali sito in P.zza Mercantile. Sono previsti 6 incontri alle ore 9,00 nei giorni 9-30 Gennaio, 3-24-27 Febbraio e 3 Marzo 2007. Alla visita parteciparranno gli allievi delle scuole Massari, Azzarita, S. Nicola, Breda, Pascoli, Lombardi. Le visite saranno a cura si Silvia Gesuita e le lezioni/concerto vedranno protagonisti Debora Del Giudice (spinetta), Angelo De Marzo (voce), Massimo Lazazzera (flauto, cornamusa, cromorno), Gianluigi Bello (liuto rinascimentale). Inoltre sarà possibile visitare a Casa Piccinni la mostra documentaria "80 anni Biagio Grimaldi e la Polifonica Barese 1926-2006" curata da Fiorella Sassanelli con la consulenza scientifica di Dinko Fabris (nella foto).
I concerti di Pappano a Santa Cecilia

ROMA IN MUSICA - PAPPANO DIRIGE RESPIGHI /
13/15/16 gennaio
Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Antonio Pappano direttore.
Schubert: Canto degli spiriti sulle acque D 714 /
Schubert: Sinfonia n. 5 D 485 /
Respighi: Fontane di Roma, poema sinfonico /
Čajkovskij: Francesca da Rimini.
20/22/23 gennaio
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano (direttore), Leif Ove Andsnes (pianoforte).
Rachmaninoff: Concerto per pianoforte n.2 op.18 /
Respighi: Feste romane, poema sinfonico /
Respighi: Pini di Roma, poema sinfonico.
Antonio Pappano prosegue il suo gennaio sinfonico con due concerti, parte dei quali verranno registrati in audio e in video dalla Rai e dalla EMI per realizzare un dvd interamente dedicato a Ottorino Respighi, che occupa buona parte dei programmi di entrambe le serate. Respighi fu allievo di Rimsky-Korsakov, che gli trasmise un'abilità di orchestratore a dir poco prodigiosa. Autore di Sinfonie, Balletti, Opere per il teatro e molte altre squisite e dense partiture, la sua memoria è indissolubilmente legata ai suoi due principali capolavori: i poemi sinfonici Fontane di Roma e Pini di Roma (eseguiti per la prima volta proprio dall'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Bernardino Molinari), rispettivamente del 1916 e del 1924, cui nel 1928 si aggiunsero, a concludere un'ideale trilogia capitolina, le meno celebri ma non meno sontuose Feste Romane. Diluita nei due concerti, la Trilogia si alternerà con pagine di Franz Schubert (il goethiano Canto degli Spiriti sulle acque e la Sinfonia n. 5) e con la Francesca da Rimini di Cajkovskij. Un discorso a parte merita il pianista Leif Ove Andsnes, ospite del secondo dei due concerti, che con Pappano già costituisce in campo discografico un felice abbinamento di grandi artisti. Nominato ben 4 volte ai Grammy Awards, Andsnes è campione tra i più affermati degli 88 tasti.
Convegno Internazionale su Vivaldi a Venezia
L'ISTITUTO ITALIANO ANTONIO VIVALDI della Fondazione Giorgio Cini di Venezia organizza il Convegno Internazionale di studi Antonio Vivaldi. Passato e futuro (Venezia 13 - 16 giugno 2007) per stilare un bilancio del lavoro finora compiuto su Vivaldi e tracciare le linee guida di quello futuro. Si invitano studiosi e ricercatori a partecipare con contributi e comunicazioni che affrontino argomenti fino ad oggi poco noti: inviare proposte di partecipazione e sommari a segreteria.vivaldi@cini.it entro il 28 febbraio 2007.
martedì 9 gennaio 2007
Angela Hewitt suona a Monfalcone
La stagione musicale del Nuovo Teatro Comunale di Monfalcone prosegue, mercoledì 17 gennaio, alle ore 20.45, con l’atteso concerto della pianista Angela Hewitt, che torna ad esibirsi a Monfalcone dopo avere riscosso un grandissimo successo, nel corso della passata stagione, con la straordinaria interpretazione del primo libro di Das wohltemperirte Klavier di Johann Sebastian Bach, vero e proprio caposaldo della letteratura della musica occidentale che ha guidato sul cammino dell’arte decine di generazioni di musicisti, dai giovani Mendelssohn, Chopin e Liszt fino agli allievi dei Conservatori d’oggi. Ed è ancora l’opera ed il genio di Bach a caratterizzare l’appuntamento con la grande pianista canadese, protagonista di un concerto tutto dedicato alla musica del maestro di Lipsia. Il programma della serata, infatti, prevede l’esecuzione dei primi dodici preludi e fughe (1 – 6 e 7 – 12) del secondo libro del Clavicembalo ben temperato, separati fra loro dall’interpretazione di Fantasia cromatica e Fuga in re minore (BWV 905); a chiudere la serata, il Concerto italiano in fa maggiore (BWV 971).
Dietro gli apparentemente semplici propositi di Bach, che compone il Clavicembalo “per l'uso e il godimento di tutti i giovani musicisti desiderosi di imparare e in particolar modo per lo svago di quanti sono già abili in questi studi", si cela in realtà un monumento fondamentale di tutta la storia della musica che consacra definitivamente e formalmente quel sistema di scale maggiori e minori con le loro specifiche relazioni su cui si costruisce tutta la musica occidentale fino al Novecento inoltrato. La grandezza della costruzione delle frasi, la precisione contrappuntistica, la perfetta architettura costruttiva rendono questa opera una sorta di trattato universale che concilia la modernità dell’impianto teorico con l’apice dell’affinamento delle tecniche compositive seicentesche, confermando una volta di più l’assolutezza del genio bachiano.
Ad impreziosire ulteriormente l’esecuzione dei dodici preludi e fughe del secondo libro del Clavicembalo e delle altre straordinarie costruzioni bachiane in programma,
la tecnica prodigiosa, l’intensità, la purezza e l’ineguagliabile classe della pianista canadese.
Angela Hewitt si è contraddistinta sulla scena internazionale negli ultimi anni anche grazie alle sue superbe registrazioni per Hyperion. Il suo progetto decennale di registrare tutte le opere principali di Bach è stato descritto come “una delle registrazioni più importanti dei nostri tempi” ed ha ottenuto un grande seguito. Viene considerata “la principale interprete di Bach” (The Guardian) e “niente di meno che la pianista che caratterizzerà le esibizioni pianistiche di Bach negli anni a venire” (Stereophile). Vanta un repertorio molto vasto, che spazia da Couperin fino alla musica contemporanea, e la sua discografia include anche registrazioni di Granados, Olivier Messiaen, le opere complete per pianoforte solo di Ravel e, più recentemente, i Notturni di Chopin.
Nata in una famiglia di musicisti (il padre era l’organista della Cattedrale di Ottawa), la Hewitt ha iniziato gli studi del pianoforte all’età di tre anni, esibendosi in pubblico a quattro anni e vincendo una borsa di studio solo un anno dopo. All’età di nove anni ha tenuto il suo primo recital al Royal Conservatory di Toronto, dove ha anche compiuto i suoi studi, completati con il pianista francese Jean-Paul Sévilla all’Università di Ottawa.
Si è esibita in Nord America, Europa, Giappone, Australia, Cina, Messico e nell’ex Unione Sovietica. Eventi della passata stagione includono la prima mondiale del Concerto per Pianoforte di Dominic Muldowney con la BBC Symphony Orchestra, il suo debutto al Concertgebouw, tournée con l’Australian Chamber Orchestra e recital per la Cleveland Orchestra, la Gulbenkian Foundation di Lisbona e il Festival di Edimburgo, per citarne soltanto alcuni.
Ha vinto il Primo Premio al Concorso Viotti nel 1978 ed ha ottenuto riconoscimenti ai Concorsi Internazionali Bach di Lipsia e Washington così come al Concorso Schumann di Zwickau, al Concorso Casadesus di Cleveland ed al Concorso Dino Ciani alla Scala di Milano. Nel 1985 ha vinto il Concorso Internazionale Bach di Toronto.
Prevendita Biglietti
c/o Biglietteria del Teatro, dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 19.
Prenotazione telefonica
Chi risiede fuori Monfalcone può prenotare telefonicamente (tel. 0481 790 470, dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 19) al massimo due posti, a partire dal secondo giorno di prevendita (informazioni più dettagliate sul sito del Teatro).
Acquisto on line
Prenotazione e acquisto, tramite carta di credito, sul sito www.greenticket.it.
Dietro gli apparentemente semplici propositi di Bach, che compone il Clavicembalo “per l'uso e il godimento di tutti i giovani musicisti desiderosi di imparare e in particolar modo per lo svago di quanti sono già abili in questi studi", si cela in realtà un monumento fondamentale di tutta la storia della musica che consacra definitivamente e formalmente quel sistema di scale maggiori e minori con le loro specifiche relazioni su cui si costruisce tutta la musica occidentale fino al Novecento inoltrato. La grandezza della costruzione delle frasi, la precisione contrappuntistica, la perfetta architettura costruttiva rendono questa opera una sorta di trattato universale che concilia la modernità dell’impianto teorico con l’apice dell’affinamento delle tecniche compositive seicentesche, confermando una volta di più l’assolutezza del genio bachiano.
Ad impreziosire ulteriormente l’esecuzione dei dodici preludi e fughe del secondo libro del Clavicembalo e delle altre straordinarie costruzioni bachiane in programma,
la tecnica prodigiosa, l’intensità, la purezza e l’ineguagliabile classe della pianista canadese.
Angela Hewitt si è contraddistinta sulla scena internazionale negli ultimi anni anche grazie alle sue superbe registrazioni per Hyperion. Il suo progetto decennale di registrare tutte le opere principali di Bach è stato descritto come “una delle registrazioni più importanti dei nostri tempi” ed ha ottenuto un grande seguito. Viene considerata “la principale interprete di Bach” (The Guardian) e “niente di meno che la pianista che caratterizzerà le esibizioni pianistiche di Bach negli anni a venire” (Stereophile). Vanta un repertorio molto vasto, che spazia da Couperin fino alla musica contemporanea, e la sua discografia include anche registrazioni di Granados, Olivier Messiaen, le opere complete per pianoforte solo di Ravel e, più recentemente, i Notturni di Chopin.
Nata in una famiglia di musicisti (il padre era l’organista della Cattedrale di Ottawa), la Hewitt ha iniziato gli studi del pianoforte all’età di tre anni, esibendosi in pubblico a quattro anni e vincendo una borsa di studio solo un anno dopo. All’età di nove anni ha tenuto il suo primo recital al Royal Conservatory di Toronto, dove ha anche compiuto i suoi studi, completati con il pianista francese Jean-Paul Sévilla all’Università di Ottawa.
Si è esibita in Nord America, Europa, Giappone, Australia, Cina, Messico e nell’ex Unione Sovietica. Eventi della passata stagione includono la prima mondiale del Concerto per Pianoforte di Dominic Muldowney con la BBC Symphony Orchestra, il suo debutto al Concertgebouw, tournée con l’Australian Chamber Orchestra e recital per la Cleveland Orchestra, la Gulbenkian Foundation di Lisbona e il Festival di Edimburgo, per citarne soltanto alcuni.
Ha vinto il Primo Premio al Concorso Viotti nel 1978 ed ha ottenuto riconoscimenti ai Concorsi Internazionali Bach di Lipsia e Washington così come al Concorso Schumann di Zwickau, al Concorso Casadesus di Cleveland ed al Concorso Dino Ciani alla Scala di Milano. Nel 1985 ha vinto il Concorso Internazionale Bach di Toronto.
Prevendita Biglietti
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Prenotazione telefonica
Chi risiede fuori Monfalcone può prenotare telefonicamente (tel. 0481 790 470, dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 19) al massimo due posti, a partire dal secondo giorno di prevendita (informazioni più dettagliate sul sito del Teatro).
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lunedì 8 gennaio 2007
Due concerti sinfonici per la Fondazione Petruzzelli
Per la rassegna dedicata alla Musica Sinfonica della “Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari”, lunedì 15 Gennaio alle 21,00 al teatro Piccinni, il maestro Renato Palumbo (nella foto) dirigerà l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. Il programma della serata comprenderà la Sinfonia n. 5 in Si Bemolle Maggiore D.485 di Franz Schubert e la Sinfonia n.4 in Mi Minore Op.98 di Johannes Brahms. Il prossimo venerdì 26 Gennaio alle 21,00, questa volta presso l’auditorium della Guardia di Finanza, il maestro Günter Neuhold dirigerà la medesima orchestra nella Sinfonia n.9 per soli, coro e orchestra in Re minore Op. 125 di Ludwig van Beethoven. I solisti vocali saranno nell'ordine: Alexandra Wilson (soprano), Gabriella Sborgi (mezzosoprano), Kristian Elsner (tenore), Daniel Borowski (basso). Sarà la prima volta del nuovo “Coro della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari” preparato dal M° Franco Sebastiani. Info. botteghino del teatro Piccinni, Corso Vittorio Emanuele 84, Bari. Tel. 080.521.24.84.
Invito alla danza con Jean Françaix
Fu allievo di Nadine Boulanger, rivelandosi poi a soli vent’anni con il Concertino per pianoforte e orchestra. Parliamo di Jean Françaix compositore e pianista francese nato a Le Mans nel 1912 e scomparso a Parigi nel 1997, giusto dieci anni fa, dopo una carriera creativa lunga ed intensa. Nella sua cospicua produzione manca curiosamente uno spazio significativo dedicato al pianoforte, strumento tra l’altro che lui stesso ben suonava. L’ambiziosa etichetta barese DAD Records, creata pochi anni fa da Filippo Lattanzi e Annalisa Pisanu, ma che già vanta una trentina di stimolanti pubblicazioni discografiche (altrettante sono “in cantiere” per l’anno appena iniziato), ha raccolto i pochi titoli dedicati al pianoforte da Françaix nello spazio di un solo elegante e pur corposo compact disc. Protagonisti del cd sono le pianiste Maria Gabriella Bassi e Claude Françaix, figlia del compositore. E proprio attraverso le note di copertina contenute nel booklet, ricaviamo le riflessioni di Claude, figlia del compositore: “Attraverso i brani scelti l’ascoltatore potrà cogliere lo scopo perseguito da Jean Françaix: dar da pensare e sentire nell’animo, senza mai annoiare e ponendo il virtuosismo, arduo ma mai scontato, al servizio di idee sempre chiare; sia che esse illustrino il più possibile i difficili poemi di Paul Valéry (Eloge de la Danse), sia che esse riproducano l’impronta del più spericolato virtuosismo di un pezzo da concorso ( Sonate puor piano), sia che evochino la magia del mondo di Gutenberg (Huit Variations Gutenberg) o che si abbandonino al piacere della danza attraverso il tempo e lo spazio (Scuola di ballo, Danse des Trois Arlequins, Danses Exotiques).” Un disco, a conti fatti, di un certo interesse che permette, grazie alle deliziose quanto brillanti letture offerte da Bassi e Françaix di poter appieno apprezzare la musica di colui che a suo tempo venne definito da un critico francese una sorta di “Offenbach formatosi alla scuola di Ravel”. E questo gustoso cd, che è decisamente un autentico invito alla danza nelle sue mille preziose sfaccettature ritmiche, dà ragione a questa arguta definizione.
Valzer, polke e i concerti della Camerata
L'anno nuovo è cominciato nel segno della musica (nei suoi generi più disparati, dalla Classica al Jazz, dal Rock al Pop) a Bari come in moltissime città italiane. Ancora stasera e nei prossimi giorni sono previsti altri concerti dedicati, per esempio, agli intramontabili valzer e alle Polke della famiglia Strauss, Lehar, Von Suppè etc.Anche l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari nel suo primo concerto del 2007 suonerà questa sera le accattivanti musiche viennesi, diretta da Nicola Giuliani (Teatro Piccinni, alle 20.30). Da segnalare, inoltre, tre pregevoli concerti organizzati, nello spazio di appena due settimane al Piccinni, dalla Camerata Musicale Barese: domani quello del chitarrista Wladimir Gorbach, poi seguiranno il duo per violino e pianoforte costituito da Fabrizio Von Arx e Bruno Canino (il 16 gennaio) e il duo pianistico Arciuli-Libetta (nella foto il maestro Francesco Libetta, il 22 gennaio). Info: 080.5211908.
mercoledì 3 gennaio 2007
Concerti di solidarietà
La musica come strumento di crescita individuale e collettiva: con questo auspicio la “Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari”, dopo il caloroso successo dell'Assassinio nella Cattedrale allestito il 22 dicembre scorso in una Basilica di San Nicola stracolma di spettatori (nella bella foto di Vito Mastrolonardo vediamo in azione il celebre basso Ruggero Raimondi) promuove domani, giovedì 4 gennaio 2007, un significativo appuntamento musicale con due concerti dedicati ai detenuti della Casa Circondariale di Bari e ai piccoli ricoverati nella Clinica Pediatrica del Policlinico barese. Un messaggio di solidarietà e condivisione: questo l’intento con cui la “Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari”. Le due iniziative rappresentano un’occasione per avvicinarsi, con ritrovata sensibilità, alle tematiche sociali e sentire il carcere e l’ospedale come parte integrante del nostro territorio, regalando un momento musicale anche a chi non ha la possibilità di ascoltare un concerto dal vivo. Due concerti che vogliono dunque rappresentare un’occasione per rafforzare il legame fra i cittadini, il vasto reticolato delle associazioni di volontariato e le Istituzioni.
GIOVEDI 4 GENNAIO – CASA CIRCONDARIALE DI BARI /
Il concerto è organizzato in collaborazione con l’Area Educatori della Casa Circondariale barese e vedrà protagonisti Raffaella Ambrosino (mezzosoprano), Antonio Muserra (baritono) e Giuseppe Lamalfa (pianista) in un programma dedicato ai “Classici Napoletani del Settecento”.
GIOVEDI 4 GENNAIO – CLINICA PEDIATRICA POLICLINICO DI BARI /
Alle 17,00, la musica “invaderà” la Clinica, diffondendo in ogni angolo il suo straordinario messaggio d’amore e di speranza rivolto a tutti i bambini colpiti dalla sofferenza.
Il concerto rientra nelle celebrazioni organizzate in occasione dell’80° anniversario della fondazione della Polifonica Barese e gode del patrocinio dell’Assessorato alle Culture del Comune di Bari e della “Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari”. L’evento è stato organizzato in collaborazione dell’APLETI, l’Associazione Pugliese per la lotta contro le emopatie ed i tumori dell’infanzia, e con la Direzione delle Cliniche Pediatriche del Policlinico di Bari.
L’iniziativa rappresenta l’ideale aspirazione dell’istituzione benefica barese, così come nelle intenzioni del suo fondatore Biagio Grimaldi: quella di mettere la musica al servizio dei cittadini ed in particolare dei più giovani e dei più deboli. Una musica che sia mezzo di comunicazione e crescita morale e culturale ed al contempo vero e proprio strumento terapeutico.
L’esecuzione del concerto è affidata al M° Emanuela Aymone ed alla pianista Lucia Conca, accompagnate dal Coro dell’Associazione Polifonica Barese “Biagio Grimaldi” e dal Coro delle voci bianche del Conservatorio di Bari “N.Piccinni”.
Per l’occasione sarà possibile visitare la mostra dedicata agli 80 anni della Polifonica, nella sede di “Casa Piccinni”, in piazza Mercantile a Bari vecchia. (Orario: mattina h 10,00-12,00 e pomeriggio h 19,00-21,00).
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