mercoledì 9 maggio 2007

Esce un nuovo libro sul Teatro Petruzzelli firmato dal critico Egidio Pani

Egidio Pani, torna in libreria (dopo 12 anni dal suo ultimo lavoro: “Immaginare Bari”) con “La maschera caduta. Il Teatro Petruzzelli di Bari”, appena pubblicato da Levante Editori (e-mail: levanted@tin.it). E’ la storia di un Teatro che diventa il mito di una città, di una Regione, del Mezzogiorno sulla sfondo di una città Bari, il cui “mistero” l’autore vuole finalmente svelare.
Una storia che si fa attualità, una emozione in corsa. Ed è, al tempo stesso, un racconto, una favola, come scrive nella “presentazione” l’illustre italianista Francesco Tateo, perché “tutto quel che si è appreso sul famoso Teatro, ma frammentariamente e lacunosamente, viene narrato per filo e per segno e c'è da rimanere ammirati come il narratore si muova disinvoltamente, collocando in epigrafe ad ogni capitolo un suggestivo ed eccentrico richiamo a testi famosi che, simbolicamente ma anche sibillinamente, alludono allo straniamento della favola in atto”.
Per comprendere i 16 anni del dopo incendio senza più segreti Pani fa anche una puntuale ricostruzione delle vicende teatrali della Puglia. Una Regione centrale nello sviluppo delle attività teatrali nel Mezzogiorno, sulle tracce di una ricerca sulla cultura regionale pugliese del ‘900.
Polemici ed attualissimi i contenuti degli “appunti finali” sull’evoluzione del Teatro Lirico in Italia, e la politica dello spettacolo in Italia (Ministero, Enti, etc.). E il libro può infatti essere paradossalmente letto iniziando dalla fine.
I Capitoli del libro: “Nascita di un Teatro, nascita di una città”, “Il Teatro di carta.”, “Un Politeama per tutte le stagioni”, “ …..brucia, ragazzo brucia….”, “Il giuoco delle parti”, “…a Roma, a Roma…”, “Una Fondazione lirica, perché.”, “L’esproprio espropriato”, “Conclusioni in–concluse. Per un teatro diverso e nuovo”. Due le “Note a margine”: Così è, se vi pare. Un Ministero, tanti Ministeri”; “Storia e non storia del teatro lirico in Italia”.
Egidio Pani, giornalista e critico teatrale per molti anni della Gazzetta del Mezzogiorno si occupa di economia della cultura, di organizzazioni istituzionali nel settore dei beni e delle attività culturali e della Pubblica Amministrazione e inoltre è stato anche vice Sindaco di Bari nella precendente Amministrazione Comunale guidata da Simeone Di Cagno Abbrescia.
Il nuovo contributo di Pani alle note vicende del Petruzzelli non mancherà, soprattutto in questi giorni in cui (pare certo) ripartiranno finalmente i lavori per il completamento del restauro del Teatro, di accendere ulteriori ed interessanti spunti di riflessione sulla "telenovela barese" più straziante e vergognosa di questo ultimo ventennio.

martedì 8 maggio 2007

Notizie da Casa Giannini

“Gentili amici, vogliamo informarvi che il previsto appuntamento in data 10 maggio con la presentazione del libro di Alessandro Zignani "LA CITTA' DELLA MUSICA" viene spostato a Giovedì 31 maggio.Venerdì 18 maggio per il ciclo Prima della prima - PerCorsi d'Opera avremo la conversazione su "TOSCA", in cartellone per la Stagione lirica della Fondazione Petruzzelli. Martedì 29 maggio appuntamento per la presentazione del libro di Annamaria Giannelli "ORAZIO FIUME - MUSICISTA DEL NOVECENTO". A presto.” Casa Giannini (Pianoforti) - Bari

lunedì 7 maggio 2007

Un appello per la Musica nelle scuole di Gisella Belgeri

"Gentili amici,
è partita la grande campagna di sensibilizzazione per favorire una attenzione speriamo costruttiva sulla necessità di includere la musica tra le materie importanti dell’ insegnamento nelle scuole italiane. E’ al momento un percorso di “avvicinamento” dove occorre insistere e specialmente dove noi musicisti e operatori dobbiamo essere decisi nel far capire l’ importanza della questione senza lasciare da soli coloro che lavorano nelle scuole. Sono importanti i mass-media e i genitori. Ma sono importanti coloro che lavorano nell’ arte e nella musica. La politica e anche buona parte del mondo della scuola non sono così interessati a far passare la questione se non sono...”molto accerchiati”! Come prima cosa, al di là delle molte iniziative che stanno per esser varate vi comunichiamo che il Cemat, in accordo col Ministero per la Pubblica Istruzione, ha lanciato un Appello sul suo sito, all’ indirizzo sottocitato, dove è possibile firmare una adesione o anche lasciare testimonianze, informazioni di iniziative, articoli ecc... E’ stata anche fissata dal Ministro una Giornata della Musica nelle Scuole, che si terrà d’ ora in poi intorno al 5 maggio, ma si tratta di un tassello tra le tante cose da fare.Le scuole in musica sono on-line al seguente indirizzo: http://www.cematitalia.it/scuole
Visitate il sito, firmate per piacere e, se lo ritenete, date anche suggerimenti o lasciate messaggi. Saranno graditi e pubblicati. Molto cordialmente." Gisella Belgeri

Stefano Bollani in tournèe con l'ICO della Magna Grecia

Si concluderà a Molfetta mercoledì 9 maggio la serie di concerti che il pianista Stefano Bollani e il maestro Mirko Guerrini insieme all’Orchestra della Magna Grecia di Taranto stanno tenendo in Puglia. Dopo Castellana Grotte, Taranto e Lecce sarà la volta del Teatro Odeon di Molfetta che a partire dalle ore 20.30 ospiterà il duo jazz che propone l’ultimo lavoro di Bollani e Guerrini intitolato “Sette Motivi per amare Mozart”.
Bollani si muove con agilità e ironia tra radici classiche, standard jazzisti, canzone leggera e creazioni originali, e anche, questa volta, proporrà un repertorio dedicato a chi ama gli artisti “fuori dagli schemi”.
In tutto questo sorretto da Mirko Guerrini che, oltre a scrivere con Bollani le musiche originali del lavoro, ne ha curato gli arrangiamenti e dirigerà l’Orchestra tarantina.
Mozart è solo il punto di partenza per i due autori di un viaggio musicale che cerca affascinanti quanto stimolanti punti di contatto tra Classica e Jazz. Un lavoro senza dubbio interessante ascoltato da chi scrive la scorsa estate durante il Talos Festival a Ruvo di Puglia. Infotel botteghino Teatro Odeon di Molfetta tel. 080.3971920.

Schiff suona Bach a Milano

Per il ciclo delle "Settimane Bach" il celebre pianista ungherese András Schiff (domani 8 maggio alle ore 19.30 nella Sala Verdi del Conservatorio) eseguirà per la Società del Quartetto di Milano le Sei Suites Inglesi. Il pianista ungherese ha fatto notoriamente dell'interpretazione di Bach, il caposaldo di un repertorio sconfinato, sempre dominato con ferrea precisione tecnica e perfetta sensibilità stilistica. Tali qualità hanno senza dubbio reso Schiff uno dei più grandi pianisti del nostro tempo. Da non perdere.

I concerti di Daniel Barenboim per l'Accademia di Santa Cecilia

5/7/8 maggio : Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Antonio Pappano (direttore) e Daniel Barenboim (pianoforte) in programma musiche di Goffredo Petrassi "Salmo IX", Ludwig van Beethoven il "Concerto per pianoforte e orchestra n.3" e di Franz Liszt il "Concerto per pianoforte e orchestra n.1".
Argentino di nascita, Daniel Barenboim (nella foto) fu allievo di Igor Markevitch e Wilhelm Furtwaengler, che diedero un inconfondibile imprinting alla sua carriera musicale. Nel 1952 debuttò come pianista proprio a Roma, e fu in omaggio a quell'esordio che qualche anno fa vi fece ritorno per un trionfale recital pianistico a Via della Conciliazione. Nel concerto diretto da Pappano eseguirà da solista ben due Concerti per pianoforte e orchestra: il Primo di Franz Liszt, che in soli 20 minuti alterna 5 movimenti di prodigioso e brillante virtuosismo, e il Terzo di Beethoven, il primo tra i grandi concerti protoromantici per piano e orchestra. Autentico mito vivente della musica d'oggi, Barenboim può vantare al suo attivo incarichi di grande prestigio, come i suoi intensi anni parigini alla guida dell'Orchestre de Paris, o sul podio della Chicago Symphony, senza contare i suoi impegni ai Festival di Edimburgo e soprattutto Bayreuth, in cui si è guadagnato una formidabile reputazione di interprete wagneriano. Non si può tacere, a proposito del Concerto diretto da Pappano, della presenza a inizio di serata del Salmo IX di Goffredo Petrassi, scomparso quattro anni fa a 99 anni di età. Composto negli anni '30, è un'opera giovanile nella quale il grande compositore del '900 italiano comincia a definire un linguaggio modernissimo fatto di astrattismo atonale aderente soltanto marginalmente alla dodecafonia e alla serialità.
Un recital di Daniel Barenboim al pianoforte è invece previsto il 10 maggio. In programma Franz Liszt: Années de pèlerinage (Italie: nn.4, 5 e 6 Sonetti del Petrarca; n.7 Après une lecture de Dante) Légendes: San Francesco d'Assisi e Parafrasi dalle opere di Verdi "Trovatore", "Aida" e "Rigoletto".
Nel concerto da solista al pianoforte, Daniel Barenboim renderà omaggio all'Italia, che ne ospitò il debutto nel '52 all'età di nove anni, attraverso un autore a lui molto caro, che in Italia visse a lungo sia in gioventù che in età avanzatissima: Franz Liszt. Composti nell'ardore degli anni giovanili mentre in compagnia della sua amante (da cui ebbe tre figli, tra cui Cosima, futura moglie di Wagner) viaggiava tra la Svizzera e il Bel Paese, le Annèes de pèlerinage sono una raccolta musicale che di quei viaggi è quasi un diario. I brani italiani si ispirano all'arte e alla letteratura del nostro Paese, e proprio quattro di questi ultimi sono stati selezionati da Barenboim per la serata romana: la versione per pianoforte solo di tre Sonetti del Petrarca, e la Fantasia quasi Sonata ispirata a Dante, composta di getto in seguito alla forte suggestione scatenata dalla lettura dell'episodio di Paolo e Francesca nella Divina Commedia. Ma i brani che senza dubbio esalteranno il pubblico del concerto sono le celebri "parafrasi" verdiane, brani di elevatissimo virtuosismo, in cui la fantasia del più grande pianista dell'800 rielabora in versione pirotecnica i temi più popolari delle opere di Verdi, tratti dal Trovatore, dall'Aida e dal Rigoletto: testimonianze di quanto il nostro maggiore operista fosse all'epoca già conosciuto e amato in tutta Europa.


venerdì 4 maggio 2007

Abbado, Argerich, Blacher, la MCO e la Notte Stellata di Van Gogh di Milijana Pavlovic

Ferrara Musica dal 26 al 30 marzo ha potuto contare su una squadra di artisti-ospiti straordinari. Quattro giorni di prove (chiuse al pubblico) hanno visto nel Teatro Comunale della città emiliana nell’ordine: Kolja Blacher, Martha Argerich, la Mahler Chamber Orchestra, diretta da Claudio Abbado. Il programma del concerto aveva inizialmente previsto solo Blacher in veste di solista nella prima parte; d’altro canto, la Argerich si trovava in debito con i ferraresi (l’anno scorso per motivi di salute era stato infatti cancellato il concerto ferrarese) ma aveva anche promesso che sarebbe tornata l’anno seguente. Promessa mantenuta. Vecchi amici da sempre, per loro – alludiamo naturalmente ad Abbado e Argerich - suonare insieme è sempre motivo di gioia. Questa volta però, l’occasione era straordinaria: hanno scelto, infatti, il Concerto n. 3 in do maggiore op. 26 di Sergei Prokofiev; sì proprio quello stesso meraviglioso concerto che suonarono insieme ai Berliner Philharmoniker in quel lontano 1967, lo stesso anno che lo incisero poi per la Deutsche Grammophon. Quarant’ anni dopo, eccoli dunque di nuovo con lo stesso concerto, ma con una maturità, dopo ben quarant’anni, ancor più straordinaria. La prima parte del concerto oltre al 3° Concerto di Prokofiev aveva in programma il Concerto per violino e orchestra di strumenti a fiato op. 12 di Kurt Weill al violino il celebre solista Kolja Blacher, già in un recente passato “spalla” dei Berliner Philharmoniker e adesso nello stesso ruolo alla Lucerne Festival Orchestra. Nella seconda parte, Abbado ha diretto infine la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 di Beethoven. Il teatro era affollato (a questo punto viene voglia di domandarsi quante di quelle persone dentro il Teatro Comunale di Ferrara erano davvero venute per la Musica e quante invece solo per farsi vedere in sala con dei personaggi famosi?), anche se i biglietti non costavano poco: è vergognoso infatti che il teatro ferrarese per un ingresso in loggione chieda 25 euro. Nel programma di sala era poi inserito un foglio, dove il Maestro Abbado aveva deciso di dedicare il concerto alla memoria di Laura Dubini, la giornalista del Corriere della Sera scomparsa pochi giorni prima, cara amica di Abbado; una persona oltretutto con cui il maestro condivideva non solo la passione per la musica, ma anche le terribili sofferenze per il tumore che li aveva entrambi colpiti. Laura purtroppo non ce l’ha fatta. Il Concerto di Weill ha aperto la serata. Un brano eseguito di rado e con un organico particolare (due flauti, oboe, due clarinetti, due fagotti, due corni, tromba, timpani, xilofono, percussioni e contrabbasso), nel quale il ruolo importante dei fiati anticipa il colore sonoro dei brani posteriori del compositore berlinese. Blacher ha saputo tirar fuori tutta l’espressività necessaria in questo dialogo tra lui e l’orchestra con un virtuosismo libero, ma domato, proprio quanto ci vuole per non esagerare. Un discorso carico di espressionismo con un forte “odore” di Stravinski, ove (per un esito decente, per non parlare di qualcosa in più) l’ascolto reciproco e molto attento tra tutti gli esecutori in scena è assolutamente indispensabile e a Ferrara gli “interlocutori” si sono dimostrati più che adatti al ruolo. E’ arrivata poi la volta di Prokofiev, con Argerich e Abbado in piena forma (tornato da Caracas solo 2 giorni prima delle prove). Teatro in attesa. Un’emozione quasi indescrivibile. Il brano diventato quasi un culto, nelle mani della Argerich è sempre stato una sorta di evento. Con Abbado, si sa, ci si può sempre aspettare di tutto. Prima del concerto abbiamo ascoltato quel disco del 1967 lodato dappertutto ancor oggi, per cogliere meglio la più che probabile differenza e i pensieri artistici. Ed è successo qualcosa di straordinario. Come se fosse la prima volta, come se fossero di nuovo ragazzini dell’età degli orchestrali dell’eccezionale M.C.O. Risultato: incantarono tutti, cominciando dall’ orchestra; Argerich e Abbado, fecero una festa tutta loro, fra una marea di sorrisi e un fuoco incandescente di idee e energia che non calava mai. Lo “tsunami” Argerich si trovava in una sintonia mirabile con Abbado e orchestra, mostrando fino in fondo il significato di suonare insieme e suonare per la Musica. Martha Argerich quella sera ha superato se stessa, lasciandosi andare completamente, con una gamma dinamica incredibile, sia musicale che personale. Con il teatro scattato in piedi all’ultimo suono del concerto, la celebre pianista, forse ancora sotto la fortissima impressione del brano appena terminato, ha regalato al pubblico una Mazurka di Chopin come bis, invece di una delle sue solite terribili esecuzioni delle sonate di Scarlatti. Dopo l’intervallo, rimasti sul palco solo l’orchestra e Abbado, hanno eseguito la celebre Sinfonia “Pastorale” di Beethoven, un capolavoro tanto lodato e tante volte anche rovinato. Dopo il celebre ciclo beethoveniano fatto a Roma e Vienna nel 2001 con i Berliner Philarmoniker che aveva superato di molto il ciclo registrato per la Deutsche Grammophon, era difficile credere di poter sentire ancora qualcosa di più rivoluzionario. Tutti i presenti al teatro erano pronti per tutto salvo per quello che poi è successo. Elettrizzati dalla visione abbadiana i giovani orchestrali della Mahler, seguivano quasi come un’onda il corpo del direttore trasformatosi egli stesso in…Musica; le sue mani non sembravano più mani, ma pennelli da cui uscivano mille colori per un quadro di pura gioia di vivere. Che Pastorale incredibile! Con una tendenza quasi cameristica, anche nella fedeltà all’organico originale beethoveniano, Abbado, che non smette mai di studiare una partitura, ha conferito a questo capolavoro, talora così abusato e “soffocato”, una libertà, un’aria di freschezza, leggerezza di respiro e di movimento uniche, pur rimanendo sempre all’interno della struttura musicale. E’ stata insomma una lettura moderna ma allo stesso tempo puramente beethoveniana e concordata con il dettato della partitura fino a far sentire anche quei colori barocchi che si perdono così facilmente in un organico esagerato, o peggio, con una lettura sbrigativa e superficiale. Il pubblico, almeno quello che se ne intende, era letteralmente a bocca aperta. Si parlerà a lungo di questo concerto. Sarà pubblicato anche un disco, per far sentire anche agli altri la magia dei suoni di una sera ferrarese del tutto particolare, in cui i dischi sentiti prima del concerto diventarono improvvisamente la "Notte Stellata" di Van Gogh in bianco e nero davanti ai colori inimitabili e indescrivibili dell’originale.

Il grande chitarrista David Russell suona per il Caffè d'Arte di Bari

Martedì 15 maggio presso la Sala Giuseppina del Teatro Kursaal Santalucia di Bari ci sarà l'ultimo evento della stagione musicale 2006/2007 splendidamente organizzata e curata dal maestro Domenico Del Giudice per il Caffè d'Arte Dolceamaro. Protagonista della serata sarà il celebre chitarrista scozzese David Russell (nella foto), recente vincitore nel 2005 del 47° Grammy Award. Una serata da non perdere. In programma musiche di Bach, Granados, Weiss, Barrios e Mertz. Infotel: 080.5289368

Recital della pianista Paola Bruni a Barletta

Domenica 6 maggio alle 18.30 per la stagione concertistica della Associazione Amici della Musica Mauro Giuliani di Barletta ci sarà il concerto della pianista Paola Bruni. In programma musiche di Strawinsky, Skrjabin, Prokofiev e Ravel.
Paola Bruni è certamente fra le più apprezzate pianiste italiane e torna sul palco del Teatro Curci dove proprio l’anno scorso raccolse un notevole successo di pubblico e di critica.
La Bruni ha vinto numerosi premi nell’ambito di Concorsi nazionali ed internazionali come “ Coppa Pianisti d’Italia” ad Osimo 1982, “Esecuzione Musicale” a Pescara 1983, “Speranza” a Taranto 1985 e “Pretoria” in Sud Africa 1986. Infotel: 347.6194215 - 329.2235279

giovedì 3 maggio 2007

Sviridov e Shostakovich nel prossimo concerto organizzato da Musica Rara

L’Associazione milanese “Musica Rara” ricomincia da maggio la sua stagione con un concerto di notevole interesse. Verrà infatti eseguito (per la prima volta nel capoluogo lombardo) il Trio in la minore per volino, violoncello e pianoforte di Georgij Vasil’evič Sviridov (nella foto), musicista sovietico noto soprattutto per le sue composizioni vocali e che pur partendo dai classici russi seppe sviluppare al contempo un proprio linguaggio musicale capace di rappresentare le tensioni e la drammaticità del suo tempo. Particolare importanza riveste tra le sue opere strumentali e cameristiche proprio questo Trio con pianoforte in la minore composto nel 1945.
Nella seconda parte del concerto verranno poi eseguite le Sette Romanze su poesie di Aleksàndr Blok per pianoforte, violino, violoncello e voce di soprano composte da Dmitri Shostakovich nel 1967 per celebrare il 50° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Il concerto avrà luogo a Milano domenica 6 maggio alle ore 16.00 nella Sagrestia del Bramante presso la Chiesa di S. Maria delle Grazie. I suddetti lavori saranno interpretati dal Musica Pesaro Chamber Group (violino: Elisabetta Matacena, violoncello: Luca Bacelli, pianoforte: Alla Volkova e soprano: Ala Simoni). Infotel/fax: 02. 42 32784 / E-mail : mrara@tin.it -Website: http://www.musicarara.org/

mercoledì 2 maggio 2007

La Trisha Brown Dance Company balla per la Fondazione Petruzzelli

Dalla "Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari" in collaborazione con l’Ater, (Associazione Teatrale Emilia Romagna) un nuovo appuntamento con la grande danza contemporanea. Domani 3 maggio (alle 21) al Teatro Piccinni di Bari si esibirà infatti la celebre Trisha Brown Dance Company. In programma: "Set and Reset", che ha reso famosa la compagnia in tutto il mondo nel panorama della coreografia astratta, "Present Tense", esempio di narrazione emozionale tipico dello stile della Brown e "Groove and Countermove", ultima opera di una appassionante trilogia jazzistica. Informazioni e prenotazioni Botteghino del Teatro Piccinni: 080.521.24.84

L'RBR Dance Company presenta in prima italiana a Bari "Statuaria"

Sarà il “Teatro Danza Mediterraneo” a chiudere il 5 e 6 maggio (alle 21) la stagione della Camerata Musicale Barese al Teatro Comunale “Piccinni” con RBR Dance Company nello spettacolo “Statuaria” in prima nazionale.
Questa compagnia è stata accostata da alcuni critici all’immagine ed all’arte dei mitici “Momix”, senza però negare alla formazione del coreografo Cristiano Fagioli e Cristina Ledri piena autonomia e dignità di protagonisti.
In effetti non va dimenticato che i ballerini di RBR hanno frequentato a Suo tempo uno stage presso i “Momix” negli Usa, che ha lasciato un’eco profonda, ma senza condizionare la libera espressione della “Dance Company”.
La RBR nasce nel 1998 dopo una intensa esperienza di Cristiano Fagioli e di Cristina Ledri a New York e a Parigi; nel 1999 crea per i Mondiali di Ciclismo a Verona una coreografia “Bicycle 2000” e debutta ufficialmente il 5 dicembre con lo spettacolo “RBR Show” al Teatro Greco di Roma.
Nel 2000 viene riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Da allora la Compagnia passa di successo in successo con coreografie sempre nuove, geniali e raffinate con lo stile e lo spessore di una gran classe.
Si esibisce anche all’estero ed in numerose trasmissioni televisive.
“Statuaria”, lo spettacolo, è l’interpretazione della danza come perfetto linguaggio del corpo che si esprime solo per movimenti e linee senza il soccorso dello parola. E’ una fantasia danzante ricca di suggestioni che libera le statue dal marmo. La formula fondamentale consiste in un pò più di danza ed un po’ meno di atletismo.
Il “Gazzettino di Venezia” ha definito “Statuaria” uno “spettacolo elettrizzante, carico di vitalità, con un gran senso di leggerezza e, nel contempo, di potenza, fantasia e dominio tecnico, in cui si danza ad ottimo livello”.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi presso gli uffici della Camerata, Via Sparano 141 - Bari. Infotel: 080/5211908.

Un "Itinerario boemo" con l'EurOrchestra di Lentini

Questa sera, alle 21, presso lo Sheraton Nicolaus Hotel di Bari , si terrà il Concerto dal titolo “Itinerario boemo” per il PianoFestival San Nicola della VII Stagione dell’EurOrchestra, l’Ensemble fondato e diretto da Francesco Lentini (nella foto).
Dopo una breve riflessione introduttiva su “Milan Kundera tra Musica e Filosofia” a cura della Prof.ssa Teresa Zonno (Università di Berlino), saranno eseguite musiche per orchestra di autori boemi, come Janacek e Dvorak. Seguirà il Concerto in si bemolle maggiore per pianoforte a quattro mani e Orchestra di Kozeluh, altro autore boemo, che vedrà impegnato il duo pianistico dei fratelli Aurelio e Paolo Pollice. L’Orchestra barese sarà diretta naturalmente da Francesco Lentini. Infotel: 080 574.45. 59 /
e-mail: eurorchestra@libero.it

Il "Bar Florida" al Traetta di Bitonto


Prima assoluta venerdì 4 maggio alle 21 al Teatro comunale “T. Traetta” di Bitonto per il nuovo allestimento dell’Officina Teatrale:

"BAR FLORIDA"

è prodotto dal Teatro Comunale “Tommaso Traetta” di Bitonto il nuovo allestimento dell’Officina Teatrale, diretta da Pino Casolaro.
La produzione è stata patrocinata dall’Assessorato alla Cultura e dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Bitonto. I testi sono dell'assessore-poeta-musicista Vittorino Curci (nella foto, Premio Montale per la poesia inedita) con musiche originali di Vincenzo Mastropirro (suoi alcuni brani dell’ultimo cd del celebre trombettista jazz Paolo Fresu), mentre l’adattamento teatrale è stato curato da Pino Casolaro, che firma anche, con Massimo Montagano, la regia dello spettacolo.
In scena ci saranno i musicisti Aldo Bucci (tromba/flicorno), Giuseppe Volpe (fisarmonica), Francesco Cinquepalmi (contrabbasso), Antonio Dambrosio (percussioni), Vincenzo Mastropirro (flauti), e tre personaggi, l’ARTISTA, l’UOMO DEL NORD e il MECCANICO, interpretati da Pino Casolaro, si muovono tra scenografie “sospese” e spazi che non sono solo del palcoscenico, dando vita ad un “racconto” in cui chi narra è anche narrato.
È l’Artista a parlare: “Io, intanto, mi lascio andare. Nessuno ci fa caso. È solo un momento…. Di due bambini che si raccontano canzoni. Di un marito che accontenta la moglie. Di una figlia che ritorna a casa. Di tre versi che sono dimore / su una striscia / di mare.”.
Lo spettacolo è parte integrante del progetto “Teatro della Terra” intrapreso dal Teatro Traetta e dall’Officina Teatrale lo scorso anno, un percorso sull’identità e la memoria alla ricerca di quel “narrare gioioso …. sentimento del tempo e delle cose che parlano di noi …. segni umani che esprimono il senso di appartenenza ad una comunità che è luogo e storia insieme e dunque memoria …. “paese”. (Nicola Pice, Sindaco di Bitonto)
Dopo la prima del 4 maggio, lo spettacolo sarà portato in giro nella prossima stagione teatrale.
Comune di Bitonto – Ufficio Comunicazione e Informazione – 080.3716105 - 3290567080 /Officina Teatrale -Vico Quattro Porte, 3 Foggia - telefax 0881231582 - www.officinateatrale.it