giovedì 11 ottobre 2007

Antonio Pappano inaugura la bella stagione dell'Accademia di Santa Cecilia nel segno di Berio e Rossini

S'inaugura sabato 13 ottobre alle 18.00 presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma (con repliche il 14 alla stessa ora e il 15 alle 21.00) la stagione sinfonica dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Come di consueto il concerto d’apertura è riservato al direttore musicale della storica compagine capitolina, il maestro italo-inglese Antonio Pappano (nella foto).
Nello stimolante programma ci sono la “Sinfonia per otto voci e orchestra” di Luciano Berio e lo “Stabat Mater” di Gioacchino Rossini (solisti vocali: Emma Bell, Sonia Ganassi, Dario Schmunck e Ildebrando D’Arcangelo, oltre ai Swingle Singers). Tutto il prelibato cartellone della stagione è disponibile sul sito dell’Accademia con relativi prezzi dei biglietti e degli abbonamenti.

Un omaggio alla toccante liederistica brahmsiana dall'associazione Musica Rara di Milano

Domenica 14 ottobre (alle 16.00), presso la Sagrestia del Bramante in via Caradosso, 1 a Milano, si terrà per la stagione dell'Associazione Musica Rara un concerto per canto e pianoforte. In programma il ciclo "Die schöne Magelone" op. 33 di Brahms eseguito da Stefania Donzelli (soprano) - Giacomo Rocchetti (pianoforte) e Claudio Raimondo (voce recitante).
Le “romanze” da “La bella Magelone” di Tieck che formano l’op. 33 di Johannes Brahms sono una singolare composizione che spicca non solo nell’insieme della produzione dell’ autore ma anche nel panorama del Lied romantico. Si tratta di l5 canti, o “romanze”, che musicano altrettante poesie inserite nella narrazione in prosa de “La meravigliosa storia d’amore della bella Magelone e del conte Pietro di Provenza” di Ludwig Tieck (1773-1853), poeta, scrittore e drammaturgo tedesco, uno dei fondatori del Romanticismo. La fonte letteraria della fiaba, o leggenda, ripresa da Tieck, risale ad un poema francese del XII secolo che narra l’amore di Pietro di Provenza e della bella Magelone figlia del re di Napoli, la loro fuga nei boschi e le successive drammatiche vicissitudini (tempeste di mare, prigionia fra gli infedeli su nave saracena, rifugi in capanne solitarie) fino al gioioso “happy end” che li vede sposi felici.
Brahms conosceva e prediligeva la leggenda fin dall’infanzia e quando ne lesse la versione di Tieck, rimase colpito dall’ incantevole clima della narrazione che esaltava sentimenti puri e primitivi nella cornice squisitamente romantica di una natura fiabesca e sognante, che già suggeriva accenni musicali. Decise quindi di musicare 15 delle 18 poesie con le quali Tieck aveva marcato i punti salienti della vicenda e iniziò la composizione durante un soggiorno in casa di Robert e Clara Schumann a Münster am Stein, portandola a termine dopo la morte di Schumann, fra il 1861 e il 1869. Dedicò il ciclo al baritono Julius Stockhausen, suo grande interprete ed amico, e con lui ne eseguì in pubblico la prima serie ad Amburgo il 4 aprile 1862.
Pietro di Provenza spicca quale protagonista assoluto del racconto e i suoi canti sono l’espressione di stati d’animo e reazioni alle drammatiche vicende via via affrontate. La serie delle romanze ha senso solo se inquadrate nel corso della narrazione, perché ognuna di esse esprime e rappresenta musicalmente una scena o un momento psicologico del personaggio. Brahms, che non scrisse mai per il teatro, crea tuttavia qui scene lirico-drammatiche per un teatro virtuale per la cui piena comprensione è essenziale il collegamento con la recitazione di un testo narrativo di sintesi. Le caratteristiche singolari di questa composizione musicale hanno forse contribuito alla sua finora rarissima esecuzione nelle sale da concerto italiane e siamo quindi particolarmente lieti ed orgogliosi di presentare al pubblico milanese un capolavoro maturo e originalissimo del grande Brahms. Infotel: 02.4232784 / e-mail: mrara@tin.it

La ricca stagione dell'Associazione Siciliana degli Amici della Musica


"Nel primo semestre del 2007, l'Associazione Siciliana Amici della Musica ha già superato le 30.500 presenze, realizzando un incremento pari al 17% rispetto allo stesso periodo del 2006 e del 145% rispetto al 1998: gli Amici della Musica si confermano così come la prima istituzione siciliana perpresenze di pubblico e tra le primissime in ambito nazionale". Con queste parole Francesco Agnello, presidente dell'Associazione, ha introdotto lanuova Stagione concertistica 2007/2008 che si svolgerà al Politeama Garibaldi, grazie alla convenzione siglata con il Comune di Palermo escaturita dal preciso impegno del Sindaco in favore dell'Associazione. Il calendario dei concerti è stato predisposto dal direttore artistico Dario Oliveri, la cui attività in seno all'Associazione si avvale, a partire da quest'anno, del prezioso supporto del nuovo segretario generale, Cosimo Aiello.«Gli Amici della Musica», afferma il direttore artistico Dario Oliveri,«hanno ormai rinunciato all'idea che la "qualità" sia rinchiusa nelle torri d'avorio, tentano costantemente di sfuggire all'idea di una cultura per "addetti ai lavori" e si prefiggono al contrario di dialogare, attraverso linguaggi diversi, con un pubblico sempre più vasto: dagli appassionati del grande repertorio classico e romantico (ai quali è idealmente dedicato il Turno pomeridiano) sino a qual vasto segmento di spettatori certamente attratti dalla musica da camera o dalle grandi orchestre, ma al tempo stesso anche curioso di esplorare gli altri scenari o "mondi paralleli" dellamusica nel nostro tempo. A questo genere di spettatori - e sono ovviamente moltissimi - è destinato soprattutto il Turno serale, in cui prevale un gran desiderio di ascoltare e scoprire le ultime novità del momento».L'inaugurazione, rispetto alle Stagioni degli ultimi anni, è anticipata aottobre (Turno Serale, martedì 23 ottobre - Turno Pomeridiano, mercoledì 24ottobre) per consentire al pubblico degli Amici della Musica di assistere alconcerto conclusivo della tournèe dell'Orchestra Giovanile Italiana della Scuola di Musica di Fiesole diretta da Gabriele Ferro (nella foto), che giunge a Palermo dopo essersi esibita all'Auditorium del Parco della Musica di Roma e alTeatro alla Scala di Milano. La prestigiosa compagine, che ha recentemente ricevuto elogi lusinghieri dalla critica internazionale, partecipando al Ravenna Festival di Riccardo Muti, interpreta tre capolavori della letteratura sinfonica tedesca come la Sinfonia n. 8 in si minore Dv. 759"Incompiuta" di Franz Schubert (Turno pomeridiano) e l'Adagio dalla Sinfonian. 10 di Gustav Mahler (Turno Serale) insieme con l'imponente Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner, accomunate dal loro essere tutte opere"incompiute".Un importante apporto alla programmazione proviene da una serie diappuntamenti realizzati in collaborazione con il CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) è il caso del concerto del Quintetto Bibiena con il percussionista indiano B.C. Manjunath (martedì 27 novembre), dei due concerti dell'Orchestra da Camera di Mantova con la partecipazione del pianista Gabriele Carcano (14 e 15 gennaio) nei quali si susseguiranno pagine di Haydn e Mozart, nonché brani di Part e Barber; sono due anche gli appuntamenti con la celebre Cappella della Pietà de' Turchini diretta da Tony Florio che presenterà un programma di pagine dal Settecentonapoletano (2 e 4 marzo); infine dei due appuntamenti con il Divertimento Ensemble che chiuderà la stagione con il celebre "Retablo de maese Pedro" di Manuel de Falla (21 e 22 aprile). Come accade da molti anni, l'Associazione dedica una particolare attenzione al Giorno della Memoria (27 gennaio) istituito dal Parlamento della Repubblica Italiana nel 2001 in ricordo dello sterminio e delle persecuzionidel popolo ebraico e di tutti i deportati militari e politici: due gliappuntamenti nel 2007, il recital del pianista Alexander Lonquich (21gennaio), che affiancherà a pagine Chopin e Schumann, opere realizzatedurante la prigionia da due compositori ebrei, Gideon Klein e Viktor Ullmann. Nel Turno serale invece (martedì 22 gennaio) lo scrittore e critico musicale Sandro Cappelletto, affiancato dal'Ensemble Ex Novo racconterà e spiegherà il "Quartetto per la fine dei tempi", scritto da Olivier Messiaen durante la prigionia in un campo di concentramento.Non c'è dubbio che il pianoforte richiami su di sé gran parte dell'interessedel pubblico ed ecco che durante la Stagione si susseguono, fra gli altri, alcuni dei più amati e apprezzati solisti di oggi: il raffinato pianista canadese LouisLortie (lunedì 29 ottobre) con in programma celebri pagine di Schumann, Grieg e Chopin, Alexander Kobrin con due concerti dedicati al più notorepertorio di Beethoven e Chopin (lunedì 3 e martedì 4 dicembre); la grande tradizione russa con Lilya Zilbertstein (martedì 18 febbraio); il virtuosismo di Marc-André Hamelin (martedì serale 11 marzo). Pietro De Maria, legato alla prestigiosa etichetta discografica Decca, prosegue in entrambi i turni il suo progetto dedicato all'integrale del repertorio pianistico di Chopin (lunedì 19 e martedì 20 marzo). Ramin Bahrami, giovane pianista sul quale ha scommesso un'etichetta storica come la Decca, debutterà a Palermo con "L'Arte della fuga" di Johann Sebastian Bach(martedì 12 febbraio), opera simbolo che ha inciso e con la quale ha scalatole classifiche mondiali della vendita di cd.Il pianoforte avrà un aspetto "diverso" nel Turno Serale: torna infatti attesissimo il pianista-compositore italiano Stefano Bollani, personaggio molto noto e amato dal pubblico, che "a grande richiesta" dopo il successo dello scorso anno si ripresenta in Trio con Jesper Bodilsen (contrabbasso) e Morten Lud (batteria).

Fra gli altri artisti "di frontiera" ospiti del Turno serale, i Swingle Singers con i loro cavalli di battaglia da Bach ai Beatles (martedì 13 novembre).Hector Zazou, invece, presenterà le sue musiche elettroniche sulle immagini del film La passione di Giovanna d'Arco di Theodor Dreyer del 1928 (martedì 26 febbraio). Quest'ultimo e tutti gli altri concerti con artisti francesisono realizzati in sinergia con il Centre Culturel Français de Palerme et Sicile. Debutterà a Palermo, nel Turno pomeridiano (lunedì 26 novembre), il nuovo divo internazionale dell'archetto, il giovane Nikolaj Znaider a proposito del quale il "Chicago Tribune" ha scritto: "è probabilmente dai tempi del debutto del giovane Gidon Kremer, nel 1970, che non si vedeva un turbamento come quello generato dal giovane Nikolaj Znaider". E inoltre due giovani ma già celebri violiniste di livello internazionale come Isabelle Faust (in coppia con lo straordinario Andreas Staier, lunedì 4 febbraio) e Jennifer Frautschi (con il pianista Derek Han, martedì 19 febbraio).

A "onorare" il logo degli Amici della Musica, costituito da un quartetto d'archi, si susseguiranno nel turno pomeridiano il Quatour Modigliani (5novembre), il Minetti Quartet (11 febbraio), Quatuout Ysaye con il pianista Andrea Bacchetti (14 aprile); in serale il celebre Brodsky Quartet (29gennaio), il Quartetto d'Archi di Cremona con il pianista Marco Sollini (18marzo). Negli ultimi anni gli Amici della Musica hanno dedicato particolare attenzione alla chitarra: dopo la rassegna autunnale "Le Sei Corde", il 7aprile sarà ospite del turno pomeridiano l'Amadeus Guitar Duo. Sono previsti quindi 3 appuntamenti fuori abbonamento: il concerto di Paolo Fresu con The Lost Chords di Carla Bley (Politeama Garibaldi, 22 ottobre ore21), lo spettacolo "Sbek Thom" del Teatro delle Ombre Khmer realizzato incollaborazione con il Museo Internazionale delle Marionette (PoliteamaGaribaldi, 19 novembre ore 21) e infine il recital del celebre pianistapolacco Krystian Zimerman (lunedì 31 marzo).

La 76a Stagione dell'Associazione Siciliana Amici della Musica si realizza grazie al fondamentale contributo del Ministero per i Beni e le attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo, della Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione della Città di Palermo. Significativo è inoltre l'apporto di Mazda e la collaborazione con IdeaNet. Anche quest'anno si sta organizzando un servizio di bus navetta, espressamente dedicato agli abbonati del Turno Pomeridiano, che cosìpotranno raggiungere più comodamente il Teatro. Gli abbonamenti (Euro 170,00 balconata e palchi I ordine numerati; Euro140,00 platea o palchi II ordine - numerati solo per il turno pomeridiano;Euro 60,00 anfiteatro), prevedono particolari riduzioni per i giovani sottoi 30 anni (abb. Giovani: Euro 25.00), per gli studenti delle Scuole, del Conservatorio e del Corso di Laurea in Discipline della Musica (abb.Studenti: Euro 20.00), e una riduzione senior per gli over 65 (Euro 145,00balconata e palchi I ordine; Euro 116,00 platea o palchi II ordine nonnumerati).Sono previste inoltre particolari condizioni per i docenti dell'Universitàdi Palermo, delle Scuole che aderiscono al Progetto Scuola, delConservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" e dell'Istituto dei Ciechi"Florio e Salamone" (Euro 90,00 platea o palchi II ordine), nonché per ititolari Ideanet (Euro 145,00 balconata e palchi I ordine; Euro 115,00platea o palchi II ordine).
Doppio abbonamento: Euro 220,00 (platea o palchi II ordine) - Euro 180,00(platea o palchi II ordine senior/ideanet) - Euro 40,00 (giovani sotto i 30anni).Gli studenti dell'Università degli Studi di Palermo, dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, Accademia di Belle Arti "Kandinskij" di Trapani, della LUMSA di Palermo, dell'Accademia di Belle Arti "Abadir" di San Martino delleScale e del Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" di Palermo possono usufruire inoltre della Convenzione con l'ERSU (costo abbonamento: Euro 7.50per gli assistiti; Euro 17.50 per i non assistiti). Info tel. 0916547022.

Gli abbonamenti si possono acquistare esclusivamente da Ellepì (viale della Libertà, 29 c/d - tel. 091323084), Master Dischi (via XX Settembre, 38 - tel.091323151), Modus Vivendi (via Quintino Sella, 79 - tel 091323493).Informazioni: Associazione Siciliana Amici della MusicaVilla del Pigno - via Angiò, 27 - 90142 Palermo - Infotel. 0916373743.

La Società dei Concerti di Bari inaugura la sua stagione al Kursaal Santalucia


Il 14 ottobre s’inaugura alle 17.30 la Stagione Concertistica 2007 dell'Orchestra da Camera della "Società dei Concerti di Bari" presso la Sala Giuseppina del Teatro Kursaal Santalucia di Bari. Sotto la direzione del M° Benedetto Montebello (nella foto), il Duo Chitarristico Caputo-Pompilio eseguirà per la prima volta a Bari "The book of signs", concerto per due chitarre e orchestra di Leo Brouwer; a seguire ci saranno alcuni lavori del compositore norvegese Edvard Grieg. Informazioni per abbonamenti e biglietti: Box Office c/o Feltrinelli Libri e Musica di via Melo; Botteghino del Teatro Kursaal Santalucia (Largo Adua, 5/9, Bari; info: 080.524.60.70; 080.476.81.55).

mercoledì 10 ottobre 2007

Il San Carlo di Napoli si "accomoda" per tre giorni alla Scala di Milano

Il Teatro San Carlo “si accomoda” per tre giorni alla Scala di Milano. Per tre giorni infatti a partire da questa sera il Teatro San Carlo, che fu culla dell'Opera italiana, si trasferisce a Milano e dà spettacolo sul palcoscenico del Piermarini con tutte le sue maestranze artistiche: orchestra, coro, ballo. Si realizza così l'impegno assunto dal sovrintendente Stéphane Lissner, che al suo arrivo alla Scala, due anni fa, lanciò il progetto “Ospitalità Istituzioni Musicali Italiane”: aprire ogni stagione le porte del Teatro a una realtà della scena lirica nazionale offrendo spazio libero per un allestimento d'opera e un concerto sinfonico. Era quasi un dovere storico iniziare con il teatro di San Carlo, fondato nel 1737, che per l'occasione porta un titolo che rappresenta la lingua, lo stile e il tempo dello splendore di Napoli nell'Europa della musica: Socrate immaginario di Giovanni Paisiello, deliziosa commedia riscoperta da uno specialista del Settecento napoletano, Roberto De Simone (nella foto), che ne ha curato una riscrittura moderna e la regia, con le scene di Nicola Rubertelli e i costumi di Zaira de Vincentiis. La parte musicale è nelle mani di Antonino Fogliani, giovane direttore siciliano, bolognese per studi e avvio di carriera, che ha lavorato in particolare sul Settecento e il primo Ottocento, con Mozart e Rossini come cardini, e tornerà alla Scala per dirigere Maria Stuarda di Donizetti, nel gennaio 2008. Del Socrate immaginario, più citato nelle storie dell'Opera che ascoltato, come invece merita, l'allestimento del San Carlo offre una lettura mo! derna e giocosa, che mette ordine nelle molte versioni che Paisiello sovrappose in vita, secondo i luoghi in cui l'opera veniva eseguita, Milano compresa, e le forze a disposizione. Fra le due recite del Socrate immaginario (10 e 12), giovedì 11 ottobre l'Orchestra del Teatro di San Carlo darà prova di sé in un concerto sinfonico diretto da George Pehlivanian, con l'Haydn della Sinfonia n.99, i bellissimi 4 Sea Interludes di Peter Grimes di Britten, opera “marina” per eccellenza, e la Sinfonia n.2 di Sibelius.

martedì 9 ottobre 2007

Viole da gamba che incantano...

Ricordate il film “Tutte le mattine del mondo” di Alain Corneau? Probabilmente sarebbe stato il miglior prologo al concerto, promosso e organizzato dal Festival Mousiké (Musica Ritrovata 9) e svoltosi domenica sera nella splendida Gipsoteca del Castello Svevo. In quel film ambientato nella Francia della seconda metà del XVII secolo grondava insaziabile l’amore per la musica antica e in particolare per uno strumento unico di preziosa, rara intensità, la viola da gamba. Strumento che proprio negli ultimi quaranta, cinquant’anni ha vissuto una sorprendente renaissance grazie a violisti o gambisti, se preferite, del calibro di Nikolaus Harnoncourt, Jordi Savall, August Wenziger. A Bari da un paio d’anni la violoncellista e gambista Sofia Ruffino (nella foto) ha fondato l’Ensemble le Viole di Orfeo che è un complesso vocale-strumentale specializzato nell’esecuzione del repertorio rinascimentale e del primo Barocco europeo. Alle spalle oltre ad una grande passione per la musica antica, c’è però anche una certosina ricerca musicologica sulle fonti, attraverso indagini storiche, paleografiche, organologiche e iconografiche. Domenica sera, l’atmosfera delicata, riposante, danzante e decisamente ispirata nel riproporre antiche e mirabili gestualità, ha permesso di riascoltare alcuni capolavori come i Songs di John Dowland, la celebre “Marche pour la cérémonie des Turcs” di Lully, le Gavotte di Michael Praetorius e i più noti Corali bachiani; pagine che hanno saputo incantare un pubblico numeroso di appassionati e semplici curiosi (tanti rimasti sino alla fine in piedi) che ha applaudito con il giusto calore i diversi momenti del concerto.
Al pregevole ensemble strumentale si sono ottimamente aggregati per l’occasione il soprano Valeria Polizio, il mezzosoprano Antonella Nuzzi, il tenore Pino Maiorano e il basso Roberto Lella. Brava Sofia Ruffino che in appena due anni è riuscita a mettere su, in sinergia con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio barese, questo giovane e appassionato ensemble che non potrà (si spera) che crescere sensibilmente anche negli anni a venire.

Petizione dei musicisti per la giusta riforma dell'ENPALS

Alcuni amici musicisti da varie parti d’Italia mi chiedono di pubblicare nel blog questa sacrosanta petizione in modo da darle l'ulteriore necessaria visibilità. Raccolgo l’invito e la riporto integralmente qui di seguito:

“Al Presidente della Repubblica> Al Presidente del Consiglio dei Ministri> Al Ministero delle Finanze> Al Ministero dei Beni Culturali> > Gentile Presidente,> Le scriviamo per segnalarLe una gravissima ingiustizia tributaria> che da molti anni si perpetua ai danni dei musicisti che – come noi> – esercitano la loro professione nell'attività concertistica.> Per ogni concerto tenuto in Italia, la legge ci obbliga a versare> all'Enpals una percentuale del nostro cachet, e anche gli enti> organizzatori devono pagare un'ulteriore quota. In totale, per ogni> nostro concerto viene versato all'Enpals più del 30% del nostro> cachet, ma, in pratica, nessuno di noi avrà mai diritto alla> pensione da parte dell'Enpals.> Infatti, la legge prevede che la pensione per la nostra categoria> professionale venga erogata dopo almeno 20 anni di contributi, e> per raggiungere un anno occorrono 120 giornate lavorative. Poichè> generalmente un concerto viene conteggiato come una giornata> contributiva, per raggiungere un anno di contributi sarebbero> necessari circa 120 concerti effettuati in Italia con regolari> contributi versati. Per raggiungere la quota necessaria per la> pensione, ossia 20 anni, sono quindi necessari 2400 concerti> effettuati in Italia: un traguardo che nella storia della Repubbica> Italiana forse nessun concertista classico è mai riuscito a> raggiungere. Infatti la nostra professione prevede che i concerti> siano preceduti da un lungo periodo di preparazione (che l'Enpals> evidentemente ignora), e per di più molti di noi svolgono la> propria attività principalmente all'estero, la quale si solito non> rientra nei conteggi Enpals.> Noi versiamo ogni anno all'Enpals molto di più delle trattenute> previdenziali di gran parte degli impiegati statali, e, se la legge> non cambia, non solo non avremo mai la pensione pubblica, ma> neanche ci verrà restituita l'enorme cifra versata invano. Alcuni> di noi hanno chiamato il call center dell'Enpals per chiedere> chiarimenti, e ci è stato confermato quanto sopra, e addirittura> gli stessi impiegati Enpals ci hanno suggerito di provvedere in> proprio ad una pensione privata, visto che altrimenti resteremo> senza.> Questa è solo una delle varie ingiustizie che subiamo da parte del> Fisco italiano: tra Enpals, ritenuta d'acconto, Iva e altre> trattenute, più del 60% dei nostri cachet è versato in tasse. E,> sia all'estero che in Italia, spesso costiamo agli organizzatori> molto di più dei nostri colleghi stranieri, i quali godono di molte> agevolazioni che a noi non sono concesse.> Chiediamo, dunque, le seguenti modifiche alla normativa che regola> la tassazione della nostra attività:> - L'abolizione del limite minimo di 120 giornate contributive> annuali per ottenere il diritto alla pensione. La pensione, come> già avviene nella maggior parte degli altri paesi europei, deve> essere proporzionale alla somme versate all'Enpals, e indipendente> dal numero di giornate contributive.> - L'introduzione di un regime fiscale speciale per i musicisti> professionisti, che tenga conto delle caratteristiche essenziali> della produzione del reddito; la possibilità di ottenere il modulo> E 101, come per i nostri colleghi stranieri; il recupero totale> delle tasse pagate all'estero; l'introduzione di meccanismi di> detrazione fiscale degli oneri sostenuti, quali le spese di> trasferimento e soggiorno.> La ringraziamo per la Sua preziosa considerazione, augurandoci che> con il Suo aiuto sia possibile risolvere al più presto questa> paradossale situazione, che per molti versi è contraria ai principi> della Costituzione Italiana.>
PER FIRMARE ANDATE QUI: http://www.petitiononline.com/enpals/

lunedì 8 ottobre 2007

Domani l'attesa elezione del nuovo Direttore del Conservatorio di Bari

Sono tre i candidati, oltre all’uscente, il maestro Marco Renzi, che domani si contenderanno, salvo poi eventuale ballottaggio, la carica di Direttore del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. Si tratta dei maestri o professori, se preferite (considerato che il Conservatorio ha assunto a seguito della famigerata riforma Moratti una connotazione che lo mette a pieno titolo sullo stesso piano delle normali università), Enza Patrizia Iannone, Massimo De Bonfils e Nicola Scardicchio. Tutti e tre, senz’ombra di dubbio, specchiati docenti ed eccellenti artisti.
Non vorrei entrare nel merito delle tre relazioni programmatiche che mi sono giunte via e-mail dagli “sfidanti” di Renzi (ma purtroppo non da quest’ultimo).
Certo è che ad una voce i tre chiedono che le cose cambino sul serio in Conservatorio. Sulla rivista on line “Cannibali” – http://www.cannibali.it/ potete leggere, per esempio, tre interviste parallele ai suddetti candidati curate da Enzo Garofalo, mentre Marco Renzi che per ben diciotto anni ha comunque retto le sorti della massima istituzione musicale pugliese, al momento si è sottratto a pubbliche dichiarazioni e riflessioni di sorta sul tema.
Chi scrive non ha mai frequentato il Conservatorio barese nè come alunno, né come allievo, ma ne ha seguito con attenzione le attività che vi si svolgevano in qualità di giornalista e critico musicale. Soprattutto all’interno di quella importante struttura, da oltre quindici anni, abbandonata a sé stessa che era ed è, sino a prova contraria, l’auditorium dedicato al grande Nino Rota (figura musicale di riferimento mondiale che, com’è noto, per ben trent’anni diresse proprio il conservatorio barese).
Chi segue il mio blog dall’inizio sa bene come la penso. Più volte mi sono espresso in termini negativi proprio sull’inerzia da parte degli amministratori (politici e non) in ordine ai da troppo tempo auspicati lavori di ristrutturazione dell’auditorium, come anche sullo stato fatiscente e ormai inadeguato alle attuali esigenze didattiche e formative dello storico immobile adibito a Conservatorio.
Fossimo in Francia o in Germania, statene certi, si sarebbero rapidamente trovati i quattrini per costruirne uno nuovo di zecca, moderno e tecnologicamente avanzato, se non altro per rispondere appieno alle assai rinnovate esigenze di docenti ed allievi. Purtroppo così non è. E si andrà avanti per molto tempo ancora (ma quanto?) con le solite italianissime soluzioni tampone. Ci saranno probabilmente le nuove aule promesse dall’on.le Nando Dalla Chiesa, mentre non si sa ancora quando inizieranno i benedetti lavori per l’Auditorium, ratificati e protocollati in “pompa magna” dal ministro Mussi in una conferenza stampa a Bari non più di un anno fa. Ricordo che i giornali titolarono il giorno dopo l’annuncio del ministro: “l’auditorium sarà pronto entro il 2008.”
Si è trattato allora, come sempre, di sterili e demagogiche chiacchiere? Dov’è il cantiere? Dove sono gli operai e le impalcature al lavoro? Di questo passo, ritengo a ragione, rivedremo l’auditorium aperto e funzionante non prima del 2010.
Insomma, di problemi e gatte da pelare per il nuovo direttore ce ne saranno un bel po’. Mi auguro che chi vincerà l’aspra contesa sappia se non altro fare meglio di chi l’ha preceduto e soprattutto doti il conservatorio di una maggiore visibilità all’esterno. Che sia insomma un’istituzione viva e davvero partecipe della realtà cittadina e regionale. L’idea proposta dal maestro Nicola Scardicchio di organizzare una stagione sinfonica dell’Orchestra del Conservatorio e magari (perché no?) promuoverne una parallela di musica cameristica, offerta alla città dagli eccellenti docenti di cui dispone, mi sembra già un punto di partenza significativo. Milano e Torino da questo punto di vista sono, come sa bene il maestro Scardicchio, lontane anni-luce da Bari. E serve a poco snocciolare cifre del tipo: “Siamo il conservatorio più popoloso d’Italia!”,senza poi aggiungere “ma anche tra i più sgangherati, quanto ad accoglienza, strumenti didattici, e servizi (possibile che per esempio non ci sia nemmeno un bus navetta dell’AMTAB che arrivi dal centro cittadino sino al Conservatorio?)”.
L’idea diffusa soprattutto tra i giovani è che il Conservatorio sia al pari di un monastero di clausura o un convento, qualcosa di inaccessibile e lontano dalla realtà cittadina. Idea che andrebbe smentita da fatti nuovi e concreti.
E sono proprio quelli, i FATTI, che chi scrive vorrebbe finalmente vedere realizzati nero su bianco - senza sterili chiacchiere - nei prossimi tre anni, dal nuovo direttore e dal consiglio accademico del Conservatorio barese.

Da Giannini si presenta "Variazioni sui colori del Cielo" di Ugo Sbisà e Biagio Putignano

Martedì 9 ottobre alle 18.30 nella sede di Giannini Pianoforti, in via Sparano 172, a Bari, si terrà una conversazione dedicata a “Variazioni sui colori del cielo” in programma giovedì 11 ottobre al Teatro Piccinni, per il cartellone di Cameristica della Fondazione Petruzzelli. All’incontro saranno presenti il compositore Biagio Putignano (nella foto), autore delle musiche, il giornalista e critico musicale Ugo Sbisà, autore dei testi dello spettacolo, il regista Fabio Tolledi ed il quartetto da camera Quatuor Abime. L’ingresso è libero. Infotel: 080.5246864

venerdì 5 ottobre 2007

Smagliante debutto con la Stradivarius per il violinista barese Carmelo Andriani

Per il suo debutto con la prestigiosa etichetta milanese Stradivarius, il violinista barese Carmelo Andriani (nella foto) ha scelto un arduo programma per violino solo. Un recital discografico che comprende composizioni solitamente poco frequentate dai violinisti della sua generazione. Dalla Sonata op. 27 n. 4 di Eugene-Auguste Ysaye alla “Paganiniana” di Nathan Milstein, dalla Sonata in re maggiore op. 115 di Sergej Prokof’ev al recitativo e Scherzo-Caprice op. 6 di Fritz Kreisler e alle Variazioni su B.A.C.H. del quarantenne compositore barese Orazio Maglio. Si tratta per lo più di una sapiente carrellata di pezzi da concerto scritti con artigianale perizia da leggendari virtuosi del Novecento; pezzi in grado di mettere in luce le indiscusse qualità tecniche dell’interprete che vi si cimenta. Andriani che conosciamo e apprezziamo già da diversi anni per la non comune padronanza tecnica ed espressiva dello strumento, ma anche per l’umanità sincera e appassionata che irradia nelle sue interpretazioni, oltre che nella vita di tutti i giorni, esprime in questo bel compact disc tutto il variegato ventaglio del suo bagaglio tecnico ed espressivo.
Suona per l’occasione uno splendido “Petrus Guarnerius” (Venezia, 1743) del maestro liutaio Claude Lebet e lo fa all’interno di una sala del Convento “Madonna della Vetrana” di Castellana Grotte che con il suo leggero riverbero ne sottolinea la sorprendente ricchezza e corposità timbrica. L’incisione è eccellente anche per l’ottima ripresa sonora qui curata da un “mago” del suono come Domenico Del Giudice. E mi piace poi sottolineare l’interessante lavoro di Orazio Maglio, che in questa sua recentissima e impegnativa fantasia-sequenza dedicata nel 2005 al nome di B.A.C.H. (si bemolle – la – do - si naturale) sintetizza perfettamente gli stilemi del sommo Maestro di Eisenach attraverso una personale rivisitazione di alcune sue straordinarie composizioni.
In conclusione un cd piacevolissimo da ascoltare – cosa abbastanza rara nei recital per violino solo - e da raccomandare caldamente a tutti gli appassionati. Non solo naturalmente ai…violinisti di professione.

Salta a Bari l'edizione 2007 del Concorso Internazionale di chitarra "Mauro Giuliani"


Ormai non c’è più modo di salvare per il 2007 il Concorso Internazionale di Chitarra Classica “Mauro Giuliani”, organizzato per 25 anni in autunno dalla Camerata Musicale Barese. La XXVI Edizione non ci sarà, almeno per quest’anno. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso le decisioni assunte dalla Commissione Centrale Musica, ha cancellato gran parte delle sovvenzioni a favore dei Concorsi Musicali nazionali ed internazionali e quelli sopravvissuti hanno subito riduzioni delle assegnazioni fino al 50% rispetto agli anni precedenti.
La Camerata si è vista così annullare qualsiasi contributo, né d’altro canto i contributi locali sarebbero bastati a salvare il Concorso “Mauro Giuliani”, che in questi 25 anni ha acquistato una fama ed una rinomanza di valore mondiale.
Anzi sorprende il fatto che siano venute meno d’un colpo le sovvenzioni per un settore importante, capace di assicurare nuova linfa alla vita concertistica grazie alla scoperta ed alla valorizzazione dei giovani talenti.
E’ esattamente la sorte toccata al Concorso della Camerata, che pure, per 25 anni, si era vista riconoscere il sostegno ministeriale. Negare questo sostegno significa remare soprattutto contro i giovani, per i quali un concorso rappresenta un’occasione di incontro-confronto tra coetanei, una verifica delle loro capacità e, per i vincitori, l’unica opportunità per entrare nel mondo del lavoro.
I Dirigenti della Camerata, però, non demordono: prendono atto di una sconfitta che infrange i loro sforzi ed il loro impegno, ma sono decisi a recuperare il “Concorso Giuliani” del 2008, contando soprattutto sugli Enti e sulle Banche che hanno sempre affiancato la benemerita associazione barese.
Non sarà facile restituire alla città una manifestazione di grande prestigio, apprezzata da tutto il mondo della chitarra, in Italia ed all’estero. Sta di fatto che Bari ha perso per il 2007 questa opportunità, subendo, forse senza rendersene conto, un grave depauperamento artistico e culturale.
La città ha l’obbligo di riflettere e di tutelare, difendere, salvare questo genere di occasione e di opportunità.

Gianvito Pugliese: "Quale cultura in Puglia per il Partito Democratico?"

"Il Cine-Teatro Kursaal Santalucia va all'asta, l'Abeliano sta per subire uno sfratto, che si spera sia scongiurato grazie ad un'annunciata iniziativa comunale, il Kismet denuncia difficoltà analoghe, la Fondazione Piccinni avvia la stagione dei suoi 70 anni e dopo l'inaugurazione e quattro concerti, la sospende.
In Italia circa 150 associazioni musicali, tutte significative nei rispettivi territori hanno recentemente chiuso battenti o perso il contributo statale. Parlo della musica che conosco di più. Credo, comunque, non stiano meglio prosa, danza, cinema e le altre attività culturali diverse dallo spettacolo.

Intanto a Bari, in Puglia, e anche aldilà dei confini regionali, sembrano degni di attenzione di testate nazionali e televisioni, e di rimbalzo, della classe politica e delle istituzioni pubbliche, solo gli"ipermarket della cultura e dello spettacolo" e i soli "eventi".

Se stampa e televisione pubblicizzano solo ciò che non ha alcun bisogno di pubblicità, visto che se la fanno da soli, i fondi per la cultura spesso finiscono per sostenere "eventi" che potrebbero benissimo sostenersi da soli con sponsorizzazioni commerciali.

Bari e dintorni sembrano ultimamente avviati su questa strada. Spero di sbagliare. Spero, sinceramente di essere smentito. Troppe volte mi è toccato il ruolo di Cassandra. Senza scomodare la mitologia, basta ricordare il detto andreottiano: "A pensar male non si va in paradiso, ma il più delle volte ci si azzecca".
Abbiamo, perciò, deciso di incontrarci nel cantiere del Piccolo Piccinni (Via Cifarelli, 28 - Bari, accanto al Conservatorio), oggi pomeriggio alle 18 per dibatterne pubblicamente e liberamente. Il tema: "Quale cultura in Puglia per il partito democratico?"Questo incontro vuole fare il punto dello stato di benessere e/o di malessere della cultura e dello spettacolo in Puglia. E' solo l'inizio di un discorso su cui intendiamo svolgere verifiche con appuntamenti periodici. Vuole aprire un dialogo costruttivo con la classe politica, cominciando dal partito che nasce, perché alla politica vanno anche forniti i mezzi per conoscere i bisogni del Paese. Vuole essere un campanello d'allarme, se occorre, una vetrina di quelli che non hanno voce o ne hanno poca.
Chiudo ringraziando la Compagnia Tiberio Fiorilli, la Puglia FilmCommission, l'Associazione Empateia e le omonime Edizioni, che con laFondazione Piccinni hanno condiviso l'onere di organizzare questo incontro-dibattito. Ringrazio i Colleghi che stanno aderendo all'iniziativa. Un ringraziamento a Michele Emiliano che mi ha assicurato lapartecipazione. L'incontro è aperto a quanti amano cultura e teatro. Per informazioni telefonare al 080 5745761 o al 3355707272. Perché nel cantiere del Piccolo Piccinni? Perché è un embrione di teatro e, come tale, è il primo ad avere il diritto a sapere se vale la pena di nascere."

Avv. Gianvito Pugliese (Presidente della Fondazione Concerti N. Piccinni di Bari)

giovedì 4 ottobre 2007

Luisa Miller di Verdi: un capolavoro da riscoprire


La Luisa Miller di Verdi è un’opera un po' snobbata dai principali teatri italiani. Certo, per soggiogare il pubblico non possiede la pregnanza drammaturgica e il pathos di Macbeth o il giovanile ardore, i superbi cori di Nabucco ed Ernani, eppure essa racchiude in sé tanti e tali motivi d’interesse, che non possiamo fare a meno di collocarla tra le opere più riuscite e belle del genio di Busseto. Luisa Miller è in effetti un’opera-laboratorio di quei futuri esperimenti stilistici verdiani (dal Rigoletto al Simon Boccanegra, da Traviata a Otello) e al contempo una sintesi straordinaria di ciò che il Maestro aveva sino ad allora prodotto.
Il Festival Verdi di Parma ha pensato bene di dare lustro a questo capolavoro un po’ trascurato, offrendole quella visibilità necessaria che gli mancava da troppo tempo. E cioè di farne, a ragione, lo spettacolo inaugurale di quest’anno nello splendido e storicamente significativo teatro che è il Regio. Direzione d’orchestra affidata ad una consumata, esperta bacchetta d’opera qual è quella di Donato Renzetti a capo dell’Orchestra e del Coro del Regio di Parma, regia, scene e costumi di Denis Krief e un cast, almeno sulla carta, di livello stellare. Fiorenza Cedolins (Luisa, nella foto), Marcelo Alvarez (Rodolfo), Leo Nucci (Miller), Francesca Franci (Federica) e Giorgio Surian (Il Conte di Walter), solo per citarne alcuni . Il nuovo allestimento è in coproduzione con il Teatro Regio di Torino e il Comunale di Modena. Ospiti graditi del Regio di Parma nella recita inaugurale del 1° ottobre, abbiamo potuto per la prima volta apprezzare l’eccellente livello dell’orchestra e del coro di Parma, oltre all’ottima acustica che offre il teatro grazie probabilmente anche al perfetto parquet che alcuni teatri italiani (penso in primis al Piccinni di Bari) si ostinano a non avere in dotazione, preferendogli super-assorbenti moquette. Lo spettacolo di Krief si prende la licenza di spostare l'ambientazione della vicenda schilleriana dall'originale Tirolo alla campagna padana (in pratica proprio quella dei luoghi verdiani), ma è disegnato con intelligente misura: scene essenziali, adeguati costumi, qualche proiezione video di stampo bucolico e una sensibile capacità di far muovere con ordine protagonisti e masse corali sulla scena.
Dal punto di vista musicale la direzione di Renzetti sin dalla celeberrima sinfonia non è parsa particolarmente precisa e cesellata nei colori, né tagliente e vigorosa quand’era necessario, pur disponendo di un’orchestra davvero valida. Solo nel terzo atto il maestro abruzzese è sembrato più a suo agio, conferendo la giusta tensione allo stupendo duetto e al commovente finale dell’opera. Del cast non si può non ricordare l’ottima prova interpretativa della Cedolins che sfoggia sopraffina tecnica vocale, solo con un paio di veniali eccessi nelle mezze voci non proprio impeccabili; la sua è comunque una Luisa di vibrante e appassionata bellezza anche scenica. Apprezzabili le prove di Marcelo Alvarez, il cui sensualissimo timbro sembrerebbe, peraltro, almeno nel registro acuto, come nella grande romanza (“quando le sere al placido”) un po’ affaticato (troppe recite in giro per il mondo?) e il celebre Leo Nucci, ancora in discreta forma nonostante da tempo non sia più un...giovanotto; qui gioca in casa e riceve ovazioni a scena aperta peraltro un po’ sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti in scena. Operazione dunque abbastanza riuscita, che ha soprattutto permesso di riscoprire un’opera verdiana dagli indubbi meriti musicali e drammaturgici.

L'assemblea nazionale dei critici musicali a Parma

Martedì scorso si è svolta al Teatro Regio Parma, in coincidenza con l’apertura del Festival Verdi, l’assemblea dell’Associazione Nazionale Critici Musicali per il rinnovo degli organi statutari. Ad esito della quale è stato confermato presidente Angelo Foletto e segretario Franco Chieco. Nuovo vice presidente è Carla Moreni. Fanno parte inoltre del consiglio direttivo Dino Foresio, Gian Paolo Minardi, Paolo Petazzi e Giangiorgio Satragni. Sono stati eletti nel collegio dei revisori dei conti Susanna Franchi, Mauro Mariani e Silvia Luraghi; nel collegio dei probiviri Giorgio Gualerzi, Franca Cella e Sandro Cappelletto.