Prosegue il programma della diciottesima edizione di Festival Duni, manifestazione il cui cartellone, con ben tredici concerti e tre grandi eventi, sta “animando” artisticamente e culturalmente l’estate materana.Prossimo appuntamento è lo spettacolo “Flamenco Tango Neapolis” che si terrà, alle ore 21.00 di DOMANI, mercoledì 19 luglio, sulla Terrazza Palazzo Lanfranchi con ingresso a pagamento. Flamenco Tango Neapolis (nella foto) è un entusiasmante progetto artistico, fondato nel 2009 e diretto dal musicista e compositore napoletano Salvo Russo, che unisce il flamenco, il tango argentino e la tradizione musicale napoletana in un’originale contaminazione di stili.L’ensemble musicale, sulle cui note danzano in scena i ballerini, è costituito da un quartetto di musicisti polistrumentisti napoletani: pianoforte, percussioni, violoncello, due chitarre, violino, oud arabo e due voci. Le musiche, composizioni originali e arrangiamenti di Salvo Russo, rappresentano l’essenza di una contaminazione che sfoglia pagine antiche e le veste di nuovo, dando vita a sonorità originali ma sempre nel rispetto della tradizione. Così “Scalinatella” diventa la musa che ispira la pasiòn flamenca, che “Cerasella” ricrea l’atmosfera delle milonghe argentine e che “’O Guarracino” irrompe con tutta l’energia di una “Buleria napulitana” in una vera e propria “juerga flamenca”. I colori di Napoli, dunque, mescolati con quelli dell’Andalusia e del Sud America esplodono in scena creando atmosfere intense, arricchite dalla magia della danza attraverso il baile flamenco ed il tango argentino. Lo spettacolo “Flamenco Tango Neapolis” si terrà, alle ore 21.00 di mercoledì 19 luglio, sulla Terrazza Palazzo Lanfranchi; biglietto €10 al botteghino + € 0,50 di eventuale prevendita. I biglietti possono essere acquistati a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 materainmusica@gmail.com – info.ensemblegabrieli@gmail.com), Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411) o Tabaccheria Effepi dei F.lli Lisurici in via Dante 101 (tel 0835 261271). Presso questi tre punti prevendita è possibile acquistare anche i biglietti per i prossimi due grandi concerti-eventi di Festival Duni alla Cava del Sole di Matera: gli Afterhours (28 luglio) e Carmen Consoli (3 agosto).
martedì 18 luglio 2017
DOMANI A MATERA “FLAMENCO TANGO NEAPOLIS”.
Prosegue il programma della diciottesima edizione di Festival Duni, manifestazione il cui cartellone, con ben tredici concerti e tre grandi eventi, sta “animando” artisticamente e culturalmente l’estate materana.Prossimo appuntamento è lo spettacolo “Flamenco Tango Neapolis” che si terrà, alle ore 21.00 di DOMANI, mercoledì 19 luglio, sulla Terrazza Palazzo Lanfranchi con ingresso a pagamento. Flamenco Tango Neapolis (nella foto) è un entusiasmante progetto artistico, fondato nel 2009 e diretto dal musicista e compositore napoletano Salvo Russo, che unisce il flamenco, il tango argentino e la tradizione musicale napoletana in un’originale contaminazione di stili.L’ensemble musicale, sulle cui note danzano in scena i ballerini, è costituito da un quartetto di musicisti polistrumentisti napoletani: pianoforte, percussioni, violoncello, due chitarre, violino, oud arabo e due voci. Le musiche, composizioni originali e arrangiamenti di Salvo Russo, rappresentano l’essenza di una contaminazione che sfoglia pagine antiche e le veste di nuovo, dando vita a sonorità originali ma sempre nel rispetto della tradizione. Così “Scalinatella” diventa la musa che ispira la pasiòn flamenca, che “Cerasella” ricrea l’atmosfera delle milonghe argentine e che “’O Guarracino” irrompe con tutta l’energia di una “Buleria napulitana” in una vera e propria “juerga flamenca”. I colori di Napoli, dunque, mescolati con quelli dell’Andalusia e del Sud America esplodono in scena creando atmosfere intense, arricchite dalla magia della danza attraverso il baile flamenco ed il tango argentino. Lo spettacolo “Flamenco Tango Neapolis” si terrà, alle ore 21.00 di mercoledì 19 luglio, sulla Terrazza Palazzo Lanfranchi; biglietto €10 al botteghino + € 0,50 di eventuale prevendita. I biglietti possono essere acquistati a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 materainmusica@gmail.com – info.ensemblegabrieli@gmail.com), Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411) o Tabaccheria Effepi dei F.lli Lisurici in via Dante 101 (tel 0835 261271). Presso questi tre punti prevendita è possibile acquistare anche i biglietti per i prossimi due grandi concerti-eventi di Festival Duni alla Cava del Sole di Matera: gli Afterhours (28 luglio) e Carmen Consoli (3 agosto).
Serata dedicato al tango nel prossimo concerto dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari a Locorotondo.
Mercoledì 19 luglio 2017, alle ore 21.00, in Piazza Aldo Moro, a Locorotondo, l’Orchestra Sinfonica Metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Domenico Longo (nella foto), e con la partecipazione di Tina D’Alessandro (mezzo soprano), Beppe Naviglio (baritono), Rosario Mastroserio (pianoforte), Antonio Ippolito (bandoneon), del Coro Harmonia dell’Ateneo Barese ed Ensemble Vocale Palazzo Incantato diretto dal maestro, Sergio Lella, del Coro Parsifal di Mesagne diretto dal maestro, Andrea Crastolla, del Coro Sudcontrocanto di Bari diretto dal maestro, Donato Falco, e del Coro Polifonico Odegitria diretto dal maestro, Fiorenza Pastore.
In programma brani di grandi compositori che hanno fatto la storia del tango: La Cumparsita di G. M. Rodriguez, Caminito di Peñaloza-Filiberto, El Cioclo di Á. G. Villoldo Arroyo, Adios Nonino di A. Piazzolla e Misa Tango di Luis Bacalov.
L’ingresso è libero.
lunedì 17 luglio 2017
"UN GIORNO DI REGNO" di Giuseppe Verdi: domani Prova generale aperta al pubblico under30.
Sulla scorta del successo della prova generale aperta dell’Orlando furioso riservata ai giovani al di sotto dei 30 anni, il Festival della Valle d'Itria in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi apre nuovamente le porte dell'Atrio del Palazzo Ducale agli under30 per la prova generale dell'opera “Un giorno di regno” di Giuseppe Verdi, opera-workshop 2017 per l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. La messa in scena dell’opera - che vanta la regia di Stefania Bonfadelli e la direzione d’orchestra di Sesto Quatrini - è frutto della preziosa collaborazione con la Fondazione Puglia e l’Accademia delle Belle Arti di Bari, i cui allievi si sono occupati della realizzazione delle scenografie.
Anche questa volta sono trecento i coupon d'invito messi a disposizione dei ragazzi tra i 14 e i 30 anni che vorranno assistere alla prova aperta, che si terrà domani, martedì 18 luglio 2017 alle ore 21,00 nell'Atrio del Palazzo Ducale. L'ingresso in sala sarà consentito entro e non oltre le ore 20,45.
Per accedere sarà necessario presentare all'ingresso il coupon d'invito che può essere ritirato gratuitamente, fino a esaurimento dei coupon, presso la biglietteria del Festival della Valle d'Itria (sita in Via Ferrucci, n.11) nei seguenti orari: la mattina dalle 10,00 alle 13,00 e il pomeriggio dalle 17,00 alle 21,00.
Per accedere sarà necessario presentare all'ingresso il coupon d'invito che può essere ritirato gratuitamente, fino a esaurimento dei coupon, presso la biglietteria del Festival della Valle d'Itria (sita in Via Ferrucci, n.11) nei seguenti orari: la mattina dalle 10,00 alle 13,00 e il pomeriggio dalle 17,00 alle 21,00.
sabato 15 luglio 2017
I più grandi interpreti contemporanei del pianoforte invadono la seconda edizione di PianOstuni. Domenica 16 luglio il piano solo di Remo Anzovino.
I più grandi interpreti contemporanei del pianoforte invadono con le loro note i vicoli, le piazze e i chiostri di Ostuni. La seconda edizione di PianOstuni, il festival dedicato al piano e alle sue incredibili sfumature espressive, continua domenica 16 luglio con il piano solo di Remo Anzovino (nella foto), eletto da critica e pubblico tra i massimi compositori di musica strumentale italiana e fra i più innovativi pianisti, un avvocato penalista che sa razionalizzare con la toga e far sognare con il pianoforte. Le sue musiche accompagnano i viaggiatori di Alitalia in tutto il mondo (ore 21, chiostro San Francesco, ingresso libero). A seguire, PianOstuni incontra il mondo del rap, con il progetto “Variazioni” del più autoriale fra i rapper italiani: Dargen D'Amico accompagnato dalla pianista Isabella Turso; insieme hanno dato vita ad un album originale, intenso ed emozionale interamente prodotto da Tommaso Colliva. (ore 22.30, scalinata Antelmi, ingresso libero). Chiude la sua seconda edizione con Stefano Bollani (venerdì 11 agosto al Torrione Trinchera di Ostuni) con il suo progetto Napoli Trip, nato dal grande amore del pianista per la città partenopea. Una festa della musica che, lasciando libero spazio all’improvvisazione, passa da Raffaele Viviani a Nino Taranto, da brani originali di Bollani fino ai classici di Pino Daniele.
venerdì 14 luglio 2017
IL 29 E 30 LUGLIO AL CENTRO FONTI SAN LORENZO DI RECANATI (MC) IN SCENA LA MUSICA ARTIGIANA E INDIPENDENTE .
Non c’è Memorabilia senza Musica. Quella Artigiana e Indipendente, in scena il 29 e 30 luglio al Centro Culturale Fonti San Lorenzo di Recanati (Mc).
Sotto il segno del cantautore marchigiano Oliviero De Quintajé, in arrivo la IX edizione del grande Festival recanatese: una lunga emozionante maratona con dieci band, fra emergenti e special guests, dodici ore di concerti live a cielo aperto e un palco - che è stato in passato di Francesco di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, Têtes de Bois, Gang e molti altri - pronto ad accogliere il meglio della scena outsider italiana del momento.
Si parte fortissimo sabato con i primi quattro gruppi vincitori del contest Live on Stage per band emergenti: Matteo Polonara & Mataara Trio (Jazz Fusion), Workless Academy (Hardcore melodico, Punk Rock), Hapnea (Psychedelic Alternative Rock) - premiati dalla giuria social del concorso - Aimed (Noise, Rock ‘n’ Roll, Psych, Dub, Stoner, Math). Headliner della serata, gli umbri Fast Animals and Slow Kids (Alternative Rock), ovvero energia a non finire e uno straordinario appeal col pubblico - il loro sound è inarrivabile dal vivo -, a cui si aggiunge la scelta temeraria di cantare nella lingua madre e la decisa volontà di farcela da soli, senza compromessi e facili scorciatoie, caratteristiche che fanno di questa band il simbolo dello spirito della Festa.
Si continua domenica con i concerti delle altre quattro formazioni emergenti che si sono conquistate un posto “memorabile”: Claudia is on the sofa (Cantautorato), The Groots (Alternative Rock), Pulsatilla (Indie Rock), Barrakuda Mc (Rap). Gran finale in stile rap con Claver Gold, al secolo Daycol Orsini, talento underground di origini marchigiane, sul palco con TMHH, alias Michele Venanzoni, classe 1992, che dopo aver girato l’Italia, torna a esibirsi nella città dove è nato. La cultura hip hop, di cui il rap costituisce una delle quattro arti, irrompe così per la prima volta nella rassegna, declinata in questa interessante collaborazione artistica, a suon di rime e beat incalzanti praticamente a km 0.
Forte dei suoi quasi dieci anni di storia, il Festival si conferma un palco eccezionale dedicato a tutti gli appassionati delle sette note, un luogo dove conoscersi, ritrovarsi e confrontarsi attraverso la magia senza fine della musica.
Memorabilia è un evento organizzato dall’Associazione di volontariato CCFSL con il patrocinio del comune di Recanati (Mc) e la collaborazione di CSV Marche - Centro Servizi per il Volontariato -. A sostegno del Festival anche la campagna crowdfunding 2017, il progetto di raccolta fondi attivato dal Centro Fonti San Lorenzo e concluso con successo, per contribuire a trasformare la manifestazione in una realtà tra le più importanti della Regione.
Ingresso gratuito.
Si parte fortissimo sabato con i primi quattro gruppi vincitori del contest Live on Stage per band emergenti: Matteo Polonara & Mataara Trio (Jazz Fusion), Workless Academy (Hardcore melodico, Punk Rock), Hapnea (Psychedelic Alternative Rock) - premiati dalla giuria social del concorso - Aimed (Noise, Rock ‘n’ Roll, Psych, Dub, Stoner, Math). Headliner della serata, gli umbri Fast Animals and Slow Kids (Alternative Rock), ovvero energia a non finire e uno straordinario appeal col pubblico - il loro sound è inarrivabile dal vivo -, a cui si aggiunge la scelta temeraria di cantare nella lingua madre e la decisa volontà di farcela da soli, senza compromessi e facili scorciatoie, caratteristiche che fanno di questa band il simbolo dello spirito della Festa.
Si continua domenica con i concerti delle altre quattro formazioni emergenti che si sono conquistate un posto “memorabile”: Claudia is on the sofa (Cantautorato), The Groots (Alternative Rock), Pulsatilla (Indie Rock), Barrakuda Mc (Rap). Gran finale in stile rap con Claver Gold, al secolo Daycol Orsini, talento underground di origini marchigiane, sul palco con TMHH, alias Michele Venanzoni, classe 1992, che dopo aver girato l’Italia, torna a esibirsi nella città dove è nato. La cultura hip hop, di cui il rap costituisce una delle quattro arti, irrompe così per la prima volta nella rassegna, declinata in questa interessante collaborazione artistica, a suon di rime e beat incalzanti praticamente a km 0.
Forte dei suoi quasi dieci anni di storia, il Festival si conferma un palco eccezionale dedicato a tutti gli appassionati delle sette note, un luogo dove conoscersi, ritrovarsi e confrontarsi attraverso la magia senza fine della musica.
Memorabilia è un evento organizzato dall’Associazione di volontariato CCFSL con il patrocinio del comune di Recanati (Mc) e la collaborazione di CSV Marche - Centro Servizi per il Volontariato -. A sostegno del Festival anche la campagna crowdfunding 2017, il progetto di raccolta fondi attivato dal Centro Fonti San Lorenzo e concluso con successo, per contribuire a trasformare la manifestazione in una realtà tra le più importanti della Regione.
Ingresso gratuito.
giovedì 13 luglio 2017
Al via venerdì 14 luglio la quarta edizione de La Puglia nei Castelli: al Castello Carlo V di Monopoli la mostra di abiti storici di Tommaso Lagattolla.
Venerdì 14 luglio alle 19, nel Castello Carlo V di Monopoli, sarà inaugurata la quarta edizione de La Puglia nei Castelli, la manifestazione itinerante organizzata dalla Fondazione Nikolaos per valorizzare l'arte e la cultura nei più suggestivi scenari storici pugliesi. Novità di quest’anno è la collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Bari e con il Prof. Tommaso Lagattolla (nella foto), responsabile della Cattedra di Costume per lo Spettacolo dell'Accademia, che, nella splendida fortezza cinquecentesca di Monopoli, presenta la sua esposizione di abiti storici: un excursus che abbraccia i secoli XVII, XVIII, XIX, fino a giungere ai primi anni del Novecento e che propone abiti di presentazione a corte, con la caratteristica sartoriale della coda.
Si tratta di rielaborazioni originali su modelli storici che coniugano l'originalità con lo stile e la moda degli anni rievocati. Non repliche, dunque, per questa mostra che propone abiti realizzati con tecniche filologiche e materiali talvolta autentici, in modo da riproporre l'esatto taglio e confezione delle epoche prese in considerazione.
La mostra, allestita nella suggestiva Sala della Rivolta, è visitabile gratuitamente dal 14 al 23 luglio, dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 22. All’inaugurazione prenderanno parte il Sindaco di Monopoli Emilio Romani, l'Assessore alla Cultura del Comune di Monopoli Giorgio Spada, il responsabile del Castello Carlo V Giuseppe di Palma, il Vicepresidente della Fondazione Nikolaos Roberto Di Marcantonio e il Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Bari Giuseppe Sylos Labini.
Il cantautore Fabrizio Moro è il protagonista del primo concerto-evento il prossimo 15 luglio al Festival Duni 2017 alla Cava del Sole di Matera.
Fabrizio Moro (nella foto) è il protagonista del primo concerto-evento di Festival Duni 2017 alla Cava del Sole di Matera, suggestiva location dove poi sono attesi gli Afterhours (28 luglio) e Carmen Consoli (3 agosto). Con tredici tra concerti e spettacoli, nonché tre grandi eventi, la diciottesima edizione di Festival Duni “animerà” artisticamente e culturalmente l’estate materana fino al 12 agosto. Sabato prossimo, 15 luglio, Fabrizio Moro porterà a Matera il suo “Pace Live Tour 2017”, tournée con cui sta presentando in tutta Italia il suo nuovo album di inediti “Pace” che contiene anche il singolo sanremese “Portami Via”. Musicista, cantante, autore di testi, per sé e per gli altri, con una carriera ventennale alle spalle e tanti successi: questo è Fabrizio Moro che sente la musica come una forza interiore e mette nelle parole vicende autobiografiche ed emozioni quotidiane, perché con le sue canzoni vuole raccontare la vita a modo suo.La sua consacrazione è arrivata, giusto dieci anni addietro, con la partecipazione a Sanremo nella categoria giovani: vince grazie al brano “Pensa” ricevendo anche il Premio della Critica “Mia Martini”. Da allora solo successi. Fabrizio Moro è riuscito, con la forza e la sincerità dei suoi testi, a farsi apprezzare da pubblico e critica: “Eppure mi hai cambiato la vita”, “Il senso di ogni cosa”, “Non è una canzone” sono solo alcuni dei brani entrati ormai di diritto nella storia musicale del nostro paese. Oltre alla carriera da solista, Fabrizio Moro è un apprezzato autore di testi per i grandi nomi della canzone italiana. Ha scritto, infatti, per artisti del calibro di Noemi ed Emma.Dal 2015 partecipa in qualità di professore alla trasmissione televisiva Amici di Maria De Filippi: un’opportunità per trasmettere la propria passione ai giovani talenti. Dopo l’esperienza sanremese dello scorso febbraio, il brano “Portami via”, con il quale aveva partecipato alla kermesse, vince il premio “Lunezia” come miglior testo e videocilp e viene certificato “Disco di platino”. Biglietti concerto Fabrizio Moro: posto in piedi 18 € al botteghino più 2 € di prevendita, posto a sedere 22 € al botteghino più 3 € di prevendita. I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietto.it o a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 materainmusica@gmail.com –info.ensemblegabrieli@gmail.com), Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411) o Tabaccheria Effepi dei F.lli Lisurici in via Dante 101 (tel 0835 261271). Info www.festivalduni.it owww.orchestramagnagrecia.it). A Taranto, inoltre, presso Orchestra Magna Grecia, via Tirrenia n.4 (099.7304422
mercoledì 12 luglio 2017
La musicologa Fiorella Sassanelli racconta questa sera "Margherita d’Anjou" di Giacomo Meyerbeer.
Quinto appuntamento in programma per "Mettiamoci all'opera" 2017, questa sera alle ore 19.00 nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi. La gionalista e musicologa Fiorella Sassanelli guiderà il pubblico all'ascolto dell'opera "Margherita d'Anjou", il capolavoro di Giacomo Mayerbeer in cartellone nel 43° Festival della Valle d'Itria.
Quarto titolo italiano e primo vero successo internazionale del compositore, "Margherita d’Anjou" è la prima opera di Meyerbeer che unisce personaggi storici ad elementi di fantasia. Musicalmente i due atti dell’opera sono molto diversi: militaresco il primo, più lirico il secondo. Meyerbeer riserva infatti a ciascuno di essi un brano sinfonico d’apertura piuttosto esplicito. Nel corso delle numerose riprese, il compositore torna continuamente sul manoscritto, con osservazioni, appunti, che manifestano l’intenzione di tramandare con la maggior precisione possibile le sue idee sul piano musicale e drammaturgico. Quella del Festival della Valle d'Itria 2017 è l’edizione critica del 2015 pubblicata presso Ricordi Berlin da Paolo A. Rossini e Peter Kaiser. Ulteriori dettagli sul sito del festival: www.festivaldellavalleditria.it
Fiorella Sassanelli
Musicologa. Giornalista. Ha compiuto brillantemente gli studi a Bari, dove si è diplomata in pianoforte, composizione e strumentazione per banda laureandosi contemporaneamente in lingue e letterature inglese e francese (ha discusso una tesi sul compositore elettroacustico inglese Trevor Wishart), e a Parigi, presso l’“Ecole Pratique des Hautes Etudes” (Paris IV Sorbonne) dove ha conseguito il dottorato in Musicologia discutendo la tesi La musique de Lili Boulanger, une compositrice à Paris au début du XXe siècle sotto la direzione scientifica di Catherine Massip. Le sue ricerche sono concentrate sulla musica francese del ventesimo secolo e la storia dell’insegnamento del pianoforte al Conservatorio di Parigi, ricerche che conduce in qualità di musicologa ma anche pianista. Nel 2012 ha infatti pubblicato per Digressione Music la prima registrazione assoluta della musica vocale da camera di Raoul Pugno, accolta con molto favore dalla comunità musicologica internazionale. Da giugno a settembre 2013 è stata invitata quale “chercheur associé” al Dipartimento della Musica della Biblioteca Nazionale di Parigi con una borsa del Ministero della Cultura francese all’interno del programma “Profession culture” per studiare e catalogare alcuni documenti del Fondo “Nadia Boulanger” di recente acquisizione. Da nove anni è coordinatore artistico e musicologico del festival di musica contemporanea URTIcanti a Bari. Insegna “Lettura della partitura” e “Trattati e metodi per pianoforte”al Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza.
Fiorella Sassanelli
Musicologa. Giornalista. Ha compiuto brillantemente gli studi a Bari, dove si è diplomata in pianoforte, composizione e strumentazione per banda laureandosi contemporaneamente in lingue e letterature inglese e francese (ha discusso una tesi sul compositore elettroacustico inglese Trevor Wishart), e a Parigi, presso l’“Ecole Pratique des Hautes Etudes” (Paris IV Sorbonne) dove ha conseguito il dottorato in Musicologia discutendo la tesi La musique de Lili Boulanger, une compositrice à Paris au début du XXe siècle sotto la direzione scientifica di Catherine Massip. Le sue ricerche sono concentrate sulla musica francese del ventesimo secolo e la storia dell’insegnamento del pianoforte al Conservatorio di Parigi, ricerche che conduce in qualità di musicologa ma anche pianista. Nel 2012 ha infatti pubblicato per Digressione Music la prima registrazione assoluta della musica vocale da camera di Raoul Pugno, accolta con molto favore dalla comunità musicologica internazionale. Da giugno a settembre 2013 è stata invitata quale “chercheur associé” al Dipartimento della Musica della Biblioteca Nazionale di Parigi con una borsa del Ministero della Cultura francese all’interno del programma “Profession culture” per studiare e catalogare alcuni documenti del Fondo “Nadia Boulanger” di recente acquisizione. Da nove anni è coordinatore artistico e musicologico del festival di musica contemporanea URTIcanti a Bari. Insegna “Lettura della partitura” e “Trattati e metodi per pianoforte”al Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza.
LA GRANDE MUSICA BAROCCA A MATERA CON IL FESTIVAL DUNI 2017.
Entra nel vivo la diciottesima edizione di Festival Duni, manifestazione il cui cartellone, con ben tredici concerti e tre grandi eventi, “animerà” artisticamente e culturalmente l’estate materana fino al 12 agosto.Alle ore 21.00 di venerdì prossimo, 14 luglio, nel Chiostro Le Monacelle si terrà, con ingresso libero e gratuito, il concerto “Galanterie e meraviglie barocche” con il violinista Federico Guglielmo (nella foto) e il Ensemble Barocco. È il primo di tre imperdibili concerti che vedranno, in questa diciottesima edizione di Festival, il ritorno della grande musica barocca filologica affidata alla “cura artistica” del Maestro Piero Massa e della sua associazione “Centro di Musica e Antica e Contemporanea”. Questa nuova collaborazione, con programmi incentrati interamente sulle musiche del repertorio sei-settecentesco napoletano, porterà a Matera importanti solisti specializzati nel repertorio barocco, accompagnati da musicisti che suoneranno strumenti “dedicati” a questo genere musicale. Il primo appuntamento, il concerto “Galanterie e Meraviglie Barocche” vedrà impegnato come solista il violinista Federico Guglielmo, definito dal Boston Globe "la nuova stella nel panorama della musica antica", accompagnato dal Ensemble Barocco: Paolo Perrone, Piero Massa, Leonardo Massa, Luca Tarantino, Roberto Stilo e Andrea Perugi.Il concerto inizierà con l’esecuzione di due Concerti, uno in Fa minore e uno in Fa maggiore, di Domenico Scarlatti, importante compositore del quale sarà suonata anche la Sinfonia in Sol Maggiore. Il concerto proseguirà poi con il Concerto in Sol minore di Francesco Durante, la Sinfonia in La Maggiore per Archi e basso continuo di Nicola Porpora, per poi concludersi con l’esecuzione della Sinfonia in Sol Maggiore e della Sinfonia in Fa di Giovanni Battista Pergolesi. Nel concerto, inoltre. Sarà eseguita anche la Sonata in Sol Maggiore del genius loci materano Egidio Romualdo Duni, il famoso compositore nato nella città dei Sassi nel 1708. L’organizzazione della diciottesima edizione di Festival Duni rinnova la collaborazione sinergica tra Festival Duni e l’Istituzione Concertistica Orchestrale “Magna Grecia” nella città Capitale Europea della Cultura. Quest’anno Festival Duni si realizza grazie ai patrocini istituzionali del MIBACT, Comune di Matera, Regione Basilicata, Camera di Commercio di Matera, Centro di Musica Antica e Contemporanea, Fondazione “Le Monacelle” e “Matera2019 Capitale europea della Cultura”. Contribuiscono a Festival Duni 2017 i main sponsor UBI Banca, Grieco abbigliamento, Bawer, Italcementi Group, Qui Discount, Ingest Ingegneria e Consulenza Industriale, Ristorazioni S&P Catering & Banqueting, Coserplast, De Salvo srl e Fratelli Lisurici Ristorante del Sasso Baresano. Collaborano alla manifestazione la Fondazione Francesca Divella e l’Hotel “Cave del Sole”.
martedì 11 luglio 2017
Ecco la Stagione di Opera e Danza 2018 del Teatro Comunale di Bologna.
La Stagione di Opera e Danza 2018 del Teatro Comunale di Bologna è contrassegnata da alcune linee guida che sostengono la successione dei titoli in programma: da un lato la scansione del cartellone è pensata per alternare opere di tradizione consolidata e titoli meno frequenti, ma di rilevante importanza musicale; dall'altro la presenza del Direttore Musicale Michele Mariotti (nella foto) è più intensa che mai, con tre nuove produzioni che punteggiano diversi momenti chiave della programmazione, come l'apertura e la chiusura. Durante il corso dell'anno Mariotti sarà impegnato anche in sei concerti, i cui dettagli verranno annunciati prossimamente insieme al cartellone della sinfonica.
La bohème inaugurale (19-28 gennaio), oltre ad avere Mariotti sul podio che dirige per la prima volta un titolo pucciniano, sarà caratterizzata da un nuovo allestimento firmato da Graham Vick, che torna a lavorare con il Direttore musicale del TCBO dopo il successo del Guillaume Tell messo in scena nel 2014. Vick è considerato il regista più esperto e “rivelatore” degli ultimi decenni e non mancherà di stupire e coinvolgere il pubblico, impegnando un cast di interpreti giovani come gli stessi protagonisti della vicenda, tra i quali Mariangela Sicilia, Francesco Demuro, Hasmik Torosyan e Nicola Alaimo.
La bohème, che rappresenta storicamente un capitolo importante nella narrazione delle tematiche sociali e umane che saranno proprie del Novecento, prelude al balletto Petruška di Stravinskij (15-21 febbraio) presentato in una nuova produzione del TCBO con la coreografia di Virgilio Sieni e la sua compagnia di ballo. Sul podio è impegnato Fabrizio Ventura.
Igor Stravinskij fu amico e consigliere di Francis Poulenc, la cui produzione operistica vede nei Dialogues des Carmélites (11-16 marzo) il suo titolo di maggior successo, che verrà proposto nell’acclamato allestimento di Olivier Py, proveniente dal Théâtre des Champs-Élysées di Parigi. Lo spettacolo sarà diretto da Jérémie Rhorer, e segna un capitolo ulteriore nel processo di scoperta del teatro musicale novecentesco francese, dopo l’intensa Voix humaine della stagione in corso. Sul palco: Sandrine Piau, Stanislas de Barbeyrac, Hélène Guilmette e Nicolas Cavallier.
Il cartellone prosegue con la ripresa di un ormai storico allestimento del Comunale coprodotto con il Massimo di Palermo: quello del Simon Boccanegra di Verdi (13-19 aprile) con la regia di Giorgio Gallione. La direzione è affidata ad Andriy Yurkevych. Protagonisti sono Dario Solari, Yolanda Auyanet, Stefan Pop e Michele Pertusi.
Ancora un dramma al tempo stesso politico e sentimentale : I Capuleti e i Montecchi di Bellini (6-12 maggio), compositore che, come farà più volte Verdi, ha saputo esaltare Shakespeare, contribuendo a renderlo un'autentica icona della generazione romantica, della quale la fugace e sublime figura del catanese è espressione tipica. La struggente e impervia partitura belliniana verrà interpretata da Matteo Pagliari sul podio e da Silvia Paoli al tavolo di regia. Il nuovo allestimento del TCBO, realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife, rientra nel progetto “Opera Next” che per il quarto anno dà spazio ai talentuosi interpreti provenienti dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna e che in questo titolo vede impegnati sul palco alcuni astri nascenti del Belcanto.
Don Carlo (6-14 giugno) è il secondo grande titolo verdiano della stagione: affresco storico, umano e politico, presentato nel nuovo allestimento di Henning Brockhaus e nell'edizione in quattro atti in lingua italiana. Lo spettacolo è affidato alla direzione di Michele Mariotti – impegnato così in un secondo debutto – con interpreti di rilievo quali Roberto Aronica, Maria José Siri, Veronica Simeoni e Luca Salsi.
Il capolavoro di Leonard Bernstein West Side Story (11-17 luglio) rilegge in chiave musical la vicenda di Romeo e Giulietta, calandola in un modernissimo mondo multietnico dai colori, dai timbri e dai ritmi caleidoscopici. Lo spettacolo celebra il centenario della nascita di Bernstein con un nuovo allestimento del TCBO in collaborazione con BSMT Productions, diretto da Timothy Brock e con la regia Gianni Marras.
La tragedia shakespeariana è simbolo anche degli eterni conflitti generazionali, di cui è lucida interpretazione Kraanerg di Iannis Xenakis (27-29 settembre), musica per danza del 1969 – periodo in cui lo scontro tra generazioni fu epocale – che verrà eseguita per la prima volta in Italia in forma scenica con la direzione di Yoichi Sugiyama in un nuovo allestimento del TCBO con la regia e la coreografia di Luca Veggetti. Questa produzione si inserisce in un progetto più ampio dedicato al cinquantenario del Sessantotto, ideato e coordinato dal Teatro Comunale di Bologna, a cui partecipano molte altre istituzioni culturali e di spettacolo della città e del territorio.
Anche La fille du régiment di Donizetti (9-15 novembre) può essere letta, oltre che come opéra comique di brillante satira, come allusione alla dialettica tra genitori e figli che si risolve, fortunatamente, con la sconfitta del conformismo e il trionfo delle ragioni del cuore. Per questo virtuosistico e irresistibile capolavoro belcantistico con la direzione di Yves Abel, tornerà in scena l’apprezzato allestimento del TCBO per la regia di Emilio Sagi. Protagonisti Hasmik Torosyan, Maxim Mironov e Federico Longhi.
Ragione, sentimento, satira, ossessione, amore, cinismo, umorismo e pathos sono solo alcuni dei temi che fanno del Don Giovanni di Mozart uno dei vertici assoluti del repertorio operistico, le cui infinite implicazioni drammaturgiche e musicali sono affidate alla sempre crescente maturità artistica di Michele Mariotti, impegnato nel terzo debutto della stagione. Il nuovo allestimento del TCBO (15-23 dicembre) è realizzato in coproduzione col Festival di Aix-en-Provence – dove lo spettacolo ha recentemente debuttato – con l’Opéra National de Lorraine e con il Théâtres de la Ville de Luxembourg, per la regia di Jean-François Sivadier, uno dei più noti registi francesi di oggi. Tra gli interpreti Olga Peretyatko, Salomè Jicia e Paolo Fanale.
I nuovi abbonamenti alla Stagione di Opera e Danza 2018 sono disponibili a partire dal prossimo ottobre 2017, con prezzi che rimangono sostanzialmente invariati rispetto alla stagione precedente.
Ezio Bosso suona e dirige L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma il prossimo 12 luglio.
Cavea - Auditorium Parco della Musica - Roma
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ezio Bosso direttore e pianoforte
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ezio Bosso direttore e pianoforte
Bach Concerto n. 5 in fa BWV 1056
Bosso Split, per pianoforte e archi
Bosso Rain in your black eyes, per pianoforte e archi
Beethoven Sinfonia n. 7
Bosso Split, per pianoforte e archi
Bosso Rain in your black eyes, per pianoforte e archi
Beethoven Sinfonia n. 7
L'appuntamento di mezza estate vedrà per la prima volta sul podio di Santa Cecilia uno degli artisti italiani più stimati a livello internazionale: il compositore, direttore d’orchestra e pianista Ezio Bosso. Considerato uno dei più influenti musicisti italiani della sua generazione, Bosso, tornato alla direzione dopo una lunga assenza, affronterà per desiderio dell’Orchestra la Sinfonia n.7 di Beethoven, preceduta da una prima parte dedicata a Bach e a due sue composizioni - Split e Rain in your Black Eyes - che lo vedrà nella doppia veste di pianista e direttore.
Biglietti da 20 a 45 Euro
Importante serie di appuntamenti con la musica contemporanea presso il Conservatorio di Monopoli: oggi primo incontro con il pianista e compositore Giancarlo Simonacci.
Questa settimana importante serie di appuntamenti con la musica contemporanea presso il Conservatorio di Musica "Nino Rota" di Monopoli:
Martedì 11 luglio:
CONCERTO
SONATE E INTERLUDI
Giancarlo Simonacci, pianoforte
Preparazione del pianoforte ore 16
Inizio concerto ore 19.30
Mercoledì 12 e giovedì 13 luglio
dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
MASTERCLASS
a cura del M° Giancarlo Simonacci
Giovedì 13 luglio
CONCERTO FINALE
dei partecipanti alla Masterclass
inizio concerto ore 19.30
Giancarlo Simonacci (nella foto), pianista e compositore, è nato a Roma dove ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “Santa Cecilia”.
Si è perfezionato con Aldo Clementi per la composizione e con Carlo Zecchi per il pianoforte al Mozarteum di Salisburgo.
Svolge attività come solista, stabilmente in duo con la pianista Gabriella Morelli e quale collaboratore di vari cantanti e strumentisti.
Come autore e interprete è presente nei più importanti festival e istituzioni concertistiche internazionali.
Le sue composizioni sono pubblicate da BMG Ricordi, Edipan, Rugginenti e Accord for Music.
La Silence Records ha realizzato un CD interamente dedicato alla sua opera pianistica, interprete Francesco Negro.
Ha registrato per la CRI, Edipan, Fonotipia, RCA, Domanimusica, Mr Classics, Irtem, AFM, Atopos e Twilightmusic.
Di rilievo le incisioni per la Brilliant Classics dedicate a John Cage (14 CD racchiusi in 5 cofanetti) favorevolmente accolte dalla critica italiana (Messaggero, La Repubblica, La Gazzetta di Parma, La Stampa, Musica, Suonare News, Amadeus, Classic Voice etc.) ed internazionale (ABC, Magazine Klassics, Piano, Le monde de la Musique, Diapason, Scherzo, BBC Music Magazine, Los Angeles Times, etc.).
Sempre per la Brilliant Classics ha inciso l’integrale pianistica di Ildebrando Pizzetti (2 CD) e l’integrale per violoncello e pianoforte di Morton Feldman (2 CD) con suo figlio Marco e un CD con composizioni per pianoforte a 4 mani di Giulio Ricordi (duo G. Morelli – G. Simonacci).Per oltre 40 anni ha insegnato pianoforte principale nei conservatori di musica di Sassari, Frosinone e Roma. Ha tenuto numerose masterclasses, seminari e conferenze in Italia, Spagna e Austria.
INGRESSO LIBERO
lunedì 10 luglio 2017
"ORLANDO FURIOSO" di Antonio Vivaldi: prova generale aperta al pubblico under30 il prossimo 12 luglio.
Il Festival della Valle d'Itria, in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi, apre le porte dell'Atrio del Palazzo Ducale ai giovani dai 14 ai 30 anni per la prova generale dell'opera “Orlando furioso” di Antonio Vivaldi, l'opera inaugurale della 43ª edizione del Festival della Valle d'Itria (nella foto un immagine dello spettacolo a Lucca).
Ben trecento i coupon d'invito messi a disposizione dei ragazzi che vorranno assistere alla prova aperta, che si terrà martedì 12 luglio 2017 alle ore 21,00 nell'Atrio del Palazzo Ducale. L'ingresso in sala sarà consentito entro e non oltre le ore 20,45.
Per accedere sarà necessario presentare all'ingresso il coupon d'invito che potrà essere ritirato gratuitamente presso la biglietteria del Festival della Valle d'Itria (sita in Via Ferrucci, n.11) da venerdì 7 luglio fino a esaurimento dei coupon, nei seguenti orari: la mattina dalle 10,00 alle 13,00 e il pomeriggio dalle 17,00 alle 21,00.
Per ulteriori informazioni:
biglietteria@festivaldellavalleditria.it
tel. 080 4301094
Ben trecento i coupon d'invito messi a disposizione dei ragazzi che vorranno assistere alla prova aperta, che si terrà martedì 12 luglio 2017 alle ore 21,00 nell'Atrio del Palazzo Ducale. L'ingresso in sala sarà consentito entro e non oltre le ore 20,45.
Per accedere sarà necessario presentare all'ingresso il coupon d'invito che potrà essere ritirato gratuitamente presso la biglietteria del Festival della Valle d'Itria (sita in Via Ferrucci, n.11) da venerdì 7 luglio fino a esaurimento dei coupon, nei seguenti orari: la mattina dalle 10,00 alle 13,00 e il pomeriggio dalle 17,00 alle 21,00.
Per ulteriori informazioni:
biglietteria@festivaldellavalleditria.it
tel. 080 4301094
venerdì 7 luglio 2017
"Giove a Pompei" di Umberto Giordano si terrà nel Parco archeologico di Pompei martedì 18 luglio.
Martedì 18 luglio alle ore 20, al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei sarà rappresentata “Giove a Pompei”, l’operetta di Umberto Giordano che è stata ripresentata a Foggia, lo scorso 5 maggio, dopo quasi un secolo dalla prima ed unica messa in scena.
Il Comune di Foggia prosegue così le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Umberto Giordano: dopo il grande successo ottenuto dall’“Andrea Cheniér”, nello scorso marzo, ora ilTeatro “Giordano” di Foggia presenta “Giove a Pompei”, rappresentata in forma integrale l’ultima volta nel 1921, prima del “nuovo debutto” foggiano.
A dirigere l’Orchestra del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia sarà nuovamente Gianna Fratta nella foto), mentre la direzione del del Coro Lirico Pugliese sarà affidata ad Agostino Ruscillo.Nel cast vocale Sergio Vitale, Valeria Sepe, Aldo Caputo, Matteo D'Apolito, Angela Bonfitto, Francesco Pittari, Italo Proferisce.
La regia è di Cristian Biasci.
Le celebrazioni sono organizzate dalla Città di Foggia e dal Teatro Umberto Giordano, in collaborazione con il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, l’Accademia di Belle Arti di Foggia, l’Università di Foggia e le Fondazioni “Apulia Felix” e “dei Monti Uniti” di Foggia. La rappresentazione di “Giove a Pompei” gode del sostegno di MIBACT, Regione Puglia, “Pompei Parco Archeologico”, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.
Per lo spettacolo (ad ingresso gratuito), sono stati organizzati bus che da Foggia partiranno in A/R per Pompei. Per acquistare i biglietti (costo: 5 euro) ci si potrà rivolgere al botteghino del Teatro Giordano. I pullman partiranno dalla Villa comunale di Foggia alle 15,00 di martedì 18. Arrivati a Pompei sono previste visite guidate prima dello spettacolo, con itinerario zona Teatri dalle 18,30 alle 19,20 (durata complessiva 50 minuti a gruppi di massimo 30 persone/Partenza da Porta Esedra). Il costo scontato a persona per la visita guidata esclusiva è di 3,50 euro. Alle ore 20.00 ingresso a teatro e a fine spettacolo ripartenza per Foggia.
In prima esecuzione in tempi moderni, riportata in scena dopo 96 anni, la commedia musicale in tre atti è scritta da Giordano a quattro mani con Franchetti su libretto di Illica e del grecista Ettore Romagnoli. La partitura orchestrale era negli archivi storici di Casa Ricordi, ora recuperata eccezionalmente per questa occasione. “Operetta è un vezzeggiativo di opera, ma in questo caso è un genere musicale e questo significa che non è un po’ meno di niente – sostiente Gianna Fratta -. Si tratta di un’alternanza di musica con parti recitate e una serie di colpi di scena. Il pubblico assisterà a tante trovate, ad esempio l’ingresso del Faraone, l’eruzione del Vesuvio e la discesa di Giove dall’Olimpo. È un genere che farà divertire e che siamo certi arriverà a tutti, anche ai più giovani. Siamo abituati a collocare Giordano con l’Andrea Chénier, Fedora, ai grandi titoli drammatici, qui invece ascoltiamo un Giordano completamente inedito – aggiunge il maestro -. Assisteremo a cori frizzanti, sempre pieni di ritmi gioiosi e giocosi, tipi di orchestrazione brillanti. Quando si torna nella propria città e si punta al territorio in cui si vive c’è una responsabilità maggiore nel dare il meglio di sé. Foggia vivrà la magia della creazione nata da un semplice pezzo di carta”. “È stato fatto un lavoro incredibile. C’è una sorta di mondo parallelo con gli anni ’20. L’opera mette insieme un genere di prosa e un genere operistico con parti cantate e orchestrate – spiega il regista Cristian Biasci -. Ci sono una serie di rimandi del periodo dell’epoca: scioperi, contrasti, preti”.7
La messinscena di "Giove a Pompei" ha l'obiettivo di valorizzare e riattualizzare proprio quegli aspetti dell'opera giordaniana che alla prima (tenutasi a Roma, Teatro La Pariola, il 5 luglio 1921) suscitarono qualche perplessità nella critica: la discontinuità e l'eterogeneità della partitura realizzata a quattro mani (con Umberto Giordano collaborò Alberto Franchetti) o le trovate anacronistiche e grottesche, di derivazione operettistica, come la biga a motore tipo sidecar di Aribobolo e Lalage, l’espresso fermo posta spedito dall’Africa a Pompei, l’eruzione del Vesuvio che diventa spettacolo di attrazione, Giove e Ganimede vestiti da aviatori, i frequenti intenti parodistici.
Per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita di Umberto Giordano è stato costituito presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il comitato tecnico scientifico che ha il compito di coordinare e promuovere le iniziative culturali previste. Il comitato è presieduto dal Sindaco di Foggia, Franco Landella, e composto dall’Assessore comunale alla Cultura Anna Paola Giuliani, dal Dirigente del Settore Cultura del Comune Carlo Dicesare, dal direttore del Conservatorio “Umberto Giordano”, Francesco di Lernia, dal Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, Eva Belgiovine, dal Prorettore dell’Università degli studi di Foggia, Giovanni Cipriani, dal Presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, Saverio Russo, dal Presidente della Fondazione Apulia Felix, Giuliano Volpe, dalla pianista e direttrice d’orchestra, Gianna Fratta, dalla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, Simonetta Bonomi, da Enrico Sannoner dell’Associazione Amici della Musica di Foggia e dal musicologo Guido Salvetti.
Questo spettacolo ha l'intento di restituire la musica lirica e la cultura classica (seppure come si è visto in chiave dichiaratamente ironica e satirica) a un pubblico più vasto, prevalentemente giovanile, valorizzando una storia che è in un certo senso metafora delle opportunità ma anche dei rischi della cultura meridionale.
La messa in scena dell’opera è stata seguita da una pubblicazione multimediale (che contiene uno studio filologico su Giordano ed il suo rapporto con i classici) e da altre attività di produzione culturale che rappresentano gli elementi funzionali di un percorso complesso rivolto anche a consolidare le buone prassi sperimentate in seno alla Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia, con la produzione di opere teatrali e musicali rivolte alla divulgazione dei temi classici. “E’ stato prodotto un apposito DVD dell’opera che andrà sul mercato internazionale – spiega il coordinatore artistico Dino De Palma . Oltre a questo ci sarà anche un passaggio integrale dell’opera su Sky HD Classica, che darà la possibilità a tutti gli spettatori del mondo di poter vedere cosa si fa a Foggia e cosa ha fatto il maestro Giordano. Speriamo che l’anno giordaniano abbia un prosieguo, grazie anche all’apporto dell’Art Bonus“.
APPROFONDIMENTI. LE NOTE DI REGIA E I CENNI STORICI
Come scrive nelle note di regia Cristian Biasci, la commedia musicale Giove a Pompei (1921) nasce nel periodo forse più entusiasmante della cultura artistica europea del XX secolo. E’ il periodo nel quale le Avanguardie imperversano con i loro svariati “ismi”, e molte forme d’arte cosiddette “nuove” si stanno facendo largo tra il grande pubblico. Una su tutte, il cinema, che sta diventando sempre più importante, veicolo mediaticamente sorprendente, semplice e immediato, raccoglie sempre più consensi: al momento del Giove a Pompei di Umberto Giordano sono già usciti tre film (uno nel 1908 – primo film storico-epico del cinema italiano - e due nel 1913, tutte produzioni italiane) sul tema degli “Ultimi giorni a Pompei”, tutti ispirati al romanzo “The last days of Pompei” del 1834 di E. George Earle Bulwer-Lytton; da segnalare anche l’opera lirica “Jone o gli ultimi giorni a Pompei” di Errico Petrella del 1858, modello ispiratore del film omonimo del 1913 per la regia di Ubaldo Maria Del Colle. L’idea della messa in scena tiene in forte considerazione quanto appena descritto e anche tutte le altre forme di teatro “leggero” che in quegli anni affiancano le ben più colte e rodate vie del melodramma: su tutte, il teatro di varietà, dove grazie al comico, alla parodia e al grottesco, convivono sulla scena personaggi che trascendono qualsiasi collocazione temporale e culturale. Rivolto al grande pubblico attraverso la satira, il teatro di varietà riesce ad entrare nella contemporaneità con sferzante umorismo: pensiamo ad Ettore Petrolini che con il suo Nerone (il testo è del 1917) è fonte primaria di ispirazione per questa messa in scena del personaggio di Parvolo Patacca. Tutti i personaggi della commedia musicale sono in qualche modo “caricature” di loro stessi: un Giove che combatte con la sua età, un Parvolo Patacca che, ad onor del nome, sostiene l’economia cittadina grazie all’invenzione della “patina della storia” trucco per spacciar “patacche”, e ancora Aribobolo, reduce d’Africa e fidanzato geloso, una Lalage sua promessa sposa talmente ingenua da affidarsi al primo che incontra in città, ma pronta a sacrificarsi per salvare Pompei andando in sposa proprio a Giove, e così tutti gli altri, comprese le compagini del coro. I personaggi, 14 tra primari e comprimari oltre a 30 componenti del coro, 5 danzatori e 6 comparse, sono protagonisti di quadretti talvolta comici, o satirici che mettono in primo piano degli stereotipi ben precisi, tenuti insieme da una figura principale che orchestra e architetta piani che infine si riveleranno inutili. Benché il carattere generale della messa in scena sia appunto di spirito “leggero”, porrà, attraverso la recitazione, che occupa più di un terzo della scrittura librettistica, molti spunti “colti” sia storici che di attualità sociale e politica propri del periodo dell’uscita dell’opera musicale. Questo a sottolineare che il “Giove a Pompei” è un lavoro concepito con un respiro, soprattutto librettistico, intellettualmente molto acuto che ne fanno un opera unica nel suo genere. Con la messa in scena, attraverso la recitazione, i costumi e la scenografia, che si avvarrà di proiezioni 3D originali, create appositamente, che prevedono la presenza di 4 proiettori, si darà vita ad una rappresentazione che nel corso dei tre atti si evolverà in un crescendo: da una visione descrittiva-filologica dell’inizio, primo atto e parte del secondo, verso una molto più dirompente e vicina ai tumulti culturali degli anni dell’uscita della commedia musicale. Il processo porterà verso una cifra dadaista, dove il rosso pompeiano, che taglia la scena a metà in orizzontale, suggerito dalle architetture originali, aprendo la scena verso un paesaggio dominato in lontananza da un magnifico Vesuvio, diventerà la base di manifesti e opere pittoriche di Tristan Tzara, Francis Picabia, Hans Arp, Marcel Duchamp spostando la visione verso una verticalità ineluttabile che culminerà con l’eruzione del vulcano e la distruzione di Pompei. Come per la scena, anche i personaggi si evolveranno caricandosi di atteggiamenti via via più meccanici, caricaturali e grotteschi.
Cenni storici: Nel 1899 Illica cedette a Giordano e a Franchetti il libretto dell’operetta “Giove a Pompei”, invitandoli a musicarlo insieme. Il lavoro di composizione procedette saltuariamente, anche perché entrambi gli autori consideravano l’opera sui generis, in un certo senso estranea al resto della loro produzione (entrambi continuarono a creare per proprio conto, indipendentemente dalla loro collaborazione) e aspettavano un’offerta vantaggiosa per allestirla. Nel maggio del 1907 fu firmato il contratto con Casa Ricordi, ma da una lettera di Illica all’editore si capisce che dell’opera erano stati ultimati solo i brani principali; inoltre Franchetti, incerto e insoddisfatto, aveva richiesto alcuni cambiamenti e lo stesso Ricordi, pentitosi dell’acquisto dell’opera, non aveva nascosto le sue riserve sul fatto che l’opera fosse un po’ antiquata e priva di verve comica. Dopo la morte di Illica (1919) si occupò delle opportune modifiche Ettore Romagnoli che trasformò il testo in un’esilarante storia a tratti surreale. Volentieri quindi procedettero i lavori di composizione da parte di Franchetti e Giordano, tanto che l’operetta, nella sua veste finale, è stata definita dalla critica “la sola operetta italiana di qualche rilievo, che tenti la continuazione dello stile satirico di Offenbach, trasferendo in ambiente mitologico allusioni e parodie della cronaca contemporanea”.
La prima rappresentazione risale al 5 luglio del 1921 al Teatro all’aperto La Pariola di Roma, davanti ad un pubblico che, a differenza della critica perplessa, ne tributò l’immediato successo, ammirando soprattutto le grandiose coreografie e il complesso apparato scenico (tra le pagine migliori, Gaetano Cesari indicò il coro delle serve e dei pompieri, dei guerrieri e delle matrone, un terzetto e la danza del secondo atto). Giove a Pompei, le cui parti orchestrali erano andate perdute durante un incendio a Casa Ricordi, non è mai più stata eseguita dagli anni Venti. Su indicazione di Dino De Palma, nell’autunno del 2008, Casa Ricordi ha accettato l’incarico di ristamparle a partire da una partitura miracolosamente sopravvissuta e quindi di ridare luce a questo lavoro del tutto sconosciuto ai nostri giorni seppur d’indubbio interesse storico e musicale.
La trama:
La vicenda rievoca in chiave ironico-satirica la distruzione di Pompei del 79 d.C. per volere degli dei, indignati dal fatto che i pompeiani, in mancanza di reperti archeologici, abbiano osato seppellire i simulacri divini per poi fingere di rinvenirli nella lava. L’eruzione del Vesuvio dà spunto, dunque, ad una vicenda comica con tratti surreali: a Pompei, dove già fiorisce un’ attività di archeologia e di commercio di reperti falsi ad uso di coloro che intendono ornare le proprie dimore con la “patina della storia”, si manifesta inaspettatamente Giove in persona, accompagnato dal fido Ganimede. La sua presenza è più che giustificata, in quanto gli scaltri pompeiani, a corto di materia prima da “anticare”, decidono di ricorrere alle statue degli dei reperibili in città. Questo dà luogo a un intreccio in cui equivoci e astuzie si susseguono senza sosta. Gli scaltri pompeiani, ben a conoscenza della passione che il padre degli dei nutre per le attività di svago col gentil sesso, decidono di offrirgli quanto di meglio in materia è disponibile in città. Giove però s’incapriccia di una giovinetta di campagna che si trova a Pompei per il mercato e non intende rinunciare o accettare le succedanee che gli astuti pompeiani cercano di somministrargli. Anzi, allo scoprire il tentativo d’inganno, l’ira di Giove si fa funesta: egli ordina senza indugio la distruzione di tutta Pompei ad opera di Vulcano, incaricato di attivare il Vesuvio. Alla fine, però, si fa commuovere dalla giovinezza di Lalage, questo è il nome della contadinella, e rimedia parzialmente alla catastrofe, concedendo che la popolazione abbia il tempo di salvarsi; l’eruzione del vulcano però è talmente affascinante che tutti restano a guardare, senza curarsi del pericolo.
Interpreti
Giove Sergio Vitale
Lalage Daniela Bruera
Aribobolo Aldo Caputo
Parvolo Patacca Matteo D’Apolito
Calpurnia Angela Bonfitto
Marcus Pipa Francesco pittari
Aricia Italo Proferisce
Orchestra Sinfonica del Conservatorio “U. Giordano” di Foggia
Direttore Gianna Fratta
Regia Cristian Biasci
Scene Francesco Gorgoglione curatore con l’Accademia di belle arti di Foggia
Effetti speciali e proiezioni in 3D Raffaele Fiorella
Light Design Riccardo Canessa
Coro lirico Pugliese
Maestro del coro Agostino Ruscillo
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