lunedì 10 gennaio 2011

Qui Torino: il Solomon haendeliano diretto da Ivor Bolton con l'OSN della Rai


Le solenni cerimonie per la consacrazione del tempio di Gerusalemme; il toccante trionfo dell’amore materno, reso possibile dalla giustizia e dalla saggezza del re; i preparativi per l’arrivo della regina di Saba; questi sono solo alcuni dei momenti più toccanti del "Solomon", l’oratorio scritto nel 1749 da Händel, in un’Inghilterra prospera e saldamente governata da Giorgio II. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai lo propone giovedì 13 gennaio 2011 alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, su Radio3 e in streaming sul sito www.osn.rai.it, nell’interpretazione di un grande specialista del repertorio barocco: Ivor Bolton. Con lui un cast internazionale di sicuro valore, capeggiato dal contralto Sara Connolly (nella foto), interprete del ruolo di re Salomone, con il soprano Sally Matthews, il mezzosoprano Francesca Russo Ermolli, il tenore Mark Padmore, il basso Andrew Foster-Williams, e il Balthasar-Neumann Chor diretto da Detlef Bratschke.
Il concerto è replicato venerdì 14 gennaio alle 21. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1981). Informazioni: 011.8104653 - biglietteria.osn@rai.it - www.orchestrasinfonica.rai.it.

"Il Jacelyn Parry Sextet in concerto al Club 1799 di Acquaviva" di Silvana Kuhtz


"Di Jacelyn Parry (nella foto), musicista nata in Malesia e cresciuta a Singapore e in Australia, ma che ormai vive a Roma da sei anni ed ha studiato al Conservatorio di musica del Queensland, si possono recuperare molte informazioni che la riguardano da vari siti internet. Non altrettanto si può fare per quel che riguarda la sua esibizione, che resta nel regno delle cose da vivere di persona. Nonostante le apparenze del suo bellissimo viso dai tratti orientali, nell’ascoltare il concerto del 5 gennaio presso il Club 1799 di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, prima assoluta di presentazione del suo nuovo progetto "Deep is the night", non ho sentito nessuna sonorità orientale. Piuttosto, una grande profondità nel testo delle canzoni, e riferimenti al jazz, al soul e a cantanti come Joni Mitchell. Mi è sembrata, in sostanza, una cantante molto "occidentalizzata"; ed infatti proprio la Parry sostiene di essere stata influenzata, semmai, da minimalisti come John Adams e Steve Reich e probabilmente anche da Joni Mitchell. È decisamente interessante il timbro della voce della cantante-pianista e la miscela che si crea sul palco con i musicisti del quintetto, tutto pugliese, che l'accompagna.
L’incontro con i jazzisti pugliesi che la seguono in questa avventura - Nando Di Modugno, Cesare Pastanella, Mimmo Campanale, Giuseppe Bassi e Roberto Ottaviano - è avvenuto a Roma qualche tempo fa ed è stato determinante per dare linfa ulteriore a questa idea creativa della Parry.
L’esibizione del 5 gennaio ad Acquaviva è stata forse penalizzata da un suono leggermente impastato, non è stato cioè agevole distinguere le parole delle canzoni, ma si è potuto apprezzare il risultato d’insieme e la grande professionalità di tutti i musicisti sul palco. Entusiasta e partecipe il pubblico presente. Si tratta senza dubbio di un progetto che ha visione e potenzialità; vale la pena tenere d’occhio questa nuova proposta nell'appena iniziato 2011."
SILVANA KUHTZ

Stasera in Vallisa l'Accademia dei Cameristi propone i Quintetti di Taneev ed Elgar


Ieri mattina, con un concerto del Duo Maria Rosaria D'Aprile (violino) e Tommaso Cogato (pianoforte) ha inaugurato il ciclo "Domeniche in musica", stasera invece l'Accademia dei Cameristi (sempre in Vallisa a Bari) propone alle 20.30 due autentiche "chicche" di rara esecuzione del repertorio cameristico ottocentesco: il Quintetto op.30 del compositore russo Sergej Taneev e quello op.84 dell'inglese Edward Elgar (nella foto). L'ensemble sarà composto da Francesco Basanisi al pianoforte e da Daniele Orlando (violino), Gabriele Ceci (violino), Alfredo Zamarra (viola) e Valeria Sirangelo (violoncello). Ingresso 10 euro. Infotel: 347.7712034.

Intervista alla pianista Natalia Morozova



- BIOGRAFIA

Natalia Morozova nasce in Russia, a Mosca, città nella quale matura i suoi studi musicali al Liceo Musicale del Conservatorio Statale Ciajkovskij, nella classe del professor Tigran Alikhanov, discepolo del grande pianista russo Lev Oborin; ed è proprio lì che si diploma a pieni voti in pianoforte, con i professori Victor Mergianov e Alexander Mdoyantz, ed in musica da camera sempre con il professor Tigran Alikhanov. Nel 2003 sostiene brillantemente la tesi di dottorato laureandosi con il massimo dei voti. La sua formazione e le sue predisposizioni musicali le consentono, sin dai suoi esordi, di spaziare in un ampio repertorio permettendole d’esprimersi sia come solista, sia con formazioni di musica da camera ed in duo,in particolare con il pianista Vitaly Younitskj, con il quale conseguirà riconoscimenti internazionali di grande prestigio.
Durante i suoi studi ottiene, nel 1997, il Primo Premio dell’importante Concorso Internazionale "Nikolaj Rubinstein". Nel 1999 il X Concorso Internazionale per Giovani Pianisti "Roma" che la vede vincitrice del Primo Premio Assoluto, come solista, e del Primo Premio Assoluto e di tutti i Premi Speciali in duo assieme a Vitaly Younitskj.In quello stesso anno vince, sempre in duo, il Primo Premio e tutti i Premi Speciali del Concorso Internazionale di “Musica da camera Taneev”, a Kaluga in Russia. A seguito di tale successo, assieme agli altri vincitori del concorso, incide un disco per la casa discografica Vista Vera.
Il suo successo internazionale la porta ad esibirsi in molteplici città europee.
Nel 2001 vince il Concorso Internazionale Reding-Piette a Neufchâtel, in Svizzera.
Nel dicembre dello stesso anno, consegue il Secondo Premio (il Primo Premio non è stato assegnato) al Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale Provincia di Caltanissetta, in Italia. L’anno seguente registra, in presa diretta, per la Radio Suisse Romande e nel dicembre, sempre del 2002, vince il Primo Premio al Concorso Internazionale "Isole Borromee", e nello stesso mese, il Primo Premio ed i Premi Speciali al Concorso Internazionale "Camillo Togni" a Gussago, sempre in Italia.
Contemporaneamente proseguono le sue esibizioni assieme a Vitaly Younitskj: in Svizzera, con la Basel Sinfonietta, in Francia, in Russia e soprattutto in Italia, ottenendo sempre un vasto consenso di critica e di pubblico.
Nel 2003 il duo si esibisce al Mozarteum di Salisburgo, nell’ambito del festival Conservatori del mondo, rappresentando il Conservatorio Ciajkovskij di Mosca. Nel 2008 il duo è stato invitato ad esibirsi all’Ambasciata Austriaca a Roma.
Contemporaneamente, per un paio d’anni,continua a perfezionarsi seguendo i corsi della Scuola Superiore Internazionale di Musica da Camera del “Trio di Trieste”, a Duino in Italia. Sempre alla ricerca di nuove espressività e conoscitrice dei diversi stili del repertorio musicale – dal barocco al contemporaneo - Natalia Morozova sviluppa la sua arte sia come solista che con l’orchestra.
Tra le sue ultime esecuzioni ricordiamo, in marzo 2005 il concerto al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, diretta da Yuri Bashmet con la prestigiosa orchestra dei Solisti di Mosca, con l’Orchestra Filarmonica di Ekaterinburg, e nel dicembre 2006 l’esecuzione, in una tournée italiana, del Concerto N. 5 “Imperatore” di Beethoven con l’Orchestra Sinfonica di Mosca, per la direzione di Vladimir Ziva e Marcello Mottadelli. E’ stata scelta per essere il pianista collaboratore al Torneo Internazionale di Musica. Recentemente ha partecipato a vari festival musicale in Francia (Soreze, Chateau-Abbay Cassan, Bardou, Chateau de Padies); si e esibita in un recital al Chelsea Arts Club a Londra. In Italia ha suonato per Rai 3 nelle Cappella Paolina del Quirinale, a Roma ed al Teatro “Alfieri” di Torino.

- L'INTERVISTA

Signora Morozova, quando è nata la sua passione per la musica?
"Sin da piccola ero affascinata dal pianoforte che guardavo con interesse davanti alle vetrine del negozio di strumenti musicali vicino casa mia. Del resto, mi è sempre piaciuto cantare e ascoltare musica; così un bel giorno ho chiesto ai miei genitori di iscrivermi ad una scuola di musica."
Ci sono, per caso, nella sua famiglia musicisti o comunque appassionati di musica che l'hanno stimolata e poi indirizzata verso lo studio di uno strumento?
"Direi proprio di no. I miei genitori sono ingegneri e non c'è nessun muscista in famiglia."
Una volta Arturo Benedetti Michelangeli fu fermato dalla polizia ad un casello autostradale e gli fu chiesto di mostrare documenti. Alla domanda su quale lavoro svolgesse, egli rispose: "vado un po' id qua un po' di là". L'agente allora lo guardo un po' perplesso e disse:"Che scriviamo...Girovago?" E lui, tra il serio ed il faceto, confermò: "Sì, scriva pure che faccio il girovago"...Come avrebbe risposto al suo posto?
"Michelangeli era ed è uno dei miei pianisti preferiti; geniale anche nelle risposte. Non riuscirei francamente a trovarne una migliore di questa!"
Quali sono i compositori che apprezza di più, a parte quelli che abitualmente interpreta?
"In realtà mi piacciono tutti i compostori che suono, ma preferisco in particolare Hindemith, Stravinskij e poi...adoro moltissimo la musica barocca. Ascolto comunque tutta la musica, senza preclusioni di sorta. Sono per natura molto curiosa e spesso vado anche all'opera. Amo, in particolare, capolavori come il Boris Godunov di Musorgskij ed il Don Giovanni di Mozart. Collaboro con cantanti, in varie formazioni cameristiche, e questo mi porta spesso a studiare i più differenti generi musicali."
Quale è stato il momento fondamentale della sua vita in cui ha deciso di diventare una pianista di professione?
"Terminata la scuola di musica a 13 anni, ho scelto di entrare nel collegio del Conservatorio di Mosca e di lì di percorrere la strada musicale piuttosto che diventare medico, seconda passione di quel particolare momento della mia vita."
Quanto è difficile nel mondo di oggi essere pianisti e interpreti di "musica colta"?
"Le difficoltà sono inimmaginabili."
Negli anni ha coltivato altre ambizioni e passioni?
"Ho tanti interessi, soprattutto verso l'arte nelle sue più varie espressioni. Leggo tanto, mentre trascorro ore e ore in viaggio. La vita mi appassiona, anche se mi manca purtroppo il tempo di sviluppare altre attività in maniera sistematica."
Come si concilia la vita privata e familiare con un'attività particolarmente dinamica come la sua? "E' un'impresa difficile concliare le due cose, ma con l'appoggio delle persone giuste accanto, tutto diventa più agevole."

Una mediocre esecuzione dell'Orfeo gluckiano ha aperto la stagione 2011 dell'Orchestra della Provincia di Bari. A quando il suo rilancio?


Chi mi conosce bene sa quanto sia legato all'Orchestra della Provincia di Bari che seguo ormai da molti anni. E sa anche la sofferenza che negli ultimi anni ho patito nell'ascoltare concerti di livello assai inferiore rispetto alle enormi potenzialità a cui questa compagine, con ben quarant'anni di storia alle spalle poteva e può ancora ambire.
Ascoltare l'altra sera in un luogo tra l'altro dall'acustica infelice (il cineteatro Kursaal Santalucia d Bari, trasformato di recente in "Casa delle Musiche") per la musica sinfonica (figuriamoci per un'opera, pur in forma di concerto...) l'Orchestra barese rileggere sotto la direzione di un maestro di chiara fama come Bruno Aprea l'Orfeo ed Euridice di Gluck, uno dei massimi capolavori del teatro musicale di sempre, mi ha ulteriormente mortificato.
La colpa della strisciante mediocrità che ormai pervade da tempo le esecuzioni della compagine barese, oltre che della mancanza di stimoli artistici che oggettivamente si respira da anni tra i professori - perlopiù validissimi - è a mio sommesso parere di una "governance", quella appunto dell'ente provinciale, che per anni e anni ha fatto dell'orchestra "pro domo sua" un uso soprattutto politico e propagandistico, affidandosi spesso a mani incapaci di stilare una programmazione che fosse di livello adeguato o quanto meno dignitoso.
Adesso che finalmente dopo quasi vent'anni di scandalosa chiusura (altro che Petruzzelli...), l'Auditorium Nino Rota, come ha detto nel suo discorso introduttivo sabato scorso, il giovane vicepresidente della Provincia barese Trifone Altieri (nella foto), è stato quasi completamente restaurato e dovrebbe essere restituito alla città entro l'estate del 2011, è davvero giunto il momento, credo, che la Sinfonica barese, ritrovata la sua "casa" d'origine, riprenda la marcia a suo tempo interrotta verso obiettivi ambiziosi e all'altezza della sua storia.
A tale proposito, c'è da rilevare, che sarebbe meglio non "farsi del male" proponendo al pubblico capolavori assoluti della storia della Musica, com'è a tutti gli effetti, l'Orfeo gluckiano, senza che direttore, cantanti e orchestra possano almeno usufruire di un numero di giornate di prove adeguato. Per non parlare del "coretto" (composto da otto esili voci) dell'altra sera, che è stato mandato letteralmente allo sbaraglio in un'opera dove è proprio il coro a ricoprire un ruolo da autentico protagonista.

venerdì 7 gennaio 2011

Grande serata di danza con l'Abbagnato, i suoi straordinari "Amici" e l'eccellente Corpo di Ballo dell'Opera di Roma


Grande successo ieri al Petruzzelli per la splendida serata di danza dedicata da Eleonora Abbagnato al suo maestro Roland Petit, nell'ambito della stagione 2010-2011 organizzata dall'omonima Fondazione. Sul palco del Politeama barese, nei due balletti in programma (L'Arlesienne e la Carmen, su musiche di Bizet, nelle stupefacenti coreografie appunto del mitico Roland Petit) oltre alla brava ed elegantissima Eleonora Abbagnato ed all'eccellente Corpo di ballo dell'Opera di Roma, si sono esibiti anche alcuni tra i ballerini più apprezzati del panorama internazionale: da Alessandro Riga (primo ballerino del Comunale di Firenze), che ha ballato con encomiabile disinvoltura in coppia con la bella Eleonora a Massimo Murru (étoile del Teatro alla Scala) che nella Carmen si è ben disimpegnato nei "passi a due" con la straordinaria stella della danza cinese, Quimin Wang, autentica sorpresa della serata per diafana leggerezza e perfetto dinamismo scenico. A guidare poi con rara musicalità e raffinata precisione (nel rapporto spesso delicato tra buca e palcoscenico) l'ottima orchestra della Fondazione Petruzzelli, c'era il maestro Nir Kabaretti. Applausi a scena aperta e alla fine per tutti i protagonisti della serata. Si replica fino al 10 gennaio. Parallelamente, nel foyer del Petruzzelli si può da ieri ammirare una mostra fotografica (con scatti effettuati tra il 1986 ed il 1991) del photoreporter Tony Rizzo dedicata alla magia della danza ed agli artisti, taluni grandissimi, che hanno calcato la scena del Petruzzelli che fu...

Festa teatrale per i 150 anni dell'Unità d'Italia al Politeama Greco di Lecce


Un prologo d’eccezione per la 42ma Stagione Lirica della Provincia di Lecce, organizzata dall’Assessorato alla Cultura guidato dalla vicepresidente Simona Manca.
Domani, 8 gennaio, al Politeama Greco, si alzerà il sipario, alle ore 20.45, su una suggestiva “Festa Teatrale per i 150 anni dell’Unità d’Italia”. Di livello internazionale il cast che renderà omaggio a questo importante anniversario patriottico: il direttore artistico della Stagione, Filippo Zigante, dirigerà l’Orchestra Sinfonica “Tito Schipa”, mentre la regia e la scrittura del testo portante dello spettacolo è affidata al regista salentino Edoardo Winspeare (nella foto). Voci recitanti saranno quelle di Gaetano Bruno e Marianna Murolo, mentre primo ballerino e coreografo sarà l’etoile brindisino Toni Candeloro. Parteciperanno il Coro Lirico di Lecce diretto da Francesco Pareti, il Coro di voci bianche “Cinciallegra” diretto da Margherita Brindisino e il Balletto di Puglia. La parte dedicata ai Canti Risorgimentali, trascritti da Francesco Libetta ed eseguiti dalla cantante Rachele Andrioli e da un ensemble di musica strumentale, è stata curata dal critico musicale Eraldo Martucci in collaborazione con il Comitato interdisciplinare “Il Mezzogiorno e la costruzione dello Stato Unitario. I linguaggi risorgimentali per la Nazione”.
“Una festa fortemente voluta dalla provincia – ha detto l’assessore Manca – e rivolta principalmente alle istituzioni del territorio per sensibilizzarle sull’importante anniversario che in questo 2011 andiamo a celebrare. Da parte nostra, abbiamo voluto collocarlo proprio nei primissimi giorni dell’anno quasi in una sorta di posizione d’onore”.
In occasione della serata di gala, inoltre, il Foyer del Politeama Greco sarà arredato con dipinti, oggetti e libri che ricordano l’Unità d’Italia, un ulteriore omaggio alla ricorrenza curato dal direttore del museo “S. Castromediano”, Antonio Cassiano.
Il programma, molto ricco e composito, alternerà la recitazione di brani letterari dedicati all’Italia a sinfonie e cori verdiani e, come detto, canti risorgimentali. Info biglietti: www.icolecce.it, tel. 0832.241468.

Alla IUC di Roma stars internazionali e grandi concerti


Febbraio e marzo saranno due mesi molto intensi all'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, il cui cartellone allinea una serie di concerti dai programmi molto originali, ognuno dei quali attira l'attenzione per un suo speciale motivo d'interesse.
Ai solisti e agli ensemble che da anni sono al vertice della vita concertistica internazionale, come Viktoria Mullova, Katia e Marielle Labèque (nella foto), I Musici e il Quartetto di Tokyo, si alternano i più interessanti nuovi talenti, come i pianisti Michail Lifits (vincitore del prestigioso Concorso "Ferruccio Busoni" nel 2009) e Khatia Buniatishvili e la straordinaria trombettista Alison Balsom.


5 FEBBRAIO - Una presenza insolita in sala da concerto è l'attrice Sonia Bergamasco, protagonista dei film La meglio gioventù di Giordana, L'amore probabilmente di Bertolucci e recentemente La donna della mia vita con Alessandro Gassman, Luca Argentero e Stefania Sandrelli. In un concerto che - prolungando nel 2011 i festeggiamenti del 2010 per il bicentenario di Schumann e Chopin - accosta il Quartetto op. 47 Schumann a due nuove composizioni di Carla Rebora e Carla Magnan dedicate a Chopin, la Bergamasco leggerà brani delle lettere di Clara Schumann e George Sand, le donne più importanti nella vita dei due grandi musicisti romantici.


8 FEBBRAIO - Il ventottenne Michail Lifits, uno dei più interessanti giovani pianisti attuali, si è imposto all'attenzione internazionale nel 2009, quando vinse diversi premi internazionali, tra cui il Concorso "Ferruccio Busoni", la cui giuria è di una severità legegndaria. da allora ha suonato nelle più prestigiose sale del mondo intero, a cominciare dalla Carnegie Hall di New York. Si presenta a Roma con un programma basato su Schubert e Liszt, che metterà alla prova sia il suo virtuosismo tecnico che la sua maturità interpretativa.


12 FEBBRAIO - Liszt - di cui ricorre nel 2011 il bicentenario della nascita - torna in apertura del concerto di un altro grande talento del pianoforte, la ventitreenne Khatia Buniatishvili, ormai una beniamina del pubblico dell'Aula Magna, dove torna per la terza volta in pochi mesi.


22 FEBBRAIO - Alison Balsom, la bravissima e fascinosa trombettista inglese, suona Albinoni, Vivaldi e Haendel, accompagnata da un gruppo ormai storica, I Musici, che stanno festeggiando con una grande tournée internazionale i loro cinquant'anni d'attività.


1 MARZO - Si discosta nettamente dai soliti binari del concerto tradizionale il duo Igudesman & Joo, due musicisti di formazione classica che si esibiscono in un esilarante show, definito da Gidon Kremer “lo spettacolo musicale più divertente che abbia mai visto!”.


5 MARZO - Un umorismo più sornione ma egualmente spumeggiante è quello di Antonia Ballista, che torna all'Aula Magna della Sapienza con uno dei suoi ironici e raffinati programmi, intitolato 50 Autori, in cui propone un surreale compendio della storia della musica in cinquanta brevissimi pezzi.


8 MARZO - Non c'è bisogno di presentare il concerto con tre Sonate per violino e pianoforte di Beethoven con Viktoria Mullova, se non per sottolineare che ha scelto come partner Kristian Bezuidenhaut, che suonerà un fortepiano d'epoca, per ricreare gli equilibri originali tra violino e strumento a tastiera.


12 MARZO - Katia e Marielle Labèque, dopo l'entusiasmo suscitato l'anno scorso con la trascrizione del Bolero di Ravel per due pianoforti e percussioni, propongono quest'anno un analogo adattamento di un altro brano celeberrimo, West Side Story di Bernstein.


22 Marzo - Il Quartetto d'Archi di Torino, l'Ensemble Algoritmo e il direttore Marco Angius - tra i migliori esecutori italiani nel campo della musica contemporanea- presentano due novità assolute di Nicola Sani, tra cui Four Darks in Red, ispirato al celebre quadro di Mark Rothko. Gli accostano tre grandi compositori vissuti tra fine Ottocento e primo Novecento: Mahler, Debussy e Webern.


26 marzo - E' sempre un avvenimento ogni concerto del Quartetto di Tokyo, uno dei più illustri gruppi cameristici in attività.


5 aprile - Il nuovo mese si apre con uno dei più apprezzati interpreti di Bach, Ton Koopman, che insieme alla violinista Catherine Manson presenta un programma interamente bachiano, comprendente tra l'altro tre Sonate per violino e clavicembalo.

Ecco tutti gli appuntamenti della stagione sinfonica 2011 della Fondazione Petruzzelli


La Stagione Sinfonica 2011 della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari prenderà il via martedì 18 gennaio alle 21.00 con un grande concerto dedicato a Gustav Mahler, in occasione dei 100 anni dalla morte del grande compositore austriaco. Dirigerà l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli il maestro Boris Brott (nella foto di Carlo Cofano). In programma la Sinfonia n.1 “Titano” di Gustav Mahler ed il Concerto per flauto, arpa ed orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart (flauto Anna Lisa Pisanu, arpa Giuseppina Ciarla). Il giorno seguente, mercoledì 19 gennaio 2011, Massimiliano Finazzer Flory (assessore alla Cultura del Comune di Milano e protagonista nella stagione 2009/2010 di “Musica allo Specchio”, tra Piazzolla e Borges) interpreterà con il musicologo Quirino Principe “Il tempo di Mahler” spettacolo che disegna un percorso tra le vite di Gustav Mahler e Richard Strauss, presentato in prima mondiale al Festival di Spoleto.
Venerdì 4 febbraio alle 21.00, tornerà sul podio dell’Orchestra del Petruzzelli il maestro Renato Palumbo, con un programma dedicato all’Ouverture dal “Don Giovanni” di W. A. Mozart , al Concerto n.3 per corno ed orchestra di W. A. Mozart (corno Martina Repetto) ed alla Sinfonia n. 6 “Patetica” di Tchaikovsky.
Sabato 12 febbraio alle 21.00, Giovanna Fratta sarà la prima donna a salire sul podio del rinato politeama, per dirigere un programma mozartiano con la Sinfonia concertante per oboe, clarinetto, fagotto, corno ed orchestra (oboe Gianluigi Cortecci, clarinetto Francesco Manfredi, fagotto Matteo Morfini, corno Damiano Fiore) e la Sinfonia n.41 “Jupiter”.
Giovedì 17 febbraio alle 21.00, il maestro Alberto Veronesi condurrà un programma dedicato a F. J. Hayden con l’Ouverture “L’isola disabitata” e con il Concerto per tromba ed orchestra (tromba Giovanni Nicosia) ed alla Sinfonia n. 3 “Eroica” di L. van Beethoven.
Venerdì 6 maggio alle 21.00, il maestro Gianluca Martinenghi dirigerà il Concerto per fisarmonica ed archi del compositore contemporaneo V. Palumbo (fisarmonica Francesco Palazzo), il Concertino d’hiver per trombone e archi di D. Milhaud (trombone Bartolomeo Mercadante) e la Sinfonia n. 4 “Italiana” di F. Mendelssohn.
Sabato 17 settembre alle 21.00, il Petruzzelli sarà palcoscenico ideale di un evento straordinario: la prima assoluta di “Exit Mundi” la Cantata per soprano, tenore, baritono, coro, pianoforti, ensemble di percussioni ed orchestra commissionata a Giovanni Tamborrino, che sarà diretta dal maestro Vito Clemente.
Venerdì 23 settembre alle 21.00 il maestro Daniel Oren dirigerà il Concerto per violoncello e orchestra in si minore op. 104 di A. Dvorák, con violoncello solista il grande Mischa Maisky, e la Sinfonia n. 4 op. 98 in Mi minore di J. Brahms.
Domenica 30 ottobre alle 21.00 il maestro Stefan Anton Reck condurrà un programma dedicato al Concerto triplo per violino, violoncello, pianoforte ed orchestra di L. van Beethoven (violino Pacalin Pavaci, violoncello Mauro Gentile, pianoforte Gregorio Goffredo) ed alla Sinfonia n. 9 di Ludvig Van Beethoven.
Lunedì 7 novembre alle 21.00 il maestro Boris Brott dirigerà il Concert Romanesc di G. Ligeti, la Rapsodia su un tema di Paganini di S. Rachmaninoff interpretata da un pianista d’eccezione molto amato dal pubblico pugliese: Benedetto Lupo e la Sinfonia n. 2 di J. Brahms.
Sabato 12 novembre alle 21.00, il maestro John Neschling dirigerà il “Concerto Candela” per percussioni ed orchestra di G. Ortiz, con l’intervento del noto percussionista Filippo Lattanzi e la Sinfonia n. 4 “Romantica” di G. Bruckner.
La Campagna di abbonamenti alla Stagione Sinfonica 2011 partirà lunedì 10 gennaio 2011. On line sul-sito della Fondazione Petruzzelli i dettagli del Progetto Sport & Spettacolo dedicato ai titolari di abbonamento alla Stagione d’Opera e di Balletto ed della Stagione Sinfonica 2011 della Fondazione Petruzzelli ed ai tesserati delle società di alcune realtà del “mondo sportivo” della città di Bari: il Campo Scuola Bellavista (atletica leggera), ASD Payton (nuoto e pallanuoto), ASD Pink Sport Time (pallacanestro e calcio femminile) e Pallacanestro Bari Srl (Sezione pallacanestro Cus Bari).
Info Point: 080.975.28.40

mercoledì 5 gennaio 2011

"Grand soirée Roland Petit" con Eleonora Abbagnato e il Balletto dell'Opera di Roma domani al Petruzzelli


Domani 6 gennaio 2011 al Teatro Petruzzelli Eleonora Abbagnato (nella foto), consulente artistico per la danza della Fondazione Petruzzelli ed etoile dell'Opera di Parigi, renderà omaggio con una “Grand soirée Roland Petit”, al grande coreografo francese, con il quale ha un forte legame, fin dagli inizi della sua carriera. La serata ha lo scopo di rievocare l’essenza del balletto francese del dopoguerra e propone Carmen e Arlésienne, due creazioni che videro la luce a 25 anni di distanza l’una dall’altra, accomunate dalla musica di Georges Bizet. Questa mattina si è tenuta nel foyer del politeama barese la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo alla quale hanno partecipato, oltre alla celebre ballerina, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il direttore del corpo di Ballo dell'Opera di Roma, Micha van Hoecke, il maestro Nir Kabaretti che dirigerà l'Orchestra della Fondazione Petruzzelli ed il sovrintendente Giandomenico Vaccari.

Con Chopin e Borodin Ivo Pogorelich e il Quartetto di Cremona incantano Brindisi


Tra i numerosi concerti ascoltati in Puglia durante il periodo natalizio e l'inizio del nuovo anno, merita senz'altro un plauso tutto particolare quello che si è tenuto il 2 gennaio scorso al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, grazie alla presenza di un pianista oggi di valore indiscusso, Ivo Pogorelich, e di un Quartetto come quello di Cremona, unanimemente tra i più apprezzati in Italia e all'estero.
Concerto che la Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi e l'amministrazione comunale hanno regalato alla cittadinanza, previa prenotazione del posto. Ricordo come questo bellissimo e moderno teatro abbia alle spalle una storia sfortunata, figlia di lungaggini burocratiche e carenze di fondi per il suo completamento. La sua prima inaugurazione (dopo diversi anni di attesa) con Salvatore Accardo e l'Orchestra da Camera Italiana avvenne se non ricordo male nel 2002 o 2003 (io c'ero), poi una nuova chiusura con conseguente adeguamento alle norme di sicurezza e la definitiva riapertura nel 2006 con il trionfale concerto di Riccardo Muti e dell'Orchestra Giovanile Cherubini.
In questi anni il Verdi è stato utilizzato come teatro polifunzionale: si va dalla prosa, che occupa gran parte della stagione, alla danza e ai concerti; anche la lirica ha trovato spazio negli ultimi due anni con pregevoli allestimenti di Traviata e Madama Butterfly. E' chiaro che la mancanza di importanti risorse, come ha ricordato prima del concerto il sindaco della città Domenico Menniti, uomo sì di destra ma di cultura "illuminata" (cosa rara oggi giorno), non significa certo arrendersi: "perchè la cultura costa, ma l'incultura costa alla comunità molto di più." Ed ecco che si sono susseguite una serie di serate, spesso indimenticabili, in questi ultimi quattro anni. Dispiace che non ci sia ancora a Brindisi un'orchestra provinciale stabile come, per esempio, a Bari, Taranto e Lecce, che abbia una sua regolare stagione sinfonica all'interno di questo teatro e che dunque la musica non sia certo la protagonista principale delle stagioni che qui si tengono. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, il bel concerto dell'altra sera può essere un interessante punto di partenza per il nuovo anno. Certo, Pogorelich suona, o meglio, "rilegge" il Secondo concerto di Chopin nella originale versione per pianoforte e archi con non poche e arbitrarie eccezioni agogiche e dinamiche, ma lo fa con la classe innata del grandissimo pianista, con il tocco magistrale che l'ha reso celebre trent'anni fa, quando la sua eliminazione allo Chopin di Varsavia fu al centro di una lite furibonda tra la celebre pianista argentina Martha Argerich che lo sosteneva ("E' un genio, ma non l'hanno capito!") e la commissione del glorioso concorso. L'ensemble cremonese, integrato dall'ottimo contrabbassista Riccardo Donati, accetta di buon grado i tempi ora stirati, ora spiazzanti del bell'Ivo, ma è soprattutto nella seconda parte con il Quartetto n. 2 di Borodin che tira fuori dal cilindro un'esecuzione importante di esemplare, elegante compattezza e sensibilità musicale. Successo caloroso e meritato, anche se condito da irrituali applausi alla fine di ogni movimento delle suddette composizioni in programma, da parte di un pubblico però sempre attento e concentrato, che ha riempito il Verdi in ogni ordine di posti.

"Il concerto di Capodanno a Lecce tra note e profumi" di Silvana Kuhtz


"Metti un quartetto di bravi musicisti, due cantanti d’eccezione, ospiti noti, solisti fuori classe, miscela tutto con un appassionato gastronomo salentino che vive in Francia, condisci con storie salentine e ricette quanto basta, aggiungi un pizzico di follia, e il risultato è garantito. La libreria leccese Liberrima ha ideato questo concerto di capodanno promuovendo sia artisti del territorio di Puglia che ospiti più noti al grande pubblico.
Sono arrivata al concerto al Politeama Greco solo con l’idea di fare delle foto del back stage e mi sono ritrovata in mezzo a grandi professionisti della musica che con divertimento e ironia hanno mescolato le musiche alle ricette di donPasta e hanno realizzato un bel concerto, originale e accattivante. Quasi sempre sul palco il Liberrima 4tet, composto da giovani promettenti musicisti pugliesi, tutti bravi e di carattere: il giovanissimo neretino William Greco al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso, Fabio Accardi alla batteria, la voce di Carla Casarano. Il concerto è stato pensato con la direzione artistica del bravo sassofonista salentino Raffaele Casarano, che si è esibito insieme ai vari ospiti che si sono succeduti sul palco: dal trombettista Fabrizio Bosso al batterista Lorenzo Tucci, da Petra Magoni a Ferruccio Spinetti, dal pianista Giovanni Ceccarelli al chitarrista Joe Barbieri.
Hanno suonato motivi da spaghetti pollo insalatina, alla pappa col pomodoro, per passare a standard e composizioni originali che hanno certo meno a che fare con la cucina. Alla musica si sono alternate le ricette e le preparazioni di Daniele DeMichele, dj e gastronomo, soprannominato donPasta. Mentre i musicisti si davano da fare con le note donPasta ha preparato le fettuccine all’agnello (nel senso che ha proprio fatto la massa con la farina e le uova e poi l’ha passata dalla macchinetta della pasta) nella cucina vera allestita come scenografia. Alla fine tutti seduti attorno a un tavolo, gli artisti hanno assaggiato il risultato della preparazione e brindato all’anno appena sbarcato. Cin Cin e auguri a tutti."
SILVANA KUHTZ

L'Orchestra della Provincia di Bari inaugura con L'Orfeo ed Euridice di Gluck diretto da Bruno Aprea la stagione 2011


Sabato 8 gennaio 2011 alle ore 21.00 presso il Teatro Kursaal Santalucia di Bari prende il via la stagione concertistica 2011 dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari che toccherà i principali teatri di Bari e della sua provincia.
Per l’occasione si terrà un concerto ad inviti dedicato all’opera di Christoph Willibald Gluck “Orfeo ed Euridice” diretto dal maestro Bruno Aprea (nella foto), con solisti i soprani Diletta Marin e Ornella Pratesi, il mezzo soprano Annalisa Stroppa e con la partecipazione del coro “Aura Sonum” diretto dal maestro Alfredo Cornacchia.
Azione teatrale in tre atti su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, “Orfeo ed Euridice” di Cristoph Willibald Gluck (1714 – 1787) andò in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 5 ottobre del 1762. Questo lavoro vide Gluck e Calzabigi collaborare per la prima volta, affinché la rappresentazione, dalla finalità squisitamente celebrativa, potesse andare in scena nel giorno dell’onomastico dell’imperatore. La vicenda è quella nota e prende l’avvio dal funerale di Euridice durante il quale Orfeo esprime tutta la propria profonda disperazione, che arriva a toccare persino il cuore di Giove. E’ infatti il padre degli dei, tramite Amore, a comunicare allo sfortunato amante che potrà recarsi negli Inferi per riportare in vita la propria compagna, a condizione però di non voltarsi mai a guardarla fino a che non saranno nuovamente sulla Terra e di non rivelarle questo divieto. Nel secondo atto, viene quindi descritta la discesa agli Inferi, nel corso della quale la musica si fa tetra e veemente. Alle porte dell’Ade troviamo le Furie e gli Spettri che vogliono impedire l’ingresso a Orfeo. Questi però ha la meglio e riesce a varcare la soglia. Lentamente le presenze infernali si dileguano e la scena cambia sino a farsi serena: Orfeo è giunto nei Campi Elisi e qui gli viene portata Euridice che egli prende per mano e, senza mai voltarsi, comincia a ricondurre verso la Terra.
Nel terzo atto, che descrive la risalita verso la luce, i due amanti dialogano fino a che, le domande incessanti di Euridice non convincono Orfeo a volgere lo sguardo verso di lei e, venuta meno la condizione posta da Giove, la donna muore nuovamente. Orfeo, in preda alla disperazione più cupa, intona l’aria “Che farò senza Euridice” e decide di togliersi la vita. A questo punto, la trama subisce una variazione, poiché, se nel celebre precedente monteverdiano, il dolore di Orfeo convinceva Apollo a scendere sulla Terra per condurre con sé nell’Olimpo lo sfortunato amante, qui invece gli dei si commuovono e, sempre per il tramite di Amore, gli restituiscono in vita l’amata Euridice. Un lieto fine, si deve supporre, determinato anche dalla finalità celebrativa del lavoro, per il quale un finale drammatico sarebbe stato probabilmente poco adeguato.
Successivamente, nel 1769, il lavoro venne rappresentato a Parma in occasione delle nozze del duca Ferdinando con la figlia di Maria Teresa d’Austria. In quella circostanza, venne inserito nel trittico “Le Feste di Apollo” su testo di Carlo Innocenzo Frugoni e venne in buona parte riadattato per essere interpretato da un altro celebre castrato dell’epoca, il pugliese Vito Giuseppe Millico (era nato a Terlizzi). Non si trattò in realtà dell’unica revisione, dal momento che Gluck rimise le mani alla partitura in più occasioni.