mercoledì 14 novembre 2018

L'ultimo concerto della splendida stagione 2018 del Petruzzelli di Bari diretto con successo da Stefan Anton Reck.


E' stato un concerto bellissimo e dagli esiti impensabili, quello diretto dal Maestro tedesco Stefan Anton Reck (nella foto), tutto dedicato al grandissimo Petr Il'ic Ciaikovskij, con due composizioni celebratissime - il Concerto n.1 per pianoforte ed orchestra op.23 e la "Patetica", ovvero la Sesta Sinfonia - Ad accompagnarlo nella prima parte c'era lo straordinario contributo del pianista e direttore d'orchestra Mikhail Pletnev, già notissimo nel mondo pianistico per aver più volte collaborato con l'importantissima etichetta gialla Deutsche Grammophon e che francamente ci ha leggermente deluso, per via del suo pianismo così poco virtuosistico e brillante, ma abbastanza pestato con eccessivo vigore e pesantezza.
Meglio la seconda parte, con una Sesta Sinfonia da ricordare. Si sa, come è noto, storicamente che la morte di Ciaikovskij fu dovuta a complicazioni derivanti dall'aver bevuto un bicchiere delle acque del Volga infettate dal colera, ed invece ricerche successive hanno portato a credere che Ciaikovskij sia stato avvelenato dall'arsenico, per evitare uno scandalo tremendo sui suoi loschi rapporti omosessuali con il giovane Aleksej, nipote del Conte Stenbock-Femor.
Ecco la storia pazzesca che sappiamo da tempo recente e di cui narriamo adesso. Ma tornando alla Sinfonia è noto che Ciaikovskij l'amasse a tal punto da farne infine una sorta di "Requiem" sulla sua morte.
Reck l'ha diretta con piglio deciso e virile, dimostrando la banalità di ciò che si dice di lui: direttore bravo in Wagner, meno interessante su altri fronti. Ed invece ieri sera la sua direzione ci ha impressionato moltissimo. Il primo movimento in particolare è stato vissuto a "cuore aperto" con lame taglienti e decise, straordinario l'apporto fondamentale dell'Orchestra del Teatro in grande spolvero negli archi e nei fiati. Indimenticabile poi il secondo e terzo movimento, condotto a ritmi violenti ed incisivi, ed infine il quarto, dopo l'improvvida interruzione (degli applausi di un pubblico va detto, parecchio ignorante), lacerante ed espressivo negli archi più nobili. Un successo clamoroso ed entusiasmante alla fine, ha regalato una splendida serata ai numerosi spettatori presenti: Grazie Stefan!

giovedì 8 novembre 2018

Benedetto Lupo protagonista al Petruzzelli di Bari di uno stupendo Concerto n. 1 in re minore per pianoforte di Brahms.


Un concerto memorabile quello di Brahms in re minore, interpretato divinamente da Benedetto Lupo (nella foto), classe 1963. con una serie di splendida affermazioni internazionali, che ha reso il suo nome da giovanissimo pianista di valore a grande della tastiera, senza discussioni di alcun genere.
Significativa anche la direzione dell'austriaco Gunter Neuhold, eccellente e vibrante con tasso tecnico di primo livello, come anche validissima è stata la prova dell'Orchestra del Teatro, in particolare degli archi sublimi in certi punti dialogici con Lupo, in perfetta simbiosi con il pianista barese.
Tra i meriti di Benedetto c'è indubbiamente quello di aver maturato una fucina di talenti, basti pensare alla straordinaria Beatrice Rana, una delle migliori pianiste in circolazione.
Ma veniamo al concerto sublime che Lupo ha proposto con lucidità e razionalità estreme, a cominciare dal primo lunghissimo movimento, contestato a Brahms all'epoca, per via dei successivi striminziti movimenti.
A cominciare dallo stupendo e struggente adagio, commovente omaggio beethoveniano, e che viene reso da Lupo in modo quasi metafisico e stupefacente, grazie ad una tecnica sopraffina e superlativa.
Poi, infine il terzo movimento si è rivelato grandioso nell'approccio di Lupo alla pagina, sempre brillante ed attento ad evidenziare tutte le sfumature del caso.
Applausi scroscianti, hanno consentito due bis al pianista barese, che ha incasellato l'ennesima brillante performance brahmsiana.
Il concerto è proseguito con una pagina poco nota, il Requiem per Mignon, per coro e orchestra. Apprezzabile il coro del Petruzzelli, che canta splendidamente in tedesco e l'ottima direzione di Neuhold e dei solisti impegnati.Una buone esecuzione, tutto sommato.
Il concerto si è poi concluso in maniera straordinaria con l'esecuzione eccellente di "Daphnis e Chloè", che ha visto la partecipazione integrale di Coro e Orchestra, in un afflato d'altri tempi ed un crescendo sensazionale. Successo bellissimo e convincente, in attesa del prossimo atteso concerto ciaikovskiano diretto da Stefan Anton Reck in novembre.

lunedì 5 novembre 2018

La "Leggenda Vivente" Daniil Trifonov incanta il Petruzzelli di Bari in un meraviglioso concerto.


Ha suonato a Bari ieri sera in un concerto fuori abbonamento il grandissimo pianista, ex enfant prodige, Daniil Trifonov, che si è fatto crescere una barbetta incolta, per azzerare in qualche maniera la sua faccia adolescenziale, che abbiamo apprezzato negli ultimi anni. Teatro Petruzzelli pieno ma non strapieno come avrebbe meritato il pianista russo. Programma lunghissimo, con la prima parte che sfiora l'ora e mezza di durata! e' il pianista più grande del mondo? Molti lo hanno sostenuto, noi non lo riteniamo ancora tale, in un mondo che ha in Sokolov, Argerich e Zimerman, un tris d'assi clamoroso.
In  ogni caso, il suo è un modo di suonare unico ed originalissimo. I tasti sono sfiorati con legerezza ed eleganza sublime in Beethoven eseguito perfettamente nell'Andante Favori in fa e nella strepitosa Sonata n.18 "La caccia", poi passiamo ad una lunga pagina di Schumnn ai più sconosciuta o almeno poco noto, come Bunte Blatter ed al Presto Passionato, che hanno concluso una bellissima prima parte di un'ora e mezza, assolutamente stupenda.
Nella seconda parte, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare la poco nota (rispetto alla Settima ed alla Sesta) Sonata di Guerra n. 8, dove il nostro ha messo in luce la scintillante tecnica di cui è dotato, con scaglie di luce taglienti e luminose, ottave vigorose e micidiali, da mettere in ginocchio chiunque.
Ti aspetteresti decine di bis alla fine del concerto? Ed invece no. Si fa un po' pregare, ma poi concede due essenziali Bach e Chopin, suonati con una misurata classe e un infantile prestanza. Deve farne di strada, Il Maestro Sokolov è ancora un lontano obbiettivo da raggiungere.

giovedì 1 novembre 2018

Il Petruzzelli conquista la Musica tra Vacchi e Prokofiev, con una magistrale direzione di John Axelrod.


E' noto che la musica di Vacchi, abbia un che di contorto e assai complesso, lo abbiamo scoperto in questi ultimi cinque anni, da quando il Maestro è stato compositore in residence del Teatro Petruzzelli, concludendo ieri sera la sua opera con un concerto per violoncello (o viola) ed orchestra, un opera avviata con "Lo Stesso Mare"opera convincente ed interessante, quando all'epoca sovrintendente era Giandomenico Vaccari.
Qui il lavoro per violoncello e orchestra è ostico e parecchio noioso, nonostante la eccellente esecuzione di Enrico Dindo, così appassionato e rigoroso nel mettere a nudo le particolarità Vacchiana. Il compositore, presente alla serata, è stato molto applaudito dal folto pubblico presente. Una notazione: non è stato concesso alcun bis dal celebre violoncellista, nonostante l'avesse meritato.
La seconda parte è stato tutta un altra cosa, con l'esecuzione della Quinta Sinfonia di Prokofiev eseguita al meglio dall'Orchestra del Teatro Petruzzelli in grandissima forma e diretta splendidamente da John Axelrod (nella foto, direttore di alto livello, che abbiamo spesso apprezzato).
Si tratta della Sinfonia più celebre delle sette composte da Prokofiev. Una Sinfonia di grande pathos popolare, venne composta nell'estate del 1944 in un rifugio di Mosca, durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, che avrebbe portato alla sconfitta dei tedeschi da parte dei sovietici.
L'interpretazione è stata fantastica con una teatralità superba, promossa con grande talento da Axelrod. Esecuzione che ci ha coinvolto moltissimo, e che avrebbe meritato il bis. Ottima la prova dell'Orchestra del Teatro sugli scudi e perfetta nelle eccellenti prime parti.

domenica 28 ottobre 2018

Prende il via a dicembre il Concorso Pianistico "Città di Albenga".


La cerimonia di premiazione avrà luogo presso l’auditorium San Carlo di Palazzo Oddo (nella foto) di Albenga il giorno 29/12/2018, in occasione dell’esibizione dei pianisti vincitori della XXXI edizione del concorso pianistico “Città di Albenga-Memorial Maria Silvia Folco”. La partecipazione dei vincitori alla cerimonia di premiazione non sarà strettamente obbligatoria, anche se consigliata. Nel caso in cui i compositori vincitori non si presentino alla cerimonia, sarà cura dell’organizzazione inviare loro il Diploma, e gli eventuali premi. E’ gradita (sebbene non obbligatoria) l’esecuzione del brano vincitore in occasione del concerto.  L’iscrizione online dovrà essere effettuata entro il 10 Dicembre 2018. I risultati delle votazioni verranno pubblicati entro le ore 20.00 del 21/12/2018 sul sito www.concorsopianisticoalbenga.it alla sezione News.È richiesta la composizione di un’opera per pianoforte della durata compresa fra i 4 ed gli 8 minuti. E’ ammesso ogni stile; si privilegeranno le opere che mostreranno equilibrio tra interesse compositivo e fruibilità da parte dell’ascoltatore. Il plico contenente il materiale di cui all’art. 8 del presente bando dovrà essere spedito entro il 12 dicembre tramite raccomandata (fa fede il timbro postale), al seguente indirizzo: Segreteria Concorso di Composizione “Città di Albenga”, Comune di Albenga – Ufficio Turismo, Viale Martiri della Libertà 1, 17031, Albenga (SV), Italy. Per partecipare è necessario inviare un plico contenente 2 copie cartacee della musica perfettamente leggibili (realizzate con software di notazione “Finale”, “Sibelius”, oppure manoscritte chiaramente e digitalizzate) e contrassegnate da un nickname o da sequenza di cifre. Il medesimo plico, oltre alle 2 copie della partitura, deve contenere una busta chiusa, contrassegnata all’esterno con lo stesso nickname o sequenza di cifre usata per contraddistinguere il brano. Tale busta deve contenere:

– 1 copia della carta d’identità del candidato;
copia del curriculum vitae del candidato, (comprendente i seguenti contatti: indirizzo e-mail, numero di telefono e indirizzo postale) in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, francese o tedesco;
– La ricevuta del versamento della quota di iscrizione.
N.B. Le composizioni NON dovranno contenere il nominativo del concorrente, bensì solo ed unicamente il nickname o la sequenza di cifre, pena l’espulsione dal concorso stesso.

giovedì 25 ottobre 2018

Incontro romano con la pianista Maria Di Pasquale e Alan David Baumann.


Sono inseparabili, ma si conoscono da appena sei mesi. Alan e Maria (nella foto), detta anche Miriam, sono prossimi al matrimonio, entrambi vengono da personali e delicate storie d'amore che ne hanno corroborato i sensi e la vitalità. Lei vive tra Roma e Milano, dove insegna alla Scuola Civica " Claudio Abbado", lui invece vive a Roma, dove cura con attenzione ed amore l'Archivio Baumann e Fischer, dedicato in prevalenza alla sua adorata mamma. la celebre pittrice Eva Fischer. Un incontro così pieno e ricco di tanti ricordi ed elucubrazioni personali, non può restare carta morta per troppo tempo. Così ho deciso di parlarvene.
Io parlo e lei risponde con una voglia straordinaria del suo rapporto fondamentale con la Musica. " Sì, adoro tutta la musica, in particolare quella brasiliana che mi ha portato a ragionare ed a proporre progetti, che voglio far girare in Italia e nel mondo."
Lui on è da meno, ed a capacità progettuale prova a tenere il passo con Maria, la sua compagna. E' straordinario tenere il loro passo, tra ricordi e affermazioni antiche e nuove. Lui ne ha troppe da raccontare e mi regala 5 libri pittorici bellissimi che sintetizzano il TUTTO, pubblicazioni storiche degli anni Sessanta e Settanta. Io resto incantato da tanta generosità e tanta passione e annuisco.
Probabilmente li rivedrò presto. Si è instaurata una tale e solida amicizia tra noi tre da impedire una pur storica separazione.
Lui ha anche rapporti con la Puglia, dove ha lavorato e soggiornato, ma Roma resta la sua terra natia, dove smaterializza i suoi ricordi della stratosferica madre, internata in un campo di concentramento dalla natia jugoslavia. C'è tanto, troppo da dire di una storia così struggente e vitale, da non contenerne nemmeno alcuni tratti. Ci piace scoprirla un po' alla volta, innamorandoci dei particolari.
Nel frattempo aspettiamo che i due piccioncini si sposino e decidano dove vivere il loro futuro. La Storia è ben cominciata, come vedete, speriamo di tornarci con liete novità.

martedì 23 ottobre 2018

Il "Tancredi" di Rossini di Fernando Greco.











Il “grande amore” che da sempre lega Pier Luigi Pizzi a Gioachino Rossini, come sottolineato dallo stesso Pizzi in occasione della presentazione di questa ripresa del “Tancredi”, ha portato il regista a essere indiscusso protagonista della Rossini Renaissance nell’ultimo quarto del XX° secolo, attraverso allestimenti di portata storica che ancora oggi continuano a ricevere il plauso del pubblico e della critica. In particolare, i tre “Tancredi” creati per il Rossini Opera Festival di Pesaro tra il 1982 e il 1999 consentono una disamina dell’evoluzione dell’artista che, partendo dall’interesse per le macchine barocche e dalla cura dei particolari storico-architettonici, nel 1982 crea una prima messa in scena goticheggiante, ricca di chiaroscuri evidenziati dal riflesso aureo dei meticolosi dettagli, a proposito della quale il Celletti scrive “… il miglior allestimento e la migliore regia in senso assoluto del “Tancredi”, pietra miliare dell’odierna Rossini Renaissance”. Diciassette anni più tardi, la sensibilità del regista si volge all’essenziale, anzi strizza l’occhio al metafisico o più precisamente al metastorico, creando una drammaturgia quasi atemporale pur senza rinunciare a un’immediata narratività. L’allestimento del 1999, ripreso a Pesaro nel 2004 e ora approdato a Bari, si caratterizza dunque per un neoclassicismo che nel candore marmoreo dei suoi bassorilievi echeggia sì la Magna Grecia ma anche i paesaggi metafisici di De Chirico (compresa la statua equestre che ricorda quella de “La torre rossa”), una Siracusa stilizzata in cui il simmetrico dualismo tra colonne e pilastri replica l’opposizione tra i membri delle due famiglie rivali,indiscutibilmente bianchi o neri come gli elementi di una scacchiera, tra i quali il colore rosso di Tancredi e dei suoi compagni penetra come una ferita sanguinante, come l’amore che scompagina l’equilibrio preesistente. Il tutto reso in maniera ancor più plastica dal sapiente gioco di luci ideato da Massimo Gasparon. Il ricorso al delicato ed estenuante finale tragico (composto da Rossini in occasione della ripresa dell’opera al teatro Comunale di Ferrara il 21 marzo 1813) al posto del più ortodosso finale lieto, ha posto la morte del protagonista quale dulcis in fundo di questo allestimento intimista e malinconico, secondo le intenzioni di Pier Luigi Pizzi espresse nelle sue note di regia: ”Scena spogliata, recitazione essenziale, spazi della memoria malinconici e solenni, costumi austeri atemporali, finale tragico. L’opera denudata, toccante e sublime”.
LA GIOVANILE FRESCHEZZA
Vuoi per motivi anagrafici, vuoi per una precisa indicazione registica, la giovane mezzosoprano Cecilia Molinari ha vestito i panni en-travesti del protagonista, evidenziandone più la giovanile freschezza che il piglio eroico. Priva di quell’autorevolezza tipica di una Horne o di una Valentini, che con i loro affondi contraltili facevano tremare la platea, nondimeno la cantante ha esibito un fascinoso timbro vocale e una credibile presenza scenica, forte della sua preparazione in seno alla prestigiosa Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” di Pesaro. Il soprano Valentina Farcas è stata un’intensa Amenaide grazie a una tecnica vocale irreprensibile sia nelle agilità sia nei momenti più lirici, associata a un appropriato phisique-du-role. Il tenore Michele Angelini, anch’egli giovane promessa fiorita nell’Accademia “Alberto Zedda”, ha interpretato il ruolo di Argirio sfoderando un formidabile colore vocale che nella zona acuta ricordava il giovane Florez, nonché variazioni e virtuosismi in perfetto stile rossiniano, insomma una gioia per le orecchie degli ascoltatori, sebbene il giovanile aspetto, associato alla ridotta incisività nella zona grave, lo facessero sembrare più il fratello che non il padre di Amenaide. Il baritono Pietro Spagnoli, rinomato interprete del repertorio belcantistico, si è rivelato ancora una volta un autentico fuoriclasse vestendo i panni di Orbazzano con doviziosa espressività scenica e impagabile imponenza vocale, valorizzata dall’inserimento dell’aria “Alle voci della gloria” nel secondo atto. Vera rivelazione della serata è stato il sontuoso velluto vocale della soprano Alessia Nadin alle prese con il ruolo di Isaura: la sua accorata aria “Tu che i miseri conforti” all’inizio del secondo atto ha costituito uno dei momenti più intensi dell’intera opera. Anche la deliziosa arietta “Torni alfin ridente e bella” ha permesso al pubblico di apprezzare la bella voce del mezzosoprano Nozomi Kato nel ruolo en-travesti di Roggiero.
Dopo essere stato il più giovane direttore d’orchestra sul podio del Rossini Opera Festival in occasione del “Viaggio a Reims” nel 2006 e de “La scala di seta” nel 2011, il maestro José Miguel Pérez-Sierra ha diretto l’Orchestra del Petruzzelli in maniera sempre attenta alle ragioni del canto, facendo opportunamente risaltare le voci dei solisti, mantenendo tempi per lo più brillanti e sostenuti. Forse un attacco più lento dell’introduzione strumentale all’entrata di Tancredi avrebbe incrementato quel senso di nostalgico struggimento che dovrebbe accompagnare il ritorno dell’eroe.
L’impaccio delle armature metalliche non ha impedito al Coro del Petruzzelli, istruito da Fabrizio Cassi, di esibirsi anche stavolta in una lodevole performance scenico – vocale.
CAPODANNO IN MUSICA
Le repliche del “Tancredi” si protrarranno fino al 25 ottobre. A dicembre sarà la volta della celeberrima “Traviata” di Giuseppe Verdi nella messa in scena di Hugo De Ana, ultimo titolo operistico in programma dal 19 al 30 dicembre per la stagione 2018.
Le attività del Petruzzelli riprenderanno già nel giorno di Capodanno 2019 (alle ore 11,00 e alle ore 19,30) con lo spettacolo “Happy New Swing Year 2019. Souvenir d’Italie”: dopo il sold-out di Capodanno 2018, ritornerà anche quest’anno la Petruzzelli Swing Orchestra per una “cartolina musicale” a base di classici intramontabili, da cantare a squarciagola coinvolgendo il pubblico sulle note di Modugno, Gaber, Ellington, Carosone, Arigliano, Luttazzi e tanti altri."

martedì 16 ottobre 2018

Torna al Petruzzelli il grande Sokolov ed è successo trionfale.


Da Beethoven a Schubert, due giganti della porta accanto, due straordinari Artisti che hanno nutrito di sensibilità infinita le loro sublimi pagine d'amore. Ieri sera, in un Petruzzelli strapieno è tornato il grande pianista russo Grigorij Sokolov (nella foto) a regalarci uno stupendo concerto, a base di Beethoven e Schubert, due Giganti della Storia della Musica di rara grandezza.
Nella prima parte, c'era la splendida, divina Sonata n.3 in do maggiore un brano ricco di straordinarie tensioni mozartiane e reso con plastica emozione da Sokolov nel suo naturale incedere al pianoforte, uno stupendo Fabbrini. Poi ancora Bethoven con le rare 11 nuove Bagatelle op. 119, brani postmoderni nella sensibilità stratosferica prodotta dal pianista russo.
Nella seconda parte interamente dedicata a Schubert, i Quattro Improvvisi op. 142 sono stati eseguiti come una preghiera a lume di candela, in una parsimoniosa ricerca del Romanticismo più lunare e crepuscolare. francamente mi sono sentito morire il cuore in gola, le lacrime scendevano senza pausa, mentre Beethoven e Schubert si confondevano nella stessa Musica divina e senza bisogno di sondarne il significato.
Un concerto pazzesco, divino, unico forse il più bello a cui abbiamo mai assistito al Petruzzelli. A seguire una decina di bis strepitosi di Sokolov ha completato il quadro luminoso della magnifica serata: Grazie Grigory, sei il più grande pianista del mondo! E ce ne accorgiamo solo adesso, perdonaci.

martedì 18 settembre 2018

Ieri la presentazione della Stagione 2019 della Lirica al Petruzzelli di Bari.


Il Petruzzelli celebra i suoi primi dieci anni di stagione. Ne è passato di tempo dall'inizio della prima stagione con esiti raramente positivi e straordinari. Oggi anche il Govenatore Michele Emiliano ha potuto rimarcare i risultati strepitosi delle precedenti stagioni con due milioni di euro nel bilancio di quest'anno. Una stagione che possiamo definire la migliore di sempre, grazie agli stupendi risultati accumulati. Si parte con il "Simon Boccanegra" di Verdi con la regia del francese Bernard Arnaud, poi a seguire la "Madama Butterfly" di Puccini per la regia di Daniele Abbado, a seguire un ritorno di fiamma, la "Walchiria" di Wagner, co la regia di Walter Pagliaro. Poi ci saranno la "Voix Humaine" firmata da Emma Dante e conla strepitosa voce di Anna Caterina Antonacci (nella foto), e l'"Eugene Onegin, in prima assoluta a Bari con la regia di Dmitri Bertman. Ed ancora a seguire ci saranno classici del repertorio come la "Tosca" di Puccini, il "Barbiere di Siviglia" di Rossini, la "Cavalleria Rusticana" di Mascagni, con la regia del nostro Michele Mirabella.
Nella stagione sinfonica non mancheranno le sorprese, a cominciare dall'annunciato concerto del pianista  Danill Trifonov, che nel 2015 il New York Times annunciò come il più sorprendente pianista del suo tempo.". Inoltre, ci saranno il grande Yuri Temirkanov e la lussureggiante Filarmonica di San Pietroburgo, insieme alla violinista giapponese Sayaka Shoji. Non mancheranno figure come i pianisti di grido Krystian Zimerman e Angela Hewitt. Ed ancora tanti interpreti straordinari internazionali. Insomma ci sarà da divertirsi quest'anno anche nella Sinfonica, grazie ad appuntamenti imperdibili garantiti da Massimo Biscardi, per rendere la stagione la migliore di sempre.

sabato 8 settembre 2018

Un Rigoletto truce e violento al Petruzzelli di Bari raccoglie consensi intriganti.


E' stato un bellissimo Rigoletto, truce e violento quanto basta, quello del regista francese Arnaud Bernard, sulla regia ripresa da Angela Saroglu, con una validissima compagnia di canto, che ha visto primeggiare in parte il Duca di Mantova di Ivan Magrì, la Gilda strepitosa di una giovanissima Giuliana Gianfeldoni, ed lo struggente Rigoletto di Marco Vratogna (nella foto). Il tutto splendidamente diretto con classe sopraffina ed un tocco di straordinaria teatralità dal maestro Giampaolo Bisanti, a capo della splendida Orchestra del Petruzzelli, una delle migliori compagini attuali delle 14 Fondazioni liriche.
Perchè truce e violento? Perchè indubbiamente la storia narrata da Piave e Verdi è una  storia di pura e duplice violenza. La prima intentata dal Duca di Mantova, la seconda dal padre deforme e buffone il gobbo Rigoletto. Il regista Bernard è noto da tempo a Martina Franca, per aver portato gli Ugonotti di Meyerbeer ad una scandalistica regia più di venti ani fa. Qui nel Rigoletto barese si mette in luce la splendida Gilda di Giuliana Gianfaldoni con vocalità belcantistica raffinata e di alto livello, mentre un passo indietro appare il Duca di Mantova di Ivan Magrì, un Don Giovanni nero e spettrale, non sempre all'altezza della situazione di una parte di difficile presa.
Molto bene il Rigoletto di Vratogna, credibile e appassionato baritono e gli altri validi interpreti della serata:da Mariano Buccino (Sparafucile) a Daniela Innamorati (Maddalena), da Raffaele Raffio (Monterone) a Valeria Tornatore (Giovanna), da Tommso Barea (Marullo) ad Alberto Comes (Conte di Ceprano) ed a Marta Calcaterra (Contessa di Ceprano). Insomma, uno spettacolo di virile e appassionata bellezza, eccellente anche la direzione del Coro del Petruzzelli, del maestro Fabrizio Cassi. E da rimarcare la superlativa direzione d'orchestra di Giampaolo Bisanti, che dirigerà l'inaugurazione nel 2019 dell'attesissimo "Simon Boccanegra" di Verdi.

mercoledì 29 agosto 2018

L'avventuroso Viaggio alla scoperta di Bach.


Prendere la macchina un sabato mattina e percorrere 300 km può essere una avventura emozionante, ma anche non priva di una esaltante Storia.ai confini della realtà. E' così è andata. Arrivare a Poggiardo piccolo paese nei pressi della bellissima provincia barocca leccese, con un mare preziosissimo ai fianchi, di una bellezza sconvolgente ed incontrare all'esordio nel suo Brio Festival l'eccellente Riccardo Risaliti, pianista e musicologo di fama internazionale, affrontare una pagina terribile del repertorio bachiano come le "Variazioni Goldberg", è stato un impatto emozionale di grande forza e magia. Aiutati da un tocco magistrale di Risaliti, che si avvicinava a quello di zio Glenn Gould, ma era comunque lontano da lui. Un'ora di Musica stellare, principesca, di afflato emotivo sensazionale, ti porta a sfiorare Mondi ai Confini con la Realtà come in una Spielberghiana memoria senza tempo! E' stato bellissimo senza ombra di dubbio alcuno, venire a contatto con questa stupefacente realtà. scoprire un mondo di suoni affascinante e seducente, così poetico ed esaltante.Un pianoforte di straordinaria purezza ci ha regalato grandi emozioni, costringendoci ad una singolare preghiera della solitudine. Avremmo voluto restare in quel mondo abbracciati a Bach eternamente, ma così non è stato, Tornando a casa, abbiamo vissuto una avventura che preferiremmo non raccontare a voi ne a nessun altro: la macchina è infatti rimbalzata da un punto all'altro del Lungomare di Bari, facendo temere il peggio per l'autista irresponsabile che la guidava. Fossi rimasto a Poggiardo per una notte, avrei risparmiato tanta sofferenza ai miei cari.

martedì 24 luglio 2018

Antonello Losacco Trio e il chitarrista Alberto Parmegiani domani sera in un concerto gratuito per il quartiere Libertà di Bari.


Prosegue il progetto “Music Borders” con un concerto gratuito che si terrà domani, mercoledì 18 luglio, alle 21,00, al Teatro Forma, con il trio di Antonello Losacco che per l’occasione incontrerà il chitarrista di fama internazionale Alberto Parmegiani (nella foto). Il trio è formato da Francesco Schepisi al piano elettrico, Fabrizio Fiore alla batteria e dallo stesso Antonello Losacco al basso a 6 corde e alla direzione musicale. Gli inviti per il concerto realizzato a favore del quartiere Libertà di Bari, possono essere ritirati presso l’Oratorio Salesiano Redentore o telefonando all’Associazione “Nel Gioco del Jazz” al  3389031130.
Il concerto coinvolge anche musicisti under 35 e ha l’obiettivo di favorire la promozione culturale dei giovani e rappresentando in chiave jazz gli standard musicali più conosciuti.
Al di là dell’ascolto vero e proprio del concerto si coinvolgeranno inoltre i giovani nella ‘costruzione’ di una giornata musicale, dall’allestimento degli strumenti musicali e service audio/luci, dalle prove dei musicisti allo smontaggio finale. Attraverso questa esperienza si spera di avvicinare il pubblico giovanile a questo tipo di attività, facendo loro comprendere come sia il lavoro lo strumento necessario per realizzare una propria autonomia ed identità sociale.
Il progetto “Music Borders”, che fa parte della seconda edizione di “Sillumina  - Copia privata per i giovani, per la cultura, edizione 2017” - Bando 1 “Periferie urbane” – settore Musica, prevede il coinvolgimento delle periferie urbane di Bari (quartieri Japigia, Libertà, San Paolo), con l’obiettivo di promuovere la cultura e la musica in contesti urbani disagiati attraverso un percorso di integrazione sociale e culturale (in questo caso attraverso lo strumento della musica, soprattutto quella jazz).
Music Borders, che si avvale del sostegno del MIBACT, della SIAE e del Patrocinio del Comune di Bari, proseguirà a settembre con altri concerti e lezioni/laboratori musicali gratuiti per giovani ed anziani che vedranno il coinvolgimento di psicologi, musicisti e giornalisti.

lunedì 16 luglio 2018

La Big Band del Conservatorio "N.Piccinni" sotto la direzione di Vito Andrea Morra si esibirà domani sera nell'Anfiteatro della Pace a Japigia.



La Big Band del Conservatorio N.Piccinni di Bari sezione Musica Jazz, sotto la direzione del M°Vito Andrea Morra (nella foto)si esibirà domani, martedì 17 luglio, alle 21,00, in un concerto gratuito nell’Anfiteatro della Pace (presso il Centro Commerciale ‘Mongolfiera’ di Japigia, Bari) per i residenti di questo quartiere. Gli inviti per il concerto si possono ritirare presso l’Associazione ‘Quadrato Rosso’ o telefonando all’Associazione “Nel Gioco del Jazz”al 3389031130.
Il concerto rientra nel progetto “Music Borders” e coinvolge musicisti under 35 per favorire la promozione culturale dei giovani. La Big Band del Conservatorio N. Piccinni rappresenterà in chiave jazz gli standard musicali più conosciuti, ma anche rielaborazioni di brani da Palestrina a Monteverdi e i cosiddetti Ever Green.
Il progetto “Music Borders” prevede anche che al di là dell’ascolto vero e proprio dei concerti si coinvolgano i giovani nella ‘costruzione’ di una giornata musicale, dall’allestimento degli strumenti musicali e service audio/luci, dalle prove dei musicisti allo smontaggio finale. Attraverso questa esperienza si spera di avvicinare il pubblico giovanile a questo tipo di attività, facendo loro comprendere come sia il lavoro lo strumento necessario per realizzare una propria autonomia ed identità sociale.
Il progetto “Music Borders”, che fa parte della seconda edizione di “Sillumina  - Copia privata per i giovani, per la cultura, edizione 2017” - Bando 1 “Periferie urbane” – settore Musica, prevede il coinvolgimento delle periferie urbane di Bari, (quartieri Libertà, Japigia e San Paolo), con l’obiettivo di promuovere la cultura e la musica in contesti urbani disagiati attraverso un percorso di integrazione sociale e culturale (in questo caso attraverso lo strumento della musica, soprattutto quella jazz).
Music Borders, che si avvale del sostegno del MIBACT, della SIAE e del Patrocinio del Comune di Bari, proseguirà mercoledì 18 luglio sempre con un concerto gratuito al Teatro Forma, alle 21,00, con il trio di Antonello Losacco che per l’occasione incontrerà il chitarrista di fama internazionale Alberto Parmegiani.

giovedì 12 luglio 2018

L'edizione 2018 dell'Agimus Festival a Mola di Bari prende il via da domani.


Dalle follie del celebre duo Igudesman & Joo (nella foto) al talento vocale di Karima, sino alle onomatopee a cappella dei SeiOttavi, alle prime luci del giorno. L’edizione 2018 dell’Agìmus Festival a Mola di Bari (24 luglio - 7 settembre) oscilla tra delirio e sogno, ironia e solennità, dal tramonto all’alba. Ribadendo che la musica è visione, metafora, rappresentazione, in tutte le forme e generi: dal jazz ai vertici del pianismo classico, dalla musica a cappella al barocco, dalle colonne sonore alla contaminazione. Territori che la manifestazione diretta da Piero Rotolo per l’Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali nella Rete di Musica d’arte Orfeo Futuro, attraversa con nove appuntamenti nel Chiostro di Santa Chiara e un concerto all’alba sul lungomare del Castello.
Concerti che si apriranno con le spericolate trasgressioni di A Little Nightmare Music, il Piccolo incubo musicale - deformante contraltare della Piccola serenata notturna di Mozart - con cui Igudesman & Joo, il celebre duo freestyle per violino e pianoforte, sovverte le regole della musica attraverso una surreale comicità sonora. E se si muove tra cantautorato e jazz classico la proposta vocale del trio Le Scat Noir (27 luglio), grazie al quale Lucio Dalla può incontrare Duke Ellington, più propriamente jazz è diventato il panorama di riferimento di Karima (31 luglio), per la quale l’esperienza diAmici sembra ormai appartenere a un lontanissimo passato. Dopo l’omaggio pop a Burt Bacharach, la cantante italo-algerina si propone con un tributo alle più grandi voci del jazz, su tutte la grande Ella Fitzgerald.
Dal canto suo, il virtuoso della tastiera Pasquale Iannone (3 agosto), tra i capofila di quel movimento di pianisti pugliesi che da tempo fa parlare di sé nel mondo, celebrerà Schubert, Chopin e Rachmaninov accanto all’allievo di Liszt, Moriz Rosenthal. E al Nuovo Mondo, che Iannone ha conquistato suonando alla Carnegie Hall di New York, guarda anche il progetto musicale dei SeiOttavi (5 agosto), l’ensemble a cappella che con lo spettacolo Around the World, in programma alle 5.30 del mattino, spazia con le sue onomatopee musicali dal repertorio di Manhattan Transfer e Swingle Singers a Brahms e Mozart. Gli “incubi” di Igudesman & Joo verranno “mitigati” dai “sogni” di Platinumbrass4 (19 agosto), il quartetto di ottoni (con batteria) che con Dreams rilegge il rock dei Led Zeppelin e dei Queen, tra musica colta e jazz.
Chiudono il programma due concerti di musica da camera - dove la musica colta incontra gli idiomi popolari tra Spagna e Italia - del Trio Romea  (25 agosto) e dell’Ensemble Benedetto Marcello (2 settembre). Quindi, una frizzante serata tra villanelle popolari e cafè chantant del duo Ebbanesis (31 agosto). E, infine, una serata da Oscar con i pianisti Carlos Lama e Sofia Cabruja impegnati con l’Agìmus String Orchestra (7 settembre) in un viaggio sonoro attraverso le più belle colonne sonore di  John Williams, Ennio Morricone, Nicola Piovani e altri autori.
Info 368.568412 – 393.9935266