giovedì 12 novembre 2009

Un trascinante concerto al Petruzzelli per l'Orchestra Verdi di Milano diretta dallo straordinario pianista-direttore Wayne Marshall


A Bari da un bel po' di tempo non passava un'Orchestra italiana di valore. Certo, negli ultimi 5-6 anni abbiamo assistito anche a concerti sinfonici importanti (la London Symphony Orchestra diretta da Gergiev o la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov, solo per citarne un paio) dislocati nei luoghi meno appropriati dal punto vista acustico. Ecco perchè il secondo concerto di stagione organizzato dalla Camerata Musicale Barese ieri al Teatro Petruzzelli è stata la prima vera occasione per tastare il polso alla splendida acustica del politeama ricostruito con un'orchestra sinfonica di ottimo livello come la "VERDI" di Milano.
Teatro quasi esaurito per un concerto da ricordare. Avvincente il programma con il Concerto in Fa di Gershwin (1925) e le West Side Story Symphonic dances (1957), come "piatti forti" e trascinanti della serata. La vera sorpresa, per chi scrive, è stato poi ascoltare e vedere per la prima volta dal vivo il pianista e direttore inglese di origini caraibiche, Wayne Marshall che ha conferito all'orchestra milanese una straordinaria urgenza ritmica e smagliante brillantezza al complesso, qualità purtroppo ancora assai rare nel Dna delle orchestre sinfoniche italiane (Scala, Sinfonica Rai, Santa Cecilia e Maggio Fiorentino escluse naturalmente!). Se si pensa che quest'orchestra ha rischiato poco meno di due anni or sono di sparire per sempre, c'è da gridare al miracolo per come (splendidamente) suona.
E poi...Cari signori, ma che pianista fantastico, incredibile, sorprendente è Marshall! Magari a tratti sembrerà più portato per l'elastica duttilità del jazz che per i rigidi canoni del classicismo, almeno per quanto riguarda la tenuta dei tempi, ma con il programma tutto americano qui confezionato ci poteva pur stare qualche arbitrio agogico. Pubblico in visibilio ed incessanti richieste di bis.
Riflessione finale che vi propongo: quando anche Bari potrà finalmente contare su un'orchestra sinfonica del livello della "VERDI" di Milano? I musicisti bravi non ci mancano di certo, il teatro neppure...E allora, cosa aspettiamo?

Tanto Novecento nella stagione numero 15 del Collegium Musicum di Bari


E’ stata presentata alla stampa nei giorni scorsi la XV stagione musicale del Collegium Musicum di Bari, che si terrà come ogni anno al Kursaal Santalucia. Il fondatore e direttore artistico dell’ensemble cameristico Rino Marrone ha illustrato in compagnia del presidente Elio Soccoia, del suo vice Carmine Scarpati e di due rappresentanti della Merck Serono, gli otto appuntamenti che a partire da martedì 24 novembre sino al 18 maggio allieteranno il pubblico barese (e non solo).
Di strada il Collegium ne ha fatta in questi primi quindici anni di vita e lo dimostra la ricca rassegna stampa e i riconoscimenti anche nazionali che ha collezionato in questo significativo. Un occhio sempre attento alla ricerca di autori e lavori tra i meno noti ed eseguiti, con particolare riferimento alla letteratura musicale del Novecento, commissioni ad affermati e giovani compositori, omaggi ai Grandi della musica nelle loro ricorrenze celebrative. E’ questo, in sintesi, il succo delle ultime interessantissime stagioni; lo è anche di quest’ultima che partirà con un concerto dove la musica antica e barocca viene rivisitata e riletta da compositori del calibro di Benjamin Britten (Chacony in sol minore) e Fabio Vacchi (Flow my Dowland) attraverso la notissima voce del contraltista Marco Lazzara; a chiudere la serata l’omaggio nei 250 anni dalla morte a G.F. Haendel con due suoi capolavori universalmente amati come “Water Music” e “Music for the Royal Fierworks”.
A seguire il 1° dicembre, ospite graditissima la grande attrice Milena Vukotic nel ruolo di voce recitante Il giornalino di Gian Burrasca di rotiana e televisiva memoria: uno spettacolo pensato soprattutto per i bambini, basti pensare all’utilizzo del Coro di Voci Bianche del Conservatorio “Piccinni” di Bari e di quello “All’Ottava”- Merck Serono (dal nome di uno degli sponsor privati della stagione) preparati dalla sempre affidabile bacchetta di Emanuela Aymone.
Il 19 gennaio 2010 di scena un compositore barese, almeno d’adozione, che negli ultimi anni si è fatto giustamente apprezzare come uno dei più interessanti artisti del panorama nazionale e internazionale, oltre che come “voice” della popolare trasmissione Radiotre Suite: Francesco Antonioni. In programma la prima esecuzione assoluta di “Ritratto a memoria” e “Macchine inutili”. A seguire musiche di autori come Mario Castelnuovo-Tedesco e Raffaele Gervasio (nel centenario della nascita) che con la Puglia hanno avuto un rapporto particolarmente significativo, chi per esserci nato, chi per averci trascorso un periodo felice della sua poetica creativa.
Tra gli altri cinque appuntamenti della stagione, che potete tutti tranquillamente trovare nel sito del Collegium (www.collegiummusicumbari.it), vi segnalo quello del 2 marzo con il “cinema dell’anima” dell’indimenticabile regista Ingmar Bergman di recente scomparso, nella selezione curata da Angelo Ceglie ed il contestuale omaggio a Robert Schumann nel bicentenario della nascita, nonché quello del 27 aprile che vedrà protagonista Pasquale Iannone nell’esecuzione del concerto n. 2 in fa minore di Chopin (bicentenario della nascita anche per lui nel 2010) nella poco nota versione per pianoforte e orchestra d’archi, mentre nella prima parte un omaggio ad un altro grande musicista polacco del Novecento come Krzysztof Penderecki di cui verranno eseguiti i “Tre pezzi in stile barocco – Sinfonietta per archi”. I prezzi di biglietti e abbonamenti sono rimasti immutati rispetto allo scorso anno. Infotel: 080.5227986.

mercoledì 11 novembre 2009

Buon successo per "Pierino e il lupo" di Prokofiev al Petruzzelli


Entrano a frotte schiamazzando nella platea del Petruzzelli. Sono quasi una trentina di ragazzini del centro socio-educativo di Sant’Antonio. Poi salgono sul palcoscenico per rivivere insieme all’attore Sergio Rubini, al direttore Antonino Fogliani e all’orchestra degli allievi del Conservatorio di Bari la favola musicale più famosa del mondo: Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev. Lo spettacolo, una coproduzione tra l’Associazione Musicale Pugliese e la Fondazione Petruzzelli (della durata di appena un’ora), è andato in scena lunedì sera nel rinato politeama barese.
Sotto la guida dell’esperto regista polacco Michal Znaniecki si muovono come piccoli ma consumati attori i ragazzini del centro; nel programma di sala ci sono scritti solo i loro nomi divisi in due squadre (Squadra Pierino e squadra lupo): Antonio, Yaros, Giuseppe, Damiano, Winni, Ashon, Dagmawi e tanti altri…
Per loro è un’esperienza unica quella di calcare un palcoscenico così importante. Questo Pierino è pensato dal Znaniecki in una sorta di scuola religiosa, ci sono infatti un paio di monache che si danno un gran da fare per tenere a bada i trenta scatenati fanciulli. Poi arriva Rubini, in divisa da carabiniere e racconta la storia di questo bambino (Pierino) che alla fine riuscirà a catturare il lupo e portarlo allo Zoo, evitando che venga ucciso dai minacciosi cacciatori. Gradevoli silhouette, animate dagli stessi bambini, ricreano sullo sfondo i personaggi e gli animali della storia. Rubini è bravo anche a parlare, prima della narrazione vera e propria, dell’importanza della musica nell’educazione scolastica: parte dall’Antica Grecia e ricorda quali fossero le discipline più amate e praticate nella scuola di allora. Discreta la prova dell’Orchestra del Conservatorio “N. Piccinni”, diretta con gusto, incisività e buon ritmo da Fogliani. Molti i bambini, accompagnati dai genitori, erano presenti alla serata. Non avrebbe guastato, vista la durata limitata della serata, l’idea di affiancare a Pierino e il Lupo, Il carnevale degli animali di Saint-Saens. Sarebbe bello che questo spettacolo meritoriamente promosso con un progetto significativo dall’Associazione Musicale Pugliese presieduta da Michele Bollettieri si possa replicare - anche con dei matinèe ad hoc - invitando di volta in volta le scuole di Bari e Provincia. La formazione e la conseguente creazione del pubblico di domani può tranquillamente iniziare da una piccola ma universalissima storia come questa.

NEWS DALLA SCALA DI MILANO


Sarà una doppia serata ad inaugurare la serie dei Concerti straordinari della Scala di Milano, cui appartengono anche a pieno diritto il Gala Domingo del 9 dicembre e quello che nella prossima primavera vedrà lo storico e attesissimo ritorno nel teatro milanese di Claudio Abbado (nella foto) il 4 e 6 giugno 2010 con la stupenda Seconda Sinfonia “La Resurrezione” di Gustav Mahler.
Mercoledì 18 e venerdì 20 novembre Daniel Barenboim dirigerà alla Scala la Messa da Requiem di Verdi con un quartetto di voci di assoluto spicco: il soprano Barbara Frittoli, il mezzosoprano Sonia Ganassi, il tenore Jonas Kaufmann, il basso Kwanchul Youn.
Il doppio appuntamento segue di pochi giorni la tournée dei complessi scaligeri a Parigi, con il grande affresco verdiano e la serata Bartók (Boulez-Pollini) alla Salle Pleyel, in serate contigue (15 e 16 novembre).
La Messa da Requiem arriva a Milano a conclusione di un lungo percorso che l’ha portata in Italia e all’estero in diversi contesti: in aprile alla Philharmonie di Berlino, in giugno all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in luglio all’Hayarkon Park di Tel Aviv, davanti a un pubblico di 100 mila persone, e in settembre alla NHK Hall di Tokyo.

lunedì 9 novembre 2009

La pianista Beatrice Rana suona giovedì a Galatina (LE)


La sedicenne pianista salentina Beatrice Rana (nella foto) una delle promesse più interessanti del panorama concertistico nazionale, si esibirà il 12 novembre a Galatina, alle ore 18.30 nella Sala Contaldo del Palazzo della Cultura per la Stagione Concertistica organizzata dall’Associazione Amici della Musica “Pasquale Cafaro”.

Beatrice, com'è noto, è un talento straordinario degli 88 tasti; ha iniziato a studiare pianoforte all’età di 4 anni e si è diplomata, sotto la guida del notissimo pianista Benedetto Lupo, presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, con la lode e la menzione d’onore.
Ha frequentato parallelamente corsi di perfezionamento con eminenti docenti-pianisti del calibro di Ciccolini, Soriano, Thiollier, Bogino e nello scorso giugno ha ricevuto una borsa di studio per prendere parte al "Piano Texas" in Fort Worth (USA) e seguire le masterclasses con J. Feghali, H. Martina e Y. Kaplinsky.
Ha vinto tutti i concorsi pianistici a cui ha partecipato tra cui “Muzio Clementi” di Lastra a Signa (FI), il “1° Concorso Internazionale Repubblica di San Marino” e il “Marco Bramanti” di Forte dei Marmi (Lu); ha ottenuto anche diverse borse di studio: dalla Yamaha Foundation of Europe, dal Miur (Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca) con il Premio delle Arti 2005 per il suo straordinario e precocissimo talento musicale, dal Soroptimist International d’Italia come migliore allieva dei Conservatori italiani nel 2007, e dalla Karntner Sparkasse in Velden am Worthersee (Austria) nel febbraio 2009. Nel giugno 2008 ha vinto il 6° premio al Concorso Internazionale “Gina Bachauer Young Artists” a Salt Lake City nello Utah (USA).
Si è esibita per importanti Stagioni Concertistiche Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Amici della Musica di Taranto, PepsiCo Recital Hall in Fort Worth (USA), il 31° Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, Musikum di Salisburgo, Società Umanitaria di Milano, Teatro Bibiena per il Mantova Musica Festival, Wagner Center in Salt Lake City (USA), Teatro Argentina a Roma, Kommandantenhaus di Dilsberg (Germania), Auditorium Pollini di Padova.
Ha debuttato con l’orchestra all’età di 9 anni eseguendo di J.S. Bach il Concerto in Fa minore BWV 1056 e da allora si è esibita, sempre in veste di solista, con numerose orchestre quali l’ Orchestra Sinfonica ICO di Lecce, Kronstadt Philharmoniker della Transilvania, l’ Orchestra Sinfonica ICO di Bari, l’ Orchestra Filarmonica Mihail Jora di Bacau, e l’ Orchestra Sinfonica di Pescara.
Ha suonato in diretta dalla Radio Vaticana brani di Schumann e numerose sue esecuzioni sono state trasmesse dalla Filodiffusione RAI e dalla ORF Radio Osterreich in Austria.
La talentuosa pianista proporrà un programma di notevole impegno non solo per le difficoltà tecniche ma soprattutto per quelle interpretative.
I Preludi op.28 di Chopin, sono 24 come le tonalità maggiori e relative minori. Non introducono a nulla: né a fughe, né a nient’altro. Come diceva Schumann: sono dei pezzi la cui scrittura è raffinata e perlacea. Liszt li considerava “ammirevoli per la loro diversità”. Esaminandoli con cura, ci si accorge che i Preludi sono scritti con una cura minuziosa nell’alternare velocità, densità, caratteri espressivi diversi; richiedono all’esecutore il massimo della fantasia in una struttura formale ben definita.
La Sonata in Si minore di Liszt, rappresenta un vero monumento della letteratura ottocentesca per pianoforte: è generalmente considerata un autentico compendio delle possibilità idiomatiche e tecniche del pianismo tardo romantico e rappresenta un esame ideale di maturità interpretativa per qualsiasi pianista. Insomma pagine tra le più belle e impegnative del repertorio pianistico.

venerdì 6 novembre 2009

"Il violoncello di Dio e la storica caduta del Muro di Berlino" di Antonio V. Gelormini



"Si presentò all’improvviso col suo Dupont Stradivarius del 1711 e la sua sedia, sotto il Muro di Berlino, in una storica notte del 1989, ed eseguì davanti al mondo intero il più insolito, suggestivo e travolgente dei concerti per solo violoncello. Mstislav Leopoldovich Rostropovich non poteva mancare quell’appuntamento. Per nulla al mondo avrebbe risparmiato il suo appassionato ed originale “colpo di piccone”, al simbolo concreto di ogni libertà soffocata.

Amico nella dissidenza di Aleksandr Solgenitzin, promotore e missionario dell’arte senza frontiere, operaio instancabile nella cura dei valori democratici e della libertà di espressione. Il più grande violoncellista di tutti i tempi, si vide ricusare dalla patria sovietica, dopo gli onori raccolti col riconoscimento del prestigioso premio Stalin, nel 1950, massima onorificenza allora in Unione Sovietica. Si rifugiò con la propria famiglia a Parigi, prima di ottenere quella cittadinanza americana, che in seguito non avrebbe più abbandonato..

Una tecnica artistica ed un suono del violoncello inconfondibili e sublimi. Per lui Sergej Prokoviev compose il secondo concerto per violoncello e orchestra, grato ed affascinato dalla collaborazione per la parte tecnica dell’esecuzione. Mentre un altro concerto del celebre compositore russo, rimasto incompiuto, fu completato dallo stesso Rostropovich con Dimitri Kabalevski. Ma numerosi altri compositori furono ispirati dallo struggente suono di quel violoncello e dalla figura intensa dell’amico Slava. Memorabili i due concerti di Dmitrij Shostakovich, la Cello Sonata, 3 Solo Suites e la Cello Simphony di Benjamin Britten.

Il ricordo personale è legato a un’edizione dei Corsi giovanili dell’Estate Frentana, a Lanciano, di circa trent’anni fa. Quando, nella veste di Maestro e Direttore d’Orchestra, pazientemente diventava padre, zio e precettore di una privilegiata orchestra di giovani musicisti. Che avrebbero custodito per sempre i preziosi insegnamenti e fatto geloso tesoro degli irripetibili suggerimenti.

E’ morto in patria, in un ospedale di Mosca per un tumore al fegato. Solo qualche settimana fa, in occasione del suo 80esimo compleanno, aveva raccolto l’apprezzamento tardivo dell’intera Russia e del suo Presidente, Vladimir Putin: “Lei è famoso in tutto il mondo non soltanto per essere un brillante solista e un eminente direttore, ma anche come leale difensore dei diritti umani e un intransigente combattente per gli ideali democratici”. E che oggi aggiunge: “E’ una perdita terribile per la cultura russa”.

Si preannunciano tantissimi concerti, quale omaggio estremo a un grande musicista. Ma l’icona di un vecchio abbracciato al suo violoncello e delle note eseguite, mentre crolla il Muro di Berlino, rimarrà la testimonianza indelebile di un gesto nobile e di un impegno costante contro ogni guerra e ogni sopruso.

Da oggi quel suono allieta la schiera degli angeli e magnifica lo Spirito celeste."

(gelormini@katamail.com / Aprile 2007)

L'11 novembre l'Orchestra Sinfonica Verdi di Milano diretta da Wayne Marshall sarà in concerto al Petruzzelli


Anche il secondo appuntamento della 68° Stagione della Camerata si terrà, come già anticipato, al Teatro Petruzzelli, la sera dell’11 novembre. Dopo il franco successo del concerto inaugurale con Uto Ughi ed i Filarmonici di Roma, il giorno 11, suonerà l’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”, diretta dal pianista ed organista inglese Wayne Marshall (nella foto).In programma musiche di Gershwin e Bernstein.
. L’Orchestra Sinfonica di Milano, composta da oltre 80 musicisti, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più rilevanti realtà sinfoniche nazionali.
E’ in grado di affrontare un repertorio che spazia da Bach ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco, fino alla musica del 900’.
L’orchestra “Giuseppe Verdi” ha suonato con i più famosi direttori d’orchestra italiani e stranieri ed ha collaborato con illustri solisti di ogni parte del mondo.
L’ anno scorso l’Orchestra ed il coro della “Verdi” si sono esibiti nella sala “Nervi” del Vaticano alla presenza di Benedetto XVI° e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Wayne Marshall, uno dei musicisti più versatili ed estrosi del nostro tempo, è un grande interprete del musical , genere al quale dedica, sempre maggiore attenzione, ha diretto più volte “West Side Story” e nel “2000” ha debuttato a Vienna con “Wonderful Town”, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia a Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Bari è una delle prime piazze della tournèe italiana di Marshall e dell’Orchestra di Milano, che toccheranno oltre 15 città italiane. Per l’ occasione la Camerata lancia una offerta speciale , per i primi 100 giovani, fino a 25 anni, per quei ragazzi, cioè, che per ragioni anagrafiche non possono ricordare il “Petruzzelli “ di allora. Prezzo del biglietto: 5 euro.L’intento della Camerata è quello di promuovere una vera e propria “Festa dei giovani” con la Musica al Petruzzelli.
Una testimonianza in più per l’attenzione che la Camerata ha sempre dedicato ai giovani, ad onta di critiche ed accuse ingiustificate. Per informazioni e prenotazioni gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata Via Sparano 141 – Bari (tel: 080/521.19.08) e c/o Box Office della Feltrinelli (tel. 080/524.04.64).

giovedì 5 novembre 2009

Presentata ieri, tra luci ed ombre, la stagione 2009-2010 della Fondazione Petruzzelli


E’ stata una conferenza stampa solo all’apparenza serena quella che nella serata di ieri ha ufficializzato la nuova stagione della Fondazione Petruzzelli, la prima che si svolgerà nel teatro ricostruito, vuoi per il braccio di ferro in atto da giorni sull’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari (di fatto al momento esclusa dalla programmazione annunciata) tra la suddetta fondazione e la Provincia, vuoi per le pesanti esternazioni (poi completamente rientrate) del consigliere e socio fondatore Domenico Di Paola, riportate ieri da alcuni quotidiani, sia contro la gestione, a suo dire quasi “commissariale” di Emiliano, sia sulla necessità di trovare, a teatro ormai riaperto, al più presto un direttore artistico di “chiara fama” che affianchi il sovrintendente Giandomenico Vaccari (quest’ultimo, infatti, ricopre ad interim anche il suddetto incarico).
Nel foyer del Teatro Petruzzelli erano presenti, oltre a Vaccari, il sindaco Michele Emiliano e i consiglieri del CdA della fondazione lirico-sinfonica barese, Di Paola, Michele Mirabella e Luigi Farace (Camera di Commercio).
Ma veniamo alla stagione. Sei produzioni di opera lirica, due di danza e un evento speciale, fuori abbonamento, rappresentato dal concerto natalizio che Riccardo Muti (nella foto) terrà il 21 dicembre insieme all’Orchestra Giovanile Cherubini con un programma che comprenderà, tra l’altro, la Quinta Sinfonia di Beethoven e il Romeo e Giulietta di Ciaikovskij.
L’inaugurazione della stagione, già annunciata da tempo, sarà quella del 6 dicembre con la Turandot di Puccini (repliche: 9-11-13 dicembre). La regia affidata a Roberto De Simone con la direzione musicale di Renato Palumbo, già protagonista di alcune produzioni di successo degli anni scorsi qui a Bari. Il cast vocale ricalcherà grosso modo quello dell’allestimento in forma di concerto tenutosi nello spazio 7 della Fiera del Levante la scorsa primavera, tranne che per i protagonisti Turandot (dovrebbe essere Martina Serafin) e Calaf ancora non ufficializzati.
A seguire il 16 gennaio 2010 ci sarà ancora un’opera di Puccini, La Bohème (repliche: 17/18/19/20 gennaio), in coproduzione con il Valli di Reggio Emilia come il recente “Sogno” di Britten, per la regia di Boris Stetka e la direzione musicale di Antonino Fogliani; a febbraio debutta uno spettacolo di balletto del calibro di Giselle con protagonista Eleonora Abbagnato, attuale consulente per la danza della Fondazione Petruzzelli, insieme alla Compagnia di Ballo dell’Opera di Riga (11/12/13/14 febbraio).
Ad aprile (7/9/11) sarà la volta della Cenerentola di Rossini con la regia di Daniele Abbado e la direzione di Evelino Pidò (un ritorno il suo al Petruzzelli dopo ben ventidue anni). Ancora la danza terrà banco con “Il lago dei cigni” ciaikovskiano interpretato dal celebre Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca (14/15/16 (x2)/18/19 maggio); a seguire, sempre a maggio (18/20/22) il terzo capitolo della tetralogia wagneriana con il Sigfrido (regia: Walter Pagliaro, direzione: Stefan Anton Reck) e dopo la pausa estiva, ecco a settembre (26/27/28/29/30) un dittico come il Tabarro pucciniano affiancato dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni; a dirigerlo ci sarà il maestro bitontino Vito Clemente, mentre è ancora da definire il regista dello spettacolo.
Infine, a cavallo tra due mesi (29/30/31 ottobre e 2/3 novembre) ci saranno Traviata per la regia del francese Arnaud Bernard e la direzione musicale di Daniele Callegari, che si alternerà con Giuseppe La Malfa, e la Norma di Bellini con la stessa regia, quella di Federico Tiezzi, per quella che come tutti sanno fu l’ultima opera ad andare in scena prima che il teatro bruciasse quel maledetto 27 ottobre del 1991; anche in questo caso è ancora da definire il nome del direttore d’orchestra.
Alla stagione della Fondazione, oltre alla quasi totalità dei cast vocali, manca ancora la parte legata ai concerti sinfonici e cameristici che il sovrintendente annuncerà non prima di gennaio.
Il nodo gordiano di una stagione giustamente pensata per il grande pubblico e dai contenuti popolari è a questo punto condizionato, oltre che dal puntuale rispetto dei contributi finanziari promessi da parte dei soci fondatori (tra gli altri, la stessa Provincia di Bari e la Regione Puglia), all’orchestra.
Quale cioè sarà l’orchestra protagonista della prima stagione nel Nuovo Teatro Petruzzelli? La frattura tra la fondazione lirico-sinfonica e la Provincia di Bari al momento appare così insanabile da far dichiarare al sindaco nonché attuale presidente della Fondazione, Michele Emiliano: “stiamo già pensando ad una nostra orchestra. A breve cominceranno le audizioni. Per un teatro che finora è riuscito a pagare con le sue forze eventi come l’inaugurazione, l’opera di Britten e il gran gala di danza con l’Abbagnato e solisti di fama mondiale, serve un complesso stabile.”
Chi scrive su queste pagine non può che trovarsi d’accordo su quest’ultimo punto. Certo è che, come sottolineato durante la conferenza stampa, la Turandot del 6 dicembre è ormai alle porte. Come sarà dunque possibile svolgere in tempo utile audizioni e prove della complessa opera pucciniana? Una specie di “Mission impossibile”? “Sì – ha risposto Emiliano – è davvero una missione impossibile, ma a queste missioni, come ben sapete, ci siamo già abituati da un bel pezzo.”

mercoledì 4 novembre 2009

Radu Lupu torna a suonare domani a Torino con l'OSN della Rai


Ogni concerto del celebre pianista romeno Radu Lupu (nella foto) è circondato da un’aura di sacralità singolarissima: la concentrazione estrema, la ieraticità dei gesti, il controllo assoluto del suono e l’eccezionalità di ogni interpretazione sono le cifre che contraddistinguono la sua arte.
Da queste discende la sua scarsa propensione alla registrazione: l’esecuzione è per lui un momento unico, originale e irripetibile, che deve essere compiuto in diretto rapporto con il pubblico in sala, senza mediazione alcuna.
Lupu torna a suonare con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai domani giovedì 5 novembre 2009 alle 20.30, con replica venerdì 6 alle 21, all’Auditorium Toscanini di Torino. Con lui il direttore russo Michail Jurowski, Direttore Principale dell’Orchestra della Radio di Colonia. In programma la trascrizione di Mahler per orchestra d’archi del Quartetto La morte e la fanciulla di Schubert e il Concerto in la minore op. 54 per pianoforte e orchestra di Schumann, con Radu Lupu solista. In chiusura la Sinfonia Mathis der Maler di Paul Hindemith, tratta nel 1934 dall’opera omonima, la cui rappresentazione fu proibita in Germania dalle autorità naziste e che esprime una profonda riflessione sull’alternativa tra etica ed estetica nella vita dell’uomo e dell’artista. “È sufficiente ciò che tu crei o dipingi? Non ti preoccupi forse soltanto del tuo proprio vantaggio?” chiede un contadino a Mathis il pittore. La risposta è un’immediata partecipazione alla ribellione dei contadini, che lascia però presto spazio alla necessità della creazione estetica, inderogabile necessità e unica possibile missione per l’artista.

La Casa della Musica di Parma indica la strada per la creazione di un pubblico nuovo e consapevole



L’innovazione è diventata tradizione: è giunto infatti alla VII edizione quel coraggioso progetto didattico – allora come oggi all’avanguardia in Italia – avviato nel 2003 dall’Istituzione Casa della Musica col nome di Ladimus (Laboratorio per la divulgazione musicale) e ideato per fornire al vasto pubblico dei “non addetti ai lavori” occasioni e strumenti per conoscere e comprendere le varie espressioni musicali: per formare, di fatto, un ascolto consapevole.

L’edizione 2009-2010 di “Parlare di Musica”, promossa e realizzata dalla Casa della Musica in collaborazione con Comune di Parma e l’Associazione Culturale Cem Lira, avrà inizio il 13 novembre con un incontro sulla Quinta Sinfonia di Beethoven a cura di Marcello Bonanno. Sarà questo il primo appuntamento della serie “I Temi”, ossia del percorso con cui Ladimus intende trattare le principali questioni relative al Barocco, all’Opera in musica e al Novecento intrecciando diversi approcci: dal “Microscopio musicale” (una serie di incontri tesi a focalizzare l’attenzione su un singolo brano, smontandolo e ricostruendolo per capirlo: si partirà proprio con la Quinta di Beethoven) ad altri momenti in cui l’evoluzione del linguaggio musicale verrà analizzata attraverso differenti punti di vista, servendosi delle parole di esperti, ma anche di video e ascolti musicali sia registrati che dal vivo. Un itinerario in 20 tappe che proseguirà con gli incontri sul Barocco – dal teatro di corte al teatro pubblico, dalla musica religiosa al melodramma di Händel – a cura di noti musicologi come Sara Dieci (19 novembre), Maurizio Padovan (26 novembre), Michele Vanelli (3 dicembre), Jacopo Pellegrini (17 dicembre) e Lorenzo Lorenzoni (14 gennaio), quindi con il “Microscopio Musicale” a cura di Marcello Zuffa (sul “Ballo delle ingrate” di Monteverdi il 10 dicembre e su “Pari siamo” dal Rigoletto di Verdi il 18 febbraio), Marco Pedrazzini (sul Klavierstück op. 33 di Schönberg l’8 aprile) e Marcello Bonanno (sul quesito “Ma che cos’è l’armonia?” il 22 aprile). In programma anche l’interessante serie “Sguardi sull’opera in musica” a cura di Niccolò Paganini (“La storia dell’opera in 90 minuti”, 21 gennaio), Claudio Toscanini (“Opera e società nell’Ottocento”, 28 gennaio), Michele Girardi (“Dall’Ottocento al Novecento”, 4 febbraio), Gian Piero Rubiconi (“Opera d’arte o palestra di voci?”, 11 febbraio) ed Emanuele Garofalo (“L’opera in video e in tv”, 25 febbraio). Sempre nell’ambito del percorso “I Temi” è previsto un ciclo di incontri dal titolo “Prospettive del Novecento” a cura di Pier Paolo Maurizzi (“Atonalità e dodecafonia”, 4 marzo), Michele Ballarini (“La musica italiana” - 11 marzo; “La rivoluzione del disco” - 25 marzo), Sergio Miceli (“I musicisti d’area colta nel cinema”, 18 marzo) e Stefano Zenni (“L’altro Novecento”, 15 aprile).

Il secondo percorso offerto da Ladimus 2009/2010 s’intitola “Il salotto dei musicisti”. Si tratta di 10 incontri per parlare di musica – e ascoltarla - con diversi musicisti italiani: il giudice Francesco Saverio Borrelli, presidente del Conservatorio di Milano (17 novembre), Claudia Caffagni dell’Ensemble La Reverdie (2 dicembre), Alberto Radius ed Enrico Casarini (15 dicembre), Alberto Miodini (12 gennaio), Michele Ballarini (26 gennaio), Roberto Bonati e Alberto Tacchini (9 febbraio), Michele Pertusi (2 marzo), Marcello Mazzoni (16 marzo), Anna Mancini e Franco Nobis (30 marzo), Giacomo Monica e il Coro Montecastello (13 aprile). Varia la gamma dei temi trattati: dai gusti musicali di un magistrato famoso all’impegno di chi interpreta oggi la musica antica, da Mina e Lucio Battisti al pianismo di Chopin, dal Janaček al jazz, dal dietro le quinte del teatro d’opera alla musica russa fra Ottocento e Novecento, dalle parafrasi operistiche del XIX secolo alla rielaborazione della musica colta nel repertorio popolare.

Il terzo percorso si chiama “Leggere e scrivere” ed è un vero e proprio corso di alfabetizzazione musicale per chi desidera entrare nel mondo delle teoria e della scrittura della musica. Senza aspirazioni professionali, ma con serietà e rigore. Il corso è tenuto da Niccolò Paganini e si articola in 2 cicli: base (dall’11 novembre al 10 febbraio) e avanzato (dal 17 febbraio al 21 aprile).



ISCRIZIONI /

I corsi Ladimus sono tutti gratuiti, tranne quello relativo all’alfabetizzazione musicale (25 euro di iscrizione per i moduli base o avanzato, 40 euro per entrambi i corsi; gratuito per gli studenti dell’Università di Parma). Per partecipare agli incontri è necessaria una tessera nominativa, completamente gratuita, valida tutto l’anno. La tessera può essere richiesta alla Reception della Casa della Musica (dal 2 novembre) e al personale di assistenza presente ai singoli incontri. E’ anche richiedibile on-line tramite il sito http//cdm.cemlira.it. La tessera darà diritto a sconti in librerie e negozi di dischi, a riduzioni sui biglietti per cinema, teatri, rassegne musicali e all’ingresso gratuito ai Musei della Casa della Musica.

Per informazioni:
Casa della Musica /
Piazzale San Francesco 1, Parma /
Tel. 0521 031170/71 /
Email: infopoint@lacasadellamusica.it o cdm@cemlira.it /
Website: www.lacasadellamusica.it o http://cdm.cemlira.it.

lunedì 2 novembre 2009

Grandi successi per Uto Ughi e il Gala di Danza al Teatro Petruzzelli, ma ora bisogna saper guardare al futuro


Due trionfi al Petruzzelli per altrettante significative serate. IL concerto di Uto Ughi e dei Filarmonici di Roma, pur con un programma già ascoltato in anni precedenti da chi scrive, è stato indubbiamente evento emozionante sia per la carismatica personalità del maestro, sia per la presenza di tanti giovani nel rinato politeama barese.
Non da meno, il successo della serata di ieri per il gran gala di danza con l'etoile Eleonora Abbagnato accompagnata da nove straordinari solisti provenienti da illustri corpi di ballo di mezzo mondo. Anche qui,una folta presenza di giovani ha contraddistinto la splendida serata.
Che dire? La riapertura del Petruzzelli è stato un evento davvero importante non solo per la città, ma anche per l'intera regione e l'Italia culturale e musicale.
Certo ora sull'onda della straordinaria emozione che questa riapertura attesa per 18 anni ha portato tutto sembra facile: la gente accorre numerosa al botteghino e spende anche 80 euro per assicurarsi una poltronissima o un posto nel palco reale. Ma cosa succederà nei prossimi mesi, quando si sarà placata l'onda emotiva?
Quando le code chilometriche finiranno? Quando le luci dei riflettori si saranno spente e il Petruzzelli sarà tornato, come altri teatri, nella quotidiana ordinarietà? Ecco perchè è importante sin da subito lavorare per la creazione di un pubblico nuovo per la grande musica e per l'opera lirica che sarà poi la chiave di volta nel prossimo futuro di un teatro i cui costi di gestione sono oggettivamente notevoli, a cominciare dall'indispensabile impiego di ingenti risorse per l'assunzione di personale amministrativo, tecnico e artistico, oltre ai costi per gli allestimenti di opere, balletti e concerti.
Chi cura questo blog sostiene da tempo che il futuro della Musica e della Lirica, almeno in Italia, non può che passare innanzitutto dall'educazione e dalla divulgazione musicale, partendo dalla scuola sino ad arrivare all'università.
La maggior parte delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane rischia di sparire nel giro di pochi anni, seppellita da debiti insanabili e condannata da gestioni assurdamente faraoniche. Lo stesso Uto Ughi, dopo il suo concerto al Petruzzelli l'ha ribadito ancora una volta.
La crisi economica attuale e i tagli del FUS non fanno che peggiorare in tal senso le cose. Il futuro è allora legato, secondo noi, alla capacità di trasformare tutti i teatri d'opera italiani in teatri di repertorio, un po' come accade in Austria e in Germania. Per intenderci, teatri capaci di restare aperti 320 giorni lavorativi all'anno, come per esempio accade tranquillamente alla Staatsoper di Vienna. Teatri in grado dunque di non fermarsi mai e che sono diventati "motori" straordinari dell'economia turistica delle loro rispettive città.
Per far questo bisogna puntare almeno inizialmente su una qualità media del prodotto, perchè l'eccellenza sempre e a tutti i costi porta, si sa, rapidamente al baratro i bilanci data l'assenza almeno nel Mezzogiorno d'Italia di concreti sostegni privati nel settore CULTURA e MUSICA.
E' importante dunque investire sì danaro ma su registi, scenografi, musicisti di talento e soprattutto giovani. Solo in questo modo teatri come il Petruzzelli, il Comunale di Firenze, il San Carlo di Napoli, il Lirico di Cagliari, per citarne solo alcuni, potranno avere davvero un futuro, altrimenti sarà ancora una volta notte fonda.

La Provincia di Bari attacca duramente la Fondazione Petruzzelli


L’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari non suonerà per il “Pierino ed il Lupo" di Sergej Prokofiev, spettacolo in coproduzione tra l'Associazione Musicale Pugliese e la Fondazione lirico-sinfonica barese, previsto al Petruzzelli il prossimo 9 novembre.
La notizia è stata ufficialmente comunicata dala Fondazione Petruzzelli solo questa mattina alla Provincia di Bari, alla vigilia del primo di giorno di prove dell’opera; all'ICO di Bari è stata preferita per questo evento l'orchestra degli allievi del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Immediata la reazione dei vertici dell'ente. "E’ il consueto metodo irrispettoso delle Istituzioni e delle intese precedentemente prese – afferma il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli(nella foto) -. L’ Orchestra Sinfonica, infatti, ci era stata ufficialmente richiesta; a questa richiesta aveva fatto seguito la nostra conferma di disponibilità. Comunicare l’esclusione dell’Ico ventiquattro prima dell’inizio delle prove è un chiaro sabotaggio ed una evidente intromissione della politica nella gestione della Fondazione”. Dello stesso avviso anche il Vice Presidente, Nuccio Altieri: “La gestione politica più che artistica dell’Ente lirico barese emerge anche dal metodo poco trasparente adottato in merito alle ultime assunzioni (sia pure a tempo determinato) operate in questo primo mese di attività del teatro e per le quali non è stato fatto alcun avviso pubblico. Non vorremmo che tale sistema fosse adottato anche per i professori d’orchestra per le prossime programmazioni, per le quali - a seguito di formale richiesta della Fondazione - avevamo gia’ confermato la collaborazione con l’Orchestra Sinfonica della Provincia in regime di convenzione.
Senza dire, poi, dell’inaugurazione del 6 dicembre dove si erano sprecati più proclami per mettere in scena l’ “Aida” e, poi, si è ripiegato per la “Turandot”: un allestimento già utilizzato dalla Fondazione per la rappresentazione alla Fiera del Levante di qualche mese fa” – continua Altieri.
Il Presidente Schittulli conclude: “La Provincia di Bari, purtroppo, può rappresentare tali circostanze solo attraverso gli organi di stampa, in quanto non esiste ancora all’interno del Consiglio di amministrazione un rappresentate di questa Amministrazione provinciale. In ogni caso, quale socio fondatore, la Provincia non ometterà di vigilare sulla gestione e sull’opportunità delle scelte artistiche e manageriali della Fondazione denunciando ogni irregolarità ed uso distorto delle risorse pubbliche, a partire dal prossimo consiglio di amministrazione convocato per il 4 novembre prossimo”.

La prima volta del pianista barese Emanuele Arciuli alla Scala di Milano*




"Si prova una rara emozione quando un fraterno amico suona per la prima volta nel tempio della musica italiana: il Teatro alla Scala di Milano. Per chi scrive la frequentazione e poi la sincera, quanto solida, amicizia con il pianista barese Emanuele Arciuli è iniziata quasi trent’anni fa. In questo lungo periodo l’ho seguito quando ho potuto nel suo intenso e straordinario percorso di maturazione intellettuale ed artistica.
Quando una quindicina d’anni or sono gli dissi tra il serio e il faceto: “tu un giorno non avrai nulla da invidiare ai grandi del pianoforte, ci vuoi scommettere?” Lui sorridendo scrollò le spalle e mi rispose a modo suo: “ Ale piantala di prendermi in giro!”
Adesso a quel traguardo siamo arrivati, o meglio, è arrivato. In occasione del 18° Festival di Milano Musica, lunedì 2 novembre, Emanuele suonerà alla Scala per la prima volta nella sua vita. Scommetto che sarà un’emozione grandissima salire su quel mitico palcoscenico. Il programma poi, complesso e articolato come mai, parte dall’ultimo Schumann, il più enigmatico della sua produzione, per approdare al capolavoro di Bartók “All'aria aperta”.
Nel mezzo ci sono, tra l’altro, le mirabolanti, difficilissime “Night Fantasies” di Elliott Carter e due Notturni di Sciarrino, il più noto compositore italiano vivente di Musica nel mondo. Il concerto è realizzato in collaborazione con il Teatro alla Scala e con il particolare sostegno di Intesa SanPaolo. Ma entriamo di più nel dettaglio dei pezzi che Arciuli ha in gran parte già splendidamente eseguito nel recente Festival URTIcanti di Bari. In quell’occasione ha, tra l’altro, interpretato insieme alla brava soprano Veronica Pompeo anche un brano di Kaija Saarihao (alla presenza delle celebre compositrice finlandese) dedicato alla pioggia.
Il programma milanese si aprirà con l'esecuzione dei Gesänge der Frühe op. 133 di Robert Schumann che, scritti nell'ottobre del 1853, esprimono la nostalgia della notte, la polverizzazione della memoria a contatto con la realtà. Il breve ciclo (cinque brani), l'ultimo completato da Schumann, è dedicato "A Diotima", personaggio in cui con ogni probabilità si potrebbe ravvisare la scrittrice Bettina Brentano, vedova Von Arnim, in quei giorni in visita presso gli Schumann.
Le Night Fantasies (1980) di Elliott Carter sono poi una delle più importanti composizioni americane per il pianoforte, costate al compositore più di un anno di lavoro, dal novembre del 1978 alla primavera del 1980; per Arciuli, quasi un "viaggio nel fantastico, o - se vogliamo - un viaggio nella metropolitana di New York: da lì sotto non vedi la città ma ti accorgi dove sei dai segni che percepisci".
Di Franz Liszt saranno eseguiti i rari Hymne de la nuit e Hymne du matin (1847), ispirati al carme di Lamartine, la terza delle Harmonies poétiques et religieuses, nella quale un'entusiastica ispirazione religiosa effonde una straordinaria varietà di immagini e di metri.
I Notturno N. 1 e Notturno N. 3 (1998) di Salvatore Sciarrino appartengono a una raccolta che sino a ora conta sei composizioni, che sperimentano l'efficacia formante del silenzio.
Il concerto si concluderà con All'aria aperta, che Bartók finì di comporre nel 1926, una raccolta di scorci sull'esterno, il cui momento emotivo più alto si concentra nel quarto brano "Suoni della notte": l'aria e il giorno sorgono da immagini visive o acustiche determinate, e sbozzano impressioni e situazioni, per quanto vaghe e frammentarie.
Sarebbe bello, se come ha già fatto con la consueta brillantezza espositiva a Bari, Emanuele potesse introdurre lui stesso il pubblico della Scala al concerto, in una sorta di visita guidata nella personalissima “notte musicale” da lui appositamente confezionata per il più famoso teatro del mondo."
*: pubblicato ieri da LSD Magazine - http://www.lsdmagazine.com/

Domani le straordinarie sorelle Labèque suonano per la stagione dello IUC di Roma


Tornano domani alla IUC, sempre molto attese, le sorelle Katia e Marielle Labèque (nella foto), che formano il duo pianistico probabilmente più noto al mondo e sono due beniamine del pubblico romano. I loro modi originali e seduttivi si uniscono a una tecnica brillante e ad un'acuta sensibilità musicale per giungere ad esecuzioni sempre molto personali e di indubbio fascino.
Il loro concerto può essere visto come un gemellaggio musicale tra Francia e Spagna. Inizia infatti con 7 pezzi da "Iberia" di Isaac Albéniz, in cui il grande compositore spagnolo immerge i suoni e le passioni della musica popolare del suo paese nelle raffinate screziature timbriche dell'impressionismo.
Poi si passa a Claude Debussy, con "Nuages" e "Fêtes" tratti dai 3 Noctunes, considerati l'atto di nascita dell'impressionismo musicale. In conclusione il famosissimo "Bolero", in cui il gusto squisitamente francese di Maurice Ravel si ammanta di roventi colori spagnoli. "Bolero" sarà eseguito nella versione per due pianoforti - meno nota di quella orchestrale ma curata personalmente da Ravel nel 1929 - con l'aggiunta di percussioni tradizionali basche dalle forme e dalle sonorità molto particolari, usate per sottolineare il ritmo implacabile di questa musica che, attraverso una progressiva e insostenibile crescita di tensione, giunge allo scatenamento orgiastico del finale. Il concerto rientra nel progetto “Musica e Musica” realizzato con il sostegno della Regione Lazio - Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport.