lunedì 7 marzo 2011

Qui Torino: Gabriele Ferro dirige la OSN della Rai in un concerto tutto raveliano


“Asia, Asia, Asia, antico paese meraviglioso dei racconti di fata, dove la fantasia dorme come un’imperatrice, nella sua foresta tutta densa di mistero”: sono le parole di Shéhérazade, la principessa persiana protagonista delle Mille e una notte e dell’omonima composizione di Maurice Ravel. E proprio a Ravel è interamente dedicato il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai - reduce dal successo della tournée negli Emirati Arabi Uniti - in programma giovedì 10 marzo 2011 alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in diretta su Radio 3 e in live streaming sul sito www.osn.rai.it.

Sul podio Gabriele Ferro (nella foto), già Direttore principale del Teatro Massimo di Palermo, del San Carlo di Napoli, Generalmusikdirektor dello Staatstheater di Stoccarda e interprete di successo con le più prestigiose orchestre del mondo, dal Gewandhaus di Lipsia alle orchestre della BBC e di Radio France.

In programma "Alborada del gracioso", originariamente una delle sfavillanti gemme sonore dei Miroirs pianistici, poi orchestrata con somma sapienza da Ravel, che riesce a ricreare una Spagna tanto fantastica quanto reale. Di seguito la "Pavane pour une infante défunte": antica danza che avrebbe potuto ballare con grazia, in un tempo sepolto nel passato, la piccola principessa di una corte spagnola. Al centro del concerto "Shéhérazade", le tre liriche per canto e orchestra su versi di Tristan Klingsor, interpretate dal mezzosoprano Monica Bacelli, protagonista sui palcoscenici più prestigiosi e nota per il suo ampio repertorio, che spazia da Monteverdi alla musica di oggi. Chiudono il concerto due tra le più celebri pagine di Ravel: la "Rapsodia spagnola", capace di andare al di là del folclore per restituire una Spagna misteriosa e insondabile, e il celeberrimo "Bolero", scritto nel 1928 per la ballerina Ida Rubinstein e presto diventato, con 25 incisioni in dieci anni, uno dei primi successi discografici della storia della musica.
Il concerto è replicato a Torino venerdì 11 marzo alle 21. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1981).
In occasione del concerto raveliano l’associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai, inaugura un breve ciclo di conferenze: quattro appuntamenti a ingresso libero, per offrire percorsi introduttivi all’ascolto. Nel primo, mercoledì 9 marzo 2011 alle 18.30, presso le librerie Coop di piazza Castello 113 a Torino, Enzo Restagno, autore del volume "Ravel e l’anima delle cose", svela l’orizzonte del compositore francese, dandy raffinato e ironico, assillato dal desiderio di “dare voce all’anima delle cose”. Partecipano all’incontro anche i protagonisti del concerto: il direttore d’orchestra Gabriele Ferro e il mezzosoprano Monica Bacelli.
Informazioni: 011.8104653 - biglietteria.osn@rai.it - www.osn.rai.it.

I concerti di Antonio Pappano con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia sul canale web di Telecom Italia


Già partire dal prossimo 10 marzo se vi collegate sul canale multimediale di www.telecomitalia.com troverete interviste, backstage e pillole video sui prossimi concerti che vedranno protagonista Antonio Pappano e l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.
I concerti in streaming live gratuito saranno quelli rispettivamente del
14 marzo (ore 21), 16 marzo (ore 20.30), 16 settembre (ore 21).
Come nasce un concerto? Qual è il filo rosso che lega gli autori e i brani scelti dal direttore e dai solisti? Che cosa vuol dire “interpretare” un brano musicale? Davvero due esecuzioni dello stesso pezzo possono essere radicalmente differenti? Perché un’orchestra sinfonica ha bisogno di un direttore? Non certo soltanto per battere il tempo…A tutte queste domande, con interviste agli interpreti e seguendo passo passo le prove e la preparazione di un concerto fino all’esecuzione finale, vuole rispondere il progetto realizzato da Telecom Italia e dall’Accademia di Santa Cecilia, che quest’anno prevede tre appuntamenti con il suo Direttore Musicale, Antonio Pappano, impegnato sul podio di due concerti sinfonici (il 14 marzo e il 16 settembre), e il 16 marzo al pianoforte, in un concerto da camera insieme al violoncellista Luigi Piovano.
Tutto offerto gratuitamente in streaming, da vedere comodamente sul computer grazie al canale multimediale di Telecom Italia sul sito www.telecomitalia.com.
Tutte le info su www.santacecilia.it/pappanoinweb

La prima volta assoluta della SALOME al Petruzzelli di Bari, tra fischi (per Sgarbi) e applausi (per il cast)


La “prima volta” della Salomé (per dirla alla francese con riferimento all’ispiratore dramma di Oscar Wilde) di Richard Strauss a Bari è stata accolta al Teatro Petruzzelli da applausi più che convincenti per l’esecuzione musicale indubbiamente di ragguardevole livello, e qualche bordata di fischi e “buuu” dal loggione per le provocatorie quanto estemporanee trovate di Vittorio Sgarbi, qui in veste di regista. Ma andiamo con ordine. Nella conferenza stampa romana di qualche giorno fa Sgarbi aveva annunciato un (a suo modo) divertente parallelismo tra la vicenda biblica e le cronache odierne (“Il triangolo Erode-Erodiade-Salomé, che dà corpo alla vicenda, non sarebbe altro che quello che sta riempiendo d’inchiostro da mesi tutti i giornali del mondo: Berlusconi-Minetti-Ruby”), ribadito poi nel foyer sabato mattina in un incontro con i giornalisti della stampa locale, deciso solo qualche ora prima.
Quanto di promozionale e solo provocatorio ci fosse in quella uscita sgarbista lo si è capito poi, alla resa dei conti di uno spettacolo, la cui prova generale, solitamente aperta alle scuole, era stata invece interdetta persino agli operatori televisivi.
Creare spasmodica attesa per un evento del genere è notoriamente il sale del mondo dello spettacolo. Sgarbi, più assiduo frequentatore di salotti televisivi che di teatri, questa tecnica la conosce fin troppo bene e l’ha sfruttata in modo magistrale. Sono state infatti numerose le richieste di biglietti per le tre rappresentazioni al Petruzzelli.
Del resto, quando la prima rappresentazione di “Salome” venne data all’Hofoper di Dresda nel 1905 essa suscitò scandalizzate reazioni e profonda irritazione nel pubblico dell’epoca e nella critica per il soggetto sadico e perverso, oltre che per il violento erotismo e la malsana sensualità evocata dalla musica di Strauss e dall’esplosivo testo teatrale scritto in francese da Wilde e pedissequamente trascritto nella traduzione tedesca dalla librettista Hedwig Lachmann.
Lo spettacolo di Bari è, va detto, in forma semiscenica: si avvale cioè di proiezioni appositamente curate dal celebre scenografo Ezio Frigerio sulla base di fotografie scattate da Massimo Listri della Villa di Sammezzano, costruita in stile neo moresco agli inizi del Novecento nei pressi di Firenze. L’idea è buona per risparmiare sui costi di una scenografia reale, ma poi occorrerebbe realizzare una regia che sappia adeguatamente riempire lo spazio e che faccia muovere i personaggi in maniera coerente con il testo di riferimento. Ed è qui che Sgarbi delude, perchè la sua è una regia narrativamente statica che vive solo di pochi fremiti rispetto ad una storia notoriamente debordante e scolpita da una musica di straordinaria modernità qual è quella straussiana.
La scena della seduzione con quello che dovrebbe essere un duetto da “bollenti spiriti” tra Salomé e Jochanaan (Giovanni il Battista) è invece rivissuta in maniera distaccata e convenzionale, con carica erotica diremmo insignificante. Il momento topico della danza dei sette veli con il canonico spogliarello finale della principessa viene anch’esso svilito dalla sua naturale sensualità: Salomé non danza, né si spoglia, ma lo fanno al suo posto una quindicina di scollacciate ballerine, avvalendosi delle apprezzabili coreografie di Isa Traversi. I colpi di scena, alla fine, sono in fondo solo un paio: la presenza illuminata da un occhio di bue di un magistrato-donna in un palco di proscenio ( è la "temibile" Boccassini?) e le due teste su distinti vassoi d'argento, una del Battista, l’altra dello stesso Sgarbi, che compare però solo nel finale dell’opera a suggellare la firma autoreferenziale di uno spettacolo che, in verità, lascia perplessi, provocazione e strumentalizzazione politica a parte, sulla sua reale efficacia teatrale, pur godendo di costumi disegnati con la consueta straordinaria professionalità da un Premio Oscar del calibro di Franca Squarciapino.
Decisamente meglio è andata, a nostro parere, l’esecuzione musicale con un direttore di grande esperienza come Ralf Weikert, che ha condotto in porto un’opera difficilissima per un’Orchestra come quella del Petruzzelli, composta prevalentemente da giovani e talentuosi musicisti al loro primo Strauss. Ennesimo esame superato dunque, anche in vista della trasferta americana a Washington del 17 marzo prossimo. Accuratissimo, come dicevamo all’inizio, soprattutto il cast vocale, scenicamente penalizzato dalla regia, che ha visto, in particolare, primeggiare la splendida marmorea interpretazione del coreano Samuel Youn (Jochanaan); valide anche le prove delle brave svedesi Erika Sunnegardh (Salome) e Katja Lytting (Erodiade), come di eccellente statura è stato l’Erode di Scott Macallister, recentemente applaudito a Bari nel Siegfried della tetralogia wagneriana, che si completerà il prossimo ottobre con “Il Crepuscolo degli Dei”, sempre al Petruzzelli.

domenica 6 marzo 2011

Qui Venezia: marzo è dedicato alla donna e alla felicità


Non è solo tempo di Carnevale nella meravigliosa Veneiza, ma sarà anche con "Marzo Donna" un mese all'insegna della felicità e del protagonismo femminile, quello presentato venerdì mattina a Ca' Farsetti in una conferenza stampa, e promosso dal Centro Donna del Comune di Venezia, in collaborazione con associazioni e gruppi di donne del territorio comunale. Sono intervenute, tra le altre, l'assessore comunale alla Cittadinanza delle donne, Tiziana Agostini, e la responsabile del Centro Donna, Gabriela Camozzi. "E' fondamentale riuscire a dare una 'connotazione di genere' - ha detto l'assessore Agostini - e mettere al centro del dibattito il tema della donna. Venezia è una città in cui le donne sono protagoniste, ma a livello nazionale la dimensione femminile non è altrettanto valorizzata. La nostra società non ha ancora pienamente compreso l'importanza della donna: siamo soggetti che sanno vivere bene, essere felici, e vorremmo che anche l'altra metà del cielo imparasse da noi".

Il programma del "Marzo Donna 2011" - illustrato in prima persona dalle rappresentanti delle tante associazioni e gruppi che lo hanno ideato - è denso di iniziative (ben 19 e tutte gratuite): si va dallo sport della 13. Regata della donne, (domenica 8 marzo, alle ore 11), alla musica del Conservatorio Benedetto Marcello con "Omaggio alla donna" (sabato 12 marzo, alle ore 18 con un concerto del contralto Giovanna Dissera Bragadin, nella foto, dedicato alla celeberrima cantante Barbara Strozzi); dalla poesia con due appuntamenti di "Poesia e contemplazione" (venerdì 11 e domenica 27 marzo a Sant'Elena), alla didattica con il Centro internet di Marghera, l'Università della Terza età, e Ca' Foscari (venerdì 25 marzo, ore 14,30, aula Baratto, inaugurazione di "Archivio scritture e scrittrici migranti"); dal teatro (rappresentazioni e laboratori, come "Silenzio e attesa nelle donne di Edward Hopper" al Centro civico di via Sernaglia a Mestre), ai dibattiti, come "Contro l'uso degradante del corpo della donna in pubblicità", in calendario al Candiani venerdì 25 marzo, alle ore 9, e promosso dall'Udi.
"Quello che presentiamo quest'anno, nonostante le innegabili difficoltà economiche, è un programma anche più ricco e plurale di quello del 2010 - ha spiegato Camozzi - con il quale vogliamo raggiungere e 'contaminare' quanti più luoghi cittadini, quante più donne e soprattutto uomini possibili, magari giovani. Alcune iniziative sono pensate proprio per loro, come la presentazione di "Dita di dama" al Candiani martedì 29 marzo, con i ragazzi dello Spritz letterario del liceo Morin. La grande mobilitazione del 13 febbraio scorso - ha concluso Camozzi - oltre ad aver dimostrato il fondamentale ruolo che le donne hanno nella nostra società, è servita anche a rimettere in gioco i grandi temi che ci riguardano da vicino, come il lavoro, il diritto allo studio, la maternità, la conciliazione dei tempi del lavoro e della famiglia".

Tra gli appuntamenti si ricorda anche quello alla Casa di reclusione femminile alla Giudecca, con lo spettacolo di Linda Bobbo (non aperto al pubblico); la presentazione del libro "Alle radici delle diseguaglianze" di Tiziana Agostini alla Feltrinelli di Mestre, giovedì 10 marzo; e infine "Facciamo insieme il bilancio di cinque anni di attività del Comitato Pari Opportunità del Comune di Venezia", giovedì 24 marzo, alle ore 11.30, a Ca' Farsetti.

L'evento clou sarà lo spettacolo "Bricola e regina" al Teatro Momo di Mestre, martedì 8 marzo alle ore 18,30. Il programma completo si può consultare sul sito www.comune.venezia.it/c-donna.

sabato 5 marzo 2011

"Claudio Scimone e l'EurOrchestra di Bari: una serata da ricordare" di Corrado Roselli


"Giovedì 3 marzo alle 21 il pubblico barese presente nella Basilica di San Nicola ha avuto la fortuna di apprezzare il seducente carisma di un direttore d’orchestra che tutto il mondo ci invidia: Claudio Scimone.
Fondatore e direttore de “I Solisti Veneti”, Scimone ha diretto molte delle orchestre più prestigiose a livello internazionale. Tra i numerosi premi ricevuti, ricordiamo il Grammy di Los Angeles, il Grand Prix du Disque dell’Academie Charles Cros di Parigi e l’Elisabeth Memorial Medal di Londra. Dal Presidente della Repubblica Italiana ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica e la Medaglia d’Oro dei benemeriti della scuola, dell’arte e della cultura.
L’elenco dei suoi riconoscimenti si è arricchito del Premio Internazionale “Note nell’Olimpo 2011”, che giovedì sera gli è stato consegnato dal Presidente (M.° Francesco Lentini) e dal Direttore Artistico (Prof.ssa Angela Montemurro) dell’EurOrchestra da camera di Bari, con la seguente motivazione: “Questo Premio vuole essere una pubblica testimonianza di quanto, nel mondo, ci sia bisogno di volgere lo sguardo sempre più in alto, facendosi illuminare nel cammino da figure nobili, che esaltano l’unione dell’Amore per la Vita con i Valori della Musica e della Cultura”.
Il Maestro Scimone, con poche ma incisive parole, ha ringraziato tutti per il premio ricevuto, ricordando che tornava a dirigere nella nostra Basilica dopo 50 anni (aprile 1961): segno, questo, di una particolare benevolenza di San Nicola nei suoi confronti!
Ma il momento più intenso della serata è stato il concerto da lui diretto, con gesto impeccabile e preciso, camuffato da giocosa e serena leggerezza: elementi tipici di chi sa perfettamente cosa il compositore chiede all’esecutore, proponendo, ma non imponendo, la soluzione migliore.
L’orchestra, compreso chi scrive che ne ha fatto parte come violinista, è stata completamente stregata dalla chiarezza delle idee musicali e dalla affascinante e duttile personalità artistica di Scimone.
Nella prima parte protagonista è stato Beethoven, con il meraviglioso Concerto op. 61 per violino ed orchestra in Re Maggiore, una delle sue pagine più suadenti e romantiche, culminante nel celeberrimo e particolarissimo rondò finale. Ottimo interprete ne è stato il violinista Michelangelo Lentini, che ha reso la giusta dolcezza del suono, unito ad un convincente fraseggio, anche nei passaggi tecnici più complessi, risolti sempre con notevole maestria: compito davvero arduo, se si tiene conto delle mani congelate dal gran freddo sofferto in Basilica! Il violinista ha regalato al pubblico un bis, la Sarabanda dalla Seconda Partita per violino solo di Bach.
Il concerto si è concluso con la Sinfonia in Do maggiore n. 60 “Il Distratto” di Haydn, nella quale il direttore, m.° Scimone, ha divertito il pubblico con le sue “distrazioni” da consumato attore.
Ultimo bis dell’orchestra è stato “Il Terremoto”, tratto da “Le Sette Ultime Parole di Cristo” di Haydn." CORRADO ROSELLI

venerdì 4 marzo 2011

Presentata a Roma la Salome di Richard Strauss, con la (provocatoria?) regia di Vittorio Sgarbi per il Petruzzelli


Ieri mattina, nella sede dell’Hotel Nazionale a Roma, il regista Vittorio Sgarbi (nella foto), il sindaco di Bari nonchè presidente "pro tempore" della Fondazione Petruzzelli, Michele Emiliano ed il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli Giandomenico Vaccari, hanno presentato ufficialmente la "Salome" di Richard Strauss, in programma al Teatro Petruzzelli di Bari domenica 6 marzo alle 20.00, martedì 8 marzo alle 20.30 e giovedì 10 marzo alle 20.30.
“La Fondazione Petruzzelli – ha dichiarato Michele Emiliano - potrebbe essere paragonata ad un neonato che lotta con coraggio per difendere la sua giovane vita. Il nostro teatro è rinato, vive e si muove grazie all’impegno dei suoi lavoratori e dell’intera città, nonostante le difficoltà del capitolo cultura nel nostro Paese. Lavorare con Vittorio Sgarbi è per noi un’opportunità, proprio per la sua sensibilità artistica e per il suo amore per il mondo dell’arte che ritroverete in questa straordinaria rappresentazione. Preoccupato per il suo stile provocatorio? Forse un po’, di certo ne vedremo delle belle”.
“Questa è la prima volta che la Salome verrà rappresentata al teatro Petruzzelli.- ha dichiarato il sovrintendente Vaccari- Una sfida per il nostro giovane e valido complesso orchestrale guidato da Ralf Weikert. Una tappa cruciale sia nella storia della musica che nella storia dell’arte e della concezione dello spazio. Per questo abbiamo affidato a Vittorio Sgarbi il compito di progettare e creare quello spazio”.
“Il Petruzzelli - ha affermato Sgarbi - è stato uno dei temi dominanti della mia azione di governo. La sua riapertura, con un restauro così attento, è stata una conquista per l’intero Paese. Firmare questa regia, come idea innovativa che parte dall’ambientazione in uno spazio fortemente evocativo di un luogo reale, è stato per me un grande piacere. Grazie alla genialità dello scenografo Ezio Frigerio, sul palcoscenico rivivrà un capolavoro come il Castello di San Mezzano, attraverso proiezioni multimediali, che non ha nulla da invidiare alla bellissima Alhambra di Granada. La nostra visione della famosa danza dei 7 veli vedrà in scena 19 ragazze vestite dei bellissimi costumi di taglio orientale creati da Franca Squarciapino. Una danza erotica, sensuale coreografata da Isa Traversi. Nel gioco scenico dell’opera amore, passione, sangue, morte, processi si fonderanno con grande suggestione”.
Dirigerà l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli il maestro Ralf Weikert, a curare le scene Ezio Frigerio, i costumi Franca Squarciapino, le coreografie Isa Traversi, il disegno luci Gianni Mantovanini.
Nel ruolo di Erode canterà Scott Mac Allister, Katja Lytting sarà Erodiade, Salome sarà interpretata da Erika Sunnegårdh; Samuel Youn (Jochanaan), Eric Fennell (Narraboth) e Stefanie Irányi (un paggio di Erodiade) completano il cast dei protagonisti vocali. A seguire: i cinque giudei saranno interpretati da Aldo Orsolini, Alexander Kaimbacher, Antonio Feltracco, Michele D’Abundo e Carlo Di Cristoforo; Aleksey Yakymov e Rogelio Marin (Due nazareni), i due soldati saranno interpretati da Aleksey Yakymov e Paolo Battaglia, Carlo Di Crisfoforo (uomo della Cappadocia), Marco De Carolis (Uno schiavo).
Assistente alla regia Cinzia Gangarella, assistente scenografo Oscar Cafaro.
Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro Petruzzelli o su www.bookingshow.com. Infopoint: 080.975.28.40.

giovedì 3 marzo 2011

Domani nella Biblioteca D'Addosio di Capurso (BA) Alessandro Romanelli presenta insieme ad Alceste Ayroldi la "sua" Discoteca Ideale*


"L’Assessorato alle Politiche Giovanili, Culturali e per lo Sport e Marketing Territoriale del Comune di Capurso nella persona dell’Assessore Michele Laricchia e Marisabel Prigigallo, consigliera comunale delegata al coordinamento della Biblioteca “G.D’Addosio”presenta “Lo Scrittore Suonato” rassegna curata e ideata da Alceste Ayroldi, docente e critico musicale.

Il ciclo di incontri si aprirà domani, venerdì 4 marzo (ore 19,00, Biblioteca Comunale G.D’Addosio a Capurso) con lo scrittore, critico musicale e giornalista Alessandro Romanelli che presenterà il suo ultimo lavoro pubblicato su e-book “La mia discoteca ideale” (ed. Leggereleggere, Milano 2010).
Una vera e propria raccolta antologica di schede critiche su più di 100 interpretazioni, tra le più riuscite, di composizioni di musica classica incise su compact disc. L’impostazione metodologica prescelta non deve ingannare: questo libro non vuole assolutamente costituire una discografia sistematica di tutte (o quasi) le composizioni musicali principali esistenti, ma vuole semplicemente suggerire a chi lo desidera l’idea di crearsi, mediante l’acquisto delle incisioni qui analizzate, una consistente messe di interpretazioni di grande e riconosciuto valore. Essa vuole rappresentare per chi si avvicina per la prima volta a questo affascinante mondo, una guida maneggevole e di facile lettura nel vasto e spesso assai complesso panorama della musica colta.
L'autore è nato nel 1963 e vive a Bari. Si occupa di critica musicale e giornalismo sin dal 1983, quando ha iniziato a collaborare con il Quotidiano di vita regionale “Puglia”. Ha inoltre pubblicato quattro brevi profili biografici rispettivamente su Gustav Mahler, Anton Bruckner, Johannes Brahms e Piotr Il’ijc Ciaikovskij; è molto attivo anche su Internet, dove in quest’ultimo decennio ha lavorato alla creazione di alcuni portali e blog di successo in Rete (“Il Musicante.net” insieme al compositore e pianista abruzzese Andrea Di Paolo e “L’orecchio di Dioniso”) dedicati prevalentemente alla musica classica, contemporanea e all’opera lirica. Ha collaborato e collabora con conservatori di musica, teatri d’opera, associazioni musicali, case editrici e numerose testate e riviste giornalistiche, tra cui si segnalano “Roma”, “Corriere del Mezzogiorno”, “Barisera”, “ContrAppunti”, “Nelmese” ed “Lsd Magazine”.
L’autore si avvarrà di supporti audio/video che saranno diffusi e proiettati in sala. L’incontro sarà moderato dal coordinatore artistico della manifestazione, Alceste Ayroldi. L’appuntamento di domani sarà preceduto dall’esibizione del Duo Divietodisosta, costituito da Filippo Consalvo (voce) e Franco Vingiano (chitarra), che presenteranno il loro repertorio di brani inediti.
Il prossimo appuntamento è per venerdì 11 marzo con lo scrittore e critico musicale Flavio Caprera che presenterà il suo ultimo lavoro “Jazz 101” (ed.Piccola Biblioteca Oscar Mondadori), con Mino Lacirignola Jazz Band. *(Tratto dal portale online "Puglialive.net",3 marzo 2011)

Su ContrAppunti una lettera aperta del pittore Michele Damiani al maestro Riccardo Muti*


"Gentile Maestro Muti, la notizia del suo malore sul podio dell’Orchestra di Chicago, in un primo momento, ci ha molto
turbato. Ma dopo un pò abbiamo pensato che ogni cosa sarebbe andata per il meglio. E come poteva essere altrimenti? Tutta
la bellezza della musica che ci ha regalato, che Lei ha regalato al mondo, l’avrebbe aiutata. In uno dei suoi romanzi lo scrittore
Paolo Maurensig, «Canone inverso», fa dire al protagonista quanto segue: «Da lungo tempo pensavo di scrivere una storia
che avesse per protagonista la musica. È risaputo che la musica può dare grande enfasi a un testo poetico o teatrale, rendendo
a volte sublimi dei versi altrimenti
banali. Ma per quanto mi riguarda è difficile
che possa evocare o suggerire
qualcosa di drammatico. Al contrario,
essa rappresenta il più sicuro rifugio dai
drammi della vita». Non ci sbagliavamo.
È stato un facile Vangelo. La nostra
terra produce uomini forti come l’ulivo
fieramente regali come cattedrali. Certi
uomini hanno il compito e l’obbligo di
essere esempio ad altri uomini. La genialità
è figlia dell’intelligenza della sapienza
e della passione. Oggi più che
mai valgono le sue indicazioni di vita,
Maestro. Nella vita come nell’Arte ciò
che conta è la leggerezza complice del
rigore, appassionata libertà creativa.
Punti fermi in un tempo dominato dal
buio della coscienza. La lettura del suo
godibile recente libro «Prima la musica
poi le parole», appare come un volo di
ali che cercano un punto dove fermarsi.
Un gradevole viaggio nel mondo degli
affetti delle speranze e della musica. Un
viatico per il viaggiatore che trova e
prende per elargire. Un atto di fede un
esempio di vita, metafora dell’Amore
superiore. Un esempio da seguire mai
da imitare. È in atto nel mondo una operazione
ossessiva di demolizione della
bellezza, la distruzione sistematica dell’unico
valore che fa dell’uomo una
creatura altra, la Creatività.
Con l’auspicio che il suo soggiorno
americano sia il più confortevole possibile
nella colta Chicago, città delle cento
Università, l’aspettiamo al più presto
nella terra della Musica e non più del
silenzio.
Con un abbraccio grande dal Suo

Michele Damiani".
*(Tratto da "ContrAppunti", Marzo 2011)

Stasera nella Basilica di San Nicola il grande Claudio Scimone sarà premiato dall'EurOrchestra di Bari


Questa sera, alle ore 21,00, la Basilica di San Nicola farà da suggestiva cornice all’atteso ritorno in Puglia del celebre direttore padovano Claudio Scimone (nella foto), che guiderà l’EurOrchestra da camera di Bari nell’esecuzione del Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Ludwig van Beethoven (solista il violinista Michelangelo Lentini) e della Sinfonia n. 60 in do maggiore, soprannominata "Il Distratto", di Franz Joseph Haydn.
Scimone verrà insignito nel corso della serata del Premio Internazionale "NOTE NELL’ OLIMPO - Ai Grandi della Musica del Nostro Tempo"; il premio, giunto alla VII edizione, è nato per offrire ogni anno un riconoscimento a figure artistiche che nel corso della propria carriera si sono particolarmente distinte nell’impegno di accrescere la cultura musicale internazionale. Non poteva dunque mancare nella galleria dei premiati un personaggio di caratura mondiale come Claudio Scimone, autentico mostro sacro e ambasciatore, unitamente ai grandissimi Solisti Veneti, della musica italiana nel mondo, che nel corso di una carriera ultra cinquantennale ha portato il nome dell’Italia sui più prestigiosi palcoscenici dei cinque continenti, ponendo sotto i riflettori del grande pubblico internazionali pagine e compositori, anche tra i meno conosciuti del repertorio barocco italiano.
Scimone, classe 1934, si è formato alla grande scuola di Maestri ormai mitici quali Dmitri Mitropoulos e Franco Ferrara e ha avuto modo di dirigere per incisioni discografiche ed esibizioni dal vivo prestigiose compagini quali la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra di Tokyo, l'Orchestre National de l'Opéra di Monte Carlo e la Gulbenkian Orchestra di Lisbona, della quale è tuttora direttore onorario, confrontandosi con interpreti del calibro di Sir James Galway, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Ruggero Raimondi, José Carreras. Ma l’ensemble al quale il nome di Scimone è maggiormente legato è quello da lui fondato nel 1959, I Solisti Veneti. L’orchestra da camera nel corso degli ultimi cinquant’anni ha raggiunto vette ineguagliate nell’esecuzione del grande repertorio barocco italiano, eseguito con strumenti moderni, diventando l’interprete di riferimento a livello internazionale delle opere di Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni, Benedetto Marcello e Giuseppe Tartini, ricevendo prestigiosi riconoscimenti per le esecuzioni dal vivo e le numerose incisioni discografiche.
La serata si aprirà sulle note del Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61, composto da Beethoven nel 1806, ed è magnifica testimonianza di uno dei periodi di maggiore fertilità creativa del geniale compositore tedesco. Il concerto si snoda in tre movimenti (Allegro ma non troppo, Larghetto, Rondò: Allegro), ed è caratterizzato dal dialogo a distanza fra il violino solista e l’orchestra, per un’opera di indubbio fascino, alla quale non hanno saputo resistere i maggiori violinisti del mondo: solista per l'occasione sarà Michelangelo Lentini.
La seconda parte della serata sarà incentrata sull’esecuzione della Sinfonia n. 60 in do maggiore, di Franz Joseph Haydn, terminata nel 1775, e soprannominata Il Distratto, ,in quanto riutilizza alcune parti musicali composte da Haydn per un’opera tratta da Le Distrait, di Jean-François Regnard: la sinfonia si articola in sei movimenti. Il concerto è a ingresso libero.

Associazione EurOrchestra da Camera di Bari/ infotel. 0805744559 /
www.eurorchestra.it - direzione@eurorchestra.it/
www.progettovallisa.it / info@progettovallisa.it
EurOrchestra è anche su Facebook.

mercoledì 2 marzo 2011

Al BLUorG di Bari va in scena "Ti scrivo dalle nuvole. A Maria" di e con Carmela Vincenti


Dopo il convincente successo dello spettacolo nei mesi scorsi al Teatro Forma di Bari, da venerdì 11 marzo, alle ore 21.00, andrà in scena presso l'associazione culturale BLUorG lo spettacolo "Ti scrivo dalla nuvole. A Maria" di e con Carmela Vincenti, in replica sino al 27 marzo. Venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.30. Il progetto-spettacolo rivolge uno sguardo commosso sul rapporto artistico e umano fra Maria Callas e Pier Paolo Pasolini (insieme in una "curiosa" foto).
Per l'occasione sarà allestita una mostra di abiti e accessori originali, provenienti dal "patinato mondo" vissuto da Maria Callas proposta dall'Atelier 1900 di Bari. Posti Limitati su prenotazione.
Per info e prenotazioni: Associazione Culturale BLUorG /
Via M.Celentano 92,94 70121 Bari /
email: info@bluorg.it /
Infotel: 080.9904379

martedì 1 marzo 2011

Il Collegium Musicum di Bari riprende stasera la sua stagione al Kursaal Santalucia


Questa sera, alle ore 20,45, presso il Teatro Kursaal Santalucia di Bari riprendono "I Concerti del Collegium Musicum" diretti dal M° Rino Marrone con la partecipazione di Marcello Rosiello (baritono), Giuseppe Carabellese (violoncello), Angela Annese (pianoforte) e la presenza d'eccezione del M° Guy Touvron (tromba), con musiche di A. Margoni, J.B. Arban, C.Debussy, J.Francaix. Al concerto saranno presenti il compositore M° Alain Margoni e il poeta Prof.Giovanni Dotoli.
L'uffico stampa dell'ensemble barese precisa che il concerto di questa sera al Kursaal è stato organizzato in piena autonomia e senza alcuna collaborazione con la "Casa delle Musiche" (Puglia Sounds) che gestisce la struttura. Pertanto Puglia Sounds viene esclusa da ogni eventuale responsabilità nel merito.

"Delude in Vallisa il Disney in Jazz" di Marina Militare*


"Con grande entusiasmo mi sono affacciata a questo concerto. Forse troppe le aspettative, perchè, nonostante la ben nota bravura dei singoli musicisti sul palco, il concerto non è mai decollato. Dopo un primo pezzo solo strumentale, in cui i tre strumentisti erano alla vana ricerca di un motivo di amalgama senza però trovarlo, si è inserita la voce della cantante che con gridolini e piccole soffiate ha iniziato "Cam caminì, cam caminì spazzacamin" che più che un tema tratto dal celeberrimo film di animazione disneyano Mary Poppins, pareva somigliare ad una musica da thriller horror. A seguire "Cruella de mon", altro pezzo completamente stravolto da un arrangiamento che come in tutto il concerto non ha praticamente mai consentito ai musicisti di creare complici relazioni con il pubblico e di avviare un processo di piacevolezza nell’ascolto. Sempre stentati gli inizi e difficili le chiusure, veniva addirittura da pensare che i quattro musicisti non avessero mai provato insieme oppure che ci fosse la chiara intenzione di trasformare dei bei motivi delle tradizioni disneyane in qualcosa di oggettivamente brutto. Solo quando si è inserito il sax di Roberto Ottaviano, a concerto quasi finito, e solo quando sostituiva la voce, c’è stato un vago tentativo di coesione, subito decapitato dall’inserimento dei reiterati gridolini della cantante il cui senso musicale è risultato oggettivamente incomprensibile. Unico brano ascoltabile il forzato bis "A dream is a wish your heart makes" tratto da Cenerentola. Insomma un’occasione persa. Peccato. Poco il pubblico che ha applaudito. Le ultime file erano praticamente congelate, e non certo dal freddo meteorologico."
MARINA MILITARE

* "Disney in jazz" – concerto con Lisa Manosperti (voce), Davide Santorsola (piano), Fabio Dellefoglie (batteria), Giorgio Vendola (contrabbasso). Ospite Roberto Ottaviano (sax alto) - Rassegna: "Nel gioco del Jazz" - Auditorium Vallisa, 25 febbraio 2011, Bari ore 21.

Al Teatro Forma di Bari Franco Sebastiani dirige il Coro della Fondazione Petruzzelli nella Petite Messe Solennelle di Rossini




La Fondazione Petruzzelli propone il terzo appuntamento nell’ambito degli “Eventi Speciali fuori abbonamento” dedicati all'arte corale che avranno luogo al Teatro Forma di Bari.
Giovedì 3 marzo alle 21.00, al Teatro Forma, il Coro della Fondazione Petruzzelli, diretto dal maestro Franco Sebastiani ed accompagnato al pianoforte da Lucia Conca ed all’harmonium da Adriana Mangione, eseguirà un programma dedicato alla Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini.
Solisti: Francesca Rinaldi (soprano), Concetta d’Alessandro (mezzosoprano), Aldo Caputo (tenore), Domenico Colaianni (bass bariton).
Interverrà Michele Emiliano, sindaco di Bari e presidente della Fondazione Petruzzelli.
Biglietti in vendita al botteghino del teatro Petruzzelli ed on-line su www.bookingshow.com

Concerti mendelssohniani per l'Orchestra della Provincia di Bari diretta da Tania Morandini


Giovedì 3 marzo 2011 alle ore 21.00 presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto interamente dedicato a Mendelssohn diretto dal maestro Tania Morandini (nella foto. I biglietti saranno in vendita la sera stessa del concerto presso il botteghino del Teatro Rossini. Infoline: 080.5412302).
Il concerto sarà replicato il venerdì 4 marzo alle ore 21.00 presso l’Auditorium dei Salesiani a Santeramo in Colle (ingresso libero) e sabato 5 marzo alle ore 21.00 presso la Basilica di San Nicola a Bari (ingresso libero).
La serata si apre con l’esecuzione dell’ Ouverture Op. 26, La grotta di Fingal di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 - 1847).
Composta intorno al 1830, ma revisionata in più riprese nei due anni successivi, questa Ouverture fu ispirata a Mendelssohn da un viaggio nelle Highlands Scozzesi. In particolare, dopo aver visitato sull’isola di Staffa la grotta di Fingal – il padre di Ossian secondo la mitologia inglese – l’autore rimase talmente suggestionato dal rumore delle onde che s’infrangevano sulla bocca della caverna, da decidere di riprodurne la singolare sonorità. Non a caso, l’Ouverture si apre proprio con un motivo degli archi e dei legni che rievoca quel magico sciabordìo e che, in un certo senso, domina tutta la durata della composizione.
L’Ouverture fu eseguita per la prima volta a Londra il 14 maggio del 1832 sotto la direzione di Thomas Attwood.
Sarà, poi, la volta del “Sogno di una notte di mezza estate” , suite dalle musiche di scena op. 61. Mendelssohn compose la suite op. 21 “Sogno di una notte di mezza estate” a soli 17 anni, nel 1826, sulla scorta dell'entusiasmo provato dopo aver letto l’omonima opera di Shakespeare. Successivamente, riutilizzò lo stesso materiale per realizzare le musiche di scena del lavoro rappresentato nel luglio del ‘43 a Potsdam, su commissione di Federico Guglielmo IV di Prussia. In quell’occasione, Mendelssohn aggiunse tredici nuovi quadri che vengono indicati col numero d’opera 61/a.
Capolavoro assoluto per un autore così giovane, l’Ouverture descrive con singolare efficacia il mondo fantastico immaginato da Shakespeare a cominciare dai quattro delicati accordi introduttivi, seguiti da un passaggio staccato degli archi.
Il concerto si chiude con l’esecuzione della Sinfonia n. 1 in do minore op. 11. Talento musicale precocissimo, Mendelssohn compose la sua prima sinfonia a undici anni, nel 1820 e quattro anni più tardi il numero era già salito a dodici. Si tratta tuttavia di opere rimaste a lungo inedite e successivamente non inserite nel catalogo ufficiale delle composizioni. Fa eccezione a questa regola, benché sia molto vicina al carattere adolescenziale delle precedenti Sinfonie, la n. 1 in do minore op. 11, composta nel 1824, alla quale però Mendelssohn attribuì inizialmente il numero XIII.