mercoledì 13 giugno 2012

BANDADRIATICA QUELLI TRA BARCA E REALTÀ "Arriva la banda" è il primo videoclip del gruppo salentino diretto da Gianni De Blasi in cui i musicisti sono immersi in un mondo animato


Una nonna in cucina col nipote alle prese col morituro pollo, un manager incredulo, sposi ubriachi, sono alcuni dei personaggi che animano “Arriva La Banda” videoclip del primo singolo estratto dall’omonimo cd della salentina Bandadriatica, diretto da Gianni De Blasi e realizzato con il sostegno di Apulia Film Commission. Questo nuovo lavoro discografico della ciurma ribelle guidata dall’organettista e cantante Claudio Prima, che da cinque anni infiamma le piazze di mezza Europa, prodotto da Finisterre, distribuito da Felmay e promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV, contiene una serie di musiche e testi inediti che si intrecciano in una nuova forma canzone che vive di un'energia trascinante.
I personaggi, tutti attratti dal richiamo della musica “fuggono" dal loro salotto per seguire la barca della banda. Il video, che ricalca il messaggio del singolo "Arriva la banda", esorta alla partecipazione e alla condivisione della propria cultura di appartenenza, invitando l'ascoltatore a mettersi in gioco, a seguito di una banda che unisce le due sponde d'Adriatico, nuova opportunità di incontro e scambio, per unirsi in feste e canti. Il videoclip realizzato dal regista Gianni De Blasi, è stato ideato tenendo conto di tre “urgenze”: restituire il look marinaresco e bandistico intrinseco nel nome dell’ensemble, creare un punto di vista della gente che andasse a rafforzare il passaggio per la “strada” della banda, ed unire questa gente attraverso la musica, da balcone a balcone, da lato a lato della “strada. Il regista ha così commentato: “Nel video si è costruita l’idea del mare Adriatico come strada, i cui dirimpettai sono abitanti di paesi diversi ma così vicini da poter assistere al passaggio della medesima processione in mare”. Per realizzare il video, sono state usate oltre cento tavole disegnate e colorate a mano dall’artista Chiara Rescio. Tavole, che sono state successivamente animate in 2D e 3D per ricreare le sfumature del mare e gli effetti del vento.
Gianni De Blasi, durante gli studi universitari presso il DAMS di Bologna, inizia a collaborare in qualità di assistente alla regia al film “Il Miracolo” di Edoardo Winspeare e in produzione per la Pablo S.r.l. di Gianluca Arcopinto. Nel 2003 realizza un episodio del film collettivo “A Levante” prodotto da Winspeare, con la sceneggiatura di Pippo Mezzapesa. È regista e aiuto regista di numerosi cortometraggi tra cui “Tana libera tutti” di Vito Palmieri. Nel 2008 si è diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2010 è stato aiuto regista al film "L'Osteria" e al corto "perFiducia2". Attualmente sta lavorando alla regia de "Amatori- Il cuore è rotondo" sostenuto da Apulia film Commission. Gianni De Blasi ha firmato numerosi videoclip musicali di numerosi artisti, tra i quali, Manga Nairo, Crifiu, Carolina Bubbico, Lucia Manca, fakestage de Il Genio, Shake Down Babylon.

ARRIVA LA BANDA (Finisterre 2012)
I brani del cd raccontano le storie d'Adriatico rivissute con lo spirito moderno del musicista migrante e trasmettono messaggi di integrazione. La maturità stilistica e compositiva raggiunta dalla banda in questi anni si condensa in undici tracce energiche e innovative, che mescolano groove sfrenati e folli (come in “A14”, “Balcaneve”, “Valzebù”) ad atmosfere rarefatte come ne "Il porto" intrigante ritratto dei porti d'Adriatico o in "Come fanno i marinai" omaggio alla canzone d'autore italiana rivisitata in un coinvolgente rebetiko greco. "La notte non è di nessuno" e "La vita che danza" esaltano la vocazione “d’autore” della banda che accosta momenti di espressività sfrenata a testi inediti che raccontano l'esperienza del musicista-marinaio, vissuta in prima persona nel progetto Rotta per Otranto che ha portato la BandAdriatica su una barca a vela per tutto l'Adriatico. In "Jatatorce", brano che vede ospiti tre voci storiche della tradizione salentina (Enza Pagliara, Cinzia Villani e Maria Mazzotta), la banda torna a casa reinventando in un testo in dialetto salentino la tradizione corale d'Adriatico.
La musica della BandAdriatica è figlia del mare. Concepita nelle notti buie di calma piatta o nei giorni di sole cocente. Sul ponte di una nave che è stata magicamente il luogo d’incontro di culture e musiche diverse. Un viaggio, una scommessa diventano un progetto di musica e di vita che accomuna musicisti e navigatori che decidono di imbarcarsi insieme e di cercare un nuovo linguaggio comune, quasi che le lingue natie non fossero state fino a quel momento sufficienti per comprendersi fino in fondo. Un viaggio lungo, fatto di incontri fortuiti e di ricerche spasmodiche. E viaggiare per mare non è come viaggiare sulla terra ferma, è un cammino asservito alle voglie cangianti del vento e delle correnti. Dopo Contagio (2007) e Maremoto (2009), “Arriva la Banda” è il terzo cd dell’ensemble guidato da Claudio Prima.
“Arriva la banda” è promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV

Per vedere il videoclip di Arriva La banda

http://www.youtube.com/watch?v=HkbiBWgTVzU

LIVE
E' disponibile per il 2012 il concerto della ciurma ribelle di Claudio Prima che festeggia il quinto anno di vita e continua a infiammare le piazze d'Italia e d'Europa. Il nuovo live contiene una serie di brani inediti che confluiranno nel nuovo disco di prossima uscita e vive di un'energia trascinante. Fiati e sezione ritmica portano all'estremo le pulsazioni adriatiche mentre le voci, il violoncello e l'organetto ne esaltano le sinuose linee melodiche. Il live è tutto da ascoltare e ballare e porta con sè il meglio della musica di confine italiana.
Negli ultimi tre anni la banda ha viaggiato e collaborato con Naat Veliov and Original Kocani Orkestra, Raiz e Radicanto, Eva Quartet (da Les mystere des voix Bulgares), Dario Marusic (Istria), Bojken Lako, Redi e Ekland Hasa (Albania), Ivo Letunic, Mateo Martinovic (Croazia) e ha reallizzato nel 2008 il progetto Rotta per Otranto - 15 musicisti, un veliero e 400 miglia in Adriatico diventato un film-documentario che racconta di uno straordinario tour di concerti e di incontri nei porti dell'Adriatico.

LINE UP
Claudio Prima Organetto e voce
Emanuele Coluccia Sax
Redi Hasa Violoncello
Vincenzo Grasso Clarinetto
Andrea Perrone Tromba
Gaetano Carrozzo Trombone
Giuseppe Spedicato Basso
Ovidio Venturoso Batteria
Nel 2009 il progetto diventa “Rotta per Otranto” un film nel quale si racconta questa straordinaria avventura. Da Venezia a Capodistria, da Dubrovnik a Durazzo fino a Otranto, Idea 2 trasporta dei musicisti-marinai che raccontano in musica le proprie esperienze di viaggio. Musiche e testi originali percorrono un ideale periplo alla ricerca di un linguaggio nuovo che possa accomunare le diverse culture adriatiche, in ognuna delle quali da sempre è una banda o una fanfara a portare la musica nelle case della gente.



WE LOVE YOU:: dopo RDS, "WE GOT IT" approda sulla rivista americana MAGNET MAGAZINE


WE LOVE YOU
La band è sulla rivista americana Magnet Magazine con il debut album "We Got It".
A seguire alcune date dell'attesissimo tour.

martedì 12 giugno 2012

A Torino Semyon Bychkov dirige Schubert, Clara Schumann e Brahms con l'OSN della Rai

Ancora protagonista sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il grande direttore russo Semyon Bychkov (nella foto), che chiude il ciclo di quattro concerti del “Progetto Brahms” - programmato nella stagione in corso - con una serata dedicata non solo al grande compositore tedesco, ma anche ad altri compositori per lui significativi. Con Bychkov, giovedì 14 giugno 2012 alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino – replica venerdì 15 giugno alle 20.30 in diretta su Radio3 e in live streaming sul sito www.osn.rai.it - il pianista Kirill Gerstein, apprezzato per la sua tecnica prodigiosa, la sua curiosità, e la versatilità interpretativa che lo ha portato a spaziare dai grandi classici al jazz. Trentatreenne, nel 2001 Kirill ha vinto il Primo Premio al Concorso Rubinstein di Tel Aviv, nel 2010 ha ricevuto il prestigioso Gilmore Artist Award e l’Avery Fisher Career Grant. Ha suonato con le più importanti orchestre europee e americane ed è regolarmente invitato nei principali festival, da Salisburgo a Lucerna. Il programma del concerto si apre con la Sinfonia n. 7 in si minore di Franz Schubert, detta Incompiuta, eseguita per la prima volta a Monaco nel 1865, 37 anni dopo la morte del compositore. A seguire il Concerto n. 1 in la minore op. 7 per pianoforte e orchestra di Clara Schumann: una delle più grandi pianiste dell’Ottocento, compositrice e amica di una vita di Brahms. Il Concerto op. 7 nacque nel 1835, e fu la stessa Clara a tenerlo a battesimo, con Mendelssohn sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia. Una partitura lirica e sognante, con un finale virtuosistico che sembra restituire il pianismo brillante della straordinaria musicista. In chiusura la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms, che conclude il ciclo completo delle quattro sinfonie brahmsiane interpretate da Bychkov nella stagione 2011 – 2012 dell’Orchestra Rai. Bychkov tornerà anche nella prossima stagione con il pianista Jean-Yves Thibaudet, in un concerto programmato per il 17 e 18 gennaio 2013 e dedicato a Mozart, Ravel e Stravinskij. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1982), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Un'ora prima del concerto sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1982). Informazioni: 011.8104653 - biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Michele Emiliano: "Di questo passo il Petruzzelli muore" *

"Il rodaggio è finito. Il commissario della fondazione Petruzzelli, Carlo Fuortes, deve far chiarezza sul futuro del teatro. Il sindaco Michele Emiliano chiede un'inversione di tendenza. Al termine dell'audizione in commissione cultura, ieri mattina, il primo cittadino incalza il commissario. "Sono stato io a chiedere il commissariamento per evitare che le speculazioni politiche si riflettessero negativamente sulla fondazione - dice - . Continuo ad avere fiducia nel commissario, ma mi auguro che il tempo del rodaggio sia scaduto". Emiliano chiede risposte e indicazioni precise su più fronti. A cominciare dalla programmazione. "Il commissario - osserva - ci dica di quanti giorni l'anno ha bisogno del teatro Petruzzelli. La struttura è sotto utilizzata. Il Comune è pronto a riempire gli spazi vuoti: il Petruzzelli deve essere aperto e vivere tutto l'anno". Emiliano esclude di volersi riprendere il teatro. Una recente sentenza del tribunale di Bari ha ribadito che il Comune è legittimo possessore dell'immobile. Che poi la gestione della struttura sia stata assegnata alla fondazione è un aspetto secondario. "Non voglio togliere il teatro alla fondazione. - tiene a precisare il sindaco - Voglio però che sia aperto il più possibile: per questo il Comune è pronto a riempire con altre iniziative i buchi della fondazione". Non è il solo aspetto sul quale Emiliano chiama il professor Fuortes straordinario a fare chiarezza. Al primo posto ci sono il risanamento del bilancio e i finanziamenti per proseguire e rilanciare l'attività della fondazione. "Mi auguro - insiste - che riesca a ottenere da tutti i soci, a cominciare dagli enti fondatori, garanzie sulle risorse che saranno investite nel teatro. C'è bisogno di un quadro di certezze in prospettiva triennale". Il sindaco non dimentica la sorte dei lavoratori, a cominciare dagli orchestrali, che non hanno certezze sul futuro. "Il commissario - avverte - deve dire una parola chiara sulle stabilizzazioni. Sui contratti c'è il caos totale. Non è possibile lasciare per strada tutti coloro che hanno lavorato con continuità con la fondazione negli ultimi anni. Servono scelte chiare e coraggiose: il Petruzzelli sta morendo di non utilizzazione. Tutto ciò è molto grave nei confronti della collettività". La commissione cultura, che nelle scorse settimane aveva ascoltato il commissario Carlo Fuortes, ha annunciato che continuerà a tenere sotto controllo l'andamento gestionale della fondazione lirica. Fuortes aveva spiegato in commissione che c'è urgente bisogno di ricapitalizzare la fondazione, dicendosi pronto a chiedere di convocare un incontro a Roma per parlare proprio della ricapitalizzazione del teatro. "Era doveroso ascoltare il sindaco - spiega a fine riunione il presidente della commissione, Domenico Mariani - . Dopo aver preso atto dei conti che ci aveva presentato il commissario, abbiamo cercato di saperne di più da chi, come il sindaco, aveva guidato la fondazione". Anche nella riunione della commissione, Emiliano ha ribadito che è necessario fare chiarezza sugli impegni finanziari del ministero e degli enti fondatori. Emiliano si è detto pronto a sospendere le erogazioni di denaro da parte del Comune, in mancanza di chiarezza da parte di Regione e Provincia. "Siamo preoccupati per la gestione del teatro Petruzzelli - dice Filippo Melchiorre, vicepresidente della commissione cultura - . La riduzione degli eventi potrebbe avere riflessi negativi sull'entità dei finanziamenti da parte degli enti pubblici, a cominciare dal ministero per i beni culturali. Per esempio, se per l'anno prossimo è previsto un contributo statale di 9 milioni, mi chiedo come potrà essere mantenuto, visto che viene determinato tenendo presente la programmazione dell'anno precedente".* (Fonte: la Repubblica Bari online - autore: Raffaele Lorusso - 11 giugno 2012)

lunedì 11 giugno 2012

Uno scintillante programma ciaikovskiano dal 14 giugno con l'eccellente Orchestra "Verdi" di Milano

Il Maestro Zhang Xian (nella foto), direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, è al suo quattordicesimo appuntamento stagionale con la Verdi, all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo di largo Mahler, giovedì 14 (ore 20.30), venerdì 15 (ore 20.00) e domenica 17 (ore 16.00) giugno 2012 (info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org), per un “tutto Čajkovskij” che sfodera un programma scintillante per un concerto davvero indimenticabile. Accanto all’esecuzione della Sinfonia n. 5 - che conclude così l’esecuzione integrale della produzione sinfonica cajkovskijana da parte dell’Orchestra Verdi, spalmata tra la stagione corrente e quella passata – ascolteremo infatti anche il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore del compositore russo, universalmente noto – tra l’altro - per essere il brano portante della colonna sonora del film Le concert (Il concerto, 2009), del regista romeno-francese Radu Mihaileanu. E lo ascolteremo nella interpretazione di Sergej Dogadin, freschissimo vincitore dell’ultima edizione del Premio Čajkovskij (2011), uno dei più prestigiosi concorsi per musicisti classici al mondo, che esordisce con l’ensemble di largo Mahler. Con questa direzione, il conductor Zhang Xian dà l’appuntamento al pubblico milanese al concerto inaugurale della XX stagione de laVerdi, il prossimo 9 settembre, al Teatro alla Scala. Il Concerto in Re maggiore op. 35 per violino e orchestra fu inizialmente giudicato ineseguibile dal solista cui Čajkovskij l’aveva dedicato, il violinista Leopold Auer. Terminato nel 1878, il concerto dovette in effetti attendere tre anni prima di essere eseguito a Vienna da Adolf Brodsky, sotto la direzione di Hans Richter (4 dicembre 1881). Il virtuosismo è posto senza dubbio in primo piano, come nel Concerto n. 1 per pianoforte, specialmente nei due movimenti veloci, ed è tale da renderlo, tecnicamente, uno dei più impegnativi di tutta la letteratura concertistica dell’Ottocento. Il primo tempo, Allegro moderato, presenta una struttura sonatistica assai libera, tipicamente cajkovskijana, che alterna momenti di enfatica magniloquenza a distensioni di languida e commossa cantabilità. La breve Canzonetta centrale ha un carattere liricamente raccolto e osserva una forma semplicissima: una introduzione, una prima parte, una seconda, la ripresa della prima parte, la conclusione con gli elementi dell’introduzione. L’Allegro vivacissimo finale, di un virtuosismo a tratti straripante e di un incalzante dinamismo ritmico, assume anche andamenti popolareschi. Il concerto, scritto rapidamente a Clarens, in Svizzera, risente del clima di serenità d’animo che ne accompagnò la composizione, essendo ormai passata per il musicista la terribile esperienza matrimoniale. A consigliarlo sulla tecnica dello strumento solista fu il giovane violinista Kotek, allora suo ospite. Scritta in breve tempo tra il maggio e l’ottobre 1888, la Quinta Sinfonia fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 5 novembre di quell’anno, diretta dallo stesso Čajkovskij, riportando un modesto successo. Il compositore, confrontandola con la Quarta, la giudicò, almeno inizialmente, in senso piuttosto negativo; solo in seguito, dopo ripetute esecuzioni, modificò il proprio giudizio, conservando peraltro un’opinione non molto elevata del finale. Una sorta di tema conduttore lega tutti e quattro i movimenti della composizione: il tema, esposto inizialmente dal clarinetto nel registro basso al principio dell’Andante introduttivo, vuole esprimere, secondo l’autore, “una completa rassegnazione di fronte al destino”. L’Allegro con anima che segue sviluppa con drammaticità elementi di motivi già presentati in modo apparentemente neutro: il malinconico primo tema, con i suoi ritmi puntati, e il secondo tema, dall’andamento di danza. L’Andante cantabile, in re maggiore, è di forma tripartita, e si apre con un’accorata melodia del corno; la sezione centrale, come spesso in Čajkovskij, è ricca di slancio, con una espressiva melodia affidata agli archi; prima della ripetizione della prima parte compare, enfatizzato, il tema del destino dell’inizio della sinfonia, che poi torna anche in conclusione. Il terzo movimento, Allegro moderato, è un valzer d’una tristezza pacata tipicamente cajkovskijana. L’introduzione al Finale si apre con lo stesso tema del destino, che compare però, questa volta, in tonalità maggiore, assumendo un carattere di tranquilla rassegnazione. L’Allegro vivace presenta un primo tema in accordi, molto enfatico, e un secondo tema di carattere marziale. Terminato lo sviluppo, una lunga coda in mi maggiore, nella quale il motivo d’apertura del primo movimento torna nuovamente, conduce la sinfonia a una grandiosa conclusione.

E' morto Piero Bellugi, grande interprete di musica classica*

"Il mondo della musica è in lutto. E' morto oggi (ndr: ieri per chi legge) a Firenze, dove era nato il 14 luglio 1924, il maestro Piero Bellugi, direttore d'orchestra e docente, tra i più grandi interpreti della musica classica del Novecento. Diplomato al Conservatorio Cherubini di Firenze, aveva studiato all'Accademia Chigiana di Siena, poi si era perfezionato al Mozarteum di Salisburgo con Igor Markevitch. Ma a segnare il suo destino di musicista fu l'approdo con una borsa di studio ai corsi di Leonard Bernstein al centro musicale di Tanglewood, nel Massachussetts: da lì, il salto sul podio dei più grandi teatri e delle più grandi orchestre, e la collaborazione con numerosi solisti. Nel corso di una lunga attività, ha diretto un vasto repertorio, dalle opere di Monteverdi alle prime esecuzioni di autori del XX secolo come Berio, Petrassi, Bussotti, Milhaud, Nono, Penderecki, Pestrassi, Sciarrino. Negli anni più recenti, senza mai lasciare l'attività concertistica, si era dedicato molto all'insegnamento: aveva seguito i primi dieci anni dell'Orchestra Giovanile Italiana alla Scuola di Musica di Fiesole, poi la Camerata Strumentale di Prato e i corsi di direzione alla Florence Symphonietta. Era il padre di Davide Bellugi, virtuoso di flauto dolce, e di Duccio Bellugi-Vannuccini attore del Théâtre du Soleil." *(Fonte: quotidiano La Nazione - 10 giugno 2012)

La Fondazione Petruzzelli presenta il Béjart Ballet Lausanne in “Le Presbytère… !” (Ballet for Life)

La Fondazione Petruzzelli propone il secondo appuntamento del cartellone 2012 nel segno della grande danza con “Le Presbytère… !” di Maurice Béjart. Lo spettacolo del Béjart Ballet Lausanne è in programma al Teatro Petruzzelli di Bari martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 giugno alle 20.30. Ad impreziosire le coreografie del grande artista francese le musiche dei Queen e di Wolfgang Amadeus Mozart ed i costumi creati da Gianni Versace. A curare il disegno luci Clément Cayrol, il montaggio video Germaine Cohen e la realizzazione delle luci Dominique Roman. Lo spettacolo di teatro danza debuttò al Théâtre National de Chaillot (Parigi) nel 1997 con la partecipazione straordinaria di Elton John e dei Queen. Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro Petruzzelli e su www.bookingshow.com. Informazioni: 080.975.28.40. Ecco di seguito, alcune considerazioni del grande Maestro francese, scomparso come noto, nel 2007: “Le presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le jardin de son éclat” Questo balletto è legato a molti sentimenti che mi appartengono in questo momento. Lo considero un balletto allegro e pieno di gioia, né sinistro né disfattista. Se non dico che è un balletto sulla morte, il pubblico non se ne accorgerà nemmeno. Ispiratomi da Jorge Donn e da Freddie Mercury, non sarà un balletto sull’aids, ma su persone morte in giovane età. Non voglio dire che sono morti troppo presto, perché non sono sicuro che le cose arrivino troppo presto o troppo tardi, in genere arrivano quando devono arrivare. Accanto ad alcuni brani dei Queen metterò qualche pezzo di Mozart per pianoforte, oppure dei brani strumentali, ma nessuna voce perché già tutti i brani dei Queen sono cantati. Anche Mozart è morto in giovane età, a 35 anni, dieci anni prima degli altri due: Freddie e Donn sono morti a 45 anni. Ecco io lavoro su tutto questo, cerco di approfondire alcune cose, a volte procedo a tentoni, allora riguardo le videocassette dei Queen, ascolto sistematicamente tutti i loro dischi, paragono le diverse registrazioni di ogni brano e ho in realtà un debole per le registrazioni live. Quando registrano in studio sono più lenti, meno trasportati dal pubblico. Poiché desideravo un titolo che non evocasse nulla, rileggendo Gaston Leroux ho scelto quella che ne Le Mystère de la chambre jaune è la parola d’ordine del detective Rouletabille: “Le presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le jardin de son eclat”. Mi è stato poi riferito che questa frase era stata ripresa dai surrealisti e che circolava già “clandestinamente” a quei tempi. E’ in effetti una frase che non significa nulla ma che è affascinante, poeticamente molto bella e musicale. Desidero che i costumi siano bianchi, completamente bianchi. Ho voluto che li creasse Gianni Versace. Con il bianco si possono inventare delle forme stravaganti, pur mantenendo sempre un certo rigore. Uno dei regali che questa nuova creazione mi fa è l’occasione di lavorare con Gianni. Sono passati alcuni anni dall’ultima volta che abbiamo collaborato. Io amo molto lavorare con lui perché il suo entusiasmo e il suo fervore sono contagiosi. Oltre cento boutique in tutto il mondo portano il nome di Gianni Versace, ma non è questo che mi interessa, e mi chiedo se è questo che interessa a lui. Dal momento in cui iniziamo a lavorare insieme, lui ha le angosce e le manie tipiche di un debuttante, proprio come me. E’ il segreto della nostra amicizia» Maurice Béjart (estratto del volume “La vie de qui?” – Ed. Flammarion, 1996).

sabato 9 giugno 2012

Venerdì 15 giugno Sandro Corsi presenta il suo nuovo album a Gioia del Colle

Venerdì 15 giugno alle ore 21 nel rinomato Uéffilo Jazz Club di Gioia del Colle (BA) Sandro Corsi presenta in anteprima il suo nuovo disco “Rosa dei Venti” prodotto da Savio Cannito per Just Play Music in uscita il 30 giugno, promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS – PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV.
Una serata all'insegna della musica di qualità che vedrà Sandro Corsi impegnato in una coinvolgente performance live, accompagnato da alcuni dei grandi musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del disco tra cui Leo Gadaleta, Amy Weideman, Cinzia Eramo, Pierpaolo Giandomenico, Pino Donvito, Michele Sangiorgio.
“Rosa dei Venti”, il nuovo disco di Sandro Corsi, racconta 40 anni di vita con la musica e per la musica. Questo nuovo lavoro è un dialogo col mondo esterno, cattura, e allo stesso tempo diffonde, le storie portate dal vento: un intreccio di sonorità diverse guida la mente traccia dopo traccia in giro per il mondo, nei luoghi più svariati e lontani.

Cronaca del Triggiano Music Festival 2012


Un venerdì sera sciroccale in quel di Triggiano, paese della cintura barese, per assistere alle esibizioni di giovani talenti in erba, riuniti in una kermesse particolare:

L'Elisir d'amore di Donizetti torna al Massimo di Palermo con la Rancatore e l'attesa regia di Michieletto

Sul palcoscenico del Teatro Massimo torna il grande repertorio ottocentesco con una delle opere più amate dal pubblico: “L'elisir d'amore” di Gaetano Donizetti (12-19 giugno) proposta in un divertente e innovativo allestimento proveniente dal Palau de les Arts di Valencia firmato dal regista italiano del momento, Damiano Michieletto, il più richiesto dai teatri di tutto il mondo che torna a Palermo con i suoi collaboratori di fiducia, lo scenografo Paolo Fantin, la costumista Silvia Aymonino e il light designer Alessandro Carletti dopo il grande successo registrato nella stagione 2011 con “The Greek Passion”. Nella rilettura di Michieletto – che appare per la prima volta su un palcoscenico italiano - l'azione dell'“Elisir d'amore” ha luogo in uno stabilimento balneare. “Ho cercato – dichiara Damiano Michieletto - “un luogo che rendesse 'esplosive’ le relazioni tra i personaggi e al tempo stesso eliminasse i toni antiquati con cui spesso viene rappresentata quest'opera. Tutta la vicenda è ambientata su una spiaggia, durante una giornata al mare – prosegue il regista – Nemorino è un bagnino un po’'sfigato che deve ripulire i cestini, riordinare le sdraio e gonfiare i materassini; ha costantemente nei suoi occhi Adina, la più desiderata della spiaggia, proprietaria di un chiosco che porta il suo nome e nel quale lavora Giannetta. Belcore invece è un marinaio sbruffone che cerca di conquistare quante più ragazze può nel minor tempo possibile. E poi c’è Dulcamara, per il quale mi sono ispirato a un personaggio che ho realmente incontrato: un venditore da spiaggia che con i suoi abbronzanti antirughe e anticellulite, approfitta delle paranoie da 'prova-costume' dei bagnanti. Ma è anche un personaggio con un ‘lato oscuro’, celato dietro la vendita del suo celebre ‘Energy drink’”. Spettacolo originale, il cui forte impatto visivo e comunicativo è stato apprezzato dalla critica internazionale in occasione del debutto in Spagna, mantiene però intatti nell'attualizzazione tutti gli ingredienti drammatici del capolavoro buffo di Donizetti, compresa quella mano di patetismo che nell'“Elisir d'amore” rappresenta l'elemento di novità innestato dal compositore bergamasco sul prototipo del buffo rossiniano. Per il ritorno a Palermo, dopo 8 anni, di “Elisir” - opera ricca di celebri momenti musicali, non ultima l'aria del tenore “Una furtiva lagrima” - un cast di eccellenti specialisti in cui brillano i nomi della palermitana Desirée Rancatore (Adina) e del suo partner d'eccellenza Celso Albelo (Nemorino), Mario Cassi (Belcore) e Paolo Bordogna (Dulcamara); nelle repliche del 13 e 16 giugno i protagonisti vocali saranno nell'ordine un'altra giovanissima palermitana, Jessica Nuccio, Javier Tomé Fernandez, Simone Del Savio e Luciano Di Pasquale. Nel ruolo di Giannetta ci sarà sempre Elena Borin. Sul podio dell'Orchestra del Teatro Massimo Paolo Arrivabeni. Il Coro del Teatro Massimo è diretto da Andrea Faidutti. Costo dei biglietti: da euro 15 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica ore 10 - 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / biglietteria@teatromassimo.it), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket. Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17). Teatro Massimo – piazza Verdi 1 – 90138 Palermo Segui il Teatro Massimo su Facebook, Twitter e Youtube.

I fenomeni della Dance italiana degli Anni Novanta

Questo Paese ( io la definirei Nazione, ma il minimalismo regna sovrano da tanto tempo, forse troppo...) non finisce mai di soprendere, sorprendendo, innanzitutto, noi stessi, che abbiamo la ventura di viverci.
Diciamo che, ogni tanto-ma il tutto non è poi non è così strano né casuale- ci si sveglia e ci si ritrova, quasi magicamente, all' avanguardia in qualcosa...
Ciclicamente, ciò è avvenuto anche per la musica popolare....a metà degli anni settanta, giusto per non essere da meno delle altre potenze musicali, anche l'Italia gonfiò il petto e sparò le sue cartucce...e furono bei botti. Nel delirio di quegli anni, fenomeni assoluti come i Krisma, poi diventati mentori dei Subsonica, fecero strage di vendite.
Ma non è di questa trita istoria di cui vorrei brevemente parlarvi, ma del movimento della dance anni 90, targato made in Italy e segnatamente di due suoi protagonisti, scelti tra la folla: la veneziana Moony ed i torinesi Eiffel 65.
La prima ebbe vita breve; di lei si ricordano solo due singoli: Acrobats e Dove, in cui la sua voce flautata e mai sgradevole, molto equilibrata e di stampo quasi black ebbe modo di rifulgere, ma fu per poco, anche se lo scrivente la annota proprio grazie alla sua pronuncia inglese limpida e mai forzata, al contrario di molti altri divetti della penisola, che, alla prova dell'inglese, mostrano la corda, abbandonandosi a svisate verbali che sanno di sovrana storpiatura.
Degli Eiffel 65 basta che si ricordino solo due titoli: Too Much of Heaven, qui in basso, e Blue (da ba dee)...ciò li ha resi celebri, davvero, dall' Alpe-di cui, lo rammentiamo, sono originari- sino agli Urali, costituendo, ancor oggi, un autentico punto di riferimento, per la scena dance russa e sono tra i pezzi più ballati, i loro, nei dance clubs più alla moda della nuova Russia.
Milionate di dischi hanno avvolto i torinesi in una spirale di fama-ben meritata-anche nel nondo occidentale ed il loro mirabile mix di dance ed electro rappresenta una delle ventate più originali nel campo della dance music all time.
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venerdì 8 giugno 2012

Il 10 giugno per la rassegna sulle Ali della Bellezza" va in scena "Mea culpa" al Teatro Forma di Bari

Domenica 10 giugno, in occasione del secondo appuntamento di Sulle Ali della Bellezza, rassegna che per questa IV edizione Digressione Contemplattiva dedica al tema della Pietà, andrà in scena in Puglia al Teatro Forma, Bari, lo spettacolo teatrale “Mea Culpa”. Scritto e diretto da Eleonora d’Urso con Mariavittoria Argenti • Daria D’Aloia • Viviana Altieri Eleonora d’Urso • Silvia Pietta. Le luci sono curate da Danilo Raja. Scritto e diretto dalla giovane Eleonora d’Urso, nome apprezzato nel panorama del teatro italiano, Mea Culpa è un “unico” monologo suddiviso in cinque voci che affronta il delicato tema della violenza sulla donna, ma non solo. Sulla scena cinque giovani donne violate, accomunate da una profonda credenza, un legame religioso che le spinge a ritenersi colpevoli anziché vittime. Cinque percorsi e storie diverse per un unico vero responsabile: un uomo intoccabile, il parroco di quartiere, che convince le giovani a ricercare in se stesse le cause dell’abuso, tutelato dalla sua carica che gli garantisce l’immunità ed il poter agire senza destare sospetti. “Uno spettacolo duro, uno spettacolo contro, uno spettacolo che aprirà gli occhi a chi crede di averli già aperti. "Mea Culpa" racconta la storia di un prete che abusa di cinque donne, è vero, ma con ironia. Il prete, poi, non è una figura reale, non compare mai, è il potere che esercita nei confronti dei fedeli. Poi c'è un messaggio molto chiaro: la dinamica del senso di colpa. Le ragazze sono escort, prostitute, cresciute sulla strada, mondi diversi che non hanno gli strumenti culturali per capire che una persona così vicina a loro in realtà rappresenta il male. Sono partita da questo - dichiara Eleonora d’Urso - può mai essere che la religione cattolica (che in origine ha un messaggio d'amore) possa trasformarsi in una forma di potere e dominazione delle anime?” Un’opera coraggiosa dunque “Mea Culpa” per linguaggio e contenuti che ritrova però nell'ironia l'unico modo per dire tutto e fino in fondo. Un testo che affronta il tema dell'abuso sulla donna ma, prima ancora, si pone delle domande sull'ingerenza del Cattolicesimo nella vita di ognuno di noi, sulla rigidità dei suoi dogmi e su un'idea di fede da molti vissuta come cieca credenza. Eleonora d’Urso, reciterà insieme alle giovani attrici della The Kitchen Company, da lei fondata nel 2008: Mariavittoria Argenti, Daria D’Aloia, Silvia Pietta e Viviana Altieri. Viviana Altieri sostituisce l’attrice Silvia Degrandi recentemente ricercata da Pupi Avati per la realizzazione del suo prossimo film. LINK PROMO SPETTACOLO: http://www.youtube.com/watch?v=SXt4s4MFHNc

giovedì 7 giugno 2012

Prende il via il prossimo 9 giugno la prima edizione del Bari International Music Festival

Il prossimo 9 giugno, alle 20. 30, si inaugura a Bari in Vallisa "Images Illuminées", la prima edizione del BIMF (Bari International Music Festival) che, attraverso un viaggio fra splendide immagini musicali, celebrerà il centocinquantesimo anniversario della nascita di Claude Debussy. La passione per l’esotismo e le altre forme di espressione artistica – come le arti visive e la poesia simbolista – aiutò il musicista francese a rompere con la tradizione e a dar forma a un nuovo e variopinto approccio alla composizione. Nel corso del mese di giugno 2012 scopriremo secoli di grande musica raccontata grazie alle diverse sfumature delle opere di Debussy. Direttore Artistico: David Fung. Direttore Esecutivo: Fernando Altamura (nella foto). L'evento è stato presentato ieri mattina alla stampa nell'accogliente sede del "Circolo Beethoven" di Stefania Gianfrancesco in via Calefati a Bari. La serie di concerti del BIMF esplorerà i sapori esotici che tanto hanno affascinato il compositore nei programmi 'Spagna' e 'Da Oriente', mentre 'Alla Zingarese' sarà un concerto dedicato alle sonorità zigane preponderanti in composizioni come la Sonata per violino. Il programma intitolato 'Images Illuminées' da cui il festival prende il nome, presenterà un’intima “mostra” sonora di composizioni evocative ispirate da immagini. La passione di Debussy per il ragtime americano e il suo contributo allo sviluppo del linguaggio jazz saranno oggetto dell’ultimo concerto di quest’anno, 'Towards Jazz'. Dall'11 al 17 giugno il BIMF prevede anche lo svolgimento di un Mastercourse con docenti italiani e stranieri (Qui tutti i programmi del corso, i docenti e le modalità di iscrizione). Il suo scopo è di promuovere il talento dei giovani musicisti italiani e stranieri. Il programma fornisce ai partecipanti un ambiente stimolante con lezioni intensive sia di musica solistica sia di musica da camera, seminari, guide all’ascolto, oltre che la possibilità di seguire tutti i concerti del festival. I temi affrontati spazieranno dalla preparazione all’esibizione in pubblico all’esplorazione delle questioni tecniche e interpretative, nonché le possibilità di carriera professionale per coloro che desiderino perseguirla. Uno dei propositi del Bari International Music Festival è quello di portare l’eccellenza esecutiva dei concerti in tour in Puglia. Alcuni concerti del BIMF saranno replicati nelle città di Bitonto e Monte Sant’Angelo durante il mese di giugno 2012. Pur essendo gli appuntamenti di BIMF in Puglia per lo più a ingresso libero fino a esaurimento posti, mentre altri saranno a pagamento. Le attività previste dal calendario del Bari International Music Festival si svolgeranno fra le seguenti locations: Auditorium Vallisa, Teatro Kismet, Atrio del Seminario Diocesano di Gravina, Auditorium S. Domenico di Molfetta, Associazione Polifonica di Giovinazzo, Salone degli Affreschi dell'Ateneo di Bari, Galleria Nazionale di Puglia a Bitonto, Santuario di S. Michele Arcangelo a Monte S. Angelo (Foggia). Per Info consultare il sito: www.bimf.it

La Cappella Musicale Pontificia "Sistina" canterà a Bari per il XXV anniversario dell'Ordinazione Episcopale dell'Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci

Venerdì 15 giugno alle 21.00, nella Cattedrale di Bari, avrà luogo il concerto del prestigioso Coro della Cappella Sistina, il più antico del mondo, diretto dal maestro Massimo Palombella. Un evento straordinario promosso nella ricorrenza del venticinquesimo anniversario dell’ordinazione episcopale di Mons. Francesco Cacucci (nella foto), attualmente Arcivescovo di Bari e Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese. L'importante serata, che gode del patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Bari, del Comune di Bari, sarà realizzato in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli, l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto e l'UBI - Banca Carime. Per l'occasione si invita la cittadinanza anche a sostenere con un gesto di carità il porgetto avviato dalla parrocchia Cattedrale e dedicato ad una mensa per i senza fissa dimora, da realizzare accanto a S. Chiara, nei pressi del porto. Il concerto è stato illustrato alla stampa martedì scorso nel foyer del Teatro Petruzzelli, alla presenza del Vicario della Diocesi di Bari Bitonto, Mons. Domenico Ciavarella, del Direttore della Musica Sacra per la Diocesi di Bari Bitonto, Mons. Antonio Parisi del Presidente del Teatro Pubblico Pugliese dott. Carmelo Grassi e del Commissario Straordinario della Fondazione Petruzzelli, prof. Carlo Fuortes.