mercoledì 8 febbraio 2017

Una nuova produzione del Trovatore di Verdi va in scena con la regia di Daniele Abbado alla Statatsoper di Vienna in Febbraio. Protagonisti il tenore Roberto Alagna e il soprano Anna Netrebko.


“È una storia di inspiegabile e inconciliabile odio tra due mondi, due fazioni, due culture contrapposte. Un conflitto tra ordine e disordine che riporta la vicenda dei due inconsapevoli fratelli ad una dimensione archetipica più grande”. Così il regista Daniele Abbado (nella foto) descrive Il trovatore di Giuseppe Verdi, titolo con il quale torna alla Staatsoper di Vienna per una nuova produzione in scena a partire da domenica 5 febbraio 2017. Protagonisti dello spettacolo sono il tenore Roberto Alagna nel ruolo di Manrico, il soprano Anna Netrebko in quello di Leonora, il baritono Ludovic Tézier come Conte di Luna e il mezzosoprano Luciana D'Intino nei panni della zingara Azucena. Dirige Marco Armiliato. Le scene sono di Graziano Gregori, i costumi di Carla Teti, mentre le luci sono curate da Alessandro Carletti.
“La forza di persuasione di Trovatore – prosegue il regista – non risiede solo nella sua musica, ma anche nel complesso piano storico che sorregge la vicenda. Da una parte il potere costituito: il Conte di Luna con il suo esercito privato; dall’altra l’irregolarità di Manrico e Azucena: gli zingari, i ribelli. È una lotta per la sopravvivenza, nonché una lotta di liberazione, che vede il piccolo popolo dei gitani difendersi da un nemico assai più organizzato e deciso.
Siamo in guerra, ed é una guerra civile. Di questa guerra il testo dice molto poco, sembra quasi fare da sfondo al racconto di fatti privati: la gelosia del conte, l’antefatto della zingara, il rapimento del bambino, il rogo dalla madre, il persistere della minaccia. Nel Novecento Europeo abbiamo avuto innumerevoli esempi di pulizie etniche, resistenze, pogrom, sacrifici di intere collettività: esempi macabri di una lotta per le libertà che deve confrontarsi con nemici sempre diversi e sempre più spietati. Le vicende di Manrico, Leonora, del Conte e di Azucena quindi – conclude il regista – saranno immerse in una narrazione più generale, quasi come se i personaggi fossero ostaggio di una vicenda storica più grande, destinata comunque alla tragedia”.
Lo spettacolo è replicato il 9, 12 e 15 febbraio.

Il musical "Un Americano a Parigi" torna a Barletta il prossimo 12 febbraio.


“Un Americano a Parigi” non è solo un musical liberamente ispirato all’omonimo film di Vincent Minnelli, bensì un tributo al compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense che scrisse l’opera sinfonica dalla quale il pluripremiato film del 1951 è tratto: George Gershwin. Domenica 12 febbraio, presso il Teatro Curci di Barletta, con porta alle ore 18,00 e inizio alle ore 18,30 nell'ambito della 33.ma Stagione Concertistica dell'Associazione Cultura e Musica "G. Curci", se ne potrà scoprire il talento ascoltando brani come “I got rhythm”, “The man I love”, “Love is here to stay” o “They can’t take that away from me”, attorno ai quali ruota lo spettacolo diretto da Enzo Sanny, che spiega: Il plot della storia narra le vicende di una compagnia stabile teatrale, che rappresenterà il musical “Un americano a Parigi”. Si entrerà quindi nel vivo della narrazione dove Gimmy (Michele Carfora), pittore americano ed ex soldato, che alla fine della guerra decide di vivere nello scenario della Parigi degli anni ’50 in cerca di fortuna, vivrà un’intensa storia d’amore con Fanny (Arianna Bergamaschi), una commessa di una nota profumeria. Fanny è a sua volta corteggiata da Jean Marie (Danilo Brugia), famoso chansonnier del Lido. Personaggio di rottura nell’idillio tra Gimmy e Fanny è Patricia (Barbara Terrinoni), miliardaria innamorata di Gimmy. L’intento della mia regia è quello di creare numeri mozzafiato sulle note del grande genio del ventesimo secolo. […] Recitazione, canto e danza, attraverseranno soprattutto il senso della sua musica, e, i protagonisti con la loro capacità di suscitare profonde emozioni, ci porteranno indietro nel tempo, a quella magica atmosfera tipica della “Ville lumière”. Lo spettatore non avrà nemmeno il tempo per un momento di distrazione poiché sarà completamente e magicamente avvolto in un sogno, tanto che, al termine dello spettacolo non avrà alcuna voglia di tornare a casa, ma soltanto… rimanere per attendere la replica successiva.
Il poema sinfonico nacque dal soggiorno che Gershwin fece a Parigi alla fine della Prima guerra mondiale. Venne eseguito per la prima volta nel 1928 alla Carnegie Hall dalla New York Symphony Orchestra. «È la musica più moderna che io abbia mai scritto», scrisse l’autore, e in fondo è sempre rimasta attuale, intramontabile. Tutto il repertorio di Gershwin valorizza gli aspetti fondamentali del musical, ma questa composizione ne racchiude l’anima, specialmente nel famoso assolo di tromba che lui stesso chiamò «il tema della nostalgia di casa». La storia narra le vicende di Gimmy (Michele Carfora), pittore americano ed ex soldato, che alla fine della guerra si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna. Qui vive un’intensa storia d’amore con Fanny (Arianna Bergamaschi), commessa di profumeria, già corteggiata da Jean Marie (Danilo Brugia), chansonnier del Lido. A complicare ulteriormente le circostanze c’è Patricia (Barbara Terrinoni), una miliardaria innamorata di Gimmy. La volontà di Gershwin è quella di descrivere le impressioni di un americano in visita a Parigi attraverso la musica, ma anche i rumori del traffico, i clacson delle automobili. «Il nostro amico americano soccombe agli spasmi della nostalgia di casa. Ma la nostalgia non è una malattia fatale - scrisse -. Il nostro visitatore si ritrova ancora una volta all’erta, come spettatore della vita parigina, e i suoni della città e l’atmosfera francese sono trionfanti». 
Lo spettacolo è una produzione M&F Productions, la stessa che quindici anni fa fece incassi da record, nata da un'idea di Tiziana D'Anella e Lena Sarsen, con gli arrangiamenti musicali di Marco Tiso (che abbiamo già apprezzato in Cinecittà con Christian De Sica), le coreografie di Stefano Vagnoli, le scene di  Lorena Curti, i costumi di  Martina Piezzo, le luci di Massimo Tomasino
i video e gli effetti speciali di Stefano Fomasi e la regia di Enzo Sanny, un nome che non ha bisogno di presentazioni.

Nel nuovo cast Michele Carfora, Danilo Brugia, Barbara Terrinoni e Jean Michel Daquin e in particolare Arianna Bergamaschi, star italiana ma dal respiro internazionale, la cui carriera vanta collaborazioni con artisti e producer fra cui Pittbull (come dimenticare il tormentone estivo “Sexy People”?), Shaggy e Flo Rida, ma anche partecipazioni importanti come la versione di “Imagine” di John Lennon, incisa per il progetto #foreverychild di David Guetta e Yoko Ono per Unicef, o l’esibizione a Detroit nel gennaio 2016 insieme a Michael Bolton per la campagna alle presidenziali di Hillary Clinton.

In attesa di Peppe Servillo, gli Amici della Musica "Arcangelo Speranza" aprono ai giovani talenti.


In attesa di Peppe Servillo degli Avion Travel con «L’Histoire du Soldat» (14 febbraio, Tatà) e del cantautore Sergio Cammariere (23 febbraio, Teatro Orfeo), nella Stagione degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» di Taranto si apre un’altra finestra sui giovani talenti con il concerto dello Jonic Brass Quintet, di scena domenica 12 gennaio (ore 18) nel Salone della Provincia per la sezione «Young» (biglietti euro 5).
Dal celebre Rondeau tratto dalle «Sinfonie delle fanfare» del compositore barocco Jean-Joseph Mouret al tema del film «Indiana Jones» di John Williams, spazierà tra classico e leggero, antico e contemporaneo, il repertorio di trascrizioni per ottoni della formazione tarantina, costituitasi nel 2014 per iniziativa di un gruppo di giovani ed avviati professionisti provenienti dall’Istituto di Alta Formazione Musicale Paisiello, Salvatore Pichierri e Carlo Sammarco (tromba), Pasquale Pichierri (corno) Giuseppe D’Elia (trombone) e Walter D’Elia (tuba).
I componenti del quintetto vantano anche la realizzazione della colonna sonora del docu-film «Good Friday», un omaggio ai riti della settimana santa tarantina girato con il supporto di Apulia Film Commission dal regista tedesco Peter Rippl. Oltre a musiche di Mouret e Williams si ascolteranno varie riduzioni per quintetto di ottoni, persino di musiche del Cinquecento, come nel caso delle «Three dances Susato» del fiammingo Tielman Susato.  In programma anche due Danze ungheresi di Brahms (la 5 e la 6), una suite dalla «Vedova allegra» di Franz Léhar, per un’incursione nel mondo dell’operetta, una fantasia dalla «Carmen» di Bizet, un brano popolare come «La Cumparsita» e il brano «El Gato Montes» dello spagnolo Manuel Moreno Penella, un classico del paso doble tratto dall’omonima opera riscoperta qualche anno fa da Placido Domingo.
Impreziosito da un paio di medley dedicati sia al repertorio classico che alle musiche per il cinema targato Hollywood, il concerto prevede anche l’esecuzione di «Amazing Grace», il famoso inno cristiano del Settecento che di recente è stato cantato in una suggestiva interpretazione con le cornamuse dal gruppo di ragazze irlandesi Celtic Woman.

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Pubblico e critica commossi dal Falstaff andato in scena alla Scala in questo mese di Febbraio.


La Prima del nuovo Falstaff firmato da Zubin Mehta e Damiano Michieletto ha sorpreso e commosso pubblico e critica. Fino al 21 febbraio, non perdere questa particolarissima rilettura dell’ultima opera di Giuseppe Verdi, che immagina la commedia shakespeariana trasposta nella casa di riposo per musicisti che Verdi volle edificare in Piazza Buonarroti a Milano.
Alberto Mattioli su La Stampa ha definito lo spettacolo "Un incanto di poesia, ironia, commozione, sempre in bilico fra il sorriso e la lacrima", mentre Elvio Giudici su Il Giorno parla di “allestimento geniale (…) commedia umana leggera e profonda”. Una vena nostalgica ulteriormente esaltata dalla leggendaria bacchetta di Mehta che con il suo "passo direttoriale elegantissimo (…) snida prelibatezze cameristiche somministrando sottolineature e caricature sonore con gusto" (Angelo Foletto - La Repubblica).
Decine di minuti di applausi anche per la compagnia di canto, guidata dal carisma di Ambrogio Maestri (nella foto), Sir John par excellence. Attorno a lui si scatena la girandola di beffarde seduzioni messe in atto dalle "comari di Windsor" Carmen Giannattasio, Giulia Semenzato, Yvonne Naef e Annalisa Stroppa, mentre Francesco Demuro e Massimo Cavalletti completano un cast maschile che porta il meglio della scuola vocale italiana. 
Uno spettacolo imperdibile, che trova a Milano, nel Teatro che ha visto nascere quest’opera, la sua collocazione naturale.
Biglietti da 14 a 230 euro più prevendita (da 7 a 115 euro più prevendita per la recita di ScalAperta del 19 febbraio).

L'8 febbraio il pianista Benedetto Lupo ritorna all'Unione Musicale di Torino.


Considerato dalla critica internazionale uno degli interpreti più interessanti e completi della sua generazione, “pianista di eccezionale finezza... dotato di un tocco straordinariamente raffinato e uno stupendo controllo del suono” capace di unire “tecnica meticolosa e sensibilità romantica”, Benedetto Lupo ritorna all’Unione Musicale di Torino (mercoledì 8 febbraio 2017 - Conservatorio Giuseppe Verdi, ore 21) con un concerto che farà la gioia degli amanti del pianoforte.
In programma pagine di Schumann, Skrjabin e Rachmaninov che Lupo stesso commenta così: «Le Sonate che eseguirò hanno tutte e tre un carattere tempestoso. Le opere di Schumann, pur diverse tra loro per forma e contenuti, condividono più o meno lo stesso periodo creativo: vi si avverte la fascinazione per il Lied e, allo stesso tempo, l’esigenza di misurarsi con le forme del Classicismo. Ma il legame più forte è tra le due Sonate dei russi Skrjabin e Rachmaninov, che evidenziano all’ascolto la presenza di “rintocchi” insistenti e a volte ossessivi, oltre a una scrittura pianistica a “ondate”. E l’acceso linguaggio tardo-romantico, a volte tragico o persino allucinato, è un altro trait d’union».
Sui pezzi di Schumann aleggia l’ombra di Clara:
 Blumenstück è una “ghirlanda” che intreccia variazioni molti originali tanto che l’autore le definì “variazioni senza tema”, un omaggio pieno di charme, da cuore a cuore, reso d’irresistibile dalla speciale abilità di Schumann di lasciar parlare il pianoforte. Le Tre romanze op. 28, su ammissione dello stesso Schumann, sono quasi un’emanazione dei pensieri di Clara, alla quale si deve anche la sostituzione del finale della Sonata op. 22 con un altro più consono per un’esecuzione in concerto.
Pianista di formazione e concertista di carriera, Skrjabin dedicò al suo strumento dieci Sonate che riflettono compiutamente l'evoluzione da un linguaggio ancora tardoromantico a una nuova dimensione musicale segnata dalla sperimentazione sul suono, dalla congiunzione di simbolismo e spiritualità. La Sonate-fantaisie op. 19 si avverte il tormento di un artista (e di un uomo) in profonda crisi; l’anelito alla luce, così tipico della sua produzione, è qui spesso sopraffatto da un pessimismo oscuro e tragico.
La Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36, composta da un Rachmaninov all’apice della carriera, esprime il debito dell’autore russo verso Chopin, in particolare nell’incipit e nell’atmosfera placida del Non Allegro. Più originale il finale, che con il virtuosismo dei suoi arpeggi rutilanti segna una gloriosa catarsi, un riscatto emotivo tipico dell’autore.

martedì 7 febbraio 2017

"L'educazione parte dai banchi di scuola", parola della senatrice D'Onghia.


“La memoria dei due magistrati uccisi dalla mafia rappresenta un importante contributo all’educazione alla legalità. Educazione che deve partire proprio dai banchi di scuola”.
La Sottosegretaria al MIUR, senatrice Angela D’Onghia, commenta così l’inaugurazione, tenutasi oggi nella scuola Carlo Levi a Bari, della mostra itinerante “L’Eredità di Falcone e Borsellino” realizzata dall’Ansa in collaborazione con il MIUR.
“Il progetto ha l’obiettivo di far crescere il confronto su un tema quanto mai attuale come quello della lotta alle mafie. La mostra, portata in tutti i capoluoghi di regione del nostro Paese, perché la mafia è una questione nazionale che ha ramificazioni in tutta Italia, vuole diffondere la massima conoscenza di quel periodo drammatico della nostra storia proprio tra quelle generazioni lontane da quegli anni. La cultura della legalità vuol dire educare i giovani al rispetto della persona e al senso di responsabilità civile e democratica. Solo così si può rigenerare la società basata su solidi principi di convivenza civile”.

Maurizio Lomartire dirige L'Ico della Magna Grecia nella Città dei Sassi il prossimo 9 febbraio.


Matera e Taranto unite nuovamente dalla cultura, in particolare dall’amore per la musica!
Dopo il successo dell’anno scorso, torna il “concerto on demand”, una innovativa formula che vede ogni anno il programma di un concerto scelto direttamente dal pubblico di queste due città.
In occasione dei concerti passati, infatti, ad ogni spettatore è stata consegnata una scheda sulla quale ha potuto indicare il brano che avrebbe voluto ascoltare nel concerto on demand: questo è avvenuto sia al Teatro Orfeo di Taranto con il pubblico della stagione “XXV Eventi Musicali”, che all’Auditorium “Gervasio” della Città dei Sassi per gli spettatori della rassegna “XV Matera in Musica”. 
Ne è scaturito un programma caleidoscopico che, elaborato sulla base di centinaia di schede pervenute in poche settimane, dimostra come il pubblico di Taranto e di Matera prediliga brani tratti sia dalle opere liriche della grande tradizione italiana, sia dal repertorio sinfonico internazionale.
Nel concerto on demand “La musica che amo…” sul palco ci saranno l’Orchestra ICO “Magna Grecia” e il soprano Sara Intagliata, diretti da Maurizio Lomartire (nella foto).
Il programma prevede l’esecuzione di famosi brani orchestrali: la celeberrima ouverture dell'opera "Cavalleria Leggera" (Leichte Kavallerie) di Franz von Suppé, l’Allegretto della Sinfonia n. 7 in la maggiore Op. 92 di Ludwig van Beethoven, la sinfonia dell’opera “La Cenerentola” di Gioachino Rossini, l’intermezzo dell’opera “Manon Lescaut” di Giacomo Puccini, la rapsodia “España” di Emmanuel Chabrier e il preludio del I atto dell’opera “Tristano e Isotta” di Richard Wagner, nonché un particolare medley comprendente i popolarissimi temi del film della serie James Bond 007.
Il giovane soprano Sara Intagliata, inoltre, canterà due famose arie d’opera: “Caro nome” da “Rigoletto di Giuseppe Verdi e "Si, mi chiamano Mimì" da “La Bohème” di Giacomo Puccini. 
Il concerto on demand “La musica che amo…” con l’Orchestra ICO “Magna Grecia” e Sara Intagliata diretti da Maurizio Lomartire, concerto della stagione XV “Matera in Musica” 2016-2017 di Festival Duni e ICO “Magna Grecia”, si terrà giovedì 9 febbraio (ingresso ore 20.30 - start ore 21.00), all’Auditorium Gervasio di Matera.
Biglietti a € 15 al botteghino, + € 1 di eventuale prevendita: per info e prevendita rivolgersi a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 –info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso la Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411), o sul web su www.biglietto.it. 
È confermata anche quest’anno la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; main sponsor sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera. Partner istituzionali sono Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Comune di Matera, Regione Basilicata, UNESCO, FESR Basilicata, Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Partner tecnico è Provinciali Service audio video luci.


Il 9 febbraio appuntamento al teatro Palazzo con The Royal Family of the Guitar " Los Romeros".


Appuntamento con la Concertistica della Camerata Musicale Barese giovedì 9 febbraio al Teatro Palazzo con The Royal Family of the Guitar “Los Romeros” , l’ensemble di chitarre di  formato da Celin, Pepe, Lito e Celino  Romero. Inizio ore 20.45.
Pepe Romero, nato a Malaga, ma californiano di adozione, è riconosciuto unanimemente come uno dei grandi chitarristi della nostra epoca. Suo padre Celedonio era un ottimo chitarrista, come sua sorella Celin e suo fratello Angel. Insieme diedero vita, nel 1960, a un quartetto di chitarre noto nel mondo intero come Los Romeros. Nel concerto di Bari si esibiranno in quartetto, in brani solistici e in tutte le combinazioni possibili, il programma è dedicato ad autori classici ma soprattutto spagnoli e latino-americani.
I Romeros sono estremamente popolari in tutta la penisola iberica e non solo. Si esibiscono,  oltre che in Europa, anche negli Stati Uniti ed in Asia, ove hanno conquistato vere e proprie “standing ovations”.
Sua Altezza Reale il Re Juan Carlos I di Spagna ha insignito Celin, Pepe e Angel dell’ordine di “Isabel la Catolica”, la più significativa  onorificenza spagnola. Joaquin Rodrigo li ha definiti così: “…hanno sviluppato la tecnica della chitarra tramutandola da difficile in facile: sono senza dubbio i grandi Maestri della chitarra!…”
Anche per questo appuntamento  è  valida la formula “A  Teatro con Mamma e Papà”, riservata ai ragazzi e ragazze fino a 15 anni, con un costo del biglietto di soli 12 euro.
Sconto speciale anche per i giovani fino a 25 anni: 5 euro.
Naturalmente anche per questo concerto funzionerà un bus navetta a richiesta per e dal Teatro Petruzzelli. Partenza  ore 20. 
Continuano intanto le prenotazioni per l’ Evento fuori abbonamento di Massimo Ranieri dell’ 11 Marzo  in esclusiva regionale.

Per informazioni e prenotazioni gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata infotel 080/5211908, sul sito www.cameratamusicalebarese.it e presso il  Box Office c/o La Feltrinelli.

L'8 febbraio la senatrice D'Onghia parteciperà a Bari al convegno organizzato dalla CISL su "Bullismo oggi, Mobbing domani."


Sulla 1ª Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola che si celebra oggi la Sottosegretaria al MIUR, senatrice Angela D’Onghia, sottolinea:
“La prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyber bullismo è una delle priorità delle attività previste dal Piano Nazionale di Formazione dei docenti del MIUR che, a partire da quest’anno scolastico, vedrà il coinvolgimento di circa 16mila docenti. Con l’approvazione del disegno di legge al Senato un altro passo avanti si è compiuto per contrastare un fenomeno che spesso passa sotto silenzio. Combattere la violenza nei confronti di bambini e ragazzi vuol dire anche non abbassare mai il livello di attenzione da parte dell’opinione pubblica, dagli insegnanti alle famiglie”. 
Domani, mercoledì 8 febbraio, la senatrice D’Onghia parteciperà al convegno organizzato dalla CISL Bari su “Bullismo oggi, mobbing domani. Capire per tutelarsi nella società che cambia” che si terrà a partire dalle 9,30 all’Istituto Elena di Savoia (Polivalente, via Caldarola – Bari). 

lunedì 6 febbraio 2017

Il 9 febbraio a Casa Giannini "Il poeta racconta, poesia e verità nei romanzi di Thomas Mann", a cura di Adele Boghetich.


giovedì 9 febbraio
IL POETA RACCONTA. POESIA E VERITÁ NEI ROMANZI DI THOMAS MANN

1. Thomas Mann: Carlotta a Weimar
Percorso tra arte e pensiero politico nel tempo di Goethe e Beethoven

Pubblicato nel 1939, agli albori della Seconda guerra mondiale, Carlotta a Weimar non è solo la storia del rimpianto sentimentale di Charlotte Buff – l’ispiratrice de I dolori del giovane Werther, giunta a Weimar nel 1816 per l’ultimo incontro con il grande scrittore tedesco – ma anche la più coraggiosa interpretazione novecentesca della figura di Goethe e della coeva realtà storica e politica. La stessa che accompagnò le guerre napoleoniche e il pensiero artistico di Beethoven.

prossimo appuntamento " Il Poeta racconta " giovedì 23 febbraio

CASA GIANNINI     ingresso libero     ore 18,30

Venerdì 10 febbraio prosegue la rassegna di musica contemporanea dell'OSN della Rai di Torino.


Prosegue Rai NuovaMusica, la rassegna di musica contemporanea dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, giunta quest'anno alla tredicesima edizione. Nel secondo concerto, in programma venerdì 10 febbraio all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, sempre alle 20.30, con collegamento in diretta su Radio3, il direttore d'orchestra ungherese Gergely Madaras (nella foto), Direttore musicale dell'Orchestra di Dijon Bourgogne, propone The Glinding of the Eagle in the Skies, scritto nel 2011 dal suo connazionale Peter Eötvös per il trentesimo anniversario della Euskadiko Orkestra Sinfonikoa di San Sebastian, nel Paesi Baschi. A seguire il Concerto per fagotto e archi bassi della russa Sofija Gubajdulina, scritto nel 1975 e interpretato dal primo fagotto dell'Orchestra Rai Elvio Di Martino;Tocar y Luchar, composto nel 2010 dal giapponese Dai Fujikura; e in chiusura Isolarion – Rituals of Resonance, scritto tra il 2012 e il 2013 dall'inglese Christian Mason.
“Tradizione, innovazione e contaminazione caratterizzano anche i contenuti musicali del secondo concerto di Rai NuovaMusica – dice il Direttore artistico Ernesto Schiavi – Si spazia dalla partitura di Peter Eötvös, compositore tra i più importanti del panorama musicale contemporaneo, alla personalissima indipendenza poetica pregna di misticismo di Sofija Gubaidulina, per arrivare alla particolare personalità di Mason, presente con il suo Isolarion, composizione premiata a Lucerna nel 2013 e importante esempio dei suoi rituali di risonanza naturale. Il brano di Dai Fujikura infine – conclude Schiavi - è stato scritto per l’orchestra che riunisce i giovani musicisti del metodo didattico El Sistema che Jose Antonio Abreu ha fondato in Venezuela nel 1975 e che ha già prodotto numerosi talenti musicali di prima grandezza. Il titolo Tocar y Luchar (Suonare e lottare) si riferisce alle difficili condizioni di vita in cui vivono i giovanissimi strumentisti per cui lo studio della musica rappresenta la sola possibilità di fuga da una realtà disagiata e spesso violenta.
I biglietti, proposti a 5 euro per gli adulti e a 3 euro per i giovani con meno di trent'anni, sono acquistabili sul sito www.osn.rai.it, presso la biglietteria dell'Auditorium Rai in via Rossini 15, a Torino, e le sere dei concerti, a partire da un'ora prima dell'inizio.

Il 9 febbraio a Martina Franca guida all'ascolto di Charlie Parker, uno dei grandi del Jazz.


Giovedì 9 febbraio 2017 alle ore 18.30 nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, ancora una guida all’ascolto degli storici protagonisti del jazz a cura del musicista Pasquale Mega. Questa volta sarà Charlie Parker ad essere raccontato attraverso la proiezione di filmati, l’ascolto delle sue opere più importanti e la narrazione della sua esperienza di vita.
Charlie Parker, sax contralto, è una figura emblematica del jazz, definita dal critico Arrigo Polillo come “il Picasso dell'arte afroamericana, l'uomo che reinventò la sintassi e la morfologia della musica jazz e ne deviò il corso”.
Parker, detto Bird, fu il poeta maledetto del sax, musicista visionario e disperato che cambiò per sempre la storia del jazz, rappresentando più di tutti l’epopea del bebop nell’America degli anni ’40 e ’50. Uomo dalla psiche contorta, vittima della droga e dell’alcool che ne segnò fortemente l’intera e breve vita, Bird rivoluzionò il jazz, in una tensione verso il futuro che si lasciava alle spalle la precedente era dello swing. La sua straordinaria padronanza dello strumento, unita a una immaginazione per l’improvvisazione incredibilmente fertile, definirono un nuovo standard per il sassofono per la legione di musicisti che seguirono le sue orme.

INGRESSO LIBERO


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PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Fondazione Paolo Grassi - Onlus
Via Metastasio, 20 oppure Via Principe Umberto, 14 (Chiostro di S.Domenico)
74015 - Martina Franca (TA)
e-mail: comunicazione@fondazionepaolograssi.it
telefono: 080 4306763
www.fondazionepaolograssi.it

"Amore che vieni, amore che vai", un nuovo progetto in omaggio a Fabrizio De Andrè al Petruzzelli il prossimo 22 maggio.


Arriva il prossimo 22 maggio, in esclusiva regionale,  sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli "Amore che vieni, amore che vai", un nuovo progetto omaggio a Fabrizio De André dedicato alle donne delle sue canzoni, ma non solo, da parte di un gruppo di musicisti di grande talento e spessore artistico.
Un concerto-spettacolo che è un omaggio dichiarato a Fabrizio De André, non esclusivamente dedicato alle donne, ma che alle donne concede lo spazio che Faber ha sempre riservato tantissimo.
“Amore che vieni amore che vai – Fabrizio De André, le donne e altre storie” porta al Teatro Petruzzelli   sette musicisti   provenienti da diverse esperienze: la voce e la chitarra di Cristina Donà, Rita Marcotulli al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto al sax, Saverio Lanza alla chitarra elettrica e Cristiano Calcagnile alla batteria e percussioni.
In un angolo della memoria, molti di noi hanno protetto alcune canzoni: vuoi per ricordare l'accendersi veloce di una passione d'amore che si pensava eterna o al contrario la sua incertezza e mutevolezza.
Per ricordare personaggi tanto simbolici quanto teneri o paradossali, romantici o beffardi; ironici, carichi di una allegria che si trasforma in lieve cinismo ma anche portatori d'un etica civile tanto moderna quanto oggi spesso dimenticata.
Molte di queste canzoni e di questi personaggi appartengono alla poetica di Fabrizio De André.
Una poetica colta, curiosa della vita, attenta al mondo e alle sue ingiustizie.
E in questa poetica una parte grande è dedicata alle donne. Tutte. A quelle che volano, che piangono; che amano riamate o che vengono lasciate e diventano storie struggenti... quelle che creano il mondo, lo amano ma vorrebbero cambiarlo per essere felici.
Paul Eluard ha scritto: "ci sono parole che aiutano a vivere e sono parole innocenti” e le parole dedicate da Faber alle donne sono tutte parole innocenti: da Maria a Boccadirosa...
Per questo spettacolo è valida la formula “A Teatro con Mamma e Papà”, riservata ai ragazzi fino a 15 anni.
Presso gli uffici della Camerata proseguono le prenotazioni per il concerto-spettacolo di Massimo Ranieri dell’11 marzo prossimo in esclusiva regionale.

Per informazioni gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata infotel 080/5211908 e on-line sul sito www.cameratamusicalebarese.it

Domenica prossima il teatro si fa strumento di una profonda analisi cinematografica. Appuntamento a Bisceglie con "Ostinata passione" in uno spettacolo diretto da Marco Grossi.

















Il teatro si fa strumento di una profonda analisi cinematografica domenica 12 febbraio, alle ore 18:00, presso il Frantoio Simone di Bisceglie, via sant’Andrea 47, con “Ostinata passione”, spettacolo inserito nella sezione “Effetti Collaterali” condivisa dall’Associazione Linea d’Onda e dalla stagione del Sistema Garibardi di Bisceglie diretta da Carlo Bruni. La produzione teatrale, targata Malalingua, sarà dunque ospitata all’interno di una suggestiva location per raccontare l’Italia del dopoguerra, con particolare riferimento alla condizione della donna da un punto di vista sociale e lavorativo, attraverso gli occhi della regista cinematografica Cecilia Mangini. Una contaminazione fra l’arte drammatica e quella di un impegnato cinema documentarista. Questa la carta vincente di “Ostinata passione”, un testo di Marianna de Pinto, tratto dal saggio di Gianluca Sciannameo “Con ostinata Passione”, che la stessa de Pinto interpreterà con la supervisione artistica di Marco Grossi. Un dialogo continuo fra la scena teatrale e le proiezioni che le faranno da sfondo, reso possibile grazie ad il contributo video e luci di Gennaro de Pinto. 
L’Italia della seconda metà degli anni Cinquanta, un’epoca ricca di cambiamenti e tensioni, è, dunque, il contesto storico all’interno del quale si inserisce il dialogo fra due donne, protagoniste dello spettacolo, testimoni del proprio tempo e della loro condizione. Da un lato gli occhi di un’intellettuale, la prima documentarista d’Italia, Cecilia Mangini, testarda ed anticonformista, che attraverso il tentativo costante di raccontare un mondo che va scomparendo, conduce un’appassionata lotta culturale. Dall’altro quelli di una donna comune, Elisa, un’antieroina che ha subito la Storia senza prenderne parte attivamente ma la cui testimonianza divine altrettanto indispensabile per comprendere la complessità di un’epoca. 
Particolarmente significativa la riflessione, che Marianna de Pinto e Marco Grossi hanno voluto portare in scena, sulla figura femminile e sul ruolo che essa assume nel contesto della famiglia con il boom economico del Secondo Dopoguerra e la grande rivoluzione dei costumi che ne seguì. Alcune date emblematiche sono di riferimento per il testo teatrale, che riflette, nella storia di Cecilia Mangini, lo spaccato fra il 1927 ed il 1975. Anni che videro tappe fondamentali dell’evoluzione del ruolo della donna nel contesto famigliare a partire dai Decreti Regi all’istituzione del Codice della Famiglia, nel ’42, fino ad arrivare alla sua riscrittura nel ’75 che sancì la parità dei sessi fra due coniugi. Una reporter coraggiosa, la Mangini, che riesce a rivendicare e difendere la propria identità e libertà di donna e di artista venendo restituita da un’appassionata Marianna de Pinto, attrice che, con Marco Grossi, custodisce ormai da tempo Malalingua Teatro: formazione pugliese capace di cucire opere di preziosa fattura. 
Così l’autrice ed interprete della pièce spiega il messaggio racchiuso dal testo teatrale:
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Marianna de Pinto, diplomata presso l'Accademia d'Arte Drammatica S. D'Amico di Roma vanta collaborazioni con importanti teatri d’Italia quali Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, lo Stabile d'Innovazione L'Uovo de L'Aquila ed il Teatro Litta di Milano. Da due anni ricopre il ruolo di assistente alla regia di Antonio Calenda, fra i più prolifici registi del panorama teatrale italiano. Negli ultimi 7 anni matura, inoltre, esperienza come pedagoga teatrale nell’ambito dei laboratori condotti presso l’Associazione Malalingua da lei fondata e diretta insieme a Marco Grossi. Anch’egli diplomato presso Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, svolge attività di pedagogo, regista e organizzatore teatrale, avendo alle spalle una carriera artistica al fianco di grandi nomi quali Franco Branciaroli, Luca Ronconi, Gabriele Lavia.
Per poter assistere allo spettacolo “Ostinata passione” è necessario prenotare scrivendo all’indirizzo e - mail info.lineadonda@gmail.com, o telefonando al 338.1425827