giovedì 9 novembre 2017

Sabato 11 novembre al Salone delle Feste di Palazzo De Mari ad Acquaviva delle Fonti Joseph Arena (violino) e Maria Assunta Munafò (pianoforte) saranno i protagonisti del concerto con l'esecuzione della famosa Sonata "La primavera" di Beethoven, la Sonata n.3 di Brahms e la Suite populaire espagnole di De Falla.


Sabato 11 Novembre 2017 ore 20,30 Salone delle Feste – Palazzo De Mari 
I grandi classici della letteratura violinistica
Joseph Arena (violino), Maria Assunta Munafò (pianoforte). Il giovanissimo violinista messinese Joseph Arena (nella foto) si cimenterà  con la  famosa   Sonata " La primavera"  di Beethoven e la Sonata n.3 di Brahms oltre la Suite populaire espagnole di De Falla.

Sabato 11 novembre è di scena all'Agimus al Teatro van Westerhout un Trio composto da Caterina D'Amore (flauto), Soccorso Cilio (fisarmonica) e Antonella De Vinco (pianoforte).


È un concerto singolare quello del New Ensemble Toscanini che, per l’autunno dell’Agìmus  (Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali), sabato 11 novembre (ore 20.45), al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, propone «Stravaganze sonore», un viaggio tra Vecchio e Nuovo Continente attraverso il quale il sorriso salottiero di Rossini dialoga con la leggerezza ironica di Satie e col cabaret irriverente di Kurt Weill, prima di varcare l’Oceano e incrociare Gershwin, Villa-Lobos e Astor Piazzolla.
L’appuntamento con la programmazione dell’Agìmus diretta da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, è con Caterina D’Amore (flauto, nella foto), Soccorso Cilio (fisarmonica) e Antonella De Vinco (pianoforte), musicisti provenienti da esperienze diverse che propongono musiche di autori accomunati dall’interesse per la commistione tra i generi. Classica, folk e jazz, musica colta e popolare si intrecciano cancellando le distanze e i limiti temporali, abbattendo gli steccati tra i linguaggi, gli stili e le culture. Dunque, Rossini, s’imbatte in Satie e Kurt Weill, mentre Gershwin, con la sua musica saldamente radicata nel terreno del canto popolare nero, del song, del blues e del jazz, si confronta col brasiliano Villa-Lobos, che fuse l’ispirazione folklorica del suo paese, la lezione di Bach e il linguaggio dell’avanguardia parigina, e ancora con Astor Piazzolla, che elevò il popolare tango argentino a dignità di genere colto e raffinato, intriso di tradizione classica europea e umori contemporanei. L’esecuzione in duo e trio consente di valorizzare al meglio le soluzioni timbriche e restituire in modo limpido una mappa avvincente di forme, stili e atteggiamenti espressivi.
L’autunno dell’Agìmus proseguirà al Teatro van Westerhout domenica 19 novembre (ore 19.30) con il Quartetto Alcaplica guidato dal pianista Pierluigi Camicia in «Mozart’s Quartes», sabato 25 novembre (ore 20.45) con Giuseppe Nese (flauto) e Gabriella Orlando (pianoforte) nel concerto «Opera in salotto», domenica 3 dicembre (ore 19.30) con il Quartetto Saramago in «Arie e songs dall’Europa alle Americhe», per concludersi sabato 16 dicembre (ore 20.45) con l’Ensemble Ellipsis nel recital «Dall’Asia all’America Latina».
Le Stagioni dell’Agìmus 2017 hanno il sostegno e il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Mola di Bari e godono del contributo della Geopharma srl, della Divella spa e del Centro Visione by D’Alessandro.
Biglietti 12 euro (10 euro over 65, 5 euro under 30, gratuito possessori AgìmusCard).
Info 368568412 - 3939935266 e www.associazionepadovano.it.

mercoledì 8 novembre 2017

"Short Track" 30 minuti di classica per tutti all'Unione Musicale di Torino il prossimo 11 novembre.


Settant’anni di attività, 3.500 concerti con i migliori interpreti di sempre e pubblico in costante crescita: questi successi non fermano l’Unione Musicale, che rilancia la propria mission andando a caccia di altro pubblico con il progetto Short Track. 30 minuti di classica per tuttiquattro mini concerti modulari (ripetuti tre volte nella stessa sera, alle ore 18, 19 e 20, sempre di sabato) dedicati a tutte le orecchie e a tutte le età, pensati per scoprire i segreti della musica classica eseguita dal vivo.
In un’atmosfera rilassata e informale, il pubblico – fianco a fianco con i musicisti – ascolta alcune delle più famose pagine cameristiche e dialoga con gli interpreti senza remore e senza regole, per soddisfare qualsiasi curiosità. Occasioni uniche, informali e divertenti, per abbattere tutte le diffidenze e immergersi nel piacere della classica.
Il nome del progetto strizza l’occhio alla disciplina olimpica dello Short Track, il pattinaggio su ghiaccio caratterizzato da velocità, ripetizione delle staffette, mancanza di corsie divisorie e contatto tra gli atleti. Similmente, i concerti hanno durata di mezz’ora (15 minuti di ascolto e 15 di question time), sono ripetuti tre volte nella stessa serata (affinché il pubblico possa scegliere l’orario più congeniale), prevedono il contatto ravvicinato tra spettatori ed esecutori.
Sempre attenta alla qualità dell’esecuzione, l’Unione Musicale ha coinvolto nel progetto alcuni dei migliori musicisti della scena torinese: insieme al Trio DebussyElena Gallafrio al violino, Giorgia Lenzo alla viola, Paolo Borsarelli al contrabbasso. Anche per loro il contatto diretto e informale con il pubblico è una sfida da affrontare con curiosità ed entusiasmo: «Direi – ha dichiarato Antonio Valentino (nella foto), pianista del Trio Debussy – che potremmo parlare di un ritorno alle origini, quando la distanza tra esecutori e ascoltatori era davvero minima. Forse sarà più difficile concentrarsi, ma sarà l’occasione di vivere il concerto più come momento di autentico scambio e meno come prestazione esecutiva». (Intervista completa alla pagina http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-ad-antonio-valentino-sul-progetto-short-track/)
Accanto agli esecutori si alterneranno Alberto Bosco e lo stesso Antonio Valentino in veste di “mediatori” a disposizione – insieme agli artisti – per rispondere a tutte le curiosità del pubblico.
I quattro appuntamenti saranno: sabato 11 novembre 2017 Il pianoforte sulla lunasabato 16 dicembre 2017 Serenata notturnasabato 20 gennaio 2018 Schubert al cinesabato 24 febbraio 2018 Violino alla capricciosa.
Simpatico anche il prezzo: ingresso a 5 euro, a 1 euro per gli under 12!
Short Track è parte del progetto “Pubblico di domani” vincitore del bando “OPEN 2017 – Nuovi pubblici per la cultura”, l’azione che la Compagnia di San Paolo ha istituito per stimolare la sperimentazione e la ricerca sull’Audience Development.


Il prossimo 27 novembre ci sarà l'Inaugurazione di "Matera in Musica" con la partecipazione dell'attore Christian De Sica nel concerto dell'Orchestra Ico Magna Grecia diretta da Roberto Molinelli.


“Sono un saltimbanco, mi sento un attore: mi sento uno showman. Un commediante. Uno che canta, recita, balla. Quando si fa questo mestiere, si dovrebbe saper fare tutto. Un po’ anche mio padre era così, la scuola è quella”. Così si descrive Christian De Sica (nella foto) nel libro “Figlio di papà”, Mondadori 2008. L’artista romano, tra i più famosi e popolari personaggi di spettacolo italiani, lunedì 27 novembre sarà la guest star del concerto di inaugurazione della stagione “Matera in Musica” dell’Orchestra Ico Magna Grecia, che si terrà all’Auditorium Gervasio di Matera. Una serata dedicata alle canzoni napoletane cantate da Gianni Conte sulle note dell’Orchestra della Magna Grecia diretta da Roberto Molinelli. Lo spettacolo ricorda la scomparsa del compositore Eduardo Di Capua, autore della celebre “O’ sole mio”, e Christian De Sica intratterrà il pubblico e a sua volta canterà, nel solco della tradizione del papà Vittorio, per un tributo alla canzone partenopea che non mancherà di suscitare emozioni e ricordi. 
Proprio tre giorni prima del concerto di Matera uscirà «Merry Christian», il nuovo album di Christian De Sica prodotto da Niccoló Petitto e distribuito da Warner Music Italia, che sarà disponibile sia in cd che in vinile. Tra gli 11 classici del Natale rivisitati da De Sica, attualmente impegnato come giudice della popolare trasmissione televisiva “Tale e quale show”, c’è il brano «Lacreme Napulitane», che proporrà nella serata materana. L’album comprende anche classici americani come «Jingle Bells» e «Let it Snow» e brani tradotti in italiano come «Astro del Ciel». Costo del biglietto per la serata 50 €.
Il prossimo appuntamento con la stagione Matera in Musica è fissato per venerdì 17 novembre, quando sarà il pianismo elegante e allegro di Giuseppe Andaloro ad incantare il pubblico con “Rach II” (musiche sono di Rachmaninov e Beethoven). Considerato uno degli artisti più apprezzati della sua generazione, Andaloro sarà diretto dal Maestro Itoh Sho, accompagnato dall’Orchestra della Magna Grecia.  Lunedì 27, poi, l’atteso concerto dedicato alla musica napoletana con Gianni Conte, l’Orchestra della Magna Grecia e Christian De Sica.

Prevendita e Abbonamenti 
Continua la campagna abbonamenti della stagione “Matera in Musica”, il modo più conveniente per intraprendere un viaggio nella musica a 360 gradi.
Gli abbonamenti e i biglietti possono essere acquistati a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 materainmusica@gmail.com), Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411). Info www.orchestramagnagrecia.it.
A Taranto, presso Orchestra Magna Grecia, via Tirrenia n.4 (099.7304422).

lunedì 6 novembre 2017

Presentato alla città il nuovo assetto dello Sferisterio di Macerata: sovrintendente Luciano Messi, Barbara Minghetti, direttrice artistica, e Francesco Lanzillotta, nuovo direttore musicale.


Presentato alla città il nuovo assetto dello Sferisterio nel triennio 2018-2020: come annunciato sabato scorso Luciano Messi è stato confermato sovrintendente, Barbara Minghetti assume il ruolo di direttrice artistica e Francesco Lanzillotta (nella foto tutti e tre i protagonisti) quello di direttore musicale, figura che rafforza la struttura operativa.
“Il CdA dell’Associazione Arena Sferisterio è stato fondamentale in questo passaggio - ha affermato il presidente Romano Carancini -, confermandosi come una delle chiavi decisive per il successo degli ultimi anni. Dopo il 2012, ha effettuato ancora una volta delle scelte importanti: talvolta è più facile fare le rivoluzioni che confermare quanto c’è stato. Il nostro punto di partenza è stato il patrimonio accumulato negli ultimi 6 anni: conti in pareggio di bilancio, il coinvolgimento della città e del territorio e il processo di internazionalizzazione, chiave per fare crescere l’autorevolezza dell’Arena. Il CdA ha fatto la sua scelta pensando sia alle capacità umane che a quelle professionali; siamo convinti di aver trovato le persone giuste. Abbiamo creduto che accanto a un direttore artistico era giunto il momento di avere anche un direttore musicale, per migliorare, crescere, esplorare nuove strade e realizzare nuovi progetti. Sono scelte inedite, non ci sono qui esperienze precedenti che possano dare garanzia e sicurezza. Minghetti e Lanzillotta si cimentano quindi in un progetto nuovo: nessuno dei due ha già avuto incarichi di questo genere: abbiamo messo la prima pietra. Al loro fianco Luciano Messi, confermato sovrintendente fino al 2021, che in questi anni ha confermato le sue grandi capacità”.

Prosegue il vice presidente dell’Associazione Sferisterio, Antonio Pettinari: “Partiamo da una certezza, la nostra Arena è un’opportunità per la città, per il territorio provinciale e l’intera comunità marchigiana. Non era scontato, perché quando ci siamo insediati nel 2011, la situazione era molto critica e ci siamo chiesti come rilanciarla. C’è sempre stata la volontà da parte di tutto il CdA di trovare la migliore soluzione possibile”. Molto importante anche il ruolo del Comune di Macerata. “La nostra Amministrazione - ha ribadito l’assessore comunale alla Cultura e vicesindaco Stefania Monteverde - investe il 55% del suo bilancio culturale sul Macerata Opera Festival, il legame progettuale non è solo con la stagione lirica estiva, ma è dentro un sistema che riguarda l’intera città”.
Una riflessione sulla città, prima di presentare i nuovi direttori, la fa il sovrintendente Messi: “Da quando Macerata si è messa alla guida dello Sferisterio, come valore aggiunto di questa squadra, i risultati si sono visti, perché siamo cresciuti molto e rapidamente. Ci aspettiamo di fare altrettanto con la nuova formazione. Barbara Minghetti si è distinta per una capacità progettuale notevole, ha relazioni nazionali e internazionali molto importanti: l’esperienza di As.Li.Co, i progetti speciali per il Festival Verdi di Parma, è consigliere di Opera Europa, network fra i maggiori teatri europei. Francesco Lanzillotta invece nell’ultimo triennio è stato direttore principale dell’Orchestra Filarmonica Toscanini e ha esperienze allo Sferisterio nel 2013 con Il piccolo spazzacamino di Britten e con Rigoletto nel 2015”.

Barbara Minghetti, già al lavoro sul cartellone del 2018, annuncia subito una modifica. “Abbiamo scelto di cambiare uno dei titoli già annunciati per l’estate 2018: invece di Don Giovanni porteremo in scena Il flauto magico, sempre di Wolfgang Amadeus Mozart. È un’opera meravigliosa (assente dallo Sferisterio dal 2006) che ci permette di usare lo spazio del palcoscenico in modo accattivante, e che tratta tematiche molto belle. Questo incarico per me è una scommessa, conosco il Macerata Opera Festival perché sono venuta più volte. È un’avventura che parte da una storia importante, quella mia personale con Francesco Micheli. Mi unisce a lui l’idea che l’opera è per tutti, trasversale, multidisciplinare, attuale, contemporanea. Il nostro sarà un lavoro in team, seguendo tre linee guida: la partecipazione delle persone e del territorio, la riscoperta dei luoghi grazie anche al Festival OFF e l’internazionalizzazione, per attrarre pubblico dall’estero e per realizzare coproduzioni”.
Segue Lanzillotta: “Sono felicissimo per questo incarico che arriva in un momento davvero positivo della mia vita, che coincide con la nascita di mia figlia. Meraviglioso e incredibile è stato il lavoro svolto da Micheli: ora possiamo ampliare quel progetto mettendoci del nostro, ognuno con le proprie peculiarità”.
Le conclusioni a Messi con l’annuncio del nuovo cartellone. “Il Macerata Opera Festival inizierà il 20 luglio e terminerà il 12 agosto. Le tre opere saranno rappresentate fin dal primo fine settimana. Si parte con Il flauto magico il 20 luglio, (repliche 29 luglio, 4-12 agosto), quindi L’elisir d’amore il 21 luglio (repliche 27 luglio, 5-10 agosto) e La traviata, nel famoso allestimento degli specchi, il 22 luglio (repliche 28 luglio, 3-11 agosto). A breve comunicheremo i dettagli della programmazione”.

sabato 4 novembre 2017

Al Petruzzelli è andata in scena una "Lucia di Lammermoor", contrassegnata da un caloroso successo.


La prima messa in scena di "Lucia di Lammermoor" risale al 1904, protagonista allora fu Maria Barrientos. da allora l'opera di Donizetti è tornata più volte sulle nostre scene, sempre con grandi ed applaudite protagoniste. qui la regia era del belga Gibert Deflo (scene e costumi di William Orlandi, disegno luci di Roberto Venturi), senza dubbio l'aspetto più saliente della edizione creata a suo tempo per il Teatro delle Muse di Ancona. Una regia decisamente fuori dalla tradizione. Deflo ha infatti inteso dar vita ad una messa in scena situata in tempi tutto sommato moderni (tali erano gli abiti dei protagonisti, abbigliati con frack e marsine gli uomini, in castigati abiti sempre scuri le donne).
La Lucia è per gli appassionati d'opera un capolavoro denso di fascinose arie dal duetto del primo atto ("Verranno a te sull'aure" al celebre sestetto "Regnava nel silenzio"). Il cast era allestito in maniera intelligente con accorta competenza e sicura scelta dei temperamenti, oltre che ovviamente con la vocalità incisiva dei singoli interpreti.
Brillava senza ombra di dubbio, la voce della protagonista femminile Elena Mosuc (nella foto), che ha ridato vita con sincero trasporto di interprete alla figura di Lucia, profondamente umana e incisiva. Belle e specchiate le sue agilità. si sono intercalate con il prezioso flauto di Annalisa Pisanu nella celebre scena della pazzia. Non meno significative anche la prova di Christian Senn nell'appassionato ruolo di Ashton e quella di Ivan Magri in quello di Edgardo. Ambedue voci di eccellente qualità. Benissimo i ruoli di Raimondo, affidato a Mariano Buccino, Alisa cantata da Elena Traversi, ed il Normanno, Mauro Secci. Come sempre impeccabile il Coro del Petruzzelli, diretto mirabilmente da Fabrizio Cassi. Lo spettacolo si è arricchito con la prestazione del Balletto del Sud, noto complesso salentino, diretto da Fredy Franzutti che ha creato coreografie impeccabilmente inquadrate nello spirito del lavoro. A firmare la parte musicale c'era il M° Antonio Pirolli, che ha diretto l'opera con drammatica tensione e suadenti abbandoni, in cui si è mossa con bravura anche l'Orchestra del teatro con passo sicuro e positivo. Successo intrigante e caloroso, nonostante non fosse presente il pubblico delle grandi occasioni. La Lucia si replica oggi e domani alle 18. Martedì 7, mercoledì 8, giovedì 9 e venerdì 10 alle 20.30, mentre sabato prossimo 11 sarà data alle 18.

venerdì 3 novembre 2017

Torna sul podio dell'OSN della Rai il prossimo 8 novembre Juraj Valčuha con il violinista Sergeij Krylov.


Torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai lo slovacco Juraj Valčuha (nella foto), già Direttore principale della compagine dal 2009 al 2016 e attuale Direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli. Mercoledì 8 novembre alle 20 (turno blu) all'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino e in diretta su Radio 3 propone il Valzer da concerto n. 1 in re maggiore op. 47 di Aleksandr Glazunov, composto nel 1893, quando il fascino di questa danza aveva già catturato tutta l’Europa, Russia compresa. La pagina si caratterizza per la levità della raffinata orchestrazione, che ricorda Čajkovskij, forse il più grande compositore di valzer all’infuori dell’Austria. La serata prosegue con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra di Igor Stravinskij, scritto nel 1931 ed eseguito per la prima volta nello stesso anno a Berlino. Annoverato nel cosiddetto periodo neoclassico dell’autore, il Concerto fu composto con grande libertà da Stravinskij – è articolato, ad esempio, in quattro movimenti, non nei canonici tre – per Samuel Dushkin, giovane violinista americano all’epoca in grande ascesa. A interpretarlo, insieme all’Orchestra della Rai, il violinista russo Sergej Krylov. Nato a Mosca, Krylov ha iniziato lo studio dello strumento a cinque anni, aggiudicandosi, giovanissimo, il primo premio in tre importanti concorsi internazionali: Lipizer, Stradivari e Kreisler di Vienna. Nelle ultime stagioni è stato chiamato a collaborare con orchestre come la Staatskapelle di Dresda, le Filarmoniche di San Pietroburgo, di Londra e della Scala, l’Accademia di Santa Cecilia, e con direttori come Valery Gergiev, Yuri Temirkanov e Vladimir Jurowski. Il programma è completato dalla Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven. Composta nel 1806 ed eseguita per la prima volta nel 1807 a Vienna, la Sinfonia fu definita da Robert Schumann "una slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici", immagine che contribuì a marchiarla storicamente come ‘secondaria’, quasi di ‘intrattenimento’ rispetto all’afflato titanico della Terza e della Quinta. La critica romantica associò il carattere più trattenuto della partitura a un momento positivo nella vita di Beethoven, che in quel periodo si era innamorato della studentessa Teresa Brunswik. Il concerto è replicato a Torino giovedì 9 novembre alle 20 (turno rosso). Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dell'inizio sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 –biglietteria.osn@rai.it  www.osn.rai.it.

Domani John Axelrod dirige un concerto dedicato alle famiglie con l'OSN della Rai con musiche di Leonard Bernstein.


 Prende il via il ciclo di appuntamenti dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal titolo “Sabato in famiglia”, dedicato a famiglie, giovani e giovanissimi. Il primo concerto è in programma sabato 4 novembre alle ore 16 all'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Protagonista il direttore d’orchestra texano John Axelrod (nella foto), Direttore artistico e musicale della Real Orchestra Sinfonica di Siviglia e Direttore ospite principale dell’Orchestra Verdi di Milano, apprezzato in tutto il mondo per il suo carisma e per la sua straordinaria versatilità. Con l’Orchestra Rai Axelrod propone pagine di Leonard Bernstein, di cui è stato allievo e di cui ricorre nel 2018 il centenario dalla nascita. Si comincia con Divertimento per orchestra, composto nel 1980 per i cento anni dalla fondazione della Boston Symphony Orchestra, prestigiosa istituzione musicale con cui Bernstein aveva collaborato come assistente del direttore Serge Koussevitzky a ventidue anni e che tornò a dirigere in più occasioni successivamente. Il programma è completato dalle musiche di Bernstein per il balletto firmato da Jerome Robbins Fancy Free, che debuttò alla Metropolitan Opera di New York nel 1944 e che fu utilizzato da Alfred Hitchcock nella celebre sequenza inziale del film La finestra sul cortileA “raccontare” il concerto è chiamato Giacomo Tesini, violinista che viene dall'esperienza di Spira Mirabilis, l'orchestra di giovani musicisti abituati ad approfondire lo studio delle partiture e a divulgarne i contenuti a un vasto pubblico. Un viaggio nella musica Bernstein fatto di immagini e voci: oltre a proporre esempi musicali, Tesini si confronterà con Axelrod e con i professori dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, alla scoperta dei segreti e delle curiosità nascosti nelle partiture. “Oltre alla consueta stagione sinfonica – dice la Sovrintendente Paola Carruba – l'offerta dell'Orchestra Rai si arricchisce anche quest'anno di numerose iniziative educational. Cerchiamo un modello di divulgazione diverso, sperimentando nuove vie per raccontare la musica, dando spazio alle idee e al dinamismo di giovani musicisti, come Giacomo Tesini, oltre che ad artisti di grande fama. Tutti gli appuntamenti prevedono l'interazione dei musicisti con il pubblico in sala, per dare la possibilità a chi ascolta la musica di interrogarla attraversi i suoi interpreti”. I biglietti sono proposti al prezzo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini con meno di quindici anni. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Sabato 4 novembre per l'Unione Musicale di Torino progetto monografico su Robert Schumann con il pianista Gianmarco Moneti e il Duo formato da Esther Zaglia (violino) e Alessandro Boeri (pianoforte).


L’Unione Musicale e il Conservatorio di Torino rafforzano il loro legame con un nuovo progetto inedito per vastità: una panoramica sulla musica di Robert Schumann, dal repertorio per pianoforte a quello corale, dalla musica da camera alla liederistica. Capolavori del Romanticismo affidati all’energia e alla freschezza della miglior gioventù musicale, quella cresciuta tra le mura del “Giuseppe Verdi” di Torino. «Il progetto Schumann – afferma Marco Zuccarini, direttore del Conservatorio - è un’opportunità formidabile per i nostri studenti in termini di esperienza artistica, un arricchimento nella loro formazione dato anche dal fatto di potersi confrontare, a livello veramente professionale, con un pubblico interessato e attento come quello dell’Unione Musicale. Per questo la nostra scelta è comunque caduta sugli elementi più brillanti, che hanno dimostrato le attitudini e le capacità per pensare e sognare concretamente di poter fare questa professione». (per l’intervista completa a Marco Zuccarini http://www.unionemusicale.it/intervista-a-marco-zuccarini-direttore-del-conservatorio-giuseppe-verdi-di-torino/). 
Declinato su due Stagioni, per la 2017-2018 il ciclo monografico prevede otto concerti da novembre a maggio, tutti presso il Teatro Vittoria di via Gramsci 4 alle ore 20 e tutti preceduti da una guida all’ascolto alle ore 18.30 e da un aperitivo offerto al pubblico alle 19.30. 
Protagonisti del primo appuntamento di sabato 4 novembre 2017 il pianista Gianmarco Moneti e il duo formato da Esther Zaglia (nella foto) al violino e Alessandro Boeri al pianoforte. Classe 1996, Gianmarco Moneti è nato ad Arezzo, città in cui ha svolto il suo percorso musicale prima di trasferirsi a Torino, dove attualmente studia con Laura Richaud in Conservatorio e si perfeziona con Giovanni Doria Miglietta presso l’Accademia di Musica di Pinerolo. Ancor più giovane il talento di Esther Zaglia (nata nel 2000, non ha ancora diciott’anni!) che ha iniziato lo studio del violino a sei anni ed è allieva in Conservatorio di Piergiorgio Rosso, perfezionandosi inoltre con Adrian Pinzaru presso l’Accademia di Pinerolo. Nella classe di musica da camera è nato il duo con Alessandro Boeri che attualmente frequenta il terzo anno del Diploma Accademico di primo livello sotto la guida di Claudio Voghera, approfondendo inoltre gli studi di direzione d’orchestra e di composizione. 
Il programma prevede in apertura l’esecuzione del Tema e variazioni sul nome «Abegg», brano giovanile che risale agli anni 1829-30, quando Schumann si trovava a Heidelberg dove, secondo i progetti della madre, si sarebbe dovuto laureare in legge. Inizialmente il lavoro era stato pensato per pianoforte e orchestra e le tracce di una impostazione concertistica si scorgono ancora nella versione definitiva. Il nome Abegg, nella terminologia musicale tedesca, corrisponde ad alcune note (la-si bemolle-mi-sol-sol): un breve frammento melodico sul quale Schumann costruisce la trama delle sue Variazioni. La prima parte pianistica si conclude con gli Studi in forma di variazioni libere su un tema di Beethoven, scritti intorno al 1833 e ispirati all’aulico tema dell’Allegretto della Settima sinfonia di Beethoven, un puro pretesto in realtà per sfuggire l’impostazione accademica ed elaborare una collana di brani dal carattere di svagato fantasticare.
La Sonata op. 105 per violino e pianoforte è del 1851, tre anni prima della crisi che porterà Schumann al ricovero in un istituto per malati di mente e, insieme alla Sonata op. 121, rappresenta la volontà di una svolta stilistica, la ricerca di un nuovo equilibrio tra ispirazione romantica e forme classiche, ma anche di una scrittura priva di forti contrasti tematici e dinamici, a favore di un rigore improntato semmai a una certa medietà espressiva. La guida all’ascolto alle ore 18.30 è a cura del musicologo Alberto Bosco.

giovedì 2 novembre 2017

Daniele Gatti dirige domani la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam.


I prossimi concerti di Daniele Gatti (nella foto) con la Royal Concertgebouw Orchestra, della quale è direttore principale dal settembre 2016, saranno trasmessi in diretta streaming venerdì 3 e giovedì 9 novembre alle 20.15 sui canali YouTube e Facebook dell’istituzione olandese: un’occasione unica per ascoltare alcune delle pagine più celebri e amate del grande repertorio affidate a una delle bacchette di riferimento dei nostri giorni. Dopo la diretta, i video non saranno più disponibili online. 
Il programma di venerdì 3 novembre prevede il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 61 di Beethoven, solista Frank Peter Zimmermann, e la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Brahms. Giovedì 9 novembre saranno invece eseguiti il Concerto per violoncello e orchestra in Do maggiore di Haydn con la violoncellista Tatjana Vassiljeva e la Sinfonia n. 4 in Sol maggiore di Mahler con il soprano Julia Kleiter. I due programmi saranno poi portati dall'Orchestra del Concertgebouw e da Daniele Gatti in tournée in Corea del Sud e Giappone, a partire dal 15 novembre.

Per "Anima Mea" il 4, 5 e 6 novembre si incontrano due musicisti pugliesi ed un terzo croato ma pugliese d'adozione. Gioacchino Visaggi (violino barocco), Antonella Parisi (viola da gamba) e Davor Krklius (clavicembalo).


La musica antica con «Il mare di mezzo». Il mare è l’Adriatico, che di volta in volta ha unito o separato due sponde, nel corso di millenni di civiltà mediterranea. E che oggi fa incontrare, nel segno di Froberger, Tartini, Marais, Corelli e la famiglia Bach, le esperienze di due musicisti pugliesi, Gioacchino Visaggi (violino barocco, nella foto) e Antonella Parisi (viola da gamba), e di un croato ormai pugliese d’adozione, Davor Krklius (clavicembalo). Il concerto, per il quale sono previste tre tappe, sabato 4 novembre nella Pinacoteca Comunale di Ruvo di Puglia, domenica 5 nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, a Bari, e lunedì 6 nella chiesa di San Nicola dei Greci di Altamura, è prodotto e presentato da Anima Mea, il festival diretto da Gioacchino De Padova nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro (i concerti sono a ingresso libero, inizio ore 20.30).
Nell’epoca moderna i rapporti culturali fra i territori bagnati dall’Adriatico si sono concentrati preferibilmente nella parte settentrionale, in prossimità della zona di confine terrestre. Per la musica, sempre pensando all’epoca moderna, è inevitabile pensare a Tartini, nato cittadino veneziano in una terra destinata dalla geografia ad essere un perenne e labile confine di lingue, culture e poteri diversi che si alternano. Questo programma, che oltre alla Sonata Il Trillo del Diavolo di Tartini prevede la Suite Seconda per clavicembalo di Johann Jacob Froberger, la Trisonata BWV 1020 di Johann Sebastian e Carl Philip Emmanuel Bach e Couplets des Folies di Marin Marais e Arcangelo Corelli, è nato non per evocare la Storia ma per far incrociare le giovani vite musicali di tre ragazzi di straordinario talento, che hanno alle spalle già importanti affermazioni, ma che suonano insieme per la prima volta rinsaldando antichi legami culturali e musicali.

Gli appuntamenti di novembre al Teatro della Scala di Milano.


Ultima occasione, il 2 novembre, per assistere a Der Freischütz (Il franco cacciatore), capolavoro del Romanticismo di Carl Maria von Weber, nella data ScalAperta a metà prezzo. Fino al 19 novembre continuano, con una serie di sold out, le recite di Nabucco di Giuseppe Verdi, che si alterneranno alla grande novità dell’autunno: Ti vedo, ti sento, mi perdo, nuova opera di Salvatore Sciarrino (nella foto), dal 14 novembre in Prima mondiale alla Scala. Al centro della nuova opera del più importante compositore italiano vivente c’è la tragica vita del compositore e cantante barocco Alessandro Stradella, che assurge a simbolo della potenza di seduzione della musica stessa. A novembre anche un doppio appuntamento con la stagione sinfonica. Il 10, 12 e 15 novembre Riccardo Chailly omaggia Rossini aspettando il 150° della morte dirigendo il Requiem collettivo promosso da Verdi nel 1868 e mai eseguito alla Scala. Oltre a Coro e Orchestra della Scala ci saranno i solisti Maria José Siri, Veronica Simeoni, Giorgio Berrugi, Simone Piazzola e Riccardo Zanellato.  Il 20, 22 e 23 novembre Christoph Eschenbach dirige la Filarmonica della Scala in un concerto ricco di colori e brillantezza, alternando Dvořák e Gershwin, con il pianista Tzimon Barto. Lunedì 6 novembre, Riccardo Chailly inaugura anche la Stagione 2017/2018 della Filarmonica della Scala, dopo il successo riscosso nella lunga tournée estiva, con un nuovo capitolo dedicato ai grandi compositori russi: in programma Čajkovskij e Stravinskij.

Il Tölzer Knabenchor, il più celebre coro del mondo, protagonista del concerto al Comunale di Monfalcone il prossimo 5 novembre.


La voce è la grande protagonista del concerto in cartellone domenica 5 novembre alle ore 16.00. Torna infatti sul palcoscenico del Comunale, ospite della stagione musicale, il Tolzer Knabenchor (nella foto), il più celebre coro di voci bianche del mondo, che nel maggio del 1983 inaugurò il Teatro monfalconese.
Il Coro nasce quasi per gioco nel 1956 dall’idea di uno studente diciottenne, Gerhard Schmidt-Gaden, di istruire e dirigere un gruppo di ex boy scout della cittadina di Tölz, in Baviera, gruppo che annoverava fra le attività praticate anche il canto. Un’avventura che tuttora prosegue, di generazione in generazione di giovani cantori, incantando il pubblico di tutto il mondo. Il progetto di Gerhard Schmidt-Gaden consiste nell’offrire l’opportunità a ogni giovane cantore di vivere un percorso formativo in un contesto in cui l’autodisciplina è una libera scelta e la tecnica si accompagna alla creatività, alla spontaneità e alla gioia di cantare.
Il Coro dei Tölzer, i solisti e le diverse formazioni di voci bianche si esibiscono in oltre 250 concerti e rappresentazioni operistiche all’anno. Oltre alle esibizioni corali, infatti, i teatri d’opera e i festival musicali più prestigiosi del mondo invitano singoli cantori a ricoprire i ruoli per voci bianche previsti in molte opere. Ecco perché molti grandi direttori d'orchestra – come Abbado, Barenboim, Bernstein, von Karajan, Maazel, Metha, Muti – hanno lavorato con il Tölzer Knabenchor.
Il programma del concerto monfalconese prevede pagine di Mendelssohn-Bartholdy (3 Mottetti op. 39), Mozart (alcuni estratti dal Flauto magico e 3 Canoni), Haydn, Franck (Panis angelicus, per voce bianca solo) e Orff (Tanzlieder), nonché alcune canzoni popolari tedesche e alpine.
Il concerto ha luogo, eccezionalmente, domenica pomeriggio: un’occasione per festeggiare, adulti e bambini, cantori e non, la gioia del fare musica insieme.
Le scolaresche di ogni ordine e grado possono acquistare i biglietti per il concerto a un prezzo ridotto(5,00 €, per il posto di Galleria); gli insegnanti che accompagnano la scolaresca hanno diritto all’ingresso gratuito. Questa possibilità è estesa anche agli iscritti a scuole di musica o conservatori, scuole di teatro o danza e a tutte quelle realtà che fanno formazione teatrale e musicale, qualora si presentino non singolarmente ma organizzati in gruppo. 
Biglietti in vendita presso: Biglietteria del Teatro, Biblioteca Comunale di Monfalcone, ERT di Udine, prevendite Vivaticket e on line su www.vivaticket.it; la Biglietteria del Teatro accetta prenotazioni telefoniche (0481 494 664). Prenotazioni per gruppi presso l’Ufficio Comunicazione del Teatro (teatro@comune.monfalcone.go.it).



martedì 31 ottobre 2017

Dal 2 al 5 novembre al Teatro Abeliano di Bari torna Gabriele Lavia con "Il sogno di un uomo ridicolo" di Dostoevskij.


Dostoevskij concepisce Il sogno di un uomo ridicolo come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel Diario di uno scrittore. È la storia di un uomo, abbandonato da tutti, che ripercorre in un viaggio onirico la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Il protagonista decide di metter in pratica l’idea, a lungo corteggiata, del suicidio. Però, si addormenta davanti alla pistola carica. Inizia così un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘verità’. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti, sono puri, innocenti, e in quella purezza lui, per la prima volta, non viene additato come ridicolo. Il sogno di un uomo ridicolo si rivolge, dietro la finzione letteraria, alla società intera e ne denuncia i vizi che la allontanano dalla felicità fondata semplicemente sull’amore e sulla solidarietà, al posto dell’avidità e dell’egoismo. Sulla condivisione incondizionata anziché sulla presunzione della scienza che solo teorizza le leggi della felicità. E questa idea di felicità ci riporta al messaggio evangelico, di puro amore, di Cristo, al di là di ogni religione e prima di ogni potere.
Dostoevskij tra gli autori scelti 2017_18 a Bari, dopo Casa di Pulcinella e (S)Workers a Spazio 13, riprende la stagione teatrale del Comune di Bari-Teatro Pubblico Pugliese con un’esclusiva regionale. Gabriele Lavia (nella foto) ritorna sui palcoscenici di Bari con “Il sogno di un uomo ridicolo”, al Nuovo Teatro Abeliano dal 2 al 5 novembre. E poi a dicembre un inedito Karamazov scritto e diretto da Vico Quarto Mazzini (Premio Next Generation Festival 2013) con Dante Marmone, Nicola Pignataro, Tiziana Schiavarelli e Pinuccio Sinisi. I costumi di Luigi Spezzacatene.  In aprile, al Petruzzelli, Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, in una rilettura di Delitto e Castigo.
Progetti speciali sulla condizione femminile, sull'anniversario dell'uccisione di Aldo Moro. Spettacoli con Maddalena Crippa, Eros Pagni, Michele Sinisi, Emma Dante, Daniel Pennac, Teresa Ludovico, Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice, Lucia Zotti, Raffaele Scarimboli, Monica Contini, Teatro dei Borgia, Officina Orsi. Dab stagione di danza: Compagnia Zappalà Danza, I am beautiful, l’AterBalletto con Golden days su musiche di Tom Waits, Patti Smith, Keith Jarrett; Spellbound Contemporary Ballet  in Rossini ouvertures. Virgilio Sieni con Cantico dei cantici. Abbonamenti ridotti trasversali con le stagioni di Teatri di Bari, Fondazione Petruzzelli, Camerata Musicale Barese.