lunedì 23 ottobre 2017

Giovedì 26 ottobre Francesco Lentini dirige l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana al Teatro Abeliano di Bari.

Giovedì 26 ottobre 2017, alle ore 21.00, nel Teatro Abeliano di Bari (Via Padre Kolbe, 3) l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Francesco Lentini (nella foto),  e con solista, al violino, Ksenia Milas. (Biglietti: intero € 10,00ridotto e studenti under 18, universitari, di Conservatorio, over 65, dipendenti dell' Ente, dipendenti pubblici iscritti a circoli ricreativi € 5,00). In programma brani di Jean Sibelius Valse triste op. 44 N. 1, Charles Gounoud Valzer da Faust (arrangiamento Michele Cellaro), Franz Joseph Haydn Sinfonia N.45 degli Addii Wolfgang Amadeus Mozart Concerto N.5 per violino e orchestra in La Maggiore K 219.                              

Giovedì 26 ottobre James Conlon dirige l'OSN della Rai in "Das Klagende Lied" di Gustav Mahler.


«C'era nel bosco un fiore vermiglio, oh, bello quanto la regina, il cavaliere che avesse trovato il fiore, avrebbe conquistato la donna». È un frammento dei versi di Das Klagende Lied (Il canto del lamento e dell’accusa) di Gustav Mahler, cantata in tre parti per soli, coro e orchestra al centro del secondo appuntamento della Stagione 2017-2018 dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, previsto per giovedì 26 ottobre alle 20.30 all’Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino e in diretta su Radio3. Composta tra il 1878 e il 1880 – con interventi nei due decenni successivi – ed eseguita per la prima volta a Vienna nel 1901, la cantata, di cui Mahler scrisse anche i testi ispirandosi probabilmente ai fratelli Grimm o a Ludwig Bechstein, è interpretata dal Direttore principale James Conlon (nella foto), che torna sul podio dell'Orchestra Rai per la seconda settimana consecutiva dopo aver inaugurato la Stagione. A raccontare la fiaba a tinte forti di Mahler sono impegnati il soprano Aga Mikolaj, il contralto Yulia Matochkina, il tenore Brenden Gunnell e il baritono Thomas Tatzl, insieme al Coro Filarmonico Ceco di Brno. Completa il programma L'arcolaio d'oro, terzo dei cinque poemi sinfonici di Antonín Dvořák, anch’esso all’insegna del fantastico e delle leggende popolari. Composto nel 1896, fu eseguito per la prima volta a Londra nello stesso anno con la direzione di Hans Richter. L'arcolaio d'oro è ispirato all’omonimo poema contenuto in Kytice, collezione di ballate del ceco Karel Jaromír Erben. Il concerto è replicato venerdì 27 ottobre alle ore 20. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dell'inizio sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it


Giunge alla quinta edizione la rassegna teatrale intitolata "Altrove. Teatro è follia" organizzata dall' Associazione "Malalingua" a Molfetta. Ad inaugurarla sabato 28 ottobre la compagnia I Nuovi Scalzi con la pièce "Shake N' Spear - Amleto 2.0".


Giunge alla quinta edizione la rassegna teatrale, quest’anno intitolata “Altrove. Teatro è follia”, organizzata dall’Associazione culturale “Malalingua” Molfetta. Ad inaugurarla sarà, sabato 28 ottobre, alle ore 21:00, la compagnia “I Nuovi Scalzi” con la pièce “Shake N' Spear - Amleto2.0” (nella foto), in replica il 29 ottobre alle 18:30. Una stagione ricca di novità per il suo pubblico, a partire dalla location degli appuntamenti in cartellone. Gli spettacoli avranno luogo, infatti, tutti all’interno del nuovo spazio teatrale Proloco Babilonia, in Via San Gioacchino 1 (Molfetta), gestito da Marco Grossi e Marianna de Pinto, direttori artistici della rassegna “Altrove”.“Shake n' Spear - Amleto2 è un testo scritto e diretto da Savino Maria Italiano che lo interpreterà, insieme ad Olga Mascolo e Piergiorgio Maria Savarese, sul palcoscenico molfettese sabato e domenica prossimi. Uno spettacolo sostenuto da “Azioni di Sistema e Residenze” – Direzione Generale Spettacolo dal vivo, nonché realizzato grazie al supporto di alcune realtà. Fra queste ultime, Residenza Settimo Cielo – Teatro di Arsoli, MiBACT Direzione Generale dello Spettacolo – Regione Lazio, Residenza artistica Officine della Cultura/Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino, MiBACT Direzione Generale dello Spettacolo – Regione Toscana, Residenza artistica La Luna nel Letto/Teatro Comunale di Ruvo di Puglia – MiBACT Direzione Generale dello spettacolo – Regione Puglia. “I Nuovi Scalzi” portano in scena la passione, ma anche i conflitti e le fatiche di una giovane compagnia teatrale alle prese con la creazione di una nuova produzione, in un opera che rievoca Shakespeare non solo nel titolo ma anche nella struttura spiccatamente metateatrale. Un dramma nel dramma per raccontare le difficoltà, anche finanziarie, incontrate da una compagnia di Comici nel rappresentare una delle tragedie più conosciute del Bardo, ovvero“Amleto”. Così accade che, prova dopo prova, i ruoli professionali degli attori si intrecciano con i loro caratteri personali, fino a scontrarsi a causa di differenti visioni del mestiere, ma anche della vita. Una tragedia in commedia che identifica nella figura centrale di Amleto e nel suo dubbio fra l’“essere e non essere”, la condizione dei protagonisti. Il Capocomico, l’Attore e il Tecnico sono sempre in bilico fra realtà e finzione, condizione che caratterizza la vita dei teatranti. Nel corso della loro avventura i tre si trovano dinnanzi ad alcuni interrogativi fino ad arrivare a chiedersi, inducendo anche il pubblico a farlo: <>. La compagnia “I Nuovi Scalzi” nasce nel 2007 da un gruppo di giovani artisti provenienti da percorsi formativi differenti e si fa portavoce di un teatro fisico e di immagine attraverso il linguaggio espressivo della maschera, del nuovo circo e delle arti performative come della giocoleria e della visual grafic art. Le produzioni della compagnia sono attive sia in Italia che all’estero, grazie alla capacità dei propri artisti di ricercare nuovi linguaggi universali, immediati e d’impatto. “Shake n' Spear - Amleto2” è il primo degli otto spettacoli presenti nel cartellone targato Malalingua, rassegna teatrale alla quale è ancora possibile abbonarsi scegliendo il proprio posto in teatro e mantenendolo per l’intera stagione. Grande novità per quest’anno è la replica, prevista per ciascuno spettacolo alle ore 18:30, nella domenica successiva. Per info, costi e prenotazioni di biglietti ed abbonamenti, rivolgersi ai seguenti contatti: 3454213629 – 3494037423 - 080 9722881 (dal lun. al ven. dalle 16:00 alle 20:00); info.malalingua@gmail.com.

Il prossimo 27 ottobre al Teatro Forma di Bari si esibisce il trio del chitarrista Jacob Bro, che sarà accompagnato da Thomas Morgan al contrabbasso e Joey Baron alla batteria.


Dopo l’inaugurazione con ben quattro appuntamenti dedicati alle trombe più prestigiose del panorama jazzistico nazionale e internazionale, prosegue la IX^ Rassegna “Ecotopia” dell’Associazione musicale “Nel Gioco del Jazz”. Venerdì 27 ottobre al Teatro Forma a Bari, alle 21,00  si esibisce il trio del chitarrista danese Jakob Bro (nella foto) che sarà accompagnato da Thomas Morgan al contrabbasso e Joey Baron alla batteria.
Il chitarrista danese Jakob Bro ha pubblicato 13 album come band leader. Già collaboratore di Paul Bley, Chris Cheek, Bill Frisell, Lee Konitz, Paul Motian, Kenny Wheeler e tanti altri, continua a perfezionare il suo progetto in trio, con i suoi punti di forza su melodia, suono, spazio, stratificazioni e interazione. Il rapporto tra Bro e Thomas Morgan (Bro lo definisce "il mio compagno d'anima musicale") è diventato qualcosa di straordinario e spesso il chitarrista e il bassista sviluppano idee improvvisate in parallelo. C'è anche una ricchezza storica nella scelta di Joey Baron come nuovo batterista della band, perché Bro ha incontrato Morgan quando il bassista stava suonando nella band di Baron una decina di anni fa. L'approccio di Jakob alla melodia riconosce l'influenza di Motian, e sia Bro che Morgan hanno suonato nei suoi ultimi ensembles.  Ancora un trio lunedì 30 ottobre sempre al Teatro Forma di Bari, alle 21,00, con i BassDrumBone di Ray Anderson (trombone), Mark Helias (contrabbasso) e Gerry Hemingway (batteria).
Il trio festeggia il suo quarantesimo anniversario con un disco doppio (“The Long Road”, Auricle Records) che vede come ospiti il pianista Jason Moran e il sassofonista Joe Lovano, scelta del tutto logica data la forte natura avventurosa di entrambi i musicisti, pur in un contesto di continuità con la tradizione.
La musica di questa formazione di culto della scena downtown newyorchese, si nutre degli elementi base del linguaggio afroamericano, il ritmo, il timbro, la forte interazione: in questo senso la sintesi, operata dai musicisti che nei decenni hanno condiviso ricerca e palcoscenici con esploratori anche molto arditi come 
Anthony Braxton o Wadada Leo Smith, dà conto di un felicissimo dialogo tra ciò che è "dentro" e ciò che è "fuori," e la tensione sonora è sempre garantita da solide basi geometriche.  Non dimentichiamo poi la freschezza della pratica improvvisativa (le ultime due tracce del disco, dal vivo, ne restituiscono momenti esaltanti) che rappresenta una questione di attitudine prima ancora che di età.  
Costo biglietto JaKob Bro Trio e BassDrumBone: 25,00 euro settore “A” – 20,00 euro settore “B” - 15,00 euro settore “C” 
I prossimi appuntamenti dell’Associazione “Nel Gioco del Jazz” sono due concerti fuori rassegna  che rinnovano la collaborazione con “Bari Hi End”. Al The Nicolaus Hotel di Bari, sabato 4 novembre salirà sul palcoscenico il Pinturas Quintet, (con Roberto Ottaviano al sax)  e domenica 5 novembre  il Jacqui Naylor Quartet. 
Per informazioni su tutti gli eventi dell’associazione è possibile scaricare l’APP dal sito ufficiale, www.nelgiocodeljazz.it, Google Store, Facebook e da tutti i dispositivi tablet, smartphone e iphone. 
Biglietti e abbonamenti in vendita presso CENTRO MUSICA – C.so Vitt. Emanuele 165 – Bari - tel. 0805211777, oppure chiamando l’Associazione Nel Gioco del Jazz al 3389031130, o inviando una mail a info@nelgiocodeljazz.it – Fb

venerdì 20 ottobre 2017

ALL’UNIONE MUSICALE IL TALENTO DEL GIOVANE TORINESE LORENZO GUIDA.


L’ensemble d’archi formato dai giovani studenti del Conservatorio di Lugano, un appassionato direttore d’orchestra docente di alto perfezionamento presso lo stesso istituto e un giovane e talentuoso torinese solista al violoncello: ecco i protagonisti del concerto che domenica 22 ottobre 2017 presso il Conservatorio di Torino alle ore 16.30 inaugura la serie pomeridiana domenicale della Stagione 2017-2018 dell’Unione Musicale. 
Ancora una volta all’Unione Musicale tanti giovani sul palco, a partire da Lorenzo Guida (nella foto), classe 1999, figlio d’arte diplomatosi giovanissimo con lode e menzione presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Distintosi in numerosi concorsi, nel 2016 ha vinto l’International Cello Competition di New York che gli ha consentito di esibirsi presso la Carnegie Hall. Il legame con il Conservatorio della Svizzera Italiana è frutto del master di alto perfezionamento che Lorenzo Guida attualmente frequenta a Lugano sotto la guida di Johannes Goritzki, violoncellista e direttore d’orchestra, professore anche presso il Royal College of Music di Londra. Nella sua lunga carriera di solista e direttore, Goritzki si è esibito in tutto il mondo, ha inciso più di 40 dischi e ha diretto tutte le orchestre radiofoniche nazionali tedesche, oltre all’Orchestra da Camera di Losanna, l’Orchestra Filarmonica di Montpellier, l’Orchestra Sinfonica di Odense in Danimarca e la MCO Radio Kamerorkest di Hilversum in Olanda. L’Ensemble d’archi del Conservatorio della Svizzera italiana – Lugano è formato dai migliori studenti della scuola universitaria e da professionisti che si stanno specializzando. È stato diretto da grandi artisti e docenti internazionali quali Robert Cohen, Tamás Major, Johannes Goritzki, Danilo Rossi e Pavel Berman. 
Il programma del concerto prevede in apertura la Sinfonia n. 4 per archi op. 160 di Leopold van der Pals, compositore nato a San Pietroburgo da genitori olandesi-danesi e vissuto per la gran parte della vita in Svizzera, di cui Goritzki, da gennaio 2017, cura la prima edizione mondiale delle opere sinfoniche. A seguire le Variations de concert per violoncello e archi, opera giovanile del compositore francese Jean Françaix caratterizzata da una raffinata scrittura e dal frizzante virtuosismo dello strumento solista. Nella seconda parte l’Ensemble di archi diretto da Goritzki eseguirà la Serenata in mi maggiore op. 22 che Antonín Dvořák scrisse nel 1875 (la prima esecuzione ebbe luogo il 10 dicembre 1876 a Praga sotto la direzione di Adolf Cech). Cinque movimenti accomunati da ricchezza di invenzione melodica, espressività malinconica e da qualche riferimento al patrimonio folklorico slavo che arricchisce la matrice viennese di partenza.

giovedì 19 ottobre 2017

Venerdì 20 ottobre al Comunale di Bologna dirige il maestro Daniel Smith sul podio dell'Orchestra del Teatro. Musiche di Messiaen, Lutoslawsky e Shostakovich.


Sono passati cent'anni da quando il regime zarista di Nicola II crollò a causa dell’ondata rivoluzionaria russa: ed è questo il momento storico che ha ispirato Dmitrij Šostakovič per la sua Sinfonia n. 12 in Re minore, in programma venerdì 20 ottobre alle 20.30 al Teatro Comunale con il direttore australiano Daniel Smith (nella foto) sul podio dell'Orchestra del teatro felsineo.
La Sinfonia, dal titolo “L’anno 1917”, celebra appunto l’inizio di quel percorso politico e sociale che porta nel 1922 alla fondazione dell’URSS; composta fra il 1960 e il 1961 ed eseguita, dopo un primo glorioso debutto a Leningrado, per il ventiduesimo congresso del Partito Comunista a Mosca, è una delle opere celebrative che Šostakovič dedica all’Unione Sovietica.
Smith, vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui il Concorso di direzione d’orchestra “Lutosławski", proprio del compositore polacco propone a Bologna il Concerto per orchestra, creazione del 1954, eseguita per la prima volta dall’Orchestra Filarmonica di Varsavia e ricca di riferimenti popolari. Nella Polonia stalinista, Witold Lutosławski non poté seguire il filone imperante delle avanguardie sperimentaliste e si dedicò ad una musica che non incontrasse le resistenze del regime. In questo contesto si inserisce il Concerto per orchestra, articolato in tre movimenti che rimandano – con le loro indicazioni “Intrada”, “Capriccio notturno” e “Passacaglia” – ad una musica cristallizzata nel passato.
Apre la serata Les Offrandes Oubliées, prima opera di Olivier Messiaen ad essere stata eseguita in pubblico, nella quale il compositore francese – che la compose nel 1930 a soli ventidue anni – cercò di trasmettere i contenuti spirituali ai quali si ispirava.
Il concerto, che fa parte della Stagione Sinfonica del Comunale, si inserisce anche nel programma della seconda edizione di Bologna Modern – Festival per le musiche contemporanee.

Sarà registrato e trasmesso in differita da Radio3.

I biglietti (da 30 a 15 euro) sono in vendita online e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Informazioni su www.tcbo.it.

mercoledì 18 ottobre 2017

Martedì 24 ottobre Rino Marrone dirigerà il Collegium Musicum in "il ragtime da Joplin a Stravinskij" al Teatro Abeliano.


Il prossimo appuntamento della XXII stagione de "I Concerti del Collegium Musicum", diretto dal Maestro Rino Marrone (nella foto), è con "il ragtime da Joplin a Stravinskij",  l'omaggio a Scott Joplin in occasione del centenario della morte, fissato per Martedì 24 ottobre alle ore 20,45 sempre presso il Nuovo TEATRO ABELIANO (via Padre Massimiliano Kolbe, 3 Bari). Il Ragtime nasce alla fine del XIX secolo come musica “nera” ballabile eseguita al piano. Il successo fu presto universale soprattutto per le versioni diffuse dai musicisti bianchi poiché meno compromesse con l’immagine di genere scandaloso e inferiore e ai pregiudizi razziali che il ragtime (rag sta per straccio) si portava appresso soprattutto negli Stati Uniti. E furono perlopiù i bianchi a diffondere il rag per gruppi strumentali. Ma per la storia, nonostante ciò, il massimo esponente del genere rimane un nero, Scott Joplin appunto che ascolteremo dapprima insieme ad altri come James Scott, Arthur Marshall, Irving Berlin, James Europe, George Gershwin, Igor Stravinskij e, in prima esecuzione assoluta, commissione del Collegium Musicum, "Raga-o-rama" del musicista Maurizio Lomartire. 


Venerdì 20 ottobre l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana si esibirà in un concerto diretto da Giuseppe Lanzetta al Teatro Kismet di Bari.


Venerdì 20 ottobre 2017, alle ore 21.00, nel Teatro Kismet di Bari (Strada S. Giorgio Martire, 22/F) l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Giuseppe Lanzetta (nella foto),  e con solista, Luca Benucci (al corno).
(Biglietti: intero € 10,00ridotto e studenti under 18, universitari, di Conservatorio, over 65, dipendenti dell' Ente, dipendenti pubblici iscritti a circoli ricreativi € 5,00). 
In programma brani di Felix Mendelssohn – Bartholdy Le Ebridi, Overture op.26Richard Strauss, Concerto n.1 per corno e orchestra op. 11 e Franz Schubert, Sinfonia n.8 “Incompiuta” in si minore  D.75.

martedì 17 ottobre 2017

Parte il 22 novembre la seconda edizione del Festival Donizetti Opera a Bergamo.


La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolgerà a Bergamo dal 22 novembre al 4 dicembre 2017, presenta accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr – Il borgomastro di SaardamPigmalione e Che originali! – altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore star del belcanto, Juan Diego Flórez (nell’unico appuntamento cameristico in Italia per il 2017); la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico scenario della Basilica di Santa Maria Maggiore, e ancora il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau, letto dall’antropologo Marc Augé. Il festival DO2017 avrà un ulteriore punto di forza nello spostamento “forzato” in Città Alta, luogo che, con il suo fascino indiscutibile, saprà conquistare e legare a Bergamo il pubblico. 
«Donizetti Opera – afferma il direttore artistico Francesco Micheli (nella foto) – è la lunga festa di compleanno che Bergamo dedica a Gaetano Donizetti; è straordinario come da tutto il mondo il pubblico accorra per celebrare un artista così noto ma che ha ancora molto da rivelare e raccontare: lo hanno dimostrato nel 2016 la visita del Presidente della Repubblica Mattarella, l’entusiasta e generosa partecipazione di tanti bergamaschi, più di un terzo di pubblico straniero, senza contare i ragazzi che hanno affollato le anteprime. A tutti, uno per uno, il nostro grazie e il nostro invito a tornare per il prossimo Dies natalis. Buon compleanno, Gaetano!». 
Anche nel 2017 il festival Donizetti Opera si snoderà infatti intorno al Dies Natalis (29 novembre) con due fine settimana dedicati alle recite operistiche che, – come è noto – andranno in scena tutte nel bellissimo spazio del Teatro Sociale, un luogo tutt’altro che “minore” rispetto al più grande teatro sito in città bassa, che sarà chiuso per restauri; il Teatro Sociale va anzi scoperto e amato come luogo particolarmente adatto all’ascolto della musica di Donizetti, soprattutto del repertorio giovanile e buffo, che poi è quello meno noto al pubblico e che si potrà vedere in scena soltanto a Bergamo.
Con il supporto della sezione scientifica della Fondazione diretta da Paolo Fabbri, sono state scelte Il borgomastro di Saardam e Pigmalione, due rarità che faranno nuovamente accendere i riflettori sulla città, impegnata verso una sempre maggiore identità con il compositore. 
«Donizetti Opera è un festival di respiro internazionale che ha conquistato in due anni uno spazio e una grande attenzione cittadina – afferma Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura di Bergamo – crescendo grazie all’ampio e inestimabile lascito musicale di Donizetti e agli sforzi della Fondazione a lui dedicata. L'Amministrazione esprime gratitudine e apprezzamento nei confronti del direttore artistico Francesco Micheli che ha rivoluzionato il compositore e tutti noi, a Paolo Fabbri, direttore scientifico straordinariamente competente e a tutti coloro che lavorano per Donizetti e con Donizetti, contribuendo a farne il concittadino più amato. Attendiamo con entusiasmo la nuova ormai prossima edizione del festival operistico che apre ancora una volta a nuove sfide, forte del sensibile incremento di pubblico registrato dalle ultime due edizioni, degli apprezzamenti della critica e dalla positiva e gioiosa ricaduta che ha avuto sulla città e sulla formazione dei giovani. Con il DO si realizza uno degli indirizzi di politica culturale più significativi: il riconoscimento di Bergamo come città di cultura europea e luogo di crescita e formazione culturale». 
Si comincia con Il borgomastro di Saardam (24 e 26 novembre, 2 dicembre – anteprima under30: 22 novembre), melodramma giocoso la cui scelta deriva anche dai legami del soggetto con la storia russa, poiché il protagonista è lo zar Pietro il Grande: la Fondazione Donizetti partecipa, come è noto, alle celebrazioni per il 200° anniversario della scomparsa dell’architetto Giacomo Quarenghi e l’inserimento in programma di un’opera che lega il compositore orobico alla Russia è sembrato il  contributo più pertinente che si potesse dare. La produzione del Borgomastro di Saardam ha poi un’impronta particolarmente “bergamasca” con la bacchetta di Roberto Rizzi Brignoli e con Davide Ferrario, celebre regista cinematografico di fama internazionale, molto legato alla città e al Lab80, che debutta nella lirica. Il cast vede affiancati Andrea Concetti (interprete di carriera ormai conclamata, protagonista sui palcoscenici di tutto il mondo) ad alcune voci che si stanno affermando in questi anni nel repertorio belcantistico come Giorgio Caoduro, Juan Francisco Gatell, Irina Dubrovskaya e Aya Wakizono. L’Orchestra e il Coro (affidato alla direzione di Fabio Tartari) sono quelli del festival Donizetti Opera, impegnati già dal 2016 nell’esecuzione dei lavori del compositore cittadino. Il Borgomastro di Saardam, opera composta nell’estate del 1827, ci restituisce un giovane Donizetti già esperto nel creare situazioni teatrali, semplici ma d’effetto. L’intreccio celebra un atto di generosità dello zar Pietro il Grande in favore di Flimann che, insignito di un altisonante titolo, sposa l’amata Marietta. Il libretto, scritto da Domenico Gilardoni, è un perfetto esempio di opera buffa italiana sul quale Donizetti costruisce un discorso musicale elettrizzante con geniali interventi che si discostano dal canone musicale rossiniano, allora imperante. Proprio in quei sottili scostamenti dalle celebri e celebrate partiture di Rossini, risiedeva la via per crearsi un posto di rilievo nel panorama operistico italiano dell’Ottocento, abitato da impresari più o meno rispettabili e capricciose prime donne molto pericolose. È così che, nell’Introduzione dell’opera, Donizetti introduce un pulsante ritmo di bolero e, nel Terzetto del primo atto, una miracolosa frase ai violini, distesa e lirica, che sarà una delle sue cifre stilistiche più apprezzate. La partitura serba altre gemme che allo spettatore toccherà scoprire. 
Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25 novembre, 1 e 3 dicembre – anteprima under30: 23 novembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si basano sull'amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al progetto Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagonista del primo lavoro di Donizetti sarà il celebre tenore Antonino Siragusa, con Aya Wakizono nel ruolo di Galatea, mentre nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati, fra gli altri, Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano, bacchetta italiana fra le più esperte oggi nel recupero delle prassi esecutive del passato. La regia è invece affidata a Roberto Catalano, giovane emergente che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti di AsLiCo, con le scene di Emanuele Sinisi e i costumi di Ilaria Ariemme.
Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Metastasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Gli effetti della rivoluzione francese si erano fatti sentire anche sui nuovi prodotti culturali, più critici nei confronti del passato e portatori di nuove istanze di pensiero, “originali” appunto! Pigmalione, composto da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappresenta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Un aneddoto molto significativo ricopre questa partitura di particolare importanza: Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di questo atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. 
Dalla farsa Che originali! verrà tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia e regia preparata da Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’Ensemble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. 
In occasione del Dies natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone Mayr, Corrado Rovaris – che torna a Bergamo dopo il successo di Anna Bolena riconosciuto anche dal Premio Abbiati della Critica Musicale italiana – dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari) nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini. Solisti Carmela Remigio, Chiara Amarù, Juan Francisco Gatell, Andrea Concetti e Omar Montanari. 
Il 30 novembre, al Teatro Sociale, un appuntamento che accompagna idealmente l’opera dei 200anni: Pygmaliondi Jean-Jacques Rousseau, melologo (cioè prosa con intermezzi musicali) in un atto che, attraverso il riferimento classicista alla mitologia e alle Metamorfosi di Ovidio, esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono tutt’uno (come estremo approfondimento di una convinzione che già a partire dall’Italia del Rinascimento si era andata diffondendo). A dar voce a Bergamo alle parole del Rousseau filosofo sarà l’antropologo francese Marc Augé: in tal modo, almeno idealmente, si tenterà di erigere un ponte storico tra il filosofo dello “stato di natura” e l’antropologo del “non luogo”, entrambi, a distanza di secoli, impegnati in un’attenta analisi critica del reale. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra laBarocca di Milano. 
Il festival si conclude il 4 dicembre con un evento di grandissimo prestigio, un recital imperdibile, che si annuncia sold out e che farà arrivare a Bergamo appassionati da tutto il mondo: protagonista la star del belcanto Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo – ormai storici i suoi bis della donizettiana aria dei nove Do nella Fille du régiment al Met di New York o ancora i cinquanta minuti di applausi e sette bis per il recital del 2015 alla Scala – proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al pianoforte Vincenzo Scalera. 
Naturalmente le due settimane di festival saranno arricchite da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno ancora una volta grazie a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di Gaetano Donizetti a misura di festival. 
Il festival Donizetti Opera, è organizzato da Fondazione Donizetti, Comune di Bergamo e Teatro Donizetti. Con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Camera di Commercio Bergamo, MIA, Fondazione della Comunità Bergamasca, ASM. In collaborazione conOpera Europa.

lunedì 16 ottobre 2017

L'Orchestra Giovanile Italiana sarà protagonista di tre concerti insieme al direttore Philippe Auguin ed al "figlio d'arte", il violinista Michael Barenboim dal 16 al 18 ottobre.


L’Orchestra Giovanile Italiana dal 16 al 18 ottobre sarà protagonista di tre concerti insieme a Philippe Auguin (nella foto), musicista dall’ampia attività internazionale, attualmente direttore musicale di due importanti istituzioni statunitensi: Washington National Opera e Kennedy Center Opera House.
I tre appuntamenti sono di particolare prestigio, perché l’OGI sarà ospite il 16 ottobre di Musica Insieme presso l’Auditorium Manzoni di Bologna, il 17 dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia all’Auditorium Parco della Musica di Roma, ed infine il 18 ottobre della stagione Tempo d’Orchestra, al Teatro Sociale di Mantova.
I concerti si apriranno con il Preludio de I Maestri Cantori di Norimberga, per proseguire con il Concerto in re maggiore op. 35 di Erich Wolfgang Korngold, dedicato ad Alma Mahler ed eseguito per la prima volta nel 1947. Ne sarà interprete il trentaduenne violinista Michael Barenboim, figlio d’arte lanciato in una straordinaria carriera internazionale.
La seconda parte sarà dominata dalla grandiosa architettura della Settima Sinfonia di Bruckner, un’emozionante sfida strumentale per i musicisti dell’Orchestra Giovanile Italiana.


Per informazioni: 055/597851 oppure www.scuolamusicafiesole.it

Martedì 17 ottobre verrà presentata nell'ex ospedale San Rocco di Matera la XVI stagione della rassegna "Matera in musica" organizzata dall'Orchestra Ico "Magna Grecia" e Festival Duni.


Verrà presentata martedì 17 ottobre, alle ore 11, nell’ex ospedale San Rocco di Matera, la XVI stagione della rassegna “Matera in musica”, organizzata dall’Orchestra Ico “Magna Grecia” e Festival Duni. Oltre al maestro Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra Ico, saranno presenti il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, la dirigente del settore cultura, turismo e cooperazione internazionale Patrizia Minardi, l’assessore al turismo Adriana Poli Bortone e il direttore artistico di Festival Duni Saverio Vizziello.
Dodici i concerti, dal 25 ottobre 2017 al 19 marzo 2018. Nello spettacolo d’esordio, sul palco dell’Auditorium Gervasio, si esibiranno “Le Div4s”, accompagnate dall’Orchestra Ico Magna Grecia diretta da Piero Romano (nella foto), con repertorio: dalla lirica al pop.

venerdì 13 ottobre 2017

Sabato mattina 14 ottobre, si terrà la conferenza stampa della 74esima stagione concertistica degli Amici della Musica "Arcangelo Speranza" di Taranto.


Gli Amici della Musica Arcangelo Speranza presentano alla stampa la 74ª Stagione concertistica. L’incontro con i giornalisti è in programma sabato 14 ottobre, alle ore 11.15, al Caffè Bernardi. Ad inaugurare la Stagione, il 14 dicembre, al Teatro Orfeo di Taranto, sarà l’artista Paola Turci (nella foto) con un concerto per il quale è già attiva la prevendita. La nota cantautrice arriverà con il tour teatrale successivo all’uscita dell’album «Il Secondo Cuore New Edition», prevista il prossimo 27 ottobre. Il disco, anticipato dal nuovo singolo «Off-Line», oltre ai brani de «Il secondo cuore», pubblicato a marzo con uno straordinario riscontro di pubblico e critica, conterrà tre inediti (il nuovo singolo, «Eclissi» e «Al posto giusto») e un dvd con le immagini e le interviste inedite dell’artista in tour, il backstage, le emozioni del pre-concerto, riflessioni a cuore aperto e performance inedite al pianoforte e alla chitarra. 

Al festival pianistico "Città di Corato" sabato 14 ottobre è di scena il Duo Pianistico composto da Sara Bartolucci e Rodolfo Alessandrini nel concerto-spettacolo "Io e Beethoven".


Al Festival pianistico Città di Corato diretto da Filippo Balducci, sabato 14 ottobre (ore 21), Teatro Comunale, è di scena il Duo Pianistico di Firenze, composto da Sara Bartolucci e Rodolfo Alessandrini (nella foto), nel concerto-spettacolo «Io e Beethoven» che in matinée viene presentato anche per le scuole. Verrà eseguita la Sesta Sinfonia «Pastorale» nella versione per pianoforte e quattro mani di Carl Czerny, brillante pianista e compositore, oggi ricordato solo per i suoi Studi per pianoforte, ma che fu il più autorevole e affezionato allievo di Beethoven. Proprio attraverso le parole di Czerny, del quale si potrà anche ascoltare una composizione di rara esecuzione, la Ouverture Caratteristica e Brillante op. 54, il Titano della musica verrà raccontato attraverso una serie di aneddoti. Giovanissimo, Czerny fu presente come aiutante di Beethoven alle prove e alla leggendaria serata del 22 dicembre 1808, durante la quale furono eseguite per la prima volta a Vienna la Quinta e Sesta Sinfonia.
Di ritorno al Festival di Corato, manifestazione quest’anno inserita nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro con il sostegno di Regione Puglia, Comune di Corato, alcune associazioni culturali, il mondo della scuola e imprenditori locali, il Duo pianistico di Firenze è unanimemente apprezzato per il perfetto insieme esecutivo e l’attenzione stilistica. Vincitori e successivamente organizzatori di importanti concorsi pianistici, hanno suonato in Europa, Russia, Giappone e Stati Uniti presentando un vasto repertorio in larga parte sconosciuto comprendente una cinquantina di prime esecuzioni.
I due musicisti hanno inciso per la Brilliant Classics musiche di Rubinstein e Chopin, per Mudima composizioni di Pratella e per Rosalba Records brani per il cinema da loro stessi trascritti. Hanno inoltre pubblicato opere a quattro mani e sono i curatori della «Four Hands Editions», il più vasto progetto editoriale per duo pianistico.
Biglietti 10 euro (ridotti 7 euro).

Nel cinquecentesimo anniversario della Riforma di Lutero il Coro e l'Orchestra della Cappella Corradiana diretti da Antonio Magarelli propongono pagine significative di Bach.


LUTERANA
Musiche di Johann Sebastian Bach
in collaborazione con Ritratti Festival

Annamaria Bellocchio, soprano
Vincenzo Scarafile, alto
Michele Sallustio, tenore
Gianluca Borreggine, basso
Coro e Orchestra Barocca Cappella Musicale Corradiana
direttore Antonio Magarelli


DOMENICA 15 OTTOBRE, ore 20.30
Auditorium Diocesano Salvucci, Molfetta

LUNEDÌ 16 OTTOBRE, ore 20.30
Cattedrale, Altamura

MARTEDÌ 17 OTTOBRE, ore 20.30
Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, Bari

MERCOLEDÌ 18 OTTOBRE, ore 20.30
Chiesa dell’Amalfitana, Monopoli

 
Nel cinquecentesimo anniversario della Riforma di Lutero raccolta da Bach, il Coro e l’Orchestra della Cappella Musicale Corradiana diretti da Antonio Magarelli, con solisti Annamaria Bellocchio (soprano), Vincenzo Scarafile (alto), Michele Sallustio (tenore) e Gianluca Borreggine (basso), propongono pagine significative del genio di Eisenach.