giovedì 12 gennaio 2017

Per la stagione di danza contemporanea del Comune di Bari domani 13 gennaio va in scena alle 21 uno speech Teatro Kismet.


Per la stagione di danza contemporanea del Comune di Bari realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Teatri di Bari e Altradanza, uno speech e una produzione domani, venerdì 13 gennaio, dalle ore 21.00 al Teatro Kismet.
Doppio appuntamento al Teatro Kimet OperA con Roberto Castello: La danza spiegata agli odontoiatri e a seguire In girum imus nocte (et consumimur Igni)

domani, venerdì 13 gennaio 2017
dalle ore 21.00 
al Teatro Kismet

ALDES/Roberto Castello
LA DANZA SPIEGATA AGLI ODONTOIATRIConferenza – spettacolo semiseria su tutto ciò che a teatro non è letteratura 
di e con ROBERTO CASTELLO
Il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia offre al pubblico la sua personale visione della danza in palcoscenico. 45 minuti su come rendere intellegibile l’arte coreutica.

 a seguire

IN GIRUM IMUS NOCTE
(ET CONSUMIMUR IGNI)
(Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco)
di ROBERTO CASTELLO
in collaborazione con la compagnia
interpreti Mariano Nieddu, Stefano Questorio, Giselda Ranieri, Irene Russolillo
assistente Alessandra Moretti
luci, musica, costumi Roberto Castello
costumi realizzati da Sartoria Fiorentina, Csilla Evinger
con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
Una scabro bianco e nero e una musica ipnotica sono l'ambiente nel quale si inanellano le narrazioni di questo peripatetico spettacolo notturno a cavallo fra cinema, danza e teatro. Illuminato dalla fredda luce di un videoproiettore, il nero profondo dei costumi rende diafani i personaggi e li proietta in un passato senza tempo abitato da un'umanità allo sbando che avanza e si dibatte con una gestualità brusca e scomposta, oltre lo sfinimento; mentre il ritmo martellante trasporta poco a poco in una dimensione ipnotica e ad un'empatia quasi fisica con la fatica degli interpreti. ”In girum imus nocte et consumimur igni”, “Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco”, enigmatico palindromo latino dalle origini incerte che già fu scelto come titolo da Guy Debord per un famoso film del 1978, va così oltre la sua possibile interpretazione di metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri, per diventare un'esperienza catartica della sua, anche comica, grottesca fatica.

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Il cantautore Max Vigneri presenta sabato 14 gennaio alle 19.30 il suo ultimo progetto discografico presso il Fondo Verri di Lecce.


Il cantautore leccese Max Vigneri presenterà sabato 14 gennaio, alle ore 19.30, presso il Fondo Verri di Lecce, il suo ultimo progetto discografico “Tempo”, uscito pochi giorni fa per Abac edizioni.
La serata verrà introdotta dallo scrittore Livio Romano e nel corso della presentazione il cantautore eseguirà dal vivo alcuni brani, accompagnato da Josh Chiriatti all’organo Hammond, pianoforte e tastiere, e da Egidio Presicce al sax. Ospiti della serata saranno Elisabetta Guido, Bianca Berry, Alberto Minafra,Andrea Rizzo, Antares De Nunzio, Francesco Marra e il produttore/editore Andrea Baccassino.
 Un artista introspettivo, profondo, di qualità e poliedrico che dopo il suo primo disco, “Caffè Buda”, pubblicato nel 2011, ha scritto dodici brani intensi, che creano l’atmosfera raffinata e suggestiva di “Tempo”, registrato pressoValkiria Studio. 
«È un album pieno di canzoni d'amore, ma che ha una particolarità – racconta l’artista – ossia nei testi non c'è mai la parola "amore". Un sentimento quindi non esplicitato, ma espresso sotto varie forme, come quella del tempo, che dà il titolo al disco. Donare il proprio tempo non è forse un atto d'amore? Amore poi sì, per la donna, ma anche per la musica e l'arte, come racconto in "L'artista". Il sentimento più bello del mondo nelle più svariate sfaccettature, ognuna corrispondente a un sound preciso: li imparerete a conoscere ascoltando l'album.»
La presentazione di sabato 14 gennaio è a ingresso libero.

mercoledì 11 gennaio 2017

Si inaugura al Comunale di Bologna il 20 gennaio la nuova stagione lirica con il Ratto dal Serraglio di Mozart diretto da Nikolaj Znaider.


La nuova stagione lirica del Teatro Comunale di Bologna si inaugura venerdì 20 gennaio alle ore 20.00 (serata di Gala), con il Singspiel Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) K 384 di Wolfgang Amadeus Mozart, realizzato in una produzione del TCBO con il Festival di Aix-en-Provence (dov’è stato rappresentato nel 2015) e il Musikfest Bremen. Sul podio Nikolaj Znaider, danese, affermato violinista oggi sempre più frequentemente impegnato nella direzione d'orchestra, al suo debutto in Italia in un'opera. La regia è dell'austriaco Martin Kušej, Sovrintendente del Residenztheater di Monaco e riconosciuto come uno dei più rilevanti registi degli ultimi anni sulla scena internazionale. Le scene sono di Annette Murschetz, i costumi di Heide Kastler e le luci di Reinhard Traub. La regia è ripresa a Bologna da Herbert Stoeger. La prima dell'opera verrà trasmessa in differita da Radio3 Rai.

Il "Singspiel" (spettacolo operistico con dialoghi parlati in lingua tedesca) su libretto di Christoph Friedrich Bretzner rielaborato da Johann Gottlieb Stephanie il giovane, andato in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna nel luglio del 1782, viene ora proposto collocando la vicenda in un Oriente vicino a noi per epoca e ambientazione, trasformando il palcoscenico in una landa desertica, con tanto di dune di sabbia e tende berbere, sulla quale si svolgono le contrastate vicende tra le due coppie di amanti protagoniste e i loro antagonisti, leggibili anche come metafora dei contrasti tra Occidente e Oriente. I dialoghi, riscritti dal drammaturgo Albert Ostermaier, trasportano l’azione negli anni ’20 del Novecento (gli anni di Lawrence d’Arabia e del tardo colonialismo europeo), quando le potenze occidentali – con in testa l’Inghilterra – fecero del Medio Oriente il territorio dell'estrazione del petrolio, della ricchezza, del potere, con il pretesto della lotta contro gli ottomani alleati con i tedeschi, suscitando nelle popolazioni un risentimento profondo, di cui l'Isis è il prodotto finale di oggi. Lo spettacolo muove quindi una profonda riflessione storico-politica e le scene generano forse ancora di più un forte impatto visivo ed emotivo nel pubblico per l'inevitabile associazione con le immagini di cronaca che ogni giorno scorrono davanti agli occhi di tutti. Già all'epoca di Mozart Il ratto dal serraglio si inseriva in quel filone di opere legate a una moda della turcheria che da tempo esorcizzava in Occidente la paura per le invasioni ottomane.
Questa versione del Ratto (che ha suscitato accesi contrasti in occasione del debutto ad Aix en Provence) arriva adesso a confrontarsi con la sensibilità del pubblico italiano in un teatro, come il Comunale di Bologna, da sempre caratterizzato per l’apertura nei confronti dei nuovi linguaggi (negli ultimi anni ha ospitato registi del calibro di Bob Wilson, Romeo Castellucci, Guy Joosten, Alvis Hermanis, opere contemporanee multimediali come "River of Fundament" di Matthew Barney ed esponenti del nuovo teatro di ricerca come Fanny & Alexander, Nigel Lowery e Pietro Babina).
Martin Kušej, vincitore in Germania del prestigioso premio "Faust" per la migliore regia teatrale nel 2012, è celebre per il suo teatro politico, "radicale" e senza compromessi, ed è tra i registi di oggi quello fra i più noti in questo "sport estremo”, con cui le sue realizzazioni sceniche esplorano le regioni infuocate della società, come nel caso di questa messa in scena del Ratto mozartiano.
Sul palco sono impegnati Karl-Heinz Macek nel ruolo del pascià Selim, Cornelia Goetz in quello di Kostanze, Julia Bauer nei panni della sua cameriera Blonde, Bernard Berchtold come Belmonte, Johannes Chum nel ruolo del suo servitore Pedrillo e Mika Kares come Osmin. L'orchestra, il coro diretto da Andrea Faidutti e i tecnici sono quelli del Teatro Comunale di Bologna. Die Entführung aus dem Serail è replicato il 22, 24, 26 e 29 gennaio.
Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfa Wassermann.
I biglietti (da 125 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un'ora e mezza prima dell'inizio di ogni spettacolo al 50% del costo.

Sei concerti obliqui da sabato 14 febbraio a Palazzo Pesce di Mola di Bari.


Sei concerti “obliqui”, da sabato 14 gennaio, al Teatro van Westerhout e a Palazzo Pesce di Mola di Bari, con ospiti internazionali, tra i quali spicca il percussionista americano Ray Mantilla. Le Stagioni dell’Agìmus (Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali) dirette da Piero Rotolo nella rete Orfeo Futuro, tornano nel 2017 con la loro consolidata programmazione “trasversale” a partire dall’inaugurale «Concerto per Eduardo» al Teatro van Westerhout: un viaggio attraverso le voci dei personaggi cari all’autore di «Napoli Milionaria» e «Filumena Marturano», con una produzione per quartetto d’archi, clarinetto e voce recitante nata all’interno dello spettacolo «Io parlo napoletano, scusate…» che ha segnato nel 2009 il debutto alla regia di Maurizio Pellegrini all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.
La prima parte della ventitreesima edizione delle Stagioni dell’Agìmus, sostenuta dalla Regione Puglia e dal Comune di Mola di Bari, proseguirà domenica 29 gennaio a Palazzo Pesce con un itinerario tra melodramma e arie da camera italiane (Bellini, Puccini, Tosti) e Zarzuelas e Canciònes spagnole (Granados, Falla, Luna), protagonista il soprano Maria Eugenia Boix con la pianista Anna Ferrer, mentre il 18 febbraio l’ensemble Umberto Giordano, guidato dalla foggiana Gianna Fratta (recente protagonista sul podio del concerto di Natale al Senato), suonerà al van Westerhout musiche di Beethoven in un originale spettacolo dedicato al compositore tedesco con la partecipazione straordinaria dell’attore Giampiero Mancini.
Concerto doppio il 5 marzo, sempre al Teatro Comunale, che verrà aperto da Piero Rotolo, impegnato in un recital pianistico fuori dagli schemi, all’interno del quale il musicista pugliese proporrà un'antologia di capolavori (troppo noti) e di rarità pianistiche (troppo poco note) di grande effetto emotivo per un pubblico curioso. Seguirà la performance del violoncellista Luciano Tarantino che, con il pianista Giuseppe Bini, presenterà il progetto discografico «Cello Encores» incentrato sui cosiddetti pezzi da bis.
Quindi, il 18 marzo, ancora al van Westerhout, sarà di scena una leggenda vivente della musica latino-americana, il percussionista newyorchese di origini portoricane Ray Mantilla, già accanto a Max Roach, Art Blakey, Charles Mingus e Tito Puente, atteso nel concerto «American and Carribean Songs» con il collaudato quartetto del chitarrista Maurizio Di Fulvio e la vocalist Alessia Martegiani.
Nello stesso solco si inserisce l’evento di chiusura (data ancora da definire) con il Patagonien Quartett, formazione di stanza a Vienna ma composta da musicisti latino-americani impegnati nella reinterpretazione in chiave classico-europea della propria tradizione. L’appuntamento di Mola, un’esclusiva nazionale, viene realizzato in collaborazione con la Tim Competition, il Trofeo internazionale di musica che ha visto il gruppo di Christian Kausel (violino), Daygoro Serón (violoncello), Franco Hernàndez (basso) e Alejandro Lopez (chitarra)

martedì 10 gennaio 2017

Cresce l'attesa per la Prima del Don Carlo in cinque atti di Verdi diretta da Myung-Whun Chung.


Cresce l’attesa per la Prima di Don Carlo di Giuseppe Verdi, che da martedì 17 gennaio torna alla Scala nella sua versione integrale in 5 atti, a quarant’anni dalla storica edizione voluta da Claudio Abbado nel 1977.
Sarà una grande bacchetta verdiana, Myung-Whun Chung, a restituire le inesauribili sfumature di questo grandioso affresco della maturità di Verdi su testo di Schiller. Un intreccio magistrale fra dramma privato e politico, fra amore e ragion di stato nel cupo splendore del Siglo de Oro spagnolo. La regia, tutta concentrata sull’azione, è firmata dal decano Peter Stein, reduce dal successo del Flauto Magico.Don Carlo alla Scala significa anche una tradizione di grandi voci, per un’opera che conta almeno cinque prime parti d’eccezione e una scrittura vocale di rara difficoltà. Nelle nove repliche in scena fino al 12 febbraio, ascolteremo alcuni dei più importanti interpreti verdiani d’oggi. I due amanti Carlo e Elisabetta, maggiormente protagonisti nella versione in 5 atti, saranno Krassimira Stoyanova e Francesco Meli, recentemente applauditi dal pubblico milanese in Simon BoccanegraI due Foscari e Giovanna d’Arco. Per il ruolo di Filippo II il nome leggendario è quello di Ferruccio Furlanetto, mentre la Principessa Eboli e il Marchese di Posa saranno Ekaterina Semenchuk e Simone Piazzola.

Biglietti da 15 a 250 euro più prevendita. Scopri la disponibilità e acquista online o in Biglietteria Centrale (aperta tutti i giorni dalle 12 alle 18 presso il Sagrato del Duomo MM1).

Ti aspettiamo a Teatro!

Il 12 gennaio Jamaes Conlon dirige musiche di Esa Pekka Salonen e Wagner con l'OSN della Rai di Torino.

Si apre con un brano in prima esecuzione italiana – Nyx di Esa-Pekka Salonen – e si chiude con il primo atto di un capolavoro wagneriano - Die Walküre – il primo concerto del nuovo anno dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 12 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Sul podio il Direttore principale della compagine Rai, James Conlon.
Nyx prende il nome di una dea della mitologia greca: “È una figura estremamente nebulosa – dice il compositore Esa-Pekka Salonen – non abbiamo una precisa nozione del suo carattere o della sua personalità. È questa la qualità che mi ha più affascinato e mi ha spinto a scegliere il suo nome come titolo per questo pezzo orchestrale. Non ho cercato di descrivere questa figura mitologica in modo musicale. Tuttavia il costante tremolio, il rapido modificarsi delle strutture e il carattere elusivo di certi gesti musicali potrebbero essere correlati al soggetto”. L’opera è stata eseguita per la prima volta il 19 febbraio 2011 al Théâtre du Châtelet a Parigi.
A seguire il primo atto della prima giornata della Tetralogia di Richard Wagner:Die Walküre (La Valchiria). La vicenda è quella di Sieglinde e Siegmund, i due fratelli che si ritrovano e si riconoscono, prendendo coscienza di sé stessi e del misterioso amore che li lega, sfidando lo sposo di Sieglinde, Hunding. A interpretarli sono chiamati il soprano Anja Kampe (Sieglinde), il tenore Christian Elsner (Siegmund) e il basso Kwangchul Youn (Hunding).
Il concerto è replicato venerdì 13 gennaio alle 20, con collegamento diretto su Radio3. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani con meno di trent’anni) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.

Anche per la 75esima stagione della Camerata Musicale Barese lunedì 30 gennaio al Petruzzelli appuntamento con l'Esemble di Berlino e Peppe Servillo.


Anche per la 75ª Stagione, la Camerata Musicale Barese, come da tradizione, presenterà interessanti appuntamenti per la rassegna di Teatro Musicale.
Primo appuntamento lunedì 30 gennaio al Teatro Petruzzelli con l’Ensemble di Berlino Solisti dei Philarmoniker e Peppe Servillo uno dei volti più interessanti del teatro italiano.
Peppe Servillo sarà il protagonista del “Borghese gentiluomo” di Molière.
Il cantante e attore napoletano interpreterà una sua riduzione di questo famosa commedia, con le musiche di scena composte nel 1912 da Richard Strauss ed eseguite ora dall’Ensemble Berlin, che riunisce alcuni splendidi musicisti degli impareggiabili Berliner Philharmoniker.
Il “Borghese gentiluomo“, una delle commedie di maggior successo di Molière, è una satira sferzante dei nuovi ricchi, che si atteggiano a gran signori con risultati ridicoli, ma vi si può vedere anche una critica alla manierata etichetta e ai pomposi costumi della corte di Luigi XIV. Per la prima rappresentazione del 1670 Jean Baptiste Lully scrisse un sontuoso accompagnamento musicale, che ottenne grande successo ma venne poi accantonato. Nel 1912 Hugo von Hofmannsthal, il massimo poeta austriaco del tempo, preparò una propria rielaborazione della commedia di Molière e, volendo restituire alla musica il ruolo che aveva avuto in origine, chiese a Richard Strauss di scrivere le musiche di scena. La versione di Hofmannsthal ebbe però un’acccoglienza piuttosto fredda e non entrò mai in repertorio, a differenza della musica, da cui nel 1920 Strauss ricavò una suite per orchestra, che da allora viene eseguita come una composizione autonoma. Negli anni alcuni grandi personaggi del mondo dello spettacolo hanno voluto però ricostruire il rapporto tra “Il borghese gentiluomo” e la musica di Strauss, seppure in forme diverse: il grande coreografo George Balanchine ne ha fatto un balletto, che ebbe Rudolf Nureyev come primo protagonista, mentre Peter Ustinov nella sua multiforme attività di regista, attore e scrittore ha fatto una riduzione della commedia di Molière, che egli stesso portò nelle sale da concerto con l’accompagnamento delle musiche di Strauss.
Le musiche di scena di Richard Strauss saranno eseguite dall’Ensemble Berlin nella elaborazione di G. Braunstein per piccolo gruppo strumentale.
Il programma è completato dal Divertimento in re maggiore K. 136 di Wolfgang Amadeus Mozart e da “Till Eulenspiegel einmal anders!“, una sorprendente versione di un altro celebre brano di Richard Strauss, realizzata da Franz Hasenöhrl, che nel 1954, mettendo da parte per una volta le vesti di serio professore di musica all’Università di Vienna, realizzò per gioco questa divertente rielaborazione.
Gli altri appuntamenti del “TeatroMusicale” saranno il  25 marzo al Teatroteam con una  nuova produzione de  “La Principessa Sissi” della Compagnia Corrado Abbati, e il 22 maggio, al Teatro Petruzzelli con lo spettacolo “Amore che vieni, Amore che vai…” un Tributo a Fabrizio De André con Cristina Donà, Rita Marcotulli, Enzo Pietropaolo, Fabrizio Bosso, Javer Girotto, Saverio Lanza e Cristiano Calcagnile.
Per informazioni gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata in Via Sparano 141  (dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.00) oltre che sul sito internet www.cameratamusicalebarese.it


lunedì 9 gennaio 2017

Il pianista Giuseppe Albanese sarà all' auditorium "Gervasio" di Matera per eseguire un concerto dedicato a Franz Liszt.


Il pianista trentasettenne Giuseppe Albanese è una solida realtà del concertismo internazionale, uno dei solisti più richiesti della sua generazione, tanto che da due anni incide CD per la famosa etichetta gialla “Deutsche Grammophon”, per la quale ha prima registrato il concept album “Fantasia”, con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann, e poi "Après une lecture de Liszt", interamente dedicato al compositore ungherese.
Giuseppe Albanese è un appassionato estimatore di Franz Liszt, tanto che si è laureato in Filosofia, col massimo dei voti e la lode, con una tesi “con dignità di stampa” proprio sull’Estetica di Liszt nelle “Années de Pèlerinage”, l’inizio di una brillante carriera accademica iniziata con la docenza universitaria di “Metodologia della comunicazione musicale”, oggi l’artista insegna Pianoforte al Conservatorio "Tartini" di Trieste.
Giuseppe Albanese sarà all’Auditorium “Gervasio” di Matera per eseguire, con l’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Piero Romano, i due concerti per pianoforte e orchestra di Franz Liszt, opere di durata non eccessiva, una ventina di muniti circa ciascuna, ma che richiedono al solista non comuni capacità interpretative e un notevole virtuosismo.
Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi bemolle maggiore, S.124 ebbe una gestazione di circa ventisei anni: gli appunti con i temi principali risalgono al 1830, infatti, mentre la stesura definitiva risale al 1856. La prima esecuzione si tenne a Weimar con solista lo stesso Liszt, uno dei più grandi virtuosi di tutti i tempi, mentre l’orchestra fu diretta da Hector Berlioz.
Il Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in la maggiore, S.125, fu definito dallo stesso compositore ungherese un “concert symphonique” per il ruolo di rilievo che riveste l’orchestra in questa partitura; per il suo carattere mistico, questa opera fu invece chiamata "apoteosi di macabrezza" da Richard Wagner, genero di Liszt avendone sposato la figlia illegittima Cosima.
In questo straordinario concerto l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, diretta da Piero Romano, eseguirà anche il brano “Gazebo dances”, scritto dal compositore italo-americano John Corigliano nei primi anni Settanta del secolo scorso; musicista completo, nel 1999 Corigliano ha vinto l'Oscar per la migliore colonna sonora con la sua musica per il film “Il violino rosso”, mentre nel 2001 ha ricevuto il Premio Pulitzer per la musica per la sua Sinfonia n. 2 per orchestra d'archi; nel 1991, inoltre, il compositore è stato premiato con il Grawemeyer Award per la sua Sinfonia No. 1 dedicata sinfonia alla commemorazione delle persone scomparse per l'Aids.
“Liszt agrodolce” con Giuseppe Albanese e l’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Piero Romano, concerto della stagione XV “Matera in Musica” 2016-2017 di Festival Duni e ICO “Magna Grecia”, si terrà venerdì 13 gennaio (ingresso ore 20.30 - start ore 21.00), all’Auditorium Gervasio di Matera.
Biglietti a € 15 al botteghino, + € 1 di eventuale prevendita: per info e prevendita rivolgersi a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 –info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso la Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411), o sul web su www.biglietto.it. 
È confermata anche quest’anno la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; main sponsor sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera. Partner istituzionali sono Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Comune di Matera, Regione Basilicata, UNESCO, FESR Basilicata, Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Partner tecnico è Provinciali Service audio video luci.

Roberto Herrera con la sua compagnia porterà in scena il 4 febbraio alle 21 al Petruzzelli lo spettacolo "El Tango".


Roberto Herrera con la sua  Compagnia porterà in scena sabato 4 febbraio, alle ore 21, al Teatro Petruzzelli, lo spettacolo “El Tango”, terzo appuntamento della  rassegna  “Teatrodanza Mediterraneo” della 75ª Stagione “Gold” della Camerata Musicale Barese.
EL TANGO è un viaggio ipnotico dove i corpi si fanno leggeri nell’abbraccio universale del tango argentino. Roberto Herrera, incarnazione della più profonda cultura popolare argentina, rivive il viaggio sul palco. Vibra, irrompe, innalza in un caleidoscopio di colori.
Coreografia e suoni si toccano, maestria di arti e costume, incontrano il pubblico e lo catturano.
Roberto Herrera appartiene alla storia del “Tango”.  Il suo stile di ballo e le sue doti di coreografo sono universalmente riconosciuti. Nel suo tango, tradizione, innovazione e sperimentazione trovano forma; il suo lavoro ha influenzato fortemente sia il linguaggio tradizionale che le forme più attuali di questa espressione artistica. Primo ballerino del Ballet Folklorico Nacional Argenetino, diretto da Santiago Ayala "El Chúcaro" e Norma Viola, è stato ballerino solista della Grande Orchestra del Maestro Osvaldo Pugliese.
Coreografo e danzatore con Julian Plaza,autore di tangos e milongas famosi come "Danzarin" "Payadora" e "Morena"  ha partecipato a "Los Grandes del Tango Argentino" con Orquesta ”Color Tango” in Giappone.  Nel 1991 integra la casa spettacolo "Michelangelo", con Raul Lavie, il Sexteto Mayor, Adriana Varela e Roberto Goyeneche.
Nel 1993 entra a far parte del cast del film biografico "Grazie Maestro", sulla vita di Osvaldo Pugliese.  Tra il 1994 e il 2000 è stato il creatore e regista dello spettacolo "Tango, una storia", presso il bar leggendario "El Querandí".   Nel 2000 fa parte dello spettacolo iconico "Tango Argentino", diretto da Claudio Segovia, presentato per due mesi a Broadway; nel "Gershwin Theatre"  di New York. Autorevole giurato in tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Tango a Buenos Aires è anche Direttore di "Tango" con la musica di "Decarísimo Quintet" (diretto da Ariel Rodriguez), con più di 4000 spettacoli in tutto il mondo. Inoltre è il fondatore di una delle più famose scuole di Tango a Buenos Aires,  la "Roberto Herrera Academy”.
Nel 2015 ha aperto i lavori di EXPO con lo spettacolo "Malambo Argentino".
Agevolazioni per questo spettacolo per tutti gli allievi delle scuole di danza della regione.

Per informazioni e prenotazioni gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata infotel 080/5211908, sul sito www.cameratamusicalebarese.it, presso il  Box Office c/o La Feltrinelli e presso il Botteghino del Teatro Petruzzelli.

mercoledì 4 gennaio 2017

L'ultima sinfonia di Beethoven domani sera con l'Orchestra del Petruzzelli di Bari diretta da Gunter Neuhold.

Questa sera alle 20.30 (giovedì 5 gennaio) è in programma al Teatro Petruzzelli il primo concerto della Stagione Sinfonica 2017. 
Dirigerà l’Orchestra il maestro Günter Neuhold (nella foto), maestro del Coro Fabrizio Cassi In programma la Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125 “Corale” di Ludwig van Beethoven. Maestro del Coro del Teatro Petruzzelli Fabrizio Cassi, solisti Katrin Adel (soprano), Christina Daletska (mezzosoprano), Marco Ciaponi (tenore), Thomas Tatzl(basso).  Informazioni: 080.975.28.10.

martedì 3 gennaio 2017

Ha il fuoco sacro delle grandi Bailoras gitane cha martedì 10 gennio affianca in uno spettacolo travolgente il gruppo Diego Del Morao a Taranto.


Ha il fuoco sacro della grandi bailaoras gitane, la stella della danza flamenca, Gema Moneo (nella foto), la solista di Joaquín Cortés che, martedì 10 gennaio, al Tatà di Taranto (ore 21), affianca in uno spettacolo travolgente il gruppo di Diego Del Morao, il virtuoso della chitarra che è stato tra gli artisti dell’omaggio collettivo a Paco De Lucia con l’album «Entre 20 Aguas», vincitore di un Grammy Award. Con la danza e i ritmi andalusi di due grandi protagonisti della scena internazionale, per la prima volta in tour in Italia e in esclusiva regionale nel capoluogo ionico (subito dopo la tappa di Roma), la 73esima Stagione degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» segue, dunque, il respiro della vita che alimenta danza e musica di un popolo in movimento. 
Epigono della dinastia gitana Morao, Diego Del Morao è considerato una delle figure di punta della moderna chitarra flamenca. Figlio e nipote d’arte (suo padre è suo zio sono rispettivamente Moraito Chico e Manuel Morao), il musicista andaluso propone una musica intrisa di sensualità che affonda le radici nella tradizione ma al tempo stesso guarda al flamenco del futuro. E in questo concerto mette insieme il tocco di un altro abile chitarrista, Pepe Del Morao, le funamboliche improvvisazioni ritmiche del percussionista Ane Carrasco e il tono doloroso del rajo di Moloko Soto, cantaor che custodisce i segreti dell’«urlo gitano». Il prodotto è un battito di carnalità sonora sul quale s’innestano i passi e le movenze di Gema Moneo, bailaora viscerale e impetuosa appartenente alla famiglia Los Moneo, dinastia flamenca di Jerez della Frontera, dalla quale ha ereditato anche eleganza, grazia e tecnica impeccabili.
E di Jerez è anche Diego Del Morao che, dopo aver mosso i primi passi riservandosi un posto d’onore tra i chitarristi più richiesti per l’accompagnamento dei maggiori cantaor, ha partecipato ai tour e alle registrazioni in studio dei dischi «Confí de fuá» di José Mercé, «No hay quinto malo» di Niña Pastori e «La rosa blanca» di Montse Cortés, prima di suonare in «Picasso en mis ojos» di Diego El Cigala, miglior album flamenco ai Grammy latino-americani nel quale figurano anche Paco De Lucia e Tomatito. Sempre nel 2005 Paco de Lucía, in veste di produttore, ha scelto Diego del Morao per accompagnare la giovane cantaora La Tana, finché nel 2012 è arrivato il debutto discografico con «Orate», lavoro per il quale Del Morao ha voluto accanta a sé ospiti straordinari come Diego el Cigala, Moraíto Chico, Yelsy Heredia, Jumitus, Paquete, Chaboli, Niña Pastori e lo stesso Paco de Lucia, il grande innovatore del flamenco insieme al leggendario cantaor El Camaròn de la Isla.
Costo dei biglietti (escluso il diritto di prevendita), 25 euro (ridotti 18 euro). L’acquisto è possibile presso la sede dell’associazione, in via Toscana 22/a (tel. 099.7303972), Basile Strumenti Musicali, in via Matteotti 14 (tel. 099.4526853), al Box Office di via Nitti 106/a (tel. 099.4540763), e online sul circuito liveticket.it. Inoltre, chi è diventato maggiorenne nel 2016 può utilizzare l’applicazione web «18app», il Bonus Cultura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri che consente di ottenere cinquecento euro da spendere anche in concerti sino al 31 dicembre 2017, registrandosi però entro il 31 gennaio 2017.

lunedì 2 gennaio 2017

Stefano Bollani in "Piano Solo" nella 75esima stagione della Camerata Musicale Barese.


Ritorna il Grande Jazz per la Camerata Musicale Barese  il 15 gennaio al Teatro Petruzzelli   per la 75ª Stagione “Gold”: sulla scena Stefano Bollani (nella foto),  musicista iperbolico,  scattante ma profondo , goliardico ma rigoroso, che si diverte  come il più consumato degli attori teatrali ed emoziona come il più  splendente dei pianisti.Il concerto è il primo degli “Eventi StraordinariFuori Abbonamento della Stagione Concertistica.
Musicista e compositore tra i più richiesti a livello internazionale, Stefano Bollani è anche artista eccentrico e poliedrico capace di passare da un genere ad un altro, il tutto con un’ironia e una capacità affabulatoria che rendono ogni suo concerto uno show imperdibile per qualità e fascino.
Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop ( con Raf e Jovanotti, fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti (Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin,  Chick  Corea, Michel  Portal, Franco D’ Andrea , Martial  Solal; Phil Woods, Lee Konitz ,Han Bennink,  Miroslav Vitous, Antonello Salis, Aldo Romano,  John Abercrombie , Uri Caine ,Kenny Wheeler, Greg  Osby…) sui palchi più prestigiosi del  mondo (da Umbria Jazz al Festival di Montreal e di Nizza, dalla Town Hall di New York alla Fenice di Venezia,  fino alla Scala di Milano).
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 e da allora mai  interrotta con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale ha tenuto centinaia di concerti (anche per la Camerata) ed ha inciso  ben quattordici dischi.
Coloro che si aspettano di sedersi a un concerto di  Bollani con un programma in mano per seguire il susseguirsi dei brani, rimarranno forse delusi. Non esiste una scaletta, tutto accade nel presente. Bollani si siede al piano e tutto può accadere. Lo spettacolo  è un imprevedibile ed estemporaneo puzzle di musica in cui si può passare senza soluzione di continuità dai Beatles al Brasile passando per Stravinsky e Bach, senza tralasciare incursioni nel pop e nell’amato repertorio italiano degli anni ‘40. Un flusso di coscienza musicale. Una sola cosa è certa: alla fine del concerto è il pubblico a decidere il bis. Bollani diligentemente esegue i pezzi richiesti, miscelandoli, dando vita a un medley ogni sera diverso.

Per informazioni e biglietti gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata infotel 080/5211908,  on-line sul sito www.cameratamusicalebarese.it e presso il Box Office c/o La Feltrinelli.

giovedì 5 gennaio Danza contemporanea presso il Cinema Royal "Equilibrio Dinamico Ensemble" ed il "Balletto di Siena" animeranno la serata insieme ad altri ospiti nazionali ed internzionali.


Serata dedicata alla danza contemporanea giovedì 5 gennaio  a Bari. Presso Anche Cinema Royal “Equilibrio Dinamico Dance Company”, “Equilibrio Dinamico Ensemble” e il “Balletto di Siena” animeranno la serata insieme ad altri ospiti nazionali e internazionali.
“Equilibrio Dinamico Dance Company” nasce nel 2011 in provincia di Brindisi sotto la direzione artistica della coreografa Roberta Ferrara. Ben presto si distingue per i suoi progetti di ricerca e opere sperimentali nella danza contemporanea che consentono alla compagnia di partecipare a numerosi festival sia italiani che internazionali.
“Equilibrio Dinamico Ensemble” è un progetto di formazione di danza contemporanea che seleziona allievi dai 12 ai 18 anni (attualmente sono 50)prevalentemente pugliesi. Nasce nel 2014 sotto la stessa direzione artistica di Roberta Ferrara con l’obiettivo di formare futuri danzatori contemporanei, garantendo loro uno studio completo delle tecniche e delle sperimentazioni presenti sulla scena nazionale e internazionale. I giovani allievi possono inoltre lavorare a stretto contatto con noti danzatori, coreografi e direttori artistici per uno studio altamente professionale. Equilibrio Dinamico Ensemble mira inoltre ad una poliedricità del danzatore. Le discipline di studio infatti variano dal contemporaneo al moderno, dal teatrodanza alla tecnica Cunningham per toccare anche l’anatomia applicata alla danza e la storia della danza contemporanea integrando lo studio dell’hip hop e dello yoga.
Il programma, vario e ricco, di giovedì 5 gennaio si articolerà in due tempi. Ad aprire la serata sarà il “Balletto di Siena” con un estratto dal “Don Chisciotte” di Cervantes, diretto da Marco Batti con i danzatori Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone.
Seguirà la performance di “Equilibrio Dinamico Ensamble” intitolata “Sleep apnea”, un viaggio sensoriale coordinato da Beatrice Netti e Antonella Albanese. Nasce dalle lezioni condotte da professionisti italiani che operano tra l’Italia e l’estero. Ognuno con un proprio percorso di studio e sfumatura di danza e ricerca.
Chiuderà il primo tempo “Equilibrio Dinamico Dance Company” in “Continuum”, una creazione a firma di Matthias Kass e Clement Bugnon.
Il secondo tempo si aprirà con "Oxitocina", una creazione firmata da Roberta Ferrara sull’ormone della felicità, interpretata da 50 allievi del progetto Equilibrio Dinamico Ensemble. Un lavoro emotivo e minuzioso dei corpi che affianca una ricerca espressiva-relazionale insita nel lavoro della danza come forma terapeutica.   
Seguirà “Simple Love”, un puro lavoro di ricerca sempre di Roberta Ferrara interpretato dalla danzatrice di Equilibrio Dinamico, Tonia Laterza, e dal danzatore Gianfranco Scisci , sul tema dell’Arte di essere fragili.
Chiuderà la serata il “Tirocinio Equilibrio Dinamico”, composto da 5 allieve selezionate in Puglia, nella creazione “Self-control”. Sempre a firma di Roberta Ferrara, questa creazione sigilla la nascita di un nuovo progetto: poter dare ai giovani allievi la possibilità di iniziare un percorso tirocinante seguendo classi della compagnia e studio del repertorio internazionale della compagnia stessa.
Io credo che la regione Puglia sia colma di talenti”, afferma Roberta Ferrara. “Il mio obiettivo è dare a giovani allievi tutti gli strumenti per poter studiare bene anche nel nostro territorio, ospitando nomi internazionali della danza che avallano il nostro progetto. Attualmente il Progetto Ensemble è autofinanziato, ma auspichiamo di trovare finanziamenti per aiutare i giovani nel loro percorso professionale”.

Il Barbiere di Siviglia di Sviglia di Rossini va in scena il prossimo 5 gennaio a Barletta.


Dopo il successo della TOSCA di Puccini  , dello scorso anno, l'Associazione Curci, ritorna con una nuova proposta   di lirica, dando spazio ad un altro grande protagonista della Storia dell'Opera : Gioacchino Rossini,  con il debutto a Barletta  di una delle sue opere più belle e rappresentate:  «IL BARBIERE DI SIVIGLIA», opera che forse non è stata mai allestita all'interno del Curci. 
Il Barbiere di Siviglia andò in scena il 20 febbraio del 1816 al Teatro Argentina di Roma, quando Rossini non aveva nemmeno compiuto il quarto di secolo. La prima fu un fiasco clamoroso - probabilmente pilotato proprio dai sostenitori di Paisiello, offesi da tanto osare - ma già a partire dalla seconda rappresentazione l'opera si risollevò trionfalmente e nel giro di pochi mesi venne riconosciuta come simbolo del genere buffo.
Uno spettacolare allestimento, giovedì 5 gennaio, con porta alle ore 20, 45 e inizio alle ore 21,15 ,vedrà nel golfo mistico la famosa Orchestra Sinfonica di Chernivsty, una delle più famose in Ucraina, che ha collaborato con i più grandi artisti di fama mondiale, diretta da Luca Testa, musicista apprezzato in tutto il mondo per la sua raffinata tecnica. La regia è stata affidata al poliedrico Carlo Torriani e sul  palcoscenico un cast di grandi cantanti che hanno già dato prove superbe nel repertorio rossiniano : Il conte d’Almaviva è il tenore Carlo Giacchetta, Don Bartolo è interpretato con la solita verve comica da Carlo Torriani, Rosina  sarà interpretata, con quel tocco di ingenuità misto a malizia, dal contralto Camilla Antonini. Ad interpretare il celeberrimo Figaro, sarà Pedro Carrillo, baritono che non ha bisogno di presentazioni , al basso Graziano Della Valle  saranno affidati i panni del divertentissimo Basilio ,  il maestro di musica di Rosina, nonché alter-ego dello stesso Rossini; che vestirà anche i panni di Fiorello, mentre il soprano Libera Granatiero sarà Berta.Un cast di solisti di eccezione ,  che si esibiscono su tutti i più importanti palcoscenici del mondo con famose orchestre e direttori di fama internazionale. L'allestimento curato in tutti i particolari, le voci del Coro di Lecce, le bellissime scenografie dei vari atti, insieme alla stupenda vocalità dei solisti, rendono questo attesissimo ritorno della Lirica nel Teatro Curci, un appuntamento di altissimo livello.  
Tratta dall’omonima commedia di Beaumarchais, ma ricchissima di originale ispirazione, l’opera è considerata per brio e stile impeccabile, oltre che  per l’agile e coloritissima strumentazione, il capolavoro di Rossini nel genere giocoso. Arie e duetti quali Largo al factotum, All’idea di quel metallo, Io son Lindoro, Una voce poco fa e La calunnia, ma anche i godibilissimi recitativi e la splendida Overture, ne hanno decretato un trionfo destinato a ripetersi  continuamente sulle scene liriche di tutto il mondo.   Sul Barbiere, in quasi due secoli, tutto è stato detto e fatto. Non è, infatti, solo un’opera, è una sorta di mito. Nobili travestiti da poveracci, fanciulle in fiore, vecchi marpioni smaniosi, servi astuti e gran bailamme. Poi l'immancabile "tutto è bene quel che finisce bene". Questa è l'opera buffa, a partire dagli intermezzi settecenteschi, che mettevano in scena inghippi, intrighi e chi più ne ha ne metta per far ridere il pubblico. Perfetto. Però il Barbiere è qualcosa di più. Va bene la tresca dei giovani amanti, vanno bene gli stratagemmi per beffare chi non sa stare al proprio posto e va benissimo pure il lieto fine. Ma qui c'è dell'altro. La pregnanza psicologica dei personaggi, ad esempio, poi la fitta interrelazione tra libretto e musica, che sprigiona la travolgente ironia rossiniana, senza dimenticare l'acuta analisi della società, con il confronto tra classi, con la supremazia assoluta di "quel metallo", che altro non  non è se non il denaro, con la vittoria dell'intelligenza; insomma, il Barbiere porta sulla ribalta tante succose novità, così da assumere il ruolo di prototipo dell'opera comica moderna. Quindi via la risata sguaiata, via le caricature eccessive, spazio invece al sorriso e alla comprensione vera dei personaggi, bizzarri sì, ma anche profondamente umani e coerenti, mai fuori luogo a dispetto dell'apparenza. Nella partitura, come era consueto all'epoca e non solo per Rossini, confluiscono spezzoni, arie, brani d'assieme scritti in precedenza per altre sue opere; prassi appunto consolidata e, se vogliamo, indispensabile, specie in questa occasione, in cui Rossini ebbe appena due mesi di tempo per comporre la sua opera.
Per informazioni tel. 0883/528026 - 380 3454431 info@culturaemusica.it ; www.culturaemusica.it; www.facebook.com/asscurci; @asscurci