venerdì 6 giugno 2008

I tre "volti" del grande musicista-interprete Daniel Barenboim alla Scala di Milano


Si potrebbe coniare per lui la definizione di artista poliedrico o almeno di “musicista dai tre volti”. Il primo “volto” di Daniel Barenboim (nella foto), in ordine di apparizione, è quello del pianista, che concluderà in Scala a Milano la sua integrale delle Sonate di Beethoven iniziata a gennaio. Nei quattro appuntamenti che restano – il 15, 18, 22, 29 giugno – si completa il disegno su cui Barenboim ha impostato tutta la sua lettura: non una esecuzione in ordine cronologico ma ogni concerto con un programma autonomo che esemplifica tutti i periodi di Beethoven. Il secondo “volto” di Barenboim apparirà il giorno dopo, la sera del 16 giugno, ed è quello del direttore di teatro che scende in buca d’orchestra per Il Giocatore di Prokof’ev, nel nuovo allestimento firmato dal regista russo Dmitri Tcherniakov. Lo spettacolo ha avuto due recite d’anteprima alla Staatsoper di Berlino, dove ha raccolto un grande successo di pubblico e di critica. Sette le recite dell’opera tratta da Dostoevskij, alternate ai quattro recital pianistici, fino al 30 giugno. Appena superato il mese, spunterà il terzo “volto” di Barenboim, quello del maestro sinfonico e direttore a vita della Staatskapelle Berlin, che porta la sua splendida orchestra alla Scala e con lei eseguirà l’Ottava di Bruckner: la più bella, “violenta” e lacerante sinfonia del piccolo grande Maestro di Ansfelden.

Il chitarrista uruguaiano Gonzalo Solari in concerto oggi alla Vallisa


Dalla rassegna “Dedicato a” della Camerata Musicale Barese agli appuntamenti dell’associazione culturale “Manuel De Falla” diretta dal maestro Pasquale Scarola, la chitarra è diventata un po’ la regina di questo scorcio finale di primavera. Stasera in Vallisa (alle 20.30) ci sarà Gonzalo Solari (nella foto), chitarrista uruguayano di nascita, ma che vive attualmente in Italia ad Arezzo. Suona con una chitarra costruita nel 1981 dal liutaio giapponese Masaru Kohno. L’appuntamento di questa sera è il terzo nell’ambito della rassegna chitarristica internazionale della Puglia, organizzata dalla “De Falla”. Infotel. 347.605.27.69.

mercoledì 4 giugno 2008

Domani Mariagrazia Lioy suona nel prestigioso Palazzo de Luca di Molfetta


Domani, giovedì 5 giugno, alle ore 20.30, presso il prestigioso Palazzo de Luca (corso Dante, 66 – Molfetta), il Liceo Musicale “R. Wagner” e l’Associazione Parnasus presentano l'Ottavo Concerto della Stagione Concertistica 2007/2008. L’evento vedrà come protagonista la nota pianista e docente lucana Mariagrazia Lioy che eseguirà la sublime Sonata op. 111 di Ludwig van Beethoven e inoltre alcune impegnative pagine di Franz Liszt "Rigoletto-Parafrasi da concerto", "Sonetto n° 123 del Petrarca", "Mephisto-Valzer". Infotel: 320/3180793

Ultimo atto di stagione per l'Accademia dei Cameristi


Nel segno di Shostakovich e Rachmaninov questa sera (alle ore 20.00) termina un’altra eccellente stagione concertistica organizzata dall’Accademia dei Cameristi. Presso l’Auditorium della Vallisa, due ottimi musicisti pugliesi come il violoncellista Nicola Fiorino e la pianista Elisabetta Mangiullo (nella foto) eseguiranno insieme due splendide pagine dei succitati compositori russi: la Sonata op. 40 di Shostakovich e la Sonata op. 19 di Rachmaninov. Biglietti: 10 / 6 euro. Infotel. 347.7712034.

Bandito dal Coretto di Bari il Concorso di Ricerca Musicologica "Silvestro Sasso" 2008


Il CORETTO DI BARI BANDISCE IL CONCORSO DI RICERCA MUSICOLOGICA"SILVESTRO SASSO" 2008, PATROCINATO DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.
IL CONCORSO E' APERTO AI LAUREATI IN LAUREA SPECIALISTICA NEGLI ANNI ACCADEMICI 2005/2006 E 2006/2007 CHE ABBIANO DISCUSSO UNA TESI DI LAUREA DI ARGOMENTO MUSICOLOGICO PRESSO UNA DELLE UNIVERSITA' DELLA REPUBBLICA ITALIANA E AI LAUREATI PRESSO UNA DELLE UNIVERSITA' DELL'UNIONE EUROPEA CHE RIGUARDI UN AUTORE ITALIANO O PERIODI STORICI ITALIANI.
DA QUEST'ANNO IL CONCORSO E' APERTOAI DIPLOMATI DI SECONDO LIVELLO PRESSO UNO DEI CONSERVATORI ITALIANI NEGLI ANNI ACCADEMICI 2005/2006 E 2006/2007.
LE TESI DEVONO ESSERE PRESENTATE IN DUPLICE COPIA DATTILO SCRITTA ENTRO IL 30 OTTOBRE 2008 ALLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE (VIA ARGIRO, 8 - 70122 BARI).
IL LAVORO DOVRA' ESSERE ANONIMO. E' PREVISTO UN PREMIO DI EURO 700,00 PER UN LAUREATO IN UNA DELLE UNIVERSITA' DELLA REPUBBLICA ITALIANA , UN PREMIO DI EURO 500,00 PER UN DIPLOMATO DI SECONDO LIVELLO PRESSO UNO DEI CONSERVATORI ITALIANI E UN PREMIO DI EURO 500,00 PER UN LAUREATO IN UNA DELLE UNIVERSITA' DELL'UNIONE EUROPEA; PER LE TESI PERVENUTE DALL' UNIONE EUROPEA E' RICHIESTA LA TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA.
INFOTEL. / FAX 080.5218411 - SEDE - VIA ARGIRO NR. 8 BARI - EMAIL: ilcoretto@tiscali.it / ilcoretto2005@libero.it

martedì 3 giugno 2008

Uno strepitoso cast per la prima volta a Bari dell'Oro del Reno di Wagner


E’ partito domenica scorsa al Teatro Piccinni di Bari con l’esecuzione in forma di concerto dell’ “Oro del Reno”, prologo dell’Anello del Nibelungo, il viaggio wagneriano che nell’arco di tempo di tre anni (2008 -2011) porterà la Fondazione Petruzzelli ad allestire l’intera Tetralogia: oltre 15 ore di musica spalmate tra "Oro del Reno", "Walchiria", "Sigfrido" e "Crepuscolo degli Dei". Un progetto molto ambizioso, fortemente voluto dal Sovrintendente Vaccari, e che almeno a giudicare dagli esiti positivi dell’esecuzione dell’altra sera (unica replica oggi, sempre alle 20.30) è nato sotto i migliori auspici.
L’Anello, come si sa, costituisce l’unico esempio di opera in quattro giornate e il suo assieme è da considerare come una sorta di colossale blocco narrativo sul principio e la fine del mondo, secondo la libera interpretazione delle saghe nordiche. Costruzione assai complessa dunque, anche a causa delle diverse rielaborazioni e integrazioni operate da Richard Wagner (autore, oltre che della musica, anche dei quattro libretti) nel corso di un'estenuante genesi, attraversata però da sostanziose interruzioni, di circa ventisei anni: dal 1848 al 1874. In realtà, la prima idea nasce ancora prima e cioè nel 1845 dal personaggio di Sigfrido, mentre Wagner sta, va detto, lavorando al “Lohengrin”, la sua opera forse più vicina alla drammaturgia italiana. Non mi soffermerò in questo post sulle fonti letterarie e le ragioni estetiche e filosofiche che hanno determinato nel grande compositore tedesco il bisogno imperativo di lavorare (e quanto intensamente e faticosamente!) ad una saga teatralmusicale così imponente e rivoluzionaria per quei tempi. Occorre citare però almeno alcuni testi fondamentali (a cominciare dal celebre memoriale autobiografico, per poi passare al geniale quanto divertente “Wagneriano perfetto” di George Bernard Shaw, prima di affrontare il serioso “Wagner” di Theodor W. Adorno o le eleganti quanto appassionate riflessioni sul compositore del celebre scrittore tedesco, Thomas Mann) affinché, chi lo voglia, possa approfondire tutte le più significative tracce e tematiche della Tetralogia wagneriana.
Tornando all’Oro del Reno eseguito a Bari, mi piace sottolineare la presenza di un cast vocale di strepitoso livello, senz’altro degno di un’edizione del Bayreuth Festspiele più che di un teatro italiano. D’altro canto, però, dispiace che Vaccari non abbia voluto aspettare il ritorno, tra l’altro imminente, nel ricostruito Teatro Petruzzelli per poter avere un allestimento scenico integrale della Tetralogia, proprio a cominciare dall’“Oro”.
Nonostante ciò, gli va dato atto di aver permesso ad un eccellente direttore come Stefan Anton Reck (nella foto) - giovane ma già abile e smaliziato interprete wagneriano – di poter lavorare con pazienza e serenità sulla complessa concertazione dell’opera, ottenendo dai giovani professori dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari (rimpinguati a dovere nel numero) buoni risultati, anche in considerazione del fatto che per loro si trattava di eseguire un’opera completa di Wagner per la prima volta. Quello che però mi ha felicemente sorpreso è stata la scelta e, di conseguenza, la superba interpretazione dell’intera compagnia di canto. Quattordici splendide voci per altrettanti personaggi. Da Albert Dohmen (un Wotan di carismatica intensità vocale ed espressiva) a Matthias Wohlbrecht (un Loge davvero superlativo il suo), dall’intramontabile Victor von Halem (nel ruolo del gigante Fasolt) a Thomas Gazheli (uno spettacolare Alberich, di taglio quasi espressionista) e Kurt Azesberger (un perfetto Mime). Non meno brave e solide le donne, tra l’altro, tutte o quasi di bella presenza: dall’affascinante e ieratica Fricka di Katja Lytting alla fresca Freia di Sabina Von Walther, senza dimenticare le Figlie del Reno, con le brave Valentina Farcas (Woglinde), Annely Peebo (Flosshilde) e Sara Allegretta (Wellgunde), quest’ultima, molfettese di nascita, già presente qualche anno fa in un bel “Parsifal” prodotto dalla Fenice di Venezia.
Come ha risposto il pubblico barese dopo due ore e mezza ininterrotte di musica wagneriana? Direi molto bene, anche se nel Piccinni c’erano alcuni palchi vuoti e probabilmente a causa del “ponte” di giugno diversi abbonati hanno preferito il mare all’Oro del Reno. C’è il tempo di ascoltare l’unica replica di stasera. In ogni caso, alla fine successo calorosissimo per tutti gli interpreti e il direttore Stefan Anton Reck, che sarà anche sul podio della “Prima Giornata”, Walchiria, nel 2009 al Teatro Petruzzelli.

lunedì 2 giugno 2008

Classica è in chiaro dal 1° al 15 giugno per tutti gli abbonati SKY





Classica, il canale dedicato alla grande musica (in onda su Sky al canale 728) sarà visibile gratuitamente a tutti gli abbonati di Sky dal 1 al 15 giugno.

Classica offre giornalmente 24 ore di programmazione con un palinsesto che abbraccia opere liriche, concerti, musiche da camera, spettacoli di danza classica e moderna, approfondimenti, documentari, film, arte, jazz fino alla musica di confine.

Per la programmazione delle due settimane Classica propone una serie di appuntamenti imperdibili:

La magia di Traviata /
con Anna Netrebko, Helene Schneiderman, Edyta Kulczak, Rolando Villazon, Thomas Hampson - Wiener Philharmoniker - Carlo Rizzi, dir. - Wolfgang Gussmann, cost. - Willy Decker, reg. (Salisburgo).
Sabato 7 giugno ore 21.00.

Il genio di Karajan /
Nel centenario della nascita, programmi d’archivio e di repertorio esclusivi, in 35 mm
Tutti i giorni.

Il tocco di Pollini /
Beethoven : Concerto per piano e orchestra in sol maggiore op.58 - Dedicato all'arciduca Rodolfo d'Austria e composto tra il 1805 e la fine del 1806 - Maurizio Pollini, pf. - Lucerna Festival Orchestra - Claudio Abbado, dir.
domenica 1 giugno ore 21.00.

L’arte di Nureyev /
Il lago dei cigni - Corpo di Ballo dell'Opera di Stato Viennese con Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev - Wiener Symphoniker - John Lanchbery, dir. - Rudolf Nureyev, cor.
lunedì 2 giugno ore 21.00.

L’estro di Muti e Abbado /
Rossini: Moise et Pharaon - con Barbara Frittoli e Roberto Bolle - Riccardo Muti, dir. - Luca Ronconi, reg. (Milano - Teatro degli Arcimboldi)
martedì 3 giugno alle 20.30.

Khovanshchina con C.Abbado /
Nicolai Ghiaurov, Vladimir Atlantov, Paata Burchuladze, Lyudmila Semtschuk, Yuri Marusin - Orch. e Coro Filarmonica Bratislava - Vienna Boys Choir - C.Abbado, dir. - A.Kirchner, reg. (Vienna, 1989).
martedì 10 giugno ore 20.30.

Emanuele Arciuli suona Bach e Nobre con la Filarmonica di Torino


All’Orchestra Filarmonica di Torino piacciono le sfide.
Prima di tutto a se stessa, perché ha sempre bisogno di nuovi stimoli. Poi al suo pubblico, numeroso e competente, che dimostra quanto la musica classica possa ancora essere appassionante e divertente. E poi le sfide tra la musica di oggi e la grande musica del passato, magari osservata attraverso la luce inedita di intriganti trascrizioni create appositamente.
Ecco perché nel concerto conclusivo di domani sera della stagione 2007/2008 verranno eseguiti "Concertante do Imaginário" per pianoforte e orchestra d’archi di Marlos Nobre, il più grande compositore brasiliano vivente, insieme ad alcune pagine di Johann Sebastian Bach all’insegna della trascrizione: nel caso Concerto in re minore BWV 1052 a opera dell’autore stesso – che rielaborò per clavicembalo alcune sue pagine violinistiche - mentre i Preludi e fughe n. 4 e n.24 sono stati rielaborati per orchestra d’archi su commissione dell’Oft dallo spagnolo David Del Puerto.
Sul podio l’attesissimo Yaniv Dinur, che nell’ottobre del 2000 – a soli 19 anni - è stato il più giovane direttore a essere invitato alla guida di un’orchestra nello Stato d’Israele (la Israel Camerata Orchestra) e da allora è regolarmente invitato dalla Jerusalem Symphony Orchestra.
Solista al pianoforte Emanuele Arciuli, molto apprezzato per la profondità e l'originalità del suo approccio interpretativo, che si è guadagnato la fiducia di molti compositori americani e italiani, di cui ha eseguito opere in prima mondiale. Tra le sue numerose incisioni si ricordano l'album dedicato a George Crumb, che ha ricevuto la nomination per i Grammy Awards e il cd Rzewski-Adams, che nel 2006 ha vinto il premio del magazine "Musica e Dischi" come disco dell'anno nella categoria solisti.
Per informazioni e acquisto biglietti: biglietteria Oft, via XX settembre, 58 – tel. 011.53.33.87 – biglietteria@oft.it. Orario di apertura: da lunedì a venerdì 9-12 e 15-18."

sabato 31 maggio 2008

L'"Elia" di Quarto e Tamborrino più oratorio che opera lirica


Un musicalissimo “artigiano del suono” e un fine poeta si misurano felicemente con il divino e con la sacralità. Così, in sintesi, si potrebbe fotografare il progetto dell’Elia, breve oratorio contemporaneo messo in scena giovedì e venerdi scorso rispettivamente nelle Cattedrali di Bari e Bitonto, dalla Fondazione Petruzzelli e dedicato alla Beata Elia di San Clemente. I testi e la drammaturgia di Enzo Quarto sonorizzati dalla musica di Giovanni Tamborrino (nella foto) hanno infatti reso appieno il doloroso misticismo e la grande semplicità di questa “Santa bambina” di nome Teodora, e cioè “dono di Dio”, che nacque a Bari nella città vecchia il 17 gennaio 1901. La piccola Dora sogna alla vigilia della sua Prima comunione Santa Teresa di Gesù Bambino che la chiama già Suor Elia, predicendole che sarebbe morta giovane come lei. Ella entra così nel Carmelo di Via De Rossi l’8 aprile 1920; dopo appena sette anni, tra sofferenze inenarrabili, a causa di una meningite, muore ad appena 26 anni il 25 dicembre a mezzogiorno, guardando il crocifisso durante il suono delle campane dell’Angelus. Di fronte ad una vicenda di così commovente e, almeno a tratti, lacerante religiosità, la musica di Tamborrino permea di magiche, naturalistiche suggestioni timbriche, vibranti emozioni sonore, il bel testo poetico di Enzo Quarto, che con il compositore laertino, aveva già lavorato qualche anno fa all’opera l’“Anello di Egnazia”. Nello splendido scenario medievale della Cattedrale di Bari, risuonano riverberati ad arte strumenti e voci: l’arpa di Linda Contini, il pianoforte di Elisabetta Fusillo, campane e Gamelan di Carlo Varlaro, Live electronics di Giuseppe Dante Tamborrino. Non manca la danza, non mancano le voci con le straordinarie Faraualla e l’intensa Chiara Muti, qui oltre che brava a recitare messa anche alla prova con il canto, per una volta, melodico dello “sperimentatore” Tamborrino. Un lavoro dunque di sincera spiritualità, risolto con disincantata semplicità e tenera poesia; questo (anche) grazie alla sensibilissima quanto esperta regia di Teresa Ludovico. Alla fine il convincente successo tributato dal pubblico ha indubbiamente suggellato una serata significativa nella pur ricca stagione della Fondazione Petruzzelli.

mercoledì 28 maggio 2008

"Gioconda De Vito, un mito dimenticato" di Corrado Roselli (Papageno Edizioni)


E’ già stato presentato più volte questo bel libro dedicato alla leggendaria violinista martinese Gioconda De Vito dal docente e violinista Corrado Roselli (nella foto); di recente anche a Bari, presso Casa Giannini. A più riprese ve ne ho poi parlato su questo blog, grazie ad un significativo giro di conferenze sulla notissima artista promosso con autentica abnegazione dallo stesso Roselli. Si tratta di un volume agile e prezioso, nel quale si ripercorre con esemplare chiarezza (c’è inoltre un sostanzioso corredo di foto storiche e una discografia davvero esaustiva), la vita e la carriera dell’artista. Le vicende biografiche della De Vito, enfant prodige del violino sono seguite passo, passo e documentate con appassionata competenza e una prosa di accattivante scorrevolezza. Ne emerge così un ritratto a tutto tondo che sa rendere piena giustizia ad una grande violinista pugliese (divenuta cittadina inglese dopo il matrimonio con David Bicknell) un po' dimenticata e che invece, ancor oggi può, a ragione, rappresentare un luminoso modello per le giovani generazioni di violinisti ed appassionati. Nel libro il maestro Roselli, allievo "indiretto" della De Vito, avendo studiato con la violinista russa Ludmilla Kuznetsoff, si chiede: “quando sarà possibile realizzare finalmente un concorso internazionale di violino intitolato a Gioconda?” Giriamo la giusta esortazione alle istituzioni musicali pugliesi, tra cui il Conservatorio “Niccolo Piccinni” di Bari - dove ella insegnò giovanissima nei primi anni del Novecento, quando l’istituto barese era ancora solo un Liceo Musicale - e naturalmente il prestigioso Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, dove nacque. Chissà che prima o poi, ce lo auguriamo di cuore tutti, questo concorso non si faccia davvero!

A Bari un'esecuzione del "Saint Nicholas" di Britten da ricordare


In occasione dei festeggiamenti del decennale di attività dell’Associazione Polifonica “Florilegium Vocis” diretta da Sabino Manzo, ieri sera, in un’affollatissima Basilica di San Nicola (in foto), è stato possibile assistere all’esecuzione della Cantata “Saint Nicholas” op. 42 di Benjamin Britten, preceduta da alcuni brevi e significativi lavori di musica sacra anglicana: “O clap you hands” di Orlando Gibbons, “Ave Maria” di Robert Parsons, “Beati quorum via” di Charles V Stanford e “This have I done for my true love” di Gustav Holst. Oltre al Gruppo vocale Florilegium Vocis e all’Ensemble Strumentale Florilegium diretti con rara sensibilità musicale e piglio sicuro da Sabino Manzo, c’era la straordinaria sorpresa di trovarsi di fronte ad un Coro strepitoso: l’inglese Southwell Minster Choir diretto dal bravissimo Paul Hale. La Chiesa di Southwell Minster fondata nel x secolo, presenta una navata normanna antica novecento anni ed una meravigliosa “parte orientale”, tribuna trasversale del coro e sala capitolare (con le sue foglie scolpite nella pietra note in tutto il mondo).
Fin dai tempi della sua fondazione a Soutwell è nota la presenza di un coro costituito da bambini e uomini per il canto liturgico giornaliero; si tratta di una tradizione che continua ancora oggi, ininterrottamente. Ieri, vi assicuro, i Choristers (bambini cantori) sono stati a dir poco sublimi: timbri angelici, intonazione perfetta, musicalità fantastica. Insieme a un coro di tale livello stellare si è unito, senza sfigurare, quello barese che con l’Ensemble Strumentale Florilegium diretto da Manzo e al tenore Richard Pratt ha dato vita ad una lettura davvero commovente ed esemplare del “Saint Nicholas” di Britten: pagina, va detto, di stupendo impatto emotivo e immaginifica teatralità. Successo trionfale con “standing ovation” finale e bis. Per un attimo ho chiuso gli occhi e ho sognato di essere, come 15 anni fa, durante i Proms Concert nel cuore della Royal Albert Hall di Londra. Andateci e non ve ne...pentirete.

Stasera il grande Alfred Brendel suona a Roma


Quando un grande pianista “lascia” il pianoforte ritirandosi dalle scene è sempre un momento molto triste. Lo è stato quando l’ha fatto tempo fa un altro mito vivente degli 88 tasti come Vladimir Ashkenazy, che peraltro continua la sua luminosa carriera di direttore d’orchestra, lo è adesso con l’annuncio dato attraverso i giornali da Alfred Brendel (nella foto). Oggi, per esempio, c’è una sua toccante intervista che ha rilasciato alla brava Leonetta Bentivoglio su “Repubblica” dal titolo abbastanza singolare: “Brendel: lascio il pianoforte non piangete, ridete con me”. Il celebre pianista-musicologo cosmopolita (origini austriache, tedesche, slave e persino italiane) nato a Wiesenberg, a 77 anni compiuti, non suonerà più in pubblico. Il suo ultimo tour di concerti finirà a Vienna il 18 dicembre. Ricordo ancora lucidamente la prima volta che l’ascoltai ad appena 14 anni su Radiotre una trentina d’anni fa. Era un concerto in diretta dal Festival di Salisburgo. Eseguiva, se non sbaglio, alcune sonate di Beethoven e del suo amatissimo Schubert. E fu proprio quel suo Schubert così ispirato e sublime che m’incantò. Brendel non è mai stato maniaco della cosiddetta “pulizia del suono”. Ogni tanto nei suoi concerti dal vivo gli scappa qualche nota o accordo non proprio impeccabili, ma questo ce lo rende più umano e più vero, rispetto a tanti virtuosi infallibili ma anche ermeneuticamente superficiali che ci tocca ascoltare. Con Brendel questo non accadeva e non accade (quasi) mai. Perché lui suona con il cervello prima che con le dita; esprime cioè attraverso il pianoforte tutto quello straordinario bagaglio non solo musicale, ma anche culturale e artistico incamerato negli anni, possedendo la dote oggi sempre più rara di saperlo poi comunicare ed esprimere con superiore intelligenza alla platea dei suoi concerti. E questo a mio sommesso parere che l’ha sempre contraddistinto nelle sale e nei teatri di tutto il mondo. Stasera suonerà a Roma all’Auditorium di Santa Cecilia del Parco della Musica i suoi compositori preferiti: Haydn, Mozart, Beethoven e naturalmente Schubert. “Non sono mai stato immerso solo nella musica – ha confidato a Repubblica - e mi sono sempre interessato alla letteratura, alle arti visive e al teatro. Farò lectures, seminari, conferenze e aiuterò giovani pianisti di talento”.
Non sarebbe proprio una cattiva idea che la nostra Rai Tv generalista riprendesse il concerto di stasera e lo mandasse nei prossimi giorni in onda in prima serata, magari condito da una bella intervista al Maestro.
Si può sperare, per una volta, che questa non sia una richiesta così folle e utopistica?
La Musica all’una, o meglio, le due di notte inoltrate è infatti utile solo a chi soffre di insonnia o agli sfaccendati che al mattino hanno la fortuna di potersi girare comodamente i pollici. Mi si dirà che è possibile registrare, ma non sono comunque d’accordo con questa soluzione. In prima serata c’è un vasto pubblico che sufficientemente aiutato a capire, a vedere ed ascoltare, introdotto da parole semplici e un eloquio chiaro (non paludato, come purtroppo spesso accade) può innamorarsi dell’Arte più straordinaria e vicina al Creatore che esista!
Possibile che in Rai questo lapalissiano concetto non si riesca proprio ad intendere e dobbiamo accontentarci (forse a vita) di vedere in tv solo e sempre stucchevoli quiz a base di chiacchiere, pacchi e indovinelli?

Viene dall'Oman il generoso Sultano che ama la musica e i bambini


Un Sultano che ama l’arte, la musica, i bambini e dispensa doni e milioni di euro ai baresi, al Policlinico e (udite, udite) al Conservatorio di Bari. Una splendida lezione di stile, civiltà e cultura. La visita a Bari e in Puglia di un paio di settimane di Sua Maestà Quaboos Bin Said (nella foto) dall’Oman sembra davvero caduta dal cielo, per non dire dal mondo incantato delle fiabe. Ad Antonio Castorani e Marco Renzi, rispettivamente direttori del Policlinico e del locale Conservatorio di musica, non è rimasto che “gridare al…miracolo”, quando dopo aver fornito le coordinate bancarie dei rispettivi enti allo staff del ricco Sultano si sono visti in poche ore accreditare un bonifico di due e tre milioni di euro. Tanta manna dal cielo non era mai caduta. Non è che sarebbe il caso di donare l’Auditorium “Nino Rota” (inagibile da 16 anni) al Sultano. Probabile che in pochi mesi possa, grazie a lui, e alle sue ricchezze tornare all’antico splendore…Scherzi a parte: Evviva e cinque milioni di GRAZIE al Sultano dell’Oman. Ai nostri politici nazionali e locali non resta che prendere nota e riflettere. In silenzio possibilmente.

martedì 27 maggio 2008

Il 30 maggio nel Duomo di Lecce Francesco Libetta suona D'Avolos per una significativa occasione benefica


Prestigioso concerto di beneficenza venerdì 30 maggio nella Chiesa Cattedrale di Lecce. Protagonista al pianoforte sarà Francesco Libetta (nella foto), accompagnato dall’Orchestra della Nireo. L’occasione sempre più rara di ascoltare il celebre pianista salentino nel capoluogo si deve alla prima esecuzione assoluta del brano per pianoforte e orchestra d’archi "Idillio", scritto appositamente per Libetta dal principe napoletano Francesco D’Avalos, che per l’occasione sarà presente a Lecce insieme ad altri personaggi di rilievo.
Per il famoso compositore e direttore d’orchestra napoletano, discendente da una storica famiglia italiana (tra illustri artisti e personaggi si ricordano, tra gli altri, il “Principe dei Musici” Gesualdo da Venosa e la poetessa Vittoria Colonna), sarà un ritorno in Puglia, considerato che già negli anni Settanta, il grande Nino Rota lo volle ad insegnare Composizione presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.
Il resto del programma musicale comprende altra musica barocca e moderna: il Concerto in Sol Maggiore di Franz Joseph Haydn, il Concerto in La Maggiore di Alessandro Scarlatti, "La Valle delle Fiaccole" di Leben e il Concerto in Sol Minore n. 4 di Giovanni Paisiello. L’appuntamento fa parte delle iniziative di beneficenza organizzate dall’Associazione “Un sorriso per Francesco”, nata in memoria di Francesco Stefanizzo, studente leccese di medicina prematuramente scomparso ed è finalizzato a raccogliere fondi a favore del villaggio Kigoma, in Tanzania, una delle aree più povere del mondo. La somma ricavata sarà destinata all’orfanotrofio locale, che ospita molti bambini affetti da AIDS e al potenziamento del reparto pediatrico dell’ospedale, che, una volta ultimato, sarà intitolato proprio al giovane Stefanizzo.
I biglietti in prevendita (al costo di 15 €) sono già disponibili presso Gift, in via 140° Reggimento Fanteria, civico 14, a Lecce.
Il concerto diventerà un video prodotto dalla Nireo.
Per informazioni: http://www.nireo.it/