giovedì 13 settembre 2007

Venezia ricorda Maria Callas

Il 16 settembre 2007 verrà celebrato al Teatro la Fenice il trentennale dalla scomparsa di Maria Callas, saranno anche ricordati i sessant’anni dal debuttoin Italia e a Venezia con il “Tristano e Isotta” di Wagner della più grande cantante del nostro tempo con un concerto del soprano Dimitra Theodossiou, con la partecipazione della Omnia-Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori.
Dopo il successo riscosso a Cà Vendramin Calergi, sede del Casinò Municipale di Venezia, la Mostra "Maria Callas e Venezia" continuerà ad essere esposta presso il Fondaco dei Tedeschi, sede delle Poste Centrali a Rialto. La mostra inaugurata il 3 settembre 2007 sarà aperta al pubblico fino al 17 settembre. Ingresso gratuito (da lunedi' al sabato con orario dalle 8.30 alle 18.30).
Il 18 ottobre 2007 Poste Italiane emetterà a Venezia un francobollo dedicato alla Cantante, il 16 di settembre Poste Italiane metterà a disposizione un annullo speciale che sarà visibile presso il Fondaco dei Tedeschi nel luogo della mostra e al Teatro La Fenice di Venezia dalle ore 18.00 alle ore 20.00.
La mostra dell'associazione culturale Maria Callas dopo Atene, Salonicco,
Roma e Venezia sarà a Parigi nel mese di ottobre 2007.

Links: http://www.callasexpo.com/ / http://www.casinovenezia.it/ / http://www.teatrolafenice.it/ /
http://www.callas.it/ / http://www.comune.venezia.it/ / http://www.posteitaliane.it/

Amarcord in salsa barese

Appena sette anni fa si festeggiava il bicentenario dalla sua morte. All’epoca il compositore barese Niccolò Piccinni continuava principalmente ad essere ricordato dai suoi concittadini, salvo rare eccezioni, soprattutto per la centralissima e trafficatissima via a lui intitolata, per il teatro chiuso per inagibilità e per la statua ubicata in Piazza Massari.
Poco o nulla, la maggior parte dei baresi sapeva della sua vita e delle numerose opere musicali che aveva lasciato. Riflettendo su quel dato per me sconvolgente, nel 1999 inviai a diversi quotidiani, settimanali e riviste musicali locali e nazionali una lettera, dove tra l’altro invocavo qui a Bari nella città “senza teatri” o dei “ruderi” se preferite, la nascita di un Festival intitolato al più grande nostro operista. Proprio ieri nel classico cassetto dei ricordi l'ho ritrovata. La lettera fu gentilmente pubblicata il 6 marzo 1999 dalla Gazzetta del Mezzogiorno e intitolata in modo altisonante: FACCIAMO GIUSTIZIA A PICCINNI. Eccone uno stralcio:“….Segnalo sulla Gazzetta del 1° marzo un bell’articolo della professoressa Micelle Sajous D’Oria sull’arte musicale del nostro operista Piccinni (mai troppo compianto dai suoi concittadini) in gran spolvero in quel di Parigi, grazie all’ottimo lavoro di due eccellenti musicologi e musicisti che rispondono rispettivamente ai nomi di Dinko Fabris e Antonio Florio: bravissimi! Approfitto di questa mia missiva per esortarli entrambi ad organizzare finalmente quel festival Niccolò Piccinni (magari all’interno del Castello Svevo - in attesa dell’agognata e sempre più insperata riapertura del Teatro Piccinni – come accadde per l’allestimento pregevolissimo della Finta Cameriera dello “zio Latilla”), che la città di Bari aspetta come una sorta di riscatto dagli anni terribili e bui per una cultura musicale messa al bando, oserei dire emarginata a discapito di tanti giovani, loro soprattutto, danneggiati da quel maledetto incendio del Petruzzelli il 27 ottobre 1991; quest’ultima, data-simbolo nella quale la città di Bari ha ricevuto una coltellata al cuore gravissima (…). Il 2000 è alle porte. Speriamo porti consiglio a coloro che hanno in mano il telecomando della città. A buon intenditor…” La risposta a quella lettera del direttore della Gazzetta, Lino Patruno, o chi per lui, fu la seguente: “Passiamo la proposta agli interessati, condividendola subito. Il senso di identità di una città si rafforza valorizzando ciò che di meglio la città possiede: non ultimi i suoi personaggi più autorevoli. Come Niccolò Piccinni è, ancorché bistrattato dai suoi concittadini. E’ l’occasione per riparare.”
Non certo per merito di quella missiva (ci mancherebbe pure…) dopo pochi mesi, grazie all’ intervento dell’Assessore alla Cultura dell’epoca, Pinuccio Tatarella, il Piccinni fu riaperto dopo lavori urgenti e l’anno dopo, si tennero le celebrazioni del bicentenario nella casa natale del compositore debitamente restaurata, in Vico Viscardi e in Vallisa, coronate poi a novembre da una pregevole edizione della sua bellissima Cecchina. Cecchina che proprio ieri sera (la foto dell'allestimento è di Vito Mastrolonardo) abbiamo felicemente riascoltato, grazie alla Fondazione Petruzzelli e al Festival Mousiké, in un teatro Piccinni esaurito in ogni ordine di posti. Segno che nel frattempo i baresi hanno imparato a conoscere e ad amare sul serio il loro compositore. Prima o poi scoccherà (anche) l’ora di un festival a lui dedicato? Che ne dite?

mercoledì 12 settembre 2007

Claudio Abbado cancella alcuni impegni per problemi di salute

I concerti previsti per i prossimi 14 e 18 settembre con l'Orchestra Mozart a Bolzano e il 20 settembre a Bologna non saranno diretti dal Maestro Claudio Abbado, che verrà sostituito il 14 dal Maestro Trevor Pinnock e il 18 e il 20 settembre da Ivor Bolton. A rischio anche la tournèe americana prevista in ottobre con l'Orchestra del Festival di Lucerna. Vi riporto qui di seguito integralmente il testo della lettera che egli stesso ha inviato all'orchestra bolognese da lui fondata. «Sono purtroppo costretto ad annunciare che per motivi di salute i medici mi chiedono di annullare gli impegni prossimi con due orchestre alle quali mi sento particolarmente legato: l'Orchestra Mozart e l'Orchestra del Festival di Lucerna. Tornerò a dirigere ai primi di novembre a Bologna. Invio i miei migliori ed affettuosi auguri di buon lavoro agli amici e colleghi delle due orchestre e ai colleghi che mi sostituiranno». Claudio Abbado. Permettetemi di porgere al Maestro i più cari e sentiti auguri per una pronta guarigione.

martedì 11 settembre 2007

OGI d'Autunno a Fiesole

Venerdì 14 settembre alle ore 21.00 nella sala della Biblioteca di San Marco si inaugura il primo Festival di Musica da Camera dell’Orchestra Giovanile Italiana negli scrigni dell’arte che proseguirà fino al 27. L’ingresso ai concerti è sempre gratuito fatta eccezione per il concerto di domenica 16 all’Istituto Geografico Militare per il quale è necessario l’invito.
Per la prima volta dopo oltre dieci anni l’Orchestra Giovanile Italiana riprende la felice consuetudine di presentare i propri gruppi da camera al pubblico della città che la ospita. In questi 27 anni di vita tanti sono stati i giovani che, attraverso la straordinaria formazione offerta da questo organismo, hanno imboccato con sicurezza la via del professionismo diventando titolari di ruoli di grande responsabilità nelle orchestre sinfoniche italiane e europee. La stessa orchestra del Teatro del Maggio ha fra i suoi musicisti numerosissimi ex allievi della giovanile. Attorno ai cento giovani provenienti da tutta Italia, che hanno partecipato al corso 2006/2007, si è formata una vera catena di simpatia e collaborazione che ci ha permesso di disporre per i concerti di alcuni fra i luoghi più affascinanti della città e della provincia. Il concerto inaugurale, grazie alla collaborazione offertaci dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Mussale Fiorentino, si svolgerà in quella splendida preziosa sala della Biblioteca di San Marco così come il concerto conclusivo sarà ospitato nella strepitosa Tribuna del David della Galleria dell’Accademia. Sabato 15 settembre appuntamento doppio alle ore 17.00 e alle 21.00 presso la splendida Chiesa gotica di San Francesco a Borgo San Lorenzo. La Scuola è felice di poter avviare una collaborazione con il Comune di Borgo San Lorenzo che ha la fortuna di avere un primo cittadino musicista, primo tassello di un percorso più ampio da fare insieme. Nel pomeriggio il concerto è dedicato ai grandi autori dell’est del Novecento storico da Stravinskij a Prokof’ev, da Dohnányi a Bartok, mentre nella serata saranno in programma musiche di Boccherini, Fauré e Hummel.
Domenica 16 alle ore 17.00 i gruppi da camera saranno ospiti dell’ottocentesca Aula Magna del Seminario di Fiesole grazie alla collaborazione del Centro Culturale Cattolico di Fiesole quando eseguiranno il Quartetto per archi in La Maggiore op. 18 n. 5 e il Quintetto per fiati e pianoforte in Mi bemolle Maggiore op. 16 di L. van Beethoven. Sempre domenica, ma alle ore 20.00 l’Istituto Geografico Militare (via Cesare Battisti n.12) aprirà le sue porte al pubblico: cinquanta fortunati avranno accesso su invito al concerto dell’Ottetto dell’OGI nella splendida sala della Biblioteca. Questo è davvero un luogo segreto, sconosciuto ai più e per arrivare al quale si segue un percorso di inaudito fascino fra alcuni dei reperti storici della Firenze medievale e rinascimentale, ormai quasi cancellati dalla memoria del grande pubblico. Alcuni di quei corridoi e di quelle sale sono stati calpestati anche dal grande Leonardo da Vinci. Lunedì 17 settembre alle ore 17.00 e alle 21.00 sarà Il Salone Brunelleschiano dell’Istituto degli Innocenti ad accogliere le formazioni dell’Orchestra nello spirito di squisita ospitalità di questa storica istituzione. Al pomeriggio verranno eseguite musiche di Berio, Dvořák e Brahms, mentre alla sera il programma è dedicato a Mozart con l’esecuzione di due Quartetti per archi il Kv 169 e Kv 387 e la Serenata Gran partita KV 361 per fiati e contrabbasso. Martedì 18 alle 17.00 sarà il Quartetto per archi in Si bemolle maggiore KV 458 di Mozart ad aprire il concerto presso l’Aula Magna del Seminario di Fiesole, mentre la parte centrale sarà caratterizzata dal Klavier Quintet di Mullenbach e conluso dal magnifico Quatuor pour la fin du temps di Messiaen. Alle 21.00 poi nel Salone Brunelleschiano dell’Istituto degli Innocenti sarà protagonista la musica del Novecento con opere di rara esecuzione, ma di grande fascino sonoro come Adjustable wrench for chamber ensemble di Torke, il Doppio Quintetto per archi e fiati con l’aggiunta di arpa e pianoforte di Ghedini –un autore italiano troppo spesso dimenticato- e Aubade concerto coreografico per 18 strumenti e pianoforte di Poulenc.
Mercoledì 19 settembre alle 21.00 sempre al Salone Brunelleschiano il Quartetto per archi n. 8 in do minore op. 110 e il Quintetto per archi e pianoforte in sol minore op. 57, due opere fondamentali di Šostakovič, incorniceranno l’esecuzione del Kammerkonzert di Ligeti.
La rassegna si chiuderà giovedì 27 settembre alle 21.00 nella Tribuna del David della Galleria dell’Accademia con il concerto dei migliori partecipanti alla XII Sessione dell’Accademia del Europea Quartetto una delle attività che ha fruttato più riconoscimenti agli allievi della Scuola di Musica di Fiesole.
Infotel: 055/597851 - oppure: http://www.scuolamusica.fiesole.fi.it/

La Fondazione Petruzzelli va alla Fiera del Levante

In occasione della nuova edizione della Fiera del Levante, inaugurata sabato scorso, la Fondazione Petruzzelli invita i cittadini a visitare il suo stand (Padiglione 96) dedicato alla magia della musica e del teatro.
In mostra immagini e scenografie che regaleranno al pubblico tutta la magia delle opere rappresentate nella Stagione 2006/2007.
Inoltre non mancheranno incontri, concerti e dibattiti. A partire da oggi pomeriggio (alle 18.00) proprio nello stand della Fondazione Petruzzelli (Padiglione 96), dove si terrà un incontro dedicato al tema “Goldoni, Piccinni e La Cecchina”, organizzato in occasione della rappresentazione dell’opera Cecchina o sia la buona figliola. Il nuovo allestimento della “Fondazione Petruzzelli” in coproduzione con la Northwestern University di Chicago e il Conservatorio Niccolò Piccinni, il Festival di Musica Antica del Mediterraneo Mousiké e l’Università degli Studi di Bari, che andrà in scena al teatro Piccinni, mercoledì 12 Settembre alle 20.30.
All’incontro interverranno Grazia Distaso (Italianista, Preside della Facoltà di Lettere Università degli Studi di Bari), Bartolo Anglani (Italianista, Università degli Studi di Bari), Lorenzo Mattei (Musicologo, Istituto Musicale Paisiello di Taranto), Michéle Sajous D’Oria (Storica del teatro e francesista, Università di Bari), Pierfranco Moliterni (Musicologo, Università degli Studi di Bari) e Giulia Veneziano (Musicologa, Conservatorio di Potenza), Dinko Fabris (Musicologo, Casa Piccinni - Conservatorio di Bari) e naturalmente Giandomenico Vaccari (in foto: Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli).
Giovedì 13 Settembre alle 19.00 lo Stand della Fondazione Petruzzelli (Padiglione 96) ospiterà un Omaggio Musicale.
Venerdì 14 Settembre alle 12.00, nello Stand della Fondazione Petruzzelli (Padiglione 96) si terrà la Conferenza Stampa dedicata alla Convenzione Triennale tra la Fondazione Petruzzelli e la Banca Popolare di Bari.
Interverranno
l'Amministratore Delegato della Banca Popolare di Bari,
Marco Jacobini,
il Sindaco di Bari e Presidente della Fondazione Petruzzelli,
Michele Emiliano e
il Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli
Giandomenico Vaccari.

Infine, domenica 16 Settembre alle 11.30, nello Stand della Fondazione Petruzzelli (Padiglione 96) Stefano Costantini, Caporedattore di “Repubblica Bari” e il Sovrintendente Giandomenico Vaccari proporranno un dibattito dedicato alla Stagione 2007/2008 della Fondazione Petruzzelli ed alle nuove prospettive in vista della riapertura del massimo teatro barese.

venerdì 7 settembre 2007

Torna a Bari Cecchina di Niccolò Piccinni

Mercoledì 12 Settembre alle 20.30 al Teatro Piccinni di Bari andrà in scena "Cecchina o sia La Buona Figliola". Il dramma giocoso in 3 atti di Carlo Goldoni, piccolo grande capolavoro buffo musicato dal Nostro Niccolò Piccinni, sarà proposto in un allestimento della Fondazione Petruzzelli in coproduzione con la Northwestern University di Chicago (U.S.A.), il Conservatorio barese “Niccolò Piccinni” e l’Università degli Studi di Bari.
La regia dello spettacolo è affidata a Noel Koran, Stephen Alltop dirige l’Orchestra Barocca del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Bari. Gli abbonati alla Stagione Lirica 2007/2008 potranno ritirare gli inviti per assistere allo spettacolo al botteghino del teatro Piccinni, in Corso Vittorio Emanuele 84 a Bari. Un numero limitato di inviti è disponibile anche per i cittadini. L’ingresso in sala sarà consentito fino all’ esaurimento dei posti disponibili. Infotel: 080.521.24.84

L'affascinante mondo del tango "raccontato" dall'ICO di Bari diretta da Giovanni Rinaldi

E’ interamento dedicato al tango il prossimo concerto dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari in programma lunedì 10 settembre alle ore 21.00 a Bari presso l’Hotel Sheraton, diretto dal maestro Giovanni Rinaldi, con gli arrangiamenti a cura di Mario De Federicis e Vincenzo Anselmi, con solisti del calibro di Massimiliano Pitocco al bandoneòn, Rosario Mastroserio al pianoforte e con i ballerini Nicoletta Pregnolato e Alberto Bersini che si esibiranno nella famosa danza argentina. (biglietti saranno in vendita la sera del concerto presso l’Hotel Sheraton di Bari. Info: 080.5412302 – 291. Lun. – Ven.: ore 8.30 – 14. Mar.: ore 15 – 18). Il programma della serata si apre con le musiche di Astor Piazzolla (1921 - 1992), il grande riformatore del linguaggio del tango, del quale però verranno proposte alcune pagine poco abusate come la “Melodia in la minore” e i “Tres tangos per bandoneon e orchestra”, composti nel 1963.
Ma non mancano, ovviamente, anche rare pagine di altri autori. È il caso di “Cafetin de Buenos Aires”, scritto nel 1948 da Enrique Santos Discépolo (1901 – 1951) su musiche di Mariano Mores. Di Luis Rubinstein (1908 – 1954) su musiche di Peregrino Paulos è invece “Inspiracion”, decisamente la pagina più nota di questi due autori, mentre “El dia que me quieras” ci riporta a Carlos Gardel (1890 – 1935), il leggendario protagonista musica argentina. La canzone risale al 1935, anno in cui Gardel morì tragicamente in un incidente aereo e le liriche furono scritte da Alfredo Le Pera, che a sua volta si ispirò a una poesia di Amado Nervo. Pagina di grande notorietà è poi “Jalousie”, un brano che a dispetto delle sue atmosfere genuinamente argentine reca la firma del danese Jacob Gade (1869 – 1963).
Completano quindi il programma alcuni tanghi di autori italiani viventi, a cominciare da Ettore Stratta, un direttore d’orchestra e compositore attivo anche in campo jazzistico, il cui “Astoreando” è tratto dal cd “Symphonic Tango” del 1991. Sono invece pugliesi, oltre che noti, i compositori Antonio Molinini e Nino Lepore, che firmano rispettivamente “Symphonic Tango” e “Tango per un ricordo”.

Zubin Mehta dedica il suo primo concerto barese all'amico Pavarotti

Non saprei dirvi quanti fossero gli spettatori presenti – forse 600, forse di più - ieri al concerto della Israel Philarmonic Orchestra diretta dal celebre maestro indiano Zubin Mehta ieri in Fiera a Bari per l’apertura della stagione sinfonica della Fondazione Petruzzelli.
Certo è che molti di loro non avevano mai ascoltato la Settima Sinfonia di Gustav Mahler o forse – si può dire? - una sinfonia in vita loro. Solo così si può, almeno in parte, giustificare la persistente maleducazione con cui costoro si sono ad arte cimentati, o se preferite, esibiti nell’applaudire alla fine di ciascuno dei cinque movimenti (sperando probabilmente che fosse l’ultimo) del capolavoro mahleriano. Eppure il programma di sala è stato distribuito gratuitamente. Non ci sono scuse che tengano. E lì, oltre alla competente, pur complessa, analisi musicologica del professor Quirino Principe, era anche scritto ben chiaro e leggibile che la Settima mahleriana ne contempla cinque di movimenti e non uno solo.
Lo confesso: mi sono vergognato io per loro. Bastava infatti guardare dopo le puntuali quanto impertinenti interruzioni, gli eleganti professori d’orchestra della Filarmonica israeliana che si scambiavano occhiatacce di commiserazione che parevan dire: “Poveretti…”, o peggio, “Ma dove siamo capitati?”.
Passo indietro: Prima dell’inizio del concerto il grande Zubin ha reso omaggio all’amico e collega Luciano Pavarotti, compagno di tante straordinarie avventure artistiche, scomparso all’alba di ieri per un male incurabile. Lo ha fatto con una toccante, commovente testimonianza. La Settima di Mahler di ieri è stata dedicata a lui. Un gesto davvero bello, encomiabile. E veniamo all’esecuzione. Il compositore Giacomo Manzoni nella sua notissima guida all’ascolto della musica sinfonica, pubblicata da Feltrinelli (da consigliare naturalmente a tutti coloro che applaudono al momento sbagliato) riassume in modo semplice ed efficace i caratteri e lo spirito della Settima di Mahler (1905). Ve ne riporto almeno la prima parte: “La Settima costituisce il compendio e insieme l’acme incandescente del mondo poetico mahleriano ed è opera di straordinaria ricchezza fantastica anche se il musicista rinuncia in essa allo strumento da lui prediletto, la voce umana. Il luogo comune secondo cui la strumentazione mahleriana sarebbe quella tipica – esteriore – da direttore d’orchestra, cade verticalmente di fronte a questa composizione, che per tanti versi sta alla base di tanta musica contemporanea, in particolare, di quella della Scuola di Vienna, almeno nella sua fase espressionistica.”
La complessità della Settima non si rivela solo nei contenuti formali e nell’apparente esteriorità di un’orchestrazione di pazzesca, mostruosa complessità. Ma è soprattutto individuabile nell’enigmaticità di uno stile, quello del geniale Mahler, che sta cambiando vertiginosamente, che si sta cioè evolvendo da una parte, attraverso la ricerca di codici sonori nuovi e ancora inesplorati, dall’altra sgretolando con gradualità inesorabile il linguaggio tonale preesistente.
La lettura di una sinfonia così difficile, ermetica e particolare cela pertanto difficoltà ermeneutiche in ogni dove, e trappole nelle quali è assai agevole cadere per chiunque. Soprattutto, a mio sommesso parere nel primo movimento (Langsam, Allegro con fuoco) così plumbeo, lugubre, macabro, “una marcia al cui ritmo non è possibile marciare” (Principe). Ed è proprio in questo primo movimento che mi è parsa non condivisibile l’interpretazione di un “mahleriano doc” come Zubin Mehta (per i restanti tempi rivelatasi, al contrario, di indiscutibile valore). Tempi comodi, a tratti, comodissimi. Contrasti timbrici poco evidenziati, accenti addolciti anziché “scagliati” come mi sarei aspettato. Una tenuta dell’orchestra complessivamente pregevole nel colore adamantino e sinuoso degli archi e dei legni, meno impeccabile invece negli ottoni, fallosi sin dall’incipit. Meglio, decisamente meglio il seguito dell’esecuzione resa da Mehta e dalla sua orchestra con la necessaria leggerezza, doviziosa precisione e perfetta aderenza espressiva al naturalismo ambiguo delle due musiche notturne, al diabolico “Scherzo” e infine perfetta nell’ironico, rutilante, a tratti chiassoso, finale con la celeberrima parodia del Preludio atto I dei Maestri cantori di Norimberga, ad indicare la fine di un Mondo (l’allusione profetica all’Impero austro-ungarico non era poi così lontana dalla realtà) che stava definitivamente scomparendo.
Pubblico barese in visibilio con ripetute ovazioni. Non c’è però l’atmosfera giusta per il bis. Il direttore indiano dopo cinque minuti di applausi manda tutti a casa, mentre fuori si scatena il temporale. Il ciclo mahleriano continuerà (si spera a questi eccellenti livelli) anche nei prossimi anni al Petruzzelli. Così almeno ha promesso Giandomenico Vaccari, Sovrintendente della nostra Fondazione Lirico Sinfonica.

giovedì 6 settembre 2007

ADDIO BIG LUCIANO !

Quando viene a mancare un grande uomo si rischia immancabilmente di cadere, se non addirittura affondare, nella retorica, ricordandone le eccelse qualità umane e – in questo specifico caso – artistiche.
All’alba di oggi Luciano Pavarotti, tenore tra i più grandi del nostro tempo, è ritornato alla Casa del Padre. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, di dialogare con lui, a Bari in occasione di un suo concerto alla Corte del Catapano diversi anni fa e poi, nel 1983 a Salisburgo, dopo un Idomeneo mozartiano superlativo. Ricordo bene il suo gioviale (emilianissimo) approccio alle persone, un sorriso indimenticabile, il gusto per le battute folgoranti, la bellezza seducente della sua voce, ma soprattutto la sua meravigliosa semplicità. In tanti anni di frequentazione del mondo della musica lirica e classica poche altre volte mi era capitato di incontrare artisti di così straordinaria grandezza, eppure così alla mano, così a "misura d'uomo", così disponibili al confronto con gli altri.
Addio Big Luciano, ci mancherai terribilmente!

mercoledì 5 settembre 2007

Concorso musicologico bandito dal Coretto di Bari

L' Ass. musicale Ente Morale “IL CORETTO” di Bari, bandisce il Concorso a premi di ricerca musicologica “Silvestro Sasso 2007” aperto ai laureati negli anni accademici 2004/2005 e 2005/2006. Patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo, con la collaborazione dell'Università degli studi di Bari e il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari, vanta il primato di essere l'unico in assoluto in Italia e all'estero da 20 anni. Infotel/Fax. 080/5218411 Sede: Via Argiro n.8 Bari 70122
e-mail: ilcoretto@tiscali.it. (N.B. per le tesi pervenute dall'Unione Europea e' richiesta la traduzione in lingua Italiana).Le tesi devono essere inviate al Coretto entro il 30.10.2007 in duplice copia datti-loscritta e il lavoro dovrà essere anonimo. E' previsto un primo premio di euro 700,00, un secondo premio di euro 500,00 e un altro premio, sempre di euro 500,00, per un laureato in una delle università dell'Unione Europea.

E' partita l'integrale delle sinfonie di Beethoven al Parco della Musica di Roma

In questi giorni l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sono alle prese con una significativa integrale, quella delle nove sinfonie di Ludwig van Beethoven. Un vero e proprio festival dedicato alla monumentale opera sinfonica del Titano di Bonn, affidato peraltro a tre differenti e prestigiose bacchette: Kurt Masur (Nona, Prima e Settima), Georges Prêtre (nella foto:dalla Seconda alla Quinta) e Marek Janowski (Sesta e Ottava). Tre scuole direttoriali diverse per stile e cultura, rivelatrici di ulteriori sfumature all'interno di un panorama musicale così universalmente amato e conosciuto. Le Sinfonie di Ludwig van Beethoven sono la summa della musica di ogni tempo, il simbolo dell'occidente civile, illuminato e appassionato, il sogno di un'umanità riscattata dall'ingiustizia, l'aspirazione alla libertà. In Beethoven, è stato detto, parla finalmente tutta l'umanità. Un'occasione imperdibile per il pubblico di poter accedere a straordinari concerti ad un prezzo fuori dall'ordinario: per chi ha meno di 30 anni il biglietto singolo costa meno di 8 Euro! E l'abbonamento all'intero ciclo solo 20 Euro! Un' opportunità straordinaria soprattutto per i più giovani. Leggendo ieri alcuni commenti su alcune notissime chat di musica classica pare che già la Nona sinfonia diretta l'altra sera a Roma da Kurt Masur sia stata a dir poco entusiasmante.
Informazioni presso l'Auditorium Parco della Musica - Roma, Viale Pietro De Coubertin, sul sito:
http://www.santacecilia.it/ / tel. 06.8082058

La Fondazione Petruzzelli apre finalmente a soci privati

"Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Petruzzelli, nella seduta del 27 agosto scorso, ha deliberato all’unanimità l’ammontare della quota minima di accesso per i “soci privati fondatori”.
La quota minima è stata determinata, come per legge, in misura pari all’otto per cento del totale dei contributi statali erogati alla Fondazione nell’anno in corso.
Attualmente, pertanto, con il versamento dell’importo minimo di Euro 320.000,00 per almeno due anni consecutivi, i nuovi soci potranno partecipare alla vita della Fondazione, acquisendo per il biennio 2008-2009 il diritto ad esprimere un consigliere di amministrazione.
Il consiglio di amministrazione, altresì, ha deliberato di dare a tale decisione la più ampia diffusione, al fine di ottenere il massimo coinvolgimento possibile degli operatori economici, dei privati cittadini e di tutti coloro che vorranno contribuire concretamente - in piena attuazione dello spirito della legge istitutiva delle Fondazioni Lirico Sinfoniche - ad una gestione veramente condivisa e partecipata delle attività culturali del nostro territorio."

martedì 4 settembre 2007

Mousiké e il miraggio di un grande festival all'orizzonte


Questa mattina presso il centro di ricerche musicali “Casa Piccinni” di Bari è stata presentata l’ottava edizione del Festival Mousiké, che prenderà il via il 7 settembre prossimo per protrarsi sino al 6 novembre attraverso concerti tra oriente e occidente, seminari, tavole rotonde, presentazioni di libri, CD e DVD. Una manifestazione, che si avvale del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Puglia (Assessorati al Mediterraneo e al Turismo), della Provincia di Bari (Assessorato alla Cultura) del Comune di Bari (Assessorati alla Cultura e alle Politiche Giovanili), Comuni di Bitritto e Monopoli delle Soprintendenze delle Province di Bari e di Foggia. Sono intervenuti alla conferenza stampa, tra gli altri, l’assessore al Mediterraneo Silvia Godelli, l’assessore alle Politiche Giovanili Pasquale Martino, l’assessore alla Cultura del Comune di Bitritto, Angelo Natuzzi, la presidente dell’omonimo centro studi Mousiké Patrizia Gesuita, il direttore artistico Dinko Fabris (nella foto) e la dirigente dell’assessorato alla Cultura del Comune di Bari Annamaria Colafati.
“Il Festival - ha ricordato la Gesuita – parte quest’anno con un po’ di ritardo rispetto al solito. E nonostante ciò anche questa edizione offrirà numerosi appuntamenti con eccellenti personalità artistiche.”
Si comincia il 7 settembre nell’incantevole chiostro di San Francesco alla Scarpa con SEPHARAD. Storia e storie: Canti delle Vite degli ebrei di Spagna nell’area mediterranea (XIII-XVII sec.), un raffinato concerto a tema curato ed eseguito dal noto Ensemble Sarband, diretto da Vladimir Ivanoff. All’Ensemble, come ha ricordato Dinko Fabris, è stato assegnato il Premio Mousiké di quest’anno.
Da non perdere poi la serata del 12 settembre che vedrà al Teatro Piccinni l’allestimento del capolavoro di Niccolò Piccinni “La Cecchina o sia La Buona Figliola”. Allestimento significativamente in coproduzione tra la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, Il Conservatorio di Bari e la Northwestern University di Chicago. Un progetto Cecchina che nasce nel centenario goldoniano e che sarebbe dovuto approdare prima a Bari e poi in trasferta a Pechino, come ha detto Fabris, proprio perché l’opera di Piccinni, andata in scena a Roma nel 1760, ebbe ben 300 rappresentazioni prima del 1800 in molte parti del mondo, tra cui Russia e appunto Cina. “Avevamo pensato addirittura di chiamare il grande violoncellista Yo-Yo Ma per coronare il progetto di Mousiké in cammino verso la via della seta, come avevamo preannunziato lo scorso anno, ma il budget è stato purtroppo inferiore alle attese.” Anziché pertanto una Cecchina in “salsa cinese” sarà una Cecchina “all’ americana”, con un cast di giovani e bravi – assicura Fabris - cantanti e musicisti americani e italiani. Un’operazione che oserei definire “spoletina”, con la speranza che questa collaborazione tra Bari e Chicago porti (magari) in un prossimo futuro la nostra città ad ospitare una delle più grandi orchestre del mondo. Un sogno dal nome glorioso, quello della Chicago Symphony Orchestra.
Un altro appuntamento di prestigio sarà poi il 3 novembre nel castello comunale di Bitritto con il flautista svedese Dan Laurin (presente alla conferenza stampa), già sublime interprete lo scorso anno di un’indimenticabile serata del Festival.
Non vi elenco poi per motivi di spazio il resto degli appuntamenti musicali e culturali che animeranno intensamente la presente edizione del festival. Ci tornerò con calma nelle prossime occasioni. Mi piace invece, in conclusione, sottolineare che un domani (si spera non troppo lontano) con i teatri e contenitori “culturalmusicali” della città tutti a disposizione – Petruzzelli, Margherita e Auditorium “Nino Rota” in primis – Bari potrà finalmente attrezzarsi per un festival teatrale e musicale di rilievo internazionale, dotato di quel budget importante così giustamente agognato da Dinko Fabris.
Certo, ci vorrebbero maggiore attenzione, maggiore sensibilità culturale e musicale da parte dei nostri amministratori (il bravo assessore regionale Silvia Godelli è purtroppo solo una mosca bianca o, se preferite, un’eccezione in un panorama semplicemente avvilente) e soprattutto da parte della nostra troppo spesso indifferente imprenditoria privata.
Se in città e realtà europee più piccole di Bari, come Lucerna e Salisburgo, ogni anno si muovono parecchi quattrini pubblici e privati (nell’ordine di decine di milioni di euro) per realizzare manifestazioni di assoluto prestigio mondiale, il merito va, sia chiaro, oltre che ad una consolidata tradizione storico-culturale anche ad eccellenti amministratori e ad illuminate aziende come il Credit Suisse, la Siemens, Nestlè, Rolex, e tante altre, che hanno scelto di investire significative risorse nella grande musica.
A Bari e in Puglia questo non accade, fatta eccezione per il festival della Valle d’Itria di Martina Franca, non solo perché non abbiamo alle spalle giganti economici come quelli appena citati, ma perché manca la giusta apertura mentale verso le sfide culturali più autentiche ed ambiziose. Si preferisce invece investire risorse, anche ingenti talora, sui cosiddetti eventi o presunti festival (talora di bassa, bassissima qualità) dei soliti noti. Sì proprio quelli di un giorno o una settimana al massimo…
Si spera allora che un festival come il Mousiké possa invece crescere compiendo ulteriori passi in avanti e attrezzandosi magari per diventare una manifestazione di riferimento nel panorama nazionale.
Lo dico da anni e non mi stancherò mai di ripeterlo: Bari si merita un Maggio Musicale (come Firenze) o un Settembre Musica (come Torino, da quest’anno insieme a Milano) coi fiocchi. Che aspettiamo allora a..."regalarcelo"?

lunedì 3 settembre 2007

La Filarmonica di Israele diretta da Zubin Mehta suona a Torino, Milano e Bari

La Filarmonica di Israele, blasonata orchestra fondata nel 1936 da Bronislaw Huberman (uno tra i più noti violinisti del secolo scorso) è da un paio di settimane in Europa per una significativa tournèe di concerti. Dopo le applaudite esibizioni dei giorni scorsi al Festival di Salisburgo e al Festival di Lucerna, la prestigiosa compagine israeliana, diretta in passato da maestri del calibro di Toscanini, Bernstein, Giulini e attualmente da Zubin Mehta (nella foto) che la sta guidando con successo in questo giro europeo, sarà questa sera all’Auditorium del Lingotto di Torino per inaugurare la prestigiosa rassegna di Settembre Musica e domani a Milano, dove come si sa, da quest’anno parte una bella collaborazione proprio con la manifestazione torinese curiosamente denominata MITO; manifestazione che darà vita in entrambe le città a numerosi concerti - da non perdere per chi può... - durante tutto il mese di settembre. Saranno due i programmi offerti per l’occasione dall’Orchestra Filarmonica Israeliana. Il primo a Torino, prevede la Sinfonia n. 9 “Grande” di Franz Schubert in accoppiata con la sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” di Antonìn Dvorak, il secondo domani sera a Milano al Teatro alla Scala, con la Settima Sinfonia di Gustav Mahler.Questo secondo programma sarà possibile poi ascoltarlo anche a Bari, unica data per l'Italia meridionale, dove giovedì 6 settembre alle 21 presso lo Spazio 7 della Fiera del Levante l’orchestra israeliana sarà ospite della Fondazione Petruzzelli. Un concerto che apre a tutti gli effetti la nuova stagione 2007-08 della Fondazione barese, che dovrebbe anche essere l’ultima prima del definitivo ritorno (speriamo bene) al Teatro Petruzzelli, finalmente restaurato, nel dicembre del 2008. I biglietti per l’atteso evento musicale di giovedì a Bari sono quasi tutti esauriti. Per informazioni rivolgersi quanto prima al botteghino del Teatro Piccinni: 080.5212484.