mercoledì 13 febbraio 2008

Il Duo Otto Rabensteiner - Marco Fracassi apre a Santa Croce il XIII Festival Organistico Internazionale di Bari


Parte lunedì 18 febbraio 2008 alle 20.30, presso la Chiesa di Santa Croce di Bari (Piazzetta Frati Cappuccini, 2), la Stagione dei Concerti 2008 del Centro Culturale Marin e dell'Associazione Amici della Musica d'Organo.
Il duo Otto Rabensteiner - Marco Fracassi (tromba e organo) aprirà il XIII Festival Organistico Internazionale di Bari. Il concerto è dedicato allo stile concertante europeo, una forma che attraversò la musica occidentale tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento. Il programma, molto gradevole, prevede trascrizioni e brani originali di Scarlatti, Corelli, Albinoni, Vivaldi, Händel e Clarke.

lunedì 11 febbraio 2008

Grande attesa per il concerto del centenario dell'Orchestra dell' Accademia di Santa Cecilia

Sabato 16 febbraio - ore 18.00 / Lunedì 18 febbraio - ore 21.00Martedì 19 febbraio - ore 19.30 Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Antonio Pappano (direttore). "CONCERTO DEL CENTENARIO".
Rossini: Le siège de Corinthe (ouverture), Beethoven: Sinfonia n. 3 "Eroica"; Mozart: Serenata K 525 "Eine kleine Nachtmusik", andante e minuetto; Wagner: "Siegfried - Mormorio della foresta" e Tannhäuser (Ouverture).
Il 16 febbraio 1908, finalmente ultimati i restauri dell'Anfiteatro Corea - una sala per spettacoli di varia natura edificata sui resti del Mausoleo di Augusto - Roma inaugurava una sala da concerti tutta nuova, che a partire dall'anno seguente si sarebbe chiamata Augusteo.
A quella data, quindi, si fa risalire la nascita di quella che con gli anni si chiamerà definitivamente Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, di cui il 16 febbraio prossimo si festeggia il centesimo compleanno. Per ricordare una data così storica e cruciale per la cultura della città, e rendere omaggio agli straordinari anni dell'Augusteo, in cui sul podio della nostra orchestra si esibirono tra i nomi più illustri della musica del tempo (da Mahler a Richard Strauss, da Debussy a Bruno Walter, da Toscanini a Furtwaengler, a Stokowski, a Karajan e Bernstein), l'Orchestra riproporrà lo stesso identico programma di quel giorno fatidico, composto secondo il gusto dell'epoca, che prevedeva due pezzi brillanti, uno all'inizio e l'altro in chiusura, a incorniciare brani di maggior corpo e spessore, e non si preoccupava di abbinare in una sola serata Mozart e Rossini, Wagner e Beethoven. Nel 1908 sul podio c'era Giuseppe Martucci. Il 16 febbraio prossimo ci sarà il Direttore Musicale dell'Orchestra, Antonio Pappano, cui va riconosciuto il merito di averla guidata verso il traguardo del primo secolo di vita in una forma artistica decisamente smagliante. pronta ad affrontare insieme al suo pubblico altri cento, mille anni... Auguri !!!

La Philarmonia di Londra diretta da Esa-Pekka Salonen inaugura stasera la stagione sinfonica del Teatro Massimo di Palermo

La Stagione Concertistica 2008 del Teatro Massimo sarà inaugurata questa sera alle ore 20.30 da una delle più prestigiose compagini sinfoniche del mondo: la Philharmonia Orchestra di Londra, sotto la guida del suo nuovo direttore principale Esa-Pekka Salonen (nella foto).
La celebre orchestra inglese debutta a Palermo con un programma interamente incentrato sul repertorio sinfonico russo, di cui verranno eseguite tre delle pagine più originali e significative. La serata si aprirà con la versione originale del noto poema sinfonico "Una notte sul Monte Calvo" scritto da Modest Musorgskij nel 1867.
Seguirà, con la partecipazione solistica del pianista finlandese Juho Pohjonen, il celebre Concerto n. 5 in sol maggiore op. 55 per pianoforte e orchestra di Sergej Prokof'ev, che debuttò il 31 ottobre del 1932 con la Filarmonica di Berlino diretta da Furtwängler. Pagina ardua e di notevole impegno soprattutto per il solista, richiede un estremo virtuosismo esecutivo che possa assecondare il vigore ritmico e dinamico richiesto dall’autore. La seconda parte invece è dedicata all'opera più rappresentativa del Novecento sinfonico: "Le sacre du Printemps" (“La sagra della primavera”) di Igor Stravinskij, che sin dal suo “scandaloso” debutto a Parigi nel 1913 coinvolse le platee, i compositori e i critici di tutto il mondo per la sua imponenza sonora e strutturale. Uno straordinario capolavoro che scandalizzò non poco la borghesia dell'epoca, ispirando contemporaneamente tutti i musicisti - giovani e maturi - che l'ascoltarono in quell’occasione, da Debussy a Ravel, Alfredo Casella e Puccini.
Questo intenso programma “russo” proietta l'attività del Massimo di Palermo, verso il prossimo appuntamento operistico con “The Rake's Progress” proprio di Igor Stravinskij in programma dal 17 al 24 febbraio.

Mirco e Gabriele Ceci: due straordinari talenti musicali "cresciuti" in...famiglia

Nascere in una famiglia di musicisti di professione provoca di solito due distinti e talora giustapposti effetti: un innamoramento precoce ed immediato per l’attività artistica svolta dai genitori, oppure un rifiuto incondizionato, con la conseguente scelta di una strada lavorativa completamente diversa. Nel caso di Mirco (classe 1988) e Gabriele Ceci (classe 1990) l’essere stati allevati in un ambiente in cui la Musica, grazie a papà Luigi, pianista, e a mamma Mariangela, violinista, era ed è la regina incontrastata della casa, ha portato effetti non solo positivi sui loro due figliuoli, ma direi – almeno a giudicare dall’ascolto dell’ottimo concerto che i due hanno tenuto giovedì scorso per la storica associazione del Coretto – addirittura straordinari.
Sia Mirko che Gabriele, infatti, hanno studiato rispettivamente pianoforte e violino con i loro genitori, per poi diplomarsi e perfezionare i loro percorsi con insegnanti importanti (il ventenne Mirco si è diplomato nel 2006 sotto la guida di Emanuele Arciuli e si sta perfezionando all’Accademia di Imola con Leonid Margarius, oltre a seguire le lezioni di artisti del calibro di Louis Lortie e Michel Dalberto).
L’altra sera nella Sala Giuseppina il programma era suddiviso in due parti. La prima ha visto protagonista assoluto il Ceci-violinista con la Seconda Partita in re minore BWV 1004 (quella della celeberrima quanto temibile “Ciaccona”) e quattro Capricci op. 1 di Paganini (1-13-15-20), mentre nella seconda parte i due si sono esibiti insieme nella Sonata per violino e pianoforte in do maggiore KV 296 di Mozart e in un interessante pezzo contemporaneo, ispirato allo stesso Genio salisburghese del compositore Nicola Campogrande: “Remix” K 396 per violino e pianoforte.
Entrambi i talenti di Casa Ceci hanno sfoderato ottimo bagaglio tecnico, una vivace musicalità e soprattutto, vista la loro ancor giovane età, una sbalorditiva naturalezza e personalità nell’approccio alle pagine eseguite; tutte qualità che fanno ben sperare sul loro futuro. Insieme ad un altro giovane e bravo musicista, il violoncellista Alessandro Mazzacane, i due talentuosi fratelli hanno anche messo su un trio che segue i corsi di perfezionamento del notissimo Altenberg Trio di Vienna.
Insomma, le premesse ci sono tutte e se continueranno a studiare con questo impegno, ne vedremo ancora delle belle. Intanto, l’altra sera, hanno incantato il pubblico del Coretto regalandogli anche un raffinato, quanto invero abusato bis: la malinconica e suadente “Meditazione” dall’opera “Thais” di Jules Massenet.

venerdì 8 febbraio 2008

Intervista a Pasquale Iannone


Sarà impegnato mercoledì 13 febbraio (alle 20.30) nella storica ed elegante Sala Giuseppina del Teatro Kursaal Santalucia di Bari in un recital pianistico (in programma: le due grandi sonate in si minore di Chopin e Liszt) organizzato dalla prestigiosa Fondazione Concerti “Niccolò Piccinni”. Pasquale Iannone (nella foto), pianista pugliese di riconosciuta fama internazionale, in vista di questo prezioso appuntamento, mi ha concesso la seguente intervista.
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Quando è nata la tua passione per la musica ?

“A 7 anni quando i miei genitori mi hanno chiesto se mi sarebbe piaciuto studiare il pianoforte. Ricordo che, pur con un’iniziale avversione per tutto ciò che rappresentava disciplina, passavo parecchio tempo al pianoforte cercando di cavarne qualcosa di interessante.”

Hai in famiglia appassionati (o "melomani") che ti hanno inizialmente stimolato e indirizzato verso lo studio di uno strumento ?

“Il mio nonno paterno, che tra l’altro non ho mai conosciuto, suonava la tromba ed in America era stato direttore di diverse bande filarmoniche. Mi hanno detto che deve aver suonato qualche volta anche nell’orchestra del Metropolitan a New York, ma non ho mai potuto appurare se ciò fosse vero.
In realtà mio padre, che per via della guerra non aveva mai potuto studiare musica in modo serio, ha sperato tutta la sua vita che io fossi un musicista, anche se a me non lo ha mai detto apertamente.”

Arturo Benedetti Michelangeli una volta fu fermato dalla polizia ad un casello autostradale e gli chiesero di mostrare i documenti domandandogli che lavoro facesse. Egli disse tra il serio ed il faceto " vado un po' qua un po' là". L'agente lo guardò perplesso: "E allora che scriviamo ?" Lui: "scriva pure che sono un girovago". Se succedesse a te, come pensi che risponderesti ?

“Direi che sono un venditore di “aria fritta” la quale ha però un “gusto” strepitoso ed ineguagliabile.
Penso che, per quanto possibile, è decisamente meglio non prendersi troppo sul serio…”

Quali sono i tuoi compositori preferiti, a prescindere da quelli che suoni abitualmente ?

“Bach, Haydn, Mozart, Schumann, Mahler, Faure, Shostakovich, Berg, Ligeti…
I miei gusti sono molto ampi e, suonerà strano, per lungo tempo sono stato interessatissimo alla musica contemporanea, anche se poi la mia vita pianistica ha toccato questo aspetto della musica solo marginalmente.”

Ascolti e/o studi musica sinfonica, lirica, jazz, rock, oltre quella pianistica ? Se sì, dammi qualche esempio.

“Molta musica sinfonica, Mahler soprattutto, che decisamente preferisco a quella pianistica, forse per placare un desiderio che so per certo rimarrà irrealizzato: dirigere l’orchestra.”

Quando hai deciso nella tua vita che avresti voluto - cascasse il mondo - diventare un pianista di professione?

“Quando mio padre è passato a miglior vita. Avevo 20 anni. E’ stata una promessa che in cuor mio gli ho fatto ed ha portato ad una svolta importante nel mio carattere.”

Quanto è difficile nel mondo di oggi essere un pianista di "musica colta" ?

“Non mi sento un pianista di musica “colta”, bensì qualcuno che ha dedicato la sua vita ad un ideale che ha abbracciato in maniera incondizionata. Ciò mi permette di vivere la mia condizione con grande serenità e passione. Se poi con "musica colta" si intende un qualcosa che non colpisce solo le corde più superficiali dell'umana natura, ma muove mondi interiori ai quali molti vorrebbero avere accesso e che spesso tentano di penetrare adottando una ricerca che di frequente adotta mezzi di fortuna, sono felice di vivere questa esperienza che può apparire difficile, ma che contiene la possibilità di esplorare un "paradiso terrestre" che non ha confini.”

Negli anni hai coltivato anche altre ambizioni o passioni, pianoforte a parte ? Se sì, quali hai mantenuto ancora oggi ?
“Confesso che il pianoforte ha occupato in maniera prepotente tutto lo spazio possibile ma ho trovato il tempo di imbarcarmi, tra mille difficoltà sebbene con grande soddisfazione, in un’avventura di tipo organizzativo.
Preparare nella mia città delle stagioni concertistiche che accomunassero nomi di un certo rilievo alla presenza di giovani a cui dare delle opportunità, mi ha impegnato molto ma è stato ed è un bellissimo modo per mantenere vivo l’interesse del pubblico su ciò per cui moltissimi, soprattutto giovani, hanno profuso grandi energie.
Devo dire che il pubblico ha risposto molto bene.”

Ritieni che la tua vita privata debba essere solo tua o sei pronto a parlarne liberamente con tutti?

“Si tratta di sapere quanto ciò che viene esternato possa essere male interpretato.
La prudenza è quindi d'obbligo. In generale, però, sono abbastanza trasparente.”

Quanto è difficile per un pianista ambizioso, di talento e richiesto come te conciliare vita privata o familiare e carriera?

“Certo le incombenze sono molte, ma mi ritengo piuttosto fortunato. Adoro mia figlia ed ho la possibilità di condividere l'esistenza con Paola Bruni, una pianista per cui nutro una stima sconfinata. Se quindi il conciliare carriera e famiglia è uno sforzo, questa "fatica" è decisamente inferiore in proporzione rispetto a ciò che è rappresentato dalla parte positiva.”

La Madama Butterfly di Puccini è la prossima opera della stagione lirica della Fondazione Petruzzelli

Nuovo appuntamento per la Stagione d’Opera della “Fondazione Petruzzelli” che mercoledì 13 Febbraio, alle 20.30 al teatro Piccinni, presenta la prima di “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, con la regia di Daniele Abbado e l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari affidata al M° Daniel Oren (nella foto), mentre il coro della Fondazione Petruzzelli sarà condotto da Franco Sebastiani. A firmare le scene Graziano Gregori, i costumi Carla Teti e il disegno luci Valerio Alfieri. Nel ruolo di Cio-Cio-San canterà la soprano canadese Liping Zhang in quello di Benjamin Franklin Pinkerton il tenore Joseph Calleja. A dare vita al grande dramma musicale pucciniano ci saranno anche Tiziana Carraro (Suzuki), Maria Cioppi (Kate Pinkerton), Marco Di Felice (Sharpless), Stefano Pisani (Goro), Gianluca Moschetti (Il Principe Yamadori), Carlo Striuli (Lo zio Bonzo), Antonio Muserra (Il commissario imperiale), Giuseppe Scarico (L'Ufficiale del registro).
In replica venerdì 15 febbraio alle 20.30 e domenica 17 febbraio alle 17.00.
Informazioni: 080.521.24.84

Incoraggiante successo per il Mefistofele in diretta dal Massimo di Palermo per trentacinque cinema italiani ed europei


Dynamic srl e Qubo srl con la società belga XDC del DDCinema (acronimo di Distribution of Digital Cinema) hanno comunicato stamane, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Roma presso l’Associazione della Stampa Estera, i primi incoraggianti risultati dell'esperimento che ha visto, lo scorso 27 gennaio, proiettare nei cinema di tutta Europa un'opera lirica in scena in un teatro italiano.
Si è trattato del Mefistofele di Arrigo Boito, opera inaugurale della Stagione 2008 del Teatro Massimo di Palermo, con protagonisti Ferruccio Furlanetto, Giuseppe Filianoti e Dimitra Theodossiou, diretti da Stefano Ranzani con la regia di Giancarlo Del Monaco.
I produttori dell'evento insieme al Sovrintendente del Teatro Massimo, Antonio Cognata, hanno rilevato una presenza nelle 35 sale tra italiane e del resto d'Europa una presenza complessiva di oltre 6000 spettatori. Il risultato, forte di un incremento che supera il 140% rispetto ad analoghi spettacoli non in diretta, né ad alta definizione, incoraggia fortemente ulteriori esperienze, sostenute dal sorprendente dato secondo il quale in numerose sale cinematografiche l'opera ha attratto più spettatori della normale programmazione cinematografica.
L'affluenza più calorosa è stata registrata nelle sale straniere, dove attualmente è già in corso una programmazione esclusiva di opere provenienti dal cartellone del Metropolitan di New York; alla scadenza dell'esclusiva statunitense, prevista per l'inizio dell'estate, si aprirà quindi un ampio spiraglio capace di differenziare e divulgare la produzione operistica italiana entro un raggio fino ad oggi impensabile.
A questi dati si aggiungeranno nei prossimi mesi quelli relativi al pubblico presente nelle sale che stanno ancora prenotando la proiezione in differita del Mefistofele, rispreso con 10 telecamere ad alta definizione. Fra le sale internazionali che proietteranno l'opera, anche quella annessa alla Nuova Opera di Pechino, inaugurata lo scorso settembre.

"L'oro di Wagner" di Maria Grazia Pani approda al BLUorG di Bari




Anticipato a sabato 9 febbraio ore 20.00 l' appuntamento della Rassegna “Qui la voce” al BLUorG con lo spettacolo "L’oro di Wagner” di Maria Grazia Pani (nella foto è in compagnia dell'attrice Giusi Frallonardo) appena andato in scena nei giorni scorsi al Palazzo de Luca di Molfetta, che rievoca un momento straordinario nella vita del grande musicista: l’incontro con Mathilde Wesendonk, una ricca e giovane signora svizzera a Zurigo.
Zurigo era un centro di rifugiati intellettuali e politici e lo spettacolo ricorda tra quelli anche Francesco De Sanctis. Il grande italianista, anche lui esule a Zurigo, insegnava italiano alla signora Wesendonk, e, partecipando spesso attivamente ai dibattiti tra artisti e scrittori che si svolgevano in quella città, ebbe rapporti poco studiati e conosciuti con Wagner.
Mathilde, quando incontrò Wagner nel 1851, aveva ventitre anni, “i capelli biondi, i grandi occhi chiari e schietti”. Era una donna che amava l’arte , la letteratura. Wagner aveva 38 anni. Era fuggito da Dresda dopo i moti del 1848, aveva il fascino misterioso del poeta, quello intrigante del rivoluzionario, quello sublime del musicista, e non ultimo quello della povertà come nobile blasone di una vita senza compromessi.
Lo spettacolo svela, quindi, aspetti poco noti della vita di Wagner e richiama un incontro d’amore che segna gli anni più creativi del grande compositore, anni nei quali viene alla luce la “vena ‘d’oro” della sua musica.
Protagonisti Giusi Frallonardo, l’affermata attrice pugliese che interpreta con forte sensibilità Mathilde Wesendonk e la soprano Maria Grazia Pani. Al Pianoforte Giana Iaffaldano. Elementi scenici di Giuseppe Bellini.
Le arie in programma sono da “Cinque poesie per voce femminile” di M. Wesendonk:, “Nella serra” ( studio per “Tristano ed Isotta”) e “Dolori”. Da da Tannhauser verrà eseguita “Ich Teure halle”, da Lohengrin
“Einsam in Truben Tagen”, da Tristano ed Isotta“Liebestod (la morte di Isotta)”. Di Listz la trascrizione dal “Tannhauser” per pianoforte solo.
Gli artisti saluteranno e ringrazieranno gli ospiti con un brindisi finale.
Appuntamento riservato ai soci con contributo.
Per informazioni: Galleria BLUorG, via M. Celentano 92/94 70121 Bari.
Infotel: +39 080/9904379
e-mail: info@bluorg.it bluorg@fastwebnet.it
internet: http://www.bluorg.it/

giovedì 7 febbraio 2008

Parte domenica prossima la nuova stagione musicale dell'AGIMUS di Mola di Bari


XIV STAGIONE MUSICALE AGIMUS 2008 "Giovanni Padovano" - Mola di Bari .


Con il sostegno di :
Regione Puglia – assessorato al Mediterraneo e Attività CulturaliProvincia di Bari – assessorato alla CulturaComune di Mola di Bari – assessorato alla CulturaFondazione Cassa di Risparmio di PugliaCamera di Commercio di BariTim Competition



Domenica 10 febbraio ore 20.00
Mola di Bari - Teatro Comunale “N.van Westerhout”


CONCERTISTICA
TANGO RUBIO ENSEMBLE
Carlos Adrian Fioramonti – chitarra
Massimilino Pitocco – bandoneon
Guglielmo Caioli – contrabbasso
Roberta Pierazzini & Paolo Angelini – ballerini

Guida all’ascolto a cura di C.A. Fioramonti


Il gruppo Tango Rubio è stato fondato da Paolo Angelini e Roberta Pierazzini. Presenta un attento lavoro di ricerca su quelle che sono le radici popolari di questo affascinante genere, fino ad arrivare alle più moderne contaminazioni jazzistiche. Il gruppo propone una selezione di brani che spaziano dai tanghi più antichi passando per la cosiddetta decade gloriosa degli anni '40, fino ad arrivare a sonorità più attuali, seguendo la lezione del grande innovatore Astor Piazzolla, con brani originali. Il principale intento dell'ensemble è quello di creare le coreografie in perfetta simbiosi con gli arrangiamenti strumentali.
Informazioni e Prenotazioni: associazione A.G.I.MUS. “Giovanni Padovano” tel. 368568412 - 3492856438 - a.g.i.mus@alice.itTeatro Comunale tel 0804733805 (il giorno dei concerti dalle ore 18.00)
PROGRAMMA GENERALE


“Anteprima Stagione 2008”
Sabato 26 gennaio dalle ore 16.00 - Domenica 27 gennaio dalle ore 10.30

Un musicista crepuscolare : Niccolò van Westerhout (Mola di Bari 1857 – Napoli 1898)
Immagini, Documenti, Letture, Esecuzioni
Il 2007 appena lasciato ha dato l’occasione, attraverso la ricorrenza del 150° anniversario della nascita del compositore Niccolò van Westerhout (Mola di Bari 1857 – Napoli 1898), per meglio conoscere, studiare, indagare e apprezzare la produzione del valoroso quanto sfortunato compositore pugliese. Le giornate del 26 e del 27 gennaio, organizzate dall’ A.G.I.MUS. “Giovanni Padovano” di Mola di Bari, portano a degna conclusione un organico progetto attivato dal Conservatorio “N.Rota” di Monopoli che rivela nuovi elementi sulla produzione di Niccolò van Westerhout, superficialmente indagati in passato e che danno utili spunti alla ricerca della critica moderna.
E’ stato quindi predisposto un intenso programma di concerti, ouvertures (esecuzioni di singole composizioni), ma anche di riflessioni e approfondimenti su alcuni aspetti della vita e dell’opera del musicista molese trattati nella monografia Un musicista crepuscolare: Niccolò van Westerhout (1857-1898) [Bari, Florestano Edizioni, 2007] che sarà presentata al pubblico proprio nel corso delle due giornate.
Ma insieme all’evidenziazione della grande serietà e del rigore degli studi effettuati, la manifestazione intende creare attorno alla figura di Westerhout un clima informale e non serioso che possa agevolare anche un rapporto di complicità e coinvolgimento tra il pubblico, i relatori e gli esecutori.


Domenica 10 febbraio ore 20.00
TANGO RUBIO ENSEMBLE
Carlos Adrian Fioramonti – chitarra
Massimilino Pitocco – bandoneon
Guglielmo Caioli – contrabbasso
Roberta Pierazzini & Paolo Angelini – ballerini
Guida all’ascolto a cura di C.A. Fioramonti
Il gruppo Tango Rubio è stato fondato da Paolo Angelini e Roberta Pierazzini. Presenta un attento lavoro di ricerca su quelle che sono le radici popolari di questo affascinante genere, fino ad arrivare alle più moderne contaminazioni jazzistiche. Il gruppo propone una selezione di brani che spaziano dai tanghi più antichi passando per la cosiddetta decade gloriosa degli anni '40, fino ad arrivare a sonorità più attuali, seguendo la lezione del grande innovatore Astor Piazzolla, con brani originali. Il principale intento dell'ensemble è quello di creare le coreografie in perfetta simbiosi con gli arrangiamenti strumentali.


Sabato 23 febbraio ore 21.00
…l’opera buffa e i suoi celebri personaggi ….
Eugenio Leggiadri Gallani Gabriella Orlando
Basso- baritono Pianoforte
Musiche di Mozart, Rossini, Donizetti
Guida all’ascolto a cura di G.Orlando

L’opera buffa, o dramma giocoso, di nascita napoletana, raggiunge la massima popolarità nella prima metà del 1700 conseguendo la perfezione con i grandi Rossini e Donizetti che, esaltando la grande tradizione settecentesca, concludono il genere comico. Rossini dilata le strutture dell’opera conferendo ai lavori comici un’architettura imponente; tema fondamentale dei personaggi è l’inadeguatezza dell’uomo di fronte agli accadimenti, agli imbrogli in cui si trova coinvolto al di fuori della sua volontà. Le caratteristiche dell’opera rossiniana (solo Mozart può essere paragonato a Rossini), danno all’opera buffa quel respiro universale che i precedenti esempi mai erano riusciti ad avvicinarsi. Personaggi quali don Bartolo e don Basilio ( Barbiere di Siviglia) e don Magnifico (La Cenerentola) sono i rappresentanti del vecchio mondo che scompare. Dopo Rossini l’unico compositore che ha lasciato capolavori nel genere comico è Donizetti che inserisce il pathos, l’elegia, il sentimento anche nell’opera buffa. Nell’Elisir d’Amore si dispiega, infatti, la miglior vena giocosa fatta di fresca invenzione, di spunti avvolti da malinconico lirismo; contestualmente, la brillante vivacità del compositore si dispiega in alcune pagine di grande ironia. La scrittura vocale presenta elevate difficoltà tecniche, massima velocità di articolazione oltre ad una spigliata e ironica verve interpretativa. La scrittura strumentale, invece, è asciutta, articolata, di un virtuosismo nitido e limpido.


Domenica 2 marzo ore 17.30 / 21.00
T. I.M. (Torneo Internazionale di Musica) XIII^ ediz.
Concerti di Qualificazione


L’Agimus “Giovanni Padovano” di Mola di Bari, consolidando una proficua collaborazione con il TIM, è stata nuovamente scelta come una delle tredici prestigiose sedi europee che ospiteranno le Fasi del Torneo Internazionale di Musica.
L’ obiettivo fondamentale del Concorso è quello di aiutare e di far conoscere i giovani di talento a prescindere dalle loro scelte di espressione, valorizzando al massimo la loro arte interpretativa e creativa. Ne sono consapevoli alcuni celebri musicisti del nostro tempo che hanno aderito al Comitato d’Onore.
Tra gli altri spiccano i nomi di V. Ashkenazy, S.Accardo, U.Ughi, R.Vlad.
“ Da 15 anni si svolge in Italia e in tutta Europa una delle più originali gare musicali.Si chiama TIM,Torneo Internazionale di Musica ed è nato dalla passione e dalla fantasia di Luigi Fait. Giornalista musicale noto agli italiani per le fortunate trasmissioni televisive che curava per la Rai (prima che il servizio pubblico decidesse di chiuderle nella miope rincorsa con le tivù commerciali alla conquista dell’audience), Fait ha deciso di mettersi a disposizione dei giovani e della musica. Lo fa con un’iniziativa straordinaria:centinaia, migliaia di audizioni in tutta Italia e in importanti nazioni europee. Sin dall’inizio il TIM ha adottato una formula “radicale” e coraggiosa. Tutte le prove sono pubbliche, le selezioni avvengono attraverso veri e propri concerti dove accanto a una regolare commissione tecnica, anche gli spettatori sono chiamati ad esprimere il loro giudizio. Il regolamento non pone limiti e requisiti d’accesso alle prove. Possono partecipare musicisti, diplomati e non, di ogni nazionalità, senza limiti d’età e i vincitori possono ripresentarsi tutte le volte che vogliono. Dal 1992, quando si svolse la prima edizione, il TIM registrò subito 184 partecipanti. Ma ormai si è stabilizzato su quasi 4 mila iscritti: un trionfo, oltre che un record.
Sono previste tante discipline: pianoforte, archi, fiati, canto, chitarra, musica da camera, fisarmonica, musica jazz, musica leggera, musica corale, composizione e critica musicale. Non c’è strumento che non trovi spazio. Anche le sedi delle audizioni sono le più diverse. In Italia il TIM trova ospitalità e amicizia nei Conservatori e presso Istituzioni Concertistiche (Firenze, Torino, Milano, Como, Venezia, Rovereto, Castelfranco Veneto, Roma, Mola di Bari, Enna) che hanno capito il respiro internazionale della manifestazione, che è accolta a braccia aperte anche in Germania (Colonia e Weimer), Belgio (Namur e Tamines), Francia (Parigi e Tarascon), Spagna (Madrid e Saragozza)........... La vitalità e lo spirito cosmopolita di questo straordinario “torneo” ci aiutano a guardare con fiducia e ottimismo al futuro della musica e dei musicisti” (dal mensile Suonare News).



Sabato 29 marzo ore 21.00
Trio Opera Viwa
Silvia Martinelli, soprano
Fabio Taruschio, flauto
Andrea Trovato, pianoforte
Musiche di Donizetti, Rossini, Bellini, Ganne, Saint-Saens, Debussy, Ravel, Delibes
Guida all’ascolto a cura di A.Trovato

Il Trio Opera Viwa si forma nel 2006 e concretizza un progetto di produzione lirica già attivo dal 2000. Il progetto era nato dalla volontà di offrire al pubblico una proposta innovativa di fruizione dell’opera lirica, destinata a tutti gli spazi, convenzionali come i teatri di tradizione e meno convenzionali come sale da concerto, cortili, chiostri, ville e piazze. Il nome indica la volontà di mantenere "Viva" l'opera, di rivitalizzare questo genere, non lasciare che si fossilizzi in stereotipi che imbrigliano la creatività e l'amore per la musica. Ma significa anche "W l'Opera!", con l'entusiasmo di chi fa il tifo per la squadra del cuore, con la passione dei giovani per i loro eroi. Questo è alla base anche del Trio (voce, flauto e pianoforte) con una spiccata inclinazione alla lirica, perché diventi alla portata di tutti. Rinnovare il concetto di concerto lirico, accostare il flauto alla voce, come spesso è nell'opera. Il flauto è un interlocutore privilegiato della voce di soprano, da Casta Diva in Norma fino alla scena della pazzia in Lucia di Lammermoor. Perché non portare un po’ di vita e colore orchestrale in concerto?
Il programma del concerto prevede una parte dedicata alla lirica, spostandosi poi sulla letteratura originale per questa formazione, con un occhio di riguardo alla Francia, dove autori come Delibes, Saint-Saens, Ravel le hanno dedicato piccole perle sullo stile della chanson.



Sabato 12 aprile ore 21.00
"musica anglo-americana anni '60 e '70"
EAST & WEST BAND
Alessandro Corsini – chitarra, voce
Alessandro Sassoli – chitarra, voce
Luca Burgalassi – banjo, chitarra, armonica, voce
Franco Ceccanti – mandolino, chitarra, voce, percussioni

Musiche di Eagles, America, Simon, Dylan, Neil, Stills, King
Guida all’ascolto a cura di A. Sassoli

Un repertorio vastissimo e affascinante viene proposto dal quartetto di voci e chitarre acustiche. Autori come Bob Dylan, Cat Stevens, Neil Young John Denver, James Taylor, Kenny Rogers, Carol King e di mitiche formazioni come i Beatles, The Byrds, Simon & Garfunkel, gli Eagles, Crosby Stills Nash e Young, gli America, verranno riproposti dalla band senza schematismi, nel sound originale. Un repertorio che si colora di immagini con brani come "I'm Easy" tratto dal film "Nashville", "Mrs. Robinson" e "The Sound of Silence" tratti da "Il Laureato", "Everybody's Talking" tratto da "L'uomo da marciapiede", "Knockin' on Heaven's Door" tratto da "Pat Garret & Billy the kid" e capace di rievocare emozioni e nostalgie con celebri evergreen quali "Take me Home Country Roads", "Hotel California", "San Francisco", "Father and Son". Gli East and West hanno numerose partecipazioni a rassegne e festival musicali di tutta Italia ed Europa ed al loro attivo tre album.

Domenica 20 aprile ore 20.00
“Canti notturni d’Irlanda”
KAY McCARTHY canto e arpa celtica
&
ENSEMBLE COLLEGIUM ARTIS
Fiorenza Ginanneschi, violino - Sonia Romano, violoncello
Annalaura Cavuoto, clavicembalo - Pablo Téllez, pianoforte

Guida all’ascolto a cura di K. McCarthy

Nata a Dublino ed italiana d'adozione, Kay McCarthy è da oltre vent'anni portavoce della tradizione musicale irlandese. Famosa ed apprezzata in Italia, gode di ampia considerazione e stima anche all'estero. Con uno stile proprio, unico ed inconfondibile, raffinatissimo, espressivo ed alieno a qualunque etichetta o moda di mercato, nonché abile intrattenitrice, Kay McCarthy trae la sua ispirazione da radicati elementi costitutivi della terra d'origine arricchita di tutte le più aggiornate esperienze di cui è pregno il suo linguaggio, considerato tra i più interessanti nell'attuale panorama della musica irlandese. Il suo repertorio è composto da brani di musica tradizionale ai quali si aggiungono pezzi originali firmati dalla stessa vocalist. Kay McCarthy, voce cantante e narrante, nonchè arpa celtica, guida un gruppo di quattro strumentisti italiani di formazione classica che hanno appreso lo stile musicale irlandese attraverso l'ascolto e l'insegnamento della cantante Dublinese. Il sound è un felice ed interessante fusione Iberno-Mediterraneo.
Il concerto, un programma di crossover fra musiche della tradizione popolare con famose canzoni quali "Down by the Sally Gardens", "Cockles and Mussels", "My Lagan Love" e tante altre, sarà anche "contaminato" con elaborazioni di Beethoven su melodie irlandesi, e con antiche danze ed arie "colte" suonate all'epoca nei saloni e palazzi di Dublino.


Domenica 11 maggio ore 20.00
“Giovani Talenti Pugliesi”
MIRCO CECI – pianoforte
Musiche di Chopin, Schubert
Guida all’ascolto a cura di Alessandro Romanelli

A 19 anni Mirco Ceci vuole solo una cosa : vivere di musica. La giovane promessa del pianoforte è di Bari, dove inizia a studiare sotto la guida del padre Luigi Ceci, docente al Conservatorio “Piccinni”. Mostra subito particolare talento anche per la Composizione. Nel 2006 si diploma in pianoforte con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Ancora tredicenne interpreta il primo concerto di Beethoven. Segue masterclass con Riccardo Risalti ed Elissò Virsaladze. E’ del 2006 la sua vittoria al concorso internazionale “Pietro Argento” di Gioia del Colle. Attualmente studia all’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida di Leonid Margarius e Louis Lortie.
Nel novembre 2007 ha vinto il “Premio Venezia”, concorso riservato ai migliori diplomati dei Conservatori italiani.

Sabato 24 maggio ore 21.00
ALLESTIMENTI
“C’era una volta… l’Operetta”
di Eugenio Monopoli

Damiana Mizzi – soprano
Annamaria Bellocchio - soprano
Carlo Monopoli – tenore
Giovanni Guarino – baritono

Eugenio Monopoli – attore
Donato De Cillis - attore

Ensemble strumentale diretto da Ippolito Ventura

Regia, Scene, Costumi – Carlo Monopoli

La rappresentazione teatrale – musicale “C’era una volta l’operetta” sviluppa la storia di un attore brillante di operetta che, ormai vecchio, sbarca il lu­nario facendo l'inserviente in un teatro. Un giorno, mentre sta provvedendo alle pulizie del palcoscenico, si sofferma a ricor­dare con la sua anziana compagna i tempi della giovinezza e le trame delle operette Scugnizza, Cin Ci Là, Il Paese dei Campanelli, La Duchessa del Bal Tabarin, La Vedova Allegra.
Da quei ricordi così vivi i due vecchietti vedono apparire e materializzarsi sul piccolo palcoscenico le scene e i personaggi delle arie più famose.
Essi tanto si immedesimano in quelle nostalgiche immagini che, pian piano, ne entrano a far parte. Così, dopo aver indos­sato i costumi di scena ed eseguito, con i personaggi delle operette, un classico «Gran Finale» (quello della Vedova Allegra), scompaiono insieme dietro il sipario della «realtà» verso il mondo della «fantasia».

MOLAGIMUSICA estate
luglio - agosto
Mola di Bari - Chiostro S.Chiara


Domenica 20 luglio ore 21.15
CONCERTISTICA jazz
“Palavras de Amor : Jobim e as mulheres”

EFFETTO MUSICA ENSEMBLE
encontra
CLAUDIA MARSS

Claudia Marss – voce
Gianluca Marino – chitarra
Enzo Orefice – pianoforte
Stefano Saccone – sax e flauto
Aldo Vigorito – contrabbasso
Giuseppe La Pusata - batteria
Il progetto nasce dall’incontro del quintetto Effetto Musica Ensemble con la vocalist brasiliana Claudia Marss e dalla comune passione per la bossanova. Il lavoro svolto in oltre cinque anni di attività concertistica ha permesso di sviluppare un sound elegante e di affrontare il repertorio del grande compositore brasiliano miscelando le caratteristiche musicali di tutti i componenti della formazione. Il concerto, e il relativo CD pubblicato dalla Philology (prestigiosa etichetta del jazz italiano), esplora l’universo femminile di Antonio Carlos Jobim attraverso arrangiamenti originali e la scelta di brani dedicati alle donne della sua vita.

Domenica 27 luglio ore 21.15
C. ORFF: Carmina burana
Versione per soli, coro e due pianoforti e percussioni

Direttore e Solisti (da definire)
Coro “l’Opera”- Bari
Compagnia “l’altra danza” di Mimmo IANNONE

Composta nel 1937 dal tedesco Carl Orff (1895-1982), la cantata profana Carmina Burana (originariamente scritta per soli, coro e orchestra) è basata su testi tratti dalla raccolta di canti in latino maccheronico e tedesco medievale degli studenti del XIII secolo custodita nell’Abbazia Benediktbeuren. L’argomento tratta variamente di vino, di amore e presenta una concezione spiccatamente pagana della vita. Dal punto di vista musicale, essa evidenzia i caratteri dell’immediatezza comunicativa volta a valorizzare soprattutto gli aspetti motori e ritmici della musica, rifiutando ogni complicazione intellettuale e ogni contaminazione con i germi disgregativi introdotti dalla dodecafonia.

Domenica 3 agosto ore 21.15
CONCERTISTICA jazz
DI FULVIO QUARTET
Maurizio Di Fulvio, chitarra
Alessia Martegiani, voce
Claudio Marzolo, contrabbasso
Marco Contento, batteria

Musiche di Santana, Sting, Kosma, Nogueira, Wonder, Martino
Considerato dalla critica specializzata come uno dei più interessanti ed innovativi chitarristi del panorama musicale contemporaneo, Maurizio Di Fulvio trae la sua vena compositiva ed esecutiva dai grandi J.Bream, C.A.Carlevaro, J.Scofield, P.Metheny. Leader del quartetto, interpreta con grande personalità i classici della musica jazz e i ritmi e le sonorità della musica brasiliana.


Domenica 31 agosto ore 21.15
CONCERTISTICA etnica
MEDITERRANEA
Elisa Pau – voce
Michele Serafini – flauto
Andrea Candeli – chitarra
Marcello Davoli – percussioni
Marisa Diaz – ballerina

Musiche di Ibert, Lorca, Falla, De Lucia, Gipsy Kings, Rossana

Mediterranea è una proposta di mediazione tra la musica colta spagnola e il flamenco.
Alla base vi è uno studio ed una ricerca che hanno avuto come punto di partenza la Seguiriya Gitana, ovvero l’archetipo di quel canto straordinario, primtivo, andaluso, ricco di valori, che è il Cante Jondo e dei suoi derivati (Malaguenas, Granadinas, Rondenas, Peteneras e Flamenco).
Sono arie dai forti colori locali intrise di tutte le varianti del dolore, sempre dominato dall’amore e dalla morte, dove l’eterna domanda, tipicamente lorchiana, rimane sempre senza risposta.
La ricerca si conclude con i risultati musicali contemporanei in un viaggio fittizio spagnolo che da Garcia Lorca arriva a Rossana, passando per Paco De Lucia ed altri. Il progetto ha dunque l’ambizione di tracciare un filo conduttore storico – musicale di una tradizione tanto ricca ma ancora poco conosciuta tra i più giovani.
Il gruppo Mediterranea si è formato nel 1997 e da allora ha conseguito un crescente successo di pubblico e di critica.

MOLAGIMUSICA autunno*
Mola di Bari – Teatro Comunale Niccolò van Westerhout


Domenica 27 ottobre ore 20.00
ALLESTIMENTI
“BUON COMPLEANNO MAESTRO PUCCINI!..”
(nel 150° anniversario della nascita)

IVANA RESSA – voce recitante
ROSSELLA RESSA – soprano
GIULIANA CARONE - mezzosoprano
NICO SETTE – tenore
GIOVANNI GUARINO – baritono

AMARCORD ENSEMBLE

GIOVANNI GUARINO - regia

Ricorre nel 2008 il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini (1858-1924) ed entrano nel vivo le attività commemorative promosse da numerosissimi Enti musicali italiani e stranieri. Soprattutto dal nord al sud dell’Italia si sono mobilitati i maggiori teatri di tradizione, gli enti lirici ed anche le associazioni concertistiche che hanno programmato iniziative che propongono all’interno delle loro stagioni i capolavori pucciniani.
L’A.g.i.mus., in tutta modestia ma con grande entusiasmo, si associa a tale fermento, con una produzione autonoma e originale : l’allestimento di uno spettacolo che intende ripercorrere e descrivere la vita, la personalità e le passioni di Giacomo Puccini attraverso le più belle e significative arie d’opera che continuano ad incantare il pubblico di tutto il mondo.


Sabato 8 novembre ore 21.00
GIOVANNI CULTRERA – pianoforte
“Il pianoforte in Russia”

Musiche di Mussorgsky, Borodin, Prokofiev, Cajkowsky

Nato a Catania nel 1970, ha svolto gli studi presso l'Istituto Superiore di studi musicali "V.Bellini" della sua città diplomandosi con il massimo dei voti
Dal 1992 al 1997 ha vinto oltre 30 concorsi nazionali e internazionali, in Italia e all'estero. Si è esibito da solista in Italia e in oltre 25 Stati per oltre 600 concerti.
E’stato Presidente e componente di giurie in oltre 50 concorsi nazionali ed internazionali in Italia e all'estero.Tra gli ultimi riconoscimenti più significativi ricevuti, da segnalare la "Medaglia d'oro" UNESCO per l'attività musicale conferita nel 1997 e 2005 dalla X.O.N. Xorodia Orchestra Nuova di Atene, il premio "Berhesit" conferito nel 1997 dall'Accademia internazionale di cultura di Roma ed il premio “Sicily Awards” alla musica ricevuto nel 2007 con Giancarlo Giannini, Nino Frassica, Michele Cucuzza.

Domenica 23 novembre ore 20.00
CONCERTISTICA
Auf Flügeln des Gesanges
“Sulle ali del canto”

S E R A T A M U S I C A L E I N U N S A L O T T O E U R O P E O D I F I N E ‘ 8 0 0

soprano CamillaIlleborg
violoncello PierluigiRuggiero
pianoforte GuidoGalterio

Musiche di Schubert, Mendelssohn, Faurè, Massenet, Grieg, Tosti, Denza, Leoncavallo
Guida all’ascolto a cura di G. Galterio

Il programma è pensato per ricreare il clima e l’ambiente delle Grandi Accademie Vocali e Strumentali che si tenevano nei salotti delle famiglie della buona borghesia. Il “salon”, salotto o salone, che fin dal Seicento era diventato uno degli spazi più frequentati dalla cultura letterario-musicale mondana, celebrò i suoi massimi trionfi nella seconda metà dell’Ottocento. Spesso erano gli stessi compositori ad essere chiamati alla tastiera per eseguire brani delle loro composizioni più in voga, oppure per presentare estratti delle proprie opere prima della “Prima” in modo da saggiare l’umore e la risposta del pubblico. Quindi, anche se per un’ora soltanto, il concerto ci riporta ad una dimensione più intima ed accogliente, dove ancora l’uso del tempo e dello spazio avevano una vitale importanza.


Sabato 6 dicembre ore 21.00
CONCERTISTICA
DAMIANA MIZZI
soprano
MASSIMO FELICI
chitarrista

Musiche di
John Dowland, Mario Castelnuovo-Tedesco, Mauro Giuliani, Ludwig van Beethoven/Weneszlausz Matiegka, Joaquin Turina, Manuel de Falla, Heitor Villa-Lobos, Mario Castelnuovo-Tedesco

Un percorso attraverso la storia delle musiche originali per voce e chitarra (o liuto) e delle trascrizioni d’epoca o d’Autore; le Arie del liutista elisabettiano John Dowland introducono le due “Songs” di Mario Castelnuovo-Tedesco, da lui stesso scelte all’interno del monumentale ciclo Shakespeariano per l’adattamento chitarristico.
Con un balzo nell’Ottocento, i Lieder di un altro grande autore italiano, il pugliese Mauro Giuliani, anch’egli a scegliere una lingua straniera per la sua musica durante il periodo trascorso a Vienna, e il suo più famoso contemporaneo Beethoven con la Cantata “Adelaide”, adattata per chitarra dal boemo Matiegka.
Nella seconda parte, tutta dedicata al Novecento, la Fantasia “Sevillana” di Turina precede due delle intense “Canciones” dell’andaluso Manuel de Falla; a seguire, la famosa “Aria” dalle “Bachianas Brasileiras”, originale per voce e otto violoncelli, del brasiliano Villa-Lobos, adattata per chitarra dallo stesso compositore, seguita dalla sua unica composizione originale per questa formazione, “Modinha”.
Il finale è dedicato ancora a Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze 1895 – Beverly Hills 1968), di cui ricorre nel 2008 il Quarantennale della morte, con i suoi “Romances Viejos”, destinati all’epoca alla voce della famosa soprano Conchita Supervia, e infine la “Ballata dall’Esilio”, brano emblematico della sua condizione di artista costretto, alla fine degli anni ’30, a lasciare l’Italia per l’inasprirsi delle Leggi razziali.



progetto
MUSICA & SCUOLA : lezioni – concerto per gli studenti scuole
(date da definire)

Informazioni e Prenotazioni: associazione A.G.I.MUS. “Giovanni Padovano” tel. 368568412 - 3492856438 - 0804734878 a.g.i.mus@alice.it

Un memorabile Libetta in concerto per la Camerata Musicale Barese

E’ nato da una riflessione sul tema “La nascita del pittoresco nello spirito della Musica” lo stimolante e ben impaginato percorso musicale proposto nel concerto di martedì scorso dal pianista, compositore e direttore d’orchestra salentino Francesco Libetta. Una serata dunque, quella promossa nell’ambito della stagione della Camerata Musicale Barese, di particolare interesse, anche perché l’excursus compiuto dal Maestro prendeva l’avvio da pagine di significativi musicisti pugliesi e lucani del Sei e Settecento come Francesco Nicola Fago, Giovanni Maria Trabaci, Leonardo Leo, Giovanni Paisiello e Giuseppe Saverio Mercadante (qui “trascritto” per pianoforte addirittura da un “certo” Franz Liszt) accostandole ad altrettanti piccoli e grandi lavori di compositori, invece, ancora oggi celebratissimi come Mozart (6 variazioni in fa maggiore sull’aria “Salve tu Domine” K. 398 dall’operina “I filosofi immaginari” di Paisiello), Beethoven (con la famosa Sonata “Al chiar di luna”), Chopin-Sgambati (Canzone lituana), Schumann (Albumblatt) e dello stesso Liszt (la trascinante “Tarantella”, tratta dal supplemento del secondo libro degli Anni di Pellegrinaggio). Non mancavano poi raffinate chicche come “Se taci” di Franco Alfano (noto ai più per il completamento della Turandot pucciniana) e la “Danza viennese” di Gartner/Friedman o l’impressionante, pirotecnica “Islamey” di Balakirev. Un programma così lungo e composito come capita davvero di rado di ascoltare al giorno d’oggi, almeno in Italia e che ha mostrato appieno non solo la camaleontica duttilità tecnica ed interpretativa di questo straordinario musicista salentino, ma anche la sua fine sensibilità di musicologo sempre alla ricerca di preziosi tesori musicali nascosti. Peccato che un concerto così bello non abbia però potuto godere, nè di una sala più appropriata (il cinema Nuovo Palazzo non è, d’altra parte, peggiore di altre), né di un’adeguata cornice di pubblico. A parte il virtuosismo funambolico di cui ancora una volta ha offerto magnifica conferma (valga per tutti l’acrobatica e mostruosa velocità con cui ha suonato – prendendo rischi incredibili - la “Tarantella” di Liszt), ho notato in lui rispetto ad altre precedenti esibizioni anche una maggiore maturità nella cura dei passaggi cantabili, nella levigata liquidità del tocco e soprattutto una singolare aderenza stilistica per ciascuno dei lavori eseguiti. Pur in una così ampia e caleidoscopica gamma armonica e timbrica, Libetta ha cioè offerto di ciascuna composizione da lui interpretata una lettura di rara profondità e naturale consapevolezza. Non pago di aver poi terminato il concerto (in modo peraltro strepitoso) con l’Islamey di Balakirev, egli ha anche trovato la forza di eseguire un “Notturno” ed un “Valzer” di Chopin. Successo scontato, nonostante i soliti quattro, cinque maleducati che non hanno ancora imparato a spegnere o almeno ad insonorizzare i loro fastidiosi cellulari durante i concerti. Certe volte penso proprio che bisognerebbe sequestrarglieli all’ingresso…

martedì 5 febbraio 2008

La sublime Viktoria Mullova in concerto a Torino con l'OSN della Rai diretta da Jeffrey Tate


Terminati con grande successo di pubblico e di critica i sette concerti di Rai NuovaMusica, che hanno visto particolarmente apprezzato l'omaggio a Elliott Carter, giovedì 7 febbraio 2008 alle 20.30, all'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in collegamento diretto su Radio3, riprende la Stagione di concerti dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; sul podio il celebre M° Jeffrey Tate, Direttore onorario della compagine. Con lui una delle musiciste più talentuose ed affascinanti del panorama internazionale: la violinista Viktoria Mullova (nella foto).
Il programma prevede il Secondo concerto per violino e orchestra di Prokof'ev, i "Quattro Interludi marini" e la "Passacaglia" dall'opera "Peter Grimes" di Britten ed infine "Images" per orchestra di Debussy.
Il concerto sarà replicato venerdì 8 febbraio 2008 a Torino, e sabato 9 febbraio ad Asti, al Teatro Alfieri.

lunedì 4 febbraio 2008

Paola Bruni: una grande pianista "ritrovata"


Per l’etichetta veneta Phoenix Classics è uscito nei mesi scorsi un compact disc di notevole interesse. Ne è protagonista la pianista romagnola Paola Bruni, che in poco più di sessantasei minuti accosta alcune pagine - note e meno note - della “musica russa tra ‘800 e ‘900” (così è intitolato è tra l’altro il cd). Nell’impaginato recital discografico c’è, per esempio, il misconosciuto Studio in la bemolle maggiore op.1 n.2 del compositore Paul de Schloezer (1841 – 1898), la cui figlia Tatiana sposò Skrjabin. Questo suo studio è ricordato per essere tra i prediletti esercizi di riscaldamento mattutino di Sergeij Rachmaninov e nel repertorio di un altro sigbnificativo virtuoso degli 88 tasti di recente scomparso: Jorge Bolet.
Si tratta di uno studio che pur nella sua concisa brevità impegna allo spasimo l’interprete per la non comune velocità applicata per giunta ad uno scomodo disegno di sestine affidate ad entrambe le mani. A seguire, c’è poi un omaggio ad uno Stravinskij ancora ventiseienne con i 4 Studi op. 7: pagine gradevoli e anch’esse tecnicamente ardue, frutto come sono dell’apprendistato di quegli anni con Rimskij-Korsakov. E proprio di Rimskij nella scintillante trascrizione pianistica di Rachmaninov, la Bruni propone una pagina celeberrima come “Il volo del calabrone”, tratto dalla “Fiaba dello Zar Saltan”.
Il piatto forte del compact disc è però rappresentato dagli ultimi due lavori esemplarmente interpretati qui dalla Bruni: la Sonata n. 2 op. 14 (1912) di Prokofiev e i 12 Studi op. 8 (1895) di Skrjabin. Pagine anch’esse giovanili dei rispettivi autori, ma che sprizzano già tutto il temperamento e l’arguzia tecnica ed espressiva, di cui gli stessi saranno capaci nel tempo a venire.
Nella densa sonata di Prokofiev già si può cogliere l’abilità del virtuoso, reduce dalla vittoriosa partecipazione al prestigioso Premio Rubinstein del 1910 con il suo pregnante quanto sbalorditivo Primo Concerto per pianoforte e orchestra. I tratti dirompenti e per certi versi rivoluzionari della sua poetica si alternano in quel concerto ad isole melodiche di struggente bellezza. Nella Seconda Sonata il contrasto si fa ancora più netto: l’andamento meccanico e ritmico impresso con forza sin dalle prime battute all’Allegro iniziale, si affianca poi a momenti di nostalgica, talora desolante, cantabilità.
Delle tre raccolte di Studi per pianoforte di Skrjabin comparse in altrettanti momenti della sua pur breve vita (morì infatti a soli 43 anni nel 1915) i 12 dell’opera 8 sono indubbiamente ancora lontani dalle deliranti visioni misticheggianti che caratterizzano l’opera 65 e altre opere della cosiddetta maturità e sono evidentemente ancora in parte debitori della sublime lezione di Chopin e Debussy; qui, d’altro canto, l’elaborazione tematica e la densità degli episodi che si accavallano (spesso senza una precisa soluzione di continuità) fa comunque già presagire i futuri sviluppi della sua eccentrica poetica espressiva. Paola Bruni nell’impegnativa carrellata di lavori contenuti in questo cd sfodera il suo impressionante bagaglio tecnico con naturalezza - oserei dire - semplicemente disarmante. Virtuosismo mai fine a se stesso, ma sempre asservito alla ricerca di una possibile verità interpretativa.
Destinata sin da giovanissima - dopo numerose vittorie in prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali (come, per citarne solo un paio, negli anni Ottanta: lo “Speranza” di Taranto il “Casagrande” di Terni) - ad una strepitosa carriera di concertista, la Bruni si è giustamente presa negli anni anche le sue brave pause di riflessione e di studio e ha messo su famiglia con un altro eccellente pianista del calibro di Pasquale Iannone, con cui sempre più spesso si esibisce in applauditissimi concerti in giro per il mondo.
Oggi Paola è tra l’altro anche docente di pianoforte presso il vivace Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Un disco così interessante e prezioso può, a mio sommesso parere, ridarle il necessario slancio per riprendere, anche come pianista-solista, la straordinaria carriera, a suo tempo, felicemente intrapresa.

venerdì 1 febbraio 2008

Il regalo di San Valentino della Fondazione Petruzzelli


Il prossimo 14 febbraio (alle 21.00) presso l’Auditorium della Guardia di Finanza, la Fondazione Petruzzelli propone come regalo di San Valentino un appuntamento (fuori abbonamento) davvero speciale per il pubblico barese: il concerto della celeberrima Orchestra Phihlarmonia di Londra, diretta dal noto maestro finlandese Esa-Pekka Salonen (nella foto). In programma ci saranno pagine di compositori del XX secolo, da "Oiseaux exotiques" di Olivier Messiaen alle "Cinq danses rituelles" di André Jolivet e al "Sacre du Printemps" di Igor Stravinski (biglietti disponibili al Botteghino del teatro Piccinni. Informazioni: 080.521.24.84). Sappiamo per certo che il Sovrintendente della fondazione lirico-sinfonica barese, Giandomenico Vaccari, avrebbe gradito l’inserimento nel suddetto concerto di una sinfonia di Gustav Mahler, con il lodevole intento di proseguire felicemente il ciclo mahleriano, avviato con la Settima sinfonia lo scorso settembre alla Fiera del Levante (in quella memorabile occasione c’era, come ricorderete, niente meno che la Filarmonica di Israele diretta da Zubin Mehta). Purtroppo ci si è dovuti “accontentare” (si fa per dire) di un programma già messo in cantiere per la tournèe che l’orchestra inglese e Salonen effettueranno nei prossimi giorni in Italia. Personalmente dispiace, tra l'altro, solo che il pur meraviglioso “Sacre” stravinskiano sia stato eseguito appena un anno e mezzo fa, qui a Bari e sempre per la Fondazione Petruzzelli, dalla Filarmonica di San Pietroburgo diretta dal grande Yuri Temirkanov.
Per ciò che invece concerne l’orchestra inglese - tra le più acclamate sulla scena mondiale – si tratta, in ogni caso, di un gradito ritorno, in quanto la rinomata compagine ebbe già modo di farsi conoscere dal pubblico barese tenendo un paio di indimenticabili concerti negli anni Ottanta al Teatro Petruzzelli, prima sotto la guida di Riccardo Muti e in un periodo successivo di Giuseppe Sinopoli. Il suo ritorno a Bari è quindi (quasi) un ribadire una continuità ideale, tanto più significativa nell’imminenza della riapertura del teatro, con quella aurea stagione che portò il Petruzzelli ad essere considerato un punto di riferimento a livello internazionale per la qualità delle programmazioni. Una “novità” invece, è da considerarsi la presenza del maestro finlandese Esa Pekka Salonen (classe 1958). Apprezzato compositore oltre che già notissimo direttore d’orchestra, Salonen si è imposto sin da giovane come una delle personalità di spicco nel panorama musicale mondiale. Alla sua formazione l’Italia ha dato un apporto significativo. Infatti, egli ha studiato composizione con Castiglioni e Donatoni. Dal 1985 al’94 è stato “direttore principale ospite” della Phihlarmonia, mantenendo comunque un eccellente rapporto con questa orchestra, anche quando è stato successivamente chiamato negli Stati Uniti a dirigere la prestigiosa Los Angeles Phihlarmonic Orchestra.
Con l’Orchestra londinese ha già tenuto una applaudita tournèe europea nel 2005, effettuando anche numerose e apprezzate registrazioni discografiche. Figlio del suo tempo, Salonen è autorevole interprete sia del repertorio sinfonico tradizionale che delle maggiori opere orchestrali dei compositori del XX Secolo (fra gli altri, proprio Igor Stravinski e Olivier Messiaen,in programma nell’imminente concerto barese), con comprensibile attenzione ai compositori della sua terra, quali Sibelius e Rautwaara, quest’ultimo è stato tra l’altro uno dei suoi maestri all’Accademia Sibelius di Helsinki.

Stasera ultimo appuntamento a Torino con Rai NuovaMusica


La quinta edizione di Rai NuovaMusica si chiude stasera, alle 20.30, con un concerto a ingresso libero, all'Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino. Sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il direttore francese Franck Ollu, che collabora abitualmente con festival internazionali come i Berliner Festwochen, il Lincoln Center Festival di New York, Musica Viva a Monaco di Baviera, Musica Nova a Helsinki e con formazioni quali Ensemble Modern, London Sinfonietta, Philharmonia e Bayerischer Rundfunk. Nella prossima edizione del festival di Aix-en-Provence dirigerà in prima assoluta Passion, la nuova opera di Pascal Dusapin. In programma due prime esecuzioni assolute: "Ira" di Matteo D'Amico (nella foto), che esplora il sentimento dell'ira attraverso le tre figure femminili di Didone, Fedra e Artemide, descritte da Tate, Racine e Ovidio, e "Terra" di Luca Lombardi, composta durante un soggiorno in Israele e contenente citazioni di melodie israeliane; entrambe le opere sono state create su commisssione dell'Orchestra Rai. Completano il concerto "Lighthouses of England and Wales", una sorta di tour guidato tra i più importanti fari inglesi e gallesi, dell'inglese Benedict Mason e "Reverso. Solo n. 6" (prima esecuzione italiana) del francese Pascal Dusapin.