mercoledì 22 marzo 2017

Sabato 25 marzo Michele Mariotti dirigerà un concerto al Comunale di Bologna dedicato al 150esimo anniversario della nascita di Arturo Toscanini.


È dedicato al grande direttore d'orchestra Arturo Toscanini nel 150esimo anniversario della nascita – che cade il 25 marzo – il concerto straordinario del Teatro Comunale di Bologna in programma proprio sabato 25 marzo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni. Protagonista della serata, alla guida dell'Orchestra e del Coro del teatro felsineo di cui è Direttore musicale, è Michele Mariotti (nella foto), che si è appena aggiudicato il 36° Premio Abbiati come miglior direttore d'orchestra e che è reduce da un personale successo alla Bayerische Staatsoper di Monaco con la Semiramide di Rossini.
Il Coro del Comunale è istruito da Andrea Faidutti.
Strettissimo è stato il rapporto tra Toscanini e Bologna, che nel 1894 ha diretto al Comunale tre novità per il capoluogo emiliano: Falstaff di Verdi, Cristoforo Colombo di Franchetti e Savitri di Canti. L'anno successivo il direttore d'orchestra parmense ha diretto la prima bolognese della Bohème e nel 1905 la prima esecuzione assoluta della Cassandra di Gnecchi. Nell'ottobre del 1924 Toscanini è stato protagonista, per dodici serate, della tragedia in quattro atti Nerone, opera postuma di Arrigo Boito, e pare che risalga proprio a quella occasione la costruzione al Teatro Comunale del "golfo mistico", cioè la fossa dell'orchestra, inaugurata quindi dallo stesso Toscanini. E ancora celeberrimo è il cosiddetto “schiaffo a Toscanini”, risalente al maggio 1931 quando il Maestro, che era a Bologna per le celebrazioni dedicate alla morte del compositore e direttore d'orchestra Giuseppe Martucci, fu preso a schiaffi e a spintoni da alcuni fascisti davanti all'ingresso artisti del Teatro Comunale perché aveva dichiarato che si sarebbe rifiutato di eseguire, durante il concerto, l’inno Reale e “Giovinezza”. La presenza annunciata di Leandro Arpinati, capo del fascismo bolognese, e del Conte Costanzo Ciano, implicava nel cerimoniale che si eseguissero questi brani. In quello stesso luogo l'11 giugno 2015, in occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione, il Comunale ha affisso una lapide in memoria dell’accaduto.
Il programma del concerto diretto da Mariotti, pensato per celebrare Toscanini, si apre con l'Ouverture daLa gazza ladra di Gioachino Rossini e con la Sinfonia da I vespri siciliani di Giuseppe Verdi. Si prosegue con l'Ouverture dalla Semiramide di Rossini e con l’Ouverture dal Rienzi di Richard Wagner. Dopo l'intervallo Mariotti propone Ouverture, Choeur e Pas de Six dal Guillaume Tell di Rossini e il concerto si chiude con lo Stabat Mater e il Te Deum da Quattro pezzi sacri di Verdi.
Questo concerto straordinario è inserito nell'ambito dei numerosi eventi commemorativi organizzati dalComitato per le celebrazioni del 150esimo anniversario della nascita di Arturo Toscanini.www.toscanini150.it
I biglietti del concerto (da 30 a 15 euro) sono in vendita online e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Il giorno del concerto, presso la Biglietteria dell'Auditorium Manzoni, a partire dalle ore 19:30. Informazioni su www.tcbo.it.

Giovedì 23 marzo Emilio Solfrizzi va in scena con il "Borghese gentiluomo" di Molière , con la regia di Armando Pugliese.



Emilio Solfrizzi (nella foto) è Il borghese gentiluomo, di Molière, con la regia di Armando Pugliese. Sarà in Puglia da domani, giovedì 23, per un tour lungo 5 giorni nelle Stagioni di prosa dei Comuni soci del Teatro Pubblico Pugliese. Giovedì 23 a Fasano, Teatro Kennedy, venerdì 24 a Manfredonia, Teatro Lucio Dalla, sabato 25 a Bitonto, Teatro Traetta, domenica 26 a Corato, Teatro Comunale, lunedì 27 a Trani, Teatro Impero.
Il borghese gentiluomo è la storia del signor Jourdain, che sogna di diventare nobile tra persone che lo raggirano e assecondano la sua follia pur di ottenerne un guadagno, e di sua moglie, donna estremamente razionale. Ai Jourdain si aggiunge la coppia dei servitori: Nicoletta e Coviello. Nasce, così, una farsa chiassosa, tipica del teatro comico. Coviello, vestito da turco si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco è giunto lì per sposare sua figlia. Lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa, al termine del quale Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, divenendo modello esemplare dell’arrampicatore sociale, che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai.

Emilio Solfrizzi
IL BORGHESE GENTILUOMO
di Molière
con Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari, Roberto Turchetta
regia ARMANDO PUGLIESE


Riprende anche la tournée de L’abito nuovo, il lavoro scritto a quattro mani da Eduardo De Filipo e Luigi Pirandello reinterpretato dalla Compagnia pugliese La luna nel letto Tra il dire e il fare, con la regia, le scene e le luci di Michelangelo Campanale. Con Marco Manchisi, Nunzia Antonino e Salvatore Marci e Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Adriana Gallo, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente. Domani giovedì 23, lo spettacolo sarà al Teatro Rossini di Gioia del Colle, venerdì 24 ad Ostuni, Teatro Roma, domenica 26 a Grottaglie, Teatro Monticello.


L’ABITO NUOVO
di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello; Residenza di Ruvo di Puglia - Teatri Abitati; In collaborazione con Sistema Garibaldi
con Marco Manchisi, Nunzia Antonino e Salvatore Marci e Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Adriana Gallo, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente
Regia, scene e luci di MICHELANGELO CAMPANALE

“Nel 1935 Eduardo e Pirandello coronarono la collaborazione artistica. Fu la figura del protagonista dell’omonima novella di Pirandello che affascinò Eduardo: lo scrivano Crispucci che, partendo da un’umile condizione sociale, non accetta la fortuna che la sorte gli predispone, pur di non perdere la sua dignità e la sua onestà. Il racconto inizia con l’abito, che quel povero Crispucci indossava da tempo immemorabile, e finisce con un abito che parlava da sé. Cosicché il passaggio da un abito vecchio ad un abito nuovo rappresenta l’avvenimento fondamentale del testo. Crispucci è un eroe contemporaneo che lotta contro l’ottuso materialismo dei nostri giorni.” Campanale - 


martedì 21 marzo 2017

Giovedì 23 marzo presso l'Ordine dei Giornalisti della Puglia si terrà la cerimonia di consegna di una targa di riconoscimento alla carriera al Dott. Franco Chieco in occasione dei suoi novant'anni.


Giovedì 23 marzo 2017 alle ore 10.30 presso la sala Conferenze dell’Ordine dei giornalisti della Puglia sita in Strada Palazzo di Città, n. 5 a Bari si terrà la cerimonia di consegna di una targa di riconoscimento alla carriera al Dott. Franco Chieco (nella foto), in occasione dei suoi novant'anni. La cerimonia, voluta e organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e dal Festival della Valle d’Itria in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Puglia, sarà l’occasione per rendere omaggio alla brillante e longeva carriera giornalistica del Dott. Chieco. Nato a Bari nel 1926, giornalista da oltre settant’anni, Franco Chieco ha da sempre lavorato per la «Gazzetta del Mezzogiorno», dove si è formato professionalmente attraverso molteplici esperienze. Dal 1959 è stato titolare della critica musicale; è stato fra i fondatori dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali, nella quale ha lungamente ricoperto la carica di segretario. All’interno della medesima Associazione ha fatto parte della giuria del prestigioso Premio Abbiati per molti anni. Sin dalla sua prima edizione, ha sostenuto in maniera tenace e agguerrita il Festival della Valle d’Itria, contribuendo non poco alla sua crescita e al suo prestigio. Alla bibliomediateca della Fondazione Paolo Grassi ha donato oltre mille vinili di opera e musica classica di notevole interesse. Suoi sono i libri “Contrappunti – diario musicale pugliese” (Adriatica 1971), “Di quella pira” (Laterza 1984), “Il fu teatro Petruzzelli” (Adriatica, 2002). Nel 1995 ha fondato il mensile di cultura, spettacolo e costume “ContrAppunti”, punto di riferimento essenziale per la critica nazionale. È considerato, a giusta ragione, la memoria vivente della storia musicale barese. Al termine della cerimonia ci sarà un aperitivo, gentilmente offerto dall’Associazione Produttori Capocollo di Martina Franca. Ulteriori informazioni sul sito della Fondazione Paolo Grassi: www.fondazionepaolograssi.it

Il 23 marzo John Axelrod dirigerà l'OSN della Rai in un programma sul tema del "fantastico".


È interamente dedicato al tema del “fantastico” il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 23 marzo alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con collegamento diretto su Radio3. Il direttore d’orchestra americano John Axelrod (nella foto) apre la serata con le Danzas fantásticas op. 22 del compositore spagnolo Joaquín Turina, scritte nel 1919 e ispirate a un racconto di grande successo in quell’epoca: La orgía di José Más. A seguire lo Scherzo fantastique op. 3 di Igor Stravinskij, scritto nel 1909 e ispirato da un saggio di Maurice Maeterlinck intitolato La Vie des abeilles (La vita delle api), che descrive la brulicante vita di un alveare, e che il compositore traduce in musica sotto l’evidente influenza di Čajkovskij, Debussy e Dukas.
In chiusura di serata la celebre Symphonie fantastique op. 14 di Hector Berlioz, scritta nel 1830 e descritta dal compositore come “un’immensa composizione strumentale d’un genere nuovo, con cui cercherò d’impressionare fortemente gli ascoltatori”. L’opera inaugura il genere delle composizioni sinfoniche con un programma extramusicale, in questo caso rappresentato da una vicenda autobiografica attinente alla sfera emotiva: l’amore tormentato dell’artista per l’attrice che pochi anni dopo diventerà sua moglie.
Il concerto è replicato venerdì 24 marzo alle 20.00. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani con meno di trent’anni) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.
Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Il Mysterium Festival toccherà anche la Città dei Sassi.Il 25 marzo John Rutter dirigerà l'ICO "Magna Grecia di Taranto in un concerto di sue musiche nella Cattedrale di Matera.


Da Taranto arriva a Matera il Mysterium Festival, manifestazione nata quattro anni addietro per creare, con un ricco cartellone di concerti ed eventi culturali, una cornice consona e opportuna ai Riti della Settimana Santa del capoluogo jonico.
Quest’anno, per la prima volta in assoluto, con alcune “date” il Mysterium Festival toccherà anche la Città dei Sassi, una iniziativa che rientra in un più ampio progetto dell’Istituzione Orchestrale Concertistica “Magna Grecia” che sin dal 2000 ha creato un ideale “ponte culturale” tra Taranto e Matera.
Nella Città dei Sassi il Mysterium Festival è organizzato da Istituzione Concertistico Orchestrale “Magna Grecia”, Basilicata Circuito Musicale, Matera in Musica e Coro della Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina”, e si avvale del patrocinio del MIBACT, del Comune di Matera e della  Regione Basilicata.
Il primo appuntamento rappresenta un grande evento in esclusiva nazionale: il famoso compositore e musicista inglese John Rutter (nella foto) sarà a Matera per dirigere un concerto con alcune delle sue più importanti composizioni sacre.
Il programma del concerto, infatti, prevede l’esecuzione dei brani “Gloria”, “Meditations”, “Look at the world” e, in prima esecuzione assoluta italiana, la recentissima “Visions” per orchestra, violino solista e coro giovanile che il compositore ha inciso l’anno scorso.
Dal podio John Rutter dirigerà l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, il violinista Claudio Andriani e il Coro giovanile “L.A. Chorus” in collaborazione con il Coro Giovanile Pugliese; Maestro del coro è Luigi Leo.
Nato a Londra nel 1945, John Rutter è considerato uno dei principali compositori e musicisti di musica sacra viventi; la sua produzione, influenzata dalla tradizione corale contemporanea europea e statunitense, ma anche dalla musica leggera americana, è prevalentemente rivolta alla musica corale di genere mottettistico a cappella, ma comprende anche partiture più estese e strutturalmente più complesse.
John Rutter è ormai famoso a livello globale, soprattutto negli Stati Uniti, dove il programma “Today Show” della NBC lo ha definito "il più grande compositore e direttore di musica corale vivente", ma anche in Gran Bretagna, tanto che nel 2002 una sua versione del “Salmo 150” è stato commissionato per il Giubileo d'oro della Regina Elisabetta ed eseguito per la Santa Messa del Giorno del Ringraziamento nella Cattedrale di St Paul a Londra. Eppure, sebbene la sua attività di musicista sia prevalentemente orientata alla musica sacra, in una intervista al programma televisivo statunitense “60 Minutes” John Rutter ha spiegato di non essere una persona particolarmente praticante, ma di ricevere particolare ispirazione dalla spiritualità dei versi sacri e delle preghiere. Il concerto “John Rutter” del Mysterium Festival si terrà, con ingresso libero e gratuito,  sabato prossimo, 25 marzo, con inizio alle ore 20.00 nella Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio. Info Orchestra ICO Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 – info.ensemblegabrieli@gmail.com) a Matera.
Anche nel Mysterium Festival è confermata a Matera la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; a Matera main sponsor del Mysterium Festival sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera. 

Torna la Lirica dopo 15 anni a Foggia. Il 24 marzo andrà in scena al Teatro Giordano l'"Andrea Chenier" di Umberto Giordano, diretto da Massimiliano Stefanelli.


La città di Foggia si prepara a ospitare nuovamente la lirica, dopo 15 anni, celebrando i natali di Umberto Giordano, che qui nacque il 28 agosto 1867. Le celebrazioni sono organizzate dal Comune di Foggia in collaborazione con il Conservatorio “Umberto Giordano”, l’Accademia di Belle Arti, l’Università di Foggia e la Fondazione Banca del Monte di Foggia e la Fondazione “Apulia Felix”. Col sostegno di Amiu Puglia – servizi e tecnologia per l’ambiente, e del Teatro Pubblico Pugliese.
Al teatro che porta il suo nome, Teatro Giordano, due le opere in programma per il 150esimo anniversario della nascita del grande compositore. Andrea Cheniér in programma il 24 (ore 21.00) e 26 marzo (ore 18.30) con la direzione del Maestro Massimiliano Stefanelli e Giove a Pompei, il 5 e 7 maggio 2017. Giove a Pompei, rappresentata l’ultima volta nel 1921, sarà diretta da Gianna Fratta.
Per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita di Umberto Giordano è stato costituito presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il comitato tecnico scientifico che avrà il compito di coordinare e promuovere le iniziative culturali previste. Il comitato è presieduto dal Sindaco di Foggia, Franco Landella, e composto dall’Assessore comunale alla Cultura Anna Paola Giuliani, dal Dirigente del Settore Cultura del Comune Carlo Dicesare, dal direttore del Conservatorio “Umberto Giordano”, Francesco di Lernia, dal Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, Eva Belgiovine, dal Prorettore dell’Università degli studi di Foggia, Giovanni Cipriani, dal Presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, Saverio Russo, dal Presidente della Fondazione Apulia Felix, Giuliano Volpe, dalla pianista e direttrice d’orchestra, Gianna Fratta, dallla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, Simonetta Bonomi, da Enrico Sannoner dell’Associazione Amici della Musica di Foggia e dal musicologo Guido Salvetti.
Andrea Chénier STEFANO LA COLLA, Carlo Gérard ELIA FABBIAN, Maddalena di Coigny, CRISTINA PIPERNO, Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano”, Direttore MASSIMILIANO STEFANELLI. Coro Lirico Pugliese. Maestro del coro AGOSTINO RUSCILLO Regista ALBERTO PALOSCIA; Scenografo ALFREDO TROISI, Costumista ARTEMIO CABASSI.
Andrea Chénier – si legge nelle note di regia di Alberto Paloscia - segna una delle tappe più alte del verismo in musica; Giordano risponde al naturalismo al calor bianco di Cavalleria rusticana di Mascagni – titolo di esordio del filone della “Giovine Scuola Italiana” - e a alla poetica intimista della Bohème di Puccini con un sapiente e calibratissimo giuoco musicale e teatrale, imperniato su un profondo e perfetto connubio tra voci, orchestra e palcoscenico. La lezione dell'ultimo Verdi – quello di Otello e Falstaff -, dell'opera francese del secondo Ottocento – in particolare di Bizet e Massenet -, la lezione dell'opera russa e di Musorgskij, particolarmente evidente nel protagonismo del coro e nel magistrale trattamento delle masse corali: tutto questo viene risolto ed equilibrato dalla mano sopraffina del compositore pugliese con un sapiente dosaggio delle sue capacità di orchestratore e di melodista, con il  gusto – tutto giordaniano - del “montaggio sonoro” che ha non pochi punti di contatto con la nuova forma di spettacolo che vede la luce proprio alla fine degli anni Novanta dell'Ottocento, quasi contemporaneamente alla gestazione di Chénier: il cinema.
Dramma di ambiente storico in quattro quadri, libretto di Luigi Illica, Maestro concertatore e direttore, Massimiliano Stefanelli, regia Alberto Paloscia, Scene Alfredo Troisi, costumi Artemio Cabassi. L’Orchestra è del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, il Coro Lirico Pugliese con Direttore del Coro Agostino Ruscillo. Andrea Chénier sarà interpretato da Stefano La Colla, Carlo Gérard da Elia Fabian, Maddalena di Coigny da Cristina Piperno, La mulatta Bersi da Sofio Janelidze, Madelon e la contessa di Coigny da Angela Bonfitto (nella foto), Roucher e Fouquier Tinville da Daniele Piscopo, Pietro Fléville, romanziere e il sanculotto Matthieu da Matteo D’Apolito; un «Incredibile» e l’Abate, poeta da Cataldo Caputo e infine Schmidt, il maestro di casa e Dumas da Carlo Agostini.
Apertura straordinaria del bottegino del Teatro Umberto Giordano lunedì 20 marzo10:00 - 12:00, martedì 21 marzo 10:00 - 12:00/16:00 - 18:00; mercoledì 22 marzo19:00 - 21:00; giovedì 23 marzo; 10:00 - 12:00/16:00 - 18:00; venerdì 24 marzo 10:00 - 12:00/19:00 - 21:00; domenica 26 marzo 16:00 - 18:00. Info Teatro Giordano Foggia - Piazza C. Battisti 0881 792908; www.teatrogiordano.it;  facebook teatroumbertogiordano; twitter teatro_giordano; instagram; teatro_giordano

lunedì 20 marzo 2017

La violinista Patricia Kopatchinskaja e la pianista Polina Leshenko si esibiscono il prossimo 22 marzo all'Unione Musicale di Torino.


«L'interpretazione come esercizio di libertà» è, in estrema sintesi, il credo della violinista moldava Patricia Kopatchinskaja (nella foto), astro emergente del nuovo violinismo che si esibirà per la prima volta a Torino nel cartellone dell’Unione Musicale (mercoledì 22 marzo 2017, al Conservatorio - ore 21).
Nota per la sua estrosità – per esempio ama suonare a piedi nudi, perché così può sentire meglio «come la musica fa vibrare tutto quello che tocca, innanzitutto il legno del palcoscenico» –, Patricia Kopatchinskaja ha raggiunto fama internazionale per il suo virtuosismo travolgente e per l’ampiezza e la versatilità del suo repertorio, che spazia dal Barocco alla musica contemporanea, di cui è preziosa interprete oltre che dedicataria.
Collabora con le maggiori orchestre internazionali come i Berliner Philharmoniker e la London Philharmonic e conta trai suoi partner per la musica da camera i pianisti Fazil Say, Henri Sigfridsson e Polina Leschenko, con la quale realizzerà il concerto di Torino, interprete apprezzata per «il tocco straordinariamente potente e virtuosistico e la sensibilità unica».
Un curioso trait-d’union che unisce Patricia Kopatchinskaja alla città di Torino è legato al suo violino, realizzato nel 1834 dal liutaio torinese Giovanni Francesco Pressenda, che secondo la rivista The Strad «è uno strumento dal suono ricco, molto simile alla viola, che dona al suo modo di suonare un'eccezionale sontuosità di toni».
Patricia Kopatchinskaja ha dichiarato: «Come interprete sono maggiormente interessata a comunicare significato e meccanismi interni della musica. La curiosità mi spinge a esplorare molte frontiere musicali differenti e sono pronta ad assumermi i rischi che questo processo comporta». Con questo approccio affronterà il vario programma della serata. 
Si comincia con i Quattro pezzi op. 7 di Anton Webern, che costituiscono un radicale ripensamento della sonata per violino e pianoforte, dove la gamma delle tecniche esecutive impiegate è tale da affidare al colore un ruolo decisivo e tradurre in poesia le differenze timbriche tra i due strumenti. I Quattro pezzi op. 7 sono brevissimi (complessivamente durano meno di cinque minuti) e sono caratterizzati da un’assoluta pregnanza musicale, tanto da poter essere definiti vere e proprie folgorazioni, tra i primi esemplari di “aforismi” weberniani.
Il concerto prosegue con la Sonata n. 2 di Schumann nella quale si riconoscono gli aspetti più tipici dello stile del compositore: i toni appassionati e fantastici, il desiderio di un canto intimo e profondo, la ricerca di sempre nuove soluzioni formali.
Segue la Sonata n. 2 di Bartók, che manifesta l’accurato studio delle possibilità tecniche ed espressive del violino, e l’intento di imprimere al discorso musicale una maggiore libertà ed apertura rispetto ai canoni tradizionali. Il rapporto dialettico tra violino e pianoforte qui è ripensato e gli strumenti sono proiettati verso una più serrata tensione espressiva.
Il programma si chiude con la funambolica Tzigane di Ravel, rapsodia da concerto in cui il pianoforte fa da sostegno alla tessitura virtuosistica del violino, ricalcata in parte sulle acrobazie di Paganini e in parte sulle più estrose improvvisazioni dei tzigani magiari, come una luminosa girandola di variazioni costruite liberamente e senza sviluppo.

poltrone numerate, euro 30
in vendita presso la biglietteria dell’Unione Musicale e online su www.unionemusicale.it

Vito Clemente dirige il prossimo 22 marzo il Requiem di Mozart con l'Orchestra Metropolitana di Bari nella Cattedrale di Conversano, il 23 nella Chiesa di San Domenico a Ruvo di Puglia ed il 24 nella Cattedrale di Bitonto.


Mercoledì 22 marzo 2017, alle ore 20.30, nella Cattedrale di Conversano, prende il via il ciclo di concerti dell’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana dedicati al Requiem di Mozart, ultima opera del compositore austriaco che morì prima di portarla a termine. Dopo Conversano, la rassegna farà tappa il 23 marzo, alle ore 20.00, nella chiesa di San Domenico a Ruvo di Puglia e il 24 marzo, alle ore 20.30, nella Cattedrale di Bitonto.
I concerti saranno diretti dal maestro, Vito Clemente (nella foto), con la partecipazione di Daniela Degennaro (soprano), Antonella Colaianni (contralto), Yoshihito Shikanai (tenore),Gianni Leccese (tenore) e Giuseppe Naviglio (basso). 
In programma brani di Vittorio Pasquale “Qua Resurget ex favilla”, liberamente ispirato al Requiem di Mozart (prima esecuzione assoluta), e di Wolfgang Amadeus Mozart“Requiem” K 626, con la partecipazione del Coro Armonico di Tokyo, del Coro Harmonia dell’Ateneo Barese con il maestro Sergio Lella, del Coro Jubilate di Conversano con il maestro, Donato Totaro e della Corale Polifonica “Michele Cantatore” di Ruvo di Puglia con il maestro Angelo Anselmi. 
I concerti, tutti ad ingresso libero e gratuito, sono realizzati in collaborazione con il Traetta Opera Festival di Bitonto, AMIFest (Apulia Music International Festival), Japan Apulia Festival, Tokyo Musica Association e Settimana Santa.

L'attività della Compagnia Diaghilev prosegue il 22 marzo con "Paradise" di Valeria Simone al teatro Van Westerhout di Mola di Bari.


L’attività della Compagnia Diaghilev al teatro Van Westerhout di Mola di Bari prosegue mercoledì 22 marzo (ore 21) con «Paradise» di Valeria Simone (nella foto), spettacolo per la regia di Marialuisa Longo, prodotto dall’Associazione culturale Acasa (info biglietti 333.1260425), nel quale le interpreti Elisabetta Aloia e Lucia Zotti offrono una lucida ricognizione nel mondo del caporalato, a partire dall’esperienza di alcune immigrate polacche, braccianti in Puglia tra il 2003 e il 2008.
Molte di loro sparirono o furono trovate morte in circostanze inspiegabili. E grazie alla fuga e alla denuncia di alcuni studenti fu scoperta una fitta rete criminale che teneva in condizione di schiavitù questi lavoratori. Tuttavia, nonostante i numerosi processi e le condanne, che smascherarono l’intreccio tra caporali stranieri e criminalità locale, lo sfruttamento dei lavoratori è ancora dominante in Puglia. E «Paradise» vuole raccontare la storia di una umanità schiacciata, che per salvarsi schiaccia a sua volta, forse in modo inconsapevole con una crudeltà che non risparmia nessuno, a partire dalla vicenda di Krystyna.
È lei che mette l’annuncio su un giornale polacco, «Cercansi braccianti. Ottima paga assicurata. In Italia». In molti rispondono, in molti parlano con lei. E partono, per essere affidati ai loro “datori di lavoro” in Puglia.  Krystyna continua a ricevere telefonate, ad organizzare partenze. Poi alcuni spariscono, vengono scoperti i campi di lavoro e la rete criminale che tiene questi braccianti in schiavitù. E Krystyna, che in un primo momento sembra non crederci, scoprirà, dentro l’ingranaggio del caporalato e dello sfruttamento del lavoro, i limiti della condizione umana.
Per informazioni e prenotazioni: Compagnia Diaghilev, 333.1260425.

Il 21 marzo, equinozio di primavera ed anniversario della nascita di Johann Sebastian Bach


«Spring is Bach», per dire «Spring is Back». Il 21 marzo, equinozio di primavera ed anniversario della nascita del grande compositore tedesco, anche Bari celebra la Giornata Europea della Musica Antica con la Cappella Musicale Santa Teresa dei Maschi (nella foto) , impegnata per l’inaugurazione della Stagione 2017 in un concerto in Cattedrale interamente dedicato al genio di Eisenach (inizio ore 20.30, ingresso libero).
L'eterno duello fra inverno e primavera, fra tenebre e luce, fra morte e rinascita, sarà riletto con tre magnifici mottetti («Komm, Jesu, komm», «Ich lasse dich nicht» e «Jesu, meine Freude»), eseguiti dalla Cappella musicale sotto la direzione di Sabino Manzo ed intervallati da altri brani di Johann Sebastian Bach suonati all'organo da Gilberto Scordari.
Tra l’altro, il numero tre è ricorrente in questa giornata che richiama l’attenzione sulla più felice delle primavere della storia della musica, la nascita di Bach, per l’appunto (21 marzo 1685), autore già esplorato in passato dalla Cappella Santa Teresa dei Maschi con pagine monumentali e fondamentali quali la «Passione secondo Giovanni», il «Magnificat» e «L’oratorio di Pasqua». Il concerto in Cattedrale è, infatti, il terzo elemento di un trittico ideale di “rinascite”, perché l’esecuzione a San Sabino sarà preceduta da visite guidate alla scoperta di due «primavere» legate alla storia di Bari: il castello di Federico II, il re di Sicilia che nel Duecento seppe trasformare l’Italia del Sud in terra di avanguardia politica, letteraria ed architettonica, e il Succorpo  di San Sabino, la parte più antica della Cattedrale di Bari edificata nel 1034, dunque anteriormente all’attuale edificio, ricostruito nel XII secolo dopo la distruzione del preesistente ad opera del normanno Guglielmo il Malo. Una struttura, il Succorpo, che racconta con eloquenza la «primavera» del cristianesimo in terra di Bari, capace di creare ponti di dialogo fra Oriente e Occidente.
Le visite, che si terranno il giorno del concerto con partenza alle ore 18.30 dalla chiesetta di San Giacomo, situata accanto alla Cattedrale, nascono dalla sinergia della Cappella Santa Teresa dei Maschi con i giovani collaboratori della terza classe del Liceo linguistico «Marco Polo» di Bari, con cui è stato intrapreso un progetto di alternanza scuola-lavoro. Al termine della visita, riservata con prenotazione gratuita a un massimo di quaranta persone, verrà offerto un piccolo rinfresco. Info 348.492.27.38.

sabato 18 marzo 2017

Il 10 giugno Eleonora Abbagnato, la più amata ètolie italiana, chiuderà al Teatro Petruzzelli la 75esima stagione della Camerata Musicale Barese con lo " Stabat Mater".


Un Galà di Danza da sogno, che vedrà tornare sulle scene baresi Eleonora Abbagnato (nella foto), la più amata étoile italiana dei nostri giorni. Il 10 giugno la grande ballerina chiuderà al Teatro  Petruzzelli la 75ª Stagione “Gold” della Camerata Musicale Barese affiancata dalle Stelle de l’Opéra di Parigi e dell’Opera di Roma.
Il programma artistico della serata metterà in scena le coreografie più celebri del repertorio classico, offrendo al pubblico l’emozione di vedere danzare l’étoile accompagnata da alcuni tra i più brillanti nomi del mondo della danza internazionale. Un'occasione preziosa per assistere a uno spettacolo di grande fascino. Con Eleonora Abbagnato danzeranno i primi ballerini Benjamin Pech,  Rebecca Bianchi, Michele Satriano, Erica Gaudenzi, Alessio Rezza e Audric Bezard
Benjamin Pech è anche il coreografo, insieme alla stessa Eleonora Abbagnato, dello “Stabat Mater”, un balletto drammatico che traduce in danza il tema della crocefissione. 
La passione per la danza per Eleonora Abbagnato è stata così incontenibile che da Palermo la portò, poco più di una bambina, nella Francia di Roland Petit, mago geniale del balletto narrativo. Ad accoglierla a Parigi fu l’Opéra, dove entrò vent’anni fa, maison di pregio che l’ha vista crescere e di cui è diventata étoile, il massimo riconoscimento nel balletto per un teatro di tradizione. Ha lavorato con coreografi classici e contemporanei di fama mondiale, fra cui Roland Petit, Pina Bausch e William Forsythe.
Curiosa ed eclettica, fa la sua prima apparizione televisiva a dodici anni con Pippo Baudo, è protagonista del film Il 7 e l’8 di Ficarra e Picone e nel 2009 presenta con Paolo Bonolis il Festival di Sanremo. Ha un legame intenso con alcuni stilisti come Dolce&Gabbana, ma la sua vera passione resta una sola: la danza classica.
E adesso Roma, dove dirige con entusiasmo e determinazione da aprile 2015 il Balletto dell’Opera. 
La Camerata Musicale Barese  ha  inteso invitare nuovamente Eleonora Abbagnato dopo il successo di  “Carmen”  dell’anno scorso, visto che   tanti  spettatori  non riuscirono ad applaudirla a causa di uno strepitoso  “sold out”.
Continuano intanto le prenotazioni per lo spettacolo “Appunti di Viaggio” di e con Lina Sastri , artista poliedrica del Teatro e Musica del palcoscenico italiano.
Per informazioni e biglietti gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata infotel 080/5211908,  on-line sul sito www.cameratamusicalebarese.it e presso il Box Office c/o La Feltrinelli

venerdì 17 marzo 2017

Il 21 marzo presso il Foyer del Teatro Curci di Barletta si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del 27° Concorso Internazionale per Giovani Musicisti "Città di Barletta" e del 20° Concorso Internazionale di Esecuzione Pianistica "Premio Mauro Paolo Monopoli".


Si terrà a Barletta, martedì  21 marzo p.v., alle ore 11,00, presso il Foyer del Teatro Comunale Curci, la Conferenza Stampa di presentazione del 27° Concorso Internazionale per Giovani Musicisti "Città di Barletta" e del 20° Concorso Internazionale di Esecuzione Pianistica "Premio Mauro Paolo Monopoli" (foto della manifestazione negli anni scorsi).
Nella passata Edizione si è avuta la partecipazione di oltre 400 musicisti provenienti, oltre che da tutte le Regioni d'Italia, anche da Spagna, Albania, Norvegia, Georgia, Malesia, Macedonia, Svezia, Polonia, Portogallo, Uzbekistan, Serbia, Corea del Sud, Armenia, Cina, Bulgaria, Filippine, Bosnia e Erzegovina, Romania, USA, Francia, Slovenia, Turchia, Grecia, Austria, Lettonia, Argentina, Scozia, Azerbaijan, Regno Unito, Ungheria, Russia, Svizzera, Olanda, Giappone, Taiwan, Belgio, Malta, Lituania, Germania, Danimarca, Malesia, Croazia, Ucraina, Canada, Repubblica di Singapore, Montenegro, Brasile, Kirghizistan, Kosovo, Estonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bielorussia, Finlandia, Irlanda e Slovacchia.
Concorrenti provenienti da ben 57 Nazioni diverse che hanno visitato la nostra città e la nostra regione, hanno potuto ammirare i nostri monumenti, hanno goduto delle nostre prelibatezze e si sono divertiti a girovagare tra i nostri negozi, portando via con loro un bellissimo ricordo della città di Barletta, in particolare e di tutta la Puglia in generale, a conferma del prestigio e della risonanza internazionale della manifestazione che costituisce anche una straordinaria occasione di promozione turistica e culturale del territorio.
L'altissimo livello dei partecipanti, testimoniato dai vincitori delle passate edizioni, e la notorietà artistica dei componenti delle Giurie, ne fanno un riferimento di assoluto valore nel panorama musicale italiano e internazionale.
Durante la Conferenza Stampa, preceduta dalle immagini dei concorsi realizzati nell'anno 2016, alla presenza del Sindaco,  dott. Pasquale Cascella, del Dirigente del settore cultura, dott.ssa Santa Scommegna, del Dirigente Scolastico del Liceo Musicale "A. Casardi" prof. Giuseppe Lagrasta, degli Sponsor sostenitori dell'iniziativa e del Direttore Artistico, m° Francesco Monopoli, verranno illustrate le novità dell'Edizione di quest'anno organizzata come sempre dall'Associazione Cultura e Musica "G. Curci" e dal Comune di Barletta in collaborazione con la Regione Puglia.
Saranno presentate le  prestigiose  Giurie dei Concorsi, i vari Premi Speciali previsti, il Calendario dettagliato delle Audizioni e le varie iniziative collaterali, con le varie collaborazioni nazionali ed internazionali insieme a tutte le novità previste per l'Edizione 2017 per il più importante Concorso Musicale Internazionale del Centro-Sud Italia.


Domani al Teatro del Carro di Molfetta andrà in scena "Mannaggia! - Giuseppe De Nittis svelato a teatro", scritto, diretto e interpretato da Roberto Petruzzelli.

Sabato 18 marzo marzo, alle 21, al Teatro del Carro di Molfetta (via Giovene 23, infotel: 349.23.80.823 – 349.379.57.29) andrà in scena lo spettacolo «Mannaggia! - Giuseppe De Nittis svelato a teatro», scritto, diretto e interpretato da Roberto Petruzzelli (nella foto, con lui sul palco anche Sandro Cardascio). 
Un monologo, per incontrare il pittore Giuseppe De Nittis, grande interprete dell’impressionismo in Italia. De Nittis, nato a Barletta nel 1846 e morto a soli 38 anni, visse e lavorò a Napoli, Londra e Parigi, scoprendo nell’ultimo periodo della sua vita che a breve avrebbe perso la vista. L’interpretazione, che tenta di immaginare come il pittore De Nittis visse questo dramma, svela un artista che ha raccontato la vita attraverso i colori delle sue tele, gli stessi colori di cui ha fissato non solo la luce ma anche l’anima, quando ormai la vista si annebbiava sempre più.
Lo spettacolo scritto da Roberto Petruzzelli, che si definisce «semplicemente uno che ha provato emozioni guardando le tele dell’impressionista barlettano, respirando l’aria della terra dove anch'egli è nato», vuole essere un omaggio a un grande personaggio italiano del XIX secolo, che nel corso della vita non ha mai dimenticato la sua terra d’origine. A fare da sottofondo musicale le note di Beethoven, composte nel periodo in cui il musicista era già sordo.