lunedì 30 maggio 2016

Domani sera si conclude in bellezza il Maggio del Conservatorio Materano.


Il 31 maggio alle 18.00 presso la Chiesa di San Giovanni Battista ci sarà il concerto del Coro Gregoriano del Conservatorio diretto dal prof. Gian Vito Tannoia, docente del organo e canto gregoriano presso il Duni.
Alle ore 21.00 invece, nella piazza antistante la Chiesa di San Giovanni Battista, ci sarà il concerto di chiusura della Big Band del Conservatorio, diretta dal prof. Giacomo Desiante.
Si chiude quindi questa seconda edizione del Festival di Maggio del Conservatorio di musica “E.R. Duni” di Matera, caratterizzata da numerosi eventi che hanno visto coinvolti tutte le classi del Conservatorio e decine di allievi unitamente ai loro professori. Tanto impegno a favore della cultura da parte dell’istituzione materana, che fa ben sperare in vista dell’impegno di Matera Capitale della Cultura 2019.
  

In programma il 2 giugno il concerto della Rai dell'Orchestra Sinfonica Nazionale a Torino.


È il direttore d’orchestra americano James Conlon (nella foto) il protagonista del Concerto per la Festa della Repubblica dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai organizzato dal Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, che lo offre a tutta la cittadinanza in occasione del 70° anniversario della Repubblica e del voto alle donne.
La serata, in programma giovedì 2 giugno alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con trasmissione in diretta su Radio3, si apre con alcune pagine sinfoniche dalle opere più celebri di Giuseppe Verdi, compositore che più di ogni altro rappresenta l’Italia musicale nel mondo, come le Sinfonie daLa battaglia di Legnano e Luisa Miller, e il Preludio e i Ballabili dal III atto delMacbeth.
In chiusura uno dei capolavori sinfonici del XIX secolo: la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven, con l’incipit più conosciuto della storia della musica, che il compositore immaginò come “il destino che batte alla nostra porta” .
Già Direttore musicale dell’Opéra di Parigi, delle orchestre filarmoniche di Colonia e di Rotterdam, James Conlon è attualmente Direttore musicale della Los Angeles Opera e sarà il nuovo Direttore principale dell’Orchestra Rai a partire dal prossimo ottobre. Protagonista del Concerto di Capodanno 2016 dal Teatro La Fenice di Venezia, trasmesso in diretta su RaiUno, i futuri impegni italiani lo vedranno inaugurare il Festival di Spoleto con Le nozze di Figaro di Mozart.
Il Concerto per la Festa della Repubblica è gratuito e l’ingresso in sala è consentito fino alle ore 20.15.
I biglietti sono ancora disponibili presso la biglietteria dell’Auditorium Rai, in via Rossini 15, martedì 31 maggio e mercoledì 1° giugno dalle 10 alle 14.

La fiera delle banalità di Giovanni Allevi per la Camerata a Bari.


A quattro anni dal Disco di Platino Alien e dopo l'esperienza sinfonica dell'album Sunrise, contenente il concerto per violino e orchestra in fa minore, Giovanni Allevi torna al pianoforte solo con il suo ultimo progetto dal titolo che è una vera e propria affermazione d'amore nei confronti dell'esistenza: love, un viaggio nell'anima, per tornare ad amare il mondo. Un mondo classico-contemporaneo che ha fatto storcere il naso ai puristi del mondo Classico, dei Mozart, dei Bach, dei Beethoven proprio perchè Allevi dice di appartenere a quel mondo, ma in effetti lo prende un po' in giro. Ed il suo pubblico si bea estasiato di esso, trattando l'Artista come un Mito dalla cui labbra pendere, senza nulla eccepire, nulla ridire. Quando egli si paragona a Mozart e Beethoven dissacra il Sacro, impersonifica il mito autentico, disperdendone l'Aura. E questo non va bene. Anche, noi senza convertirci, si badi bene, ci siamo avvicinati all'Artista degli artisti del nostro tempo post-moderno, senza trovarne nemmeno un pizzico di emozione, ma una serie di elementari giri di do, sol, mi, ritmiche convenzionali, dispersioni malinconiche e lunari di assoluta banalità. Non una nota ha un che di "rivoluzionario", ma la sua musica è scontata, ovvia, esacerbante e noiosa.
In questo suo ultimo cd "Love", che contiene 13 tracce, tredici pagine in un diario musicale autentico, che racconta "l'amore; nelle sue forme molteplici Allevi riduce tutto ad una fiera delle banalità, senza emozionare, ma regalando semplicemente forme elementari ed essenziali, in stile einaudiano, con semplici scorribande melodiche ed isole felici neochopinine che donano un certo qual fascino alla sua musica, ma niente di più.

venerdì 27 maggio 2016

Ci sarà il maestro Gianandrea Noseda con la London Symphony Orchestra ad inaugurare il festival MITO - Settembre Musica nel 2016.



Dal 2 al 22 settembre ritorna a Torino e a Milano il festival MITO SettembreMusica che compie quest’anno 10 anni. Rinnovato nella sua governance, con una nuova Presidenza Anna Gastel e una nuova Direzione artistica, Nicola Campogrande, il festival svela un’identità musicale inedita e riconferma il desiderio delle due Amministrazioni di offrire a cittadini e turisti un’esperienza musicale di altissima qualità.
«Nel ripensare MITO SettembreMusica, e volendo dedicare la manifestazione interamente alla musica classica – spiega il direttore artistico Nicola Campogrande – ho tenuto presente due gruppi di ascoltatori: gli habitué e quelli che non hanno mai messo piede in una sala da concertoAd entrambi ho voluto proporre qualcosa di inusuale, che rinnovasse il piacere dell’ascolto per chi già frequenta i concerti e, al tempo stesso, abbattesse ogni barriera per chi non è abituato a farlo. Così ho immaginato un festival tematico, nel quale ogni appuntamento è costruito ad hoc e proposto a un pubblico cui si chiede, in alcuni casi, di essere protagonista attivo. Per il 2016 il tema sarà Padri e figli: mi sembra si adatti bene a una manifestazione che ha una lunga storia alle spalle ma si sta aprendo al nuovo. E penso che la stessa apertura stia avvenendo all’intero universo della musica classica: amiamo il grande repertorio del passato ma abbiamo voglia di ascoltarlo in modo inedito, fresco, arricchito dalla più bella musica degli autori viventi».
Ognuno dei 160 concerti in programma (80 per ogni città) sarà preceduto da un’introduzione all’ascolto con l’obiettivo di offrire un’esperienza musicale inedita, curiosa, capace di coinvolgere il pubblico offrendogli il piacere di una comprensione più profonda. Saranno quindi Stefano Catucci a Torino, dal 2 settembre al Teatro Regio, e Gaia Varon a Milano, dal giorno successivo alla Scala, a presentare ciascun concerto in cartellone I due musicologi introdurranno poi tutti i concerti del cartellone e, in alcuni casi, a loro si affiancheranno dei sopratitoli che, sui display normalmente utilizzati per i libretti delle opere, faranno scorrere una vera e propria guida all’ascolto appositamente realizzata per il festival.
La serata d'apertura è affidata alla London Symphony Orchestra e vede protagonista Gianandrea Noseda, recentemente nominato Direttore ospite principale della prestigiosa compagine inglese. Il programma, intitolato Debussy recasted, ruota attorno alla figura del compositore francese, accostando un capolavoro come La mer alla prima esecuzione italiana di cinque dei suoi Préludes per pianoforte, appena trascritti per orchestra dal compositore greco Nikos Christodoulou e alla Seconda Sinfonia di Rachmaninov, nata negli stessi anni.
«Quello di MITO è un invito a godere della musica classica rivolto a tutti. Anche ai bambini più piccoli: se ascoltano bene, cresceranno bene e saranno cittadini migliori», dice ancora Nicola Campogrande. Lo si capisce fin dal primo appuntamento del cartellone dedicato agli ascoltatori più giovani: lo spettacolo intitolato Glimp, in programma il 3 settembre a Milano e il 4 a Torino, appositamente pensato per i bambini tra i 2 e i 4 anni. Creato in Olanda, è pensato per trasportare il giovanissimo pubblico in un mondo astratto e magico, nel quale musica, immagini e tecnologia si fondono insieme. Realizzato dall’Oorkaan Ensemble, lo spettacolo ha vinto due diversi premi agli Young Audience Music Awards 2015: “migliore produzione dell’anno” e “migliore piccolo ensemble”.
Il pubblico di tutte le età sarà invece coinvolto in MITO Open Singing, il 10 settembre a Milano e il giorno successivo a Torino, un evento che mira a coinvolgere il pubblico quale parte attiva della performance, al termine di due giornate nelle quali trenta cori provenienti da tutta Italia, per un totale di oltre mille cantori, si esibiscono in diverse zone del tessuto urbano. Le due città del festival diventeranno in quest’occasione un gigantesco palcoscenico e la sera, rispettivamente in piazza del Duomo e in piazza San Carlo, il pubblico potrà mescolarsi ai musicisti per un canto comune nel quale – grazie alle partiture distribuite gratuitamente – tutti diventeranno cantori, intonando i brani in programma, preannunciati sul nostro sito, sotto la guida del direttore Michael Gohl e con il sostegno del Coro Giovanile Italiano, in veste di “coro-guida” sul palcoscenico.
Il Festival si chiuderà a Torino il 21 e a Milano il 22 settembre con il concerto Jobim o Villa-Lobos?. Esiste infatti un particolare gioco di rimandi tra la musica di Villa-Lobos e le canzoni di Jobim, oltre che tra la Spagna di Manuel de Falla e l’Argentina di Astor Piazzolla; la violoncellista francese Ophélie Gaillard, con il suo ensemble e insieme a Toquinho, esploreranno i due mondi musicali e geografici grazie a trascrizioni inedite e curiose.
Tutti gli artisti invitati hanno accettato di preparare programmi originali, nati apposta per il festival e speculari nelle due città (con poche eccezioni). Molta attenzione è rivolta poi a chi abita nelle zone meno centrali di entrambe le città, con un concerto gratuito ogni sera, che in alcuni casi coinvolge gli stessi grandi artisti presenti nelle sale centrali.
«Salvaguardando le caratteristiche che hanno reso MITO un appuntamento di grande successo e notorietà internazionale – dice la Presidente Anna Gastel – quest’anno il festival si presenta con una nuova governance, un nuovo direttore artistico e, per quel che riguarda Milano, anche una nuova gestione organizzativa. Sarà nostro interesse e cura mantenerne vivi i tratti distintivi: oltre alla presenza nelle grandi sale da concerto, in teatri, auditorium, chiese e in sedi non convenzionalmente deputate alla musica, nelle zone meno centrali delle due città, è stata potenziata l’accessibilità del festival, attraverso il prezzo ridotto dei biglietti e un gran numero di concerti gratuiti, per raggiungere e avvicinare alla musica classica il più vasto pubblico possibile».
Il programma del Festival percorre un arco temporale di oltre ottocento anni di musica, in molte occasioni oltrepassando le barriere di genere. Composizioni nuove fanno capolino tra il repertorio barocco; improvvisazioni s’inseriscono tra Schubert e Schumann; Richard Strauss fa spazio alle colonne sonore di Hollywood e al repertorio contemporaneo che ne è erede. Con una precisazione importante: «Mi sono stufato del modernismo legato alle vecchie avanguardie – dice Nicola Campogrande: il mondo è ormai pieno di autori che scrivono musica capace di dare piacere, gioia, emozione, senza costringere le orecchie a esperienze punitive; e dunque tutti i 112 compositori viventi eseguiti (64 nelle sole giornate dedicate ai cori) sono stati scelti tra coloro che si dedicano a rinnovare con intelligenza e passione il godimento dell’ascolto». In quest’ottica vanno letti anche i numeri del festival, che, oltre ad aver commissionato 3 nuovi brani (uno dei quali in collaborazione con Torino Danza), offre 14 prime esecuzioni (8 assolute, 2 europee e 4 italiane).
Un'ulteriore novità riguarda i prezzi che, per la prima volta, sono gli stessi sia a Torino, sia a Milano, e che rimangono particolarmente contenuti. Tutti i concerti pomeridiani sono proposti a 5 euro, e sempre 5 euro costano tutti i concerti per bambini e ragazzi sotto i quattordici anni. I concerti serali vanno da 10 a 30 euro. Quelli nelle zone non centrali delle città sono gratuiti.
Le città di Torino e Milano hanno congiuntamente deciso di dedicare quest'edizione di MITO a Giorgio Balmas, ideatore di SettembreMusica, nel decimo anniversario della sua scomparsa.


Quest'anno l'AMI compie 25 anni. Dal 14 al 28 maggio ci sarà il Concorso AUDIMozart a Rovereto.


Quest’anno l’AMI compie 25 anni. Un traguardo importante, soprattutto alla luce di quanto ha fatto e di quanto fa per i giovani con disponibilità, generosità, apertura, creatività e sempre senza chiedere nulla in cambio della grande fatica e delle tante quotidiane difficoltà.
Il “compenso”, per tutti noi “volontari” dell’AMI, è prima di tutto nella soddisfazione di vedere che le nostre iniziative sono seguite, che funzionano, che sono apprezzate, che colgono nel segno.  Ma è anche nel vedere che i soci aumentano, ci sostengono rinnovando le tessere associative e donando il 5 x 1000 alla nostra associazione, ci affiancano numerosi in situazioni straordinarie quale ad esempio la nostra petizione a favore dell’Orchestra Giovanile Europea (chi non l’avesse ancora fatto, può apporre la sua firma rivolgendosi alla nostra segretaria, sig.ra Elena Manfrini alla Cassa del Teatro ).

AUDIMozart!
Tra i molti, uno dei nostri progetti più prestigiosi e impegnativi è il Concorso Internazionale AUDIMozart. All’edizione 2016, l’8°, si sono iscritti ben 102 giovani strumentisti, provenienti da tutto il mondo, e dei quali la Giuria ha riconosciuto l’alto livello di preparazione.
Dopo 15 giorni di eliminatorie, semifinali e finali, potremo festeggiare i vincitori
sabato 28 maggio, ore 21.00 , Rovereto - Teatro Zandonai
GALA dei VINCITORI DEL PRIMO PREMIO delle categorie flauto, clarinetto, oboe, e fagotto conl’ORCHESTRA HAYDN DI TRENTO E BOLZANO diretta del M° MARCO MANDOLINI.
Il ticket d’ingresso sarà di soli € 12,00 (ridotto € 10,00 per i soci AMI).
I biglietti si possono acquistare presso tutte le Casse Rurali del Trentino e anche direttamente sul sitowww.primiallaprima.it/  con Carte di Credito

Siamo grati all’orchestra Haydn e al M° Mandolini per la prestigiosa collaborazione.
Così come il nostro grazie più sincero va
-        alla Giuria, presieduta dal M° Marcello Abbado e composta dai Maestri Giancarlo Guarino, Dimitri Ashkenazy (clarinetto) , Peter Lukas Graf (flauto), Viola Wilmsen (oboe), Nilo Caracristi (corno), Stefano Canuti (fagotto);
-        al pianista ufficiale della manifestazione, il M° Corrado Ruzza, che con sensibilità e attenzione ha saputo valorizzare il lavoro di tutti i concorrenti e che sarà protagonista di queste tre serate insieme ai finalisti;
-        a chi da mesi lavora perché la manifestazione si svolga nel modo migliore: dal presidente, Arnaldo Volani, all’ instancabile segretaria  sig.ra Elena Manfrini, da Valter Pucher al M° Andrea Loss;
-        infine alle Istituzioni e agli sponsor che, con fiducia, ci hanno affiancato e sostenuto anche questa volta.

Ai vincitori saranno assegnati premi in denaro (tra gli altri uno messo in palio dall’autorevole Laboratorio di Genetica medica MAGI) e un ricco carnet di concerti-premio in Italia e all’estero.

IMPORTANTE!!!
Il Gala dei Vincitori con l’Orchestra Haydn sarà trasmesso anche in diretta streaming internazionale su
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MOZART BOYS&GRILS
I MOZART BOYS&GIRLS vi invitano a partecipare a tre appuntamenti:
- domenica 5 giugno, ore 20.30 – Sala Filarmonica: INTERMEZZO MUSICALE per gli Amici dell’Opera “Garofalo” – IlTRIO per due violini e pianoforte composto da Giulio Robol, Luisa Giarrizzo e Gaja Zanoni introdurrà un concerto dell’ORCHESTRA I FILARMONICI DI TRENTO con i cantanti della scuola di Sabrina Modena (SMAG).
giovedì 9 giugno, ore 17.00 – Casa Mozart: CONCERTO DEI MOZART BOYS&GIRLS
Con Milica Barack, Nina Buiatti, Steliyan Dimitrov, Giulio Farné, Enea Marchisello, Agata Pavani, Ruben Sterland e con la partecipazione di Giulio Robol, Luisa Giarrizzo e Marvi Zanoni.
- sabato 11 giugno, ore 11.00 – via Rialto, c/o ARTI A RETE: VETRINA “MOZART BOYS&GIRLS & FRIENDS”- con il MOZ-ART QUARTET (Filippo Gris – batteria, Maximilian Oberrauch – sax, Luciano Sorcinelli – basso elettrico, Amedeo Vigagni – pianoforte)


PROGETTO AMI E MAGI
Il presidente AMI, Arnaldo Volani, ha attivato un’interessante e importante collaborazione con il dr. Matteo Bertelli, direttore del laboratorio di genetica MAGI'S LABprestigiosa realtà italiana operante da diversi anni in ambito internazionale e, tra altre, con una sede localizzata anche a Rovereto (TN)
MAGI è un istituto per la diagnosi, ricerca e cura delle malattie genetiche e rare composto da un laboratorio di genetica medica (Magi’s Lab srl) e da un’unità dedicata alla ricerca scientifica e formazione (Magi Onlus). Collabora con poli specialistici quali: Ospedale San Giovanni Battista di Roma; Ospedale Sacco, Ospedale San Paolo e Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; Ospedale Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma; Università di Siena; UOC Dietetica Medica del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena; Humanitas Mater Domini di Castellanza (VA) e infine IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo.
L’Associazione Mozart Italia collaborerà all’organizzazione di concerti, corsi, convegni, eventi musicali.

La scrittrice Flavia Piccinni presenta domani sera il suo libro "Quel fiume è la notte" alla Fondazione Grassi di Martina Franca.


l Presidio del libro di Martina Franca, in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi, la Commissione Pari Opportunità e Manufacta, organizza un incontro con Flavia Piccinni (nella foto) che presenta "Quel fiume è la notte", il nuovo straordinario romanzo che ha rappresentato la casa editrice Fandango Libri alla 70ma edizione del Premio Strega, a cui è stata candidata. 
Un libro che racconta il tema dell’aborto attraverso un viaggio in India, in un’epoca in cui ogni condizionamento è tabù. L'evento è in programma domani, sabato 28 maggio presso la l'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi alle ore 19.30 (ingresso libero). Mariarosaria Palmieri dialogherà con l'Autrice. Si tratta di un'iniziativa promossa dalle Regione Puglia- Assessorato all'industria turistica e culturale, in collaborazione con l'Associazione dei Presìdi del libro. 

Domani sera GIGA MENSCH, la nuova produzione della Compagnia de il Carro dei Comici di Molfetta.




Un progetto teatrale e coreutico che parte da alcune delle più belle pagine della letteratura moderna e contemporanea della tradizione albanese, italiana e spagnola, intrecciandone storia e poesia. Tutto questo, e molto altro ancora, è Giga Mensch, una nuova produzione della compagnia Il Carro dei Comici, nata nell'ambito del progetto di “Internazionalizzazione della ricerca teatrale e coreutica 2016”, promosso dal Teatro Pubblico Pugliese.
Giga Mensch Giganti storie non all'altezza») andrà in scena sabato 28 maggio, alle 21, alTeatro del Carro di Molfetta (via Giovene 23, infotel: 349.23.80.823 – 349.37.95.729), ed è uno spettacolo scritto e ideato da Francesco Tammacco, con le coreografie flamenche di Ramòn Rama Martinez (uno dei più apprezzati bailaores internazionali) e Daniela Mezzina, per la regia di Tammacco e del regista teatrale albanese Miltiadh Kutali, Professore Ordinario dell'Università delle Arti di Tirana.
Gli interpreti sono Francesco Tammacco, Mariella Parlato, Pantaleo Annese, Benedetta Lusito, Cosimo Boccassini, Felice Altomare, Fabiana Aniello, Valeria Angione, Patrizia Colonna, Claudia Castriotta, Francesco Consiglio, Francesco de Palma, Leonardo Mezzina, Melissa Nardiello, Daniela Rubini, Vincenzo Raguseo, Marco Sallustio, Laura Scardigno, Michele Spadavecchia. Al canto e alla chitarra flamenca, rispettivamente, Rosarillo e Davide Cervellino.
In questo progetto di internazionalizzazione, dunque, Italia, Spagna e Albania sono state fuse in maniera virtuosa dalla compagnia del Carro dei Comici, guidata da Tammacco: oltre a chi ha curato e sta lavorando da settimane all'allestimento, lo spettacolo intreccia la drammaturgia del poeta spagnolo Federico García Lorca (con le sue opere teatrali più famose, Nozze di sangue eLa casa di Bernarda Alba), di Luigi Pirandello e I giganti della montagna e infine del celebre intellettuale albanese Jacov Xoxa: il suo romanzo Il fiume morto, censurato dal regime, denuncia con una straordinaria allegoria i totalitarismi più aspri e violenti.
«Il teorema sul quale desideriamo lavorare – spiega il regista e interprete Francesco Tammacco- è che l’Arte, il Teatro, il Flamenco, il Sogno, per l’appunto, salvano l’umanità e non solo; concertano una dimensione esistenziale altra, possibile, pacifica. Cosa può legare infatti l’Italia alla Spagna e all’Albania? Si tratta di nazioni che hanno vissuto nel '900 il dramma del totalitarismo, del fascismo e della dittatura. In questi Paesi, dunque, come nelle terre dilaniate dalla tirannide dittatoriale, lo stigma della “perdita delle libertà” segna la via alla ricerca dell’anima delle cose, della propria storia, della propria arte. «Giga Mensch» è proprio l’invito a risorgere dalle polveri della violenza, attraverso l’amore che solo l’Arte e il Sogno possono offrire».

Domani sera Giovanni Allevi sarà al Petruzzelli per la stagione "Magic" della Camerata Musicale Barese.


E’ considerato l’enfant prodige (anche terrible!) della musica classica contemporanea ed è stato capace di conquistare il mondo con il suo talento:  la sera di sabato 28 maggio alle 21 Giovanni Allevi (nella foto) sarà, al Teatro Petruzzelli, per la Stagione “Magic” della Camerata Musicale Barese con Solo Piano ‘Love’ Tour in esclusiva regionale.
Allevi porterà  sul palco le tredici pagine di quel diario musicale fortemente emotivo di  “Love”  album uscito su etichetta Bizart/Sony Music: tredici tracce che raccontano l’amore nelle sue molteplici forme, tra ispirazioni classiche e contemporanee, da Bach a Baudelaire, in un viaggio personale attraverso i sentimenti e lo spazio.
Pubblicato  a quattro anni dal Disco di Platino “Alien” e dopo l’esperienza sinfonica dell’album “Sunrise”, “Love”  è il nono album di studio dell’artista: ultima tappa di un percorso di crescita artistica e umana del compositore, pianista e direttore d’orchestra, che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti nella sua ventennale carriera.

giovedì 26 maggio 2016

Si conclude la rassegna Poliorama 2016 con un concerto di Serena Brancale.


Sabato 28 maggio, alle 20,30, si conclude la rassegna musicale Poliorama, organizzata dall’associazione di musica e cultura “Villa dei Suoni”, con il sostegno di Ferrotramviaria e il patrocinio del Comune di Valenzano. Al Castello Baronale Martucci di Valenzano Serena Brancale si ripresenta in concerto dal vivo per il progetto «Galleggiare - Strings & Percussions», l'evento artistico in linea con il suo primo album «Galleggiare», prodotto da Michele Torpedine e Warner Music Italy. Serena sarà accompagnata da un trio formato da Peppe Fortunato(tastiere), Paolo Romano (basso), Mimmo Campanale (batteria); il gruppo sarà completato, in una straordinaria festa musicale, da un quartetto d'archi composto da Serena Soccoia e Leo Gadaleta (violini), Gaetano Simone (violoncello), Francesca Faleo (viola). Il concerto sarà introdotto dal critico musicale Alceste Ayroldi e si avvarrà anche della performance dell'artistaSamuel Mui, con un live painting exhibition. Prima del Serena Brancale Quartet, si esibirà il quartetto vocale I CADA, vincitori del premio speciale "Città di Conversano", organizzato dall'associazione "Musica e Arte": sono i giovanissimi Alessia Bruno, Azzurra Barberio, Domenico Lombardi, Cristian Lapenna (età media 12 anni). Infotel: 349.611.34.75.

domani sera andrà in scena un pomeriggio di moda, musica e solidarietà a Trani per Amopuglia.




Sabato 28 maggio Mon Jardin capsule andrà in scena lungo l’elegante Corso Cavour di Trani a partire dalle 18 alle 23, a favore di amopuglia, associazione che assiste a casa, gratuitamente, i malati gravi di cancro. Un pomeriggio di moda, musica e solidarietà con Stephan Janson e Alberto Corallo a favore di Amopuglia Onlus, sez. Di Trani, con il Patrocinio del Comune di Trani e dell'Assessorato alla cultura nella persona dell'Assessore Grazia Distaso, con il sostegno di Premium referente Audi per la BAT e noleggio auto “tailor made” Trani, KaffeINItalian Coffee  house Trani, allestimenti a cura di Esecuzione Verde di Antonio Lavermicocca Bari, Cesvim Trani per il maquillage audace e per  le  "teste fiorite". Serata di moda, musica e solidarietà, un intreccio virtuoso che da anni vede impegnati Amopuglia - sezione di Trani e Alberto Corallo Boutique Trani che apre le sue stanze della moda, creando un salotto fiorito e profumato lungo l'elegante via Cavour - angolo via Umberto. Qui sarà possibile acquistare fiori e piante il cui ricavato sarà devoluto ad Amopuglia. animeranno i luoghi quadri animati da 15 mannequin in un pomeriggio di incanto urbano. La fioreria glam, orientata al sostegno delle azioni di solidarietà, vedrà professioniste della moda e 15 donne di impegno armonizzare gesti e modi, spettacolo e concreta solidarietà.Testimonial di eccezione l'esclusiva capsule dello stilista ispiratore del mood di Alberto Corallo, Stephan Janson.

Festival di Maggio: Il Conservatorio Duni di Matera mette in scena “L’Elisir d’amore”.



Volge al termine il Festival di Maggio 2016 e il Conservatorio offre  4 serate all’opera: va in scena, presso la corte dell’ex ospedale San Rocco (Via San Biagio) “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti.
Le rappresentazioni del famoso "melodramma giocoso" del maestro bergamasco si terranno sempre alle ore 20.30 giovedì 26, venerdì 27, sabato 28 e giovedi 2 giugno (in occasione della Festa della Repubblica).
L'aneddotica ci racconta che Gaetano Donizetti impiegò pochissimo tempo per scrivere questa opera (addirittura si pensa 15 giorni, di cui 7 sono serviti a Felice Romani per scriverne il libretto): ma ci racconta anche che, alla sua prima rappresentazione, il 12 maggio 1832 al Teatro della Canobbiana a Milano, il successo fu memorabile e consacrò Donizetti come uno dei massimi operisti di tutti i tempi. 
La realizzazione di questa produzione del Conservatorio ha visto coinvolte tutte le classi di canto lirico dei tre docenti Vincenzo Di Matteo, Francesco Zingariello (nella foto) e Antonella Rondinone, quella di Formazione corale del prof. Manolo Da Rold e, naturalmente, l’Orchestra completa del Conservatorio.
I maestri accompagnatori al pianoforte sono le prof.sse Anna Taffarel (anche maestro alle luci) e Daniela Monteduro (anche maestro al cembalo), il maestro del coro è il prof. Manolo Da Rold, il coordinamento scenico è affidato a Erika Liuzzi. La regia è affidata al prof. Vincenzo Di Matteo e il direttore e concertatore è il prof. Francesco Zingariello. Nello spirito di collaborazione e coinvolgimento di altre strutture materane nella preparazione di manifestazioni culturali così imponenti, di cui il direttore del Duni prof. Piero Romano ha parlato ampiamente nella presentazione di questo Festival, la scenografia è frutto del lavoro degli alievi del Liceo Artistico “Carlo Levi”, supportati dalla falegnameria “Andrulli e Riccardi”, e i costumi sono stati preparati dall’Istituto di Istuzione Superiore “Isabella Morra”.
4 appuntamenti all’opera per la Capitale della Cultura Europea 2019, da gustare e godere.

Carmela Remigio torna alla Fenice di Venezia come protagonista della nuova produzione dell' "Amico Fritz" di Pietro Mascagni.



Dopo oltre 60 recite e 12 diversi titoli, tra cui L’inganno feliceDon GiovanniLe nozze di Figaro,OtelloLa clemenza di TitoThe Rake’s ProgressAlceste Norma, il soprano Carmela Remigio torna al Teatro La Fenice di Venezia come protagonista della nuova produzione de L’amico Fritz di Pietro Mascagni, in scena dal 27 maggio al 4 giugno, con la direzione di Fabrizio Maria Carminati e la regia di Simona Marchini.
Recentemente insignita del prestigioso “Premio Abbiati” della critica musicale italiana come miglior cantante dell'anno, Carmela Remigio (nella foto) ha un rapporto privilegiato con il teatro del capoluogo Veneto, nel quale ha cantato con direttori come Myung-whun Chung, Diego Matheuz, Antonello Manacorda, Ottavio Dantone, Guillaume Tourniaire e registi come Damiano Michieletto, Francesco Micheli, Ursel e Karl-Ernst Herrmann, Kara Walker e Pier Luigi Pizzi. A un mese di distanza dal debutto in un titolo inusuale come La donna serpente di Alfredo Casella, che l'ha vista trionfare al Teatro Regio di Torino, il soprano pescarese affronta per la prima volta il ruolo di Suzel, in una delle opere di Mascagni meno eseguite.
Mi piace considerare L’amico Fritz il mio debutto più verista nell’opera meno verista di Mascagni – dice Carmela Remigio – In questo lavoro non c’è traccia degli amori drammatici e passionali che dominano ad esempio Cavalleria rusticana. Ne L’amico Fritz Mascagni dipinge con candore e freschezza un amore fanciullesco, tenero, mai manifesto – se non alla fine - tutto vissuto interiormente, tra i sospiri e le insicurezze dei due giovani. Suzel è un personaggio dal canto e dalla vocalità squisitamente lirici, che si prestano a mille sfumature, ma che non hanno nulla del canto drammatico verista. Non a caso è stato cantato da molti altri soprani lirici prima di me”.
Al fianco di Carmela Remigio sono impegnati Alessandro Scotto Di Luzio (Fritz Kobus), Elia Fabbian (David), Teresa Jervolino (Beppe), William Corrò (Hanezò), Anna Bordignon (Caterina), Alessio Zanetti (Federico). Le scene sono realizzate da Massimo Checchetto e i costumi da Carlos Tieppo. Il Coro del Teatro La Fenice è istruito da Claudio Marino Moretti.
Dopo L’amico Fritz, Carmela Remigio sarà Mimì ne La Bohème, in una tournée in Giappone nell’ambito del Festival di Spoleto (18, 25 e 30 giugno; 2 e 3 luglio); Donna Anna in Don Giovannial Festival di Salisburgo (4, 7, 9, 13, 18 e 21 agosto); Poppea ne L’incoronazione di Poppea al Teatro alla Scala (22, 24, 27, 29 settembre e 1° ottobre) e Fiordiligi in Così fan tutte all’Ópera de Oviedo (13, 15, 17 e 19 novembre).

Una Tosca neoclassica e violenta "piace" al pubblico barese del Petruzzelli.


La musica di Puccini è ricca di citazioni melodiche e drammatiche. "Tosca è l'opera che ci vuole per me!", sostiene baldanzoso Puccini. E' così diventa un autentico capolavoro, grazie allo splendido testo di Sardou, messo ottimamente in prosa da Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, il compositore toscano relizza la sua prima opera di successo. Qui a Bari rappresentata per l'ennesima volta: come si sa Tosca funziona sempre, e vende parecchio. Già ieri i palchi erano stracolmi di gente, e la folla di persone si assiepava in platea e negli ordini secondari. Quindi una scommessa vinta, quella di Biscardi, con il terrore di un crac finanziario all'orizzonte. E non è poco. dal punto di vista interpretativo e musicalmente le cose sono andate in modo alterno: l'Orchestra e il Coro del Petruzzelli ben diretti da Giampaolo Bisanti e Franco Sebastiani, con il supporto del Coro di Voci Bianche  Vox Juvenes, diretti da Emanuela Aymone, altrettanto bene. Bisanti ha curato una interpretazione dell'opera sufficientemente curata in ogni particolare con una puntuale attenzione al canto ed al respiro pucciniano. Esemplare la conduzione da questo punto di vista.
Il cast vocale invece aveva frecce un po' pallide e sbiancate al suo arco. Il giovane tenore Dario Di Vietri, un "prodotto" barese, aveva di eccellente solo dei poderosi acuti, ma poi si disperdeva in alcune intonazioni poco opportune. La Floria Tosca della Branchini è migliorata: meno eccessi nel registro medio-acuto, è più eleganza nei teneri e docili momenti dell'Aria più nobile dell'opera ( "vissi d'arte"). Lo Scarpia di Sebastian Catana non ha grande personalità nella gestualità, si limita a fare con la sua voce (scarsa la dizione) i compiti a casa. Bene, come sempre, Domenico Colaianni nel ruolo del sagrestano, un personaggio che si configura perfettamente nel suo stile comico. Buoni tutti gli altri comprimari. La regia, le scene, le luci e i costumi, tutti firmati dal regista Giovanni Agostinucci (all inclusive?) non sono sempre stati opportuni ed efficaci, ed hanno lasciato più di una perplessità nello spettatore. La scena del grande Duetto di Tosca con Scarpia è parsa poco funzionale, per esempio. senza elementi principali, come la scrivania di Scarpia, due sedie (almeno) le suppellettili necessarie, ma spoglie di tutto o quasi...una stanza spartana  e buia. Insomma, una delle regie meno memorabili degli ultimi anni. Lo spettacolo dell'Arena di Verona e del Teatro Delle Muse di Ancona, resterà con due cast tutti i giorni fino al 1° giugno. Domenica 29 è "sold out", per le altre serate ci sono ancora posti. Il pubblico ha garantito, alla fine un convincente successo. Contento lui...

martedì 24 maggio 2016

il prossimo 25 maggio alle 20.30 presso la sala "Nino Rota" del Conservatorio di Matera sarà eseguito il concerto per pianoforte ed orchestra n.2 di Felix Mendelssohn, nella versione per pianoforti.


Mercoledi 25 maggio alle ore 20.30 presso la sala “Nino Rota” del Conservatorio di Matera (Via Duomo), sarà eseguito il concerto per pianoforte ed orchestra n° 2 op. 40 di Felix Mendelsshon, nella versione per due pianoforti. Il concerto rientra nell’ambito delle manifestazioni per il Festival di Maggio del Conservatorio Duni di Matera ed è a cura della prof.ssa Paola Montemurro, docente di pianoforte principale presso il Duni, che terrà anche una breve relazione introduttiva sulla storia di questo concerto: al primo pianoforte ci sarà la pianista Giulia Olivieri e a l secondo la stessa prof. Montemurro. Questo concerto consta in tre movimenti ma ha la particolarità di non avere interruzioni tra gli stessi, quindi si può parlare di un unica esecuzione. Sicuramente da seguire e gustare.
  

Alla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca il prossimo 26 maggio Katia Ricciarelli alle 19.30 si esibirà in una lettura di fiabe da opera.


L’elisir d’amore, Il barbiere di Siviglia, Il flauto magico, La Cenerentola, Falstaff, Hänsel e Gretel. 
Sei tra le opere più amate di tutti i tempi si trasformano in vere e proprie fiabe grazie alla voce unica di Katia Ricciarelli (nella foto), autrice con Marco Carrozzo del libro “Vi canto una storia” [Ed. Piemme, 2016] e ospite della Fondazione Paolo Grassi in un evento organizzato dall’Istituto Comprensivo “Chiarelli” di Martina Franca. Roberta Leporati (Dirigente Scolastico) dialogherà con l’autrice. 
Appuntamento nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi giovedì 26 maggio 2016 alle ore 19.30.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

La violista Anna Serova, con Domenico Di Leo ed il Quintetto di archi "Nino Rota" in concerto nel Salone del Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli.


Anna Serova con Domenico Di Leo e il Quintetto di archi "Nino Rota"  saranno protagonisti, domani sera mercoledì 25 maggio alle  ore 20, nel Salone del Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli, di un concerto il cui programma  comprende musiche di Bruch, Brahms e Mozart.  Figura unica nel panorama internazionale, solistico e della musica da camera, la violista 
​siberiana, 
Anna Serova (nella foto) ha ricevuto nei ultimi anni dediche da alcuni dei più importanti compositori contemporanei, i quali hanno creato per lei un nuovo genere di composizione, unendo la forma del concerto all' azione scenica di un' opera di teatro. Ricordiamo, per esempio, la straordinaria Cantata drammatica "Fero Dolore" e la Tragedia lirica "Giocasta" di Azio Corghi. In quest' ultima, suonando e recitando sulla scena, Anna Serova impersona il destino.Dopo aver studiato con Vladimir Stopicev (Alto perfezionamento al Conservatorio di San Pietroburgo), con Bruno Giuranna (Accademia W. Stauffer di Cremona) e Juri Bashmet (Accademia Chigiana di Siena) ha cominciato una brillante carriera concertistica che l' ha vista protagonista di alcune delle più importanti stagioni concertistiche e festival italiani ed esteri.
Per la rara bellezza del suono e per la sua notevole duttilità artistica, Anna Serova è molto richiesta nella musica da camera - tra i suoi partners vi sono stati Ivry Gitlis, Bruno Giuranna, Salvatore Accardo, Rocco Filippini, Filippo Faes, Toby Hoffmann. Si è esibita come solista con orchestre come la Moscow State Symphony Orchestra, Siberian Symphony Orchestra, Karelia Symphony Orchestra, Krasnoyarsk Chamber Orchestra, Arkhangelsk State Chamber Orchestra, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra del Teatro Olimpico.
Varie sue incisioni discografiche hanno entusiasmato la critica e ottenuti premi e riconoscimenti. Nel 2007 il suo ultimo CD "Schumann racconta" registrato con Ensemble Punto It ha ottenuto 5 stelle dalla rivista "MUSICA" che lo ha recensito tra i CD eccezionali del mese.
Nel 2006 il Sindaco di Krasnojarsk ha nominato Anna Serova "AMBASCIATORE CULTURALE DELLA CITTA". Grazie alla sua opera, è stato firmato il Protocollo d'intenti tra Cremona e la Città siberiana, per mezzo del quale si organizzano scambi culturali, commerciali e amministrative tra l vasta regione della Siberia centrale e l' Italia. Costantemente invitata a tenere dei master class nelle migliori Accademie di Russia e Europa. E' docente di viola e musica da camera presso l'Accademia Internazionale di Biella.

E' il soprano Fiorenza Cedolins il 26 maggio, in sostituzione della prevista Maria Agresta, a partecipare come protagonista ai concerti del Festival di Primavera dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai "La voce e l'orchestra".


E’ il soprano Fiorenza Cedolins (nella foto) – in sostituzione della prevista Maria Agresta, che per ragioni di indifferibile urgenza non potrà partecipare al concerto – la protagonista del secondo appuntamento del Festival di Primavera dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai “La voce e l'orchestra”, in programma giovedì 26 maggio alle 20.30 all'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio3. Il concerto, diretto da Pietro Rizzo, è dedicato alle più celebri pagine operistiche di Giacomo Puccini, da “Un bel dì vedremo” e “Tu, tu piccolo Iddio” da Madama Butterfly, a “In quelle trine morbide” da Manon Lescaut.
La seconda parte della serata vede Fiorenza Cedolins impegnata in arie da Manon Lescaut (“Sola, perduta, abbandonata”), Turandot (“Tu che di gel sei cinta”) e Tosca (“Vissi d’arte, vissi d’amore”). Le romanze saranno inframezzate da celebri pagine sinfoniche come gli Intermezzi da Le Villi e Manon Lescaut, o il Capriccio e il Preludio sinfonico.
Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani Under 30) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.
Informazioni: 011.8104653 – www.osn.rai.it.

il noto giornalista Pierluigi Battista ha vinto la prima edizione del premio nazionale di saggistica politica "Pinuccio Tatarella" il 22 maggio scorso.


Con “Mio era fascista” (edito da Mondadori) è il noto giornalista Pierluigi Battista (nella foto) il vincitore della prima edizione Premio nazionale di Saggistica Politica “Pinuccio Tatarella” che si è tenuto il 22 maggio al Teatro Petruzzelli di Bari. Finalisti con Battista lo storico Franco Cardini (“Ipocrisia dell’Occidente” ed. Laterza), al quale è andata la Menzione speciale della Stampa pugliese, e il giornalista Giovanni Valentini (“La scossa – Perché l’Italia non ha più scuse” ed. Longanesi).Un premio letterario che il Comune di Bari ha voluto ripristinare dopo una pausa di cinque anni e che per 17 anni, in passato, è stato uno degli appuntamenti culturali fra i più importanti non solo in Puglia. L’evento - organizzato dalla Fondazione Pinuccio Tatarella, prmosso dal Comune di Bari, la Regione Puglia e l’Università di Bari – è stato animato in modo divertente e intelligente dai noti conduttori radiofonici del programma “Un giorno da pecora” (RaiRadio”), Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro.

Mercoledì 25 maggio si aprono ufficialmente le Settimane Musicali del Teatro Olimpico di Vicenza con un concerto di musica da camera.


Mercoledì 25 maggio si aprono ufficialmente le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, con il primo appuntamento con la musica da camera. La serata inizia alle 19.45 nell’Odeo del Teatro Olimpico con una conversazione tra Sonig Tchakerian, violinista e curatrice del progetto artistico della musica da camera del Festival, e Alessandro Cammarano,  musicista, promotore culturale e critico musicale, sul tema della “Ricerca della musica perfetta” che ben si addice ad un autore come Brahms, che distrusse molti dei propri lavori, per una riscrittura che li rendesse all’altezza della sua stessa ispirazione.
Alle 21 si terrà il concerto sul palco del Teatro Olimpico di Vicenza, protagonisti Sonig Tchakerian e Riccardo Zamuner (violino), Luca Ranieri ed Enrico Carraro (viola), Mario Brunello (nella foto) e Gianluca Pirisi (violoncello). Il concerto si realizza in collaborazione con i corsi di Alto Perfezionamento dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia. 
I Biglietti sono disponibili online, presso la biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza (dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 18.15; tel 0444 324442) e al botteghino del Teatro Olimpico (dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 16.00; tel. 0444 222801).
Sonig Tchakerian, protagonista degli ensemble che si creano ad hoc per queste occasioni, afferma: «Per le Settimane Musicali invito straordinari artisti che spesso sono anche cari amici da molti anni.  Arrivare sul palco dell’Olimpico è davvero un ritrovarsi, un riprendere un dialogo mai abbandonato. Musicalmente, la veste cameristica è la dimensione ideale per questo colloquio affettuoso, che nasce da un senso di familiarità e di grande rispetto reciproco, in una condivisione della grande musica. La stagione 2016 sarà dedicata alla musica da camera di Johannes Brahms, un autore che amo particolarmente, soprattutto per la straordinaria intimità della sua musica. La cura con cui suggerisce all’interprete lo stato d’animo che vuole esprimere è davvero unica. Indicative sono ad esempio le sue sfumature di “piano”, che può essere “a mezza voce”, “sottovoce”, “espressivo” “con anima” o, ancora “pianissimo grazioso e teneramente”: solo Brahms è così attento nel suggerire e voler condividere con chi lo esegue i misteriosi colori dei suoi stati d’animo.» 
Il programma inizia con la proposta di un ascolto raro, ovvero il Quintetto per due violini, viola, due violoncelli, ricostruzione della versione originale del Quintetto per pianoforte e archi Op. 34, il cui manoscritto originale fu distrutto dallo stesso autore.
Nella ricostruzione di Sebastian Brown questa partitura recupera una sonorità e una emotività  assolutamente diversa rispetto quella cui è abituato il pubblico. A seguire, il Sestetto n. 2 in sol maggiore Op. 36, eseguito per la prima volta a Boston nel 1866, prevede in organico due violini, due viole e due violoncelli, e si compone di quattro movimenti: Allegro non troppo, Scherzo - Allegro non troppo - Presto giocoso, Poco adagio, Poco allegro. 
Accanto a Sonig Tchakerian ci sarà Mario Brunello (nella foto), ospite abituale del Festival, un artista dalla straordinaria carriera internazionale, iniziata nel 1986, noto anche al grande pubblico per le sue sperimentazioni di nuovi canali di comunicazione che avvicinano gli ascoltatori ad un’idea multiforme del far musica. Suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del  Seicento appartenuto a Franco Rossi. Luca Ranieri è Prima viola dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dal 1999 e, vincitore del concorso internazionale, è stato scelto da Riccardo Muti come Prima viola dell' Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ha suonato come solista con lOrchestra Sinfonica Nazionale della Rai e collabora con le prime parti dei Berliner Philharmoniker. È Direttore Artistico del Garda Lake Music Master e della Filarmonica del  Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo.
Enrico Carraro, nato nel 1985, già Prima viola dell’orchestra da camera dei Pomeriggi Musicali di Milano, è oggi Prima viola presso l'Orchestra d'opera e la Filarmonica del Teatro Regio di  Torino. Collabora come prima parte con l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l'Orchestra da camera di Padova e del Veneto, l’Orchestra d’Archi Italiana e l'Orchestra Filarmonica di Torino. È diplomato in violino e viola presso i Conservatori di Padova e di Vicenza e deve la sua formazione musicale a Sonig Tchakerian e Davide Zaltron. Suona una viola Giovanni Paolo Maggini 1625, gentilmente concessagli dalla Fondazione Pro Canale. 
Un elemento ricorrente, e cardine del Festival, è il coinvolgimento di giovani talenti, che suonano assieme ai maestri. Gianluca Pirisi (1989) si diploma in violoncello nell'Ottobre del 2007, con il massimo dei voti e la lode. Nel 2010 consegue il diploma con il massimo dei voti nella classe di musica da camera dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Rocco Filippini, dal quale viene seguito per tre anni all'interno dell'Accademia Stauffer di Cremona. Dal Settembre del 2013 è primo violoncello dell'Orchestra da Camera di Perugia. Nel Novembre 2010 e risultato primo classificato alle audizioni dell'orchestra Haydn di Trento e Bolzano. È stato violoncello dell'orchestra da camera "I Solisti di Perugia" e dell'Orchestra del Festival di Kusatsu dove ha suonato in presenza dell'imperatore del Giappone. Nell'Agosto 2013 partecipa al corso estivo del Sommer Akademie di Salisburgo al Mozarteum, nella classe di Umberto Clerici che gli offre la possibilita di suonare la Suite di Cassado per violoncello solo nella prestigiosa Wiener Saale del Mozarteum.