sabato 31 marzo 2012

I Garbage, dal Wisconsin con "rinnovato" furore


I Garbage, ovvero dal Wisconsin con furore….il triste-ed anche un poco grigetto- Wisconsin, famoso per le sue industrie pesanti e per l’inquinamento incipiente, ha prodotto questa strana formazione, di ispirazione classicamente grunge, lo stile rock, un tantinellino cupo ed intimista, di gran voga negli anni 90. Difatti, alla metà di quel decennio, risale la formazione del nucleo storico del gruppo, ossia tre ragazzotti di buona volontà e forte struttura ossea, i quali, con sprezzo del pericolo e con buongusto non certo ai massimi, si buttarono nell’ agone del pop.
Ben presto capirono che il quid mancava alla loro personalità e quel qualcosina decisero di prenderlo per il mondo e che doveva esser donna. E donna fu, la provocatoria e spigliatina Shirley Manson. Quella che fu nomata “immondizia”dallo stesso trio iniziale ( di lì il nome del gruppo), una specie di volenterosissima accozzaglia rock elettronica divenne, con la sensuale front-woman, un discorso più accettabile al grande pubblico e decisamente più presentabile. Così tanto presentabile che i Garbage non tardarono molto tempo ad imporsi come interessante formazione, sì da esser “convocata” come supporting cast del tour Elevation degli U2.
Dopo il primo album omonimo, sono, però, gli anni a cavallo del nuovo millennio a decretarne il successo. Tra i tanti meriti della peperina scozzese, noi miserrimi e zozzonissimi bloggers potremmo e dovremmo esser debitori alla ottima Shirley, che, per prima- o tra le prime – credette al blog come forma di nuova espressione libera ed incondizionata sulla sempre più vasta “rete” ( e ben le incolse il tutto, datosi che ella potè sfogarsi in tutte le sue più vaste e multiformi realtà espressive, compresa quella della “lingua sciolta e disinvolta”).
Dal buon livello complessivo del loro terzo album, Beautifulgarbage,  svettano “androgyny”, prima prova matura e consistente e “cherry lips- go baby go”. Entrambi i singoli trascinano l’album tra le prime quindici "fatiche" listate da Billboard 2001.
Molto bello, anche se incompreso, è anche Absolute Garbage del 2008, che prelude alla divisione del gruppo, che, però, è tornato con un nuovo progetto, previsto per il mese di Maggio 2012, anticipato dal singolo “Blood for poppies”, in rotazione, da tempo, in tutte le radio nazionali ed internazionali.
Non si può parlar, dunque, di una “storia triste con lieto fine”, in quanto il progetto Garbage non è mai venuto meno ed è sempre presente….del resto, riusciremo mai a liberarci della nostra “immondizia”?
Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.

Lo scrittore Vittorio Catani racconta Antonio Vivaldi all' "Eccezione" di Bari


Oggi pomeriggio, alle ore 18,30, presso Puglia Teatro - “L’Eccezione”, di Rino Bizzarro, in via Indipendenza 75 (Bari), avrà luogo il terzo e ultimo appuntamento con il ciclo “Musica Divina - Le note dell’anima”, a cura di Vittorio Catani.
Dopo i due precedenti “incontri” con George Gershwin e Piotr I. Ciailovskij, questo è dedicato a un altro “grandissimo”, il compositore sei-settecentesco veneziano Antonio Vivaldi. Autore molto prolifico, ai suoi tempi famoso e stimatissimo in tutta l’Europa, preso quale esempio da Johann Sebastian Bach, il sacerdote Vivaldi – detto “Il Prete Rosso” per la sua capigliatura – dedicò l’intera vita a una torrenziale, variegata produzione musicale, e tuttavia morì dimenticato, a Vienna, sepolto - come Mozart - in una fossa rimasta anonima. Dopo un lungo oblio, fu riscoperto nella prima metà del ’900 acquistando una vastissima popolarità postuma per l’estro, la vitalità e le innovazioni delle sue composizioni.
Possiamo dire che Vivaldi, nella sua musica barocca, perfeziona e definisce le “forme” musicali di quei tempi, mentre in alcuni momenti presagisce l’impeto emotivo del romaticismo ottocentesco.
Eppure non molto, ancora, si sa della sua vita.
Evento con proiezione di immagini e ascolto di brani registrati delle opere del musicista.

Ecco i vincitori del Bif&st 2012 comunicati ieri pomeriggio al Teatro Petruzzelli


E' "Io sono Lì" del giovane, talentuosissimo regista veneto Andrea Segre il miglior film del Bif&st 2012.
Ma in verità, come ha detto già ieri pomeriggio il direttore artistico del festival barese, Felice Laudadio (nella foto), prima della proiezione al Petruzzelli di "Habemus papam" di Nanni Moretti, "è stato il pubblico, il pubblico di Bari, della Puglia e quello venuto da altre regioni e da altri Paesi, il vero grande protagonista dell’edizione 2012 del Bif&st. Un pubblico che ha affollato e ancora sta affollando in queste ore tutte le proiezioni in tutte le 10 sale nelle quali il festival si svolge, occupando ogni ordine di posti dalle 9 del mattino a ben oltre la mezzanotte."
E’ per questo che il presidente e il direttore artistico del festival, Ettore Scola e Felice Laudadio, hanno voluto annunciare in primis a questo pubblico straordinario gli esiti dei lavori delle giurie del Bif&st, anche per ringraziarlo di questa eccezionale partecipazione che contribuisce a fare di questo festival – che ha solo tre anni di vita - un caso assolutamente raro nel panorama delle manifestazioni cinematografiche italiane.
La giuria della sezione ItaliaFilmFest/Opera prima – composta dai registi Edoardo Winspeare (presidente), Alessandro Piva e Maurizio Sciarra – ha assegnato il Premio Opera Prima Francesco Laudadio al film LA–BAS diretto da Guido Lombardi che lo riceverà questa sera al Teatro Petruzzelli.
La giuria del pubblico per la sezione Panorama internazionale – composta da 50 spettatori e presieduta da Stefano Bronzini – ha assegnato il Premio Internazionale Bif&st 2012 al film ATMEN di Karl Markovics, Austria.
La giuria internazionale della sezione ItaliaFilmFest/Lungometraggi composta da 5 prestigiosi critici stranieri: Klaus Eder, presidente, Noura Borsali, Olga Klingenberg, Paulo Portugal e Pablo Utin, al motto “la critica internazionale giudica il cinema italiano” ha assegnato i seguenti riconoscimenti:

• Premio Roberto Perpignani per il miglior montatore a Giogiò Franchini per il film IL GIOIELLINO di Andrea Molaioli
• Premio Dante Ferretti per la migliore scenografia a Paola Bizzarri per il film HABEMUS PAPAM di Nanni Moretti
• Premio Giuseppe Rotunno per il miglior direttore della fotografia a Luca Bigazzi per i film IO SONO LI di Andrea Segre, THIS MUST BE THE PLACE di Paolo Sorrentino e IL GIOIELLINO di Andrea Molaioli
• Premio Ennio Morricone per il miglior compositore delle musiche a Andrea Morricone per il film L’INDUSTRIALE di Giuliano Montaldo e Vera Pescarolo Montaldo


• Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista a Michel Piccoli per il film HABEMUS PAPAM di Nanni Moretti
• Premio Anna Magnani per la migliore attrice protagonista a Claudia Pandolfi per il film QUANDO LA NOTTE di Cristina Comencini
• Premio Tonino Guerra per la migliore sceneggiatura a Fabrizio Cattani e Grazia Verasani per il film MATERNITY BLUES di Fabrizio Cattani
• Premio Mario Monicelli per il miglior regista a Emanuele Crialese per il suo film TERRAFERMA
• Premio Franco Cristaldi per il produttore del miglior film a Francesco Bonsembiante per il film IO SONO LI di Andrea Segre con la seguente motivazione: Il Premio Franco Cristaldi al miglior lungometraggio italiano viene assegnato ad un film profondamente umano che con delicatezza narra di come due solitudini provenienti da due diverse culture, incontrandosi, restituiscano significato ciascuna alla vita dell’altro. Intendiamo ringraziare il regista Andrea Segre perché il suo film è stato “come un mare che entra nei laghi dei nostri cuori”.

venerdì 30 marzo 2012

Questa sera in Vallisa c'è la "Via Crucis" di Franz Liszt con la Polifonica Grimaldi diretta da Sabino Manzo


Questa sera, alle ore 20.30, nell’Auditorium Diocesano Vallisa di Bari, la Polifonica Barese Biagio Grimaldi presenterà il concerto “La Via Crucis di Franz Liszt”, le XIV stazioni della Via Crucis, per soli, coro e pianoforte.
Nella sua costante ricerca di più rigorose e raffinate modalità di espressività corale, la Polifonica Biagio Grimaldi è lieta di presentare al pubblico barese in occasione del periodo di preparazione alla Santa Pasqua, un vero e proprio capolavoro di musica sacra: La Via Crucis di Franz Liszt.
Franz Liszt, un musicista ancora non completamente conosciuto nelle sue grandiose qualità artistiche, dopo aver incantato il mondo con il suo brillante virtuosismo musicale, mostra il suo vero volto - all’apice della sua carriera - con questo capolavoro, la “Via Crucis”.
E’ in questa opera che Liszt dimostra la sua aspirazione alla spiritualità, all’ascesi mistica, la sua fede. La Polifonica Biagio Grimaldi ritiene giustamente significativa la divulgazione di quest'opera verso il grande pubblico.
Voce recitante di Armando Merenda, immagini dell’Accademia del Cinema dei Ragazzi, al pianoforte ci sarà Antonella Chiarappa con il baritono Gianluca Borregine. dirige lo storico Coro barese fondato dall'indimenticabile Maestro Grimaldi, il suo attuale direttore Sabino Manzo.

giovedì 29 marzo 2012

Stasera prende il via in Cattedrale il Festival di Pasqua dell'Orchestra della Provincia di Bari


Questa sera, presso la Cattedrale di Bari prende il via il “Festival di Pasqua” dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari (Ingresso libero. Info: 080.5412302 - 241).
Sotto la direzione del maestro Rino Marrone (nella foto) verranno eseguiti “Tre corali” di Johann Sebastian Bach nella trascrizione per orchestra di Ottorino Respighi e lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi nell'orchestrazione di Giovanni Paisiello per quattro voci miste e archi, con l’aggiunta di strumenti da fiato. Il quartetto vocale è formato da Lydia Tamburrino (soprano), Loriana Castellano (mezzosoprano), Camillo Facchino (tenore) e Pietro Naviglio (basso).
Tra le novità del “Festival di Pasqua”, che vedrà l’Orchestra Sinfonica della Provincia esibirsi nelle principali chiese di Bari, ci saranno le esecuzioni di anteprime nazionali e l’avvio di una collaborazione con le altre ICO pugliesi, quali “Tito Schipa” di Lecce e la “Magna Grecia” di Taranto.
In un prossimo futuro, con la probabile cessazione delle Province italiane nel 2014, è allo studio la possibilità che si possa creare un'unica grande orchestra pugliese sul modello di quelle già esistenti in alcune realtà regionali (per esempio, Toscana, Emilia Romagna e Lazio) che ricomprenda i professori pugliesi stabili delle tre succitate I.C.O. (Istituzioni Concertistiche Orchestrali).

Il Map Contest 2012- La nuova vetrina della musica emergente



L'Associazione Musical Academy Perugia indice il MAP Contest 2012 per promuovere la creatività musicale giovanile.
MAP Contest è rivolto alle formazioni musicali del territorio perugino e non solo: formazioni di ogni genere musicale (rock, jazz, metal, ecc.).
Si svolgerà: venerdì, 4 maggio 2012 e venerdì 11maggio 2012 (le semifinali) e sabato 12 maggio 2012
(lafinale), presso l’Auditorium Musical Academy Perugia, in via Orazio Tramontani, 52, Ponte San
Giovanni, Perugia, con inizio – per tutte e tre le serate – alle ore 22.00.
Il termine delle iscrizioni è fissato al 30 aprile 2012.
Per iscriversi al MAP Contest 2012 è necessario inviare una email a: infopg@musicalacademy.org o telefonare al 075.394462.
La Musical Academy Perugia, impegnata nelle attività di formazione musicale e promozione di eventi culturali nel territorio perugino, attraverso il MAP Contest 2012 intende valorizzare la cultura musicale  giovanile, dando visibilità alle band emergenti e offrendo loro la possibilità di esprimere la propria capacità artistica, ad ogni livello ed in ogni stile musicale.
Scopo del MAP Contest è anche quello di mettere in contatto le band emergenti con quei professionisti capaci di veicolare il loro talento, presso circuiti artistici dove potersi esibire nel prossimo futuro.
I vincitori, 1° - 2° - 3° gruppo classificato, saranno premiati sabato 12 maggio 2012.
In palio per i vincitori la possibilità di utilizzare gratuitamente i box insonorizzati della Musical Academy Perugia per prove e studio, nonché l'incisione di alcuni brani presso gli studi di registrazione della Musical Academy sede di Terni.
Il MAP Contest diffonde, inoltre, la cultura musicale giovanile ed incentiva il confronto tra i gruppi emergenti e l’ambiente del management musicale. Offre, infine, spazi e mezzi alle band per implementare le proprie capacità artistiche.

Qui Brindisi: Un concerto da non perdere con la Confraternita De' Musici di Cosimo Prontera e due grandi voci


STABAT MATER di Giovan Battista Pergolesi
Musica per la regina dei dolori

Brindisi – Mercoledì 4 aprile 2012 – Chiesa di San Paolo l’Eremita
_________________________________________
Gemma Bertagnolli soprano
Sara Mingardo contralto
LA CONFRATERNITA DE’ MUSICI
Cosimo Prontera Direttore

violino primo Lorenzo Colitto, violino secondo Giovanni Rota,
viola Gabriele Spadino, violoncello Gaetano Simone,
violone Maurizio Ria, tiorba Giuseppe Petrella
—————————————————————

La musica
La devozione religiosa delle popolazioni del sud Italia è testimoniata dall’incredibile numero di chiese, cappelle e conventi che già nel Seicento erano annoverate nei taccuini dei molti viaggiatori che fecero visita alla nostra penisola. La passione per la devozione fu incentivata da un alto numero di eventi tragici: guerre, carestie, terremoti. Le pratiche devozionali ed i culti per i santi divengono simbolo di una ricerca di soccorso e di protezione che talvolta le pagine musicali ne registrano una sommessa voce.
I brani scelti, oltre che ad un intrinseco valore spirituale, celano altri elementi significativi. Quello storico, in quanto scritti per le Cappelle e per le Confraternite del tempo; quelli funzionali, in quanto assolvevano al compito di accompagnare il servizio divino appagando la pietà popolare.
Nella produzione musicale barocca del regno di Napoli tra il Sei ed il Settecento, i testi più utilizzati furono quelli per la Vergine Maria che facevano parte tra le più importanti feste del calendario liturgico.
All’orchestra barocca LA CONFRATERNITA DE’ MUSICI diretta da Cosimo Prontera si uniranno, il soprano Gemma Bertagnolli e il contralto Sara Mingardo, due giganti del panorama mondiale della musica barocca e non solo. Le note dello Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi (1710 – 1736), altissime pagine di letteratura musicale, fonderanno le nostre emozioni con l’essenziale sentimento della pietà popolare.

—————————————————————
Il Programma

Lorenzo Gaetano Zavateri (1690-1764)
Introducione in Sol magg. op.I, No 1

Leonardo Leo (1694 – 1744)
Salve Regina
antifona in fa magg per soprano vvll e bc.

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Concerto in sol min. per archi e bc RV 157

Giovanni Battista Pergolesi (1710 - 1736)
Stabat Mater
Sequenza per canto, alto, orchestra e bc.

Il sassofonista barese Roberto Ottaviano si esibirà allo Stone Club di New York


Roberto Ottaviano sarà dal 5 al 15 Aprile a New York dove si esibirà allo Stone, il celebre club diretto da John Zorn, per la celebrazione dei 35 anni dell'etichetta discografica Ictus.
Naturalmente suonerà in formazioni varie che comprenderanno oltre che il Patròn dell’etichetta, il percussionista e compositore Andrea Centazzo, anche Marilyn Cripsell, Barry Altschul, Lisle Ellis, Joe McPhee, Elliott Sharp, Anthony Coleman, Giancarlo Schiaffini, Marco Cappelli, Dave Ballou, Guido Mazzon, lo stesso Zorn e numerosi altri. Nello stesso periodo Ottaviano è stato anche invitato, sempre negli Stati Uniti, a Woodstock al Creative Music Studio di Karl Berger per tenere una masterclass e registrare in duo con lo stesso Berger e con la sua Improviser's Orchestra. Subito dopo Ottaviano raggiungerà Israele, per la sesta volta, e dove suonerà il 20 di Aprile alla Opera House di Tel Aviv per la seconda volta con un quartetto tutto pugliese.

Entusiasmo senza fine per Claudio Abbado e la sua Orchestra Mozart a Bologna e Lucerna


Mentre a Bologna non si era ancora sopita l’eco degli intensi applausi per tutti i protagonisti della serata, l’Orchestra Mozart già si apprestava a raggiungere Lucerna, dove ha inaugurato, sabato 24 marzo, il prestigioso Festival di Pasqua, con una replica dello stesso programma: a una prima parte tutta mozartiana con la Sinfonia n.36, la cosiddetta "Linz", e il Concerto per violino n. 5 in La maggiore, solista Isabelle Faust, ne seguiva una seconda, dedicata a Schumann e alla sua Seconda Sinfonia. Un concerto emozionante e di rara bellezza che, anche a giudicare dai commenti entusiastici raccolti in teatro al termine della prima serata, è destinato a rimanere nella memoria e nel cuore di molti.
Riscontri positivi giungono peraltro anche dalle recensioni pubblicate, a partire da quella di Marco Beghelli scritta sul "Giornale della Musica", che titola “La trasparenza dell’Orchestra Mozart”.
Su "Il Resto del Carlino" del 23 marzo Uberto Martinelli scrive "Maestria tecnica, cura del suono e del particolare, `sehnsuchtundruhe', per dirla alla Friedrich Schlegel, ovvero struggimento e quiete, specialmente nella seconda parte, con la splendida interpretazione della Seconda Sinfonia di Schumann, avvolgente e travolgente (memorabile l'esecuzione dell'Adagio espressivo).
Nella prima parte, interamente mozartiana (...) l'esecuzione dell'Orchestra è apparsa invece così impeccabile da ricordare quasi un'incisione discografica più che un concerto dal vivo."
Su Repubblica del 25 marzo Angelo Foletto definisce un miracolo "l'ariosità penetrante e senza galanterie inutili dei Mozart recenti di Claudio Abbado". Aggiungendo poi che "In Mozart colpiva la naturalezza, perfettamente circostanziata nei dettagli esecutivi, del passo musicale"; e ancora "In Schumann l'humour sentimentalmente ghiacciato del tempo lento era interiorizzato da ogni rifinitura armonica e minuzia contrappuntistica: ma senza desolazione, anzi con una sorta di febbre comunicativa che preordinava il convulso risveglio emozionale del finale."
(Fonte: il sito dell'Orchestra Mozart di Bologna - www.orchestramozart.com)

mercoledì 28 marzo 2012

Kiarostami day domani al Bif&st con "gustosa anteprima" per il premio Fellini 8 1/2 stasera al Petruzzelli



Il maestro Ettore Scola, presidente del Bif&st, consegnerà stasera al Petruzzelli il Premio Fellini 8 1/2 al regista iraniano Abbas Kiarostami, domani protagonista della lezione di cinema al Galleria.
 Domani invece la consueta conferenza stampa al palazzo Ex Poste avrà per protagonisti il regista John Madden per "The best exotic Marigold hotel"  - in programma domani sera in anteprima al Petruzzelli - e Gianluca e Massimiliano De Serio per il film "Sette Opere di Misericordia".
Tra gli appuntamenti di domani la proiezione del documentario "Cuba ai tempi di Obama" di Gianni Minà e quella del film vincitore dell'Orso d'oro a Berlino "Cesare deve morire", cui si riferisce la foto ai piedi dell' articolo, di Paolo e Vittorio Taviani (presente in sala Paolo).
Riportiamo, qui di seguito, anche in questo caso, le motivazioni del Premio Fellini 8 1/2 al grande Maestro iraniano:
"Il Premio Fellini 8½ è attribuito questa sera ad un grande regista,
fotografo, pittore e - come Tonino Guerra cui il Bif&st 2012 è dedicato
- anche ad un poeta sublime e profondo:ABBAS KIAROSTAMI.
Il cinema di questo grande autore iraniano è una suadente elegia
della vita, basata su un elogio della lentezza e una fissità dello
sguardo che va al cuore dei misteri dell’esistenza e della fragilità della
bellezza.
E’ un viaggio affascinante quello che Kiarostami ci ha proposto in
questi anni attraverso film come Sotto gli ulivi, Il sapore della ciliegia, Il
vento ci porterà via (vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes)
e come Copia conforme che sarà proiettato domattina al Galleria
prima della sua attesissima Lezione di Cinema.
Un percorso esistenziale alla scoperta dell’umanità in cui la visione di
questo grande autore si sublima in uno stupore malinconico dinanzi
alla sorpresa della semplicità di una vita vulnerabile, ma non per
questo priva di energia, dignità e significato.
Abbas Kiarostami riceve il Premio Fellini 8½ anche come amante
del miglior cinema italiano e della sua storia che egli a suo modo
reinterpreta e del quale è, per certi versi, perfino l’erede, in particolare
del cinema del neorealismo sospeso, come il suo, tra il racconto
della realtà e la poesia della semplicità, tra il sogno e una silenziosa
quotidianità che segue il ritmo di una vita pur sempre leggera nella sua
misteriosa complessità".


Il mondo "industriale" visto da Giuliano Montaldo



Il"famelico"Direttore mi chiede:" Fammi un pezzullo su " L'industriale" di Montaldo"...al mio "obbedisco" acritico èseguito un tremulo pensiero: " E mo' ???... Che scrivo???". La mianon era paura, né particolare metus nei confronti di un campo inesplorato perme ( e per l' Orecchio), quale il cinema, ma un frutto amaro di quel velo ditimidezza che nasce dal gusto ( proibito?) per l'ignoto.A farmideterminato è il mio amore, mai nascosto, per una città, Torino, che èl'affresco livido di questa storia e che vi entra, a pieno titolo, ma lo fa, come sempre, con lasua notoria  algidissima discrezione.
La associazionetra la pedemontana capitale e la industria ( e la sua drammatica crisi, oggettoe sugo della storia) è immediata ed appunto tra le piazze ed i viali e controvialidel centro e la periferia "murazzata" e giallognola, come le acquedell'immutato grande fiume padano, si snoda il plot, alla apparenza fragile escontato. Alle difficoltà imprenditoriali di Nicola Ranieri ( un solidoPierfrancesco Favino, sempre alla altezza di qualsiasi cosa gli possa esseraffidato), piccolo industriale, decisamente e "sfortunatamente"rivolto al fotovoltaico, in crisi di fatturato e oggetto della azionepredatoria delle banche, si accomunano le crisi coniugali con la sua compagnaLaura ( una Carolina Crescentini, non più anoressica, né in corpo, né in faserecitativa).
La vicenda sisnoda debole attraverso i quadri, disegnati dai coniugiMontaldo. Si passa dalla incomunicabilità coniugale sempre più serrata,amplificata dal rischio crack al diversivo, incoraggiato da una amica di lei,verso un baldo garagista rumeno; alla disperazione di lui nel non vederproseguire il grande disegno famigliare, la fabbrica; alle confessioni alfidato operaio " di famiglia" circa la sua inadeguatezza, affaristicae financo umana e si arriva fino ai pedinamenti di lui, al tentativo di"liquidare economicamente" lo spasimante innamorato, ma corrispostodalla mogliettina solo platonicamente, che si rivela "liquidazione fisica"del giovane, già deluso da lei circa le sue erotiche voglie e si giunge, con un certo sollievo, al finale sospeso tra la confessione deldelitto e la confessione per il fallimento di una vita.
Due i momentigodibili del film: il primo, quand'egli, strozzato dalle pressioni di chi gli vuol farcedere pacchetto azionario di riferimento ( e residua credibilità),ricorre allo stratagemma di fregare le sue controparti inventando unatrattativa con un gruppo giapponese concorrente, formato da elementi del suoSushi bar preferito e l' altro, quando, illudendosi di aver superato le difficoltàfinanziarie, dà una festa e si permette di rifilare una sonora pacca sullaspalla del suo banchiere di "sfiducia" con la scusa di levargli unago di pino dal paltò.
Nelcomplesso, dunque, una prova dignitosa di tutto il cast- una speciale menzioneva a Roberto Alpi, nella persona dello spietato banchiere ed a Elisabetta Piccolomini, una suocera tutta da strozzare, data la sua umanità, forse inferiore ad una statua di Madame Tussaud- e del direttoredella fotografia Arnaldo Catinari, che rende, nel livore quasi "bianconeristico", semprepiù bella una già meravigliosa ed affascinante Torino.
Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.

Giuliano Montaldo consegna il Premio Fellini a Richard Borg

Il maestro Giuliano Montaldo, ieri sera, ha consegnato al Teatro Petruzzelli, nell' ambito del Bif&st, il premio "Fellini 8 1/2" a Richard Borg, amministratore delegato della Universal Pictures e presidente dei distributori italiani.
Riportiamo, di seguito, le motivazioni del premio:
Ogni anno il Bifest riconosce il talento delle personalità dell’industria del cinema che pur stando
dietro le quinte danno anch'esse un contributo fondamentale alla crescita e allo sviluppo dell’arte,
della cultura e del mercato cinematografici. Quest’anno a ricevere il premio Fellini Otto e Mezzo è
uno dei distributori più stimati e apprezzati a livello italiano E internazionale.Richard Borg,
amministratore delegato di Universal Pictures che in Italia distribuisce anche i film prodotti da
Paramount e DreamWorks animation. Richard Borg è un un professionista cresciuto nel mondo del
cinema di cui ha conosciuto tutti gli aspetti.
Un’esperienza maturata tra le sale cinematografiche in Francia e in Italia, sui set di grandi registi
come lo stesso Federico Fellini prima di approdare nel mondo della distribuzione cinematografica
guadagnandosi la stima di un’intera industria che lo ha eletto per la seconda volta, quest’anno,
presidente dell’associazione distributori.
Richard Borg è un esempio, per tutto il cinema, di lungimiranza, correttezza e stile professionali
di altissimo livello. Un manager serio e attento, una persona gentile e dotata di un grande senso
dell’umorismo e simpatia, che gli hanno guadagnato la fiducia di registi del calibro di Steven
Spielberg e di produttori come il presidente di DreamWorks Jeffrey Katzenberg.
Nell’anno del centenario della nascita di Universal e di Paramount, il Bifest assegna a Richard Borg
il premio Fellini 8 e mezzo per la sua grande passione e impegno nei confronti del cinema e di tutte le persone che amano questo straordinario mezzo espressivo.

Lo "Stabat Mater" di Enrico Tricarico a Gallipoli

Giovedì 29 Marzo al Gorgeous di Bari il Marina Addante Quintet New Project



Giovedì 29 marzo, alle 21,30, prosegue la rassegna jazz, organizzata dall'Associazione Mirarte al Gorgeous di Bari (Via della Costituente, 82). 
Sul palco salirà il Marina Addante Quintet New Project, in un concerto dal titolo "In cerca di te...": Marina Addante (voce, nella foto), Nico Marziliano (pianoforte), Francesco Lomangino (sax), Pasquale Gadaleta (contrabbasso), Pierluigi Villani (batteria). 
Infotel: 340.751.05.54. Info e contatti stampa: Marina Addante (349.12.40.161)

Valeria Vetruccio: una pianista salentina a New York


Valeria Vetruccio (nella foto), pianista salentina brillante ed eclettica ormai nota al grande pubblico, dopo il suo ultimo successo con la Israel Chamber Orchestra di Tel Aviv con la quale ha eseguito il Concerto K271 di Mozart in qualità di solista e direttore, sarà protagonista il prossimo 8 aprile di un grande appuntamento statunitense: interpreterà, infatti, il Concerto n°5 “Imperatore” per pianoforte e orchestra di Beethoven sotto la direzione di John Rutter presso la prestigiosa Carnegie Hall di New York.
Il concerto sarà seguito poi, a distanza di un paio di giorni, il 10, da un recital presso il Teatro Engelman del Baruch Performing Arts Center, sempre a Manhattan.
La Vetruccio si presenterà questa volta con un programma totalmente diverso, dal titolo “Songs I love”, per pianoforte solo: un progetto che racconta un secolo di canzoni, dall’America all’Italia, in raffinate elaborazioni pianistiche di impronta jazzistica, dagli evergreen “Summertime” di Gershwin ed “Estate” di Bruno Martino alle popolarissime melodie di Paoli e Modugno. Una serata in cui la pianista salentina converserà con il suo pubblico sulle canzoni che ama, proponendole in versione strumentale. Due appuntamenti importanti e diversissimi in cui Valeria si presenterà in tutta la sua versatilità musicale.
Ulteriori info sul website dell'artista:
http://www.valeriavetruccio.com

martedì 27 marzo 2012

Il duo Mazzarano-Lenoci presenta "Time to remember" al Caffè Dolceamaro di Bari




Giovedì 29 marzo, al Caffè DolceAmaro, Via San Francesco d’Assisi n.11 - Bari, l’Associazione Nel Gioco del Jazz, diretta da Roberto Ottaviano presenta Time to Remember con Pino Mazzarano  (chitarra elettrica ed acustica) e Gianni Lenoci (piano). I due musicisti pugliesi, tra i più rinomati in campo nazionale, presenteranno il loro ultimo lavoro discografico, edito da Terre Sommerse,equamente diviso tra brani originali e già editi.Chitarra e piano daranno vita a un dialogo gradevole e raffinato con accenti e ritorni, accelerazioni e sospensioni.
L' inizio del concerto è previsto per le ore 21. Il costo del biglietto è Euro 10,00. I tagliandi sono acquistabili presso: Centro Musica 080/5211777, Corso Vitt. Emanuele, 165 Bari, Associazione al 339/7084423, ovvero direttamente al Caffè DolceAmaro, Via San Francesco d'Assisi n. 11

Sergio Alapont e Anna Tifu insieme all'OSN della Rai per un concerto all'Auditorium di Ravello

Debutta nello straordinario Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, con un concerto che vede protagonisti due giovani musicisti: il direttore spagnolo Sergio Alapont e la bella quanto brava violinista Anna Tifu (nella foto). La serata, che inaugura la programmazione del 2012 della Fondazione Ravello, cui si deve anche il celebre festival estivo nato per celebrare Wagner, è prevista per domenica 1° aprile alle 18.00, e sarà trasmessa su Rai3 lunedì 9 aprile alle 15.00 per “La Musica di Rai Tre”.
In programma l’Ouverture “in stile italiano” in do maggiore D 591 di Franz Schubert, il Concerto in mi minore op. 64, per violino e orchestra di Felix Mendelssohn-Bartholdy, e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op.55 di Ludwig van Beethoven, detta “Eroica”.
Sergio Alapont, Direttore artistico e principale dell’Orchestra Manuel de Falla e dell’Orchestra de Castellón, è anche Direttore musicale del Festival Lirico Benicàssim Opera. Anna Tifu, a dodici anni ha debuttato alla Scala di Milano, a quattordici ha vinto il Concorso Viotti Valsesia, e da allora si è distinta come una delle più promettenti violiniste di oggi. Nota al grande pubblico per le sue esibizioni accanto al tenore Andrea Bocelli, e per essere testimonial dell’Alitalia, con l’Orchestra Rai interpreta una delle più celebri pagine del repertorio violinistico: il Concerto in mi minore op. 64 di Mendelssohn.

lunedì 26 marzo 2012

Tutto esaurito nella prima settimana del Bif&st- Il programma del giorno 27 Marzo 2012



Tutto esaurito in queste prime giornate di Bif&st: lunghe code ai botteghini e successo anche per i matinèe destinati alle scuole.
Intanto, nella serata del 27 Marzo, è prevista la prima premiazione per il Miglior Cortometraggio. Premio che sarà consegnato al vincitore dal presidente della giuria cortometraggi Maurizio Nichetti, mentre il Premio 8 1/2 all'Eccellenza artistica andrà a Richard Borg.
 La giornata di domani, martedì 27, si apre invece con un Evento speciale in collaborazione con il Comune di Bari: la proiezione del documentario "Sacra Corona Unita e il pericolo che viene dall'Est" di Aldo Zappalà.
 Ospiti della conferenza stampa di domani, ore 12.45 ex Palazzo delle Poste, il regista Federico Brugia con Malika Ayane ("Tutti i rumori del mare"); il regista Ruggero Dipaola ("Appartamento ad Atene"); i registi Giuliano e Vera Montaldo ("L'industriale"), cui si riferiscono le ultime due foto; il regista Fabrizio Cattani con gli attori Andrea Osvart e Pasquale Zullino ("Maternity Blues").
 

Al via i concorsi musicali dell'Associazione "G. Curci ".Oltre 500 musicisti a Barletta per l'8° concorso nazionale "premio musica Italia"



A conferma del grande successo già riscosso nei precedenti anni dalle Edizioni del
Concorso Nazionale "Premio Musica Italia" nato per offrire alle Scuole locali e non la
possibilità di far esibire i nostri giovani talenti, parte anche quest'anno, con una ancora più
entusiasmante "invasione" di giovani musicisti la grande Kermesse Musicale dei Concorsi
Musicali Nazionali ed Internazionali.

Ad aprire le danze dei Concorsi Musicali Internazionali che si svolgeranno dal 26 aprile al 12
maggio p.v., sarà la 8.ma Edizione del "Premio Musica Italia", che si svolgerà a Barletta dal
28 al 30 marzo 2012, organizzato dall'Associazione Cultura e Musica "G.Curci" di Barletta,
in collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Barletta, della Regione Puglia, della
Provincia di Barletta - Andria - Trani e del Ministero per i Beni Culturali - Dipartimento
dello Spettacolo.

Sono infatti oltre 500 i partecipanti che arriveranno nella città della Disfida, nella 8.a
Edizione del Concorso Nazionale "Premio Musica Italia", riservato agli allievi delle Scuole
di Musica e delle Scuole ad Indirizzo Musicale italiane e delle Scuole Elementari , Medie,
Superiori e ai Conservatori di Musica Italiani.

L'8° Concorso Nazionale "Premio Musica Italia" avrà inizio mercoledì 28 marzo alle ore
9,30 e continuerà per tutta la giornata, presso la Chiesa di Sant'Antonio con l'Audizione della
Sezione Solisti - Pianoforte con la presenza di giovanissimi pianisti provenienti da tutto il
nostro Meridione e non solo.

Giovedì , 29 marzo alle ore 9,00 sarà la volta della Sezione Solisti Chitarra - Archi – Fiati e
Percussioni,cat. A-B-C-E-F-H, numerosissimi, che proseguirà il giorno 30 marzo per le cat. G-
I.

Momento culminante della manifestazione sarà la giornata del 30 marzo, dalle ore 9,00
e per tutta la giornata, quando, sempre presso la suggestiva Chiesa di Sant'Antonio, si
confronteranno i Duo, gli Ensemble e i Cori e Orchestre, sezioni per le quali si è avuto un
notevole incremento di presenze rispetto alla precedente Edizione, provenienti da tutt'Italia,
che proporranno una splendida Rassegna Musicale con originali repertori e organici.

La manifestazione, nata solo otto anni fa con l'intento di promuovere e valorizzare i giovani
talenti musicali italiani e, al tempo stesso, riconoscere e promuovere i docenti, le scuole di
musica e le scuole medie ad indirizzo musicale e non per l'indispensabile e qualificata opera
da essi svolta per la formazione delle nuove generazioni musicali" , con il crescente numero
degli iscritti nelle varie Sezioni e Categorie, la grande voglia di fare musica che esiste fra i
giovani studenti, che con l'aiuto dei propri docenti musicisti o con progetti voluti e realizzati

all'interno di scuole anche non ad indirizzo musicale, riescono a realizzare momenti di
altissimo livello culturale e di notevole aggregazione".

Successo particolare ha avuto, la Sezione Cori e Orchestre, mettendo quindi in evidenza le
grandi potenzialità creative e professionali delle varie scuole e degli insegnanti, che riescono
a coordinare gruppi, grandi o piccoli, e a formare Cori e Orchestre con elementi di qualità e
di differenti fasce d'età.

Diverse saranno le Commissioni, formate da docenti di Conservatorio, docenti di Scuole
Medie ad indirizzo Musicale e da docenti di Scuole di Musica che in questi tre giorni avranno
l'arduo compito di dare punteggi e stilare graduatorie di merito.

Sono previsti Premi in denaro, coppe, targhe, medaglie e diplomi per i partecipanti, insieme a
numerosi Premi Speciali e vari riconoscimenti sia per i docenti che per le stesse scuole.

Le Cerimonie e i Concerti di Premiazione si terranno durante le varie giornate, alla fine
delle numerose audizioni, presso la Chiesa di Sant'Antonio, alla presenza di varie autorità,
momenti conclusivi di un grande e coinvolgente incontro musicale.

Tutte le audizioni sono aperte al pubblico. ( Nelle foto, alcuni momenti della scorsa edizione della manifestazione).

Per informazioni tel. 0883/528026 - e-mail : info@culturaemusica.it

Max Von Sydow, l'uomo timido e pigro divenuto star



Nella “straordinaria cornice”, come dicono quelli che parlano bene, del Cinema Multisala Galleria di Bari, si è tenuta stamattina una Masterclass con il monumentale attore e regista svedese Max Von Sydow, in occasione del BiF&st 2012, il Bari International Film Festival, in programma dal 24 al 31 Marzo 2012.
Max Von Sydow al BiF&st 2012, ordunque, ovvero il piacere di immergersi nel cinema…egli non è solo l’attore impegnato, la musa maschio del mito dell’incomunicabilità cinematografica, Ingmar Bergman, di cui è stato “strumento”, come egli definisce l’attore, per 14 volte e di cui traccia subito un ricordo: “ Ho conosciuto Bergman quasi all’ inizio della sua carriera, sebbene lui avesse dieci anni più di me; anche lui, come me, ha cominciato con il teatro. Di lui mi colpirono la  gentilezza ed i  modi, oltre che  la sua straordinaria perizia cinematografica, assecondata- fortuna per lui, n.d.r.- dai suoi collaboratori e maestranze tecniche, che ricordo tutti come persone di grandissimo livello. Successivamente, quando Bergman divenne direttore di una compagnia teatrale, operante in Malmoe, nel sud della Svezia- tiene a precisare-mi ha chiamato ed è stata, in teatro appunto, la prima occasione di lavoro che ci ha visto coinvolti assieme”. Circa il rapporto col Maestro del "Settimo Sigillo" ama dire: “ Era un uomo, contrariamente a quello che si possa credere guardando al suo cinema, dotato di grande sense of humour, ma di grande disciplina. Era abituato a scrivere in inverno ed in primavera, girare in estate, montare in autunno, in modo da poter uscire con il film per Natale”. Delle sue manie ricorda: “ Era una persona che pretendeva il massimo silenzio sul set da cui trarre la massima concentrazione possibile da tutti coloro che vi operassero”.
Max Von Sydow, prima di essere l’ emblema del cinema impegnato, ebbe pur degli inizi, che ricorda così: “ Ho frequentato delle scuole teatrali, dipendenti anche dalle municipalità reggenti i teatri ( in Svezia va così, ancor oggi, sigh!) e lì ho incontrato un importante regista teatrale svedese di allora, Sjoeberg, che mi offrì una parte in una sua piece”.
Il suo passaggio ad Hollywood non è stato così immediato, dopo i trionfi con Bergman, e, stranamente, neppur agognato: “ Non ero molto interessato a fare film all’estero, anche per la mia pigrizia; ero contento di quello che facevo già in Svezia; poi, però, venni invitato al Festival del Cinema di Cannes, dove ebbi modo di incontrare varie persone, tra cui uno che si propose come mio agente in America; a fronte del mio rifiuto, visto che in Svezia non abbiamo agenti, disse: “ va bene, non appena avrò un progetto interessante in mano, promettimi di ascoltarmi”. Io dissi di sì e, dopo un poco, mi propose una storia basata sul Nuovo Testamento (“La più grande storia mai raccontata”) . All’ inizio dissi di no, però fui poi contattato dal regista George Stevens che mi invitò ad Hollywood per vedere ed accertarmi che fosse una cosa seria. Rimasi impressionato dallo straordinario livello di professionalità delle produzioni americane e finii con l’accettare”. Di lì, una carriera fortunatissima e splendida nel cinema, con produzioni di ogni tipo e livello, che dura ancora oggi, con "Molto forte, incredibilmente vicino" di Stephen Daldry, presentato in anteprima qui al Bif&st di Bari, una storia sull’ 11 settembre, di cui Von Sydow (candidato all’ Oscar 2012 per miglior attore non protagonista per questo ruolo) parla con molta tenerezza e partecipazione. La definisce, infatti, come: “ una storia di speranza che contiene messaggi positivi, anche se il tutto nasce da una faccenda terribile, quasi diabolica, ma che merita di essere portata in giro per tutti i paesi, come sto facendo qui oggi”. Ricorda il grande Max che: “ ho contributo anche io personalmente (ed ho voluto farlo) alla distribuzione di questo progetto, facendomi carico di questo tour mondiale". Del mestiere dell’ attore, lui si definisce “ very close to  theatre”- più vicino al teatro- di cui apprezza il lavoro e lo spirito di gruppo, diversamente dal cinema, dove si è tutti sottoposti al regista e di cui si subisce capricci e tagli “ anche con il disappunto degli attori, ma è così”. E conclude rivolgendosi ai giovani consigliandoli solo di studiare, leggere, leggere, leggere, leggere, e provare, provare, e provare, solo così si diviene buoni attori, conservando il privilegio di difendere i propri sogni, com’egli fece, movendosi da Lund, da adolescente folgorato per questa strada dal "Sogno di una Notte di Mezza Estate” del grande Bardo di Stratford-upon- Avon.
Dedicato al grande Vincenzo, mio fraterno amico.
Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.

"Crisi dei Teatri, della Cultura, dell'Etica. Tutto risolto?" di Maurizio Dania

"Crollano le speranze e le attese utopiche, mentre diviene centrale l’esperienza del tempo presente, l’hic et nunc, il “vivere alla giornata”. A tal proposito, Bauman (1996) sostiene che «oggi tutto sembra congiurare contro i vincoli permanenti, i progetti che durano una vita intera, obbligando gli attori sociali a scelte e revisioni continue in una successione di situazioni sempre diverse» (Crespi, 2005, p. 10).
Genova era un caso emblematico. Cagliari un altro problema. Oggi all'archeologia, ricchezza da 5-6 punti del PIL, vengono cencessi pochissimi denari e le scoperte sono casuali. come l'ultima di pochi giorni fa. Altri 2-3 punti del PIL sarebbero dati dalla gestione del patrimonio museale e musicale italiano.
Non occorrerebbero mille manovre, alcune assolutamente mai richieste dalla BCE o dal Fondo Monetario Internazionale, nè si sarebbe varata una riforma pensionistica così coercitiva per chi lavora che non ha eguali al mondo. Vogliamo poi discutere sull'articolo che riguarda i lavoratori che non sono solo operai metalmeccanici? (Lo ricordi la Camusso). La lotta agli sprechi, quella fiscale che penalizza i piccoli, ma salva le Banche ed i grandi gruppi, entrano con altri argomenti nella questione cultura tanto quanto l'ingresso di Radames in Aida. Essenziale. Insostituibile. Ora vorrei chiedere se i ragionalmenti e le battaglie perpetrate anche su questo foglio abbiano sortito a qualche risultato positivo, se ci sono ancora bacini o mari in tempesta, se la caduta di Berlusconi ha improvvisamente sparso per l'aeree, una sostanza molto vicina ad un potente sonnifero. L'individuo guarda al proprio "particulare", ma se per molti ciò significa mettere al riparo o incrementare ricchezze, per altri significa non aver ancora capito come riuscirà a ritirare la magra pensione se supera i 1000 euro al mese o se commette un reato regalando al figlio 10 mila euro, frutto di sacrifici e risparmi di una generazione, perchè acquisti una piccola automobile o si arredi una mansarda. Il processo di individualizzazione è caratterizzato sempre di più dal diffondersi di un sentimento di insicurezza – come condizione normale di vita quotidiana – che incide profondamente sul senso delleidentità sia individuali che collettive.
Lo studioso pone in evidenza gli attuali processi di graduale disintegrazione delle classi, delle unità familiari e produttive tradizionali, soffermandosi sulle nuove domande e le nuove condizioni di lavoro, che sono accompagnate da uncostante senso di insicurezza.
Tornando al tema del titolo, questo senso di insicurezza è svanito, ce ne siamo fatti una ragione, o abbiamo deciso di arrangiarci, ammainando la bandiera dell'etica?
E attenzione: muta il linguaggio. Quanti sono coloro che fino a pochi mesi fa venivano chiamati bamboccioni, che con un violino in mano, o un flauto, con la propria voce, ad oltre trent'anni di età segnalano con la loro presenza assenza "che non esiste più quel tempo storico come momento certo in cui si passava di status: questo tempo si pluralizza e si allunga senza limiti. E' crollata la delimitazione chiara e fissa determinata dalle regole sociali oggettive o linguistiche (teen…ager) dell’essere giovani. Non si è più giovani in modo oggettivo o collettivo, bensì transitivo. Si transita lungo una condizione variabile e indeterminabile, la si attraversa secondo modalità determinate dalle momentanee individualità del soggetto-giovane. Dalle contrattazioni tra i suoi vari, eterogenei, multipli di sé».
I giovani del Terzo Millennio vivono, dunque, “momentanee individualità”, godono di una “seconda vita” e molteplici identità – o avatar".
Eppure qualcosa si muove. Anche se pare che non si sappia dove andremo a finire. Giovani direttori d'orchestra, non sponsorizzati da padri famosi, musicano, da Ancona a Catania, pur se come afferma Eco, " al di là delle cupe profezie il mondo va alla rovescia. (Anche i politici non sono più tali, sono tecnici, o politici nascosti da tecnici, mentre i palazzi davanti al Colosseo sono fatiscenti. Oggi anche tra i sindacati, in tutti i settori, ma soprattutto tra chi dovrebbe governare, la parola più usata è "prodotto"; ritorno a Eco :" Non si parla più di opere, ma di prodotto". Mala tempora currunt. Balzac nel 1836 affermava :"L'industria moderna che produce per le masse, sta distruggendole creazioni dell'arte antica, le cui opere avevano un'impronta personale per il consumatore così come per l'artigiano". E il teatro d'opera? La cultura? La scuola? l'Università? Signor Garrone, signori, Monti e Cornero, non siete stati capaci di intendere che certe scelte non portavano a superare la sindrome della ricchezza per pochi gettando lo sconforto in molti? Tra i prodotti privi di valore oggi c'è "La ginestra" di Leopardi; la sonata in si bemolle minore opera 35 di Chopin. E sorvoliamo sui furti di Stato, sulle baby pensioni, sui super bonus, su quanto viene tolto alla ricchezza del Paese, dalla casta?
Quanti evadono il fisco che solo il recupero del 50 per cento farebbe si che il debito pubblico diminuisse della metà? Sai quanta ricerca si farebbe nelle Università dove lavorano laureati specializzatissimi per 1500 euro al mese? Certo che molti fuggono all'estero e non tornano: artisti, imprenditori artigiani, medici, ingegneri, anche operai. Specie ora che una riforma scellerata ha preferito innalzare l'età pensionabile che non ha eguali in Europa, come il carico fiscale dipendente, evitandio di colpire i patrimoni. Si controllano gli scontrini, ma non l'origine di vere, autentiche fortune. Sai quanti teatri vivrebbero come in Germania con quei soldi, da quanto tempo ci sarebbe un catalogo delle opere d'arte italiane e quanti verrebbero nel nostro Paese per vedere il 90 per cento, (a stima), delle ricchezze che possediamo, nel mondo?
Oggi la benzina costa 1,900 euro al litro. Senza i furti di Stato, queste sono le accise, ne costerebbe meno della metà. Ieri i poveri scrive Eco viaggiavano in treno, oggi anche ed i treni fanno pena. Ed ecco che si sceglie l'aereo che costa meno della Freccia Rossa. Ma la schiavitu' dei pendolari schiacciati come sardine perchè hanno abolito molti regionali non è mancanza di etica? (Non è solo questione di soldi. Quelli c'erano e se li sono mangiati alle Maldive . un ultimo pensiero. Premessa: ci vuole una rivoluzione? Siamo al default morale tanto che, sono sempre parole di Eco, un ragazzo decenne figlio di amici, all'ascoltare i gernitori che lo informavano sul destino del mondo, si è messo a piangere e ha domandato " Ma proprio non c'è niente di nello nel mio futuro?".
Potrebbero piangere molte persone, molti uomini di buona volontà e le loro famiglie perchè nulla di così importante è avvenuto per il rilancio dell'economia, della cultura. dell'impegno tendente a risolvere i problemi se non tagliando, mandando a casa, licenziando, grazie alle idee anche di chi trenta o venti anni fa non c'era ma si stava costruendo una carriera da super manager. Chi ha lottato fino a pochi mesi fa, nom si abbamdoni allo sconforto: continui a lottare nonostante le maledizioni dei Maya, quelle di Cassandra e le scelte dell'oggi che ci fanno pagare in pochi mesi lo scempio perpetrato da coloro che credevamo avessero alto il senso dello Stato e fossero consapevoli che ancor più in Tempo di Crisi l'Etica è un Valore Aggiunto!" MAURIZIO DANIA

Presentato sabato scorso il cartellone del Festival di Pasqua dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari

Si è tenuta sabato mattina presso la Sala Giunta della Provincia di Bari la conferenza stampa di presentazione del “Festival di Pasqua”, il nuovo ciclo di concerti dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari che partirà il prossimo 29 marzo dalla Cattedrale di Bari e toccherà la maggiori chiese del capoluogo pugliese.
Tra le novità del “Festival di Pasqua” ci sono l’ esecuzione di anteprime nazionali e l’avvio di una collaborazione tra le tre ICO pugliesi, quali la Sinfonica della Provincia di Bari, la “Tito Schipa” di Lecce e la “Magna Grecia” di Taranto.
“Con il Festival di Pasqua – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura della Provincia di Bari, Nuccio Altieri - iniziamo un percorso di collaborazione fra le tre ICO regionali che proseguirà nel corso dell’anno, oltre che con scambi, anche con grandi produzioni congiunte. Sappiamo bene come le tre orchestre siano sostenute quasi esclusivamente con le risorse delle province che dal 2014 non esisteranno più. Per tali ragioni, attraverso questo percorso comune tra le tre ICO, intendiamo lanciare oggi un appello affinché questo straordinario patrimonio artistico non vada disperso con la chiusura delle Province. Con l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari – prosegue Altieri – nei soli primi tre mesi dell’anno abbiamo ottenuto risultati straordinari con il ciclo “Raccontare Beethoven”. In prospettiva della prossima riapertura dell’auditorium Nino Rota, abbiamo realizzato questo ciclo di concerti presso la multisala Showville con grande successo di pubblico: 13 concerti a Bari con una media di circa 300 spettatori paganti per serata, è un risultato storico! Era, infatti, dai tempi della chiusura dell’auditorium che l’orchestra non aveva un programma in abbonamento. E’ urgente ed importante aprire un tavolo di confronto con la Regione sul futuro dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari visto che, dopo il 2014, la maggior parte dei dipendenti della Provincia di Bari, tra cui i Professori dell’orchestra, saranno assorbiti dalla Regione”.

sabato 24 marzo 2012

Prende il via domani con l'arpista Antonella De Filippis la tredicesima stagione dell'associazione Athenaeum di Barletta


Avrà inizio Domenica 25 Marzo, con un concerto dell'arpista Antonella De Filippis (nella foto), la tredicesima Stagione Artistica dell'Associazione Athenaeum. Ben quattro concerti lirici, diversi pianisti di livello internazionale e formazioni cameristiche di vario genere impreziosiscono il cartellone che come sempre comprende 15 concerti, con un'offerta varia e di grande interesse.
Al concerto inaugurale, che, come detto, vedrà protagonista una solista di arpa, la pugliese Antonella De Filippis, seguiranno, rispettivamente l'1 e l'11 aprile, due ottime pianiste, la romana Cinzia Bartoli e la veneta Giulia Vazzoler, il duo violoncello - pianoforte Rossi Poisa - Perra, il pianista Gianluca Di Donato e il soprano Annalisa Balducci, accompagnato dalla pianista e compositrice Celestina Masotti, che il 27 maggio con un raro e prezioso concerto chiuderà la prima parte.
Dopo la pausa estiva, si riprenderà il 23 settembre, con la straordinaria pianista uruguayana Raquel Boldorini, cui seguiranno altri otto splendidi concerti: quelli dell'ottimo duo pianistico Musti, del pianista siciliano Giuseppe Lo Cicero, il duo soprano - pianoforte Tiziana Spagnoletta - Giuseppe Di Nucci, il duo mezzosoprano - pianoforte Antonella Piscitelli - Maria Musti, il trio con pianoforte Borromini. A concludere la stagione, i concerti del duo soprano - pianoforte Tiziana Spagnoletta - Giuseppe Di Nucci, dell'Ensemble Collège, un trio che unisce le sonorità della voce di soprano, dell'oboe e del pianoforte, del duo soprano - pianoforte Gabriella De Nardo - Giacomo Di Tollo, del duo pianistico Maria Musti - Luca Donati.
Ingresso euro 10, abbonamento per l'intera stagione euro 50,00.
Per informazioni e prenotazioni navigare sul sito: http://www.associazioneathenaeum.it/ oppure chiamare lo 0883348748.

Sinclar e Guetta per finire "sul rogo"





Adesso qualcuno mi tirerà le pietre o mi scomunicherà….come osi tu, rovinare l’atmosfera intellettuale, colta, algida, rarefatta di codesto blog parlando di Bob Sinclair e David Guetta?....a prescindere dal fatto che- dubito- dispero dal trovar qualche proselita in siffatta dotta audience, mi ci ingegno e ci provo lo stesso, d’accordo con il “direttore”, il quale mi consegnò un bel rotolo di carta bianca.
E dunque che Sinclair e Guetta siano!...cominciamo col primo, che è uno pseudonimo di Christophe La Friant, un arzillo giovanotto di quarantadue anni, proveniente dalla campagna francese, con tanti sogni in testa…ben presto divenuto dj di chiara fama in patria e, di lì a pochissimo, produttore efficace- dapprima di sue cose- in cui rifulgeva già il suo talento, come in occasione di imperdibili remixate rimaste nella storia del mondo delle discoteche parigine.
 Il successo lo toccò da subito, con il calorosissimo exploit di Love Generation del 2005. Subito dopo, il neo eletto President Sarkò lo volle alla sua festa, in cui fece una memorabile performance in Place de la Concorde.
Da allora in avanti, successi su successi arrisero al vecchio Bob, tanto da essere quasi impossibile enumerarne tutti; possiamo citare i due più clamorosi degli ultimi due anni; il singolo Hallo di Martin Solveig, altro fenomeno della vague della discò, nonostante reciti solo nel video, possiamo certamente ascrivere anche a Sinclair il merito del “botto”, datosi che, anche grazie a lui ed alla sua performance attoriale, sia il video che il singolo, nel 2010, hanno fatto il pieno.
Successone bissato, nel 2011, con il fortunatissimo Far l’ amore, rivisitazione della celeberrima e rovente hit della Carrà del 1976, A far l’ amore comincia tu, che, grazie a Bob, ha subito una robusta ed efficace cura ricostituente….
Ciò ha schiuso definitivamente le porte del nostro paese a Bob Sinclair; possiamo tranquillamente, a questo proposito, citare la sua partecipazione, anche qui come attore, nell’ ultimo cinepanettone, in cui ha resuscitato altre due glorie della disco anni 80, Maracaibo e Dolce Vita, quasi una citazione nostalgica in chiave hip hop dei primi successi dell’originario Vacanze di Natale, quello mitico targato 1983.
Certo, Bob non sarà un fenomeno assoluto, anzi, con una certa qual furbizia, confeziona prodotti, ma anche l’infiocchettatore dei pacchi dono merita, talvolta, un complimento.
Passando al David Guetta, egli è il classico prodotto migliore del meltin pot allo Champagne.
Dj affermatissimo, ma ricercatissimo realizzatore di prodotti electropop e dance, è oggi uno dei più famosi produttori musicali e le sue collaborazioni non si contano: da Christina Aguilera a Rihanna, da Kyle Minogue a Kelly Rowland.
La sua carriera, si diceva, è lunga e più articolata del Sinclair, ma la esplosione è solo avvenuta di recente, sebbene egli sia molto più raffinato e vario, nelle sperimentazioni e nel tessuto musicale, dell’ altro; infatti, si può dire che, solo nel 2009, con l’album One Love e grazie ai due colpi realizzati con la bravissima Kelly Rowland ( ex Destiny’s Child), la meritatissima superfama gli ha arriso.
Già con Pop Life (2007) aveva, però, stupito tutti, soprattutto in GB ed Irlanda, letteralmente “sbancando”ed il singolo Love is Gone si è piazzato nella biblica Billboard per quasi non più scendervi.
La mia predilezione, come è ovvio, tra i due, va per Guetta, molto più musicista del primo; infatti non si contano le menzioni per i Grammy Awards di quest’ ultimo- cinque solo nell’ anno 2009- appunto per i progetti connessi all’ album One Love ed ancora, a dimostrazione della sua vitalità straordinaria, ci sono le vette della classifica inglese, raggiunta con il singolo Acapella del 2010 e nel 2011 con il singolo Without You, in collaborazione con il rapper Usher, balzato in vetta della Billboard dello scorso anno ancora una volta.

Questa nouvelle vague ha, dunque, tutti i crismi per colpire ancora le platee, che, sebbene non dotate di orecchi fini, non meritano di esser giubilate così in fretta, andando alla ricerca, da parte nostra, perché no, di scintille di talento.

giovedì 22 marzo 2012

Alfonso Scarano e Francesco Libetta chiudono in bellezza il ciclo "Raccontare Beethoven" con l'Orchestra della Provincia di Bari


Domani, venerdì 23 marzo 2012, alle ore 21.00, presso la multisala Showville di Bari, l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà nell’ultimo concerto del ciclo “Raccontare Beethoven”, sotto la direzione del maestro Alfonso Scarano e con solista il celebre pianista salentino Francesco Libetta (nella foto).
Il programma della serata prevede l’esecuzione di musiche di Antonìn Dovořák “Czeck Suite op. 39”, Francesco D'Avalos “Idillio per pianoforte e archi”, Ludwig van Beethoven “Concerto n. 4 in sol magg. op. 58 per pianoforte e orchestra” e Bedrich Smetana ”Il bacio”.
I biglietti sono in vendita al costo di 10 euro (intero) e 8 euro (ridotto) presso il botteghino della multisala Showville aperto tutti i pomeriggi a partire dalle ore 16.00 (mercoledì – sabato - domenica anche di mattina dalle ore 10.30 alle 13.30 ). Info: 080.9757084.

Significativo protocollo d'intesa siglato tra la Fondazione Paolo Grassi e l'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia


È stato firmato nei giorni scorsi il documento ufficiale che sancisce l’intesa istituzionale tra la "Fondazione Paolo Grassi" (nella foto un'immagine del grande intellettuale e impresario teatrale martinese che ha dato il nome alla Fondazione) di Martina Franca e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, sviluppato a partire dall’obiettivo, comune ai due enti, di promuovere iniziative per la valorizzazione e la diffusione della cultura musicale attraverso i circuiti dell’istruzione pubblica.
Tale convenzione si è resa possibile grazie alle affinità che sussistono tra i due enti, impegnati entrambi nel settore della formazione: l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia favorisce infatti accordi con enti pubblici e privati per la realizzazione di iniziative volte al miglioramento della offerta formativa sul territorio e la Fondazione Paolo Grassi ha tra le sue priorità quella di dar sostegno e sviluppo alla cultura teatrale e musicale soprattutto in Puglia. Perseguendo quindi le sue finalità statutarie, la Fondazione ha trovato nell’Ufficio Scolastico Regionale il giusto partner per promuovere ulteriormente le sue attività didattiche e dar loro il meritato riconoscimento ufficiale.
Iniziative di promozione culturale soprattutto di tipo musicale rappresentano infatti il nucleo del Protocollo d’Intesa, attraverso il quale alunni e docenti delle scuole pugliesi potranno usufruire del patrimonio bibliografico e audiovisivo disponibile presso la Bibliomediateca della Fondazione e potranno inoltre beneficiare gratuitamente di workshop e laboratori pensati specificamente per loro.
Tra questi, ad esempio, è in corso il laboratorio di composizione musicale per studenti delle scuole secondarie tenuto dal giovane compositore Paolo Palazzo; seguiranno, tra i mesi di aprile e giugno, i laboratori di interpretazione del linguaggio audiovisivo a cura di Angela Maria Centrone e quello di fotografia, tenuto già lo scorso anno da Marilena Lafornara, finalizzato alla realizzazione di una mostra fotografica collegata alle opere in cartellone nel Festival della Valle d’Itria.
Nella consapevolezza che quella di “far rete” è una strategia assolutamente vantaggiosa per tutti gli organi coinvolti, la Fondazione Paolo Grassi e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia si sono impegnati per far crescere nel tempo la loro rete di collaboratori, nell’auspicio di rendere sempre più organico e funzionale il sistema della cultura e dell’istruzione in Puglia, soprattutto in un periodo come questo, in cui la carenza di risorse può essere compensata dalla condivisione e dalla ottimizzazione delle stesse.
Ulteriori informazioni sui corsi e sulle attività didattiche in programma presso la Fondazione Paolo Grassi sul sito, all’indirizzo: www.fondazionepaolograssi.it

A Santa Croce Cristina Banegas omaggia Astor Piazzolla nel 90° anniversario della nascita


Sabato 24 marzo 2012 alle ore 20.30 a Bari, presso la chiesa di Santa Croce, è in programma il secondo appuntamento del XVII Festival Organistico Internazionale di Bari. Alla consolle si esibirà CRISTINA GARCÍA BANEGAS (nella foto), organista uruguaiana dalla lunga carriera internazionale. Il programma, intitolato “Piazzolla incontra Bach” nel 90° della nascita di Astor Piazzolla, è sostenuto dal Ministero della Cultura dell’Uruguay.
Cristina Garcia Banegas è professore e direttore del dipartimento di organo presso l’University Music School dell’Uruguay. Dirige l’Ensemble Vocale-Strumentale De Profundis, da lei stesso fondato. Allieva di Renee Bonnet and Renee Pietrafesa a Montevideo, di Lionel Rogg al Conservatorio di Ginevra, dove ha ottenuto il Premier Prix de Virtuosité e di Marie-Claire Alain a Parigi, dove ha ottenuto il Premier Prix d’Excellence avec Félicitations du Jury, è concertista nota in tutto il mondo. Ha al suo attivo innumerevoli registrazioni discografiche da solista e con l’Ensemble De Profundis, con il quale ha eseguito il grande repertorio vocale-strumentale: dalla Messa in si minore all’Oratorio di Natale di Bach, dal Vespro della Beata Vergine di Monteverdi al Requiem di Mozart, dalle Litanie alla Vergine Maria di Szymanowski al Budavari Te Deum di Kodaly. Oltre ai frequenti riconoscimenti ottenuti dalla critica internazionale, nel 2007 Cristina ha ottenuto in Uruguay il premio “Woman of the Year" e il premio "ALAS" ("Wings") per la sua attività corale. Ultimamente ha realizzato quattro nuovi cd, due dei quali legati al progetto di registrazione dell’opera omnia bachiana, uno dedicato alla musica tedesca post-romantica e del Sud America e l’ultimo, registrato presso la chiesa di San Tommaso a Strasburgo, dedicato ad Astor Piazzolla e Bach.

http://www.deprofundis.org.uy/ -

http://www.concertartistcooperative.com/banegas.html

"Cercando Picasso con Giorgio Albertazzi: riflessioni sull’arte al Petruzzelli" di Carlo Coppola*


"Cosa resta di Pablo Picasso e della sua esperienza di genio e sregolatezza fin troppo regolata, delle Avanguardie della prima metà del Novecento? Pittura in movimento, poesia, teatro ed eros? Eumenidi e Muse hanno lasciato il posto solo al Duende, al Daimon stesso che genera l’arte!
Giorgio Albertazzi è Picasso uno dei grandi vecchi della cultura italiana e chi meglio di lui può comprendere l’esistenza di questo eccezionale folletto, Erdgeist goethiano, che conduce direttamente a Nietzsche. Lo spettacolo con la regia di Antonio Calenda e la partecipazione della Martha Graham Dance Company, sa di vecchio di sottratto dalla naftalina. L’attore monologante per quanto elegante nella sua canizie si aggira alla ricerca di sè, di un percorso o solo magari di un filo conduttore che ricorda più il pittore Zeusi che Picasso.
La realtà è quella della Baccanti o Bagnanti, care alla pittura tra Otto e Novecento, trasformate da signorine di buon gusto e qualche vezzo, in “badanti” che trascinano l’Albertazzi-Picasso in una sorta di emotiva petit-déjeuner sur la scène. Tanta è la fatica del nobile mattatore ma lo spettacolo non decolla, non si sublima in suoni, colori, luci, fondali, scenografie e costumi. La noia come sentimento aristocraticamente romantico - Leopardiano - finisce per coinvolgere tutti i reparti che collassano alla occasionalità di un lavoro che procede oltransisticamente fino alla consunzione di Picasso stesso che dopo aver cercato il suo sé approda vividamente alla vecchiezza e alla morte quale termine di un percorso estetico, gnoseologico e ontologico assieme.
Per tutto il tempo della rappresentazione scenica, una drammaturgia ibrida - tra testo d’attore solo, interventi a più voci e coreografie - cerca di trasformare il reale nel non reale e il non reale nel metaforico. Banalità dei nostri tempi? Eppure questa operazione, che Picasso in persona era perfettamente riuscito a svolgere, senza cadervi nei vari momenti della sua esistenza, non riesce affatto allo spettacolo di Calenda. Il genio della pittura Spagnola infatti non esce neppure un istante con la forza delle sue realizzazioni, con l’incisività della sua teoresi. Resta appeso ad un filo. Invocato e non evocato e attorno ad esso si costruisce un cancello di belle polpe femminili, danzanti, saltellanti, riconoscenti. Veneri stilizzate fino al superamento del “marmorino”, via anche il marmo saccarosio!
In questa eccitazione vocatoria e iper-verbalistica, le prefiche diventano donne del Medioevo, perdendo i loro connotati di latinità e grecità e Goya smarrisce per un attimo la sua identità di pittore ispanico per eccellenza, diventando addirittura Inglese. I diari di Picasso e le sue lettere vengono saccheggiate quasi alla rinfusa. Allo stesso modo Garcia Lorca viene chiamato in causa a riempire un vuoto che caratterizza il tentativo di “cercare Picasso” in modo affannoso e non chiaro. Cosa si cerca di Picasso, chi lo ricerca, a quale scopo, per quale ragione? Lo si vuole elogiare o piuttosto rimproverare di non aver portato fino in fondo a termine un percorso?
A dir poco pressappochista è infine il tentativo di citazione de Il desiderio preso per la coda un testo surreale che Picasso scrisse nei giorni del’occupazione nazista a Parigi, in uno scenario di guerra. In questa parte dello spettacolo in particolare, tra i frenetici movimenti di coreografia nulla “accade”. La scena, la musica, il movimento non raccontano la vicenda di uno scontro, di un duello, in cui il testo è personaggio, il momento in cui è stato scritto viene immobilizzato e reso cornice, e la pittura del suo autore precipita, in altre dimensioni dell’immagine, ma senza convincimento. Questo Picasso, la cui natura presenzialista in scena pretenderebbe di coordinare la scena stessa, richiama una sorta di appello i protagonisti del suo stesso metateatro, in uno scimmiottamento della Classe Morta di Kantoriana memoria.
Diceva Picasso, «La pittura è uno strumento di attacco e di difesa contro il nemico. La buona pittura, ogni pittura, dovrebbe essere irta lame di rasoio». A destreggiarsi tra le arti occorre arguzia e coraggio. Questo lavoro, pur chiamando a raccolta tutte le arti nel tentativo di riprodurre un’Arte Totale, non sfiora neppure gli straordinari effetti dell’eclettismo del protagonista a cui si ispira o dei tanti personaggi che cita, anzi ne mortifica quasi la portata riducendo quelle straordinarie stagioni di Avanguardie artistiche ad un coacervo informe, quasi un carrozzone dell’arte, travisandone nei fatti il messaggio di totale rivoluzione artistica." CARLO COPPOLA *(Fonte: Lsd Magazine online - 21 marzo 2012)

mercoledì 21 marzo 2012

La pianista Linda Di Carlo e il Quartetto Savinio in concerto per Mirarte nel segno di Schumann e Shostakovich


Venerdì 23 marzo, alle 21, all’Auditorium Vallisa di Bari, si conclude la splendida stagione musicale dell'associazione culturale Mirarte, diretta da Marina Addante con l'ennesimo ensemble d'eccezione: il pluripremiato Quartetto Savinio (Alberto Maria Ruta e Rossella Bertucci al violino, Francesco Solombrino alla viola e Lorenzo Ceriani al violoncello) si esibisce insieme alla pianista Linda Di Carlo (nella foto). In programma i quintetti op. 44 di Robert Schumann e op. 57 di Dimitri Shostakovich. Guida all'ascolto a cura del critico musicale e blogger Alessandro Romanelli. Biglietti in vendita al negozio Centro Musica di Bari (Infotel: 080.521.17.77 o 348.376.61.30).

Il pianista Emanuele Arciuli propone un concerto à la carte: il pubblico romano della IUC ha scelto Schoenberg, Beethoven, Berg e Schumann


Sabato 31 marzo alle 17.30 suona per la IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti il pianista barese Emanuele Arciuli (nella foto la recente copertina che la prestigiosa rivista "Musica" gli ha dedicato), che torna all'Aula Magna della Sapienza di Roma da vincitore del Premio Abbiati della critica musicale italiana, assegnatogli lo scorso anno come migliore solista. Nell'albo d’oro di questo prestigioso premio Arciuli figura accanto ai più grandi pianisti degli ultimi decenni, quali Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini, Radu Lupu, Krystian Zimerman e Grigory Sokolov.
Per questo recital la IUC ha sperimentato per la prima volta una forma d'interazione con il pubblico, coinvolto nella scelta del programma tra i due proposti dall'interprete. Il programma prescelto comprende musiche di Schoenberg, Beethoven, Berg e Schumann e ha superato con il 54% dei voti l'altro, che proponeva Debussy, Bartok, Beethoven e Rzewski. "Lo scarto tra i due programmi - osserva lo stesso Arciuli - non è stato abissale: entrambi hanno avuto molti consensi e questo vuol dire c'è una pluralità di vedute, di indirizzi estetici e di curiosità".
Il repertorio di Arciuli spazia da Bach alla musica d'oggi, di cui è considerato uno dei migliori interpreti dagli stessi compositori, tanto che Michael Nyman, George Crumb e molti altri hanno scritto appositamente per lui. Nell'Aula Magna capitolina Arciuli eseguirà due Sonate fondamentali della musica pianistica dei primi decenni dell'Ottocento: la Sonata in la bemolle maggiore op. 110 - penultima delle trentadue composte da Ludwig van Beethoven, che costituiscono il più straordinario ciclo pianistico dei tutta la storia della musica - e la Sonata op. 14 «Concert sans Orchestre» di Robert Schumann. Accanto a questi due monumenti della grande tradizione pianistica del passato, Arciuli ha inserito due autori fondamentali del Novecento, Arnold Schoenberg (il Klavierstück op. 11 n. 2 nella versione di Ferruccio Busoni e i sei Kleine Klavierstück op. 19) e Alban Berg (Sonata op. 1).