martedì 17 gennaio 2017

Il grande Salvatore Accardo e l'Orchestra da Camera Italiana approdano il 22 gennaio al Curci di Barletta.


Ospite regolare delle più importanti  stagioni concertistiche sia in Italia che all'Estero,  il grande Salvatore Accardo torna al Teatro Comunale Curci di Barletta, domenica 22 gennaio, con porta alle ore 18,00 e inizio alle ore 18,30, dopo il suo  concerto del 2010 , questa volta alla guida della sua Orchestra da Camera Italiana. Nel panorama concertistico internazionale la OCI è una orchestra  del tutto particolare e unico, essendo formato da musicisti ad arco che discendono tutti da una medesima scuola: quella dei corsi di alto perfezionamento creati da Accardo presso l'Accademia Walter Stauffer di Cremona insieme a Bruno Giuranna, Rocco Filippini e Franco Petracchi.
Dal punto di vista interpretativo l'orchestra è in grado di raggiungere un'unità stilistica ed espressiva senza pari, caratteristica che è stata apprezzata – l'Orchestra ha festeggiato nel 2016 i suoi  20 anni di attività – nei maggiori teatri del mondo e negli importanti festival musicali europei dove viene spesso invitata.
L’Orchestra si è esibita presso le più importanti istituzioni musicali italiane ed estere. A partire dal 1997 ha effettuato numerose tournée: nelle Americhe ha suonato negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay, ricevendo dall’Associazione Critici Musicali dell’Argentina il premio come Migliore Complesso da Camera Straniero; in Asia si è esibita in Cina, Giappone, Vietnam e Corea. In occasione del 50° Anniversario della firma della Costituzione Italiana ha inaugurato e proseguito per anni la tradizione concertistica nell’Aula del Senato.                 
L’OCI è stata ospitata, tra gli altri, dal Festival dello Schleswig-Holstein, dalla Citée de la Musique e dal Teatro degli Champs-Elysèe a Parigi, dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona, dal Festival MITO Settembremusica e da quelli di Mentone e Verbier.
Tra le più importanti sedi italiane in cui si è esibita ricordiamo l’Auditorium della Fondazione Cariplo e la Sala Verdi di Milano, i Teatri Ponchielli di Cremona, Regio di Parma, Carlo Felice di Genova, Pergola di Firenze, l’Auditorium del Parco della Musica di Roma, Petruzzelli di Bari e Politeama di Palermo. 
Nel corso delle sue tournée Salvatore Accardo ha suonato con l’OCI i meravigliosi strumenti Stradivari e Guarneri del Gesù, tra i quali il violino Guarneri del Gesù il “Cannone” appartenuto a Niccolò Paganini (Tokyo, Lincoln Center di New York, Lingotto di Torino).
L’Orchestra da Camera Italiana ha inciso per Warner Fonit, EMI Classics e Foné. 
La Fondazione Orchestra da Camera Italiana opera grazie al contributo di Fondazione Cariplo. Dal 2012 collabora inoltre con Pirelli, che mette a disposizione il proprio Auditorium per le prove d’Orchestra, favorendo lo studio di nuovi programmi musicali. 
Nato a Torino 1941, Salvatore Accardo è considerato il più grande violinista italiano della sua generazione. Dopo aver studiato al Conservatorio di Napoli e, successivamente, all’Accademia Chigiana di Siena, ha vinto prestigiosi concorsi internazionali come quello di Vercelli (1955), Ginevra (1956), Siena (1957) e Paganini di Genova (1958), affermandosi a livello mondiale per lo straordinario virtuosismo in un repertorio estremamente vasto che va da Vivaldi a Bach a Beethoven, da Paganini a molti autori del Novecento. Suona regolarmente con le maggiori Orchestre e i più importanti Direttori, affiancando all’attività di Solista quella di Direttore d’Orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane.
La passione per la musica da camera e l’interesse per i giovani lo hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo nel 1992 e all’istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione W. Stauffer di Cremona nel 1986 insieme a Bruno Giuranna, Rocco Filippini e Franco Petracchi.
Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival Le Settimane Musicali Internazionali di Napoli in cui - primo esempio assoluto - il pubblico era ammesso alle prove, e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco.
Nel 1987 ha debuttato con grande successo come Direttore d’orchestra e successivamente ha diretto, fra l’altro, all’Opera di Roma, all’Opéra di Monte Carlo, all’Opéra di Lille, al Teatro di San Carlo a Napoli, al Festival Rossini di Pesaro, oltre a numerosi concerti sinfonici. 
Oltre alle incisioni per la Deutsche Grammophon dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini con Charles Dutoit, Salvatore Accardo ha registrato per la Philips le Sonate e le Partite di Bach per violino solo, l’integrale dell’opera per violino e orchestra di Max Bruch con Kurt Masur, i concerti di Čajkovskij, Dvořák, Sibelius con Colin Davis, il concerto di Mendelssohn con Charles Dutoit e quelli di Brahms e Beethoven con Kurt Masur. Varie altre incisioni sono il frutto della collaborazione con le etichette ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e Foné. 
Nel corso della sua prestigiosa carriera Salvatore Accardo ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Abbiati della critica italiana per le sue eccezionali interpretazioni.
Nel 1982 il Presidente della Repubblica Pertini lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza della Repubblica Italiana. 
In occasione delle celebrazioni del Bicentenario Paganiniano si è esibito in tutto il mondo suonando i 24 Capricci con il “Cannone”, violino di Guarneri Del Gesù appartenuto a Niccolò Paganini.
Durante la tournée effettuata in Estremo Oriente nel novembre 1996, il Conservatorio di Pechino lo ha nominato Most Honorable Professor.  Nel 1999 è stato insignito dell’ordine Commandeur dans l’ordre du mérit culturel, la più alta onorificenza del Principato di Monaco. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso premio Una vita per la Musica.Salvatore Accardo suona un violino Stradivari  (Hart ex Francescatti "1727) e un Guarnieri del Gesù ("Reade" 1733)
Il programma che vedrà come solisti  il maestro Accardo e Laura Gorna, sarà interamente dedicato alla Musica Barocca  , da Vivaldi a Bach, con  incursioni nel virtuosismo di de Sarasate, con la sua Carmen Fantasy e la stupenda Serenata per archi di P. I. Tchajkovsky. Un programma   tale da mettere in risalto le caratteristiche timbriche dell'Orchestra da Camera Italiana ed il virtuosismo dei suoi solisti che sapranno affascinare il pubblico che ogni volta affolla il Teatro Curci.
Per informazioni tel. 0883/528026 - 380 3454431 info@culturaemusica.it ; www.culturaemusica.it; www.facebook.com/asscurci; @asscurci -  Botteghino Teatro Curci  0883 332456



lunedì 16 gennaio 2017

Karl-Heinz Steffens debutta sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino il prossimo 19 gennaio.


Da primo clarinetto dei Berliner Philharmoniker a Direttore d’orchestra dalla carriera internazionale: il cinquantacinquenne tedesco Karl-Heinz Steffens debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giovedì 19 gennaio alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con collegamento diretto su Radio3. Già protagonista con orchestre come i Berliner Philharmoniker, la Philharmonia di Londra, i Wiener Philharmoniker e la Philarmonique di Radio France, Steffens è stato nominato Direttore musicale della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz a Ludwigshafen dalla stagione 2009/2010. A Torino, insieme al pianista romeno Herbert Schuch, propone il Concerto n. 3 in do minore op. 37 di Ludwig van Beethoven, eseguito per la prima volta a Vienna il 5 aprile 1803, con il compositore al pianoforte. Particolarmente influenzato dalle sue collaborazioni con Alfred Brendel, Schuch ha catturato l’attenzione internazionale dopo aver vinto nel corso di un solo anno tre importanti concorsi pianistici: il “Casagrande” di Terni, il Concorso Internazionale di Londra e il Concorso “Beethoven” di Vienna. Ha collaborato con direttori come Pierre Boulez, Yannick Nézet-Séguin, Jonathan Nott e molti altri.
Nella seconda parte della serata è in programma la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner, una delle pagine più eseguite del compositore austriaco, la cui fama è dovuta anche al suo riferimento funebre a Richard Wagner, che morì proprio mentre Bruckner stava scrivendo l’opera. La prima esecuzione si tenne a Lipsia il 30 dicembre del 1883. La sinfonia ottenne subito un notevole successo di critica, il primo della carriera di Bruckner. Un direttore d’orchestra come Arthur Nikisch arrivò a dire di non aver mai ascoltato nulla di simile, da Beethoven in avanti. 
Il concerto è replicato venerdì 20 gennaio alle ore 20. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani con meno di trent’anni) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.
Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

"La dodicesima notte" di Shakespeare nell'originale adattamento per la Compagnia Diaghilev di Massimo Verdastro torna per dieci recite al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, dal prossimo venerdì 20 gennaio.


«La dodicesima notte» di Shakespeare, nell’originale adattamento per la Compagnia Diaghilev di Massimo Verdastro, tra i grandi interpreti della scena italiana, torna per dieci recite (oltre ad alcune rappresentazioni riservate alle scuole) al Teatro van Westerhout di Mola di Bari a gennaio, da venerdì 20 a domenica 22 e da venerdì 27 a domenica 29, e a febbraio, da giovedì 2 a domenica 5 (feriali ore 21, domeniche ore 19, posto unico 10 euro, info e prenotazioni 333.126.04.25).
Con quest’ultimo spettacolo, già rappresentato sempre al Van Westerhout per 22 repliche (tra serali e matnée) nello scorso mese di ottobre con grande successo di pubblico e critica, la Diaghilev conferma il suo impegno produttivo teso a promuovere un'idea di lavoro di qualità e di largo coinvolgimento del pubblico. Al tempo stesso, le linee di indirizzo seguite dalla Compagnia si riconoscono in un concetto di stanzialità progettuale che individua nel Teatro (inteso come spazio e come attività creativa) un fondamentale centro di aggregazione e un motore propulsore per incrementare i processi di crescita culturale del territorio e per favorire la valorizzazione e la più ampia fruizione del patrimonio artistico della nostra regione. Un percorso in sintonia con i programmi di residenza avviati da diverso tempo nella struttura teatrale molese con la collaborazione della Regione Puglia, Unione Europea, Teatro Pubblico Pugliese, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Comune di Mola di Bari.  
Commedia platonica e tra le più raffinate del drammaturgo inglese, «La dodicesima notte» di Verdastro, cui Radio Tre ha dedicato un’intera puntata della trasmissione «Teatri in prova», affronta l’incertezza del vivere quotidiano, il tema dell’omosessualità e il contrasto tra illusione e realtà. Premio Ubu e Premio Eti Olimpici del Teatro, una carriera caratterizzata dalla scoperta, interpretazione e direzione delle nuove drammaturgie e una serie di collaborazioni da Peter Stein a Luca Ronconi, Verdastro ha curato con Marco Ortolani l’adattamento del testo scespiriano dalla traduzione di Masolino D’Amico esaltando la modernità di questa commedia priva di riferimenti a un’epoca e a un luogo precisi.
«Avrei, infatti, potuto immaginarla in un teatro elisabettiano come in una stazione spaziale», spiega Verdastro, che ha lavorato con un gruppo di giovani attori formato da Elisabetta Aloia, Antonella Carone, Teo Guarini, Francesco Lamacchia, Loris Leoci, Vito Lopriore, Tony Marzolla, Paolo Panaro, Giulia Sangiorgio e Giuseppe Scoditti.
Sono gli interpreti di questa commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere, nella quale amore ed espedienti si mescolano sapientemente attraverso le vicende di Sebastian e della sorella gemella Viola, che travestita da uomo si fa strada in un mondo dominato dagli uomini.
Naufraga con il fratello in una terra sconosciuta, l’Illiria, Viola decide di entrare a fare parte del nuovo mondo sotto spoglie maschili generando una serie di equivoci attraverso i quali i vari personaggi sveleranno la loro natura più profonda. «La Dodicesima notte è, infatti, la commedia dell’androginia, uno dei nuovi temi della cultura rinascimentale», racconta Verdastro. «Shakespeare fa suo questo dato culturale. E agli albori del XVII secolo concepisce un’opera in cui l’omosessualità dichiarata di Antonio nei riguardi di Sebastian, quella apparente del duca Orsino verso Viola-Cesario e quella nascosta di Olivia nei riguardi dello stesso personaggio, diventa elemento di contrapposizione al prevalente codice di comportamento eterosessuale. L’omosessualità - spiega ancora Verdastro - in Shakespeare è un sentimento in divenire, non una consuetudine culturale già acquisita. Per cui, nel travestimento di Viola, nel turbamento che lei prova e provoca negli altri personaggi, si avverte la volontà di trasgredire o sovvertire ordini di percezione già acquisiti, di sperimentare una diversa eccitazione della mente di fronte alle molteplici possibilità d’essere».
Scene e costumi portano la firma di Tommaso Lagattolla, le luci quella di Marcello D’Agostino. Musiche a cura di Marco Ortolani, preparazione vocale e musicale di Francesca Della Monica, mentre i movimenti mimici e l’assistenza alla regia sono di Giuseppe Sangiorgi.

Il 20 gennaio il violinista Valery Sokolov suona a Taranto con l'Orchestra della Magna Grecia diretta da Luigi Piovano.


«La sua performance è stata ricca di contrasti, in un’alternanza di acciaio e velluto. L’ultimo movimento del concerto era pieno di energia, il suono sontuoso ed elettrizzate, drammatico ed esilarante al tempo stesso...»: così si esprimeva Tim Homfray, giornalista della prestigiosa rivista inglese “The Strad”, recensendo nel 2011 un concerto del violinista ucraino Valeriy Sokolov. 
Nato nel 1986 a Kharkov, Valeriy Sokolov, violinista cresciuto alla formidabile scuola di una leggenda dell'archetto come Yehudi Menhuin, appena trentenne è già una solida realtà del concertismo classico internazionale, tanto da essere sempre più richiesto per le sue interpretazioni sorprendentemente mature di alcune delle opere più difficili del repertorio violinistico; da anni, inoltre, Valeriy Sokolov è legato, con un contratto in esclusiva, all’importante etichetta EMI/Virgin Classics per la quale ha già inciso numerosi CD. Il violinista Valeriy Sokolov sarà il protagonista, con l’Orchestra ICO “Magna Grecia diretta da Luigi Piovano, di “Brahms in forma di danza”, il concerto con cui torna al grande repertorio classico la XV Stagione “Matera in Musica di Festival Duni e Istituzione Concertistico Orchestrale “Magna Grecia”. All’Auditorium “Gervasio” di Matera Valeriy Sokolov si misurerà con il grandioso Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 77 di Johannes Brahms, universalmente considerato come una delle partiture più riuscite del compositore tedesco, uno dei concerti per violino più famosi ed eseguiti nella storia della musica.
Composto da Brahms a quarantacinque anni, in una delle sue più tranquille e feconde stagioni creative, il Concerto per violino e orchestra è percorso in gran parte da una esuberanza di melodie e da una radiosa amabilità di tono, una splendida partitura la cui esecuzione richiede al solista non comuni capacità interpretative e un notevole virtuosismo.
In questo concerto l’Orchestra ICO “Magna Grecia” sarà diretta da Luigi Piovano, il suo Direttore musicale, raffinato ed esperto direttore, nonché “primo violoncello” dell’Orchestra di Santa Cecilia di Roma.Con la sua direzione l’Orchestra “Magna Grecia” eseguirà in questo concerto anche le travolgenti Danze Ungheresi di Johannes Brahms, popolarissime composizioni che recuperano la tradizione popolare zigana.
Sono un appassionato omaggio alle canzoni di quel mondo zingaresco che il giovane Brahms aveva conosciuto, annotandosene le melodie, nelle birrerie viennesi e in occasione di una sua tournée in Ungheria con il violinista Ede Remémyi, per poi farle rivivere in queste composizioni mantenendone la straordinaria vitalità, fatta di varietà e leggerezza ritmiche.
“Brahms in forma di danza” con Valeriy Sokolov e l’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Luigi Piovano,concerto della stagione XV “Matera in Musica” 2016-2017 di Festival Duni e ICO “Magna Grecia”, si terrà venerdì 20 gennaio (ingresso ore 20.30 - start ore 21.00), all’Auditorium “Gervasio” di Matera.
Biglietti a € 15 al botteghino, + € 1 di eventuale prevendita: per info e prevendita rivolgersi a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 –info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso la Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411, www.orchestramagnagrecia.it 
È confermata anche quest’anno la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; main sponsor sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera. Partner istituzionali sono Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Comune di Matera, Regione Basilicata, UNESCO, FESR Basilicata, Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Partner tecnico è Provinciali Service audio video luci.

Splendida prova della violinista Francesca Dego con Brahms sabato scorso con l'Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari.


Un' atmosfera quasi polare, ha accolto il concerto diretto da Boian Videnoff con la partecipazione della solista al violino Francesca Dego. In programma c'erano solo due composizioni, dato il freddo gelido della serata in Cattedrale. La Sinfonia n. 40 in sol minore di Mozart e il Concerto per violino in re maggiore op. 77 di Brahms, suonato per l'appunto dalla Dego.
Una folla notevole ha accolto la solista milanese, C'era pubblico persino in piedi, in ogni angolo della chiesa. Dopo l'introduzione con la bella sinfonia mozartiana, diretta dal maestro bulgaro Videnoff con autorevolezza e sicurezza, l'Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari ha reso con bello spirito anche il capolavoro di Brahms, ben interpretato dalla Dego. L'acustica si è rivelata parecchio imprecisa, data la scarsa puntualità degli "attacchi"., ma il concerto ha avuto una esemplare interpretazione della Dego, che ha offerto il suo eccellente virtuosismo paganiniano nei momenti stellari del concerto. Soprattutto nel secondo e terzo movimento si è espressa ottimamente nelle due cadenze, riportando un Buon successo. Speriamo che questa serata sia l'ultima "fuori sede". Non se ne può più di continuare a soffrire per l'assenza di un Auditorium "Nino Rota" ormai pronto da più di un anno, e che è ancora inutilizzabile per io motivi più assurdi. Ci aspettiasmo che questa sia la volta buona, per l'Orchestra stabile barese, per avviare una stagione Organica e positiva, senza più tentennamenti di sorta nella sua sede più appropriata. Si spera che la Politica si metta d'accordo almeno su questo e ci dia una notizia positiva.

sabato 14 gennaio 2017

Presso la Biblioteca Comunale di Cavallino Emanuela Boccassini insieme all'editore Stefano Donno presenteranno il libro di Raffaele Polo "O Andramu pai".






Presso la Biblioteca Comunale di Cavallino G. Rizzo in via Amendola, Emanuela Boccassini insieme all’editore Stefano Donno presenteranno il libro di Raffaele Polo “O Andramu pai” (iQdB Edizioni di Stefano Donno) martedì  17  gennaio 2017 ore 18,00.
In “O andramu pai! – le improbabili indagini dell’ufficiale Rizzo a Calimera” il protagonista l’ufficiale Rizzo, per l’appunto, sposta le sue indagini nel cuore della Grecìa Salentina … a Calinera. “Era da andare a ricevere l’ennesimo, incomprensibile incarico che la sorte sembrava divertirsi ad appioppargli. Se un giorno scriverò le mie memorie, pensò Rizzo, vorrei che ci fosse il preambolo ‘Gli improbabili casi salentini dell’Ufficiale’, perchè, veramente, erano sempre più improbabili e sempre più salentini…
Raffaele Polo dagli anni Sessanta, quando ancora nessuno osava ambientare nel Salento le proprie storie, scrive e pubblica racconti, novelle, articoli, romanzi, saggi, tutti ambientati a Lecce e dintorni. Nato per caso a Piacenza nel 1952, i suoi libri di maggior successo sono Gite nell’irreale (1985), Una storia leccese (1992), Libreria Antica Roma (2005), Le fiamme di Supersex (2007), Storie dal Salento (2011).
iQdB edizioni di Stefano Donno / Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 / 73107 Sannicola (LE) / Mail – iquadernidelbardoed@libero.it
Redazione – Mauro Marino / Social Media Communications – Anastasia Leo, Ludovica Leo
Segreteria Organizzativa – Dott.ssa Emanuela Boccassini
Public Relations – Raffaele Santoro

Un appuntamento da non perdere il prossimo 15 gennaio con lo spettacolo "Sto Core Mio" con Tosca a Barletta.


Un appuntamento da non perdere, domenica 15 gennaio, porta ore 18,00 e inizio ore 18,30, con lo spettacolo "Sto Core mio" , notturno napoletano per Roberto Murolo, con la Bubbez Orchestra, con TOSCA - voce, Giovanna Famulari -  Pianoforte, violoncello e voce, Massimo     De Lorenzi -Chitarra  e Contrabbasso,  Ermanno Dodaro- chitarra,  Emanuele Buzi - Mandolino,  Mauro Schembri- Mandolino e  Mandola , messa in scena di  Massimo Venturiello  e arrangiamenti musicali della  Bubbez Orchestra e Duo Anedda, organizzato dalla Associazione Cultura e Musica "G. Curci" di Barletta, nell'ambito della sua 33.ma Stagione Concertistica, con il sostegno del Comune di Barletta, la Regione Puglia, il Mibact e in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e il Teatro Pubblico Pugliese. Un “viaggio musicale” di oltre venti canzoni, attraverso il quale Tosca è riuscita ad arrivare al cuore della canzone napoletana.
L’omaggio a Murolo consiste proprio nel riuscire ad arrivare all’essenza stessa della canzone napoletana, semplice e senza troppi orpelli, così come il Maestro Murolo le aveva insegnato.
«Con un filo di voce mi fece capire che la canzone napoletana non era solo veemenza e calore, ma anche raffinatezza e semplicità».
E a queste due ultime corde, Tosca ha scelto di improntare il concerto che inizia da «Silenzio cantatore»  e passa per il «Canto delle lavandaie del Vomero», «’A casciaforte», quindi arriva            a «Marzo», a «Raziella» fino a «Cu’mme» . Non mancano momenti di virtuosismo e di gioco musicale con alcune macchiette ma anche chicche di grandi canzoni partenopee tradotte in altre lingue: da “Te voglio bene assaje” a “E allora?”, a “Serenata Napolitana”, fino ad arrivare a“Cantava”, un inedito dedicato a Murolo, scritto poco prima della sua morte da Enzo    Gragnaniello. Ma la più antica è un gioiello di Di Lasso, datato del 1550. Si tratta di «Sto core mio» (da cui il titolo del live), che la villanella immagina fatto nientemeno che di diamante.
Tiziana Tosca Donati, in arte semplicemente Tosca, è prima di tutto una donna che crede nell’artigianalità e conseguente indipendenza assoluta del lavoro d’artista. Di qui discese 10 anni fa la scelta, allora in totale controtendenza, di rinunciare a un importante contratto discografico per diventare imprenditrice, produttrice e impresario di se stessa nel solco della migliore tradizione teatrale italiana, profondamente legata all’idea di ‘bottega a conduzione familiare”, progetto realizzatosi nel sodalizio artistico, imprenditoriale e sentimentale con il compagno, il regista e attore Massimo Venturiello.
Con decine di titoli importanti, incentrati sul tema della canzone teatro, l’impresario Tosca, finalmente libera produttrice di se stessa, ha vinto pienamente la sua scommessa: Romana, omaggio all’amica Gabriella Ferri, Gastone, la Strada, Musicanti, Zoom Spartito Cinematografico, Il Borghese Gentiluomo, Sto’ Core Mio sono solo alcuni fra i tanti lavori che, con continue riprese in tutt’Italia, le hanno portato un successo di pubblico concreto, reale, assolutamente non mediatico, un continuo contatto diretto e familiare con il pubblico italiano, quasi un porta a porta di vera ispirazione artigianale, proprio come Tosca voleva.
Da questa lunghissima e vincente esperienza sui palchi, a contatto con il pubblico vero e non mediatico, nasce l’album “Il Suono della Voce”, prodotto da Tosca e dalla violoncellista Giovanna Famulari, excursus antologico non solo delle potenzialità espressive della voce di Tosca, che in tal senso non ha rivali nel nostro paese, ma anche indagine sull’intramontabile forma canzone, nelle sue mille anime diversamente coltivate in tutto il mondo, in mille lingue con esiti diversissimi ma sempre di immediata comprensione. Ovviamente rientrare in studio dopo tanti anni di live è stata per Tosca una decisione molto pensata, così come frutto di infinite riflessioni è la scelta di ogni singolo brano, che rispecchia da un lato il desiderio di fotografare la versatilità espressiva raggiunta dall’artista, ma non solo. Ci sono certo scelte evidenti, come quella di interpretare la bellissima canzone regalata dall’amico di sempre Ivano Fossati, Il Suono della Voce, che dà anche il titolo all’album; poi ci sono sorprese, come la collaborazione tra il chitarrista e compositore cult brasiliano Guinga e lo stesso Ivano Fossati ne L’Annunciazione, che ha dato il via a un connubio artistico fra i due interpreti-autori scaturito dall’amicizia con Tosca come trait d’union.
Nell’album anche una preziosa collaborazione con Joe Barbieri che duetta con l’artista nella sua Cicale e chimere.
Ma nel fondo in tutto l’album c’è sempre un’idea di musica, profonda e radicata, che viene da lontano, sottolineata anche dalle partecipazioni strumentali di grandi musicisti tra i quali lo stesso Guinga, Gabriele Mirabassi, Germano Mazzocchetti e il duo Anedda.
Per informazioni tel. 0883/528026 - 380 3454431 info@culturaemusica.it ; www.culturaemusica.it; www.facebook.com/asscurci; @asscurci -  Botteghino Teatro Curci  0883 332456



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venerdì 13 gennaio 2017

Sabato 14 gennaio e domenica 15 si terranno al Teatro Forma di Bari le ultime due repliche dello spettacolo "il fantasma" con il duo formato da Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli.


Sabato 14 gennaio (alle 21) e domenica 15 (alle 18) si terranno al Teatro Forma di Bari (via Fanelli 226/1) le ultime due repliche per l'Anonima G.R. dello spettacolo «Il fantasma». Sul palco, insieme allo storico duo formato da Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, c'è ancheMimmo Pesole. Biglietti in vendita al botteghino del Teatro Forma, su www.bookingshow.com e al Box Office di Feltrinelli Bari. Infotel: 080.501.81.61.



Il Fantasma

Una antica casa avuta in eredità, presenze, voci inquietanti. Carmela, donna fragile e suggestionabile, succube del suo ambiguo marito. E poi ancora, un antico fantasma, mezzo smemorato, deciso a vendicarsi sui discendenti di suo cugino Federgeo, che lo murò vivo per impossessarsi di tutti suoi beni.
Questi, alcuni degli ingredienti dell'ultimo spettacolo dell’Anonima GR, scritto da Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli; un horror-comic che si sviluppa in un racconto ondivago, con personaggi e situazioni strampalate sul filo dell’incredibile, tra il normale e il paranormale, che rivelano aspetti imprevedibili e oscuri della psiche umana.
I personaggi “normali” poi, sono un improbabile Ghostbuster, chiamato per distruggere il fantasma della casa, e l’esorcista che cercherà di liberare Carmela da un inesistente demone che la possiede.
Nell’insieme, tutti i personaggi hanno qualcosa di paradossale, di clownesco, che colora di comicità lo spettacolo, in un intrigo di antiche credenze incarnate nelle nostre menti, che ci fanno credere ciò che non esiste, quasi per fuggire dalla razionalità della vita.
Due racconti quindi, uno fantastico e l’altro reale, ma che alla fine convergono in un finale che scompagina tutto, confondendo il razionale con l’irrazionale, lasciando così in sospeso vendette e giuste punizioni. Ma si sa, nella vita non è mai certo il giusto, ed è proprio per questo che alla fine resteranno insolute alcune domande.
Il tutto è trattato con la comicità satirica dell’Anonima G. R., perché con l’ironia e il sorriso si vince la paura dei fantasmi e il cinismo della vita.

Venerdì 27 gennaio La Gazza ladra di Rossini va in scena al Petruzzelli con la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di George Petrou.


Venerdì 27 gennaio alle 20.30 La gazza ladra di Gioachino Rossini, per la regia di Damiano Michieletto, aprirà la Stagione d’Opera 2017 della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro il maestro George Petrou, maestro del Coro del Teatro sarà Fabrizio Cassi.
A firmare le scene Paolo Fantin, i costumi Carla Teti, il disegno luci Alessandro Carletti.

Lo spettacolo è una produzione del Rossini Opera Festival.

A dar vita al melodramma in due atti su libretto di Giovanni Gherardini: Davide Giangregorio (Fabrizio Vingradito), Loriana Castellano (Lucia), Francisco Brito (Giannetto 27/29/31 gennaio e 2 febbraio), Christian Collia (primo febbraio), Christina Daletska (Ninetta 27/29/31 gennaio e 2 febbraio), Alessia Nadin (Ninetta primo febbraio), Simone Alberghini (Fernando Villabella  27/29/31 gennaio e 2 febbraio), Alessandro Abis (Fernando Villabella  primo febbraio), Carlo Lepore (Gottardo 27/29/31 gennaio e 2 febbraio), Clemente Antonio Daliotti (Gottardo primo febbraio), Victoria Yarovaya (Pippo 27/29/31 gennaio e 2 febbraio), Antonella Colaianni (Pippo primo febbraio), Gianluca Bocchino (Isacco), Marco Miglietta (Antonio), Stefano Marchisio (Giorgio), Alberto Comes (Ernesto), Gianfranco Cappelluti (Il pretore), Sandhya Nagaraja (La gazza).
In replica domenica 29 gennaio alle 18.00, martedì 31 gennaio alle 20.30, mercoledì primo e giovedì 2 febbraio alle 20.30.

Con l’apertura della Stagione 2017 tornano anche le Conversazioni sull’Opera: sarà Bruno Cagli venerdì 20 gennaio alle 19.00 ad aprire il ciclo con un incontro dedicato a La gazza ladra di Gioachino Rossini.

Biglietti in vendita al botteghino del Teatro Petruzzelli e on line su www.bookingshow.it.
Informazioni 080.975.28.10.



Francesca Dego con il maestro bulgaro Boian Videnoff suona il concerto di Brahms domani sera in Cattedrale.


Domani, sabato 14 gennaio 2017, alle ore 20.30, nella Cattedrale di Bari, si inaugura la stagione musicale dell’Orchestra sinfonica metropolitana con un programma di eccezione che vedrà sul podio il maestro bulgaro Boian Videnoff e la violinista lombarda Francesca Dego fra le migliori interpreti italiane di oggi.
Francesca Dego, ospite delle più prestigiose orchestre internazionali, è vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Nel 2008 è stata la prima violinista italiana ad entrare in finale al Premio Paganini di Genova dal 1961 aggiudicandosi inoltre il premio speciale “Enrico Costa” riservato al più giovane finalista.
Con l’Orchestra sinfonica metropolitana eseguirà il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, la Sinfonia n.40 in Sol minore K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart e la Serenata per archi op. 20 di Edward Elgar.
Ingresso libero.

giovedì 12 gennaio 2017

La sezione " Young" della 73esima Stagione concertistica degli Amici della Musica "Speranza" si apre con il Duo Images degli arpisti Fabrizio Aiello e Gabriella Russo il prossimo 22 gennaio.


La sezione «Young» della 73esima Stagione concertistica degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» nel Salone della Provincia di Taranto si apre con il Duo Images degli arpisti Fabrizio Aiello & Gabriella Russo domenica 22 gennaio (ore 18), e non più domenica 15 gennaio, per l’imprevista contemporaneità nello stesso luogo delle elezioni provinciali, slittate di una settimana a causa del maltempo.
Vetrina riservata ai giovani talenti, la sezione «Young» prevede un ciclo di cinque domeniche in concerto (biglietti euro 5), la prima delle quali vede di scena due musicisti, Aiello e Russo, impegnati da dieci anni nell’approfondimento e divulgazione del repertorio cameristico per due arpe. Vincitori di diversi concorsi internazionali, i due artisti, che attualmente si stanno perfezionando alla Scuola di Musica di Fiesole con Giampaolo Pretto, direttore d’orchestra e primo flauto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, propongono per gli Amici della Musica un programma particolarmente affascinante e intrigante che spazia dai compositori del Settecento, con il Duo op. 30 di Francesco Petrini, sino ai contemporanei Fabio Anti («Suite delle arpe danzanti», in prima assoluta), Palmo Liuzzi («Andante per due arpe») e Rodolfo Saraco («Morning Flower»), autori di brani scritti appositamente per il Duo Images.
Inoltre, una parte del programma è dedicata alle «donne dell'arpa» con composizioni ispirate a personaggi femminili, tra cui i duetti che Marcel Grandjany scrisse in onore delle sue allieve e «La Ragazza» di Bernard Andrès. Una doverosa parentesi popolare si ascolterà con la pizzica «Don Mauro» di Lincoln Almada e una trascrizione della «Spanish Dance n. 5» di Enrique Granados. Completano il programma brani di Holý e Thomas.
La sezione «Young» proseguirà, sempre nel Salone della Provincia, con le esibizioni del pianista Michele Renna (29 gennaio), dello Jonic Brass Quintett (12 febbraio), del pianista Giuseppe Demaglie (19 marzo) e del quintetto di fiati Enarmonia (30 aprile).
Per il cartellone principale della 73esima Stagione concertistica il prossimo appuntamento è, invece, con il siriano Aheam Ahmad il 27 gennaio (Auditorium Tatà, biglietti euro 20, ridotti euro 15). Le immagini del musicista tra le macerie nel quartiere alle porte di Damasco, quando l’Isis gli ha bruciato il pianoforte, hanno commosso il mondo intero.

Per la stagione di danza contemporanea del Comune di Bari domani 13 gennaio va in scena alle 21 uno speech Teatro Kismet.


Per la stagione di danza contemporanea del Comune di Bari realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Teatri di Bari e Altradanza, uno speech e una produzione domani, venerdì 13 gennaio, dalle ore 21.00 al Teatro Kismet.
Doppio appuntamento al Teatro Kimet OperA con Roberto Castello: La danza spiegata agli odontoiatri e a seguire In girum imus nocte (et consumimur Igni)

domani, venerdì 13 gennaio 2017
dalle ore 21.00 
al Teatro Kismet

ALDES/Roberto Castello
LA DANZA SPIEGATA AGLI ODONTOIATRIConferenza – spettacolo semiseria su tutto ciò che a teatro non è letteratura 
di e con ROBERTO CASTELLO
Il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia offre al pubblico la sua personale visione della danza in palcoscenico. 45 minuti su come rendere intellegibile l’arte coreutica.

 a seguire

IN GIRUM IMUS NOCTE
(ET CONSUMIMUR IGNI)
(Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco)
di ROBERTO CASTELLO
in collaborazione con la compagnia
interpreti Mariano Nieddu, Stefano Questorio, Giselda Ranieri, Irene Russolillo
assistente Alessandra Moretti
luci, musica, costumi Roberto Castello
costumi realizzati da Sartoria Fiorentina, Csilla Evinger
con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
Una scabro bianco e nero e una musica ipnotica sono l'ambiente nel quale si inanellano le narrazioni di questo peripatetico spettacolo notturno a cavallo fra cinema, danza e teatro. Illuminato dalla fredda luce di un videoproiettore, il nero profondo dei costumi rende diafani i personaggi e li proietta in un passato senza tempo abitato da un'umanità allo sbando che avanza e si dibatte con una gestualità brusca e scomposta, oltre lo sfinimento; mentre il ritmo martellante trasporta poco a poco in una dimensione ipnotica e ad un'empatia quasi fisica con la fatica degli interpreti. ”In girum imus nocte et consumimur igni”, “Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco”, enigmatico palindromo latino dalle origini incerte che già fu scelto come titolo da Guy Debord per un famoso film del 1978, va così oltre la sua possibile interpretazione di metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri, per diventare un'esperienza catartica della sua, anche comica, grottesca fatica.

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Il cantautore Max Vigneri presenta sabato 14 gennaio alle 19.30 il suo ultimo progetto discografico presso il Fondo Verri di Lecce.


Il cantautore leccese Max Vigneri presenterà sabato 14 gennaio, alle ore 19.30, presso il Fondo Verri di Lecce, il suo ultimo progetto discografico “Tempo”, uscito pochi giorni fa per Abac edizioni.
La serata verrà introdotta dallo scrittore Livio Romano e nel corso della presentazione il cantautore eseguirà dal vivo alcuni brani, accompagnato da Josh Chiriatti all’organo Hammond, pianoforte e tastiere, e da Egidio Presicce al sax. Ospiti della serata saranno Elisabetta Guido, Bianca Berry, Alberto Minafra,Andrea Rizzo, Antares De Nunzio, Francesco Marra e il produttore/editore Andrea Baccassino.
 Un artista introspettivo, profondo, di qualità e poliedrico che dopo il suo primo disco, “Caffè Buda”, pubblicato nel 2011, ha scritto dodici brani intensi, che creano l’atmosfera raffinata e suggestiva di “Tempo”, registrato pressoValkiria Studio. 
«È un album pieno di canzoni d'amore, ma che ha una particolarità – racconta l’artista – ossia nei testi non c'è mai la parola "amore". Un sentimento quindi non esplicitato, ma espresso sotto varie forme, come quella del tempo, che dà il titolo al disco. Donare il proprio tempo non è forse un atto d'amore? Amore poi sì, per la donna, ma anche per la musica e l'arte, come racconto in "L'artista". Il sentimento più bello del mondo nelle più svariate sfaccettature, ognuna corrispondente a un sound preciso: li imparerete a conoscere ascoltando l'album.»
La presentazione di sabato 14 gennaio è a ingresso libero.

mercoledì 11 gennaio 2017

Si inaugura al Comunale di Bologna il 20 gennaio la nuova stagione lirica con il Ratto dal Serraglio di Mozart diretto da Nikolaj Znaider.


La nuova stagione lirica del Teatro Comunale di Bologna si inaugura venerdì 20 gennaio alle ore 20.00 (serata di Gala), con il Singspiel Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) K 384 di Wolfgang Amadeus Mozart, realizzato in una produzione del TCBO con il Festival di Aix-en-Provence (dov’è stato rappresentato nel 2015) e il Musikfest Bremen. Sul podio Nikolaj Znaider, danese, affermato violinista oggi sempre più frequentemente impegnato nella direzione d'orchestra, al suo debutto in Italia in un'opera. La regia è dell'austriaco Martin Kušej, Sovrintendente del Residenztheater di Monaco e riconosciuto come uno dei più rilevanti registi degli ultimi anni sulla scena internazionale. Le scene sono di Annette Murschetz, i costumi di Heide Kastler e le luci di Reinhard Traub. La regia è ripresa a Bologna da Herbert Stoeger. La prima dell'opera verrà trasmessa in differita da Radio3 Rai.

Il "Singspiel" (spettacolo operistico con dialoghi parlati in lingua tedesca) su libretto di Christoph Friedrich Bretzner rielaborato da Johann Gottlieb Stephanie il giovane, andato in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna nel luglio del 1782, viene ora proposto collocando la vicenda in un Oriente vicino a noi per epoca e ambientazione, trasformando il palcoscenico in una landa desertica, con tanto di dune di sabbia e tende berbere, sulla quale si svolgono le contrastate vicende tra le due coppie di amanti protagoniste e i loro antagonisti, leggibili anche come metafora dei contrasti tra Occidente e Oriente. I dialoghi, riscritti dal drammaturgo Albert Ostermaier, trasportano l’azione negli anni ’20 del Novecento (gli anni di Lawrence d’Arabia e del tardo colonialismo europeo), quando le potenze occidentali – con in testa l’Inghilterra – fecero del Medio Oriente il territorio dell'estrazione del petrolio, della ricchezza, del potere, con il pretesto della lotta contro gli ottomani alleati con i tedeschi, suscitando nelle popolazioni un risentimento profondo, di cui l'Isis è il prodotto finale di oggi. Lo spettacolo muove quindi una profonda riflessione storico-politica e le scene generano forse ancora di più un forte impatto visivo ed emotivo nel pubblico per l'inevitabile associazione con le immagini di cronaca che ogni giorno scorrono davanti agli occhi di tutti. Già all'epoca di Mozart Il ratto dal serraglio si inseriva in quel filone di opere legate a una moda della turcheria che da tempo esorcizzava in Occidente la paura per le invasioni ottomane.
Questa versione del Ratto (che ha suscitato accesi contrasti in occasione del debutto ad Aix en Provence) arriva adesso a confrontarsi con la sensibilità del pubblico italiano in un teatro, come il Comunale di Bologna, da sempre caratterizzato per l’apertura nei confronti dei nuovi linguaggi (negli ultimi anni ha ospitato registi del calibro di Bob Wilson, Romeo Castellucci, Guy Joosten, Alvis Hermanis, opere contemporanee multimediali come "River of Fundament" di Matthew Barney ed esponenti del nuovo teatro di ricerca come Fanny & Alexander, Nigel Lowery e Pietro Babina).
Martin Kušej, vincitore in Germania del prestigioso premio "Faust" per la migliore regia teatrale nel 2012, è celebre per il suo teatro politico, "radicale" e senza compromessi, ed è tra i registi di oggi quello fra i più noti in questo "sport estremo”, con cui le sue realizzazioni sceniche esplorano le regioni infuocate della società, come nel caso di questa messa in scena del Ratto mozartiano.
Sul palco sono impegnati Karl-Heinz Macek nel ruolo del pascià Selim, Cornelia Goetz in quello di Kostanze, Julia Bauer nei panni della sua cameriera Blonde, Bernard Berchtold come Belmonte, Johannes Chum nel ruolo del suo servitore Pedrillo e Mika Kares come Osmin. L'orchestra, il coro diretto da Andrea Faidutti e i tecnici sono quelli del Teatro Comunale di Bologna. Die Entführung aus dem Serail è replicato il 22, 24, 26 e 29 gennaio.
Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfa Wassermann.
I biglietti (da 125 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un'ora e mezza prima dell'inizio di ogni spettacolo al 50% del costo.