giovedì 25 maggio 2017

Sarà Giorgia Mazzucato, cantante padovana classe 1990, a rappresentare l'Italia in scena negli Stati Uniti e in Messico nel 2017.


Allieva di Franca Rame e Marco Baliani, premiata da Paolo Poli e recensita dal Premio Nobel Dario Fo - che di lei da giovanissima già parlava di una professionista del Teatro - vincitrice del Roma Fringe Festival e al Teatro L'Avogaria di Venezia, la cantante Giorgia Mazzucato (nella foto) nell'estate del 2017 rappresenterà l'Italia negli Stati Uniti e in Messico chiamata per il suo Viviamoci. 
Hollywood, San Diego, Tijuana: sono queste le città che toccherà la tournée oltreoceano dello spettacolo "Viviamoci" (in co-produzione: Maria Beatrice Alonzi e Giorgia Mazzucato - Produzione Stabile della SITI e Fringe Italia), per l'occasione tradotto in LIFEGATE, un monologo di teatro civile di uno dei talenti italiani che più si è fatto notare negli ultimi anni, Giorgia Mazzucato. 
Classe 1990, padovana, recensita dal Premio Nobel Dario Fo che definì lo spettacolo da lei scritto e diretto “paradossale e metafisico, forte di una scrittura puntuale ed efficace", Giorgia Mazzucato negli anni si è fatta conoscere e apprezzare su tutta la scena nazionale conquistando le home page dei maggiori quotidiani italiani con le web serie ideate insieme alla digital artist Maria Beatrice Alonzi, la prima serata di Sky e poi ancora il Premio Miglior Spettacolo nella prestigiosa rassegna dello storico teatro veneziano Teatro L’Avogaria della famiglia Poli e uno speciale invito al Festival di Alcatraz della famiglia Fo - insieme a Paolo Rossi e Moni Ovadia - e al MAT (Mirror Art Therapy) per la sua forte potenza emotiva. 
Un unicum nella scena italiana che vede una giovanissima attrice e autrice convincere critica e pubblico con uno spettacolo ironico e intelligente, "empatico" e dal profondo taglio civile. 
Nell'estate 2017, per Giorgia Mazzucato con lo spettacolo Viviamoci sarà la prima volta in tournée all'estero, chiamata direttamente dal San Diego (19, 25, 26, 29 giugno, 1, 2 luglio ), dall’Hollywood Fringe Festival (17, 21 giugno) e dal Tijuana Fringe Festival (23, 24 giugno) in rappresentanza dell'Italia. 
Monologo trasformista, Viviamoci è un intreccio di storie che si colorano l'un l'altra esplorando le diverse atmosfere e sensazioni che oscillano in opposizione tra il comico e il tragico, tra felicità, rabbia, disperazione, speranza, paura, nostalgia, sorpresa e rimorso. Lo spettacolo è vero e proprio viaggio interno ed esterno ai tre diversi personaggi, interpretati dall’attrice, e ai loro mondi che si creano tra incontri e scontri: una giovane madre piange di gioia e poi di dolore, la piccola figlia, energica e felice, viaggia nella fantasia con i suoi giochi di parole e l’amato peluche, un giovane meccanico veneto cresce con un duro lavoro, tra soddisfazione ed errori fatali.
 

Stasera nella Chiesa di San Rocco a Matera si terra il concerto del "ClariFagotEnsemble" a cura dei professori Perrone e Marcosano.


Il giorno 26 maggio alle ore 20.30 presso la Piazza San Giovanni / chiesa San Rocco/Sant'Anna si terrà il concerto "ClariFagotEnsemble" (nella foto) a cura dei proff. Perrone (Direttore) e Marcosano. Il programma prevede l'esecuzione del Canto degli Italiani, Inno alla Gioia, Inno Matera 2019. In seguito si potranno ascoltare il Prelude dal Te Deum di Charpentier (trascrizione di Saverio Cavallo), il Rondò dalla Serenata KV 361 di Mozart. Successivamente sarà la volta di tre prime esecuzioni assolute:
Eufonie 2016 di Samale, Trees di Simmarano e Libera Toccata Terza di Festa. 
Infine saranno eseguiti Allegro Luminescente, da Grafie di Luce, e "Cupacupando" e "Ti nanna nena", da Il Canto dei Sassi, di D'Ambrosio e un "Films Medley-da Morricone a Bakalov...a Rota", con trascrizioni di Vincenzo Perrone, Bruno Friolo e Salvatore Frammartino.
L'ensemble sarà composto da Bruno Friolo, Cosma Lacanfora, Saverio Cavallo, Vincenzo Guida, Giada Cuscianna, Davide Fiorino, Mattia Liuzzi, Saverio Morelli, Ilianna Dimartino, Gianfranco Pinto, Sandro Crisanti, Domenico Leone, Raffaele Marcosano, Marco Rizzi, Ornella Bolognese, Francesco Cristallo.

L'appuntamento con il fotografo Piergiorgio Branzi è per domani con la cerimonia d'inaugurazione al Circolo Fotografico il "Castello" di Taranto.


Quaranta scatti raccontano il Sud (e la Puglia), con la sua umanità quasi mitica, nell’omonima mostra di Piergiorgio Branzi (nella foto), maestro della fotografia al quale è dedicata l’apertura della quattordicesima edizione di FotoArte. L’appuntamento con Branzi (nella foto) per il vernissage di «Sud» e il seminario «Il mio Sud», testimonianze di un lungo viaggio nel Meridione d’Italia iniziato negli anni Cinquanta, è al MuDi (Museo Diocesano) di Taranto, venerdì 26 maggio (ore 18), per la cerimonia d’inaugurazione della manifestazione ideata dal Circolo Fotografico il Castello, che quest’anno propone appuntamenti, oltre che nel capoluogo ionico (sino al 4 giugno), anche a Bari (3-9 giugno) e, in provincia di Lecce, a Salice Salentino (17-23 giugno) e Casarano (24-25 giugno). L’iniziativa, rivolta a professionisti ed appassionati, prevede un articolato programma tra visione e partecipazione, con altre mostre personali e collettive, diversi seminari e, ancora, workshop e letture portfolio.
Al MuDi di Taranto (vico Seminario 1), insieme agli scatti di Branzi si potranno ammirare le opere di Andrea Pacanowski («Mutevole realtà»), Graziano Panfili («Di padre in figlio»), Franco Sortini («Tamburi, quartiere ai margini»), Peppe Carucci («Intentus animo»), Francesco Cacciuttolo («Aprite quella porta»), i mini portfoli degli utenti del Centro Diurno Basaglia («Racconti) e la collettiva dei soci del Circolo Fotografico Il Castello («La bellezza nell’imperfezione»).
Il programma nel capoluogo ionico proseguirà il 27 maggio, sempre al MuDi, con Branzi presidente di giura della tappa tarantina di Portfolio Italia, il Circuito ideato nel 2004 dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e diventato uno degli eventi fotografici più importanti del Paese. Dalle 10.10 alle 13.10 e dalle 16.10 alle 19.10 si alterneranno alla lettura Susanna Bertoni, Lisa Bernardini, Sandro Bini, Marcello Carrozzo, Luigi Erba, Saverio Langianni, e Andrea Pacanowski secondo una formula che verrà proposta anche il giorno seguente dalle ore 9.10 alle ore 13.10 con la proclamazione dei vincitori in serata.
Inoltre, sempre al Mudi, il 27 maggio è in programma il workshop di Max Angeloni (ore 9.30), «Lo stile narrativo-1000 modi per personalizzare una storia», mentre il 28 maggio un altro workshop, «Alla scoperta della street-photography», sarà tenuto da Donato Chirulli (9.30). Gli appuntamenti sono entrambi sostenuti dalla casa giapponese Fujifilm, che consentirà di provare le fotocamere e gli obiettivi top della propria produzione.
La ricca programmazione prevede ancora seminari, uno il 28 maggio (ore 18) con Andrea Pacanowski («Realtà indefinita»), un altro il 2 giugno (ore 10) con Roberto Pedron, chiamato a presentare in prima assoluta il suo ultimo reportage, «Amman», realizzato nello Speciality Hospital della capitale giordana, catturando gli sguardi di bambini che si domandano ancora il perché di una guerra dei grandi.
A Bari, città che per la prima volta entra a far parte di FotoArte, grazie all'organizzazione di Pio Meledandri, aprirà i battenti la mostra di Alessandro Capurso, «Suburbia-Sotto la città», che sarà inaugurata il 3 giugno (ore 19, Spazio Giovani di via Venezia 41) alla presenza dell’Assessora alle Politiche Giovanili, Educative, Università e Ricerca del Comune di Bari, Paola Romano (apertura sino al 9 giugno, ore 11-13/18-20).
Quindi, il 5 giugno (ore 19, Il Pane e le Rose di via Cairoli 184) è in programma il vernissage della collettiva «Le 10 Bellezze» con scatti di Annamaria Renna, Camilla Piergiovanni, Chiara Loiudice, Donatella Rossano, Fara Meledandri, Francesca De Santis, Ivana Lorusso, Ornella de Carlo, Eleonora De Gaetani e Silvia D’Attoma (sino al 15 giugno, da lun. a sab. ore 13-15/19-23). In calendario anche un incontro con Giuseppe Scaglione e Pio Meledandri, il 9 giugno (ore 18, Spazio Giovani) in occasione del finissage della mostra «Suburbia».
Il programma di Salice Salentino, allestito dall’associazione FotoFucina (via Cairoli 89), prevede un incontro d’autore, «Cerchiamo Bellezza» con Sergio Ramazzotti, il 17 giugno (ore 19.30), un laboratorio di ripresa analogica, sviluppo del negativo e acquisizione digitale con Alessandro Signore e Luica Oliani, il 19 giugno (ore 9-13/15-18, info presidenza@fotofucina.it), e l’inaugurazione della mostra dei soci, «Cerchiamo Bellezza», il 23 giugno (ore 19.30).
La stessa mostra verrà inaugurata il 24 giugno (ore 19), a Casarano, dove Photosintesi, nella sede della Scuola Paritaria Internazionale di via Cavour (ore 9), propone anche il reportage su Saharawi di Giulio di Meo, «Il deserto intorno», e la collettiva «Il mare intorno» realizzata in collaborazione con il teatro Crest di Taranto, il Circolo Fotografico Il Castello, Witness Journal e Isolab. Chiude il programma (ore 10,30) il seminario di Riccardo Melosu «Il ritratto».
Info dettagliate su www.fotoartepuglia.com.

mercoledì 24 maggio 2017

Sabato 27 maggio nel Teatro Kismet di Bari l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal M° Giovanni Pompeo e con la partecipazione del solista Gabriele Cassone alla tromba.


Sabato 27 maggio 2017, alle ore 21.00, nel Teatro Kismet di Bari (Strada S. Giorgio Martire, 22/F) l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana (nella foto) si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Giovanni Pompeo e con solista Gabriele Cassone (tromba).
(Biglietti: intero € 10,00ridotto e studenti under 18, universitari, di Conservatorio, over 65, dipendenti dell' Ente, dipendenti pubblici iscritti a circoli ricreativi € 5,00).
In programma brani di Ludwig van Beethoven Ouverture Le creature di Prometeo op. 43, di Johann Nepomuk Hummel Concerto per tromba in Mib Maggiore, S.49 e di  Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 39 in mi B maggiore KV 543.

A Conversano il prossimo 2 giugno si svolgerà la tradizionale "Festa della ciliegia".


Un’altra annata pesante per il settore cerasicolo della terra di Bari ma le associazioni degli agricoltori riunite nel Comitato “Sapori in Conversano” non hanno voluto comunque rinunciare alla “Festa delle ciliegie”  che si svolgerà regolarmente a Conversano nel fine settimana dal 2 al 4 giugno prossimi. Giunta alla 14ma edizione, la manifestazione ( che riprende una tradizione risalente agli anni ’50) vuole essere anche uno strumento per dare risalto ai problemi del comparto e cercare comunque di valorizzarlo e promuoverlo. Ma soprattutto sarà l’occasione di confronto con i rappresentanti istituzionali per ribadire le richieste del mondo agricolo: l’aumento del fondo di solidarietà per rendere possibile la stipula delle assicurazioni, condizione indispensabile per accedere agli indennizzi, ma oggi a costi insostenibili per i produttori; la previsione nel Psr di misure specifiche per finanziare la copertura dei ciliegeti, cosa che la Regione Emilia-Romagna fa dal 2011 per le ciliegie di Vignola.
Saranno numerosi gli espositori in aggiunta agli stands dedicati esclusivamente alla ciliegia “Ferrovia”, la cultivar regina destinata soprattutto all’esportazione. Oltre al tradizionale corso Domenico Morea, che costeggia il Castello dei Conti Acquaviva D’Aragona, saranno occupati altri spazi. La festa delle ciliegie, che celebra il frutto simbolo della terra e dell’economia del sud-est barese, apre di fatto non solo per Conversano la stagione estiva sul fronte del turismo puntando ancora una volta a valorizzare la propria offerta culturale ed artistica con la qualità dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’accoglienza.
Il programma sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa che si terrà con l’Assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia martedì prossimo 30 maggio a Bari alle ore 10.30 presso la sede dell’assessorato (palazzo Agricoltura sul lungomare).


Il prossimo 25 maggio va in scena in prima tv su Rai5 al Comunale di Bologna l'inedito dittico composto da "La voix humaine" di Francis Poulenc e la "Cavalleria rusticana" di Pietro Mascagni con la regia di Emma Dante e la direzione musicale di Michele Mariotti.


“È un viaggio d'amore che rende pazzi i protagonisti e che ci fa scoprire i confini tra la ragione e le perdita del senno, in un affascinante affresco dell'animo umano”. Così la regista Emma Dante descrive la sua messa in scena dell'inedito dittico composto da La voix humaine di Francis Poulenc e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, che Rai Cultura trasmette in prima tv su Rai5 giovedì 25 maggio alle 21.15. La nuova produzione dei due atti unici è recentemente andata in scena al Teatro Comunale di Bologna, interpretata dal Direttore musicale Michele Mariotti (nella foto), vincitore del “Premio Abbiati” della Critica Musicale Italiana come miglior Direttore d'orchestra.
Anna Caterina Antonacci è la protagonista della tragédie lyrique composta nel 1958 da Poulenc, tratta dalla piéce omonima di Jean Cocteau, autore anche del libretto. Marco Berti, Carmen Topciu e Gezim Myshketa sono invece Turiddu, Santuzza e Alfio, i protagonisti del celebre triangolo amoroso verista che Mascagni ha tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga, andato in scena per la prima volta a Roma nel 1890. Il cast dell'atto unico è completato da Anastasia Boldyreva, nel ruolo di Lola, e da Claudia Marchi, in quello di mamma Lucia. L'allestimento porta le firme dei consueti collaboratori di Emma Dante: per le scene Carmine Maringola, per i costumi Vanessa Sannino, per le luci Cristian Zucaro e la coreografia di Manuela Lo Sicco. Assistente alla regia sarà invece Gianni Marras, assistente alle scene Roberto Tusa. Con l'Orchestra del Comunale di Bologna, per Cavalleria rusticana anche il Coro diretto da Andrea Faidutti. 
“Sia nella Voix Humaine, sia nella Cavalleria rusticana, protagoniste sono le donne – prosegue Emma Dante – in entrambe leggo il dolore dell'abbandono, della solitudine. I luoghi sono diversi, diverse le comunità che li abitano, ma la motivazione che spinge alla tragedia è la stessa: la pazzia d'amore. Per amore si compiono azioni estreme, come estremo è il gesto teatrale dentro una grande opera musicale. Cercherò di trasferire dentro l'intimità di Poulenc e dentro il grande affresco siciliano di Mascagni le infinite piccole cerimonie della vita di cui facciamo parte anche noi”. 
“L'accoppiata costituita da La voix humaine e Cavalleria rusticana – dice il direttore d'orchestra Michele Mariotti – è rivelatrice di elementi comuni tra le due partiture, come l'intimismo con cui vengono tratteggiate le due figure femminili protagoniste. In Cavalleria, Santuzza è sedotta per ripiego e poi trascurata; nella Voix humaine si sente solo la voce della donna, mai quella dell'amante, e si vivono la sua autocommiserazione e la sua autopunizione sotto forma di monologo: la linea telefonica che cade, l'interruzione, sono parte integrante di quest'opera, dove anche il silenzio è suono. Entrambe le protagoniste dei due drammi – conclude Mariotti – sono donne sole e fragili, sulle quali il destino si accanisce”. 


Il prossimo 13 giugno al Conservatorio "Duni" di Matera si terrà l'incontro con il compositore Biagio Putignano.


Il giorno 13 giugno 2017 dalle ore 10 presso il Conservatorio "E. R. Duni" di Matera si terrà l'incontro "La Musica Intorno", con il compositore Biagio Putignano (nella foto), organizzato dal dipartimento di Teoria e Analisi, Composizione e Direzione (referente prof. Michele Maiellari).
Per informazioni rivolgersi al numero 0835/333202 o all'indirizzo m.maiellari@gmail.com .

Il prossimo 25 maggio si inaugura al Castello Svevo di Bari la mostra dell'artista milanese Carlo Gavazzeni.


Dopo il trionfo della personale allestita al Museo nazionale dell’Ermitage di San Pietroburgo e al Museo d’arte contemporanea di Santiago del Cile, le opere dell’artista milanese Carlo Gavazzeni Ricordi saranno in mostra al Castello Svevo di Bari fino al 30 ottobre 2017. La mostra fotografica “Visioni come sogni”, curata dallo storico dell’arte Claudio Strinati (già primo direttore del Polo Museale di Roma), presenta anche alcune opere dedicate alla Puglia, tra le più apprezzate proprio in Russia e in Cile. 
L’inaugurazione si terrà giovedì 25 maggio alle 19.00. Interverranno, oltre all’autore, Fabrizio Vona, direttore del Polo museale della Puglia, e Lorenzo Zichichi, de “Il Cigno GG Edizioni”, che ha organizzato la mostra in collaborazione con la società “Nova Apulia”. 
Le fotografie ritraggono una serie di suggestive vedute, soggetti che riportano a visioni classiche, ma con uno sguardo assolutamente innovativo grazie alla tecnica del doppio e triplo scatto. Parte delle opere in mostra sono state realizzate tra Bari e Brindisi. Tra le opere nate in Puglia spicca “Il ritratto di Paolo”, tre metri per uno e quaranta: “E’ il ritratto di Paolo Vagheggi, grande uomo, noto cronista e critico d’arte, scomparso nel 2009 – ha detto Gavazzeni Ricordi -; mio amico e sostenitore, amava la Puglia almeno quanto la amo io. E’ una regione magica: non solo un luogo geografico, ma un luogo dell’anima, benedetto dal miracolo della luce. Da diciotto anni mi reco in Puglia durante le vacanze estive, ma per i primi sei anni non ho mai pensato di scattare foto. Poi un giorno quella luce mi ha catturato a tal punto che per me è medicale frequentarla e fotografarla”. A sua volta Paolo Vagheggi scriveva di lui: “Per Carlo Gavazzeni, anche se è un fotografo contemporaneo, bisogna tirar fuori due termini antichi: “inventore e coloritore”. Da usare nel senso più alto, quello impiegato dal Vasari per indicare la qualità di alcuni pittori fiamminghi. Le tecniche primordiali giocate con i modernissimi filtri della macchina rendono l’immagine traslucida e coinvolgente, perfezione di un mondo imperfetto,di una ricerca di verità espressiva”. Nato nel 1965 a Milano, dove vive e lavora, Gavazzeni Ricordi appartiene ad una famiglia da generazioni legata alla storia dell’arte e della musica. La personale, oltre alle opere dedicate alla Puglia, propone una sintesi del lavoro realizzato dall’artista milanese per le sue mostre romane, in particolare in occasione dell’incarico ricevuto da Pirelli Cultura per il Teatro di Villa Torlonia, luogo d’ispirazione neoclassica in cui si raccolgono le sculture realizzate dagli allievi di Berthel Thorvaldsen.  Dopo anni di ricerca, con l’uso del banco ottico e della pellicola, l’artista crea le sue opere sperimentando, usando la chimica, adoperando lo scanner, stampando con una finitura lunghissima. In un mondo caduco, passeggero e mutabile, il suo è un tentativo di afferrare attraverso l’obiettivo lo spirito del tempo.  La mia idea – spiega Carlo Gavazzeni Ricordi - è quella di giocare con l’impressione della luce, che porta un segreto, come se potesse raccontarti tutto ciò che è successo attraverso gli anni. Le mie foto tentano di mostrare tutte le immagini che il nostro cervello riesce ad immagazzinare e a rielaborare. Immagini, quindi, che si fondono l’una sull’altra; in questo modo tutte le volte che si chiudono le palpebre, quel paesaggismo diventa sempre più interiore”. 
 Gavazzeni è una personalità unica nel panorama artistico italiano di questi anni – sottolinea Strinati -. Apparentemente rientra nella grande categoria dei fotografi d’arte. Ma in realtà ha rielaborato la tecnica fotografica in un modo personalissimo, attraverso un percorso di ricerca e di studio. Il risultato finale è una specie di stratificazione di molte immagini con luci diverse, una cifra stilistica che è nello stesso tempo fotografica e pittorica. Rappresenta luoghi o vedute delle città e fa apparire immagini come fossero fantasmi, quali evocazioni metafisiche di sogni impossibili. Si tratta di forme prese dalla realtà, ma sono quanto di più irreale si possa concepire. È un poeta onirico capace di offrire suggestioni a chi guarda, trasportandolo in un mondo bellissimo”.“Dopo il successo all’Ermitage di San Pietroburgo, al Museo dell’Architettura Russo di Mosca, al Museo di Arte Contemporanea di Santiago del Cile, portiamo la creatività di un artista come Carlo Gavazzeni Ricordi nella terra che tanto ama e che costituisce una delle fonti di ispirazione per i suoi capolavori. Sono felice che con questa iniziativa lo splendido Castello Svevo di Bari, di recente restaurato, si inserisca, com’è giusto che sia, in un circuito di strutture museali ai massimi livelli – evidenzia Zichichi-. Oggi la fotografia è diventata un’esperienza facile, alla portata di tutti. Ma se tutti possono spingere un pulsante e scattare una foto, pensando che il tempo possa essere fermato e la realtà sia lì, pronta per essere catturata, non tutti creano arte. Gavazzeni Ricordi va pervicacemente e consapevolmente oltre lo scatto, lo riempie di contenuti e lo trasforma in una visione”.




martedì 23 maggio 2017

Il prossimo 14 giugno presso il Conservatorio "Duni" di Matera si terrà l'incontro con il compositore Marcello Panni.


Il giorno 14 giugno 2017 dalle ore 10 presso il Conservatorio "E. R. Duni" di Matera si terrà l'incontro con il compositore Marcello Panni (nella foto), organizzato dal dipartimento di Teoria e Analisi, Composizione e Direzione (referente prof. Vito Liturri) e incentrato sulla musica del Novecento. 
Per informazioni rivolgersi al numero 0835/333202 o all'indirizzo vitoliturri1@gmail.com .

"Dal bel canto ai giorni nostri: il metodo delle star americane approda in Puglia con Katia Losito" di Alessandra Savino


 A dirlo era Barbra Streisand, l’indiscussa voce femminile considerata tra le migliori di tutti i tempi. Ma qual era il segreto di artisti del suo calibro? In molti si chiedono se personalità di spicco come Michael Jackson o Witney Houston, che hanno lasciato un segno nella storia della musica internazionale in virtù delle loro straordinarie doti canore, si avvalessero di una tecnica particolare per esercitare le loro corde vocali. Una risposta arriva dagli Stati Uniti dove alcuni decenni fa è nato il cosiddetto metodo della ‘voce mista’, utilizzato dai docenti dell’ IVA (Institute for vocal Advancement), che affonda le sue radici nel bel canto italiano ed è considerato il ‘metodo delle star americane’. L’IVA è un’organizzazione mondiale di cui fanno parte circa duecento insegnanti certificati, provenienti da tutto il mondo, fra i quali la pugliese Katia Losito (nella foto), giovane vocal coach desiderosa di far conoscere e sperimentare la tecnica IVA, ormai affermata in America e poco nota in Italia. 
Dopo aver studiato con alcuni maestri di canto baresi, la Losito è approdata al Conservatorio di musica di Bari "Niccolò Piccinni" per approfondire il canto jazz. Nel 2012 ha partecipato al corso di vocologia Voice craft con Elisa Turla organizzato a Bari e, l’anno successivo, ha iniziato il percorso di studi di tecnica vocale del metodo Speech Level Singing. Nel 2015 studia accompagnamento pianistico moderno e armonia, presso l'accademia privata "Il Pentagramma" di Bari. Nello stesso anno, viene ammessa al programma di certificazione per Vocal coach dell’IVA con sede a Las Vegas (U.S.A). Ha, inoltre, perfezionato la tecnica vocale, nonchè il metodo di insegnamento con Jeffrey Skouson, Master Teacher e fondatore dell'IVA, vocal coach degli Immagine Dragon e di molte altre star di Broadway, e con Stephanie Borm- Kruger riconosciuta come uno dei migliori vocal coach a livello mondiale, nonchè giudice del programma The Voice Germany. Dunque, dal 1 Dicembre 2016 è Insegnante certificato del metodo delle star americane. 
La tecnica IVA si basa sui princìpi sviluppati dalla cosiddetta “Vecchia Scuola Italiana” del XVII e XVIII secolo, quei principi che sono stati fondamento delle straordinarie capacità vocali dei più grandi cantanti durante l’epoca del Bel Canto. Oggi essi possono essere applicati alla musica moderna, sebbene originariamente legati alla tradizione classica. Insegna alle voci come cantare in maniera libera e naturale, senza difficoltà, dalla parte più bassa alla parte più alta della propria estensione, senza slittare in falsetto e senza improvvisi cambi nella qualità timbrica. Il concetto sarebbe quello di far si che il corpo, quindi, la voce, memorizzi quello che fa correttamente attraverso gli esercizi e lo vada poi a riprodurre automaticamente quando si canta. Cantare senza sforzo, dunque, con la stessa facilità che si adopera nel parlare, questo l’obiettivo principale del metodo. Non sarà un caso che il primo a sperimentarlo fu proprio Steve Wonder, reduce da un serio problema alle corde vocali, su consiglio del suo manager.
essere vocal coach significa avere in "custodia" la voce di un altro. È una grossa responsabilità perché devi essere capace di contribuire in maniera significativa alla crescita tecnica ed artistica di quella voce, tutelandone la salute. Questo richiede una grande preparazione tecnica da parte dell'insegnante, che però va associata a qualità umane come per esempio il saper "motivare" l'alunno e costruire con lui un rapporto di fiducia basato sulla franchezza e non sulle adulazioni.  L' Institute for Vocal Advancement è tutto questo: risultati e professionalità. Il programma IVA mi da’ la possibilità di offrire il meglio alle voci che si affidano alle mie cure. Il metodo è di provata efficacia. Non importa che il cantante sia esperto o alle prime armi, perché il metodo del mix insegna a cantare con una facilità mai sperimentata prima, anche su quei brani che l 'alunno riteneva inarrivabili. La tecnica è applicabile a qualsiasi stile di canto: opera, jazz, pop, rock, soul etc. Questo perché quello che insegno non è cantare su un determinato stile, ma cantare utilizzando la voce nel modo corretto”.
Con queste parole Katia Losito spiega cosa vuol dire per lei essere una vocal coach, in che modo la tecnica IVA ha cambiato il suo approccio al mondo canoro ed il suo metodo di insegnamento. Un metodo che non trascura affatto l’uso delle nuove tecnologie da lei sfruttate al fine di diffondere la passione per questa straordinaria disciplina anche oltreoceano. Infatti, oltre a tenere lezioni all’interno del suo studio presso il Laboratorio Urbano Rigenera di Palo del Colle, trasmette i suoi insegnamenti ad allievi che si trovano a chilometri di distanza avvalendosi di Skype.
Questo aspetto innovativo dell’IVA è possibile grazie al concetto di causa effetto del metodo, ovvero, l’insegnante userà o costruirà degli esercizi, avvalendosi di consonanti, vocali e scale melodiche per ottenere un effetto contrario alla tendenza vocale dell’alunno. E poi, non bisogna dimenticare che lo stesso Michael Jackson seguiva le lezioni del suo coach via telefono durante i suoi tour mondiali ed risultato pare non sia stato affatto male. 
Per maggiori informazioni circa l’attività, gli eventi e le masterclass di Katia Losito, è possibile consultare il sito internet www.katialosito.it o scrivere alla mail info@katialosito.it.


La XXVI del Festival delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza si terrà dal 2 al 18 giugno 2017.


La XXVI edizione del Festival delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico si terrà a Vicenza dal 2 al 18 giugno 2017. Il programma segna un ripartire con nuovo slancio, dopo il traguardo dei 25 anni e dopo la conclusione del ciclo mozartiano per la proposta operistica, valorizzando gli elementi della tradizione, cui il pubblico è affezionato, in una luce di innovazione e di creatività che caratterizza ogni anno le raffinate proposte degli ideatori del festival. La stagione si realizza con il sostegno dell’assessorato alla crescita del Comune di Vicenza, Regione del Veneto e di partner privati. 
Tra le novità, la recente nomina di Tiziano Tiozzo a presidente dell’Associazione “Settimane Musicali al Teatro Olimpico”, che subentra al conte Paolo Marzotto, ora presidente onorario. Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico si realizzano sotto la direzione artistica di Giovanni Battista Rigon e con il progetto artistico per la musica da camera curato da Sonig Tchakerian (nella foto), un’alternanza tra opera in Olimpico, che rende unico il festival nel panorama nazionale dal 2004, e musica da camera che porta a Vicenza ensemble inediti e repertori creati per l’occasione. 
Per quanto riguarda l’opera, si inaugura un progetto artistico quinquennale 2017/21 dedicato alle “Farse veneziane” che Gioachino Rossini compose per il Teatro San Moisè di Venezia all’inizio dell’Ottocento. Quest’anno andrà in scena La cambiale di matrimonio, per la regia di Marco Gandini, regista italiano affermato sul panorama internazionale.
«Sono davvero contento di portare all’Olimpico un nuovo progetto pluriennale – afferma il direttore artistico Giovanni Battista Rigon – come è nello stile del Festival. Per i prossimi cinque anni tornerà un autore molto caro alla nostra tradizione: di Rossini proporremo la produzione giovanile delle farse veneziane, sottolineando il legame tra questo gigante della musica di tutti i tempi con il territorio veneto: a Venezia il pesarese ebbe il suo debutto assoluto e mosse i primi passi che lo portarono in poco tempo alla celebrità in Italia e in tutta Europa. Un legame che riguarda anche Vicenza (dalla direzione dell’Italiana in Algeri al Teatro Eretenio nel 1813). In omaggio a quell’episodio, riproporremo la prassi del tempo che voleva il direttore anche nel ruolo di maestro concertatore al cembalo. La nostra versione di Rossini sarà contemporanea, grazie alla collaborazione con il regista Marco Gandini, un vicentino noto in tutto il mondo che abbiamo il piacere di avere con noi in Olimpico a firmare delle messe in scena che sapranno comunicare con il pubblico di oggi, rendendo ancor più attuale le opere.» 
Nel progetto per la musica da camera, Sonig Tchakerian dà spazio alle idee, operando con grande libertà assieme ai musicisti che invita per realizzare programmi esclusivi. «Le Settimane Musicali – afferma – rinnovano ogni anno gli incontri con cari amici, oltre che straordinari musicisti. Condividere con il pubblico il dialogo che si crea sul palco del Teatro Olimpico, così carico di mistero ed energia, è un'emozione a cui noi tutti non possiamo rinunciare. La programmazione della musica da camera è per me una occasione per immaginare nuove emozioni. Rimane per me irrinunciabile lasciare traccia della tradizione della musica armena nella programmazione dei miei concerti. Così dedico un pensiero alla tradizione cui sento profondamente di appartenere, riportandola all’attenzione del pubblico. Quest’anno il 3 giugno daremo spazio ad antichi canti armeni per violino e voce che Komitas ha raccolto nel suoi mesi di silenzio tra i pastori del Caucaso, e la sonata di Khachaturian inserita nel progetto MU.VI.» 
In apertura, dopo il successo dello scorso anno in cui vide il debutto, si svolgerà MU.VI. nel pomeriggio del 2 giugno dalle 14 alle 19, un evento voluto da Sonig Tchakerian per favorire l’incontro tra le persone e la musica classica, nei luoghi più belli del centro città.
«Per il Mu.VI. – prosegue Sonig Tchakerian - che con grande entusiasmo di tutti torna il 2 giugno, desidero fare un  personale ringraziamento a tutti i musicisti che regalano alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico e alla città di Vicenza un pomeriggio di musica, danza e poesia. Grazie a Bernardi, Bietti, Birro, Bonato, Canestrelli, Cappabianca, Caponi, Caputo, Fanin, Fanton, Ingrasciotta, Lagni, Laino, Miramonti, Nodari, Ortega, Pretto, Pozzer, Rigon, Roi, An. Ruocco, A. Ruocco, E. Scimemi, P. Scimemi, Savini, T. Scimemi, Tassoni, Tirelli, Vannini, Varricchio, D. Zaltron, F. Zaltron, M. L. Zaltron, Zanella.»

Focalizzati sui giovani artisti sono il “Progetto Giovanialle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, e il Premio pianistico “Lamberto Brunelli”, borsa di studio “Settimane Musicali al Teatro Olimpico” in collaborazione con l’Accademia Nazionale Santa Cecilia in Roma. 
Torna anche “Spie all’opera”, evento social che autorizza gli influencer in via del tutto eccezionale a sbirciare e divulgare i dettagli della produzione dello spettacolo, utilizzando l’hashtag #Spieallopera, con un accesso riservato alla prova generale in Teatro Olimpico. 
Si rinnova la prestigiosa tradizione di Gustalopera, l’appuntamento dopo i concerti, con le cene a buffet nei giardini del Teatro Olimpico, per chi desidera proseguire la serata con i sapori del territorio veneto e incontrare gli artisti in un’atmosfera accogliente e raffinata. In caso di maltempo, Gustalopera si trasferisce sotto il Colonnato di Palazzo Chiericati. 
Il 9 giugno si organizza una giornata di formazione per i giornalisti sul rapporto tra musicisti e stampa, dal titolo “La musica e il giornalismo, linguaggi a confronto”, che si terrà all’hotel Tiepolo dalle 9.30 alle 13.30. I relatori sono Giovanni Battista Rigon, direttore d’orchestra, Nicola Cattò, direttore della rivista “Musica”, Pierangelo Valtinoni, compositore, direttore e organista. Modera l’incontro Marco Bellano, giornalista e musicologo. 
I Biglietti sono disponibili il botteghino del Teatro Olimpico e il Glam Boutique Hotel. Inoltre si possono acquistare dalla biglietteria online del Teatro Comunale Città di Vicenza http://toptix4.mioticket.it/TCVI/, sul sito www.settimanemusicali.eu e presso gli sportelli della Banca Popolare di Vicenza. 

I partner
Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico si realizzano grazie al sostegno dell’assessorato alla crescita del Comune di Vicenza, Regione del Veneto, Intesa Sanpaolo Private Banking, Cassa di Risparmio del Veneto, Paolo Marzotto, Fondazione Cariverona, Fondazione Roi, Tde Macno, Mediolanum, Famiglia Brunelli, Gabronics, e con la collaborazione di Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Accademia Olimpica, Teatro Comunale Città di Vicenza, Asolo Musica, Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, Forma, Burgo group.
Media partner Il Giornale di Vicenza, Classica HD, Radio 3, Corriere del Veneto, Venice Classic Radio, Radio Vicenza.


SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO
Da 13 anni è l’unica organizzazione nella città di Vicenza a produrre l’opera lirica e a portarla nel Teatro Olimpico. Per la qualità e l’originalità delle programmazioni, valutate su scala nazionale, nel 2012 il festival ha ottenuto il prestigioso premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, come migliore iniziativa dell’anno. Nel 2016 ha festeggiato 25 anni di storia, che fanno del festival una delle realtà di produzione musicale più longeve della città e tra le più prestigiose della regione, e dell'intera nazione; l’unica iniziativa del Veneto ad essere invitata ad aderire all'EFA (European Festival Association), dal 2007.


Rinviato a data da destinarsi l'ultimo concerto della rassegna "Dedicato a..." del 25 maggio con il Duo Pianistico Maurizio Matarrese e Carla Aventaggiato della Camerata Musicale Barese.


È stato rinviato per causa di forze maggiore,  a data da destinarsi, l’ultimo concerto della rassegna “Dedicato  a” con il Duo Pianistico Maurizio Matarrese e Carla Aventaggiato (nella foto) previsto per giovedì 25 maggio. A breve sarà comunicata la nuova data del concerto. Per ulteriori informazioni rivolgersi presso gli uffici della Camerata Musicale Barese in Via Sparano 141 tel. 080/5211908 oppure sul sito www.cameratamusicalebarese.it


lunedì 22 maggio 2017

Il prossimo 24 maggio nella parrocchia Santissimo Redentore di Altamura l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana diretta dal M° Giovanni Pompeo e con la partecipazione del solista al pianoforte Leonardo Colafelice, eseguirà musiche di Mozart e Beethoven.


Mercoledì 24 maggio 2017, alle ore 20.30, nella parrocchia Santissimo Redentore ad Altamura (Via Trentacapilli, 52), l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro Giovanni Pompeo e con solista al pianoforte, Leonardo Colafelice (nella foto) (ingresso libero) 
In programma brani di: Ludwig van Beethoven Ouverture Le creature di Prometeo op. 43 e Concerto per pf. e orchestra n. 1 in do maggiore op. 15 e di Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 39 in mi B maggiore KV 543.


Il prossimo 24 maggio l'Unione Musicale di Torino ospiterà un Quintetto di fuoriclasse dell'archetto: Gabriele Pieranunzi e Marco Rizzi (violini), Simonide Braconi (viola), Francesco Fiore (viola) ed Enrico Bronzi (violoncello). Musiche di Mendelssohn e Brahms.


Mercoledì 24 maggio 2017 (Conservatorio G. Verdi di Torino, ore 21) l’Unione Musicale ospita un quintetto di fuoriclasse dell’archetto, tutti italiani. Lo compongono Marco Rizzi – vincitore dei prestigiosi Concorsi Čajkovskij di Mosca e Queen Elizabeth di Bruxelles –, Gabriele Pieranunzi (nella foto) – pluripremiato al Concorso Paganini di Genova e primo violino dell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli –, Simonide Braconi  prima viola dell’Orchestra del Teatro alla Scala –,Francesco Fiore – membro del Quartetto Accardo, è prima viola dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma – ed Enrico Bronzi, violoncellista affermatosi al Concorso Rostropovič di Parigi e fondatore del Trio di Parma.
Cinque amici (anche dell’Unione Musicale, che li ospita regolarmente come solisti o in formazioni da camera), cinque affermati solisti, che hanno in comune un’autentica passione per la musica da camera, qui al servizio di pagine di non frequente ascolto: il Quintetto n. 2 op. 87 di Mendelssohn, contraddistinto dalla seducente eleganza formale, dalla freschezza melodica e dall’abilità nella scrittura concertante, e il Quintetto op.111 di Brahmsun lavoro tra i più importanti di tutta la produzione brahmsiana per bellezza d’invenzione e coerenza formale, in cui si ritrovano echi di valzer e ritmi di danze popolari. Anche nel Quintetto op. 111, come in altre pagine cameristiche della maturità, si riscontra l’incantevole intensità del “tardo stile” di Brahms, forte di ogni conquista armonica, timbrica e ritmica raggiunta dal compositore in ambito sinfonico. 
In una recente intervista, rilasciata in esclusiva all’Unione Musicale, il maestro Gabriele Pieranunzi ha fornito una ulteriore chiave di lettura della serata: «Siamo in un mondo e in un epoca iper-tecnologizzata e con tempi di reazione sempre più rapidi; tutto viene dimenticato in un lasso di tempo brevissimo. Con questo concerto vorremmo rivolgere un invito alla riflessione e al pensare, se possibile lentamente, senza fretta…»