lunedì 16 luglio 2018

La Big Band del Conservatorio "N.Piccinni" sotto la direzione di Vito Andrea Morra si esibirà domani sera nell'Anfiteatro della Pace a Japigia.



La Big Band del Conservatorio N.Piccinni di Bari sezione Musica Jazz, sotto la direzione del M°Vito Andrea Morra (nella foto)si esibirà domani, martedì 17 luglio, alle 21,00, in un concerto gratuito nell’Anfiteatro della Pace (presso il Centro Commerciale ‘Mongolfiera’ di Japigia, Bari) per i residenti di questo quartiere. Gli inviti per il concerto si possono ritirare presso l’Associazione ‘Quadrato Rosso’ o telefonando all’Associazione “Nel Gioco del Jazz”al 3389031130.
Il concerto rientra nel progetto “Music Borders” e coinvolge musicisti under 35 per favorire la promozione culturale dei giovani. La Big Band del Conservatorio N. Piccinni rappresenterà in chiave jazz gli standard musicali più conosciuti, ma anche rielaborazioni di brani da Palestrina a Monteverdi e i cosiddetti Ever Green.
Il progetto “Music Borders” prevede anche che al di là dell’ascolto vero e proprio dei concerti si coinvolgano i giovani nella ‘costruzione’ di una giornata musicale, dall’allestimento degli strumenti musicali e service audio/luci, dalle prove dei musicisti allo smontaggio finale. Attraverso questa esperienza si spera di avvicinare il pubblico giovanile a questo tipo di attività, facendo loro comprendere come sia il lavoro lo strumento necessario per realizzare una propria autonomia ed identità sociale.
Il progetto “Music Borders”, che fa parte della seconda edizione di “Sillumina  - Copia privata per i giovani, per la cultura, edizione 2017” - Bando 1 “Periferie urbane” – settore Musica, prevede il coinvolgimento delle periferie urbane di Bari, (quartieri Libertà, Japigia e San Paolo), con l’obiettivo di promuovere la cultura e la musica in contesti urbani disagiati attraverso un percorso di integrazione sociale e culturale (in questo caso attraverso lo strumento della musica, soprattutto quella jazz).
Music Borders, che si avvale del sostegno del MIBACT, della SIAE e del Patrocinio del Comune di Bari, proseguirà mercoledì 18 luglio sempre con un concerto gratuito al Teatro Forma, alle 21,00, con il trio di Antonello Losacco che per l’occasione incontrerà il chitarrista di fama internazionale Alberto Parmegiani.

giovedì 12 luglio 2018

L'edizione 2018 dell'Agimus Festival a Mola di Bari prende il via da domani.


Dalle follie del celebre duo Igudesman & Joo (nella foto) al talento vocale di Karima, sino alle onomatopee a cappella dei SeiOttavi, alle prime luci del giorno. L’edizione 2018 dell’Agìmus Festival a Mola di Bari (24 luglio - 7 settembre) oscilla tra delirio e sogno, ironia e solennità, dal tramonto all’alba. Ribadendo che la musica è visione, metafora, rappresentazione, in tutte le forme e generi: dal jazz ai vertici del pianismo classico, dalla musica a cappella al barocco, dalle colonne sonore alla contaminazione. Territori che la manifestazione diretta da Piero Rotolo per l’Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali nella Rete di Musica d’arte Orfeo Futuro, attraversa con nove appuntamenti nel Chiostro di Santa Chiara e un concerto all’alba sul lungomare del Castello.
Concerti che si apriranno con le spericolate trasgressioni di A Little Nightmare Music, il Piccolo incubo musicale - deformante contraltare della Piccola serenata notturna di Mozart - con cui Igudesman & Joo, il celebre duo freestyle per violino e pianoforte, sovverte le regole della musica attraverso una surreale comicità sonora. E se si muove tra cantautorato e jazz classico la proposta vocale del trio Le Scat Noir (27 luglio), grazie al quale Lucio Dalla può incontrare Duke Ellington, più propriamente jazz è diventato il panorama di riferimento di Karima (31 luglio), per la quale l’esperienza diAmici sembra ormai appartenere a un lontanissimo passato. Dopo l’omaggio pop a Burt Bacharach, la cantante italo-algerina si propone con un tributo alle più grandi voci del jazz, su tutte la grande Ella Fitzgerald.
Dal canto suo, il virtuoso della tastiera Pasquale Iannone (3 agosto), tra i capofila di quel movimento di pianisti pugliesi che da tempo fa parlare di sé nel mondo, celebrerà Schubert, Chopin e Rachmaninov accanto all’allievo di Liszt, Moriz Rosenthal. E al Nuovo Mondo, che Iannone ha conquistato suonando alla Carnegie Hall di New York, guarda anche il progetto musicale dei SeiOttavi (5 agosto), l’ensemble a cappella che con lo spettacolo Around the World, in programma alle 5.30 del mattino, spazia con le sue onomatopee musicali dal repertorio di Manhattan Transfer e Swingle Singers a Brahms e Mozart. Gli “incubi” di Igudesman & Joo verranno “mitigati” dai “sogni” di Platinumbrass4 (19 agosto), il quartetto di ottoni (con batteria) che con Dreams rilegge il rock dei Led Zeppelin e dei Queen, tra musica colta e jazz.
Chiudono il programma due concerti di musica da camera - dove la musica colta incontra gli idiomi popolari tra Spagna e Italia - del Trio Romea  (25 agosto) e dell’Ensemble Benedetto Marcello (2 settembre). Quindi, una frizzante serata tra villanelle popolari e cafè chantant del duo Ebbanesis (31 agosto). E, infine, una serata da Oscar con i pianisti Carlos Lama e Sofia Cabruja impegnati con l’Agìmus String Orchestra (7 settembre) in un viaggio sonoro attraverso le più belle colonne sonore di  John Williams, Ennio Morricone, Nicola Piovani e altri autori.
Info 368.568412 – 393.9935266

mercoledì 11 luglio 2018

Con "La zia d'America" di Leonardo Sciascia, Paolo Panaro torna giovedì nel Chiostro di Santa Chiara a Mola di Bari.


Con «La zia d’America» di Leonardo Sciascia, Paolo Panaro (nella foto) è ancora una volta mattatore in scena, giovedì 12 luglio (ore 21), nel Chiostro di Santa Chiara, a Mola di Bari, per uno dei «racconti d’estate» della rassegna «Teatro al Chiostro» della Compagnia Diaghilev (biglietti 5 euro).
Il testo racconta il mancato rinnovamento italiano dopo la Seconda guerra mondiale, con la Sicilia che guarda invidiosa l’America per contrapporla alla vita locale da ricostruire. La riflessione di Sciascia è nella figura della zia emigrata, la quale non riesce a far meglio che dare la mano di sua figlia a un fascista. La vicenda è ambientata nel 1943, in un non precisato paesello della Sicilia. Il giovane protagonista racconta delle speranze e delle paure che, insieme ai concittadini, vive nell’attesa dell’arrivo degli alleati. La situazione però è strana: il piccolo paese vive l’irrealtà del sogno: non accade nulla, il tempo è fermo. E l’impressione è che gli eventi storici non sfiorino nemmeno l’estrema provincia siciliana della quale il narratore si fa cronista. Eppure gli americani arrivano. Se una parte del paese prende a bruciare ritratti di Mussolini e tessere del fascio, l’altra festeggia i liberatori che sono soltanto cinque soldati Usa. Preti impauriti, donne di malaffare, avvocati traditori, mezzani che subdolamente si mettono a servizio dei soldati, prostituzione, mercato nero: questa è l’atmosfera all’indomani della Liberazione. I fascisti rimasti in paese hanno paura; soprattutto lo zio del narratore che ai tempi di Mussolini era segretario amministrativo del fascio. Gli eventi si susseguono: l’armistizio, la Repubblica di Salò, le prime consultazioni politiche. Cominciano ad arrivare notizie dall’America, la ricca zia del protagonista scrive che presto sarà in Sicilia per un voto fatto alla Madonna del paese. La guerra è finita, l’Italia si divide fra monarchici e repubblicani. Arrivano gli aiuti da oltreoceano, ma anche esortazioni e ricatti dei parenti americani di dare il voto, alle prossime elezioni, alla Democrazia cristiana. Immediatamente dopo il trionfo del rassicurante partito di De Gasperi, giungono in Sicilia la ricca zia americana e la sua famiglia. A loro il paesello appare brutto e sporco. Incidenti e incomprensioni fra la famiglia del narratore e gli americani logorano i rapporti. Si salva solo lo zio fascista, l’unico che gli americani decidono di portarsi dietro quando decidono di anticipare il rientro negli States.
Info 333.1260425 - 347.1788446.

martedì 12 giugno 2018

Emanuele Arciuli rivela un grande Bartok nel concerto di domenica sera.


L'ultimo concerto pre-estivo della stagione sinfonica della Fondazione Petruzzelli al folto pubblico ha offerto un programma stimolante e significativo. con la partecipazione del "nostro" pianista Emanuele Arciuli (nella foto), che ha messo in luce la vena creativa di Bela Bartok (3° Concerto per pianoforte ed orchestra il più neoclassico dei tre composti dall'ungherese), con una prova di strabiliante compattezza e bravura, ben diretto dal maestro americano esperto e sensibile, Dennis Russell Davies.
Il resto del programma era dedicato nella prima parte alla complessa "Cantata profana" sempre di Bartok, (solisti gli ottimi cantanti Sug Kyu Park-tenore e Miklos Sebestien-basso/baritono) ed alla misconosciuta Sinfonia n.7 "A Toltec Symphony", ispirata allo spirito degli antichi abitanti dell'America Latina, per la precisione precolombiana, i c.d. "toltechi". Un brano quest'ultimo di difficile comprensione, grazie alla continua ripetitività delle cellule ritmiche, dove il Coro del Petruzzelli, si è ottimamente disimpegnato, con freschezza e buona intonazione, sotto la guida dell'eccellente M° Fabrizio Cassi.
Un concerto da apprezzare soprattutto per l'eccellente prova di Arciuli, che ha messo in evidenza, oltre che la sua invidiabile duttilità e freschezza, una solida tecnica espressiva, in particolare nel primo movimento ritmicamente così instabile e frizzante, ben eseguito dall'Orchestra del Teatro, che sotto la guida di Russell Davies si è espressa con disinvolta sicurezza.
Due i raffinati bis concessi da Arciuli, dopo l'entusiasmo elettrizzante scatenato nel pubblico. Il primo di Grieg da i pezzi lirici, e quindi "Quiet now" di Denny Zeitlin, molto apprezzato dagli spettatori intervenuti.
A settembre la stagione riprenderà il 21, con un concerto diretto da Giuseppe Grazioli, dove sarà eseguita, tra l'altro, una notissima Sinfonia di Nino Rota.

giovedì 7 giugno 2018

Concerto memorabile al Petruzzelli. Un impressionante Vadim Repin insieme all'Orchestra del Teatro in gran spolvero.


E' stato un concerto davvero memorabile, quello di ieri sera al Petruzzelli, per la stupenda Stagione Sinfonica. Un programma di rara bellezza e molto stimolante, quello offerto dal giovane direttore viennese Sascha Goetzel, insieme al prestigioso violinista Vadim Repin (nella foto). si partiva con Ciaikovskij; Valzer e Polonaise dalla sua celebre opera "Evghenij Onegin", portata avanti con buon ritmo e disinvolta incisività, per poi passare alla parte più intensa del concerto.
Il Concerto in la minore n. 1 di Shostakovich, pagina di trascinante bellezza nostalgica, introdotta da uno stupendo "Notturno" in cui si è messa in luce subito la straordinaria cavata dello Stradivari di Repin: un violinista di immensa bravura, dotato di una tecnica fantasmagorica e di un intonazione perfetta. Ottima anche l'Orchestra, che ben diretta da Goetzel, ha offerto una prova eccellente delle sue qualità. Strabiliante la finale "Burlesca" in cui Repin ha fatto a gara con l'Orchestra, imponendo un ritmo forsennato e trascinante alla divina conclusione. "Standing Ovation" alla fine dell'esibizione "pazzesca" di Repin, che ha dopo quasi dieci minuti di ovazioni, regalato un bis paganiniano di grande classe e raffinatezza, di cui ci sfugge però il titolo.
L'Orchestra, diretta da Goetzel, ha poi offerto una prova smagliante nel capolavoro di Shostakovich: la Sinfonia n.1 in fa minore op. 10, una sorta di replica della meravigliosa "Classica"di Prokof'iev, in cui si sono evidenziate le straordinarie prime parti dell' Orchestra barese, giunta ad un livello di primissimo piano nell'ambito dei migliori complessi italiani. Ancora una volta, va dato atto al Sovrintendente Biscardi, che l'apprezzamento per l'eccellente stagione sinfonica di quest'anno supera di gran lunga quello dello scorso anno. Una sola parola e meritata: Grazie Biscardi!

mercoledì 30 maggio 2018

Il 25 agosto verrà eseguita presso il palaghiaccio di Dobbiaco l'Ottava Sinfonia di Mahler.


La monumentale Ottava di Gustav Mahler eseguita per la prima volta a DobbiacoSettimane Musicali Gustav Mahler Dobbiaco 2018 Riflettori puntati sulla Sinfonia n. 8 di Gustav Mahler. Quest’opera monumentale fa da filo conduttore al programma musicale del festival ed ai „Dialoghi Mahleriani“, simposio giunto alla sua 2a edizione.  È certamente la cosa più grande che ho fatto." Così, nell'estate del 1906, quando scrisse la sua Ottava, Gustav Mahler descrisse in termini enfatici lo straordinario rango che attribuiva a quest'opera. La dimensione si riferisce non solo alla sontuosa strumentazione con legni quintupli e a un’orchestra di 130 elementi, nonché a due grandi cori misti, un coro di bambini e otto solisti vocali. Mahler considerava questo lavoro anche come una opus summum, come opera manifesto, davvero la sua personale "Messa". 
La Sinfonia N° 8 di Gustav Mahler (nella foto) verrà eseguita il 25 agosto 2018 alle ore 18.00 presso il palaghiaccio di Dobbiaco dall’Orchestra Sinfonica con i cori della “Studienstiftung des Deutschen Volkes” sotto la direzione di Martin Wettges. Questo progetto esclusivo è una produzione congiunta delle “Settimane Musicali Gustav Mahler”, dell’ “Alto Adige Festival” e di “Musica Estate Pusteria”.
In una cooperazione transfrontaliera, la “Studienstiftung’” porta questo eccezionale lavoro in due luoghi particolari, con cui l’opera è direttamente legata: potrà essere ascoltata a Dobbiaco, luogo di soggiorno e di ispirazione di Mahler, e il giorno seguente replica dell’esecuzione presso la Filarmonica in Gasteig a Monaco di Baviera, ove nel 1910 avvenne la Prima assoluta.
L’Ottava di Mahler a tutto tondo – mercoledì 18 luglio proiezione di una registrazione del concerto con la London Philharmonic Orchestra diretta da Klaus Tennstedt. 
“Dialoghi Mahleriani” & mostra
La Sinfonia n. 8 è anche il soggetto di una mostra a cura di studenti dell'Università di Innsbruck, Bolzano e Trento, che verrà realizzata con il coordinamento  della Maestra Sybille Werner e della Dott.ssa Milijana Pavlovic. Anche la serie di conferenze "Dialoghi Mahleriani” (diretti dal Prof. Federico Celestini) avranno come tema l’Ottava di Mahler. 
Una star mondiale a Dobbiaco
Una serata liederistica di particolare interesse è in programma il 16.7. Il baritono di fama mondiale Thomas Hampson eseguirà brani di Berg, Mahler, Schönberg. Sarà accompagnato al pianoforte da Wolfgang Rieger. Hampson è ospite del festival per la seconda volta – si è esibito a Dobbiaco nel lontano 1986, quando era all’inizio della sua straordinaria carriera.

Recital e musica da camera di spicco
Appuntamenti di musica da camera di altissimo livello sarà proposta il 17 07 dal Quartetto Notos, il 19 07 dall’ensemble chromoson che presenta esecuzioni in prima assoluta di giovani compositori, dal Quartetto Van Kuijk (20 07) e dal Duo Francesca Dego/Francesca Leonardi il 15 07. Grande attesa per il recital (sabato 21 07) del pianista Jan Lisiecki, giovane promessa polacco-canadese considerato il James Bond alla tastiera. 
Appuntamenti sinfonici
La MIAGI Youth Orchestra diretta da Duncan Ward inaugurerà la 38esima edizione delle Settimane Musicali Gustav Mahler, sabato 14 07 alle ore 19. In programma brani di Mahler/Britten, Bernstein e Stravinski. Con la creazione dell’Orchestra MIAGI (MIAGI – acronimo per „Music is a great investment“) Nelson Mandela ha realizzato il suo sogno –ragazzi di diversa etnia e colore fanno musica insieme con una tale dedizione e entusiasmo che diventa contagiosa. In occasione del centenario della nascita di Mandela l’Orchestra sudafricana intraprende una tournee in Europa facendo sosta a Dobbiaco ed in altre sale concerto di spicco quali la Concertgebouw di Amsterdam, nella Elbphilharmonie di Amburgo, i Ludwigsburger Schlossfestspiele ecc.
La  “Bundesjugendorchester” diretta da Mario Venzago sarà ospite del festival mahleriano domenica 22 07 con brani di Hindemth e Messiaen. La cantante Gerhild Romberger interpreterà i “Kindertotenlieder” di Mahler.
Una serata tutta dedicata a Brahms vi aspetta il 27 07 con l’Accademia Gustav Mahler Bolzano diretta dal giovane direttore israeliano Lahav Shani.
Il 28 07 si esibirà la Euregio-Jugendblasorchester all’Euregio Centro Culturale Gustav Mahler. L’orchestra giovanile di fiati eseguirà brani di R. Strauss, Verdi, Wagner, J. Strauß e di compositori meno noti quali Robert E. Jager, James Barnes, Frank Erickson.
La 38esima edizione del festival mahleriano, di cui Josef Lanz è il direttore artistico, terminerà il 30 07. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Juraj Valčuha eseguirà la Sinfonia n. 6 di Gustav Mahler. 
Ospite prefestival nuovamente la St. Peter’s Chamber Orchestra, Oxford diretta da John Warner con brani di Mendelssohn e Brahms e la Sinfonia n. 4 di Mahler (mercoledì 04 07).
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giovedì 24 maggio 2018

Opera e balletto la Carmen chiude la stagione lirica del Carro dei Comici Il 20 maggio in scena al Teatro Regina Pacis di Molfetta.

Terzo e ultimo appuntamento dedicato alla lirica, con La Carmen che andrà in scena  domenica 20 maggio  alle ore 18.30  al Teatro Regina Pacis di Molfetta, con la direzione artistica del Maestro Marilena Gaudio, la regia di Francesco Tammacco e l’interpretazione di Pantaleo Annese. L’opera vedrà la collaborazione di ALTER CHORUS diretto da Antonio Allegretta, l’esecuzione al  pianoforte del maestro Emanuele Petruzzella, il corpo di ballo del Liceo Coreutico “Leonardo Da Vinci “ di Bisceglie sarà diretto da  Cinzia Daddato.
In una originale versione della celeberrima eroina di Prosper Mérimée si esalta il carattere della bellezza medusea che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet al quale testo dedicò un’opera lirica.
Carmen è ambientata (nel testo e nella versione musicale) in una Spagna letta da un punto di vista non autoctono, ovvero da autori che ne colorano la componente esotica aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare di una terra che fu crocevia di popoli e culture. Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albéniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi.
Porta 18.30/ Sipario 19.00. Per info e prenotazioni: 3397758173  Prevendita presso Expert Gadaleta - Corso Umberto 25 a Molfetta. Email:ilcarrodeicomicimolfetta@gmail.com .

mercoledì 16 maggio 2018

Venerdì 18 maggio l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari si esibirà in un concerto nella Basilica di San Nicola promosso dalla Fondazione Antiusura e diretto da Jacopo Sipari Di Pescasseroli.


Venerdì 18 maggio 2018, alle ore 20.30, nella Basilica di San Nicola a Bari, l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari (nella foto) si esibirà in un concerto, diretto dal maestro Jacopo Sipari Di Pescasseroli e con solista Giuseppe Carabellese al violoncello.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari nell’ambito delle attività di prevenzione e sensibilizzazione per la lotta all’usura e all’azzardo (ingresso libero). 
Il programma brani di: Wolfgang Amadeus Mozart “Idomeneo”, Ouverture,Camille Saint-Saens Concerto per violoncello e orchestra   n. 1, op. 33 in la minore e Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 4, op. 60 in si bemolle maggiore.           

lunedì 14 maggio 2018

Tornano mercoledì 16 maggio Les Arts Florissants con il loro direttore Paul Agnew a Torino all'Unione Musicale.


Prosegue all’Unione Musicale di Torino il filone monteverdiano iniziato la scorsa stagione con l’esecuzione del Vespro della Beata Vergine e con l’inaugurazione del ciclo dedicato ai madrigali a cura di Les Arts Florissantstra le formazioni specializzate nell’esecuzione di musica barocca vocale e con strumenti d’epoca più apprezzate al mondo e vincitori nel 2016 del prestigioso premio “Baroque Vocal” di Gramophone nella categoria «registrazione vocale barocca». 
Nella stagione in cui ricorre il quattrocentocinquantesimo anniversario della nascita del compositore cremonese, Les Arts Florissants (nella foto) con il loro direttore, il tenore Paul Agnew, tornano a Torino per proseguire la full immersion madrigalistica mercoledì 16 maggio 2018, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi alle ore 21 (per le serie di abbonamento Pari e L’altro suono).         
In programma una selezione dal Quarto, Quinto e Sesto Libro dei Madrigali a 5 voci, composti da Claudio Monteverdi nel periodo in cui il compositore si trasferì nella città di Mantova per diventare maestro di cappella alla corte dei Gozaga. Per il direttore e tenore Paul Agnew «gli anni di pubblicazione di queste tre raccolte di madrigali (1603, 1605 e 1614) sono probabilmente tra i più significativi nell’evoluzione della musica occidentale. In questo arco temporale Monteverdi compose anche L’Orfeo (1607) e L’Arianna (1608), due opere che rimodellarono profondamente il panorama musicale e finirono per eclissare il genere del madrigale a cinque voci. Per questo i brani che eseguiremo in questo programma sono l’espressione più compiuta di un genere che ha dominato la composizione musicale per quasi centocinquant’anni». 
           

Les Arts Florissants sono tra i migliori ambasciatori di questo repertorio, che l’ensemble esegue dal 2011 come parte del ciclo completo dei madrigali di Monteverdi, un’impresa che li ha visti protagonisti con concerti in tutta Europa e che ha dato origine a un parallelo progetto discografico in tre volumi (CremonaMantova e Venezia) edito dalla propria etichetta Les Arts Florissants (Pascal Duc)

domenica 6 maggio 2018

Successo avvincente ieri sera al Petruzzelli con il grande Ton Koopman con l'Orchestra del Teatro.


E' stato un grande successo quello offerto ieri dal celebre direttore olandese Ton Koopman (nella foto) alla guida dell'Orchestra e del Coro del Teatro Petruzzelli. Un concerto decisamente memorabile per la sua prima volta a Bari. Si è esibito in pagine notissime del repertorio barocco e classico. Dalla stupenda Cantata in Do maggiore Herz und Mund und Tat und Leben, BWV 147 del sommo Bach, all'Ave Verum di Mozart ed infine alla Messa dell'Incoronazione del salisburghese kv 317, con un tocco di classe cristallina e leggerezza acutissima. Ma andiamo con ordine. Il suo esemplare gesto ha garantito interpretazioni sublimi alla serata, accompagnato divinamente da un quartetto vocale di livello eccellente: Yetzabel Arias Fernandes (soprano), Maartens Engeltjes (controtenore), Tilman Lichidi (tenore) e Klaus Mertens (basso), hanno regalato un'ora e mezza di Musica stellare al folto pubblico del Petruzzelli, che ha assiepato il concerto con grande calore ed entusiasmo. Molto buona anche la direzione del coro preparato ottimamente da Fabrizio Cassi. Alla fine un successo grandioso tributato dal folto pubblico presente ha consentito il bis dell'"Ave Verum" di Mozart con un tocco di preghiera sussurrato oltremodo, scatenando l'entusiasmo di noi tutti presenti a questo emozionante concerto. E' stata un'occasione unica e imperdibile di ascoltare per la prima volta capolavori di questo genere con rara sensibilità e classe, da un Kappelmeister di grande livello. Concerto davvero imperdibile e stimolante, come è spesso capitato in questa folgorante stagione concertistica, grazie anche alla superba direzione artistica del sovrintendente Massimo Biscardi.

venerdì 20 aprile 2018

Un elettrizzante Daniele Gatti ha diretto con bravura la Mahler Chamber Orchestra ieri sera al Petruzzelli.


E' stato un concerto bellissimo quello programmato ieri sera dalla Fondazione Petruzzelli per la stagione sinfonica. Ospite di primo piano era la straordinaria Mahler Chamber Orchestra, che ha eseguito un programma classico e significativo. Schumann (con la Prima Sinfonia op. 38) e Beethoven (con la popolare Settima Sinfonia) hanno dato un respiro elettrizzante e senza fiato alle loro interpretazioni dirette da  Daniele Gatti (nella foto) con energia e piacere dionisiaco, entusiasmando il folto pubblico assiepato al Petruzzelli.
L'Orchestra che doveva venire già alcuni anni fa diretta dal suo fondatore, Claudio Abbado, poi scomparso, ha mostrato tutte le sue inenarrabili qualità, fornendo una altisonante prova di qualità sublime nelle due tanto belle quanto elettrizzanti pagine proposte. In particolare, Schumann è stato eseguito con passione e riconoscibilità nel suo fraseggio e nel suo lirismo ricco di trasporto. Splendidi gli archi e i fiati, tutti di supremo livello internazionale, hanno offerto una prova di stupendo nitore e consapevolezza soprattutto nel primo movimento. Del resto Schumann, guarda con sicura attenzione al modello beethoveniano. Così il primo movimento ha sì un ampia introduzione sul modello della Settima Sinfonia beethoveniana, ma le figurazioni sono però spesso pianistiche, dagli arpeggi che accompagnano il recitativo strumentale introduttivo, alla brillante risposta dei violini all'inciso ritmico iniziale del primo tema. In questo disegno collaborano con una grande prova d'assieme anche i fagotti, i flauti e i clarinetti, dialogando con sublime pulizia alla continuità del flusso sinfonico. Un mormorio della Primavera che fa della sinfonia il centro di gravità di tutto il lavoro. rivelatrice anche l'allegro animato e grazioso che si pone in una continuità con il primo movimento, regalando momenti emozionanti agli spettatori, che hanno applaudito con frenetico calore la bellezza superlativa dell'esecuzione.
Anche in Beethoven il colore e la ritmica incessante è un apoteosi della danza. E qui il vortice beethoveniano si è impadronito di Gatti e dell'Orchestra, che hanno soggiogato tutti noi con un impressionante velocità e tagliente freschezza. Il tutto grazie anche alla dimensione asciutta e rivelatrice dell'organico orchestrale, non troppo pesante, ma sempre leggero e agile nelle pagine più riconoscibili, come l'allegretto e il presto, così soggiogate e apprezzate da Gatti con un asciuttezza senza riscontro in organici anche più ampi e meno duttili della Mahler Chamber Orchestra. Il Finale, con la ripetizione costante e ossessiva dell'impulso ritmico arriva ad un punto di delirio dionisiaco senza ritorno. E' il sapore della Settima è questo nelle risorse della Musica stessa. Successo stellare per Gatti e gli straordinari solisti della Mahler e non poteva essere altrimenti.

mercoledì 18 aprile 2018

Dal 19 al 22 aprile l'Associazione "Nel Gioco del Jazz" parteciperà al "Jazzhead!" di Brema.


Dal 19 al 22 aprile l’Associazione “Nel Gioco del Jazz” parteciperà al “Jazzahead!” di Brema (Germania), il Festival internazionale degli operatori del settore di musica jazz. Sin dalla sua prima edizione nel 2006, Jazzahead! ha rappresentato il più importante networking per l’industria del jazz, un punto d'incontro internazionale per l’alta qualità dei partecipanti. Tra concerti, mostre e conferenze è l’evento europeo più prestigioso nel panorama del jazz globale. All’edizione 2018 parteciperanno ben 40 band provenienti da 18 paesi. 

lunedì 16 aprile 2018

Il prossimo 18 aprile nella parrocchia Maria Santissima Addolorata a Bari si terrà il concerto dell'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana diretto da Rino Marrone.


Mercoledì 18 aprile, alle ore 20.00, nella parrocchia Maria Santissima Addolorata a Bari (in via Giulio Petroni, 125), l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana di Bari si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Rino Marrone (nella foto).     
In programma brani di Edward Elgar Chanson de nuit op. 15 n.1 (1899) Chanson de matin op. 15 n. 2 (1901), Nicola Campogrande Soffio blu: Con grande energia / Quasi un blues per flauto e orchestra d’archi (2006), Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 (1812).

venerdì 13 aprile 2018

Domani sera sesto appuntamento con la serie Schumann dell'Unione Musicale di Torino. Recital del giovane pianista Matteo Catalano.


Sabato 14 aprile 2018 sesto appuntamento con la serie Schumann dell’Unione Musicale, che porta sul palco del Teatro Vittoria di via Gramsci 4 a Torino alcuni tra i migliori allievi ed ex allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi.
Una collaborazione, quella tra il Conservatorio e l’Unione Musicale, che si sta rivelando un successo sia per l’opportunità offerta ai giovani interpreti di misurarsi con un pubblico attento e preparato, sia per l’alta affluenza di giovani in sala in occasione di ogni singolo concerto. 
Il programma si apre con la Sonata in fa diesis minore op. 11, terminata nel 1835 dopo due anni di lunga gestazione. L’appassionato canto dell’introduzione iniziale inaugura un’avventura musicale in cui il flusso inarrestabile della passione e la forza delle idee musicali si scontrano con i principi della forma-sonata. Il risultato è un lavoro avvincente, che lascia traspirare tutto il coraggio e lo spirito di giovanile irrequietezza con cui Schumann si era messo all’opera. Interprete di queste pagine il pianista Matteo Catalano, torinese, classe 1993, diplomato con lode e menzione d’onore e assegnatario di una borsa di perfezionamento della Fondazione CRT e della borsa di studio De Sono. Già protagonista la scorsa stagione di un concerto della serieFestival Mozart dell’Unione Musicale, attualmente è iscritto al Master of Arts in Music Performance presso la Musikhochschule di Basilea nella classe di Filippo Gamba.
Il concerto prosegue con i Bilder aus Osten op. 66, sei improvvisi per pianoforte a 4 mani ispirati ai componimenti medievali del poeta arabo Hariri, scritti nel 1848 e dedicati a Lida Bendemann, moglie del pittore Eduard e, insieme al marito, amica degli Schumann durante il periodo trascorso a Dresda. Al pianoforteAnastasiia Stovbyr, nata in Ucraina nel 1990 e attualmente allieva di Giacomo Fuga presso il Conservatorio di Torino, e Gabriele Biffoni, romano, classe 1992, allievo di Giovanni Doria Miglietta ed Enrico Pace presso l’Accademia di Musica di Pinerolo e, dal 2016, di Claudio Voghera presso il Conservatorio di Torino.
Conclude il programma una selezione di Duetti per voci e pianofortegenere a cui Schumann regalò vere e proprie gemme del repertorio liederistico. Protagonisti il soprano Michela Chioso e il mezzosoprano Laura Capretti insieme al pianista Alessandro Boeri, tutti allievi di Erik Battaglia nella classe di musica vocale da camera del Conservatorio di Torino. Il concerto è alle ore 20 ed è preceduto da una guida all’ascolto alle ore 18.30 a cura di Antonio Valentino (nella foto) e da un aperitivo offerto al pubblico alle 19.30.