lunedì 30 aprile 2012

Giovedì prossimo Daniel Hope, il violinista-scrittore, debutta a Torino con L’OSN della Rai

Noto per la sua versatilità artistica, che lo ha portato a scrivere libri divenuti best-seller e sceneggiature di film per attori come Klaus Maria Brandauer e Mia Farrow, debutta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il violinista inglese Daniel Hope. Giovedì 3 maggio alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e in streaming con ripresa multicamera sui siti www.osn.rai.it e www.lamusicadiraitre.rai.it, interpreta il Concerto n. 1 in sol minore op. 26 di Max Bruch, unica pagina della produzione del compositore tedesco entrata stabilmente in repertorio, grazie alla sua espressività spontanea ed eloquente. Sul podio il direttore d’orchestra texano John Axelrod, che nella seconda parte del concerto propone la Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Robert Schumann, accolta da un insuccesso alla sua prima esecuzione, nel dicembre del 1841 a Lipsia, successivamente riveduta dal compositore e presentata con il consenso del pubblico nel 1853 a Düsseldorf. Il concerto è replicato venerdì 4 maggio alle 20.30. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1982), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Un'ora prima del concerto sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1982). Informazioni: 011.8104653 - biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Bel concerto con Boccadoro, Arciuli e l'ICO allo Showville di Bari

Avere almeno un centinaio di persone presenti ad una serata di musica contemporanea è un dato più che incoraggiante. In particolare, quando il concerto non si svolge in una canonica sala pensata per l'esecuzione di musica sinfonica, bensì in un cinema, comunque discretamente attrezzato per ricoprire anche le funzioni di teatro. E la sala 1 del Multisala Showville, ubicata a Mungivacca (quartiere periferico di Bari) è uno spazio-contenitore assai ampio e comodo che può contenere fino a 650 spettatori, anche se l'acustica, va detto, non è proprio il massimo. Nonostante tutto, nell'assenza quasi totale (con il Piccinni e il Santalucia chiusi ed il solo Petruzzelli a colmare il vuoto attuale) di teatri pensati per la musica in città, oltre che aspettando la riapertura dopo vent'anni dell'Auditorium "Nino Rota", ci sia accontenta e soprattutto si ringrazia Michele Bisceglie, responsabile delle attività teatrali e degli eventi dello Showville, che ha consentito e consente all'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari di utilizzare la suddetta sala anche per le prove. E non è poco. Tornando al concerto dell'altra sera, nell'ambito della rassegna "Silenzio!", curata da Emanuele Arciuli che ha visto lo stesso pianista barese, brillante protagonista insieme al direttore e compositore Carlo Boccadoro e all'Orchestra della Provincia. Il programma ci regalava subito un eccellente lavoro del bravo Boccadoro; si trattava di "Fasi lunari", breve composizione che ben si legava al contesto filo-americano del programma proposto, nel suo solido impianto minimalista ma al contempo, variegato e coinvolgente nel tagliente pulsare ritmico (godibilissimo, per esempio il movimento finale, dove aleggiava il fantasma del "Sacre" stravinskiano); a seguire la "Ballad Nocturne" dell'americana Ann Millikan (nella foto insieme ad Emanuele) composta su commissione dello stesso Arciuli: piacevole ibrido linguistico tra il repertorio delle ballate jazz e la forma classica del "Notturno" con suggestioni che viaggiavano cromaticamente da Chopin a Gershwin, da Rachmaninov e Prokof'ev. Un "Gioco" altrettanto stimolante per non dire divertente è ciò che accade nel pezzo successivo magistralmente suonato da Arciuli (Le tombeau de Liberace) con L'orchestra barese a ranghi ridottissimi, e dedicato da Michael Daugherty a Valentino Liberace, eccentrica icona di un certo genere di musica commerciale che è stato in voga in America per molti anni. Il concerto si è poi chiuso con la Sinfonia n. 3 per archi di Philip Glass, nella lucida esecuzione del maestro Boccadoro insieme all'Orchestra barese, che nonostante le strutturali carenze d'organico, si è ben comportata nel restituire questo gustoso lavoro, non troppo ripetitivo e minimalista come altri da lui scritti e dunque decisamente più digeribile. Dimenticavamo, incastonati nel programma i provocatori 4'.33" di silenzio assoluto di John Cage, a cui Arciuli ha sottilmente dedicato il suo mini-festival. E silenzio assoluto c'è stato, se si pensa che non sono nemmeno squillati i telefoni cellulari, che solitamente disturbano, con ben più cinico sadismo, i capolavori di Brahms e Ciaikovskij, Mozart e Beethoven. Ma questa è un'altra storia.

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sabato 28 aprile 2012

The Rolling Stones



Affrontare una parete del sestogrado? Scendere giù per le rapide con il canottino da bambini? Buttarsi dallegrandi altezze di Acapulco? Volteggiare in equilibrio precario su di un filo,con una asta in mano, teso tra le Petronas Towers di Kuala Lumpur? Non credoche nulla, nulla di questo sia paragonabile all’ arduissimo cimento diconfrontarsi con i Rolling Stones….
Anzitutto, per quel che attieneai generi, tutto ciò che può essere, come aggettivo, accostabile al sostantivorock è cosa loro.
Costituiscono, tra i mille emille meriti che hanno, nella storia della musica, il ponte ideale, cattivo sevolete, tra gli anni cinquanta ed il tremila…difatti nascono come una tributeband del clima rock&blues degli anni cinquanta ed esattamente come per i lororivali “scarafaggi” ( sono gli anni in cui, nella mente del loro coetaneoLennon, si fa strada la idea di far musica) cominciano a respirare la areabritannica dello skiffle, una serie di protorock, molto jazzato, che affascinai giovani albionici. È questa la aria che si respira ed a loro diciamo che famolto bene. Un tributo alla loro passionaccia musicale è, come sapranno i fanspiù sfegatati, anche lo stesso nome del gruppo, che deriva dal titolo di unacanzone blues di Muddy Waters.
È la svolta britannica griffataLittle Richard che sconvolge e spinge tutti a fare un passo deciso in avanti, avarcare, da timidissime reclute, la sottile linea gialla, tracciata dal propriosergente istruttore…le pietre rotolanti sono pronte a vagare in giro per ilmondo.
Ovviamente, se quando si nominanoi Genesis, si pensa subito a Peter Gabriel e, poi, a Phil Collins; se, quandosi accenna agli Spandau si fa riferimento a Tony Adley; se si pensa ai SimplyRed, la mente va a Tony Hacknall, il grande roscio, ai Duran al buon Simonecc….se si parla di Rolling si sinomina Mick Jagger…il grande “pescione”,divoratore di donne e palchi, l’altletico maratoneta degli stages, ilsuperistrionico solista imprestato alle imperiture logiche gruppali è e necostituisce, nonostante la indubbia grandezza di Keith Richard e di tutti glialtri celeberrimi settantenni di assalto, il senso, la anima, il corpo, ilpeccato, la maledizione. Rappresenta il grande Satana del gruppo.
L’uomo scandalo ne è il metronomoed i suoi capricci da iperpotente star danno vita o staccano la spina algruppo, che, in questi cinquanta anni di carriera, è emerso e si è inabissatopiù e più volte ( che sia il segreto per lo imperituro successo?)….innumerevolii successi, tra i quali, in chiusura di codesta nota, mi pregerò di rammentarviuno, di certo il meno ridondante dei soliti I can get no satisfaction, Angel etante tante altre, ma che riveste significativa importanza per chi scrive,anche se, come sempre nella musica, per ragioni del tutto intime, soggettive e quasiirripetibili anche nell’ immediato prossimo.
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venerdì 27 aprile 2012

Prende il via il prossimo 13 maggio la Settima Rassegna Chitarristica della Puglia organizzata dall'Associazione "De Falla"

Nei prossimi giorni prenderà il via presso lo Sheraton Nikolaus di Bari la 7^ Rassegna Chitarristica della Puglia 2012 organizzata dall'Associazione Culturale e Musicale "De Falla", che si avvale della direzione artistica di Pasquale Scarola. Patrocinata dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo e dal Comune di Bari – Assessorato Marketing e Cultura. La Rassegna abbraccerà le più svariate tematiche musicali: Classica ° Jazz ° Flamenco ° Folklore Sudamericano ° Autori Moderni. Elemento questo vincente che è alla base della crescita della rassegna, che se giustamente pubblicizzata riesce ad attirare e a far appassionare un pubblico vasto ed eterogeneo che non rimane mai deluso… La particolarità di creare una Rassegna che di base appartiene al mondo della musica classica, ma che può vantare un programma estremamente accattivante…
§ aprirà la Rassegna Domenica 13 maggio 2012, ore 21.00 ORCHESTRA DI CHITARRE DE FALLA direttore PASQUALE SCAROLA ; solista UMBERTO CAFAGNA (chitarra) << I grandi compositori della musica Spagnola ed Argentina >> PROGRAMMA JOAQUIN MALATS - Serenata Espanola per orchestra. JOAQUIN RODRIGO - Concerto de Aranjuez per chitarra e orchestra ( solista U. Cafagna ) ASTOR PIAZZOLLA - Escualo per 3 flauti ed orchestra - Verano Porteno - Look Out – L’Orchestra di Chitarre De Falla … - E’ il principale gruppo artistico di tale rassegna… - Interamente composta da musicisti Baresi e Pugliesi ! - Nata circa 10 anni fa vanta ormai quasi 200 concerti in tutta Italia ! - Nel suo genere unica in Europa, sta proponendo un nuovo modo di fare musica rivisitando, in chiave chitarristica, il repertorio di svariati generi musicali : da quella Classica al Flamenco, fino a quella del giorno d’oggi . § Sabato 26 maggio 2012, ore 21.00 JUAN LORENZO << La Chitarra Flamenca >> Chitarrista Flamenco di fama internazionale che ha collaborato con importanti artisti, tra cui Bocelli, Gipsy Kings, Al di Meola e Pino Daniele. In programma: Homenaje a Ramon Montoya 1880-1949 Repertorio per Guitarra flamenca inciso nel 1936 da Ramon Montoya, Revisionato e trascritto da Juan Lorenzo. § Domenica 7 ottobre 2012, ore 21.00 ORCHESTRA DI CHITARRE DE FALLA direttore PASQUALE SCAROLA ; solista MAURIZIO DI FULVIO (chitarra) << Brasile in Jazz >> In una rilettura della musica brasiliana, dal samba al Choro, per finire a pezzi dello stesso M. Di Fulvio. § Domenica 21 ottobre 2012, ore 21.00 Duo Chitarristico: Di Modugno-Maddonni -+ special guest Aldo Bucci Trio Jazz Programma originale contemporaneo, per duo chitarristico. Partendo dal compositore Cubano Leo Brouwer , per fimire con i Brasiliani : Gismonti e Bellinati. Nella seconda parte del concerto, al duo chitarristico si aggiungerà il trombettista Bucci , in una serie di classici del Jazz tra cui Dizzi Gillespi e dello stesso A. Bucci . § Sabato 3 novembre 2012, ore 21.00 SANTE TURSI Recital Solistico: << Spagna & SudAmerica >> Autori spagnoli J. Turina, J. Rodrigo, e Venezuelana di A. Lauro § Domenica 25 novembre 2012, ore 21.00 ORCHESTRA DI CHITARRE DE FALLA direttore PASQUALE SCAROLA con la partecipazione del "De Falla Vocal Trio" Interverranno vari musicisti dell’orchestra in veste solistica… tra le tante cose in programma in particolare alcuni brani per 3 flauti e orchestra arangiati dal M° Scarola, e il nuovo De Falla Vocal Trio (formato da 3 coriste femminili dell’organico orchestrale De Falla) . -Per Informazioni- Info Tel : 347.60.52.769 - 339.89.35.624 Visita il Sito : www.orchestradichitarredefalla.it -Biglietti- intero : 15 Euro / ridotto 10 Euro (under 14 e studenti universitari-conservatorio con libretto-tesserino) -Abbonamenti- 6 Grandi Concerti Chitarristici al costo di 55 Euro -Prevendita- Music Accademy - Via E. De Amicis n.31, Bari Le Muse - Via M. Cifarelli n.8, Bari (Adiacente Conservatorio) Ater Electronics - Via S. Jacini n.31, Bari -Botteghino Sheraton- aperto un'ora prima dell'evento. ______________________________________

Concerto al TeatroTeam con Al Bano e l'ICO di Bari in favore della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari

Il notissimo cantante Al Bano Carrisi (nella foto) e l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretta dal maestro Alterisio Paoletti, daranno vita Sabato 28 Aprile 2012, presso il TeatroTeam di Bari ad un grande concerto di solidarietà per contribuire a promuovere e diffondere un’informazione preventiva circa i rischi inerenti il gioco d’azzardo: dalla ludopatia al sovraindebitamento da gioco, dalla pubblicità ingannevole fino al pericolo di cadere nell’usura, piaga sociale sommersa ma presente e ancor più dilagante in questi tempi di crisi. Gli italiani, solo lo scorso anno, hanno speso quasi 80 miliardi di euro e i “malati di gioco” sono oltre 800 mila. La Serata-Concerto, organizzata dalla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari, si propone sia di assicurare aiuti alle vittime, perché il buio in cui sono precipitate diventi luce, sia la promozione dei valori culturali di legalità e sobrietà di vita, unica vera prevenzione dell’usura e del ricorso all’azzardo, oggi favorito da numerosissime possibilità quotidiane di “gioco” incentivate da “pubblicità ingannevole”. Alla serata, che sarà condotta da Antonio Stornaiolo e Carmela Vincenti, hanno aderito anche altri artisti e personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. Tutti testimonial insieme contro l’usura. I biglietti sono in vendita presso il Botteghino del TeatroTeam di Bari, in Piazza Umberto 37 - Tel: (+39) 080.5210877 - 080.5241504 e acquistabili anche on line. Info: 080.5241909 - fondaz.antiusura@libero.it

A Casa Giannini, interviste pubbliche con protagonisti del mondo musicale

Nel mese di maggio a Casa Giannini (Via Sparano, 172 BARI - alle ore 18,30 - Infotel: 080.5246864) sarà proposto un ciclo di interviste "dal vivo" con i protagonisti del mondo musicale. Ecco di seguito i primi appuntamenti che vengono segnalati; sabato 12 maggio: Maria Rita Alfino, Detty Bozzi e Nicola Sbisà incontreranno il compositore e pianista Luca Mosca, autore dal linguaggio personale e riconoscibile, basato su un uso pressoché costante del totale cromatico dove la componente ritmica è di primaria importanza, spesso unita ad un utilizzo decisamente virtuosistico di voci e strumenti. Nell'ambito della Stagione dell'Accademia dei Cameristi, presenterà il suo Trio n.II; martedì 15 maggio: Pierfranco Moliterni intervisterà il M° Angelo Cavallaro, nominato Direttore artistico dell'Orchestra della Provincia di Bari. Ha diretto alla Scala e alla Fenice, in Francia , in Brasile, in Giappone, in Germania, in Spagna e negli U.S.A. É stato Direttore artistico di Festival, quali il Festival "Puccini"di Torre del Lago, e Teatri di Tradizione, quali il Teatro Pergolesi di Jesi, e grandi Teatri stranieri, quali lo Stadtheater di Berna e il Teatro Nazionale dell’Opera di Atene; martedì 22 maggio: Il violinista Francesco Mezzena presenta il suo ultimo CD "BACH SOIRÉE" (nella foto) con Lorenzo Ancillotti, musicologo insigne e dottore di ricerca alla Sorbona di Parigi, e la violinista Nancy Barnaba, co-protagonista nel celebre Concerto per 2 Violini e archi. La sua attività come solista ed in varie formazioni da camera, lo vede presente nei più importanti teatri ed ospite nei principali festivals di tutta Europa, Giappone, Stati Uniti, Centro e Sud America. Ha suonato con celebri artisti quali Salvatore Accardo, Bruno Canino, Roberto Fabbriciani, Rocco Filippini, Bruno Giuranna, Alain Meunier, Bruno Mezzena.

giovedì 26 aprile 2012

Carlo Boccadoro ed Emanuele Arciuli in concerto con l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari per la rassegna "Silenzio!"

Domani, venerdì 27 aprile 2012 alle ore 21.00 presso la multisala Showville di Bari l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, nell’ambito del festival “Silenzio! Settimane di musica contemporanea” si esibirà in un concerto diretto dal compositore Carlo Boccadoro (nella foto) e con la partecipazione del pianista Emanuele Arciuli, curatore della rassegna. In programma musiche di Ann Millikan: Ballade Nocturne for piano and orchestra – (commissionata all’americana Millikan dallo stesso Emanuele Arciuli), Michael Daugherty: Le Tombeau de Liberace (1996) for piano and orchestra, John Cage: 4’33’’ (1952) per orchestra, Philip Glass: Symphony n. 3 for strings (1994) e Carlo Boccadoro: Fasi lunari. Live Set elettronico a cura di Arpino e Andrea La Bombarda. I biglietti sono in vendita presso il botteghino della multisala Showville aperto tutti i pomeriggi a partire dalle ore 16.00 (mercoledì – sabato - domenica anche di mattina dalle ore 10.30 alle 13.30 ). Info: 080.9757084.

Cinquant'anni fa moriva il poeta armeno Hrand Nazariantz, esule in Terra di Bari. Ora un libro lo ricorda

A cinquant'anni dalla scomparsa del poeta armeno Hrand Nazariantz esule in terra di Bari vi è l'esigenza di proporre una rivisitazione ed una rilettura della questione armena e del primo genocidio della storia di cui vi sia traccia, affinchè i tanti uomini di cultura e i tanti affamati del sapere possano comprendere l'alta figura umana, poetica, sociale, culturale di un personaggio per molti versi scomodo e di difficile interpretazione e per tanti versi unico ed inimitabile. Attraverso le pagine che compongono questo interessantissimo lavoro a cura di Paolo Lopane e che vede un gruppo di studiosi (Rosalia Chiarappa, Dorella Cianci, Carlo Coppola, Cosma Cafueri e lo stesso Paolo Lopane) alternarsi nella scrittura di saggi di particolare intensità e di importante espressione sociologica e storico-culturale, possiamo capire quali emozioni, quali angosce, quali pensieri si alternassero nell'animo del poeta sempre alla ricerca della profonda conoscenza. Il lavoro pubblicato è impreziosito dalla presenza di tanti punti di vista diversi per estrazione culturale e formazione professionale e al contempo unici per bramosia della conoscenza e della passione che trasmettono, donando sia dignità sia dimensione nuova alla figura dell'esule armeno che da esule accoglieva altri esuli creando un campo profughi per dare lavoro e vita nuova. Il tutto condito dalla mano di Boghos Levon Zekiyan che con la sua preziosissima presenza introduttiva benedice un lavoro di importante fattura. Boghos Levon Zekiyan è tra i più importanti armenisti contemporanei nonché docente di Letteratura e lingua armena presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Ma ancora più importante è l'appendice di questo libro che riporta fotografie per la maggior parte inedite, come la fotografia di copertina e lettere e poesie che ci raccontano il vero Nazariantz, materiale assolutamente inedito e di ineguagliabile valore culturale. Domani, venerdi 27 aprile 2012, alle ore 17.30, nella Sala Consigliare del Comune di Bari si terrà la presentazione del volume HRAND NAZARIANTZ, FEDELE D'AMORE edizioni FAL vision. Con l'editore Luciano Pegorari saranno presenti gli autori Paolo Lopane, Cosma Cafueri, Rosalia Chiarappa, Dorella Cianci, Carlo Coppola. La manifestazione è organizzata in prossimità del 24 Aprile data di commemorazione del Genocidio Armeno, il Metz Yeghern.

mercoledì 25 aprile 2012

Un grande "Arciduca" di Beethoven a Bari con Rovighi, Dillon e De Fusco

Quello di lunedì scorso nell'auditorium Vallisa, per la XIII stagione dell'Accademia dei Cameristi,è stato senz'ombra di dubbio uno dei più belli e significativi concerti tenutisi a Bari in questa prima parte dell'anno di grazia 2012. La presenza della celebre quanto inossidabile pianista napoletana Laura De Fusco, accanto a due tra i migliori musicisti italiani della loro generazione come il violinista bolognese Giulio Rovighi ed il violoncellista torinese Francesco Dillon, entrambi componenti del notissimo Quartetto Prometeo, faceva del resto presagire i felicissimi esiti della serata tutta beethoveniana che li avrebbe visti protagonisti. Sin dall'incipit del programma con le raffinate, godibili dodici variazioni per violino e pianoforte in fa maggiore da "Le nozze di Figaro" e le sette variazioni, questa volta per violoncello e pianoforte, sull'aria "Bei maennern, welche Liebe fuehlen" tratta dallo "Zauberflote", sempre di Mozart, già si capiva cosa sarebbe potuto diventare nella seconda parte l'assieme di tre così bravi artisti. Ed in effetti, l'interpretazione del più bel Trio di Beethoven, noto come l'Arciduca, per via della dedica all'Arciduca Rodolfo d'Asburgo, futuro arcivescovo di Olmutz, allievo oltre che grande amico a Vienna del Titano di Bonn, è stata di esemplare bellezza. Staremmo qui a parlarne per ore, ma questo blog non vuol regalare elzeviri, nè adulazioni a nessuno. Raccontare la Musica è già cosa difficile, se non impossibile, figurarsi quando un'esecuzione tocca vertici sublimi come quelli toccati l'altra sera da un'ispiratissima Laura De Fusco al paino, beethoveniana doc, insieme al virtuosismo mai edonistico eppure così efficace del violinista Rovighi e a Francesco Dillon, anche lui davvero bravo sia nelle variazioni di ispirazione mozartiana, che nel Trio, dove soprattutto nell'andante cantabile e nello scherzo,ha disegnato con gli altri due Maestri, una tela sonora di armoniosa compattezza e godibile ascolto. Pubblico scarso ma assai soddisfatto. Sarà anche musica di nicchia, come ci confidava la Signora De Fusco alla fine dello splendido concerto, ma se non si riesce a riempire l'angusta Vallisa con una serata beethoveniana di così alto livello esecutivo, forse ha proprio ragione la presidente dell'Accademia, Mariarita Alfino a voler chiudere questa meravigliosa (e quanto faticosa e dispendiosa!) esperienza, o almeno a replicarla in un'altra città, ben più meritevole della nostra. Dispiace dirlo ma è proprio così.

Dove la Mette sta....alias The Asteroids Galaxy Tour


Stavo pensando alle cose che so e che ricordo della Danimarca....il burro Lurpak ( quello salato che serve per ricette particolari), i biscotti al burro- quelli a prova di trigliceridi- e i fratelli Laudrup, oltre alla intera e mitica nazionale di calcio, che furoreggiò nella seconda metà degli anni ottanta e che vinse, a sorpresa, gli europei del 1992, la famigerata Danish Dynamite.
Mi ci sforzo, ma non vien fuori altro, ma di dinamite in dinamite mi sovvien una biondina, di cui vorrei parlarvi, leader di un gruppo indie denominato The Asteroids Galaxy Tour, celebrità in patria, ma famosi anche in Italia per aver, un paio di anni fa, prestato un proprio singolo, The Golden Age, come colonna sonora di uno spot di una notissima birra europea.
Il loro è un arguto mix tra beat ed atmosfere da Swingin' London Mode e la loro musica facilotta, tutta refrains ripetuti, lustrini, pailletes e capigliature cotonatissime alte come imponenti cofane, prende ed attrae lo spettatore avvezzo ed un poco avvizzito dalla solita solfa....il singolo di lancio-che sopra si ricordava-è The Golden Age, un ridanciano affresco, nel cui video, carino, si apprezzano anche parti del testo, ben visualizzate ( una scelta sempre intelligente...). In questa performance si svela appieno il talento e la avvolgente personalità di Mette Lindberg, la frontwoman ed incontrastata icona della formazione.
La Mette, una ragazza dalla simpatia difficilmente riscontrabile in altre sue colleghe, con la sua vocina un po' gracchiante ma non disastrosamente squadrata, con animo flebile, si sposta agevolmente nel suo universo di dance d'annata, con echi tenuissimi beatlesiani, che mettono in evidenza un impasto gradevole, anche se un po' banalotto,ma, in ogni caso, recettivo per grande pubblico.
Due, finora, le produzioni: l'album d'esordio, Fruit, del 2009, che raccoglie varie hit interessanti e l'appena uscito Out of Frequency, che contiene il ritmatissimo, a marcia "hot hit", Heart Attack.
Tutti ci si augura un rapido sviluppo a questi giovanotti, che sappia di una "sana febbre di crescenza" verso nuove vette, che si intuiscono come meritate.
Di conseguenza, non perdetevi il mini tour del gruppo in Italia dal 25 al 27 Aprile.....si comincia, il 25, dai Magazzini Generali di Milano per finire, il 27, al Circolo degli Artisti di Roma.


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martedì 24 aprile 2012

Giungono da ben 47 nazioni i concorrenti del 22° Concorso "CITTA' DI BARLETTA" organizzato dall'Associazione "Cultura e Musica G. Curci""

Incremento notevole numerico e record di presenze straniere anche quest'anno al Concorso Internazionale per Giovani Musicisti "Città di Barletta" giunto alla sua 22.ma edizione e che quest’anno prevede la presenza di oltre 500 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Ad essere presenti quest’anno saranno ben 47 diverse nazioni, in questo Festival Musicale mondiale della Musica, unico in Puglia sia per la sua Internazionalità che per il numero sempre crescente dei musicisti che ogni anno vogliono essere presenti a questa grande “Festa della Musica” organizzata, sempre in maniera impeccabile e attenta, dall'Associazione Cultura e Musica "G.Curci" di Barletta, in collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Barletta, della Provincia di Barletta - Andria - Tranii, della Regione Puglia e del Ministero per i Beni Culturali - Dipartimento dello Spettacolo . Spettacolare sarà, come avvenuto nelle scorse Edizioni, il confronto fra i numerosissimi giovani musicisti provenienti oltre che da tutte le regioni d'Italia anche da Lituania, Finlandia, Russia, Albania, Lettonia, Australia, Austria, Svizzera, Svezia, Montenegro, Polonia, Serbia, Kosovo, Azerbaijan, Turchia, Germania , Corea del Sud, Spagna, Belgio, Giappone, Uzbekistan, Francia, Argentina, Taiwan, Usa, Iran, Armenia, Cina, Malta, Bielorussia, Estonia, Bosnia e Erzegovina, Repubblica Ceca, Repubblica di Singapore, Ucraina, Texas, Kirghizistan, Messico, Bulgaria, Romania, Hong Kong, Malesia, Croazia, Slovacchia, Georgia, oltre 3000 persone, fra musicisti e accompagnatori, provenienti da posti così lontani e diversi, che si apprestano a visitare la nostra città e la nostra regione Infatti dal 26 aprile al 6 maggio, Barletta vivrà di musica, con audizioni e concerti che si svolgeranno, senza soluzione di continuità, nel ridotto del Teatro Comunale Curci . Numerosi tra i partecipanti musicisti provenienti dal Kosovo, dalla Russia dall'Albania, dalla Polonia, e dal Montenegro, così come quelli provenienti da posti lontanissimi come la Malesia, Cina, Azerbaijan, Taiwan, Turchia, Georgia, Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan, in un intenso rapporto di scambi culturali che ogni volta vanno sempre più arricchendosi e collocano Barletta e la nostra Regione ' terra di Arte e di Cultura , di accoglienza e di dialogo, crocevia di scambi e frontiera aperta', realizzando quel concreto processo di pace e di interazione con le varie e diverse culture del mondo che difficilmente si riesce a creare in altri momenti. L’iniziativa dell’Associazione Cultura e Musica “G. Curci” che ormai da oltre 28 anni continua a fare musica, si colloca infatti nel più ampio panorama di attività interculturali, di dialogo e di cooperazione, promosse dalla Regione Puglia e dagli attori territoriali, e offre a questo variegato contesto complessivo uno straordinario valore aggiunto, che colloca la città e i suoi protagonisti musicali e culturali in prima fila tra i soggetti che guardano costruttivamente a un futuro di integrazione e che individuano nel messaggio culturale il principale strumento di relazione tra i popoli, di integrazione e convivialità tra diversi, e di civiltà. Una azione culturale e sociale che trasforma la città di Barletta e l’intera Regione Puglia in un luogo delle opportunità e luogo di innovazione culturale in continuo divenire Prestigiose e note in campo internazionale saranno le varie Giurie che si alternano durante la lunghissima kermesse musicale, rendendo ancora più centrale ed internazionale il livello artistico e culturale dell'intera manifestazione. Sono previste una Sezioni di Esecuzione per "Giovani Solisti" per Archi e Canto, una Sezione di "Musica da Camera" dedicata al Duo e agli Ensemble e infine una Sezione dedicata ai "Giovani Pianisti", che si contenderanno il montepremi di 9.000 euro e i numerosi Concerti - Premio. Anche quest’anno saranno due i "Gala - Concerto" previsti per sabato 28 aprile, alle ore 19,00, con ingresso libero, e domenica 6 maggio, ore 18,00, presso il Foyer del Teatro Curci,, vetrina che vedrà protagonisti i grandi artisti di domani in una Rassegna Concertistica Internazionale Questo il Calendario delle Audizioni che si svolgeranno presso il Foyer del Teatro Comunale Curci: "Premio Giovani Solisti"e "Premio Musica da Camera" giovedì 26 aprile : Archi ; venerdì 27 aprile Archi e Duo; sabato 28 aprile : Ensemble e Canto "Premio Giovani Pianisti" Mercoledì 2 maggio : Pianoforte Categorie Junior, A, C, e D , Pianoforte a 4 mani Categorie A – B Giovedì 3 maggio : Pianoforte Categorie B e E, Pianoforte a 4 mani Categorie D - E Venerdì 4 maggio : Pianoforte Categoria F Sabato 5 maggio: Pianoforte Categoria G. Per visionare il Calendario delle Audizioni e per informazioni si può consultare il Website dell’Associazione Curci : www.culturaemusica.it o inviare email a: concorsobarletta@culturaemusica.it o telefonare al 380.3454431

Chiude a passo di danza la bella stagione del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi

Chiusura a passo di danza per la Stagione 2011-2012 della Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Questa sera, alle ore 20.30, va in scena un classico del balletto, «Il lago dei cigni» di Ciaikovskij, che sul palco del Nuovo Teatro Verdi, nell’ambito dell’internazionalizzazione della scena prevista in collaborazione con il Teatro pubblico pugliese, viene interpretato dal Balletto Accademico di Stato di San Pietroburgo, compagnia che occupa un posto di rilievo nel panorama della danza internazionale (info botteghino 0831.56.25.54). Fratello minore del Balletto del Teatro Mariinskij e del Balletto del Teatro Bolshoj, con cui condivide l’alto prestigio di essere stato riconosciuto Balletto Accademico di Stato dal governo russo, il Balletto di San Pietroburgo è stato fondato quarantacinque anni fa. Ed è una delle compagnie classiche di più alto livello in Russia: del resto la città della Prospettiva Nevskij e dei tramonti di mezzanotte è ritenuta la culla del balletto classico russo. La storia del «Lago dei cigni» è nota: una creatura femminile ultraterrena, la bellissima Odette, una principessa trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart per aver rifiutato il suo amore, viene inseguita da un uomo perdutamente innamorato, il principe Siegfried. Ma il balletto, rappresentato per la prima volta al Teatro Bolshoj di Mosca il 4 marzo 1877, non ebbe immediato successo, nonostante le musiche di Ciaikovskij. Per la sua affermazione, e la successiva consacrazione ad esempio capostipite della rinascita musicale di questa forma di spettacolo, dovette attendere il 1894, quando venne ripreso al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo, proprio la città dalla quale arriva la compagnia cui è affidata questa rappresentazione brindisina. Il Balletto Accademico di Stato di San Pietroburgo, del quale dal 2001 è direttore artistico Yuri Petuhov, è anche noto come Yacobson Ballet, e con questa denominazione vanta molti progetti creativi per il futuro. La compagnia sta ampliando il suo repertorio per racchiudere le varie tendenze della coreografia moderna e classica. E tra i vari progetti vi è anche quello di aprire un teatro da camera permanente per mostrare il repertorio ai visitatori di tutto il mondo. Tra i ballerini che in passato hanno fatto parte della compagnia si ricordano Alla Osipenko, John Markovsky, Larissa Averkina, Nona Polyakova, Tatiana Kvasova, Igor Kuzmin, Dmitry Vovk, Alexander Stenin, Valentina Klimova, Nicolai Pykhachev e Vladimir Zinzinov. Oggi ne fanno parte 74 danzatori, tra i quali spiccano Svetlana Smirnova, Anastasia Isaeva, Aleksey Petrov, Nurzhan Kulybaev, Vladimir Dorokhin, Anna Borodulina e Anastasia Lyubomudrova. Nel 2003 la compagnia è stata premiata con il National Golden Mask Prize nella categoria «Heritage» per il recupero del balletto «The Wedding Cortege», e l’anno successivo con il più prestigioso premio teatrale, il Golden Floodlight, per il recupero del balletto «The Bedbug» e di cinque miniature coreografiche.

lunedì 23 aprile 2012

La Settima sinfonia di Gustav Mahler giovedì prossimo a Torino con l'OSN della Rai diretta da James Conlon

“Mahler è uno degli autori con i quali sono cresciuto: a trent’anni avevo già eseguito tutte le sue sinfonie, e ancora oggi interpretare la sua musica è una sfida affascinante”. Con questo stato d’animo il grande direttore d’orchestra americano James Conlon (nella foto), Direttore musicale dell’Opera di Los Angeles, si prepara a tornare sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, giovedì 26 aprile alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. In programma una delle opere meno eseguite di Mahler, la Settima Sinfonia: “Mi chiedo spesso – spiega Conlon – perché una sinfonia così bella non abbia avuto la stessa fortuna di altre. Credo dipenda dal fatto che si tratta di un pezzo davvero difficile”. La Settima Sinfonia è posizionata tra la drammaticità apocalittica della Sesta e l’aspirazione ultraterrena dell’Ottava. Considerata il capitolo conclusivo del periodo creativo ispirato alle opere del poeta Friedrich Rückert, in cui Mahler ricercò una maggiore autenticità, l’opera è una rappresentazione della vita ormai lontana dalle visioni fiabesche, che celebra il mondo nella sua realtà terrena. Il concerto è replicato venerdì 27 aprile, ed è trasmesso in collegamento diretto su Rai Radio3, per il programma “Radio3 Suite”, e in streaming su www.osn.rai.it. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1982), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Un'ora prima del concerto sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1982). Informazioni: 011.8104653 - biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Stasera in Vallisa un "Arciduca" di Beethoven da ricordare con Giulio Rovighi, Francesco Dillon e Laura De Fusco

Questa sera, alle 20.30, nell'auditorium Vallisa di Bari, prosegue la XIII stagione dell'Accademia dei Cameristi con un programma interamente dedicato a Beethoven. Protagonisti del concerto di oggi il violinista Giulio Rovighi, il violoncellista Francesco Dillon e la pianista Laura De Fusco, che eseguiranno il Trio op 97 (Arciduca) accanto alle poco note Variazioni Wo040 e Wo046. Si tratta del penultimo concerto barese dell'Accademia di quest'anno. Si raccomanda vivamente di non perderlo! Info: 347/771.20.34.

Parte stasera dall'Opera di Roma la breve tournée italiana della Chicago Symphony Orchestra diretta da Riccardo Muti

Prende il via stasera dall'Opera di Roma la breve tournée italiana che porterà la Chicago Symphony Orchestra, in questo momento (forse) il complesso sinfonico più in forma del momento, ed il suo direttore principale Riccardo Muti, anche al San Carlo di Napoli (24 aprile), a Brescia per inaugurare il Festival Pianistico (26 aprile) e Ravenna (27 aprile). In programma musiche di Richard Strauss ("Morte e Trasfigurazione"- poema sinfonico), Dmitrij Shostakovich (Quinta Sinfonia) e Nino Rota (Suite dalla colonna sonora del celebre film di Luchino Visconti "Il Gattopardo"). Per chi, come chi scrive, ha avuto la gran fortuna di ascoltarli al Festival di Lucerna l'estate scorsa, in due programmi peraltro solo leggermente differenti da questo, si tratta di un'occasione davvero imperdibile. Anche a dispetto dei prezzi, assai salati, dei biglietti. Dispiace che il 25 aprile (unica data libera, fra un trasferimento e l'altro) il Maestro Muti portando lì la sua straordinaria orchestra, avrebbe potuto fare un meraviglioso regalo anche al suo amato Teatro Petruzzelli di Bari, dove ascoltò ad appena due anni in un palco, la prima opera lirica della sua vita. Napoli non era e non è poi così lontana dalla "sua" Bari...

Dal 4 maggio con il Rosenkavalier di Richard Strauss prende il via il 75° Maggio Musicale Fiorentino

Zubin Mehta (nella foto) inaugura la 75° edizione del Maggio Musicale Fiorentino riproponendo uno dei capolavori della cultura musicale mitteleuropea, quel Rosenkavalier di Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal, che manca da Firenze dal 1989. Collaborano con l’illustre direttore, al suo debutto nel Rosenkavalier, il regista Eike Gramss, ben noto al pubblico fiorentino per un fortunato Ratto dal serraglio mozartiano, lo scenografo Hans Schavernoch e la costumista Catherine Voeffray, anch’essa impegnata nel Ratto, tutti artisti di fama internazionale, quali la preziosa partitura straussiana impone. L’allestimento ricrea il clima della Vienna di Maria Teresa attraverso architetture settecentesche che mutano di prospettiva grazie ad efficacissimi giuochi di specchi, che richiamano il gusto barocco della “maraviglia”. È difficile immaginare due personalità così diverse per stili e concezioni di vita e gusti personali ed artistici, quali il raffinatissimo, estenuato esteta Hugo von Hofmmansthal e il sanguigno, vitalistico, geniale Richard Strauss. Eppure, fra entusiasmi e dissapori, questo eccezionale binomio dette vita ad una serie di opere se non di uguale qualità, certo di altissimo livello drammatico e musicale. Der Rosenkavalier è, nelle intenzioni degli autori, una commedia che vuole celebrare la Vienna settecentesca di Maria Teresa: andata in scena a Dresda il 26 gennaio 1911 riscosse un immediato successo di pubblico, mentre parte della critica, Adorno in testa, censurò aspramente il compositore accusato di aver rinnegato il linguaggio innovativo dei suoi primi lavori. Ma Strauss non tradisce se stesso: se il Rosenkavalier non ha la violenza tellurica di Salome o Elektra, l’omaggio al Settecento mozartiano non si risolve né in imitazione, né in rivisitazioni neoclassiche e la sua musica si rivela di una tersa modernità, mobilissima e ricca di sfumature psicologiche, screziata da sottili pulsioni erotiche e dal ritmo incalzante e ricorrente del valzer, capace di rendere con eguale pregnanza tanto i momenti deliberatamente comici, quanto la nostalgia per la giovinezza espressa dalla Marescialla con accenti di struggente malinconia. Certo l’archetipo sono le Nozze mozartiane, tanto per il gusto per l’intreccio, quanto per l’assonanza fra certi personaggi: la Contessa e la Marescialla nella rievocazione della passata gioventù, Octavian e Cherubino, entrambi sostenuti da una cantante che, en travesti, interpreta il ruolo di un giovane che si camuffa da donna, e pervasi dalla stessa, giovanile, incostanza nell’amore, perfino il Conte ed il ben più rozzo Barone Ochs, entrambi a caccia di amori ancillari. E dunque Der Rosenkavalier è insieme omaggio alla Vienna teresiana, alla sua cultura e civiltà, ma, soprattutto nello splendido finale, canta anche la rinuncia all’amore, nella consapevolezza del tempo che passa inesorabile, quando la Marescialla lascia, non senza rimpianto e malinconia ma con aristocratico contegno, che il suo giovane amante Octavian sposi Sophie. Siamo nel 1911, quell’omaggio e quella rinuncia suonano anche come una premonizione: tre anni dopo inizierà “l’inutile strage” del primo conflitto mondiale, alla fine del quale il mito dell’Austria felix, durato dal Settecento di Mozart e Maria Teresa, tramonterà definitivamente e un grande impero continentale scomparirà a ritmo di valzer. Il cast: DER ROSENKAVALIER (Il cavaliere della rosa) Musica: Richard Strauss Direttore: Zubin Mehta Regia: Eike Gramss Scene: Hans Schavernoch Costumi Catherine Voeffray Luci: Manfred Voss La Marescialla: Angela Denoke Il Barone Ochs: Kristinn Sigmundsson Octavian: Caitlin Hulcup Faninal: Eike Wilm Schulte Sophie: Sylvia Schwartz Marianne Leitmetzerin: Ingrid Kaiserfeld Valzacchi: Niklas Björling Rygert Annina: Anna Maria Chiuri Un commissario di polizia: Pawel Izdebski Primo maggiordomo della Marescialla: Alexander Kaimbacher Primo maggiordomo di Faninal / Un oste Kurt Azesberger/ Un notaio: Marcus Pelz Un cantante: Celso Albelo Prima orfana: Sabrina Testa Seconda orfana: Elisa Fortunati Terza orfana: Raffaella Ambrosino Una modista: Jennifer O'Loughlin Un venditore: di animali Saverio Fiore Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino Coro di voci bianche della Scuola di Musica di Fiesole Maestro del Coro di voci bianche Joan Yakkey Nuova produzione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Prova aperta e question time | Teatro Comunale, lunedì 23 aprile, ore 17.00 Guida all’ascolto | Piccolo Teatro, domenica 6 maggio, ore 14.45 Teatro Comunale Venerdì 4 maggio 2012, ore 18.00 - in diretta su RAI Radio3 Domenica 6 maggio, ore 15.30 Martedì 8 maggio, ore 19.00 Venerdì 11 maggio, ore 19.00

domenica 22 aprile 2012

"COSTRUIRE CON LA MUSICA": una giornata di festa e solidarietà al Petruzzelli dedicata alla musica e allo spettacolo

Hai uno strumento musicale che non usi più? Donalo ai bambini e ai ragazzi delle periferie più disagiate che gli daranno nuova vita e attraverso la musica potranno costruirsi un futuro migliore. Questo è il significato sociale di “Costruire con la musica”, la seconda raccolta nazionale di strumenti musicali che si svolgerà a Bari domenica 22 aprile presso il Teatro Petruzzelli; iniziativa organizzata dal Comitato Sistema delle Orchestre e dei Cori giovanili e infantili in Italia Onlus in collaborazione con Music Fund, Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari e Puglia Sounds e realizzata con il sostegno di Enel Cuore Onlus. Un’intera giornata - dalle 10.00 alle 23.00 - dedicata alla musica e allo spettacolo che coinvolgerà tutta la cittadinanza in una grande festa di solidarietà per sostenere le attività dei Nuclei che aderiscono al Sistema delle Orchestre e dei Cori giovanili e infantili in Italia, che da oltre un anno opera nel Paese per emancipare bambini e ragazzi dal disagio sociale tramite l’accesso gratuito allo studio della musica, oltre che delle scuole di musica in Palestina, Israele, Mozambico e Congo. Ogni strumento donato sarà valutato, restaurato da esperti e inoltrato a destinazione certa: le informazioni raccolte in un’apposita banca dati permetteranno, infatti, di seguire la storia dello strumento o delle cifre donate. Ricchissimo il programma della giornata che prevede eventi, concerti e incontri ad ingresso libero. Ne saranno testimonial Lorin Maazel, Giovanni Sollima, Ambrogio Sparagna, Francesco D’Orazio insieme ad altri importanti musicisti di diversi generi musicali che si esibiranno in una lunga maratona musicale, anche accompagnati dai bambini e ragazzi delle scuole di musica del Sistema italiano. In particolare la festa di domenica sarà l’occasione per la prima esibizione pubblica dei bambini dei Nuclei pugliesi - MusicaInGioco (BA), Art Village (FG), Circolo A.C.L.I. di Trani (BAT), Istituto Comprensivo Corigliano d’Otranto (LE), quest’ultimo nuovo aderente al Sistema, e Comune di Taranto in via di adesione. L’iniziativa è stata coordinata da Dinko Fabris e Francesco D’Orazio, responsabili regionali per il Comitato Onlus. Da quando si è formato, nel dicembre 2010, il Comitato Sistema delle Orchestre e dei Cori giovanili e infantili in Italia Onlus - costituito da Federculture insieme alla Scuola di Musica di Fiesole e presieduto da Roberto Grossi - ha accompagnato lo sviluppo di numerose attività didattiche in tutta Italia. Ad oggi il Comitato ha riconosciuto ufficialmente 23 Nuclei, centri di formazione distribuiti su tutto il territorio che coinvolgono bambini di età compresa fra i 4 e i 18 anni nell'apprendimento della musica. Le attività si svolgono in forma gratuita, con particolare attenzione ai quartieri periferici e alle realtà svantaggiate e in alcune sono operativi progetti didattici rivolti ai bambini non udenti e non vedenti. Attraverso questi primi Nuclei, già oggi il Sistema italiano coinvolge nelle sue attività didattiche circa 6.000 bambini in 12 regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto. Il Sistema nazionale, rappresentato territorialmente dai Referenti Regionali, uno artistico e uno istituzionale, assicura per i diversi Nuclei operativi nelle varie regioni un punto di riferimento e di raccordo. Il progetto, che si ispira al sistema ideato dal Maestro José Antonio Abreu in Venezuela da oltre trent’anni attivo per l’emancipazione dei ragazzi dal disagio grazie allo studio della musica, persegue l’ambizioso obiettivo di offrire una formazione musicale collettiva a bambini e ragazzi in tutta Italia e attraverso di essa dare loro un’opportunità di crescita individuale e di riscatto sociale. La consonanza di intenti con la Fondazione Fesnojiv, organo di attuazione del Sistema Abreu in Venezuela, è sfociata nella firma di una Convenzione pluriennale per lo svolgimento di attività e di progetti comuni, in particolare nell’ambito della formazione degli operatori in Italia. Sono stati, infatti, già realizzati due cicli di corsi rivolti ad insegnanti e operatori italiani - a novembre 2011 e a febbraio 2012 - con l’intervento del Maestro venezualano Leonardo Panigada, ed un terzo appuntamento è in programma per giugno. Il 30 settembre è invece prevista a Roma la terza giornata di raccolta degli strumenti musicali che sarà realizzata dal Comitato Italia insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica. Il Sistema delle Orchestre e dei Cori giovanili e infantili in Italia ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio di Rai Segretariato Sociale ed è sostenuto da ANCI - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e UPI - Unione delle Province Italiane. Comitato Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili d'Italia: sede operativa c/o Federculture - Piazza Cavour 17, 00193 Roma, tel. 06.32697527 / orchestregiovanili@federculture.it / / www.federculture.it /

sabato 21 aprile 2012

Bye bye, Corrs???




Cosa ne è stato della canterina famiglia Corr?...non sappiamo più nulla, di inedito, di loro, dal lontano 2006, quando le vicende naturali di ogni essere umano, maternità di alcune delle sue componenti e la immancabile stanchezza e perdita di ispirazione, non ci consegnano più veline fresche su di loro.
Scrivere di loro, quasi questo fosse un tribute? Speriamo proprio di no, in quanto, tra la fine degli anni novanta ed i primissimi anni 2000, trattavasi di un fenomeno quasi di costume, prima ancora di un valente gruppo di solisti, assemblati come una vera folk band irlandese di prima grandezza.
Delle vicende, anche gossippare, della front woman, la bella quanto peperina Andrea, ne abbiamo, forse, piene le scatole. La poverina, infatti, è rimasta ingiustamente famosa in GB anche ( si dice) per un flirtazzo con l’onnipresente ( quando si tratta di belle donne) Robbie Willams, ingiustamente perché non si rende minimamente merito al suo talento, solido e soavemente tremulo.
Ma, al di là di questo, la storia di questa family factory group è consimile a molte, molte altre: la passione genitoriale per la musica; l’invio del gruppetto dei pargoli, tutti assieme, nella chiesa di zona per suonare e cantare nel coro parrocchiale; il talento, quasi scoperto per caso dal casting manager del film The Comitments, che lo segnala, con l’uscita del loro primo album e del singolo di trascinamento dello stesso, Forgiven not Forgotten, ad uno dei tanti schierani di Michael Jackson, essendo di passaggio i nostri per NY, il quale, adocchiatili, ne decreta la consacrazione in USA in tutte e per tutte le charts.
Segue un periodo di trionfi, con menzioni e riconoscimenti in GB e nel resto del mondo. Vengono, addirittura, chiamati da Pavarotti per il suo Pavarotti & Friends, laddove conoscono il nostro Zucchero Fornaciari, con cui collaboreranno in seguito, sia come formazione che come singoli. Ancora: esibizione live @ Mtv Unplagged, la Università della Live performance, l’esecuzione di alcune covers e, nel 2000, la messa in copia di In Blue, dedicato alla loro madre, deceduta da poco.
Anticipata la uscita dell’ album dal clamorosissimo Breathless, il singolo dell’ anno, in Blue è l’apoteosi, mai più replicata, dei fratellini. Davvero superfluo risulta nominare, uno ad uno, i tracks di questo album: da Radio a One Night, da Irresistible ad All The Love In World, sino, la preferenza dello scrivente, a Rebel Heart, brano strumentale inconfondibilmente irish, quasi una firma finale.
Infatti, a ciò segue un album di raccolta, del 2001-2002, in cui viene inserito solo un inedito di successo, Would You Be Happier.
Ad In Blue succede Barrowed Heaven del 2004, poco significativo album, che fa sequenza di un 2003, in cui le sorelline e Jim Corr sono nell’empireo delle stars da beneficenza e da buona causa, club nel quale permangono tutt’ora, quando decidono di ricomparire in pubblico, stavolta separatamente.
Partecipano, infatti, al tribute for Nelson Mandela, the 46664, dal numero da detenuto del politico sudafricano, dove, tra le altre cose, reincontrano Zucchero, oltre ai Queen superstiti, tra le altre stelle presenti, con cui suonano efficacemente i reciproci successi.
Ma, come si diceva, la vita richiede il suo tributo e la formazione si divide, cercando chi la quiete famigliare, chi la carriera da solista.
C’è chi li ha intercettati ed ha strappato la promessa di una reunion, ma io ci crederei poco…..
L’importante è che loro si avvicinino allo stage con la innocenza di un bambino e la fecondità di un giovane affamato, perché, come diceva la Andrea Corr, in una sua intervista dei tempi dorati: “ io sono entrata in Chiesa per cantare, perché credevo che, come me, tutti i bambini e tutte le persone sapessero cantare….quando ho scoperto che solo in pochi hanno il dono di saperlo fare, la vita ho cominciato a vederla in tutt’ altro modo e con molta più delusione”.
Arrivederci Corrs, sperando di ritrovarvi bambini, quei bambini di parrocchia, laggiù in Irlanda….

Questa mattina al Liceo Scientifico "Scacchi" di Bari si presenta l'associazione dedicata a Giuseppe Solfato

Si terrà questa mattina, alle ore 11,00, presso la Biblioteca del Liceo Scientifico "A. Scacchi", a Bari, la presentazione della nuova Associazione dedicata al prof. Giuseppe Solfato, riferimento indiscusso della cultura letteraria e teatrale della nostra città e dell'intero panorama nazionale. A ricordare l'opera e la statura artistica dell'autore recentemente scomparso si alterneranno le testimonianze di Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo ed Egidio Pani. Anna Maria e Marisa Eugeni, con Caterina Firinu, presenteranno, con letture drammatizzate, brani inediti e testi non ancora pubblicati dell'autore e scrittore barese. L'Associazione, nata nello scorso febbraio, si prefigge di ricordare lo scrittore e drammaturgo pugliese, appassionato linguista, studioso e conoscitore delle arti e culture mondiali, finalizzando la sua attività alla diffusione del suo pensiero artistico, alla prosecuzione delle sue ricerche, studi e promozione nell'ambito dell'arte e della cultura nelle sue molteplici forme stilistiche, linguistiche e sociali, e alla valorizzazione della sua opera di poeta e autore teatrale. Essa ha le proprie radici nell'esperienza dei "Baresi", storico gruppo nato nel 1971 da un incontro tra giovani curiosi di teatro e un altrettanto giovane regista Giuseppe Solfato. L'attività era incentrata sulla ricerca e lo studio della lingua barese, intesa come strumento culturale e funzionale alla rappresentazione "popolare", rivalutandone la forza e l'attualità attraverso percorsi teatrali sperimentali e innovativi. L'originalità, infatti, dell'intuizione di Solfato fu ed è quella della lingua come veicolo in mutazione, fra memoria ed evoluzione, come mezzo di comunicazione, non più e solo barese, in tensione tra teatro e cultura popolare. Egli non ha mai smesso di scrivere e sono diversi i testi inediti che saranno ripresi e valorizzati dall'Associazione. All'incontro parteciperanno Daniela Daloiso, dirigente Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia e Giovanni Magistrale, dirigente scolastico. Twitter: @TecaMediterrane - YouTube: Teca del Mediterraneo – Facebook: Biblioteca Cons. Reg. Puglia - www.bcr.puglia.it

venerdì 20 aprile 2012

"La Musica? Non solo sensazioni per l'udito" di Vittorio Polito*

"Nessuna civiltà conosciuta ha ignorato la musica. Alle origini mitiche della musica in Grecia, poesia e musica erano un tutt’uno. Apollo è il dio delle Muse e Orfeo poeta e musicista che con le sue melodie piega animali e natura cantando i suoi poemi accompagnandosi con la lira.
Grande è il potere della musica sullo spirito dell’uomo, soprattutto per i due maggiori costituenti, la melodia ed il ritmo. La musica è un linguaggio ricco e mai uguale a se stesso che si evolve continuamente, un modo di esprimere pensieri ed emozioni, come la scrittura, la pittura, la poesia o la scultura. Michel Schneider nel libro “Glenn Gould - Piano solo”, sostiene che «Soltanto la musica non ripete, quando ripete. Questa è la sua forza, ed è la sua follia…».
I valori emotivi e la relazione tra musica ed emozione sono stati oggetto di numerosi studi indirizzati verso un’analisi sistematica della relazione tra musica ed emozioni. Da qui gli effetti terapeutici del suono e della musica che sono in grado di indurre, non solo attenzione e rilassamento, ma anche di modulare la percezione di stimoli nocivi e modificare anche l’attività del sistema nervoso vegetativo. Per tali motivi le frequenze musicali rappresentano anche una efficace aggiunta terapeutica in varie condizioni morbose, anche in quelle caratterizzate da dolore, per cui potrebbero definirsi anche frequenze analgesiche. È anche il caso di ricordare che sono in corso studi che stanno dimostrando che l’ascolto di una qualunque musica, scatena meccanismi che stimolano il cervello, infatti, quando siamo allegri ci viene voglia di cantare e quando viviamo qualche emozione intensa la musica accompagna il nostro stato d’animo.
Ma la terapia musicale non è nuova, è solo un rimedio antico tornato di moda. Infatti, già nel 1811, il medico tedesco Peter Lichtenthal (1780-1853), scrisse un «Trattato dell’influenza della musica sul corpo umano e del suo uso in certe malattie». In realtà pare proprio che la musicoterapia, lanciata in questi ultimi anni, tragga le sue radici prima di Cristo, quando Talete, con il suono di un’arpa, sconfisse la peste e Aristotele dispensò consigli sulle virtù della musica come unico rimedio contro i disturbi psicosomatici.
Ma al di là delle origini, la musicoterapia viene utilizzata anche come strumento terapeutico nel sostegno psicologico ai bambini con difficoltà visive, uditive e di parola. Ai ragazzi autistici fornisce una possibilità in più, quella di comunicare, mentre ai bambini un sottofondo musicale leggero può utilmente accompagnare i primi giorni di vita, con il risultato di metterlo subito a contatto con un linguaggio molto ricco e stimolante e rasserenarlo nella sua quotidiana scoperta del mondo che lo circonda.
Qualche tempo fa una rivista specializzata pubblicò una tabella a proposito di “Capricci e prodezze della musicoterapia”. In essa si apprende come il jazz, stimolante ed eccitante, aumenta la concentrazione ed a volte l’aggressività; il rock ed il “rithm and blues” eccitano, deconcentrano, riducono l’autocontrollo, mentre l’eccesso di volume provoca euforia e a volte violenza incontrollata. “La notte” di Vivaldi, ad esempio, è distensiva, combatte l’insonnia e riduce sensibilmente le tensioni emotive, l’ansia. Stessa cosa può dirsi per la musica di Bach, mentre, ascoltando Mozart, si riduce l’acidità gastrica e si migliora quindi sensibilmente la digestione. Il “Bolero” di Ravel eccita, sui soggetti psicolabili può indurre isterismo, depressione, stati confusionali, a volte anche crisi epilettiche. Il “Canto di Primavera” di Mendelssohn, invece, allenta le tensioni nervose e l’ansia repressa, facilita l’estroversione e l’ottimismo. Ricordo anche il “Medical sound”, una sorta di cocktail composto da suoni naturali mescolati a musicalità primitive e integrato da variazioni elettroniche, che è rasserenante, in molti soggetti facilita il rilassamento ed il sonno, produce desiderio di movimenti del corpo, può ridurre le rigidità muscolari ed il dolore di molte reumopatie.
Secondo Massimo Pagani, dell’Istituto Ricerche Cardiovascolari dell’Università di Milano, «La musica e il suono più in generale, si pone come un fondamentale costituente dell’ambiente esterno, e può per questa via rappresentare un importante modulatore della percezione, ed evocatore di risposte emotive».
Anche per combattere la malattia di Alzheimer (demenza senile), gli esperti sostengono che la musicoterapia funziona. «Funziona talmente che c’è anche chi dopo un incontro di musicoterapia, canta giorno e notte, oppure chi non chiude occhio per notti intere e non riesce a riposare. Di sicuro la musica ha effetto su chiunque ma, come le altre medicine, non a tutti fa bene allo stesso modo». È da evidenziare anche il potere di comunicazione e socializzazione che ha la musica, creando emozione, contatto, condivisione.
È bene tener presente che la musica è pur sempre un rumore e va ascoltata a “giusto volume”, in quanto, se alto, aumenta la nostra aggressività, mentre a basso volume dà una sensazione di benessere e non danneggia i nostri apparati uditivo, digestivo, cardiocircolatorio e nervoso, particolarmente sensibili agli insulti sonori.
Guido D’Arezzo, teorico musicale, sosteneva che «Non fa meraviglia che l’udito prenda diletto da suoni diversi, dal momento che la vista si compiace della varietà dei colori, che l’olfatto gode della varietà degli odori, che la lingua prende piacere dal variare dei sapori. In tal modo, infatti, attraverso la finestra del corpo, la dolcezza delle sensazioni piacevoli, mirabilmente penetra fin nell’intimo del cuore». Per Daisaku Ikeda, religioso giapponese, invece, la musica «È linguaggio universale; essa trascende tutte le barriere della cultura e delle ideologie. La musica è risonanza tra due cuori».
Buon ascolto, quindi, e ricordate, che secondo il filosofo tedesco Immanuel Kant, la musica è anche «un bel gioco di sensazioni per l’udito»."

*(Fonte: "Giornale di Puglia" - 14 giugno 2011)

Il celebre Duo Tinelli-Mazzoccante sarà protagonista stasera al Teatro Forma per il Gioco del Jazz


Protagonista al Teatro Forma di Bari, questa sera con inizio alle ore 21, nell’ambito della Stagione 2011-2012 promossa e organizzata dall’Associazione "Nel Gioco del Jazz", è il Duo Tinelli-Mazzoccante (nella foto).
La formazione cameristica composta dal clarinettista Antonio Tinelli e dal pianista Giuliano Mazzoccante presenta un programma musicale intitolato “Atmosfere tra Opera e Jazz” evocando la suggestione di un viaggio musicale affascinante ed avvincente.
Una fantasia sull’opera “Rigoletto” di Giuseppe Verdi aprirà il concerto per poi passare allo Scherzo Fantastico dedicato allo stesso Duo e scritto da Angelo Inglese, compositore di origini pugliesi nato nel 1972, per poi concludere la prima parte del concerto con Sholem-Alekhem, melodia klezmer appartenente al genere musicale della tradizione ebraica ed elaborata da Bela Kovacs. Il genere Jazz abbraccia tutta la seconda parte del concerto con l’esecuzione della Rapsodia Jazz del compositore serbo Ante Grgin, docente all’Accademia di Belgrado, e la famosissima Rhapsody in Blue di George Gershwin elaborata dall’ucraino Timofei Dokshitser.
Profumi ottocenteschi che si fondono con le nuove frontiere della creazione musicale approdando al genere jazz di immediato impatto e presa emotiva ecco la miscela che caratterizza l’evento concertistico che si preannuncia di particolare interesse e caratura artistica. Durante il concerto è prevista la presentazione ufficiale al pubblico dell’ultimo lavoro discografico del Duo appena pubblicato dalla prestigiosa etichetta giapponese Camerata Tokyo. Il CD è stato realizzato con la partecipazione straordinaria del leggendario clarinettista Karl Leister, già primo clarinetto solista della Filarmonica di Berlino per oltre trent’anni sotto la direzione di Herbert von Karajan, e rappresenta l’unico titolo discografico della gloriosa carriera del grande Maestro tedesco dedicato interamente alla formazione due clarinetti e pianoforte.

giovedì 19 aprile 2012

"Silenzio!" prende il via sabato prossimo allo Sheraton di Bari con un concerto dell'Ico "Tito Schipa" di Lecce diretta da Marcello Panni


Sabato 21 aprile 2012 alle ore 21.00 presso lo Sheraton Hotel di Bari prende il via la rassegna “Silenzio!”, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari e dedicata alla musica contemporanea. La rassegna, presentata alla stampa questa mattina in Provincia, è a cura di Emanuele Arciuli, notissimo quanto apprezzato pianista, oltre che recente vincitore del "Premio Abbiati" (i biglietti saranno in vendita la sera stessa del concerto presso lo Sheraton Hotel. Info: 080.5412302 - 241).
Protagonista del primo dei cinque concerti previsti sarà l’Orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce diretta dal maestro Marcello Panni (nella foto), con la partecipazione del soprano Valentina Coladonato e la voce recitante di Brizio Montinaro.
In programma l’esecuzione di brani di Eric Satie/Claude Debussy (Gymnopédies nn.1 e 3) di Claude Debussy (Trois Ballades de François Villon per voce e orchestra) Ivan Fedele (Moroloja kai Erotika, su testi tratti dai Canti di pianto ed’amore dell’antico Salento) e di Giacomo Puccini (Tosca, suite sinfonica, arrangiamento di Marcello Panni). Il Live Set elettronico è a cura dei deejay Arpino e Andrea La Bombarda.

"Piccolo diario romano" di Giulio Loiacono


"Perso nella capitale della Crisi(o...Nella Crisi?), mi ritrovai con un biglietto in mano. Destinazione Piccolo Eliseo per vedere una pièce dal titolo abbastanza esemplificativo: "Intrattenimento violento" di e con Eleonora Danco, una giovane autrice ed interprete, che, francamente, non conoscevo e che, poi, si è rivelata una bella rossa di talento, anche se troppo, per i miei gusti di "foresto", virante verso il modello coatto romano; in ogni caso, il suo grande mentore e sponsor, presente, non a caso, lì in sala, è il Michele Placido, tra le altre cose, regista all'Eliseo (quello grande), in contemporanea, del " Così è (se vi pare)" di Pirandello. Placido, chiamato, a fine serata, sul palco, come è d'uopo in questi casi, ha concionato la (piccola) folla presente lamentandosi, a giusta ragione, della scarsissima considerazione che riceve l'arte, in "un paese agli sgoccioli - come egli ha efficacemente sottolineato -".
La Danco, apparsa forse emozionata e perciò incerta, data la presenza di "un bel mondo" riunito attorno a lei, da Maria Amelia Monti a Mariangela D'Abbraccio e a tanti altri che non starò qui ad elencare, ha sciorinato questa rapida recita in cui il disadattamento è il filo conduttore. Si va, infatti, dalla coattona, esclusa per definizione, delle periferie, alla ragazza semplice, un po' ruspante e mezza burinaccia, alle prese con genitori e parenti che la opprimono, ma da cui dipende, in tutto e per tutto, tanto da non concepire (ma solo sognare) una vita diversa ed indipendente, e ciò la spaventa a morte.
La galleria dei personaggi si chiude con una riuscitissima interpretazione di una ritardata che non capisce (perché glielo hanno detto al centro di recupero che frequenta) il vero motivo per cui Gesù fosse stato crocifisso. La madre, una efficacissima Lunetta Savino, anche se il mio giudizio è forse velato dalla conterraneità, la "batte" in continuazione cercando, invece, di farla partecipe di una realtà ovvia ed ordinaria; le squaderna a tutta una serie di informazioni, semplici quanto non troppo distanti dal vero, accompagnandole, però, da sonori smadonnamenti romaneschi e da sgridate, che sanno di sfogo per la sua condizione di madre disadattata con figlia "poraccia".
Bravissima la Danco quando, mulinando su se stessa, seminuda, nella penombra del palcoscenico, ansiosamente svela il disagio parallelo del pischelletto maschio.
La terza "moschettiera" della serata, Valentina Lodovini, è la squinzia di questi anni, la facile che dà vita ad una sequela di caratteri monocorde, che va dalla "sgallettata" vista e rivista a Uomini e Donne e Amici, fissata col proprio irresistibile corpo, provando passi di danze improbabili che le procureranno, secondo la sua mente debole, il passaporto per il successo; ovvero la "periferica", eternamente "fulminata", alle prese con un ragazzo che, se la Roma vince, per la felicità, arde dalla voglia di sodomizzarla per festeggiare, e lei, che non vorrebbe perderlo, non sa che fare: accontentarlo, ovvero tenere al suo residuo dignitario, pensando e comprendendo che l'amore non è sempre (o solo?) accontentare l'altro per timore che scappi e che ci lasci soli al mondo.
Un'ultima notazione di merito per la Savino: una autentica maschera barese, che entra in scena travestita da enorme chiattona color ramarro, con zampe da rospo, a rappresentare la sempliciotta pugliese, tutta grugniti dialettali e "madonn' madonn'", che hanno fatto scompisciare lo scrivente, il quale guatava, con rassegnazione mista a divertimento, questa mascherona, vittima della televisione e del suo linguaggio turbinosamente ed inutilmente folle.
Scorato dalla dimensione veritiera, anche se poco profonda, dello spettacolo, ritraversando una Via Nazionale tetra come non mai, ho imboccato la via del ritorno, confessando al tassista che mi accompagnava, più tragico di me, la mia delusione per questa Roma quasi miserabilmente inconcepibile per me e ricavandone consensi amari e sferzanti come stilettate al curaro. E se lo dice anche Placido...."

GIULIO LOIACONO
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mercoledì 18 aprile 2012

Delude il Barbiere di Siviglia di Maazel e Krief nel Petruzzelli commissariato


Francamente, ci saremmo aspettati molto di più e la delusione è tanta. Il barbiere di Siviglia di Rossini andato in scena ieri al Petruzzelli è stato, a mio sommesso parere, un mezzo flop. Flop giustificato forse da un commissariamento inatteso quanto sorprendente che negli ultimi mesi ha, peraltro (fortunatamente per tempo), svelato una gestione della Fondazione lirico-sinfonica barese ben poco trasparente e finanziariamente allegra.
E in più, aggiungerei, il dato più grave: le polemiche scoppiate tra i partiti politici, feroci quanto speculari, che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, hanno solo sparso cenere ulteriore su quanto pur di eccellente artisticamente era stato fatto sinora.
A perderci, in quest'ultimo periodo, sono stati indubbiamente la Musica e i musicisti che la suonano, messi per un mese in disparte, come fossero loro i primi colpevoli di quanto accaduto.
A perderci, dunque, è stato, secondo me, anche questo "Barbiere" che incerto nel suo allestimento, con il recente dietrofront sulla coproduzione con il festival americano di Castleton che prevedeva l'ospitalità della nostra Orchestra, ha finito per essere frettolosamente preparato in un paio di settimane con scene (o meglio elementi scenici) giunte gratuitamente dal Lirico di Cagliari. Lo stesso Denis Krief, anche lui arrivato nell'ultima settimana, ha certamente avuto poco tempo per organizzare uno spettacolo che fosse all'altezza della sua meritata fama.
Un'opera, fosse pure il Barbiere, si pensa e si prepara in un lasso di tempo ben più lungo. Lo spettacolo visto ieri è invece parso figlio della fretta di dover per forza rispettare gli impegni con gli abbonati e con la stagione già disegnata dall'ex sovrintendente Vaccari.
Meglio, di sicuro, l'esecuzione musicale con l'Orchestra e il Coro del Petruzzelli che hanno svolto più che decorosamente il loro compito e nonostante, va detto, lo stesso Lorin Maazel (anche lui, grandissimo Artista, fatto oggetto di squallide e volgari polemiche apparse sui mass-media) non sia parso in una delle sue giornate migliori, staccando tempi un po'lenti sì, ma soprattutto privi di quella verve e di quelle accelerazioni che sono peculiarità assolute dell'opera buffa rossiniana.
Ma è stato pure il giovane cast vocale internazionale a non impressionare particolarmente: Ekaterina Meltova, che avevamo molto apprezzato sia scenicamente che vocalmente come Carmen, non possiede analoga credibilità per impersonare un personaggio diversissimo come la Rosina del Barbiere. E non parliamo di tecnica vocale, peraltro solida, ma di naturalezza e disinvoltura scenica del personaggio che interpreta. Anche gli altri cantanti, se si eccettua il tenore Sergey Romanovsky, che pare già sulla buona strada, sono potenzialmente tutti bravi ma devono "crescere"...E bisogna dargli il tempo di studiare e migliorare (e di parecchio), per esempio, la dizione italiana, che nelle opere del genio pesarese è fondamentale.
Cantare e interpretare i capolavori di Rossini, e non solo di Verdi, Puccini e Wagner, non si improvvisa, nè s'impara dall'oggi al domani. Alla fine successo cordiale di pubblico, ma niente di più, con diversi spettatori che hanno anzitempo abbandonato la sala. Si replica sino al 25 aprile. Speriamo che le cose migliorino nelle prossime recite.

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Presentata ufficialmente ieri la seconda raccolta nazionale di strumenti musicali al Petruzzelli prevista per domenica prossima


Ci saranno anche il Coro femminile della Fondazione Petruzzelli diretto da Donato Sivo e le orchestre MusicaInGioco – MOMArt e MusicaInGioco - Bandeàpart fra quelle partecipanti al grande evento “Costruire con la musica - seconda raccolta nazionale di strumenti musicali”, che si terrà domenica 22 aprile, dalle 10 alle 23, al Teatro Petruzzelli di Bari (ingresso libero) già annunciato alcuni giorni fa dal nostro blog. la seconda raccolta nazionale di strumenti, dopo quella svoltasi alla Scala di Milano e prima di quelal che a giugno si terrà all'Auditorium - Parco della Musica di Roma.
La lunga giornata di domenica prossima, è stata presentata ieri mattina nel foyer del Teatro Petruzzelli dal presidente di Federculture e del Comitato Sistema Orchestre e Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus, Roberto Grossi, insieme ai referenti regionali per Puglia e Basilicata del "Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili d'Italia" il musicologo Dinko Fabris e il violinista Francesco D'Orazio, oltre ad Angelo Di Giovine (Enel Cuore Onlus) finalizzata alla raccolta di strumenti musicali per i paesi poveri, è organizzata dal Centro Studi Mousikè e dall’associazione I luoghi della Musica. Assente giustificato alla conferenza stampa di ieri il commissario della Fondazione Petruzzelli Carlo Fuortes, rimasto bloccato nel caotico traffico del raccordo anulare romano, ottimamente sostituito da Monica Sbisà, responsabile dell'ufficio stampa della Fodnazione lirico-sinfonica barese ed il sindaco Michele Emiliano, impegnato in un viaggio di lavoro all'estero, come ha riferito il Capo Gabinetto del Comune di Bari Antonella Rinella.
La partecipazione delle associazioni MusicaInGioco e ArtVillage di San Severo, che hanno portato in Puglia il metodo di insegnamento musicale ispirato a El Sistema, ideato dal m° Josè Antonio Abreu in Venezuela e promotore delle numerose orchestre giovanili nate negli ultimi anni, è particolarmente significativa perché dimostra che dall’inclusione e dalla solidarietà sociale possono nascere bellezza musicale e giustizia.
Le orchestre MusicaInGioco – MOMArt e MusicaInGioco – Bandeàpart sono nate la prima all’interno dell’ex discoteca Moma di Adelfia, sequestrata alla mafia e affidata in gestione al Teatro Kismet, la seconda all’interno dei laboratori urbani di Gioia del Colle e Turi, anche questi gestiti dal Kismet. Qui i maestri Andrea Gargiulo e Gianlorenzo Sarno, insieme agli altri collaboratori dell’associazione, lavorano da poco meno di due anni, e da soli due mesi a Turi e Gioia, con bambini provenienti da ambienti differenti e privi di una formazione musicale accademica, così come il metodo di Abreu richiede.
Nella giornata di domenica 22 le orchestre di Adelfia, Gioia del Colle, Turi, con quella di Bari-Palese (guidata sempre dall’associazione MusicaInGioco, in partenariato con l’associazione “Continente sommerso”), si esibiranno tra l5.30 e le 16.15 e proporranno anche la fiaba musicale “I musicanti di Brema”, con testo e lettura scenica di Teresa Ludovico e musiche originali di Andrea Gargiulo più altre di Beethoven, e Gershwin, arrangiate dallo stesso Gargiulo.
Tra i numerosissimi ospiti che si esibiranno durante la giornata ci saranno anche il Maestro Lorin Maazel, impegnato in questi giorni al Petruzzelli con le recite del Barbiere rossiniano il violinista Francesco D’Orazio, le Faraualla, Giovanni Sollima, Roberto Ottaviano, Mario Rosini ed Erica Mou.
“Costruire con la musica” è realizzato con il patrocinio e la collaborazione di: Regione Puglia - Puglia Sounds, Comune di Bari, Rai, Orchestra sinfonica – Rai per il sociale, Milano Musica, Federculture, Yamaha Italia, Rotary Club Bari Sud, Università Aldo Moro di Bari, Conservatorio di Bari e Giannini pianoforti.
DA NON PERDERE!

Nuovo bando pubblico dell'Apulia Film Commission per sostenere l'ospitalità di produzioni cinematografiche impegnate in Puglia nel 2012


Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Apulia Film Commission, presieduto dal presidente Antonella Gaeta (nella foto), ha disposto il nuovo bando pubblico “Apulia Hospitality Fund” per sostenere l’ospitalità delle produzioni cinematografiche in Puglia.
Il bando, che si aggiunge a quello del Film Fund, ha come termine entro il quale presentare le domande di finanziamento il prossimo 30 aprile 2012 (info: www.apuliafilmcommission.it).
Le risorse finanziarie complessive destinate al finanziamento per i servizi di ospitalità ammontano a 230mila euro, per le spese da sostenere entro il 30 settembre 2012.
La Regione Puglia, anche per il 2012, ha affidato all’Apulia Film Commission la realizzazione dell’Intervento “Valorizzazione delle location pugliesi di interesse storico culturale, artistico e naturalistico attraverso l’organizzazione di educational tour”, previsto dal Programma Pluriennale dell’Asse IV, linea d’intervento 4.3, Azione 4.3.1 lettera C del PO FESR 2007/2013.
In quest’ambito la Fondazione AFC, con l’ulteriore tranche di finanziamenti, procederà a una selezione di domande di ospitalità di produzioni cinematografiche che intendono girare in Puglia i propri film. Le attività progettuali dovranno terminare entro il 31 dicembre 2012.
I sostegni all’ospitalità possono anche aggiungersi a quelli previsti dall’“Apulia Film Fund”, per un massimo di 100.000 euro per lungometraggi, film e serie TV; 20.000 euro per i documentari e docufiction e 15.000 euro per i cortometraggi e videoclip.
L’azione di ospitalità di troupe cinematografiche, oltre che rispondere alle finalità istituzionali dell’AFC e quindi in linea con le sue principali attività, risponde all’obiettivo generale delle Azioni 4.3.1 e 4.1.2. del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Ovvero quello legato alla valorizzazione delle location pugliesi, con il conseguente effetto del cineturismo, del rafforzamento dell’immagine della Puglia e delle ottime ricadute socio economiche sul territorio.
In questo contesto, quindi, è chiaro come tali interventi mirino a favorire la destagionalizzazione, a valorizzare particolari itinerari, offrendo ulteriori opportunità di sviluppo per le diverse zone interessate. Inoltre, l’azione prosegue con l’obiettivo di favorire il più possibile la permanenza in Puglia di artisti e maestranze della filiera dell’audiovisivo, consentendo maggiori opportunità di lavoro.
Possono presentare richiesta di ospitalità le produzioni italiane, europee ed extraeuropee: a fronte del contributo concesso, queste si impegneranno a spendere sul territorio pugliese una somma pari ad almeno 150% del contributo ricevuto.
Per informazioni e per scaricare il bando completo consultare il sito www.apuliafilmcommission.it o chiamare lo 080.975.29.00, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.

Qui Torino: Il concerto sinfonico diretto da Omer Meir Wellber al debutto con la OSN della Rai in forse per uno sciopero della Cgil

A causa dello sciopero generale proclamato dalla CGIL, il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta per l'occasione dal promettente maestro israeliano Omer Meir Wellber (nella foto), con la partecipazione del celebre violinista russo Sergej Krilov, programmato per domani giovedì 19 aprile 2012 alle ore 20,30 (con replica il giorno successivo) presso l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, potrebbe non aver luogo.
Gli abbonati e i possessori di biglietti per il concerto in questione, qualora lo ritenessero opportuno, potranno convertire il biglietto con un titolo di ingresso gratuito per il concerto di venerdì 20 aprile 2012 alle ore 20.30 (fino a esaurimento dei posti), rivolgendosi alla biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino, dalle 10,00 alle 18,00.
Qualora il concerto non avesse luogo, è possibile essere rimborsati della cifra equivalente al prezzo del concerto, rivolgendosi alla biglietteria dal 7 al 15 maggio 2012.
Informazioni: 011.8104653 - 8104961 - biglietteria.osn@rai.it - www.osn.rai.it

martedì 17 aprile 2012

I Talking Heads protagonisti domani della nuova lezione di rock di Assante e Castaldo al Cinema Armenise


Ottavo appuntamento per le Lezioni di Rock a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, promosse da Puglia Sounds in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, mercoledì 18 aprile, alle ore 21.00, presso il Cinema Armenise con la lezione dedicata a "Talking Heads. Remain in light" – biglietto unico euro 5,00, consigliata la prevendita circuito bookingshow.it informazioni pugliasounds.it. Nel corso della lezione Assante e Castaldo, attraverso parole, suoni e immagini, racconteranno il capolavoro delle teste parlanti, la musica americana della fine degli anni Settanta e la nuova aristocrazia rock capitanata da Byrne e Brian Eno.
Era il 1980 e la musica rock stava cambiando. Secondo molti era addirittura morta. E sulle ceneri del rock, sulle rovine di una cultura che era nata negli anni Sessanta e cresciuta a dismisura nel decennio seguente, passando tra vittorie e sconfitte, tra drammi e meraviglie, nasceva la new wave. I Talking Heads, da New York, con l’aiuto di Brian Eno, si misero in viaggio tra metropoli e deserto, sull’onda di un nomadismo elettronico in grado di cambiare, una volta e per sempre, i connotati della popular music. Nacque così “Remain in light”, uno dei dischi più belli, ricchi e complessi della nuova musica, punto di partenza di una stagione di rinnovamento e di rinascita del rock che ha segnato in maniera indelebile gli anni Ottanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno “Remain in light” nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock.
Prossimo appuntamento mercledì 16 maggio Genesis. Selling England by the pound, la grande epopea del progressive, a partire da uno dei massimi capolavori del periodo.

Botteghino:
posto unico euro 5,00 + diritti di prevendita;

Prevendita:
circuito bookingshow e www.bookingshow.it / www.pugliasounds.it

Ecco i vincitori del XXXI Premio della Critica Musicale "Franco Abbiati" 2012


Ecco i vincitori del XXXI PREMIO DELLA CRITICA MUSICALE “FRANCO ABBIATI” assegnato a
Milano lo scorso 16 aprile 2012. Ospite degli Amici della Scala, la commissione ha designato i vincitori per l'anno solare 2011, anche sulla base delle indicazioni scritte dai colleghi-soci dell'Associazione Nazionale dei Critici Musicali. Alla discussione hanno preso parte i componenti del consiglio direttivo (Alessandro Cammarano, Andrea Estero, Dino Foresio, Angelo
Foletto, Gian Paolo Minardi, Paolo Petazzi) e gli otto rappresentanti dell’Associazione eletti con referendum interno (Danilo Boaretto, Enrico Girardi, Giorgio Gualerzi, Giancarlo Landini, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Alessandro Mormile e Patrizia Luppi).

SPETTACOLO: "Mosè in Egitto" di Gioachino Rossini (Pesaro, ROF, Teatro Rossini).
Per la ricca, anticonvenzionale, coraggiosa lettura proposta dal regista Graham Vick, vitale nel confronto simbolico, tutto al presente, con la drammaturgia dell’opera, affiancato dallo scenografo Stuart Nunn, dalla sontuosa trama sinfonica nei concertati messa in luce dal direttore Roberto Abbado, e dalla coinvolta compagnia di canto, che nelle pregevoli voci di Alex Esposito, Sonia Ganassi, Dmitri Korchak, Riccardo Zanellato e Yijie
Shi, fino alle giovani comparse locali, trasformava l’infelice PalaAdriatic Arena in un moderno modello di teatro.

NOVITÀ ASSOLUTA: "Quartett" di Luca Francesconi (commissione del Teatro alla Scala).
Eseguita e portata in palcoscenico in modo eccellente, la partitura si vale del celebre testo di Heiner Müller, da cui il compositore ha tratto il libretto.
Nella complessa concezione si accostano o intrecciano l’estrema mobilità della scrittura del complesso in buca (che crea un rapporto nervoso e flessibilissimo col duttile mutare delle inflessioni vocali) e il dilagare del suono dell’orchestra grande e del coro invisibili, che danno voce a dimensioni diverse da quella ‘chiusa’ della mortale partita a due giocata dai protagonisti.

DIRETTORE: Daniel Harding (nella foto). per la consapevole interpretazione, storicizzata, del dittico Pagliacci-Cavalleria Rusticana alla Scala, restituito con fine complessità, snellito da ogni retorica verista. E per i pregevoli impaginati sinfonici, con la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese e la Filarmonica scaligera, dominati con gesto autorevole e personalità spiccata dal direttore nato a Oxford, dal precocissimo debutto,
ora maturo trentasettenne.

REGIA: Calixto Bieito.
Ambientata in una malfamata terra di confine tra Spagna e Africa, la Carmen messa in scena da Bieito con scene di Alfons Flores e costumi di Mercè Paloma al Teatro Massimo di Palermo (coproduzione con i teatri di Barcellona, Torino e Venezia) restituisce al capolavoro di Bizet la sua teatralità ruvida, svelata da istantanee vitali e a volte scioccanti che si susseguono in sintonia con i momenti cruciali della partitura componendo uno
strepitoso racconto.

SCENE e COSTUMI: Tom Pye e Chloe Obolensky.
Per la funzionale suggestione dell’allestimento di "Death in Venice" di Benjamin Britten (Milano, Teatro alla Scala), capace di richiamare in vita con soluzioni minimaliste e raffinate - come il piano lievemente inclinato che evoca un mare onnipresente, rilucente e livido, o i costumi primi Novecento giocati su tinte avorio e pastello - una Venezia malata e febbrile ma quasi metafisica, e di predisporre il palcoscenico ideale alla rappresentazione dell’ossessione della bellezza senza derive morbose voluta dallo spettacolo.

SOLISTA: Isabelle Faust.
La felicissima intesa con Claudio Abbado ha reso ancor più nitida la qualità interpretativa della violinista tedesca, oltre che nelle mirabili realizzazioni dei Concerti di Beethoven e di Berg, nell’ardua prova mozartiana, dove la Faust è sembrata svelare la voce segreta del Concerto in La
maggiore cogliendo dietro le movenze di un’eloquenza sostenuta e pure leggiadramente divagante nella brillantezza della turcheria finale i momenti di intima drammaticità, grazie ad un violinismo di rara finezza nella sinuosità del fraseggio, senza concessione all’effetto.

CANTANTI:
Joyce Di Donato.
Nel breve giro di un mese ha piegato la pregevole voce di mezzo–soprano alle esigenze del lirismo straussiano e del virtuosismo rossiniano offrendo una mirabile interpretazione di Oktavian di "Der Rosenkavalier" di Strauss e di Elena in "Donna del lago" di Rossini (Milano, Teatro alla Scala) e
dimostrando che il belcanto e le sue regole stanno alla base dell’intero repertorio. Individuato con precisione lo stile di ognuno dei titoli, ha disegnato i personaggi con l’avvenenza della figura e l’efficacia di un gioco scenico incisivo e credibile.

John Graham-Hall.
Uno dei più duttili ed intelligenti tenori inglesi delle ultime generazioni, interprete di spicco della produzione di Benjamin Britten. In "Death of Venice" di Britten (Milano, Teatro alla Scala) ha dato piena e completa realizzazione alla figura del protagonista, Gustav von Aschenbach. Ha reso con naturalezza e rigore la complessità di un canto che si attua nel rapporto stretto e particolare tra suono e parola. Ha disegnato con indubbia originalità il personaggio, di cui ha penetrato la complessa e tormentata psicologia.

INIZIATIVA: “Settimane Musicali al Teatro Olimpico” – Vicenza.
Per il costante valore della proposta musicale varia e stimolante, e di un'attività ventennale svolta nella straordinaria cornice dell’Olimpico e in tournées internazionali. Per l’interesse della strutturazione in organici cicli triennali dei programmi che ha consentito la riscoperta e la riproposta di opere mai o raramente eseguite in tempi moderni, accanto a versioni ‘alternative’ di capolavori di Mozart e Rossini.

PREMIO SPECIALE: Integrale di Pergolesi - Fondazione Pergolesi Spontini - Jesi.
Per l’audace progetto di esecuzione dell’opera omnia iniziato nel 2009 e caparbiamente concluso, nonostante le drastiche e imprevedibili riduzioni dei finanziamenti pubblici, con una serie di produzioni operistiche e concertistiche di qualità musicale, chiamando a collaborare voci, concertatori e complessi strumentali italiani di significativa competenza stilistica e proprietà interpretativa, e proponendo letture sceniche non scontate.

PREMIO “FILIPPO SIEBANECK”: “Donatori di Musica”.
Ideata e avviata nel 2009 da Gian Andrea Lodovici, la rete di musicisti, medici e volontari che realizzano e coordinano stagioni di concerti negli ospedali, è cresciuta per la dedizione di numerosi eccellenti artisti che, disinteressatamente, continuano a esibirsi nelle corsie di varie città, divulgando il patrimonio musicale d’arte e trasmettendo le emozioni feconde e confortanti della musica dal vivo.


Bergamo – Teatro Donizetti - venerdì 25 MAGGIO - ore 17

- Cerimonia di premiazione dei vincitori
a cura del Comitato Organizzatore, in collaborazione col FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E DI BERGAMO.

Info: GLASOR di Galli e Valsecchi snc - via A. da Rosciate,1 - 24124 Bergamo - e-mail: segreteria@glasor.it – telefono 035 224072

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Fonte: ASSOCIAZIONE NAZIONALE CRITICI MUSICALI - Segreteria: 74100 Taranto, via Euclide 15 - tel. 338.7465026 / website: www.criticimusicali.org / e-mail info@criticimusicali.org