sabato 10 marzo 2012

L' "infanzia" dei Depeche Mode




I Depeche Mode sono la miainfanzia, la mia seconda infanzia…risentirli mi riporta ad un tempo lontano in cui, assieme ad un mio amico delle scuolemedie, li ascoltavamo come due carbonari, lui che era appassionatissimo dell’electropopbritannico, da Howard Jones a tutto quel sottobosco underground londinese, checresceva come albero potente e che sarebbe stato destinato a dominare tutti glianni ottanta del pop. Entrambi creavamo "compilation", come si chiamavano allora le raccolte, estraendo singoli davari autori e facendo cassette su cassette…il mio amico, che era figlio diuna professoressa di inglese, di tanto in tanto mi portava quello che, per lui,era legittimo motivo di orgoglio e per me rappresentava tanta voglia diimparare da lui, ossia un 45, un album, una nuova raccolta…ogni volta era unascoperta nuova: da What is love? a Like to Get to Know You Well di HowardJones, grandissimo profeta del postpunk, a Rio dei Duran sino al superbo edinnarivabile “The Age of Consent” dei mitici Bronski Beat. Tutto materialelondinese al 100%. Pur non parlando di millenni fa, in epoca ante Dee JayTelevision, tutto quello che era targato estero o lo si prendeva dai lisissimiDiscoring della Rai, ovvero lo si reperiva dai ( e peril sud era un problema) programmi Fininvest, quali Popcorn o Be pop a Lula….ungiorno incontrai madre e figlio, felicissimi reduci da un viaggio ( l’ennesimo aLondra, con il poverino che li invidiava tantissimo; invidia colmata, poi,molto, molto dopo). La mamma mi disse se potevo venire a casa persentire un nuovo e particolarissimo Lp, in cui musica progue elettronica edance si fondevano mirabilmente: l’album è Speak & Spell( dei Depeche, ovviamente...) ed il singolomonstre è Just Can’t Get Enough, trascinantissima litania disco che attira, sconvolge,turba, avvince, conquista……dopo questo primo contatto fulminante, fu soloricerca ansiosa di altro, di meglio, di più ed allora l’amatore andò allaricerca dei primordi e, con l’aiuto dell’ amico, scovò un sorprendentePhotographer, anno 1980, alle vere origini di coloro che, ereditando il nome da unarivista di moda francese, avrebbero venduto oltre 56 milioni di dischi in tuttoil mondo.
Il successo americano, People arepeople, datato 1984, li consacra, in epoca di videoclip e li spara a tuttospiano nell’ empireo delle eterne star.
Poi, come più o meno tutti sanno,il trio Gore ( superbo ed ecletticissimo artista), Gahan e Fletcher- da non sottovalutare mai quest'ultimo- hanno presoil volo ininterrotto ed hanno segnato una griffe, incisa in tutti i cuori deipopmani…
Ma, per me, forse vecchietto,rappresentano il gusto della purezza dell’infanzia, di una infanzia, la mia, daascoltatore, e la loro, da aspiranti musicisti e con questo gusto ne ho volutoscrivere. 

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