lunedì 5 ottobre 2009

venerdì 2 ottobre 2009

"Bach firmato Hadid" di Isella Marzocchi *




"Johann Sebastian Bach e Zaha Hadid, architetto e designer di origine irachena con quartier generale nella City londinese, dove qualche centinaio di coscritti è sempre pronto a sfoderare la daga in nome suo e del design, si sono passati un testimone immaginario attraverso il tempo (lei nasceva duecento anni esatti dalla morte di lui) e dello spazio. Come? Rileggendo - lei - la complessità della musica bachiana per darle corpo in quella che, a Manchester, è diventata una sala da concerto temporanea destinata ad ospitare nient'altro che esecuzioni solistiche firmate Bach, appunto. La risposta visivo-spaziale di Zaha Hadid alle intricate melodie del genio del barocco esprime un dialogo formale dinamico e curioso, accomunato da un'audacia che i due, in mondi lontani e vicinissimi, hanno in comune, condividendo profondità intellettuale, padronanza di mezzi tecnico-espressivi e bellezza artistica. Un nastro - una membrana translucida tesa su un telaio d'acciaio - avvolge lo spazio e chi lo abita delimitando in modo fluido i diversi piani d'utilizzo (palco, platea, spazi di collegamento) e al tempo stesso mantenendo una connessione visiva del movimento dei singoli nello spazio. La concert hall che, ricavata all'interno della Manchester Art Gallery, ha ospitato nel corso dell'estate nove concerti - Piotr Anderszewki, Jean-Guihen Queyras e Alina Ibragimov i protagonisti, ciascuno con tre recital - resta fedele agli standard cameristici rivelando nei suoi poco più di quattrocento metri quadrati un attento studio di proporzioni, struttura e acustica (il nastro stesso nasconde pannelli trasparenti fono-riflettenti) che sarebbero piaciute anche a Bach."


* (articolo di Isella Marzocchi pubblicato dal Giornale della Musica/Ottobre 2009)

mercoledì 30 settembre 2009

A Corrado Roselli la prima edizione del Premio "Gioconda De Vito" di Martina Franca


Domenica 4 ottobre, alle ore 18.30, nella Sala Consiliare di Palazzo Ducale a Martina Franca, si terrà il secondo appuntamento della rassegna "Crescendo". Ad esibirsi saranno due violiniste segnalate dal Conservatorio di Bari, Mariateresa Amenduni ed Eleonora Turtur, che eseguiranno musiche di Bach, Sibelius e Mendelssohn.
Inoltre il sindaco di Martina Franca, Franco Palazzo, consegnerà il Premio "Gioconda De Vito". Il riconoscimento, in questa sua prima edizione, verrà assegnato al M° Corrado Roselli (nella foto), docente di Violino presso il Conservatorio di Bari.

lunedì 28 settembre 2009

Il 4 ottobre SKY Classica trasmetterà in diretta dal Teatro alla Scala di Milano "Le convenienze ed inconvenienze teatrali" di Gaetano Donizetti


Domenica 4 ottobre alle 20, SKY Classica trasmette in diretta dal Teatro alla Scala di Milano "Le convenienze ed inconvenienze teatrali", l’opera di Gaetano Donizetti, messa in scena dai giovani allievi dell’Accademia della Scala. La regia è affidata ad Antonio Albanese (nella foto), celebre volto televisivo e cinematografico, che per la prima volta è alle prese con il mondo della lirica.
Composto da Donizetti tra il 1827 e il 1831, questo titolo offre un divertente sguardo sul teatro e sui suoi retroscena raccontando la storia di un piccolo gruppo di artisti impegnati nell’allestimento teatrale di un’opera. Prime donne capricciose, cantanti mediocri, direttori di teatro, procuratori e mestieranti, sono i protagonisti assoluti di questa farsa.
Le convenienze ed inconvenienze teatrali sarà in replica su Classica a ottobre il 10 alle 21.00, il 12 alle 9.30, il 14 alle 14.30, il 18 alle 13.30, il 20 alle 13.00, il 29 alle 15.00. Sintonizzatevi su Classica (canale 728 di SKY) per apprezzare in diretta questa eccezionale serata d’esordio per i giovani cantanti dell’Accademia e per il celebre Antonio Albanese.

Le celebri voci dei Tallis Scholars dirette da Peter Phillips in concerto a Firenze


Evento doppio e di grande prestigio – senza precedenti in tutt’Italia anche per la sua concezione – quello che rinnova la felice collaborazione fra l’Opera di S. Maria del Fiore di Firenze e gli Amici della Musica di Firenze; appuntamento che suggella la rassegna "O flos colende" firmata da Gabriele Giacomelli e che nasce nell’ambito del ciclo "Sacrae Harmoniae" artisticamente curato per l’Associazione concertistica da Francesco Ermini Polacci. Mercoledì 30 Settembre (ore 21.15), infatti, il Duomo fiorentino ospita le formidabili voci dei "Tallis Scholars" guidate dal loro fondatore Peter Phillips, l’artefice di quel suono luminoso che ha fatto la fama, in oltre trentacinque anni di gloriosa attività concertistica, di questo celeberrimo gruppo corale inglese. Ma l’eccezionalità dell’avvenimento è data anche dal fatto che in quegli stessi giorni Peter Phillips terrà, caso assolutamente raro, una Masterclass di Canto Polifonico e un Workshop di Musica Rinascimentale (25-30 Settembre, presso OPA-Centro Arte e Cultura), esplicitamente finalizzati a selezionare alcuni cantori che poi, come Ensemble della Masterclass di Polifonia Rinascimentale, parteciperanno, alternandosi e unendosi alle voci dei Tallis Scholars, al concerto in Duomo. La Master Class e il Workshop, tenute nell’ambito dei consueti corsi di perfezionamento organizzati per gli Amici della Musica da Paolo Antuono, sono realizzati con il coordinamento artistico di Paolo Ramacciotti e Raffaele Puccianti, quest’ultimo impegnato nel progetto anche come maestro assistente.
L’inusuale progetto didattico-concertistico troverà il suo coronamento in un programma di indubbio fascino, dedicato alla grande polifonia rinascimentale italiana e fiamminga: intonate dai Tallis ascolteremo pagine come il celeberrimo Stabat Mater di Palestrina, fonte d’ispirazione per Wagner e il suo Parsifal, e la Missa super Laudate pueri Dominum di Marc’Antonio Ingegneri, maestro di Monteverdi, mentre a loro si uniranno i cantori della Masterclass per l’Ingredere del fiorentino Francesco Corteccia. Tutti riuniti anche per il gran finale, che schiererà ben trentadue voci per lo spettacolare mottetto Inviolata integra et casta es Maria attribuito a Josquin Despres, indiscusso maestro della polifonia fra Quattro e Cinquecento.

A partire dal 26 novembre il Quartetto di Cremona terrà un corso di alto perfezionamento a Turi (Ba)



La Compagnia " La Caravella dei Sogni " Asso Art Music e " Dietro le Quinte", nell'ambito della sua attività artistico-musicale 2009/2010 organizza corsi annuali di alto perfezionamento di musica da camera e lezioni individuali di strumento ad arco con il Quartetto di Cremona, uno dei migliori ensemble cameristici in circolazione (website: www.quartettodicremona.it).
A partire dal 26 Novembre 2009 avrà inizio il corso annuale di perfezionamento di Musica da Camera, tenuto dai Maestri del suddetto ensemble. Le lezioni si terranno a Turi, noto centro della provincia di Bari, nelle prestigiose stanze dell’ antico Palazzo Marchesale Venusio, già Castello Normanno risalente al X – XI sec.
Scopo del corso è quello di approfondire al meglio sia l’aspetto musicale che tecnico del repertorio che ogni allievo o gruppo porterà a lezione. Il corso è rivolto ai diplomati , laureati , a studenti di conservatorio dal 6° anno in poi e a Quartetti o formazioni da camera con o senza pianoforte.
Le lezioni individuali avranno una durata di un ora, mentre le lezioni di musica da camera avranno la durata di un ora e mezza.
Ogni allievo o gruppo avrà diritto a una lezione al giorno.
Le date delle lezioni verranno stabilite di mese in mese secondo le diverse esigenze.
Sono previsti saggi di classe, concerti e, per alcuni ,la possibilità di suonare in concerto con i maestri del Quartetto di Cremona.
La durata del corso è di 7 mesi, alla fine dei quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione . Tale rilascio sarà subordinato alla frequenza a tutte le lezioni.
Ogni sessione si articolerà in tre giorni di lezioni dal mattino alle ore 9,00 alla sera alle ore 20,00. Il primo appuntamento è fissato per i giorni 26- 27-28 novembre ‘09.
Il costo della sola frequenza al corso è di Euro 150 mensili per le lezioni individuali, mentre di Euro 400 mensili a quartetto(importo unico).
Eventuali difficoltà di collegamento Bari – Turi e viceversa, saranno risolti dagli stessi organizzatori.
Le richieste di pernottamento durante il corso dovranno essere preventivamente segnalate agli organizzatori i quali provvederanno alla sistemazione di ognuno presso strutture convenzionate a prezzo agevolato.
Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 20 Novembre 2009.
Info: Roberta Ardito: 346.2397788 / Michele Ardito: 340 0849527
- Comp. “La caravella dei Sogni” : 080/5235690 / dietrolequintespett@libero.it / roberta.ardito@gmail.com

Il Triplo Concerto di Beethoven domani sera allo Sheraton Nicolaus con l'ICO di Bari diretta da Domenico Longo


Martedì 29 settembre alle ore 21.00 presso lo Sheraton Nicolaus di Bari l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto diretto dal maestro Domenico Longo e con solisti Francesco Mezzena (violino), Stefano Giavazzi (pianoforte) e Nicholas Jones (violoncello). (I biglietti saranno in vendita la sera del concerto presso lo stesso Nicolaus al costo di 4 euro). In programma brani di Beethoveen e Witt.
La serata si apre con l’esecuzione de “La consacrazione della casa”, ouverture in do maggiore op. 124 di Ludwig Van Beethoven (1770 – 1827).
Ultima delle musiche di scena composte da Beethoven, questa ouverture fu scritta nel settembre del 1822 in occasione della riapertura del Josephstädter Theater di Vienna e fu successivamente pubblicata nel 1825 con una dedica al principe Galitzine. Il 3 ottobre del 1822 – giorno del compleanno dell’imperatore d’Austria – l’ouverture fu eseguita in occasione della messa in scena di una parafrasi de “Le rovine d’Atene” di Kotzebue, lavoro teatrale per il quale Beethoven aveva scritto le musiche di scena una decina d’anni prima.

Sarà, poi, la volta dell’esecuzione del Triplo concerto per violino, pianoforte, violoncello e orchestra in do maggiore op. 56.
Composto tra il 1803 e l’anno successivo, il Triplo concerto venne eseguito per la prima volta a Vienna nel 1807 e fu dedicato al principe Lobkowitz, grande benefattore di Beethoven. Quest’opera rappresenta un tentativo interessante di conciliare in una nuova forma lo stile – molto in voga nella Vienna di quegli anni – dei trii di musica da camera, quello dell’antico Concerto Grosso nel quale si era soliti far dialogare un gruppo di strumenti con tutto il resto dell’orchestra e infine quello del concerto per strumento solista, allargandolo a più protagonisti.

Nella seconda parte l’Orchestra eseguirà la “Jena Symphony” in do maggiore di Friedrich Witt (1770 – 1836).
La cosiddetta “Jena Symphony” fu per un certo periodo attribuita a Ludwig Van Beethoven e fu scoperta nel 1909 da Fritz Stein negli archivi di una società di concerti di Jena, città tedesca del distretto della Thuringia, dalla quale la composizione prese il nome. Fu Stein ad attribuirla a Beethoven ed è con questa paternità che l’opera venne edita per la prima volta nel 1911 per i tipi dell’editore Breitkopf und Haertel. In realtà, successivamente, la Sinfonia è stata correttamente attribuita al violoncellista e compositore tedesco Friedrich Witt, coevo del Grande di Bonn.
Stein ritenne di aver individuato nella composizione alcuni stilemi tipici della scrittura giovanile di Beethoven e pertanto, al fine di trovare una conferma della sua attribuzione, lì enucleò indicandoli come degli indizi inequivocabili. A confortare la propria teoria, Stein addusse inoltre una lettera in cui Beethoven raccontava come, prima di comporre la sua Sinfonia n. 1, avesse cercato di scrivere una sinfonia nella tonalità di do maggiore, modellandola sulla Sinfonia n. 97 di Haydn, alla quale guardò lo stesso Witt nel comporre la propria opera. Successivamente, però, il musicologo H. C. Robbins Landon trovò un’altra copia della composizione nell’archivio dell’abbazia di Gottweig che però stavolta recava la firma del suo vero autore. Più d’uno studioso ha considerato questa composizione molto prossima al plagio, per le sue numerose similitudini con il succitato modello di Haydn.

Il 29 settembre prima assoluta a Bari per "Il sogno di Galileo" del compositore romano Federico Bonetti Amendola


Il prossimo 29 settembre 2009, nell'ambito del XCV Convegno della Società Italiana di Fisica, previsto nel capoluogo pugliese dal 28 settembre al 3 ottobre 2009, sarà presentata in prima assoluta a Bari, presso la Basilica di S. Nicola, alle ore 20.30, l’ 'azione musicale' per orchestra, voce recitante, baritono e coro "Il sogno di Galileo", del compositore romano Federico Bonetti Amendola su libretto scritto dallo stesso autore insieme al regista e produttore inglese Adam Pollock.
Eseguirà la composizione l'Orchestra Sinfonica del Lario diretta da Pierangelo Gelmini. Musica elettronica e direzione artistica di Federico Bonetti Amendola.
Nel ruolo del personaggio G.: l’attore Rocco Capri Chiumarulo.
Nel ruolo di Galileo Galilei: il baritono Giuseppe Naviglio.
Coro: Ensemble vocale "IL DODICINO" Associazione Harmonia dell'Ateneo barese.
Il concerto è stato promosso dal Dipartimento Interuniversitario di Fisica “Michelangelo Merlin”, dalla Sezione INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) di Bari e dal Distretto di Informazione Scientifica e Tecnologica (DISTI), organismo fondato dalla giornalista scientifica Elisabetta Durante.
"Il sogno di Galileo" è un lavoro che intreccia musica e testo basandosi sia su alcuni scritti del grande scienziato, tra i padri della fisica moderna (Testo dell’Abiura, Lunare Corpus, Aenigma lunare, etc.), che su alcune delle lettere di sua figlia, dando vita ad una drammaturgia che narra le storie parallele di G., uomo di oggi, e Galileo, uomo di ieri. Un'opera che di Galileo - ha dichiarato l'autore - intende mostrare "la dimensione interiore di uomo, di padre, di credente sofferente e offeso nella sua fede".
Dopo la première barese, alla presenza di Premi Nobel e personalità del mondo scientifico, è prevista una tournèe italiana ed europea dell'opera in concomitanza con le iniziative per l’Anno Mondiale dell’Astronomia e di Galileo Galilei proclamato dall’ONU nel 2009 e con la ricorrenza del IV Centenario dalla invenzione galileiana del cannocchiale.

venerdì 25 settembre 2009

Prenderà il via il 17 ottobre una sontuosa e intensa stagione della IUC di Roma


Prenderà il via il 17 ottobre prr concludersi il 20 ottobre 2010 la sessantacinquesima stagione
dell'ISTITUZIONE UNIVERSITARIA DEI CONCERTI DI ROMA.

Trentaquattro concerti in abbonamento,
divisi tra il sabato pomeriggio e il martedì sera.
Il programma è quanto mai vario e ricco d'idee e ogni concerto presenta un suo particolare motivo d'interesse.
Sarà per l'ascoltatore un appassionante viaggio nel mondo dei suoni, che percorrerà non solo i territori della musica classica antica e contemporanea, da Palestrina a Mahler, da Bach a Xenakis, ma farà anche frequenti e stimolanti deviazioni in campi diversi, dal jazz all'elettronica e alla musica da film. I grandi interpreti - Gidon Kremer, Angela Hewitt, le sorelle Labèque, il Quartetto Emerson, Manuel Barrueco, Diamanda Galás, Jan Garbarek e tanti altri - si alterneranno ai giovani talenti, attentamente scelti tra quelli che stanno emergendo a livello internazionale.
Sabato 17 Wayne Marshall dirige l'Orchestra Sinfonica "Giuseppe Verdi" di Milano: questo musicista singolarmente eclettico (è noto in tutto il mondo come interprete di Gershwin, ma è anche organista di chiesa) ha scelto due classici del Novecento, Sibelius e Prokof’ev. Accanto a lui fa il suo debutto romano la violinista ventenne Francesca Dego, così presentata da Salvatore Accardo: "È uno dei talenti più straordinari che abbia conosciuto, possiede una tecnica infallibile e brillante, un suono bello, caldo e affascinante, una musicalità fantasiosa e allo stesso tempo rispettosa del testo".
Martedì 20 sono in programma cinque Concerti di Bach eseguiti da Angela Hewitt, affermatasi in pochi anni come "la più eminente interprete di Bach al pianoforte del nostro tempo" (The Guardian). In quest'occasione suona insieme al prestigioso Bach-Collegium Stuttgart, formato da alcuni dei migliori strumentisti tedeschi e specializzato nell'esecuzione della musica del Kantor di Lipsia.
Nella stagione s'incontrano molti altri grandi interpreti. Iniziamo dai pianisti. Andrea Lucchesini esegue alcuni degli ultimi e più alti capolavori di Beethoven e Schubert. Katia e Marielle Labèque propongono Bolero di Ravel in un'originale versione per due pianoforti e percussioni tradizionali basche. Till Fellner prosegue il ciclo delle Sonate di Beethoven. Completano la serie dei grandi pianisti Alexandre Tharaud, una star in Francia che l'Italia sta cominciando a scoprire solo ora, Alexander Lonquich, con “Innere Stimme” uno stimolante programma che accosta Schumann e Skrjabin a Berg e Webern, e Boris Berezovsky, che suonò giovanissimo alla IUC nel 1991 e 1997 e vi torna come uno dei più acclamati ed elettrizzanti virtuosi della tastiera.



Passando al violino, incontriamo Nikolaj Znaider, che ha fatto anch'egli il suo debutto romano proprio alla IUC ed ora è uno dei più celebrati violinisti del mondo: "Da quando Gidon Kremer aveva infiammato il mondo del violino negli anni Settanta, nessun violinista aveva suscitato la stessa eccitazione" (Chicago Tribune). Poco prima di lui, si può ascoltare proprio Gidon Kremer - da trent'anni protagonista della scena musicale con l'originalità e la profondità delle sue interpretazioni - che viene alla IUC con la sua Kremerata Baltica. Una personalità spiccata caratterizza e rende stimolanti anche le interpretazioni del duo formato dalla strepitosa violinista moldava venticinquenne Patricia Kopatchinskaja (che debutta a Roma) e dal pianista-compositore turco Fazil Say (...anche lui ha fatto il suo debutto romano in recital alla IUC).



Fanno parte dell'Olimpo dei grandi interpreti anche il violoncellista Gautier Capuçon che suona con I Virtuosi Italiani, il chitarrista Manuel Barrueco, che dopo una lunghissima assenza torna a Roma col Cuarteto Latino-Americano, il mezzosoprano Sonia Ganassi, in un seducente programma di mélodies francesi e romanze italiane, e il Quartetto Emerson, con Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce di Haydn.




Debutta a Roma il ventitreenne violinista belga Yossif Ivanov, premiato come Outstanding Young Artist al Midem 2006 e Rising Star dall'European Concert Hall Organization. Una conferma del suo straordinario talento viene dal fatto che la Stradivari Society di Chicago gli ha concesso in uso lo Stradivari Lady Tennant del 1699, che a un'asta Christie’s nel 2005 è stato battuto alla quotazione più alta mai raggiunta fino allora da un violino.
Rivelatasi al Concorso Rubinstein del 2008, la pianista Khatia Buniatishvili fa il suo debutto a Roma in due Concerti di Haydn e Mozart, avendo accanto un tutor prestigioso come Gidon Kremer nella duplice veste di violinista e direttore.
Un altro debutto è quello del Quartetto Bennewitz di Praga, che, dopo aver vinto nel 2008 il severissimo Concorso Borciani, sta compiendo una lunga tournée nelle più importanti capitali musicali del mondo e si sta affermando come uno dei migliori quartetti del prossimo futuro.
Per il pianista Maurizio Baglini questo non è un debutto ma un ritorno, sull'onda del successo ottenuto alla IUC l'anno scorso; il programma è di grandissimo impegno e include un sesto grado di virtuosismo pianistico come gli Studi di Liszt e Chopin.
La IUC ha commissionato a Silvia Colasanti un lavoro ispirato alle Metamorfosi di Ovidio dal titolo Orfeo. Flebile queritur lyra. Alla prima assoluta di questo lavoro della giovane compositrice romana, molto nota e apprezzata in campo internazionale, partecipa l'attrice Maddalena Crippa come voce recitante.
Sicuramente è una presenza eccezionale in una sala da concerto quella di Margherita Hack, che nell'ambito del Festival delle Scienze partecipa alla prima esecuzione italiana di Le Noir de l'Etoile di Gérard Grisey, l'ideatore della "musica spettrale". L'intervento di un astrofisico è espressamente prescritto in questa sorprendente partitura che prevede l’interazione fra esecutori e segnali astronomici provenienti dalle pulsar Vela e 0359-54.
Quarant'anni fa a Roma alcuni giovani musicisti americani fondavano MEV-Musica Elettronica Viva, un avveniristico gruppo d'improvvisazione che esplorava le nuovissime possibilità degli strumenti elettronici. Alvin Curran, Richard Teitelbaum e Frederic Rzewski celebrano quest'anniversario dedicando a Roma una loro nuova creazione, Gran Raccordo Anulare.
Il magnifico coro inglese Tallis Scholars alterna musiche sacre rinascimentali e pagine contemporanee di Arvo Pärt, nell'ambito del festival "Diario dell'anima" dedicato al compositore lettone e organizzato insieme ad altre istituzioni romane (Accademia Nazionale di S. Cecilia, Accademia Filarmonica Romana, Musica per Roma).
È una delle maggiori formazioni sinfoniche dell'est dell'Europa l'Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev diretta dal direttore stabile Volodomyr Sirenko. Per il Concerto n. 2 di Rachmaninov è stato invitato come solista il giovane pianista Giuseppe Albanese, già applaudito in prestigiose sale da concerto come Konzerthaus di Berlino, Mozarteum di Salisburgo, Salle Cortot di Parigi e Metropolitan Museum di New York.
Partecipando alla gara di solidarietà verso i musicisti aquilani, rimasti senza sede e spesso senza strumento a causa del terremoto, la IUC ospita l'Orchestra Sinfonica Abruzzese e il suo direttore Vittorio Antonellini, proseguendo una collaborazione di lunga data.
Si può considerare il concentrato di un'orchestra sinfonica il gruppo formato da Ars Trio di Roma e Ars Ludi, che esegue la grande Sinfonia n. 15 di Šostakovič in una riduzione per piccolo organico.
Simile è il caso de I Solisti della Mahler Chamber Orchestra, che presentano la prima esecuzione assoluta della versione per 16 strumenti della Sinfonia n. 1 "Il Titano" di Mahler: l'aver suonato tante volte questo autore sotto la bacchetta di Abbado rende la loro interpretazione particolarmente interessante.
Una performance fuori d'ogni schema è quella di Diamanda Galás, la celebre cantante (ma anche pianista e compositrice) americana d'origine greca. Usa la sua voce di quasi quattro ottave d'estensione come uno strumento, ma intreccia questa sua ricerca nel campo della tecnica vocale con un discorso espressivo concentrato soprattutto sulle tematiche della sofferenza, dell'ingiustizia e della privazione della dignità. Il suo concerto è indubbiamente uno degli appuntamenti più attesi, tanto più dopo l'annullamento della sua ultima tournée italiana.
Entra in scena il jazz con l'Island Blue Quartet del ventenne sassofonista siciliano Francesco Cafiso, uno dei talenti più precoci della storia del jazz, che il grande Wynton Marsalis aveva voluto accanto a sé quand'aveva appena 13 anni! È stato l'unico italiano invitato ad esibirsi a Washington in occasione della cerimonia d'insediamento del Presidente Obama.
Vincitore di tre David di Donatello, Franco Piersanti dirige le musiche da lui scritte per i film di Ermanno Olmi, Gianni Amelio, Nanni Moretti e Daniele Luchetti. Ha inoltre voluto riservare alla IUC la prima esecuzione assoluta di Requiem marino, in memoria di tutti i migranti periti in mare nel tentativo di raggiungere una vita migliore.
Promette momenti bizzarri ed esilaranti la serata intitolata
"... e lasciatemi divertire!", ideata dal pianista Antonio Ballista mettendo insieme pagine umoristiche di compositori in vena di scherzare, da Rossini a Satie, da Stravinsky a Cathy Berberian.
La IUC è sempre stata molto attenta alla promozione della musica tra i giovani e gli studenti, anche attraverso alcuni progetti mirati. Rientra in quest'ottica Musica pourparler, tre incontri con interpreti che raccontano se stessi e la musica a un pubblico giovane, parlando e suonando: sono il pianista Andrea Bacchetti, l’inedito duo pianistico Rita Marcotulli - Gilda Buttà e il gruppo di percussioni Ars Ludi.
L’attività didattica prosegue inoltre con una serie di concerti nelle scuole medie romane.
In chiusura, uno degli appuntamenti clou della stagione: Officium, l'affascinante progetto - nato nel 1993 e sempre sviluppato e rinnovato - del sassofonista norvegese Jan Garbarek e dal quartetto vocale inglese Hilliard Ensemble, che riescono a far incontrare jazz contemporaneo e polifonie medioevali e rinascimentali, creando atmosfere mistiche e allo stesso tempo seducenti.

E' ufficiale: il 4 ottobre, dopo 18 lunghi anni, riapre il Teatro Petruzzelli con la Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Fabio Mastrangelo


Il teatro Petruzzelli di Bari sarà ufficialmente inaugurato domenica 4 ottobre, in occasione della festività del Patrono d'Italia San Francesco, grazie alla disponibilità del Governo. Alla riapertura del teatro Petruzzelli saranno presenti, infatti, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ed il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.
In programma la monumentale Nona Sinfonia di Beethoven eseguita dall'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta per l'occasione dal maestro barese Fabio Mastrangelo, direttore stabile del Teatro di Ekaterinburg in Russia, e con il coro della Fondazione Petruzzelli (preparato da Franco Sebastiani) che intonerà l'"Inno alla gioia" conclusivo.
E' quanto è stato deciso al termine dall'incontro odierno tenutosi presso il Palazzo della Provincia di Bari tra il Presidente, Francesco Schittulli, promotore dell'iniziativa, ed il Sindaco di Bari, nonchè Presidente della Fondazione Petruzzelli, Michele Emiliano, acquisita anche la disponibilità della Regione Puglia.
Lo stesso Emiliano ha poi tenuto alle 13.00 presso la sede della Fondazione Petruzzelli una conferenza stampa, alla quale è anche intervenuto il vicepresidente della Provincia Nuccio Altieri, in cui ha ufficializzato la data dell'inaugurazione, spendendo chiari elogi per il lodevole operato del presidente Schittulli.
Il concerto di domenica 4 ottobre, riservato alle istituzioni, sarà poi replicato il giorno dopo, lunedì 5 ottobre, con un serata riservata alle maestranze che hanno lavorato alla ricostruzione del teatro e ai 1200 cittadini baresi che hanno partecipato al sorteggio per essere, poi, successivamente aperto al pubblico.
Per entrambe le serate la Provincia di Bari metterà gratuitamente a disposizione l'Orchestra Sinfonica.

mercoledì 23 settembre 2009

In questi giorni Madama Butterfly va in scena al Massimo di Palermo


Dopo il grande successo della tournée estiva al Festival di Savonlinna, cui hanno assistito oltre 15.000 spettatori, riprendono le attività istituzionali del Teatro Massimo.Dal 19 al 27 settembre, torna sulla scena del Teatro Massimo la commovente vicenda della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, in una edizione proveniente dalla Finnish National Opera di Helsinki, mai vista finora in Italia. Nel ruolo della infelice fanciulla giapponese Cio-Cio-San il soprano cinese Hui He, fra le più apprezzate interpreti pucciniane di oggi. Al suo fianco il tenore Massimiliano Pisapia nel ruolo di Pinkerton e il baritono Fabio Capitanucci in quello di Sharpless; sul podio il palermitano Gabriele Ferro. L'allestimento è firmato da Lorenzo Mariani (regia) e Maurizio Balò (scene e costumi). Le luci sono di Guido Levi.
Costo dei biglietti: da euro 10 a euro 102, in vendita al botteghino del Teatro (da martedì a domenica ore 10-15 biglietteria@teatromassimo.it), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket (www.vivaticket.it). Prevendita telefonica: 800 90 70 80 (tutti i giorni ore 10-17).

lunedì 21 settembre 2009

A novembre con "La Traviata" torna la grande lirica a Brindisi nello splendido Nuovo Teatro Verdi


Il 7 e l'8 novembre ritorna sulle scene, «La Traviata» degli specchi, «la migliore dell’ultimo ventennio», che aprirà anche la nuova stagione artistica della Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, diventato finalmente spazio per la grande Lirica. Spettacolo storico già pluripremiato dalla critica per la regia di Henning Brockhaus, che con una lettura onirico-espressionista spalanca una finestra sconvolgente sull’immortale personaggio verdiano. Le scene di Josef Svoboda, il più grande scenografo moderno, sono costruite intorno a una gigantesca superficie riflettente, nella quale si riverberano i drammi di Violetta, la sua passione di vivere e la sua solitudine. In questo ambiguo effetto di straniamento si compie uno straordinario coinvolgimento del pubblico, trascinato all’interno di uno spettacolo radicale nel quale Brockhaus interpreta, con la tecnica del «teatro epico» d’impronta brechtiana, gli atteggiamenti e le ragioni sociali ed ideologiche dell’epoca. In altre parole, come dice lo stesso regista, si dimostra la storia davanti al pubblico, con lui la si rilegge, e poi si vede cosa succede.

Dal 23 settembre riprendono a Casa Giannini gli incontri con la musica


Mercoledì 23 settembre riprendono a Bari presso Casa Giannini gli "INCONTRI CON LA MUSICA" con un appuntamento nell'ambito della Festa dei lettori dedicata
all'antropologo Giovan Battista Bronzini.
La storica dell'arte Mimma Pasculli Ferrara, dell'Università di Bari,
presenta la rivista del Festival delle Arti e delle Musiche "LibrArte" a
cura di Mariapina Mascolo,del Presidio del Libro.
Seguirà il concerto della Classe di canto lirico del M° Domenico
Colaianni, del Conservatorio di Bari, con i soprani Miriam Gorgoglione,
Maria Meerovich e Isabella Minafra, il mezzosoprano Teresa Caricola, il
tenore Nicola Cuocci e la pianista Laura Buccarella.

(CASA GIANNINI -
Via Sparano, 172 - BARI /
Ingresso libero, ore 18.30 /
Infotel: 080.5246864)

mercoledì 16 settembre 2009

"E' qui la Musica": la Fiera del Levante riscopre l'Arte dei Suoni


Il titolo - "È qui la musica" - di per sé crea aspettativa. Anche perché, dopo svariati anni, la Fiera del Levante, fa coincidere le giornate della Campionaria (12-20 settembre 2009) con altrettante intense giornate di musica, da mattina a sera, dalla classica alla leggera. Compresa la riabilitazione della cassa armonica con le migliori bande cittadine della regione che ogni giorno si daranno il cambio sull'evocativa "torta" di luci, grancasse e ottoni.
Un programma fittissimo affidato al coordinamento del noto critico cinematografico Carlo Gentile e alla direzione artistica del critico musicale della Gazzetta del Mezzogiorno Nicola Morisco. Sono in tanti a collaborarvi, dalla Fondazione Petruzzelli a Casa Piccinni, dai conservatori pugliesi alle Bande e al Teatro pubblico pugliese, passando attraverso giovani professionalità come quella di Michele Casella. I luoghi deputati sono i padiglioni 7 e 116 con i relativi spazi antistanti riservati rispettivamente a cassa armonica e a palco per i concerti della sera. Al mattino le lezioni e le presentazioni dei volumi a cura di casa Piccinni e al pomeriggio i concerti della rassegna "Mousikè" che, quest'anno, appunto si sposterà in Fiera. Dalle 19,30 ci sono i concerti curati dai conservatori di Bari, Monopoli, Lecce e Foggia. Per arrivare alla sera con gli showcase che ospiteranno, tra gli altri, un progetto di bossa-jazz firmato da Dario Schepisi con Fabrizio Bosso, Fabrizio Accardi, Mirko Signorile e Daniele Scannapieco, il duo Mario Stefano Pietrodarchi e Luca Lucini e una serata dedicata a Woodstock con le voci di Erica Mou e Tiziana Felle. E, ancora, Dub Sync e Il Genio. La Fondazione curerà, tra gli altri appuntamenti, un gala lirico-sinfonico allo Spazio 7.
I convegni saranno dedicati allo stato della critica musicale in Italia, della musica in Puglia e all'editoria musicale. «Abbiamo cercato di realizzare un programma per diversi tipi di pubblico - spiega Carlo Gentile - con un'offerta musicale che spazia dalla musica colta e raffinata sino ai generi più popolari e conosciuti dal grande pubblico. Così come, i convegni e gli incontri in calendario porteranno Bari alla ribalta nazionale e faranno il punto sulla musica scritta e non solo suonata».
Un numero zero che potrebbe diventare un appuntamento annuale di riferimento per gli appassionati di musica. Chi scrive ha partecipato ieri alla giornata di studi mattutina su "L'editoria musicale tradizionale e multimediale in Italia: problemi e prospettive" nell'ambito del succitato X Festival di musica antica del Mediterraneo Mousike'. Giornata intensa ed interessante alla quale hanno tra gli altri partecipato esponenti di significativo rilievo della cultura musicale italiana: Dall'esimio Alberto Basso (Istituto per la Musica Piemontese e UTET, Torino) a Giovanni Carli Ballola (da molti anni critico musicale de "L'Espresso" nonchè musicologo notissimo. Presentato infatti in serata il suo nuovo libro su Rossini), da Annalisa Bini (Direttrice delle attività editoriali e multimediali dell'Accademia di Santa Cecilia) a Ilaria Narici (Universal Music MGB publications /Ricordi, Milano), da Danilo Prefumo(direttore artistico della casa discografica genovese Dynamic) ad Antonio Parisi (responsabile nazionale della CEI per la musica sacra) e Pierfranco Moliterni (docente di storia della musica presso l'Università di Bari).
Peccato che la location si sia rivelata infelice: pubblico inesistente, a parte i pochi addetti ai lavori che alla fine rischiano purtroppo di "cantarsela e suonarsela" da soli.
Occasioni del genere, a mio sommesso parere, non andrebbero sprecate nella inverosimile baraonda che era palpabile ieri mattina, tra un pianoforte che prova musica contemporanea un bambino che strilla rimproverato dalla mamma e un fastidioso sottofondo di antifurti e rumors della più varia natura. E' anche probabile che se difetta la comunicazione, eventi del genere passino inosservati. Come è puntualmente accaduto ieri mattina. Fortuna che, almeno chi scrive, l'ha letto casualmente sulle puntuali pagine di cultura e spettacoli del Corriere del Mezzogiorno ed è corso in Fiera...Omissis.
L'idea resta non solo buona, ma addirittura ottima. Dal prossimo anno però andrebbe rivista anche la sede dei convegni e degli incontri: magari se fosse insonorizzata sarebbe molto meglio. I padiglioni e gli spazi nella Fiera del Levante non mancano di certo.