martedì 6 marzo 2007

Con il Cappello di paglia di Rota la Fondazione Petruzzelli pensa già al futuro

Il ritorno a Bari di un allestimento del “Cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota è senza dubbio una bella notizia. La prima è fissata per domani alle 20.30 al teatro Piccinni, con la direzione musicale affidata a Giovanni Di Stefano, alla guida dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e del Coro della Fondazione Petruzzelli, mentre l’attesa regia è del debuttante, almeno in capo “teatralmusicale”, Alessandro Piva. Nel cast vocale segnaliamo le presenze di Aldo Caputo, Cinzia Rizzone e Domenico Colaianni. L’allestimento è prodotto dalla Fondazione Petruzzelli, per la prima volta in partnership con un privato. Si tratta della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia (che ha elargito per l’operazione circa 75 mila euro) e finalmente è stato anche possibile utilizzare alcuni appositi laboratori alle porte di Bari per la preparazione di scene e costumi (curati per l’occasione da Tommaso Lagattolla e Maria Teresa Padula). Ecco, dunque, che la Fondazione Lirico Sinfonica comincia a diventare ciò che poi dovrebbe essere: una vera e propria azienda, capace di produrre spettacoli in proprio possedendo adeguato organigramma, adeguate strutture, adeguate infrastrutture per l’allestimento degli spettacoli. Questo, soprattutto in vista della benedetta riapertura del Teatro Petruzzelli (se tutto va bene) entro un paio d’anni. A rimarcarlo con forza è stato nel corso di una conferenza stampa ieri mattina (nella foto) presso la sede della Fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia il Sovrintendente Giandomenico Vaccari, nell’occasione accompagnato dal regista Piva e dal maestro Di Stefano, oltre che dall’ avv. Leonardo Martinelli (Fondazione Caripuglia). D’altra parte, ci si augura che la presente collaborazione preluda non solo ad una lunga serie di occasioni analoghe, ma che soprattutto consenta, quanto prima, anche l’ingresso di nuovi soci nella Fondazione Petruzzelli stessa. “Per il momento, stiamo pensando – ha concluso Vaccari – di costituire un’associazione di soci sostenitori che avrà il compito di accompagnare la vita della Fondazione, rappresentando una sorta di struttura di fund raising.” L’imminente futuro della cultura e dello spettacolo in genere, deve puntare per questo motivo sull’imprescindibile binomio con l’economia. Se questo accade più agevolmente in teatri come La Scala di Milano e il Comunale di Firenze, che hanno alle loro spalle realtà economiche decisamente più solide di quella barese, oltre che tradizioni musicali invidiabili, non è detto che non possa - naturalmente con la fisiologica gradualità - accadere anche a Bari e in Puglia, facendo leva per esempio su una maggiore implementazione e visibilità nel campo del terziario, delle tecnologie e del turismo culturale e paesaggistico su cui si può e si deve competere alla pari con chiunque. Nel frattempo, per tornare alla "musica viva", domani c’è da gustare questo "Cappello di paglia di Firenze" di Rota. Tra un paio di giorni vi saprò dire com’è andata.

lunedì 5 marzo 2007

Il boom della musica classica in Italia: sogno o realtà?


“Nessuno ne parla e solo gli intenditori lo confermano. Ma la sorpresa c’è. La musica classica è tornata di moda. Annaspando tra Sanremo e il Grande Fratello, il pubblico ha deciso che vuole altro. Che sia il piacere di recarsi ad un concerto o comprare una collezione di qualche grande musicista fa poca differenza. Fioriscono le associazioni di melomani e i viaggi musicali all’insegna del classico. Maurizio Pollini e Claudio Abbado sono i nuovi idoli. Dopo essere stati relegati nella categoria per “amatori” hanno sfondato (…)”. Quando ho letto il titolone a piena pagina (Stregati dalla musica. Classica”) sul quotidiano la Repubblica di venerdì 2 marzo 2007, lo confesso, mi sembrava di sognare. Era proprio così sicura la collega e autrice del pezzo, Irene Maria Scalise, che la Classica avesse con agili falcate rimontato sul Pop, sul Rock, sulla Leggera, su Sanremo? Poco sotto l'articolo d’apertura a sei colonne, in taglio basso, c'è spazio anche per un bel commento firmato dal celebre violinista torinese (ma napoletano d’adozione) Salvatore Accardo a dir poco entusiasta della partecipazione giovanile ai suoi più recenti concerti italiani. Poi aggiunge: “Di recente sono stato in Venezuela partecipando con concerti e master-class al miracoloso sistema venezuelano di didattica musicale rivolto ai giovani e ai bambini. E’ un progetto educativo sostenuto dallo Stato e diffuso in modo capillare, che ha dimostrato come la musica possa salvare i giovani dai disastri della droga, della prostituzione e della delinquenza. La musica classica ha un immenso potere salvifico: è ora che tutti i governi se ne rendano conto.”
Ci uniamo all’entusiasmo di Scalise e Accardo sperando che sia vero tutto quello che leggiamo e cioè anche i dati statistici riportati (a cura dalla Nielsen Sound Scan) che hanno visto l’aumento degli album di musica classica del 22,5 % in più rispetto al 2006, di presenze di pubblico ai concerti di Musica classica dell’11,4 % in più rispetto al 2005. Non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti si è avuta un’inversione di tendenza con un 30% in più rispetto a dieci anni fa. Il trend insomma sembra positivo. E pensare che da decenni gli appassionati di musica classica e lirica passavano per poveri nostalgici da rinchiudere in qualche museo, cariatidi di un mondo in via d’estinzione. Guardando in questi giorni il Festival di Sanremo (quanti soldi investe mamma Rai per questa folle settimana marzaiola?) e le polemiche da cortile che ne sono seguite e i cui protagonisti non citeremo perché già si conoscono e fanno sufficientemente parlare di sé e dei loro guadagni stellari (mentre un professore dell’orchestra del Festival di Sanremo prende appena una diarìa di 53 euro lordi: vergognoso!!!) su tivù e giornali, ci vien da pensare che sarebbe davvero ora che si compisse una svolta. Nonostante i veti decennali alle opere liriche e ai concerti in prima serata tivù, qui si è creato pian piano un nuovo pubblico. E sapete perché? La Rete, Internet ormai pullula di migliaia di siti dove è possibile scaricare anche brani di classica e lirica. E quando un giovane ascolta una canzone prima e un sinfonia di Mozart o Beethoven dopo, se possiede una sensibilità e un'intelligenza nella media, è in grado di capire la differenza che c’è. A qualcuno sembrerà una valutazione scontata - in stile uovo di Colombo - ma in questi anni di oscurantismo da parte della televisione pubblica e della politica per Classica e Lirica, considerati autentici tabù alla stregua di un nudo integrale maschile e in realtà più autenticamente dettati invece dalla colossale ignoranza musicale che regna sovrana nella maggioranza chi ci governa e siede in Parlamento, la rivincita di questo pubblico sommerso, nascosto, "partigiano" amante e ora sempre più innamorato del Bello Musicale (quello più autentico) che finalmente viene alla luce non può che far piacere. Soprattutto a chi da anni cerca in tutti i modi di contagiare i propri simili per avvicinarli alla Musica. C’è ancora qualche speranza, dunque. Tra venti, trent’anni un folto pubblico, se è tutto vero, per i concerti di musica classica e per l’opera lirica ci sarà ancora. Da parte mia non posso che augurarmelo e soprattutto augurarlo a tutti voi che leggete queste mie povere riflessioni. Ma siamo poi così certi che la Musica sarà anche in grado di salvare il mondo dalla sua attuale, inesorabile decadenza?

giovedì 1 marzo 2007

Sermonti e Dall'Ongaro ri-raccontano il Rigoletto verdiano


Le proposte musicali del Collegium Musicum diretto da Rino Marrone, giunto ormai al quindicesimo anno di vita sono state, attraverso le sue sempre più frequentate stagioni concertistiche, nel segno dell’originalità o, quanto meno, della riscoperta di compositori e lavori poco noti. Arricchire Bari, la città dove nel 1992 il Collegium è stato costituito, di novità esecutive contemporanee o talora direttamente commissionate a giovani compositori della musica d’oggi è stato sinora un preciso obiettivo, una sfida, una scommessa. In una città che dal 1991 (anno del malaugurato incendio del suo Teatro Petruzzelli) sopravvive, “piangendosi addosso” o galleggiando in un mare di apatica mediocrità pensando e discutendo (ma solo quello sinora) sulla cronica mancanza di spazi adeguati per la musica e per altre espressioni culturali più o meno nobili della stessa, il Collegium Musicum è stata una delle poche “isole” felici. E le ragioni sono almeno tre: 1) Perché produce in proprio e non distribuisce solo e passivamente gli spettacoli altrui; 2) Non vanta stellari contributi, come altri, da enti locali e sponsor; 3) Perché Rino Marrone ha acquisito con gli anni una familiarità e una dimestichezza interpretativa con un repertorio di compositori spesso trascurati (ma da lui giustamente amati) riportandoli alla luce e in ogni caso cercando sempre di ottenere un’intensa adesione espressiva e stilistica il più possibile vicina alla poetica e all’estetica di quegli stessi compositori. Il Collegium Musicum è diventato così nelle sue mani una creatura duttile e consapevole, anche con qualche limite talvolta (ma chi non ne ha?), in cui hanno trovato casa giovani musicisti talentuosi disposti a “viaggiare” con lui nella ricerca di lidi musicali che fossero possibilmente i meno scontati e accorsati. Il concerto di martedì scorso al Kursaal Santalucia di Bari dedicato a Verdi e al suo Rigoletto ne è stata una, se vogliamo, paradossale e al contempo significativa conferma. Infatti, in programma c’era non l’opera celeberrima nella sua nota integrità, ma il retaggio che l’ha caratterizzata negli ultimi decenni (anche con ammirevoli finalità divulgative) attraverso trascrizioni, rielaborazioni, parafrasi, fantasie e melologhi, come quello scritto nel 2001 per voce recitante e archi da Michele Dell’Ongaro “Gilda, mia Gilda (per non dire Rigoletto)” su testo e drammaturgia di quel grande poeta, scrittore, fine dicitore che è Vittorio Sermonti. Lavoro commissionato nel 2001 a Sermonti e Dall'Ongaro dalla Società dei Concerti Barattelli dell’Aquila - in persona del suo direttore Giorgio Battistelli – in occasione del centenario verdiano. Nella prima parte del concerto, quale corposo antipasto, c’erano naturalmente alcuni highlights rigolettiani per due soli clarinetti, rielaborati e trascritti da quel Benedetto Carulli illustre docente e professore d’orchestra nella Scala dell’Ottocento, che si dilettava a compiere numerosi adattamenti integrali di opere liriche, oltre che pregevole musica, per soli fiati. Melodie e pagine arcinote ( da “La donna è mobile” a “Caro nome”, da Tutto è gioia, tutto è festa” a “V’ho ingannato…colpevole fui”) rivissute dunque nello spirito più intimo e raffinato della musica da camera. Interpreti ne sono stati due eccellenti solisti del Collegium Musicum come i clarinettisti Giambattista Ciliberti e Mauro Altamura. Ancora più intrigante e originale il melologo di Sermonti-Dall’Ongaro (presente quest’ultimo), che grazie all’ interpretazione di quella straordinaria giovane, bella attrice-musicista che è Sonia Bergamasco (nella foto) ha regalato intenso spessore drammaturgico al godibile testo di Sermonti, musicato con garbata sensibilità “contemporanea” da Michele Dall’Ongaro; testo che narra con lucida ironia e un che di divertito, ironico incedere teatrale la storia (quasi) tragicomica di Rigoletto. Chi tra il pubblico (numeroso ma non…troppo) conosceva bene l’opera si è sicuramente divertito; chi invece, pochi in verità, la conosceva troppo poco o superficialmente non è stato in grado di cogliere, nè le umoristiche sottigliezze ermeneutiche del testo di Sermonti, né gli altrettanto gustosi e sbarazzini inserti musicali preparati da Dell’Ongaro e ha probabilmente deciso ad un certo punto di allontanarsi. Peccato. La Bergamasco era già lei, di per sè, uno spettacolo nello spettacolo, fasciata da un vestito strepitoso, ha astutamente giocato con la sua (sensualissima) voce come un autentico, vero strumento musicale, toccando corde drammatiche decisamente coinvolgenti. Fosse nata in Germania o in Austria sarebbe sicuramente diventata la "cantattrice" preferita di Wolfgang Rihm, Hans Werner Henze, o magari Karlheinz Stokhausen (ma non è ancora troppo tardi), qui in Italia lo è diventata dell’altrettanto grande Azio Corghi con cui ha lavorato alla sua ultima opera Il dissoluto assolto, su testo di Josè Saramago, andata in scena lo scorso anno al teatro Sao Carlos di Lisbona e ripresa a Milano dal Teatro alla Scala con la regia di Giancarlo Corbelli. Della Bergamasco che in questi ultimi anni ha vinto, tra l’altro, prestigiosi premi come attrice di cinema e fiction tv c’è poco da aggiungere, se non che oggi come oggi l’interprete della musica nuova ha nelle sue mani almeno il 50% del successo finale di quello che esegue.
Gli archi del Collegium Musicum di Marrone, dal canto loro, hanno svolto ottimamente il loro compito, ben sostenendo le virtuosistiche acrobazie, i gustosi arabeschi recitati e/o cantati, con accenti, a tratti, persino luciferini dalla brava Sonia. Successo caloroso e meritato, almeno di quelli (non pochi) che sono rimasti fino alla fine.

mercoledì 28 febbraio 2007

Il cappello di paglia di Firenze di Rota prossimamente a Bari



In occasione della rappresentazione de “Il cappello di Paglia di Firenze” (in programma per la Stagione Lirica 2006/2007 mercoledì 7 e venerdì 9 marzo alle 20,30 e domenica 11 marzo alle 17,00 al teatro Piccinni di Bari) la Fondazione Petruzzelli propone una serie di appuntamenti dedicati alla celebre opera di Nino Rota.
Venerdì 2 marzo, alle 18,00 nella sede di “Giannini Pianoforti”, a Bari, in via Sparano 172, si terrà l’incontro “Alla ri-scoperta di Nino Rota e del suo capolavoro Il Cappello di Paglia di Firenze”. Relatore dell’incontro, moderato da Detty Bozzi, sarà il critico musicale Franco Chieco, che proporrà una guida all’ascolto dei brani più significativi dell’Opera.
Interverrà il Sovrintendente Giandomenico Vaccari.
Sabato 3 Marzo alle 19,00 al Nessun Dorma - proprio alle spalle del Petruzzelli - Alessandro Piva, regista de Il Cappello di paglia di Firenze, invita il pubblico ad “Aperitivo con Cappello”.
E’ previsto l’intervento con una breve esibizione di alcuni degli interpreti dell’Opera di Nino Rota, che debutterà mercoledì 7 Marzo, alle 20.30 al teatro Piccinni di Bari.
Lunedì 5 Marzo, alle 18,30, all’Auditorium Diocesano Vallisa, in Strada Vallisa, a Bari, la Fondazione Petruzzelli invita il pubblico alla proiezione del film Un chapeau de paille d’Italie (1927) di René Clair. Evento a cura dell’Alliance Française di Bari. Introdurrà l’incontro Domenico D’Oria, Segretario Generale dell’Alliance Française. Interverrà il Sovrintendente Giandomenico Vaccari.
Ingresso libero.
Mercoledì 7 marzo, alle 11,00 nell’Aula 4 della Facoltà di Lettere e Filosofia, Palazzo Ateneo, Alessandro Piva (nella foto), regista de “Il Cappello di Paglia di Firenze” incontrerà docenti e studenti dell’università barese. L’appuntamento rientra nella rassegna Registi all’Opera, organizzata dalla Fondazione in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e curata da Pasquale Bellini. Interverrà Pierfranco Moliterni, docente di Storia della Musica dell’Università degli Studi di Bari.
Giovedì 8 Marzo, a partire dalle 10,00 in Casa Piccinni (piazza Mercantile, Bari), si svolgerà la giornata di studi dedicata a “Nino Rota ed il teatro musicale del Novecento”.
Interverranno tra gli altri Giovanni Carli Ballola, Fabrizio Borin, Francesco Lombardi, Nicola Scardicchio, Pierfranco Moliterni.
L’incontro si propone di evidenziare l’importante ruolo svolto da Nino Rota nell’ambito del teatro musicale del Novecento.












Versinmusica & Ballate con il Mastropirro Ermitage Ensemble a Bitonto



Domani (alle 20) al
Teatro TRAETTA di Bitonto
per il ciclo di "Passeggiate Musicali" - Versinmusica
Ballate/Poesie di ALDA MERINI e
musiche VINCENZO MASTROPIRRO (nella foto).

Mastropirro Ermitage Ensemble
Vincenzo Mastropirro flauti/direz.
Marilena Gaudio (soprano),
Giambattista Ciliberti (clarinetto),
Antonino Maddonni (chitarra),
Antonio Piccialli (pianoforte),
Paolo Montaruli (basso),
Simone Salvatorelli (vibrafono),
Antonio Dambrosio drums/percuss.


E’ il progetto di Vincenzo Mastropirro che sintetizza il suo pensiero musicale con i versi della poetessa milanese Alda Merini, candidata più volte al premio Nobel per la letteratura. Il lavoro è di grande spessore artistico e Vincenzo Mastropirro musica alcune liriche della Merini tratte da “Ballate non pagate” (Einaudi editore).
Il debutto di "Ballate" è avvenuto al Festival Internazionale sulle musiche possibili Time Zones 1997 al teatro Kismet di Bari ed è inciso su CD edito dalla etichetta discografica Phoenex Classics in cui la stessa A. Merini recita alcune delle sue stesse liriche.
Ballate vede una selezione di undici poesie tra le più intimiste della poetessa milanese dove, il connubio tra versi e musica trova un percorso più meditativo esaltando l’interazione fra testo e musica in perfetta simbiosi.
La musica colta-etno-jazz, in equilibrata contaminazione, è la caratteristica principale delle composizioni di V.Mastropirro che fa rivivere le poesie della Merini sotto una luce più luminosa, affidando a tutti i musicisti del Mastropirro Ermitage Ensemble, la giusta interpretazione dei brani scelti.
www.vincenzomastropirro.it - Biografia:Vincenzo Mastropirro è di Ruvo di Puglia. Dopo la maturità frequenta la classe di flauto al Conservatorio "N.Piccinni" di Bari, dove si diploma sotto la preziosa guida di A.Minella, che rivela in lui un musicista sensibile e creativo. Prosegue i suoi studi con grandi maestri della scena internazionale da P.L.Graf a A.Persichilli a T.Wye a M.Debost a R.Chiesa e contemporaneamente si diploma in musicologia e pedagogia musicale alla scuola superiore di Fermo, approfondendo i suoi studi pedagogici e compositivi nelle tecniche del '900 con il compositore A.Giacometti.
Una delle sue grandi passioni è la musica da camera e nel 1987 con i due inseparabili amici, il chitarrista Antonino Maddonni e il clarinettista Giambattista Ciliberti fonda il Trio “Mauro Giuliani”, una formazione insolita nel panorama della musica da camera; quasi 20 anni di grandi esperienze umane e musicali coronate da numerosi premi, riconoscimenti della critica, tourneés nazionali e internazionali dove suona in importanti teatri e sale concertistiche Bari, Foggia, Ascoli, Napoli, Palermo, Milano, Genova….; suona a Madrid ad Atene a Casablanca a Calcutta, Il Cairo, Chambery, La Valletta, New Dehly, Salamanca, Rabat, Bombey, Bagdad, Bucarest….. e col Trio incide cinque CD con le case discografiche : FonitCetra, Bongiovanni, Rugginenti, PhoenixClassics, Warner Music repertorio che va dal classico al contemporaneo.
Fa parte della BANDA di RUVO, progetto del TALOS Festival, con cui ha suonato in importanti teatri europei: Inghilterra, Francia, Austria, Germania dove prendono parte il leader P.Minafra e solisti di fama internazionale quali: W.Breuker, B.Tommaso, M.Godart, A.Salis, G.Trovesi, S.Satta, G.L.Matiner ed altri ospiti.
Nell’97 fonda il ”MASTROPIRRO ERMITAGE ENSEMBLE”, formazione “aperta” partecipando al Time Zones Festival di Bari, manifestazione internazionale delle musiche di confine e incide il progetto BALLATE su liriche di Alda Merini con la Phoenix Classics.
Successivamente compone le SONGS su poesie di Vittorino Curci e lo stabat Mater Dolorosa.
A Pasqua 2003, MATER DOLOROSA diventa un evento multimediale nel
teatro-rudere PETRUZZELLI di Bari, in occasione del centenario della nascita dello stesso teatro.
Nel 2004 ha scritto due brani per quartetto d’archi e flicorno su invito del jazzista Paolo Fresu e nel 2006 su commissione della J.S.O. compone due brani per Big Band e tromba solista con lo stesso P. Fresu alla tromba.
http://www.vincenzomastropirro.it/

Claudio Abbado e la magia dei suoni

Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura
“Leggere per non dimenticare”
Fondazione Scuola di Musica di Fiesole O.N.L.U.S.
Biblioteca Comunale Centrale, Via S. Egidio 21 – Firenze
giovedì 1° marzo 2007 ore 17:00


Ascoltare per non dimenticare

Claudio Abbado, la magia dei suoni

di Daniele Abbado



Giovedì 1° marzo alle ore 17:00 presso la Biblioteca Comunale Centrale di Firenze si terrà il terzo appuntamento di Ascoltare per non dimenticare: un ciclo di proiezioni di film-documentari a cura di Andrea Lucchesini –Vicedirettore della Scuola di Musica di Fiesole- che condurrà per sette giovedì consecutivi gli appassionati di musica classica alla scoperta delle più importanti figure di musicisti con una introduzione curata da esperti del settore e la proiezione di un film-documentario.
A presentare la serata dedicata a Claudio Abbado sarà un’ospite di eccezione: la musicologa Lidia Bramani, assistente del Maestro per molti anni e autrice fra l’altro del volume Musica sopra Berlino, un libro intervista che ha proprio come protagonista il grande direttore d’orchestra. Claudio Abbado, la magia dei suoni, è un lavoro inedito in due parti (di cinquanta minuti ciascuna) che ricostruisce la vicenda artistica e biografica del grande direttore d’orchestra. Nel corso del programma -curato da Raffaella Spaccarelli e diretto da Daniele Abbado- il Maestro, in genere restio a concedersi alle telecamere, si racconta in prima persona e in esclusiva per RaiSat Album, ricordando gli anni degli studi, gli incontri che hanno determinato le sue scelte musicali e artistiche, le collaborazioni con importanti registi con i quali ha dato vita a spettacoli memorabili, e l’entusiasmo che lo ha portato a fondare tre orchestre di giovani talenti. Ingresso libero.
Infotel: 055/597851 - http://www.scuolamusica.fiesole.fi.it/

La Messa di "Notre Dame" di Guillaume de Machaut

Laboratorio internazionale sulla musica vocale sacra del Medioevo:
scadranno il 5 marzo 2007 le iscrizioni per il corso sulla Messa di Notre Dame di Guillaume de Machaut organizzato da Aliamusica.
Il corso, che prevede 5 incontri, da Marzo a Dicembre 2007, per un totale di oltre 150 ore di lavoro, si terrà a Fontevivo (Parma).Al termine del corso la messa di Machaut verrà eseguita in un concerto pubblico.
Il calendario completo e ulteriori informazioni sul corso sono disponibili alla pagina http://www.aliamusica.net/corsoreverdie/machaut2007.htm

Il Collegium Musicum inaugura la stagione di Auditorium a Castellana Grotte


L'Associazione Musicale Auditorium inaugurerà la propria stagione concertistica 2007 giovedì 1 Marzo alle ore 20.45 presso il Teatro Socrate di Castellana Grotte, con un concerto dell'Ensemble Collegium Musicum di Bari, diretto da Rino Marrone. In programma musiche di Aaron Copland (Appalachian Spring) e Samuel Barber (Medea), dedicate e scritte per due balletti di Martha Graham, la grande coreografa americana morta nel 1991.
Il concerto sarà poi replicato nella Cappella Paolina del Quirinale Domenica 4 Marzo. La stagione concertistica 2007 proseguirà al Teatro Socrate conil Balletto "Malgrè tout" (26 marzo) e con un concerto di Stefano Bollani (6 maggio)accompagnato dall'Orchestra della Magna Grecia di Taranto. Infotel: Teatro Socrate 0804965107.

martedì 27 febbraio 2007

Fabio Mastrangelo e Ingrid Fuzjko Hemming in concerto a Bari






La nota pianista giapponese Ingrid Fuzjko Hemming si esibirà lunedì 5 marzo prossimo, alle 20.30, al Teatro Kursaal Santalucia, con l’Orchestra “Società dei Concerti” di Bari, diretta dal M° Fabio Mastrangelo (nella foto).
In programma ci saranno il Concerto n. 1 in mi minore per pianoforte e orchestra op. 11 di Chopin e la Quarta Sinfonia in la maggiore op. 90 “Italiana” di Mendelssohn-Bartholdy. Nata a Berlino da madre giapponese (Toako Otsuki), laureata alla Tokyo National University of Fine Art and Music (TNUFM), e da padre svedese di origine russa, (Gösta) Georgii-Hemming, pittore ed architetto, Ingrid Fuzjko Hemming alterna l’attività concertistica alla produzione pittorica e letteraria. La Hemming sarà tra i solisti della prossima tournée internazionale dell’Orchestra della Società dei Concerti di Bari in Giappone, programmata dal 1° al 10 maggio 2007 per una serie di concerti con la direzione del Maestro Fabio Mastrangelo, già presente nella prima tournèe giapponese. (Per ulteriori informazioni http://www.fujikohemming.com/ ).
Il concerto, organizzato dalla Società dei Concerti di Bari in collaborazione con la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, è promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Pace e Attività Culturali e Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera e dal Comune di Bari – Assessorato alla Culture. Informazioni: 080.4768155 – http://www.societadeiconcertidibari.it/. Prevendita: Box Office c/o La Feltrinelli Libri e Musica (via Melo, 119 – Bari, tel. 080.524.04.64) - Botteghino Teatro Kursaal Santalucia (Largo Adua, 5, tel. 080.524.60.70).

Isella Marzocchi: "Il futuro della Musica è in pericolo"

“Quando vado a teatro, vesto sempre di viola. Scaramantica? No, semplicemente nata di venerdì 17.” Isella Marzocchi (nella foto) è prima di tutto una donna simpatica, intelligente e dotata di quel pizzico di autoironia che non guasta mai nella vita. Giornalista pubblicista, ha frequentato l’Università di Bologna (corso di laurea in lingue presso la facoltà di lettere e filosofia) e ha collaborato con diverse testate nazionali. E’ stata, inoltre, responsabile delle pubbliche relazioni di diverse compagnie teatrali, curando l’ufficio stampa di numerosi eventi. Per tre anni ha fatto parte, per esempio, dell’Ufficio Stampa del Sundance Film Festival a Salt Lake City (Usa), la celebre rassegna del cinema indipendente ideata e diretta dal grande attore americano Robert Redford. Attualmente ricopre l’incarico di responsabile della comunicazione della modenese “Studiomusica – Artists & Events Management”, che dal 2000 si occupa della promozione e della gestione dell’attività concertistica di circa duecento artisti, sviluppando e coordinando parallelamente progetti speciali e discografici, consulenze, uffici stampa e pianificazioni pubblicitarie per artisti, festivals, rassegne, teatri e organizzatori di eventi e congressi. Ho contattato Isella ed è venuta fuori, conversando al telefono per una buona mezz’ora, questa intervista che di seguito vi propongo.
Come nasce il tuo amore per la musica?
“E’ un amore che in verità ho riscoperto da pochi anni. Da ragazzina ho studiato in prevalenza il pianoforte. L'ho fatto per quasi dieci anni, senza però raggiungere l’agognato diploma. Ho sempre adorato nel mondo teatrale e musicale il cosiddetto dietro le quinte. Da bambina accompagnavo spesso mio padre, grande melomane, a teatro; papà era molto amico dell’allora Sovrintendente del Comunale di Bologna. Così spesso mi capitava di vedere giorno per giorno il progressivo montaggio di uno spettacolo, luci, costumi, scene; seguivo, quando avevo la possibilità, con mio sommo divertimento le prove d’orchestra e d’assieme con i cantanti.”
Parlami un po’ del tuo lavoro. E’ vero che sei impegnata praticamente 24 ore al giorno?
“Sì in effetti è così. La mia reperibilità, almeno sulla carta è questa, anche se naturalmente non ci sono canonici orari d’ufficio; infatti, la mia giornata lavorativa è abbastanza elastica e dinamica. Un lavoro mentalmente faticoso, ma anche appassionante. Guai se non lo fosse. Ci sono non meno di 600 concerti e allestimenti l'anno da organizzare e bisogna pensare ai circa 200 artisti che gravitano intorno a Studiomusica.”
Che consigli daresti ad un giovane che volesse intraprendere un’attività del genere?
“Sono sempre stata molto scettica sulla preparazione teorica e tecnica di questo lavoro. Credo invece fermamente nella curiosità dell’individuo, nella voglia di mettersi in gioco direttamente sul campo, cercando di esprimere al meglio le proprie potenzialità lavorative. La capacità di esporsi e di essere sempre presenti al momento giusto. Non deve poi mai mancare una grande passione. Passione che non dovrebbe mancare, secondo me, in qualunque lavoro si affronti nella vita.”
Idee e progetti per il futuro?
“Ci sono splendide collaborazioni in atto. Stiamo per esempio lavorando, qui a Studiomusica, ad una nuova Opera Musical del grande maestro Riz Ortolani. S’intitola “Il principe della gioventù”, su testi di Ugo Chiti, mentre regia, scene e costumi dell’allestimento saranno affidati a Pierluigi Pizzi. L’evento è previsto il 4, 5 e 6 settembre prossimo al Teatro La Fenice di Venezia. Ti segnalo inoltre, sempre quest’anno, l’organizzazione della tournèe europea dell’Orchestra Giovanile Italiana.”
E di più personale?
“Un giorno mi piacerebbe aprire un’agenzia tutta mia. Ci penso già da un po’ di tempo. Chissà…Vedremo!”
Puoi regalare a me e ai naviganti dell'orecchio di Dioniso una tua riflessione sullo stato attuale della musica in Italia e sugli ipotetici scenari futuri che ci aspettano?
"Fermandosi a riflettere sui “futuri possibili” del mondo musicale italiano, credo di non dire nulla di nuovo sottolineando l'inaridimento culturale, oltre che musicale nello specifico, del nostro paese. E' una situazione nota, deplorevole certo, ma ciò che è peggio del tutto stagnante. In realtà siamo di fronte ad un'assenza di stimoli e proposte. Troppe paure annullano la volontà necessaria a scommettere, rilanciare e vedere con occhi nuovi quello che in sostanza è una risorsa, un mercato. E come ogni mercato rappresenta opportunità - di scambio, visibilità, lavoro (di posizioni ce ne sono una varietà: organizzative, amministrative, logistiche, produttive, legate alla comunicazione...), in una parola commerciali. Qualcuno, a dirla tutta sono in molti, al solo pensiero inorridisce. Lo trovo un atteggiamento anacronistico che non aggiunge nulla, anzi toglie moltissimo, alla musica. L'onestà intellettuale di un'opera, di un'esecuzione è altro. Dare il massimo perché il pubblico avverta l'esigenza di assistere a questo o qual concerto, si abboni a una stagione o scelga l'interprete e l'occasione che preferisce per ascoltarlo attraverso formule che vanno di pari passo con i tempi in modo da raggiungere un pubblico sempre più vasto dovrebbe essere un dovere di ogni organizzatore. Avete mai provato a sedervi in fondo a una sala da concerto? Sono la sola a vedere quella distesa di teste bianche? Non sarebbe forse il momento - ed è già tardi - di pensare a formare il pubblico di domani? L'alternativa, tanto reale quanto orribile, è che questo pubblico, altrimenti, non ci sia".


lunedì 26 febbraio 2007

L'Orchestra della Magna Grecia ospita Roby Lakatos

Tutto è pronto per l’evento musicale firmato Magna Grecia e realizzato in collaborazione con la Società Fornitura Impianti- Progema Impianti, in programma martedì 27 febbraio a partire dalle ore 21.00.
Il Teatro Orfeo ospiterà il violinista Roby Lakatos (in foto) e il M° Maurizio Dini Ciacci. Lakatos è un musicista che non rientra in nessuna definizione specifica. E’ infatti violinista gitano, classico virtuoso, improvvisatore jazz, compositore e arrangiatore. Insomma, una figura d'interprete straordinariamente eclettica.
L’Orchestra Magna Grecia sarà diretta dal M° M. Dini Ciacci, premiato più volte in concorsi pianistici nazionali ed internazionali, si dedica dal 1980 alla direzione d'orchestra ed in particolare alla musica moderna e contemporanea, soprattutto in seguito alla pluriennale collaborazione con Luciano Berio. In veste di direttore ha collaborato con artisti di fama presentando programmi articolati, senza limitazione di stili e tendenze.
In programma un repertorio variegato arricchito dalle sonorità di Jeno Istvan Lisztes al cimbalom.
Si potranno ascoltare - solo per citarne alcune - le composizioni di M. Glinka Russlan e Ludmilla – Ouverture, J. Hubay On the Waves of Lake Balaton, J. Bock Fiddler on the Roof - Suite, F. Liszt Rhapsodie Hongroise n° 2, B. Smetana Il Bacio - Ouverture, J. Williams Schindler's List ,V. Monti Csárdás e diverse danze tradizionali. Infotel: Orchestra della Magna Grecia Via Tirrenia, 4 - Taranto - tel 099 7304422.

Mario Ancillotti e il "Nuovo Contrappunto" per la Camerata Musicale Barese


La Camerata ospiterà martedì 27 al Cine Teatro “Nuovo Palazzo” l’Orchestra da Camera “Nuovo Contrappunto”, diretta da Mario Ancillotti (nella foto). Il concerto sarà dedicato al mondo incantato e naturalistico di Debussy e di Ravel.
Il programma prevede infatti “Prelude a l’Apres Midi d’un Faune” per undici strumenti di Claude Debussy; la "Sonata per Flauto, Viola ed Arpa", “L’Introduzione ed Allegro” per arpa, flauto, clarinetto e quartetto d’archi e “Ma Mere l’Oye” per undici strumenti di maurice Ravel.
Il “Nuovo Contrappunto” nacque nel 1995 con il contributo di alcuni giovani musicisti riunitisi nella celebre Scuola di Fiesole, in occasione del laboratorio di musica contemporanea tenuto da Mario Ancillotti e da Enzo Porta.
La formazione ha debuttato al Teatro Massimo di Palermo nella primavera del 1996. Da allora il complesso si è esibito in tutta Italia ed ha arricchito notevolmente il suo repertorio con opere anche in prima esecuzione assoluta, di cui alcune appositamente commissionate. L'ultimo numero della rivista "Amadeus" contiene in allegato un loro eccellente cd inedito con musiche di Manuel De Falla. Il “Nuovo Contrappunto” si è già esibito a Bari il 20 febbraio 2001 al Teatro Piccinni. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi presso gli uffici della Camerata in Via Sparano 141 - Bari. Infotel: 080/5211908.

Collegium Musicum: dal Rigoletto al...Quirinale

Sarà una serata stimolante ed originale quella organizzata a Bari domani sera (Teatro Kursaal Santalucia, alle 20.45) dal Collegium Musicum di Rino Marrone (nella foto). “Riraccontare Verdi” è il titolo del concerto che si articolerà attraverso la rilettura del Rigoletto, sicuramente una delle opere più celebri del grande compositore di Busseto. Sarà eseguita sul capolavoro verdiano, prima una Parafrasi/Fantasia per due clarinetti di Benedetto Carulli e successivamente il Collegium Musicum, sempre sotto la guida di Rino Marrone, eseguirà il melologo di Michele Dall’Ongaro, compositore, pianista e conduttore radiofonico di RadioTre, “Gilda, mia Gilda (per non dire Rigoletto)” per voce recitante e archi su testo e drammaturgia di Vittorio Sermonti. Protagonista, quale voce recitante del melologo, sarà la nota attrice Sonia Bergamasco, che vanta esperienze precedenti con lavori analoghi di Schumann, Liszt e Wagner, oltre che di “cantattrice” nel ruolo di Donn’Elvira nell’opera di Azio Corghi, su testo di Josè Saramago “Il dissoluto impunito”, ispirato al mito immortale di Don Giovanni, andato in scena pochi mesi fa prima a Lisbona e poi alla Scala di Milano. Intanto, per il Collegium Musicum di Marrone si prospetta, a distanza di pochi giorni, ed esattamente il prossimo 4 marzo, un altro evento prestigioso. Sarà infatti protagonista dei "Concerti del Quirinale" (alle ore 11), che possono, tra l'altro, essere ascoltati in diretta su Rai - RadioTre, in un singolare omaggio alla grande Martha Graham. Infotel: 080/5227986 - 080/5246070.

giovedì 22 febbraio 2007

Il Duo Carbotta-Balzaretti domani al "Traetta" di Bitonto




Il duo lombardo composto da Flavio Carbotta (flauto) e Carlo Balzaretti (pianoforte) propone una «Fantasia» di sinfonie per l'appuntamento con le Passeggiate Musicali del teatro "Traetta" di Bitonto, in programma domani 23 febbraio (alle ore 20).
Si parte con il "Primo notturno" di Viotti per terminare con "Il bouquet di Garibaldi op. 30" di Lovreglio. Nel bel mezzo del concerto un omaggio a Schubert con "Trockne Blumen op. 160".
Il biglietto costa 3 euro; il ridotto (a 1 euro) vale per anziani con più di 65 anni, minori di 18 anni, studenti universitari e dei conservatori.
Per informazioni: 0803742636