giovedì 30 aprile 2009

Ecco vincitori e motivazioni della XXVIII edizione del Premio Abbiati


Il 27 aprile scorso la Commissione dell'Associazione Nazionale Critici Musicali composta da Danilo Boaretto, Franca Cella, Franco Chieco, Andrea Estero, Angelo Foletto, Enrico Girardi, Giancarlo Landini, Mauro Mariani, Gian Paolo Minardi, Carla Moreni, Alessandro Mormile, Paolo Petazzi e Giangiorgio Satragni, ospite degli Amici della Scala, anche sulla base delle segnalazioni scritte dei colleghi dell’associazione, ha scelto i vincitori 2008 del Premio Abbiati.
SPETTACOLO: Fidelio di Ludwig van Beethoven (Reggio Emilia, Teatro Valli; Ferrara e Modena, Teatro Comunale), direttore Claudio Abbado (in una bella foto di "qualche" anno fa), regia Chris Kraus, scene Maurizio Balò, costumi Annamaria Heinreich, luci Gigi Saccomandi (con Clifton Forbis,Anja Kampe, Giorgio Surjan, Julia Kleiter, Jörg Schneider, Albert Dohmen), per la determinata e coinvolgente lettura unitaria, che dava voce a ogni richiamo della stratificata partitura; integrandosi e integrando l’esigente spettacolo che da un’ interpretazione letterale del libretto di immediata e forte comunicativa, e da pochi simboli carichi di forza espressiva, traeva un’evidenza ai temi corali portanti dell’opera - speranza e libertà – tutta al presente, venata di razionale e lucido pessimismo.

NOVITÀ ASSOLUTA: "Phaedra" di Hans Werner Henze (Firenze, Maggio Musicale Fiorentino), una delle partiture maggiori d’autore per la tesa essenzialità della scrittura, per il magistrale uso anche in senso drammaturgico dell’insolito organico, e per l’intenso rapporto della musica col pregevole testo poetico di Christian Lehnert.

DIRETTORE: Roberto Abbado, per la compiuta maturità interpretativa, l'ampiezza e la curiosità del repertorio nel quale ha offerto esiti rimarchevoli, attraverso un'intensa attività manifestata nella Clemenza di Tito di Mozart, attenta alla prassi esecutiva classica, nella contemporanea Phaedra di Henze, in Ermione di Rossini e nel raro Vampyr di Marschner.

REGIA, SCENE, COSTUMI: Dmitrij Tcherniakov per il Giocatore di Prokofiev (Teatro alla Scala) dove grazie all’eccellente compagnia di canto e alla direzione, i meriti musicali apparivano inseparabili da quelli teatrali, per la intensissima evidenza della recitazione e della caratterizzazione individuale; per l’idea di collocare l’azione ai nostri giorni, in un hotel svelato all’interno con spostamenti laterali dell’impianto scenico, con soluzione di rara efficacia e suggestione, che rendeva evidente la sostanza di chiusura claustrofobica dell’opera.

GRUPPO DA CAMERA: Quartetto Hagen, per il senso della bellezza e insieme quello della felicità musicale che questo oramai glorioso complesso sa suscitare; per la misura preziosa nel dar vita alla conversazione quartettistica con naturalezza di eloquio nel fluire di uno stesso suono tra le singole voci senza che ognuna, partecipe di questa unità, ceda il proprio carattere; per la coerenza fonica e avvolgente morbidezza, frutto di speciale convergenza d’intenti tra i quattro musicisti.

CANTANTI: Daniela Dessì. "Forte di una voce di grande bellezza, sorretta da tecnica completa e approfondita, s’è confermata soprano capace di interpretare con vibrante carattere i personaggi della Giovane Scuola, del Primo Novecento italiano, come Tosca, Adriana, Francesca da Rimini, e di affrontare Norma riportando sempre il belcanto alle ragioni del dramma senza nulla concedere all’edonismo e al mero sfoggio di bravura".
Vito Priante. "Raffinato e versatile, ha imposto la duttile voce di basso–baritono e gli accenti incisivi nel repertorio barocco, segnalandosi nel ritrovato Motezuma di Vivaldi per poi offrire una rilevante interpretazione commossa ed espressiva del Prigioniero di Dallapiccola (Milano, Scala), in cui la declamazione cantata diviene riflesso teatrale del significato della parola".

PREMIO SPECIALE: "Filemone e Bauci" di Haydn (LXV Settimana Senese, I italiana - Europa Galante diretta da Fabio Biondi, regia e marionette di Eugenio Monti Colla) per l’originalità e il pregio della riscoperta, restituita in pieno splendore strumentale e vocale, di un lavoro di Haydn legato al mondo di fiaba in cui lo spettacolo della Compagnia Carlo Colla e Figli ne faceva riassaporare intatta la magia: con le tenere e più che umane marionette della centenaria tradizione di famiglia, divenute esemplari paladine della diffusione dell’opera per bambini, e per adulti in cerca di titoli ed emozioni rare.

INIZIATIVA: Al Festival Musicale Estense “Grandezze e Meraviglie” (Modena), per la capacità di coniugare la divulgazione dei repertori antichi e barocchi europei con la valorizzazione del patrimonio musicale estense (in particolare quello delle Raccolte Ducali) in una programmazione oramai decennale affidata a complessi di ricercata autorevolezza, inquadrata in un contesto interdisciplinare e diffusa capillarmente nel territorio.

PREMIO “FILIPPO SIEBANECK”: All’Orchestra Sinfonica Esagramma di Milano, nel decennale di attività incentrata sulla MusicoTerapia Orchestrale dedicata a bambini, ragazzi e adulti con problemi psichici e mentali gravi o con disagi sociali e familiari. Durante il percorso, quasi un centinaio di ragazzi, inseriti nell’orchestra sinfonica Esagramma, suonano accanto a insegnanti del Centro e a musicisti professionisti programmi basati su specifiche rielaborazioni/trascrizioni dal grande repertorio.


PREMIO “GIANANDREA GAVAZZENI”: nel centenario della nascita dell'indimenticabile musicista bergamasco è stato assegnato a Bruno Casoni, attuale direttore del Coro del Teatro alla Scala di Milano, con la seguente motivazione: "artista pacato e tenace, punto di forza delle istituzioni dove è Maestro e anima del Coro, nel quale si riconoscono i principi di fede nella musica e nella civiltà musicale, la nobile concretezza del costruire, la passione esecutiva".
Il 29 maggio (alle 17.00) presso il Teatro Sociale di Bergamo si terrà la consueta cerimonia di consegna dei Premi “Abbiati”, a cura del Comitato Organizzatore in collaborazione col "Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli" e il patrocinio del Comune di Bergamo.

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