martedì 25 luglio 2006

La Musica e la TV


Oggi è il giorno delle lettere degli…altri. E navigando “cotidie” tra decine di siti ne ho trovata una molto interessante, a firma di Vittorio Emiliani (nella foto), noto e apprezzato giornalista oltre che ex consigliere del Cda RAI in un recente passato. La lettera è stata pubblicata da “biblio-net.com” e ve la sottopongo di seguito integralmente. Il tema è l’emarginazione, o meglio, la scomparsa di programmi culturalmusicali e teatrali (parliamo di teatro e musica “colta”) dal palinsensto di mamma RAI e delle tivù private…c’è rimasta ormai solo la Pay Tv satellitare con Classica su SKY. Il tema è tornato all’attenzione in qualche forum e dibattito su alcuni siti: cito quello di “Articolo 21” e quello a me caro de “Il Musicante.net” (www.ilmusicante.net), dove il mio nick di battaglia, ve lo rammento, è alexrom.
Bando alle ciance e leggete con me…Poi, se volete, inondate pure di fax e e-mail chi sapete (ma pare non serva comunque a nulla, nonostante la salita qualche mese fa di un nuovo padrone di casa o “dipendente” – per dirla con Beppe Grillo - a Palazzo Chigi)


“Cari amici,
chi si augurava che la Rai mantenesse alcune promesse o rassicurazioni in merito al “tono” culturale dei propri programmi, cominciando così a rispettare gli impegni assunti verso gli utenti che pagano il canone, è rimasto, per ora, deluso, amaramente deluso. Unico segno di cambiamento “culturale”? L’esecuzione in orario ottimo, nel pomeriggio di domenica 9 luglio, all’interno del Tg2 Dossier, di un’ampia composizione sacra del generale dei carabinieri Pappalardo – non notissimo ai musicofili, ma apprezzatissimo in Vaticano e dal direttore di Raidue, Antonio Marano - per i cinquecento anni della Basilica di S. Pietro.
A Viale Mazzini 14 sono giunte e continuano a giungere lettere su lettere di protesta per la palese emarginazione dei già rari programmi culturali, senza che esse scalfiscano una ormai collaudata inossidabilità. Del resto, la sinistra per prima, ai tempi di Angelo Guglielmi e seguaci, teorizzò che la Tv pubblica non doveva essere “culturale”, ma semmai “colta”. Nemmeno la seconda versione l’abbiamo granché vista. La prima, ben lo sappiamo, è sparita.
Parlerò della Musica, ad esempio, nei suoi più diversi generi, dal gregoriano al jazz, allo stesso rock. Per dire che essa vive in Rai (generale Pappalardo a parte) una delle sue peggiori stagioni. Poco meno di un anno fa rivolgemmo un appello al CdA dell’azienda, appello sottoscritto da centinaia di esponenti del mondo della musica, dalla A del violinista e direttore Accardo alla V del musicista Vlad e alla Z del musicologo Ziino. Risposero, volonterosamente, soltanto tre consiglieri su nove: Malgieri, Rizzo Nervo e Rognoni. Dagli altri come dal presidente Petruccioli, solo silenzio. Tombale o catacombale. Non è successo nulla.
Ad un anno di distanza, anzi, la situazione è peggiorata. I concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale di Torino e di altri complessi sono confinati a notte sempre più fonda, verso l’1,20’. Roba da piangere se si pensa che quella è la sola orchestra sinfonica della radiotelevisione pubblica italiana (contro le 6 tedesche e britanniche) e che la Rai ricava dal pur basso ed evaso canone circa 1,4 miliardi di euro. Possibile che non si possa trovare un orario meno offensivo di questo? Stessa sorte ha subito la divertente e colta rubrica di Rosaria Bronzetti, “Prima della prima”, sbattuta anch’essa all’1,30’ circa. Nonostante le centinaia di messaggi di protesta e di solidarietà giuntile da tutto il mondo. Due soli spazi, dunque, per la grande musica, due spazi per insonni. Una vergogna, una vera e propria inciviltà. Ovviamente il Concorso Maria Callas, ripreso nel 2000 dalla Rai con grande successo, è da sei anni nel dimenticatoio più totale. Così come la splendida iniziativa di Renato Parascandolo, “Verdincanto” che educò al canto corale diecimila ragazzi poi portati al Palasport di Roma a cantare, tutti insieme, Purcell, Mozart e Verdi. In compenso vanno forte le Isole dei famosi, le Music Farm, le Domeniche In dei Malgioglio e dei Pappalardo-Zequila, e via sprofondando e raspando nel trash del trash (di Stato).
Vergogna e inciviltà che non vanno mai sole. L’Orchestra Sinfonica Nazionale di Torino rischia molto a causa di questa palese emarginazione. Il suo direttore artistico, Daniele Spini, mi risulta in scadenza di contratto. Come pure il direttore musicale, l’autorevole Frhuebeck de Burgos. Si avanzano ipotesi di trasformarla in una Fondazione sostanzialmente torinese che toglierebbe alla Rai anche il fastidio di un’ultima orchestra sinfonica delle quattro che aveva prima del 1993. Con quel barbaro provvedimento il Sud venne infatti privato della sola orchestra sinfonica stabile, la Scarlatti di Napoli.
Se passiamo alla prosa, l’orizzonte non si rischiara. La vecchia rubrica “Palcoscenico” raccoglieva il suo bel milione di telespettatori quando andava alle 23, traslocata a mezzanotte ne prende la metà, nonostante gli apprezzabili tentativi di rinnovamento all’interno di una rete, Raidue, ridotta a maceria dalla Lega Nord.
Rivolgiamo tutti insieme un forte, adirato appello al vice-premier e ministro della Cultura, Rutelli, al ministro delle Comunicazioni, Gentiloni, al CdA della Rai, ai suoi vertici affinché queste e altre vergogne cessino e si diano alla cultura, all’informazione alta, ai libri, alla musica, al teatro, al dibattito culturale spazi adeguati in orari civili. Il berlusconismo ha prodotto devastazioni pure in Rai, ma sarebbe ora di cominciare a darci un taglio: nei programmi, anzitutto. Giorni fa Roberto Zaccaria mi parlava di una bella idea: finanziare col canone tutta una rete e alcuni canali tematici gratuiti, in prevalenza culturali. E’, fra tante aspirazioni confuse e ambizioni sbagliate, una idea forte e concreta da approfondire e da lanciare.”

Bravo Vittorio Emiliani, anzi “arci-bravo”, come dice Don Giovanni a Leporello è giunta l’ora di dare battaglia. Rutelli e Gentiloni, Fassino e D’Alema per favore ascoltateci e ditelo pure al nostro caro e ormai mitico Bruno Vespa (appassionato di musica classica e amico personale di Riccardo Muti), dove solitamente vi recate per parlare di politica in dolce compagnia delle bellissime di turno, da Alba (Parietti) a Valeria (Marini): potrebbe finalmente regalarci una trasmissione sul tema (suggerisco) : “La grande musica cenerentola della tivù: perché?”
Sabato alle 0.30 su Raidue c’era in programma (udite, udite!) un allestimento recente delle “Nozze di Figaro” dal Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta con cantanti eccellenti, splendide immagini in alta definizione, bellissima regia, esecuzione esemplare…Peccato che all’una e mezza, dopo un’ora di estatico, sommo godimento i miei occhietti si son chiusi inesorabilmente per riaprirsi solo verso le 3 circa….con l’opera ancora in corso. Insomma, un programma da Oscar per la Rai che andrebbe riproposto magari a settembre alle 21 (ripeto alle VENTUNO ORA ITALIANA).
Ma diamine…Vogliamo finirla o no con questa vergognosa sfilata televisiva e in prima serata (ormai ultradecennale) di veline, letteronze, sottilette, tette, culi, labbra a canotto e… “follie” simili???
Per una sera gustiamo, gustate e facciamo gustare il geniale erotismo di Mozart-Da Ponte anche a tutti coloro che la notte di solito…DORMONO e chissenefrega dell’AUDITEL!!!

1 commento:

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