martedì 14 novembre 2006

Il Libertino di Stravinskij secondo Bieito

Oggi vi “regalo” (si fa per dire) la lettura di un articolo di Giuseppina Manin tratto dall’odierno Corriere della Sera. Il pezzo-intervista ci presenta l’allegra (o solo scanzonata se preferite) “follia” di uno dei registi d’opera più discussi, amati-odiati del momento: Calixto Bieito. “Altro che Luca Ronconi, Robert Carsen, Bob Wilson qui siamo proprio alla…frutta” direbbero i soliti conservatori della tradizione più rispettosa al testo. Lo spettacolo che firmerà Bieito e che costituisce il suo debutto italiano ha per oggetto nientedimeno che The Rake’s Progress (La carriera di un libertino) di Igor Stravinskij, che sabato prossimo inaugurerà la stagione del Teatro Comunale di Bologna. Ecco (vi propongo solo la prima parte: il resto, se volete, potete leggerlo per intero sul sito del Corriere – www.corriere.it ), l’intrigante articolo dal titolo BIEITO, LIRICA E TRASGRESSIONI: IN SCENA L’EROS IN UN LUNA-PARK: “Altro che Paese impazzito. In realtà siamo già tutti belli e pronti per finire in un gran manicomio collettivo. “Cos’altro attendersi da una società di silicone, gonfia, stanca, nevrotica e depressa?”, si chiede Calixto Bieito, 43enne regista catalano di fama sulfurea internazionale, ora al suo debutto in Italia, al Comunale di Bologna, dove sta allestendo The Rake’s Progress di Igor Stravinskij che aprirà la stagione lirica bolognese con la direzione di Daniele Gatti. Una “prima" in puro stile Bieito, che promette sorprese e forse anche sobbalzi. Tanto per cominciare a far da sfondo alla tumultuosa carriera del libertino (il tenore Marlin Miller), la scena (di Rifail Ajdarpasic) inventa un coloratissimo Luna Park che assembla elementi gonfiabili, materassi elastici, funghi fallici, seni esagerati, labbra-vagina. “Perché nonostante il titolo questo Libertino più che a Don Giovanni somiglia a Peter Pan, incapace di crescere, votato solo al gioco, all’edonismo, all’inseguimento di un’eterna giovinezza nella folle illusione di scampare alla morte”, spiega Bieito. Una malattia, anzi una psicosi, che, assicura il regista, sta devastando l’Occidente e l’Europa “ormai diventata un continente debole, nevrotico, incamminato verso un’incosciente autodistruzione”. Per questo – conclude – oggi è difficile raccogliere l’indicazione di Stravinskij che parlava di questo Libertino come di un “racconto morale”. Questo apparteneva a un’altra epoca. L’opera è andata in scena la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1951 dove l’ironica parabola di Stravinskij ebbe esito trionfale. Un tempo vicino, ma lontanissimo. In quest’ultimo mezzo secolo la nostra società è radicalmente cambiata, ha fatto piazza pulita di tutti i valori, ha perso ogni riferimento etico. Incapaci di distinguere più tra bene e male, ci siamo trasformati in adolescenti a vita cinici e brutali, bloccati nel presente per paura del futuro (…)”
Non c’è che dire! Sapete che vi dico? Mi è venuta una gran voglia di andare a vedere (quasi più che a sentire) il Rake’s Progress di Bologna. Tra l’altro, c’è anche l’assemblea annuale dei critici musicali italiani (di cui faccio immeritatamente parte) che si terrà proprio nel pomeriggio di sabato, prima della…Prima. Lo dico allora a mia moglie: “Cara hai problemi se sabato vado a vedere il Rake’s Progress a Bologna?”. Risposta telegrafica, ma ferma, incisiva: “No caro,non puoi, abbiamo già un impegno…Ti sei dimenticato?”. Insomma, niente da fare, anche questa volta dovrò rinunciare a godermi uno spettacolo di livello sconvolgente, a tratti sicuramente pruriginoso, che farà gridare allo scandalo la gente per bene. E poi il Rake’s Progress mica lo danno tutti gli anni in Italia…Peccato, almeno lo ascolterò (prometto) su Radiotre, ma non sarà la stessa cosa, perché mi perderò la visione fantasmatica di “funghi fallici, labbra a forma di vagina, seni esagerati” e chissà quant’altro…

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