martedì 25 luglio 2017

"Mille e una Callas. Voci e studi." Jacopo Pellegrini racconta Maria Callas, con la partecipazione di Angelo Foletto.

In occasione del 43° Festival della Valle d'Itria e come "anticipazione" al convegno di studi sul belcanto dedicato a Rodolfo Celletti (in programma il 28 e 29 luglio), giovedì 27 luglio 2017 alle ore 19.00 è in programma nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi la presentazione del libro "Mille e una Callas. Voci e studi", a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini [Quodlibet, 2017].
Nell'occasione sarà presente Jacopo Pellegrini che, assieme ad Angelo Foletto, racconterà a grandi linee i contenuti del libro da lui curato e dedicato a Maria Callas. [Ingresso libero]

IL LIBRO
Tutti hanno sentito il suo nome, molti hanno udito la sua voce.
La parabola spettacolare di un’artista che conobbe un’ascesa scabrosa benché non avara di riconoscimenti, fino a un culmine breve come tutti i culmini, e una prolungata, malinconica discesa verso una brusca morte misteriosa, ha ispirato romanzi, poesie, testi teatrali e musicali, spettacoli di danza, film, programmi radiofonici e televisivi. Crisalide mutatasi in icona di eleganza femminile, la greco-americana si fece italiana, anzi veneta (di Verona) e poi milanese, per finire francese o quasi: l’essenza internazionale del melodramma italiano non poteva essere sancita in forma più apodittica. Il suo canto, ora osannato ora censurato, il suo stile interpretativo paragonato alle grandi voci dell’Ottocento, le sue riconosciute facoltà di attrice hanno riportato prepotentemente l’opera lirica al centro del dibattito intellettuale, hanno aperto nuovi sentieri nel repertorio, hanno contribuito a rafforzare in Italia il ruolo della regìa operistica.
Maria Callas (1923-1977) è tutto questo. Per la prima volta, filosofi, storici della letteratura, dell’arte, del teatro, del cinema, della danza, della moda, sociologi della comunicazione indagano gli effetti della sua presenza umana e artistica nella sfera dello spettacolo e del costume sociale. Lo studio del lascito artistico è affidato ai musicologi, impegnati anche a delineare possibili metodologie per un terreno di ricerca ancora poco dissodato – almeno in Italia – quale è l’interpretazione musicale. Dei ricordi parlano testimoni diretti e amici del grande soprano.

Scritti di Alberti, Arbasino, Aversano, Bartoletti, Beghelli, Biancorosso, Bono, Camellini, Cesari, Conati, Crivelli, Emanuele, Gamaleri, Gobbi, Guandalini, Henze, Lo Iacono, Matassi, Menduni, Moscati, Nicastro, Orselli, Parigi, Pellegrini, Poli, Puppa, Ruffini, Sala, Scognamiglio, Segre Reinach, Serafin, Serpa, Tommasi, Tosi, Valeri, van Zoggel, Weaver.

Per ulteriori informazioni sul libro:https://www.quodlibet.it/libro/9788822900784

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