giovedì 7 ottobre 2010

Qui Martina Franca: ecco le anticipazioni del Festival della Valle d'Itria 2011


Due prime assolute in tempi moderni, "Aureliano in Palmira" di Rossini e
"Il novello Giasone" di Francesco Cavalli riadattato da Alessandro
Stradella, e due prime assolute per l'Italia, il dittico "Der Ring des
Polycrates" di Korngold e "Der geheime Konigreich" di Krenek, sono i titoli
delle opere che l'anno prossimo saranno rappresentate al Festival della
Valle d'Itria.
In questa scelta, il direttore artistico Alberto Triola (nella foto)
propone le terre del mito attraverso un viaggio tra il mondo esotico di
Arsace (con la novità del primo allestimento della versione con il ruolo
affidato come alla prima scaligera a un interprete maschile in registro
di contraltista), quello degli argonauti di Giasone e la suggestiva
fiaba del Re Folle che esalta la poetica krekeniana.
Il Festival della Valle d'Itria inizierà il 15 luglio a Martina Franca,
come aveva già annunciato il presidente Franco Punzi. Il programma
completo sarà reso noto entro la fine dell'anno, mentre alla Fondazione
Paolo Grassi sta nascendo l'Accademia di canto Rodolfo Celletti con 3
blocchi di lezioni tra novembre e marzo e si propone di impegnare in
un'altra produzione i migliori allievi delle Masterclasses promosse e organizzate nel corso dell'anno dalla Fondazione Paolo Grassi.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il pianista Georgy Gromov suona a Barletta per l'Autunno Musicale dell'Associazione Curci




Nuovo appuntamento della 26.ma Stagione Concertistica dell'Associazione Curci di Barletta. Domenica 10 ottobre, con porta alle ore 18,00 e inizio alle ore 18,30 nella splendida cornice della Chiesa di S.Antonio a Barletta, sarà il pianista russo Georgy Gromov , vincitore del 2° Premio al 12° Concorso Pianistico Internazionale "Premio Mauro Paolo Monopoli 2009", il protagonista della serata .

Con questo nuovo appuntamento prosegue la Sezione "Artisti Internazionali", ambito riservato da molti anni dall'Associazione Curci, ai migliori musicisti che si sono affermati in importanti Concorsi Musicali Nazionali ed Internazionali, con alle spalle una già intensa e prestigiosa carriera concertistica.

Nato nel 1980 a Mosca, Russia, Georgy ha rivelato il suo dono musicale precocemente. A soli 5 anni , ha iniziato a studiare al Conservatorio di Dunaevsky School di Mosca. Diplomato presso il Conservatorio Statale di Mosca Tchaikovsky con il Diploma di Distinzione, attualmente si sta perfezionando con Elisso Virsaladze. Vincitore di numerosi premi in Concorsi Musicali Internazionali, è stato vincitore del Grand Prix al "Zvuchit Moskva" in Russia nel 2004 e del 2 ° Premio al Concorso Internazionale "San Nicola di Bari" nel 2005. Nel 2008 ha ottenuto il premio "EPTA, C. Franck Prize, premio del pubblico e il 1 ° premio" Prix d'Oslo "al Concorso Pianistico Internazionale Grieg a Oslo, , Premio 20 ° secolo e 2 ° Premio al Concorso Pianistico Internazionale "Luciano Gante" e il 1 ° Premio al Concorso Internazionale "R. Schumann" . Il concerto interamente dedicato ai titani del pianoforte sarà intenso e ricco di spunti virtuosistici e passionali. Per informazioni telefonare allo 0883/527154 - 0883/528026.

martedì 5 ottobre 2010

"Successo per l'anteprima della stagione degli Amici della Lirica Giulietta Simionato di Filago (BG)" di Ulpio Burattini


"Sabato scorso presso il Palazzetto dello Sport di Brembate (Bergamo) ha preso il via la ventitreesima stagione sociale ed artistica dell'Associazione Amici della Lirica Giulietta Simionato di Filago Bergamo.
Come di consueto, la presentazione del programma della Stagione dell'Isola Bergamasca, viene caratterizzata dall'esecuzione di un concerto; quet'anno abbiamo voluto aprire questa edizione con un concerto tematico, che già aveva avuto luogo e successo durante una serata di quindici anni fa.
Il tema era “LA MAGIA DELLA VOCE”; lo svolgimento: intervento di un attore di fama: Edoardo Siravo, noto interprete di sceneggati e racconti televisivi e di teatro; un cantante: Marzio Giossi, baritono, che festeggia i suoi 25 anni di carriera; un accompagnatore al pianoforte di prim'ordine: M° Leone Magiera, pianista accompagnatore e direttore d'Orchestra.
Il programma si articolava su opere di scrittori del Seicento: W. Shakespeare; e dell'Ottocento: Schiller; V. Hugo. Di Schiller veniva presentato il Don Carlo: la Scena e morte di Posa. L'attore interpreta la pagina da dove poi De Lauzières e Zanardini trarranno la scena “Convien dirci Addio per la musica di Giuseppe Verdi dell'Omonima Opera che Giossi interpreta in modo magistrale,
a seguire di Victor Hugo dall'Hernani Monologo di Don Carlos che nell'Opera lirica “Ernani” diventa l'aria “Ah de' verd'anni miei”; da “Le Roi s'amuse” Siravo interpreta il monologo di Triboulet in modo angosciante e struggente che commuove l'assemblea non poco; la conseguente Aria” Cortigiani vil razza dannata” dal Rigoletto eseguita da Giossi viene da quest'ultimo portata, come fa sempre ogni qualvolta la interpreta, con intensità drammatica veramente struggente.
Nella seconda Parte tutta Shakespeare e Verdi: Le Allegre comari di Windsor/Falstaff: Monologo di Ford- E' sogno? O realtà...; Otello: Sogno di Jago- Era la notte, Cassio dormìa; Macbeth: monologo finale di Macbeth-Pietà, Rispetto, Amore. I due Artisti hanno dato il meglio delle loro capacità sia nella parte prosaica che quella cantata commuovendo o esaltando il pubblico presente.
In apertura di serata viene eseguita, in Memoria di Giulietta Simionato, una pagina del “Il Trovatore” Opera verdiana tra le più amate dalla Cantante Scomparsa di recente; la pagina scelta è stata “il Balen del suo sorriso “ qui Giossi ha avuto un attimo di commozione subito trattenuto, pensando forse che in un concorso di canto in giurìa vi era proprio Giulietta Simionato; per il resto tutto è filato liscio.
Per ringraziamento sia Edoardo Siravo che Marzio Giossi si sono prodotti in pezzi del loro repertorio. Il M° Magiera ha accompagnato il tutto dall'alto della sua bravura e competenza. Il pubblico non tanto numeroso ha apprezzato, però,la serata con ripetuti applausi e consensi ai tre artisti." ULPIO BURATTINI

Domenica al Petruzzelli il violinista Francesco D'Orazio eseguirà una prima mondiale di Terry Riley


Domenica 10 ottobre, alle 20.00, al teatro Petruzzelli di Bari è in cartellone un grande appuntamento con la musica sinfonica.
Infatti, il noto maestro canadese Boris Brott dirigerà l'Orchestra della Fondazione Petruzzelli,mentre come solista si esibirà il violinista Francesco D'Orazio (nella foto), recente vincitore dell'ambitissimo Premio Abbiati, conferitogli nel giugno scorso a Bergamo dall'Associazione Nazionale Critici Musicali.
In programma in prima esecuzione mondiale, il concerto per violino ed orchestra "Zephir", composto da Terry Riley per la Fondazione Petruzzelli, il poema sinfonico "Oracle" di Alexander Brott e l'Ottava Sinfonia di Antonín Dvořák.
Info Point: 080.975.28.40.

Con la Quinta Sinfonia di Mahler prende il via il 7 ottobre la stagione concertistica 2010-2011 dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai


Ad un anno circa dalla sua nomina a Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il maestro slovacco Juraj Valčuha (nella foto) inaugura la stagione di concerti 2010-2011, che prende il via giovedì 7 ottobre 2010 alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in collegamento diretto su Radio3 e in streaming audio-video sul sito www.orchestrasinfonica.rai.it. Il concerto fa parte degli eventi che celebrano i 60 anni di Radio3, la prima radio culturale d’Italia, che ormai storicamente trasmette la bellezza del mondo (la musica, l’arte, il teatro, la letteratura e la scienza), e che ha un rapporto privilegiatissimo con l’Orchestra Rai.
Dopo essere salito sul podio di orchestre quali quella del Gewandhaus di Lipsia, la Philharmonia di Londra, la Staatskapelle di Dresda, la Los Angeles Philharmonic, o la National Sympohny Orchestra di Washington, e dopo aver inaugurato l’anno scorso la stagione dei Münchner Philharmoniker, Juraj Valčuha ha ormai consolidato la sua affermazione come uno dei protagonisti del panorama musicale internazionale, come testimoniano anche le sue presenze in teatri quali la Bayerische Staatsoper di Monaco, la Deutsche Oper di Berlino o l’Opera di Stoccarda.

Torna a Torino, alla testa della sua orchestra, con un programma imponente, aperto dalle due pagine estreme del capolavoro di Richard Wagner, Tristano e Isotta: il Preludio e la Morte di Isotta, la cui esecuzione in ambito sinfonico è divenuta tradizionale fin da quando lo stesso Wagner le propose come sintesi estrema dell’opera, durante alcuni concerti da lui diretti nel 1862 in Russia e in Austria.
Subito dopo, la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, a festeggiare i centocinquant’anni dalla nascita del compositore e preparando le celebrazioni del centenario della morte del 2011. Secondo le parole dello stesso Mahler, la Quinta inaugura uno “stile completamente nuovo”, capace di inglobare nel tessuto sinfonico un insieme di sonorità molto diverse, derivate dal mondo, dalla natura, dalla vita. “Poco importa che i suoni provengano da questo chiasso, dal canto di mille uccelli, dall'ululato della tempesta, dallo scroscio delle onde o dal crepitare del fuoco: i temi devono proprio venire così, da tante parti differenti, e devono essere profondamente diversi nel ritmo e nella melodia”. Riconosciuta da sempre come una delle principali sinfonie di Mahler, la Quinta ha anche goduto di una sua celebrità cinematografica grazie all’Adagietto, che Luchino Visconti utilizzò nella colonna sonora di Morte a Venezia.
Il concerto è replicato a Torino venerdì 8 ottobre 2010 alle ore 21, a Udine sabato 9 ottobre 2010, per l’inaugurazione della stagione musicale del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, e a Pordenone domenica 10 ottobre 2010, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi.
Le poltrone numerate per il concerto del 7 e 8 ottobre, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online che presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1981). Informazioni: 011.8104653 - biglietteria.osn@rai.it - www.orchestrasinfonica.rai.it.

lunedì 4 ottobre 2010

Ecco la ricchissima stagione 2011 del Massimo di Palermo



A dispetto dei famigerati tagli del FUS e della crisi finanziaria ed economica che attanaglia il "Belpaese", la Stagione 2011 del Teatro Massimo di Palermo si presenta fra le più ricche d’Italia con un programma che comprende la stagione di opere e balletti, un cartellone sinfonico di 15 concerti e quello della "Scuola va al Massimo" con oltre 50 spettacoli che coinvolgeranno l’Orchestra, il Coro e il Corpo di ballo del Teatro Massimo, per un totale di oltre 130 spettacoli, record che testimonia l’importante cammino di risanamento e riorganizzazione della Fondazione.

Sono successi importanti, specchio della salute economica del Teatro, che vanta il quinto bilancio consecutivo chiuso in attivo, risanato da una pesante situazione economica ereditata dal passato grazie a una gestione attenta e innovativa. Il Teatro è sempre più impegnato nella produzione artistica grazie alla quale sta ottenendo importanti riconoscimenti da parte di altre istituzioni musicali internazionali, del pubblico e della critica.

Il risanamento fin qui ottenuto, fra l’altro, è servito ad assicurare stabilità occupazionale in seno alla maggiore istituzione culturale siciliana; stabilità altrove compromessa e che fa del teatro palermitano un interessante modello gestionale.
Anche per la Stagione 2011 il Teatro Massimo, si avvale del prezioso supporto di UniCredit, socio privato della Fondazione.
La nuova stagione si caratterizza fortemente per la presenza, a fianco del repertorio ottocentesco – da Donizetti a Verdi e Puccini - della musica contemporanea, del Novecento storico e anche di appuntamenti col Barocco: tutti i colori che illuminano il repertorio occidentale e che caratterizzano le infinite possibilità espressive della musica.
Particolare rilievo hanno le coproduzioni con teatri italiani e internazionali, proseguimento di un percorso intrapreso con successo che consente sia un abbattimento dei costi, sia una maggiore visibilità del Teatro che, anche grazie a questi scambi, può offrire al suo pubblico un cartellone di primo piano che è anche aggiornato alle ultime e più interessanti tendenze della drammaturgia. Nella composizione dei cast e nella scelta di direttori e registi si alternano interpreti più celebri e stelle nascenti del panorama lirico-sinfonico, alcuni dei quali al loro debutto a Palermo, altri già beniamini del pubblico.
“La Stagione 2011” - sottolinea il sovrintendente Antonio Cognata - “risulta in aperta controtendenza rispetto al clima generale di affanno della vita musicale italiana perché torna a scommettere sulle nuove produzioni e sulla commissione di nuova musica, non trincerandosi nella semplice riproposta di titoli sempre uguali. Il repertorio fa comunque da ossatura principale al cartellone, ma crediamo che gli allargamenti verso il moderno e l’antico ne siano conseguenza fondamentale per accogliere in Teatro, oltre al pubblico abituale, anche chi ricerca una proposta culturale più articolata. In tal senso crediamo che l’anno dedicato a festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia debba celebrare non solo i fasti del passato risorgimentale, ma anche la rinnovata salute di un’istituzione culturale che, dopo aver caratterizzato la vita musicale cittadina lungo tutto il Novecento, si affaccia sul Nuovo Millennio come eccellenza del panorama internazionale. Due nuove commissioni, una prima per l’Italia, coproduzioni, registi, solisti, direttori e orchestre che scelgono Palermo come tappa ricorrente del loro carnet fanno del Teatro Massimo un nuovo polo della cultura internazionale. Vedere in platea, seduti fianco a fianco, gli affezionati del pubblico cittadino insieme a tanti turisti e a tantissimi studenti è la migliore garanzia per il futuro del Teatro”.
Lorenzo Mariani, direttore artistico del Teatro, sottolinea “la presenza di alcuni fra i registi di spicco della scena contemporanea, da Hugo de Ana a Damiano Michieletto e Calixto Bieito, cui si affiancano giovanissime star del podio, come Daniel Harding, Diego Matheuz, Omer Meir Welber, Pietari Inkinen e Andris Nelsons, senza tralasciare solisti come Elina Garanca, Daniela Dessì, Salvatore Licitra, Desirée Rancatore, Marcello Giordani”.
L’inaugurazione avviene nel segno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: "Senso" (20-30 gennaio), nuova commissione del Teatro Massimo al compositore milanese Marco Tutino, fra i più rappresentati sulla scena teatrale contemporanea. L’autore del libretto, Giuseppe Di Leva, ha tratto ispirazione alla omonima novella di Camillo Boito, uscita nel 1883 e resa celebre dalla splendida trasposizione cinematografica di Luchino Visconti nel 1954: l’opera si svolge nei primi anni di vita dello Stato unitario italiano ed è intrisa di profondi dissidi, fra amore, interessi e tradimenti. Il direttore è Pinchas Steinberg, mentre la regia, le scene e i costumi – ispirati al momento storico identificato nella trama - sono firmati da Hugo De Ana, già applaudissimo autore dell’inaugurazione della Stagione 2009 con Lohengrin. Questo nuovo allestimento è in coproduzione con il Teatr Wielki Opera Narodowa di Varsavia, segnale di un’importante cooperazione con le emergenti forze culturali provenienti dall’Europa dell’est. Fra gli interpreti vocali il soprano Nicola Beller Carbone – affascinate Marietta nell'opera Die tote Stadt di Korngold nella stagione 2009 – Brandon Jovanovich e Giorgio Surjan.

Assente da 41 anni, "La Gioconda" di Amilcare Ponchielli torna sul palcoscenico del Teatro Massimo nell’edizione firmata da Jean Louis Grinda, direttore dell'Opéra de Monte-Carlo, con le scene di Eric Chevalier e Nicolas de Lajartre; i costumi sono firmati da Jean-Pierre Capeyron; la coreografia della celebre “Danza delle Ore” è firmata da Marc Ribaud Tra i protagonisti Daniela Dessì, Salvatore Licitra, Marianne Cornetti e Alberto Mastromarino. L’allestimento è dell’Opéra de Nice in coproduzione con il Théâtre Royal de Liège e l’Esplanade-Opéra de Saint Etienne. Dirige Srboljub Dinic che torna sul podio dell'Orchestra del Teatro Massimo dopo averla diretta nei Puritani in Finlandia e nella recente Aida al Teatro di Verdura.

Accanto a questi e altri titoli del repertorio di tradizione – così come è avvenuto nelle più recenti stagioni - anche nel 2011 verrà proposta un’opera di un importante compositore del Novecento storico poco presente sulle scene italiane: "The Greek Passion" affascinante affresco corale di sensualità e fede, capolavoro del musicista boemo Bohuslav Martinů su libretto proprio, ispirato a una novella di Nikos Kazantzakis. La proposta di queste opere meno note del Novecento mantiene forte l’attenzione del pubblico più esigente e avvezzo al teatro. Inoltre, dall'analisi di simili esperienze nelle passate Stagioni, è emerso che le proposte contemporanee riscuotono anche una particolare attenzione da parte del pubblico dei più giovani, arricchendo ulteriormente l’offerta che il Teatro dedica loro. Sul podio del Teatro Massimo debutta Asher Fisch, noto direttore israeliano, già assistente di Daniel Barenboim. La regia è affidata a Damiano Michieletto, formatosi alla Scuola “Paolo Grassi” e all'Università Ca’ Foscari, vincitore del Premio Abbiati, considerato fra i più interessanti della scena teatrale italiana; le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Lorenzo Carlucci.

Dopo il successo nei Puritani a Palermo e a Savonlinna, torna al Teatro Massimo il soprano palermitano Desirée Rancatore: nel 2011 è la protagonista del capolavoro di Donizetti Lucia di Lammermoor; al suo fianco, nel ruolo di Edgardo, il tenore sardo Francesco Demuro, oggi fra i più acclamati nel repertorio lirico italiano. Lo spettacolo, un allestimento del Teatro Massimo del 2003 realizzato in coproduzione con il Teatro delle Muse di Ancona, vanta la regia del fiammingo Gilbert Deflo. Le scene e i costumi di William Orlandi, giocati nelle sfumature del bianco e del nero, ci consegnano una Lucia neogotica, imbevuta degli umori della letteratura ottocentesca. Fra gli altri interpreti anche il baritono palermitano Nicola Alaimo, nel ruolo di Enrico e Mirko Palazzi in quello di Raimondo. Dirige uno specialista donizettiano e del repertorio italiano in genere come Stefano Ranzani.

Anche per la prossima estate è in programma uno spettacolo al Teatro di Verdura, un titolo di richiamo anche per il pubblico meno assiduo, "Turandot" di Giacomo Puccini (12-17 luglio). Opera particolarmente adatta ai grandi spazi, sarà proposta in un nuovo allestimento della Fondazione ideato per la suggestiva cornice del parco di Villa Castelnuovo, dove questo titolo è andato in scena per l'ultima volta nell’estate del 1986. La regia è di Willy Landin; sul podio Marcello Mottadelli. Nel ruolo della principessa di ghiaccio torna Giovanna Casolla. Il ruolo di Calaf è affidato al tenore Francesco Hong e Liù a Rachele Stanisci.

Al rientro autunnale ancora Puccini con Tosca (18-25 settembre): protagonista Svetla Vassilieva, applaudita interprete di questo personaggio sulle scene nei più importanti teatri di tutto il mondo. Al suo fianco, come Cavaradossi, il pubblico di Palermo avrà la possibilità di ascoltare l’emergente tenore spagnolo Jorge De León. Di assoluto interesse è tuttavia la presenza sul podio del trentenne direttore d’orchestra israeliano Omer Wellber, straordinario musicista, stella del panorama internazionale, già conteso e richiesto dai più importanti teatri di tutto il mondo: successore di Lorin Maazel alla guida della Orquesta de la Comunitat Valenciana del Palau de les Arts, è stato anche assistente di Daniel Barenboim. L’allestimento – proviene dal Regio di Parma è uno dei più celebri della tradizione teatrale italiana originariamente firmato per la regia da un maestro della scuola italiana come Alberto Fassini, con le scene e i costumi di William Orlandi.

Seconda tappa delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia è un titolo verdiano assente da alcuni anni da Palermo: Il Trovatore (18-26 ottobre), pietra miliare della tradizione del melodramma italiano, andrà in scena nell'applaudita edizione firmata dal regista Paul Curran – con le scene e i costumi di Kevin Knight. Proveniente dal Teatro Comunale di Bologna e ambientato nel periodo del risorgimento italiano, l’allestimento contiene espliciti riferimenti ai legami del compositore con la realtà storica e sociale in cui viveva. Nel ruolo del protagonista Manrico il tenore siciliano Marcello Giordani, affiancato da Amarilli Nizza come Leonora, da Mariana Pentcheva come Azucena e da Roberto Frontali come Conte di Luna. Ritorna sul podio del Teatro Massimo Renato Palumbo, bacchetta fra le più esperte per questo repertorio.

Il palcoscenico del Teatro Massimo ospiterà quindi una delle artiste più note e richieste del momento, personaggio di punta delle stagioni dei teatri di tutto il mondo e della mitica etichetta discografica Deutsche Grammophon: il giovane mezzosoprano estone Elīna Garanča, protagonista dell’opera Carmen di Georges Bizet (18-25 novembre), ruolo di cui oggi è considerata la maggiore interprete. Nel ruolo di Don Josè ancora Marcello Giordani; Escamillo sarà Dario Solari, giovane baritono uruguayano che ha fatto di questo ruolo uno dei suoi personaggi di elezione. Lo spettacolo è frutto di una importante coproduzione internazionale con il Gran Teatre del Liceu di Barcellona e il Teatro Regio di Torino ed è firmato dal regista catalano Calixto Bieito, tra i più noti, controversi e stimolanti registi dell’ultima generazione. Dirigerà Karel Mark Chichon, già assistente di Giuseppe Sinopoli e Valery Gergiev, ospite abituale della Staatsoper di Vienna.

Per quanto riguarda i balletti, sono previsti Cenerentola di Sergej Prokof’ev (20-25 maggio), titolo mai rappresentato al Teatro Massimo e Lo schiaccianoci di Cajkovskij (20-23 dicembre), favola tradizionale del periodo natalizio, entrambe proposte in nuove versioni coreografiche di Luciano Cannito, ulteriori tasselli di arricchimento del repertorio del Corpo di ballo della Fondazione. Ospiti rispettivamente dei balletti, due coppie di etoile internazionali, Yolanda Correa e Dayron Vera per Cenerentola e Olesya Novikova e Leonid Sarafanov per Schiaccianoci.

Particolare importanza riveste la nuova Stagione di concerti 2011, ancora più ricca di appuntamenti di quella dell’anno in corso.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro ci saranno alcuni dei direttori impegnati anche nella produzione operistica come Steinberg e Fisch o ancora Wellber. In evidenza il repertorio per violino con due giovani stelle come Isabelle Faust e Hilary Hahn, senza tralasciare un divo come Shlomo Mintz. E ancora il pianoforte di Rudolf Buchbinder o le sonorità contemporanee di Giovanni Allevi.

I programmi comprendono celebri pagine di Mozart (dal Requiem ad alcuni dei Concerti per violino e per pianoforte) e un omaggio a Mahler nel centenario della morte (Sinfonie nn. 1, 5 e 9). Al repertorio barocco guardano il concerto-spettacolo dedicato a Monteverdi con Mimmo Cuticchio, i suoi pupi e l’Ensemble Antonio Il Verso e ancora il concerto dell’Academy of Ancient Music che eseguirà il Messiah di Handel. Omaggio a Nino Rota nel centenario della nascita con il Concerto per arpa affidato a Elena Zaniboni.

Fra le ospitalità la Swedish Radio Symphony Orchestra con Daniel Harding, la City of Birmingham Symphony orchestra con Andris Nelsons e i giovanissimi della Juventud Venezolana “Simon Bolivar” con Diego Matheuz.

Nel 2011 si amplia la programmazione de La Scuola va al Massimo, con un un’attività che spazia dall’opera alla danza, alla manipolazione del linguaggio musicale attraverso codici più familiari ai ragazzi, a percorsi didattici propedeutici alla fruizione consapevole degli spettacoli.

Una novità è costituita dal ciclo composto da quattro opere della Stagione (La gioconda, The Greek Passion, Tosca e Carmen) ripensate, riviste, rimontate, adattate da Bruno Stori, celebre attore, autore e regista che da anni opera in Italia per la divulgazione della lirica agli studenti. Quindi tre spettacoli di teatro musicale per ragazzi: una prima assoluta, Cenerentola.com su libretto di Albertina Archibugi, musica di Lucio Gregoretti e Nicola Sani; la ripresa di Bianco Rosso e Verdi per celebrare l’Unità d’Italia e, a dicembre, un’altra novità, Help, Help the Globolinks, umoristica e grottesca “invasione aliena” di Gian Carlo Menotti, “un’opera per i bambini e per tutte le persone che amano i bambini” con riferimenti ai supereroi della tv ma anche allo stile di Rossini, facendo convivere bizzarri suoni elettronici e orchestra tradizionale.

Le produzioni di Senso di Marco Tutino e The Greek Passion di Bohuslav Martinů saranno occasione di una serie di attività collaterali – guide all’ascolto, drammatizzazioni, proiezioni video, tavole rotonde, conferenze, mostre – in un percorso multidisciplinare tra Novecento e contemporaneità. Gli studenti più grandi potranno inoltre partecipare a una serie di prove aperte dei concerti della Stagione sinfonica incontrando direttori d’orchestra e solisti per una più completa preparazione.

Anche quest’anno verrà attivata la collaborazione con il Corso di laurea in Discipline della Musica (DIM) e l’Accademia di Belle Arti.

venerdì 1 ottobre 2010

Il rapporto Callas-Pasolini in un nuovo spettacolo di Carmela Vincenti al Teatro Forma di Bari


Venerdì 8 ottobre alle ore 21.00 debutterà a Bari presso il Teatro Forma lo spettacolo "Ti scrivo dalle nuvole, a Maria" di e con Carmela Vincenti (nella foto), regia di Carlo Bruni, con repliche il 9 e 10 ottobre rispettivamente alle ore 21.00 e 18.00. Il progetto-spettacolo, interpretato in scena dalla stessa Vincenti rivolge uno sguardo commosso sul rapporto artistico e umano fra Maria Callas e Pier Paolo Pasolini.Ieri mattina, la nota attrice barese ha spiegato in un incontro con la stampa al Bluorg le ragioni che l'hanno spinta a questa sfida con se stessa:" E' un sogno che inseguivo da tempo. Lo spettacolo è nato praticamente in una notte:segno che per me raccontare questa storia nasceva da un bisogno profondo".
Infotel: 080.9904370.
Prevendite presso La Feltrinelli di Bari e in tutti i punti vendita bookingshow.

Qui Milano: un ottobre davvero speciale al Teatro alla Scala


Rossini, Donizetti, Dufourt, Čajkovskij, Bizet: vola dal Settecento ai nostri giorni la musica che riempie gli spettacoli nelle 23 serate del mese di ottobre (esclusi i concerti straordinari e quelli ospiti).

Mentre si esauriscono con grande successo le repliche de L’occasione fa il ladro di Rossini, con l’ultima vetrina dei giovani cantanti e strumentisti dell’Accademia della Scala diretti da Daniele Rustioni (1, 4, 7), debutta un altro pezzo pregiato della storia del belcanto: L’elisir d’amore di Donizetti con un doppio cast di primo livello, fra cui Rolando Villazón per la prima volta alla Scala, direttore Donato Renzetti. Lo spettacolo è uno dei più brillanti, amati dal pubblico e apprezzati dalla critica europea degli ultimi anni, per la regia di Laurent Pelly (2, 5, 6, 11, 13, 14, 16, 18, 20, 22, 25, 27). Spettacolo che conclude una galleria di belcanto italiano iniziata con lo strepitoso Barbiere di Siviglia in luglio.

Domenica 3 ottobre inizia con la Filarmonica della Scala il Festival Milano Musica, quest’anno dedicato a Hugues Dufourt, compositore, filosofo, uomo di cultura raffinato ma lontano dalla retorica.

Sabato 9, secondo debutto del mese: va in scena Onegin, bellissimo balletto di John Cranko su musiche di Čajkovskij (non tratte dall’opera), con étoiles di prima grandezza: Roberto Bolle, Massimo Murru, Maria Eichwald (repliche: 12, 15, 30 ottobre, 3, 5, 13 novembre).

Il 29 torna la Carmen che ha inaugurato la stagione, con la stessa, giovane rivelazione come protagonista, Anita Rachvelishvili, ma con l’arrivo di Gustavo Dudamel sul podio e nuovi Don José ed Escamillo, nella vitale e forte regia di Emma Dante.

Si chiude a Bari la prima edizione di "Notti Sacre" con un intenso week-end



Il meritatissimo successo della prima edizione di Notti Sacre sarà celebrato da un week-end ricco di musica, spettacolo e dibattiti. Gran finale poi il 3 ottobre con il concerto dell’Orchestra della Fondazione Petruzzelli, diretta dal noto maestro canadese Boris Brott(nella foto).

Oggi si parte alle 19 con il coro Vallisa, diretto da don Antonio Parisi, nella chiesa di San Gaetano. Alle 20 nella chiesa del Carmine, spazio al libro di Piero Rossi, “Cape guastate”, con don Nicola Bonerba e Gustavo Delgado, per raccontare la storia di una cooperativa di ex detenuti. Alle 21 arriva il teatro musicale di Faraualla & Calixtinus con le “Cantigas de Santa Maria”, racconti in note e poesia dei miracoli della Vergine, nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi.

Sabato 2 ottobre è tempo de “La bottega dell’armonia”: Bepi Speranza dirige l’Orchestra giovanile. In programma, musiche di Vivaldi, Schubert, Gounod, Bach, Mozart, Albinoni e Haendel. Originale e intensa l’esperienza del “Rosario alla Mamma celeste” nella piazzetta San Marco alle 20. La preghiera sarà accompagnata da testi della Beata Elia di San Clemente: versi, riflessioni e scorci di vita quotidiana. E infine di nuovo musica con Giovanni Tamborrino e il suo “Factum est”, spettacolo per voce, flauto, clarinetto, pianoforte, live electronics, tratto da un testo di Giovanni Testori. Monologo di un feto per inneggiare alla vita.

Le Notti Sacre si chiuderanno lì dove sono iniziate, in Cattedrale, con l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli diretta dal Maestro di fama internazionale Boris Brott e il coro della Fondazione, sotto la direzione di Franco Sebastiani.

In programma la “Pavane” di Gabriel Fauré, l’”Adagio” di Samuel Barber e la “Missa in honorem Sanctissimae Trinitatis K 167” di Wolfgang Amadeus Mozart. Tre grandi compositori per chiudere la rassegna d’arte, pensiero, preghiera e spettacolo nel segno della grande musica.

martedì 28 settembre 2010

Dal 15 al 21 ottobre il Don Quichotte di Massenet in scena al Massimo di Palermo




Da venerdì 15 a giovedì 21 ottobre (6 recite) al Teatro Massimo appuntamento con l'opera francese: dopo 42 anni torna Don Quichotte di Jules Massenet, opera di cui si festeggia il centenario dal debutto.

Giunto alle soglie della settantina, Jules Massenet si sentì irresistibilmente attratto dalla figura di Don Chisciotte, non tanto quale emblema di una moralità epico-visionaria, quanto come incarnazione di una classicità, eroica e sublime, che ormai volgeva al tramonto. La stesura del libretto fu affidata a Henri Cain, il quale trasse ispirazione, oltre che da Cervantes, dalla pièce teatrale omonima di Jacques le Lorrain, andata in scena a Parigi il 3 aprile 1904.

Opera vivida e luminosa, ricca di humour e varietà di caratteri, Don Quichotte è priva di quel senso di tragedia e destino che il pubblico si aspetterebbe da una messa in scena del classico di Cervantes. Massenet guardò a questa storia con occhi nuovi, scrivendo un'opera che è essenzialmente un titolo comico all'antica o, come venne chiamata una comédie-héroïque, con giochi sentimentali, ironia, disillusione e la morte in scena del protagonista. La partitura è orchestrata con grande maestria e semplicità, indirizzata originariamente alla vocalità "mitica" di Fyodor Chaliapin che ne creò il ruolo principale al debutto di Montecarlo nel 1910 e alla prima moscovita al Bol'soj.

Fra le gemme della partitura vanno senz’altro ricordate la serenata a Dulcinea di Don Chisciotte nel primo atto (che sarà riutilizzata per uno dei più riusciti interludi dell’opera) e il malinconico duetto di Dulcinea e dell’hidalgo (“O toi dont les bras sont plus frais que la mousse”). Suggestivo è inoltre il modo in cui Massenet rende l’epico-grottesca battaglia contro i mulini a vento (con un accorto uso dello xilofono per simulare il movimento delle pale); teatralmente molto efficace la cangiante introduzione al quarto atto, con la languida aria di Dulcinea “Lorsque le temps d’amour”.

Lo spettacolo in scena al Teatro Massimo è frutto di una coproduzione internazionale fra il Teatro palermitano e il Théâtre Royal de La Monnaie di Bruxelles e reca la firma prestigiosa del francese Laurent Pelly - per la prima volta ospite a Palermo – considerato uno dei registi più interessanti della scena lirica mondiale.

L'opera è andata in scena lo scorso maggio a Bruxelles e in diretta via satellite sul canale televisivo Arte riscuotendo un grande successo di pubblico e critica.

A Palermo, attesissimo nel ruolo di Don Quichotte, uno dei più importanti bassi di oggi, Ferruccio Furlanetto (nella foto), mentre il mezzosoprano greco Irini Karaianni sarà Dulcinea e Sancho sarà interpretato da Eduardo Chama. Dirige uno specialista come Alain Guingal.

Il regista Laurent Pelly suggerisce d'immaginare l'opera come la narrazione di un lungo sogno in cui il sognatore è lo spettatore ma anche il regista e il personaggio in scena, quel Don Quichotte che, seduto in poltrona, è l'autoritratto dell'anziano Massenet. La folla acclama Dulcinea e, poco per volta, quel personaggio dapprima assorto si anima fino quasi a delirare, immerso fra i suoi libri e le sue vecchie carte.

Costo dei biglietti: da euro 10 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / biglietteria@teatromassimo.it), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket. Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17).

Qui Firenze: stasera il Quartetto Galatea suona i grandi classici al Teatro della Pergola



Con il concerto conclusivo di “Settembre Musica”, questa sera presso il saloncino del Teatro della Pergola (alle 21), gli Amici della Musica di Firenze riconfermano la loro attenzione per le nuove leve del concertismo: la scena stavolta è tutta per i giovani del Quartetto Galatea, formazione nata a Zurigo nel 2005 e vincitrice del Premio “Vittorio Rimbotti” 2010, premio riservato ai gruppi che si sono distinti partecipando all’Accademia Europea del Quartetto organizzata dalla Scuola di Musica di Fiesole.
Diversi sono comunque i premi che il Quartetto Galatea si è aggiudicato, dal Geneve International Competion al Migros Chamber Music Competition, studiando al contempo con formazioni rinomate come il Quartetto Artemis e avviando un’attività concertistica che l’ha fatto apprezzare in Europa, Giappone e India.
All’insegna dei grandi classici è il concerto d’esordio del Quartetto Galatea, che partendo da Mozart e da quel suo capolavoro che è l’Adagio e Fuga KV 546 tocca anche Haydn (op.50 n.1) e Mendelssohn (op.44 n.2). Il concerto rientra ne "Il mondo del Quartetto", ciclo di punta nella programmazione 2010-11 degli Amici della Musica.

lunedì 27 settembre 2010

"Riflettore sul solista": cinque recitals curati dalla Fondazione Piccinni al Circolo Unione di Torre a Mare (BA)


"La sede estiva del Circolo Unione, che si affaccia sul tratto di mare che serve da ingresso al suggestivo porticciolo di Torre a Mare, ospiterà dal 10 ottobre al 1 dicembre, salvo che nelle more non ci si trasferisca nella Sede storica, l’ultimo scorcio della 68° stagione della Fondazione: “Riflettore sul solista” il titolo della rassegna conclusiva della stagione che prevede cinque recitals.
Anche questa rassegna musicale, così come “Notturni d’estate 2010”, appena conclusi con straordinario successo, nasce in casa Fondazione Piccinni e si avvale della preziosa collaborazione del Circolo Unione di Bari, sempre più proteso a sostenere iniziative culturali di spessore.
L’inaugurazione, prevista per le ore 19 di domenica 10 ottobre, è affidata alle percussioni etniche di Maurizio Lampugnani, musicista di estremo talento che Livio Minafra, direttore artistico del nostro Festival della Musica Totale, ci fece scoprire, invitandolo ad inaugurare la prima edizione del festival terlizzese.
Domenica 24 ottobre i riflettori si accenderanno su Michele Lomuto (nella foto), il trombonista preferito da Luciano Berio. Lomuto è considerato l’ideale interprete di riferimento dei più importanti compositori viventi. Hanno scritto per lui: S. Bussotti, A. Clementi, A. Corghi, F. Donatoni, L. Francesconi, V. Mortari, G. Manzoni, A. Gentilucci, G. Gaslini, M. Panni, M. Mengelberg, D. Wagenaar, A. Samorì, G. Cardini, M. Bortolotti, F. de Rossi Re, G. Colombo Taccani, F. Cifariello Ciardi, F. Esposito, R. Piacentini, A. Di Scipio, A. De Lisa, F. Scagliola, F. Degrassi, G. Tedde, V. Palumbo.
Mercoledì 3 novembre in primo piano la fisarmonica di Giorgio Albanese, il virtuoso del Tris Tango che ha da poco inaugurato la nostra rassegna Notturni d’estate 2010. Nel 2004 Albanese ha rappresentato l’Italia, al trofeo mondiale di fisarmonica tenutosi a Santiago de Compostela (Spagna),
nel 2009 ad Umbria Jazz” gli venne assegnata una borsa di studio presso il "Berklee College of music" di Boston.
Mercoledì 10 novembre è la volta del pianista Vitantonio Caroli, interprete di Chopin di rara sensibilità. Presentandolo al pubblico in quella fortunata edizione del Festival, Minafra raccontò che Caroli gli aveva insegnato ad amare Chopin, sia per come lo suonava, ma anche per come gli brillavano gli occhi al solo pensarne o parlarne.
Chiusura della rassegna e della stagione mercoledì 1 dicembre con il sassofono di Vittorio Gallo. Una serata dedicata allo strumento che vede Gallo non solo interprete classico e jazz, ma anche compositore di brani, dunque riflettori sul sax a 360 gradi.
Chiusura il 1° dicembre e inaugurazione, com’è tradizione della Fondazione il 5 dicembre Aspettando San Nicola, che secondo le antiche traduzioni baresi nella notte tra il 5 e 6 dicembre portava la frutta ai bambini. Ma questa è un’altra storia: la 69a stagione, prossimamente sul palcoscenico.
I concerti a conclusione di questa stagione saranno legati ad iniziative di solidarietà in via di definizione.
I biglietti al costo di € 10,00 si possono acquistare presso la Banca Cooperativa di Credito, Sede Centrale di Bari (l.go G.Bruno 53) e Agenzie Bari Libertà (via Napoli, 159) e Modugno (via Roma, 34). Prenotazioni anche presso: l’ Edicola Cinquepalmi (piazzetta del porto Torre a Mare).
Essendo prevista una massiccia affluenza di Abbonati della Fondazione e Soci del Circolo, si consiglia di prenotare per tempo i residui posti disponibili. Infotel 3355707272."

Qui Parma: le attività della Casa della Musica per il Festival Verdi 2010



"Un luogo in cui ricerca, approfondimento e divulgazione della cultura musicale, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-documentario e produzione musicale dialogano tra loro esprimendo qualità e risultati del tutto innovativi: questa è la Casa della Musica, una istituzione del Comune di Parma che a meno di dieci anni dalla sua apertura ha saputo affermare l’originalità del suo progetto e la forza propositiva delle tante realizzazioni portate a termine rivolgendosi con iniziative didattiche, concerti, convegni, editoria, mostre, musei, ricerca, ad un pubblico sempre più ampio di appassionati, di studenti e di studiosi.
Esemplare di questa sua vocazione è il programma con cui anche quest’anno la Casa della Musica, d’intesa con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e nell’àmbito del progetto “Casa Verdi”, arricchisce il cartellone del Festival Verdi con un intenso programma che, con la direzione di Marco Capra, propone convegni, incontri, concerti, ma anche mostre, nuove ed esclusive esperienze d’ascolto e cicli di proiezioni di film.
Gli spazi dello storico Palazzo Cusani sede della Casa della Musica, ma anche quelli dei suoi “Musei della Musica”, il Museo dell'Opera, la Casa del Suono e il Museo Casa natale Arturo Toscanini, saranno infatti “occupati” per tutto il mese di ottobre dalle iniziative appositamente organizzate per quest’occasione.
E’ il presidente dell’Istituzione, Marco Capra, a riassumere il significato e le iniziative raccolte nel programma di questo “Verdi alla Casa della Musica”: «La Casa della Musica rende omaggio a Giuseppe Verdi mobilitando tutte le strutture che a essa fanno capo e avvalendosi dell’apporto delle istituzioni che essa ospita e della collaborazione di altri partner pubblici e privati. Alla varietà delle strutture e delle collaborazioni corrisponde un programma assai diversificato, che esprime tutti gli àmbiti che la Casa della Musica ha esplorato nei suoi otto anni di vita e che rappresentano la sua ragion d’essere: le espressioni musicali meno popolari, come la musica antica; la tecnologia al servizio della musica e della sua diffusione, dal disco al cinematografo; le forme e gli strumenti della comunicazione musicale; la musica come fenomeno politico e sociale; l’attenzione per gli aspetti inediti dei personaggi più famosi della nostra storia musicale, da Verdi a Toscanini, e la rivalutazione di figure ingiustamente trascurate, come quella di Cleofonte Campanini».
Cominciamo un breve esame delle iniziative con “Verdi in mostra: il disco e Verdi”: si tratta di un’esposizione di edizioni discografiche storiche dalle collezioni della Casa della Musica, aperta presso la Casa del Suono dall’1 al 28 ottobre, così come per tutta la durata del Festival Verdi, dall’1 al 28 ottobre sempre presso la Casa del Suono, avrà luogo “Verdi alla Casa del Suono: esperienze di ascolto”: qui gli appassionati potranno vivere esclusive ed allo stesso tempo piacevoli e sorprendenti esperienze attraverso una serie di ascolti che andranno dalle più moderne tecnologie degli “Ascolti in Sala Bianca” (con tecnologie stereo, ambisonic, WFS-Wave Field Synthesis) e degli “Ascolti da postazioni individuali” (tecnologia binaurale) agli ascolti di registrazioni discografiche storiche su grammofoni d’epoca.

In particolare, gli ascolti per la Sala Bianca si avvalgono di registrazioni di musiche di Verdi appositamente realizzate dalla Casa della Musica con la consulenza tecnica di Alfons Adriaensen per i sistemi di riproduzione della Casa del Suono, in collaborazione con il Conservatorio di musica “Arrigo Boito” e il Gruppo di Acustica della Facoltà di Ingegneria Industriale dell’Università di Parma.
“Parole e musica” è poi un ciclo di incontri e ascolti che, prendendo inizio in questo mese di ottobre, si prolungherà poi anche a novembre: in questo mese “verdiano” verranno effettuati alla Casa della Musica, il 7 ottobre, “Ricordo di Cesare Siepi”, conversazione, proiezioni video e ascolti con Gustavo Marchesi e Vincenzo Raffaele Segreto e, il 12 ottobre, sempre alla Casa della Musica, “L’altro direttore: Cleofonte Campanini nel 150° anniversario della nascita”, una conversazione con Gaspare Nello Vetro (“Parma e Campanini”), Giuseppe Martini (“Campanini alla scoperta dell’America”) e Marco Capra (“Il Centenario verdiano del 1913”) arricchita dalla presentazione della ristampa a cura del Centro Internazionale di Ricerca sui Periodici Musicali del numero della rivista “Il Centenario Verdiano” del 1 luglio 1913; al Museo Casa natale Arturo Toscanini avrà invece luogo il 20 ottobre “Ricordando Toscanini”, conversazione, proiezioni video e ascolti con il direttore d’orchestra Andrea Battistoni, che nell’àmbito di questa edizione del Festival Verdi dirigerà Attila nel teatro di Busseto, e Vincenzo Raffaele Segreto.
Una vera e propria novità per le iniziative di questa Istituzione è poi “Cinema alla Casa della Musica”, un ciclo di film di argomento musicale realizzato in collaborazione con la Cineteca di Bologna che presenterà ben sette titoli (il 5, 8, 12, 15, 19, 22 e 26 ottobre): saranno proiettati Il concerto (2009) di Radu Mihaileanu, A torto o a ragione (2002), di István Szabó, Farinelli, voce regina (1994) di Gérard Corbiau, Noi tre (1984), di Pupi Avati, Il pianista (2002), di Roman Polanski, Tutte le mattine del mondo (1991), di Alain Corneau e infine Bird (1988), di Clint Eastwood.
“Colla spada e col pensier! Immaginari risorgimentali tra l’Italia e l’Europa”, è quindi la giornata di studi promossa dal Centro Interuniversitario di Studi sul Romanticismo e dall’Università di Parma che si svolgerà il 18 ottobre, in preparazione delle iniziative per il 150° anniversario dell’unità d’Italia e con la partecipazione di studiosi di diverse discipline storiche, artistiche e letterarie.
Col titolo di “International Early Music Festival 2010” si svolgerà infine nelle giornate del 7, 8 e 9 ottobre il Festival internazionale di musica antica promosso da Silentia Lunae e Casa della Musica, che offrirà un programma di incontri, concerti, mostre, visite guidate, saggi di danza storica."

sabato 25 settembre 2010

Successo al Petruzzelli per il "Barbiere di Siviglia ("low cost") brechtianamente ripensato da Michele Mirabella


Di necessità si fa virtù, soprattutto in tempi come questi di vacche magre, di più, magrissime. Sono saltati nella prima stagione lirica al Petruzzelli, per colpa dei famigerati tagli ministeriali e locali, uno stimolante dittico (Tabarro e Cavalleria rusticana) e un'attesa Traviata, ma si rimedia all'ultimo giro di orologio estivo con un Barbiere di Siviglia di Rossini a basso costo o se preferite "low cost", ma dove il regista è niente di meno che un personaggio dello spessore di Michele Mirabella, affiancato per scene e costumi dai noti Giovanni Licheri e Alida Cappellini e per il light design da Franco A. Ferrari. Sul podio dei solidi (ma solo artisticamente parlando) Orchestra e Coro del Petruzzelli, debutta nel "Barbiere" il bravo maestro bitontino Vito Clemente; a completare la locandina un cast tutto pugliese, Manuela Custer (nella foto di Carlo Cofano) a parte, rossiniana doc di rango indiscutibile, e anche ultima splendida Rosina qualche anno fa al Piccinni in un allestimento divertente e provocatorio firmato da Davide Livermore.
Se il ricordo di quel singolare Barbiere (in salsa almodovariana) al Piccinni era rimasto ben impresso nella nostra memoria, non meno indimenticabile è stato quello apprezzato ieri sera al Petruzzelli, dove peraltro il capolavoro buffo rossiniano è stato rappresentato nel secolo scorso non meno di settanta volte.
Il merito è innazitutto da attribuire alla regia geniale di Mirabella che ha lavorato alacremente con i suoi valenti collaboratori tutta l'estate per confezionare un Barbiere di qualità, intelligente, brioso, elegante pur nel suo imbarazzante, ma si può dire (anche) "brechtiano", minimalismo.
Grazie poi anche alla buona direzione musicale di Clemente, in perfetta consonanza con le scelte di Mirabella e ad un cast complessivamente ben assortito (oltre a quella esemplare della Custer, segnaliamo le prove rimarchevoli di Domenico Colaianni e Aldo Caputo) il risultato finale è stato più che positivo,considerate le poco confortanti premesse. Pubblico contento e plaudente e successo assicurato (o quasi) anche per le prossime quattro recite del 26, 28, 29 e 30 settembre.
E poi? Attendiamo, oltre ai soldi necessari per la fondazione barese, notizie ufficiali (e non più solo ufficiose) per la prossima stagione dal sovrintendente Giandomenico Vaccari.