
“La poca sonorità della chitarra rispetto agli altri strumenti è sempre stato il cruccio di ogni chitarrista.Strumento sempre amato per le sue grandi qualità timbriche e coloristiche, viene però definito “intimo” nei dizionari a causa della sua voce ridotta.
Questo appare ancora più evidente quando la chitarra si accosta ad un flauto od a un violino, che la relegano rapidamente a strumento di sfondo, sopraffacendola grazie alla loro maggiore potenza sonora. In questi casi va perduta purtroppo anche tutta la magia timbrica caratteristica della chitarra, che solo per farsi udire deve sacrificare tutto il resto.
Ed è un peccato, perché almeno sulla carta (o quando registrata) la musica per chitarra ed altri strumenti è a volte di rara bellezza, ma l’effetto dal vivo risulta sempre deludente.
La risoluzione di tale problema ha impegnato e impegna intere generazioni di liutai.
Il primo passo fu sicuramente fatto da Antonio de Torres Jurado, che la rese più grande e sonora. Passi significativi dopo di lui furono poi fatti nel Novecento da Hermann Hauser e José Ramirez, liutai che fornirono i loro strumenti ad Andrés Segovia.
Nonostante ciò, e nonostante gli innumerevoli tentativi fatti da moltissimi artigiani, il ruolo della chitarra è rimasto suddito, perché il reale incremento della potenza sonora ottenuto non è affatto sufficiente a sostenere il confronto con gli altri strumenti.
In questo contesto si inserisce il lavoro di ricerca che ha portato alla ideazione e realizzazione della chitarra Greci, il cui volume sonoro è più che doppio rispetto ad ogni chitarra da concerto di grande tradizione, presentando inoltre un ampio ventaglio armonico e grande tenuta di suono.
Queste innovative doti, oggettivamente testate anche in laboratori di acustica, permettono alla chitarra Greci di dialogare alla pari con qualsiasi strumento, nella vera maniera concertata e senza mai mostrare cedimenti armonici, fonici o dinamici, ridonando così alla chitarra una nuova ed interessante dimensione sonora, dai molteplici sviluppi.
La chitarra Greci si vuole infatti rappresentare come il propulsore di un nuovo ed entusiasmante momento storico della chitarra nel mondo della Musica.
La storia ufficiale della chitarra Greci ha inizio nel 1989, quando uno di questi esemplari viene accettato in dono da S. S. Papa Giovanni Paolo II in considerazione del grande significato che questa innovazione rappresenta per il mondo della Cultura. Tale strumento è stato collocato nella collezione privata del Santo Padre.
Dal 1990 al 1997 Michele Greci entra in collaborazione con l'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA) dove ha modo di sviluppare una particolare ricerca sul movimento del piano armonico delle chitarre avvalendosi di tecnologie raffinatissime, quali l'interferometria laser. In questa sede vengono sottoposte a test comparativo numerose chitarre di gran pregio, ed emergono oggettivamente proprio le caratteristiche di grande e superiore potenza della chitarra Greci.
Tali caratteristiche già risaltano dalle olografie , ma manca l'analisi armonica. Per ottenere delle riprese sonore validamente oggettive ci vuole una macchina che, sostituendo l'incerto elemento umano, dia dei risultati costanti e ripetitivi. La macchina viene costruita , dopo molti tentativi, sotto la direzione del prof. Enzo Marchetti, presso il Dipartimento di Meccanica Aeronautica della Facoltà di Ingegneria dell'Università "La Sapienza" di Roma.
Alla fine di luglio 2001, avvalendosi di tale macchina, vengono effettuati dei test comparativi presso l'Istituto Elettrotecnico Nazionale "Galileo Ferraris" di Torino, che rilascia dichiarazione attestante l'oggettiva superiorità fonica ed armonica della chitarra Greci, validandone così l'effettivo risultato positivamente innovativo.
In termini concreti, tali risultati fonico-armonici vogliono significare che la chitarra Greci possiede un volume sonoro paragonabile ad uno strumento ad arco; queste qualità sono particolarmente degne di nota specialmente nella musica di insieme o concertata, dove fino ad oggi la chitarra rivestiva una figura minoritaria.
Lo scopo dei test eseguiti è stato di dimostrare attraverso un sistema oggettivo di misurazione le differenze esistenti tra la chitarra Greci e quelle di migliore e consolidata tradizione.
Questo non poteva avvenire tranne che attraverso l'uso di una macchina appositamente ideata e costruita, che escludesse in maniera assoluta la possibilità dell'intervento umano, garantendo nello stesso tempo una ripetitività certa e costante.
La macchina, frutto di un lungo periodo di studi e di prove, è stata infine realizzata sotto la guida del prof. Enzo Marchetti, presso il Dipartimento di Meccanica e Aereonautica dell'Università "La Sapienza" di Roma.
Successivamente la macchina è stata usata proprio per confrontare la chitarra Greci ed una chitarra da Gran Concerto presso l'Istituto Elettrotecnico Nazionale "Galileo Ferraris" di Torino, che ha rilasciato una relazione ufficiale corredata di grafici attestante l'assoluta superiorità fonica ed armonica della chitarra Greci.”
Denis Sansoe