martedì 24 giugno 2008

"Chicche ciaikovskiane" di Vittorio Catani



"Ho acquistato di recente un cofanetto distribuito dalla Membran Music Ltd. (www.membran.net, il sito è in tedesco), contenente 5 CD che raccolgono l'opera omnia per solo pianoforte di Pëtr Il’jič Čajkovskij, pianista Michael Ponti. Prezzo, una ventina d'euro.
In realtà si tratta della ristampa integrale di sei dischi di vinile, divisi in due volumi, commercializzati a suo tempo dalla Vox Record. "A suo tempo" dovrebbe significare, andando a memoria, la seconda meta' degli degli anni '70 o giu' di li': posseggo i due volumi, che peraltro difettano accuratamente di qualsiasi elemento possa accertarne la data di produzione. Quanto alle date d'esecuzione dei circa cento brani musicali da parte di Michael Ponti, l'unica certezza è che sono stati registrati prima (magari vari anni prima) della loro messa in commercio in blocco unico :-)
Il cofanetto della Membran contiene un utile opuscolo di commento (tedesco/inglese); il testo include numerose foto del compositore. Foto anche rare, che lo ritraggono da giovane o insieme ad altri personaggi. Probabilmente amici, parenti, uomini illustri. Chi sono dunque costoro? Anche qui buio totale: non vi sono didascalie.
Eccettuati alcuni "pezzi", peraltro rarissimamente eseguiti nei concerti (la Dumka, qualche Studio, brani dal ciclo Le Stagioni, la Sonata Op. 37) o diffusi presso gli studenti di pianoforte (la Canzone senza parole, l'Album per la gioventù), la produzione pianistica del buon Pëtr Il’jič è praticamente sconosciuta ai più. Ed è un vero peccato. Sia chiaro: non ci sono, nel contesto, opere da far gridare al miracolo. E tuttavia sono "pezzi" per la maggior parte grandemente gradevoli - sovente d'una certa difficoltà - e soprattutto totalmente ciaikovskiani. Il che dovrebbe bastare, unitamente al prezzo molto accessibile, per non farsi mancare questa raccolta nella CD-teca. Anche quando il Compositore si ispira apertamente ai Grandi Maestri del passato (l'Album per la gioventù Op. 39 reca la dicitura: "nello stile di Schumann"), la sua personalità emerge in modo chiaro. Anzi, proprio questa graziosa raccolta di brevissimi brani resta certamente tra i suoi capolavori pianistici. E a differenza dell'ispiratore, il cui analogo Album non sempre è adatto alle dita dei principianti, questo lo è totalmente. Altri brani notevoli sono la già citata Sonata Op. 37, i dodici componimenti di Le Stagioni Op 37a (che Svjatoslav Richter amava eseguire), la Humoresque Op. 10 n.2 (Strawinskij, che venerava Čajkovskij, ne riprese il tema nel suo balletto Petruška) e numerosi altri.
Quanto all'esecutore, sappiamo che Michael Ponti, di origine tedesca, è un virtuoso che ha il grosso merito d'aver rispolverato opere ingiustamente dimenticate di numerosi autori, anche noti, del periodo romantico. Il suo pianismo a volte può non convincere: certi tempi, un tantino accelerati, lo portano forse a sacrificare l'espressività, ma siamo sempre al cospetto di un esecutore di elevato talento. Più d'una volta si è esibito anche a Bari.
Il cofanetto è decisamente una scoperta per chi poco conosca questo aspetto del musicista russo. Al riguardo, potremmo azzardare un paragone con Jean Sibelius: anche il grande finlandese vanta una produzione pianistica di brani brevi, altrettanto vasta e misconosciuta (eccettuati tre o quattro pezzi, a suo tempo ripescati con grande intuito da Glenn Gould). E anche il Sibelius dei tasti bianchi e neri risulta riconoscibile e decisamente personale."
Vittorio Catani

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