mercoledì 15 ottobre 2008

Il violinista Francesco D'Orazio e il direttore-compositore Flavio Emilio Scogna insieme a Bari per "Fire and Blood" di Daugherty


Domani, giovedì 16 ottobre alle ore 21.00 presso l’ Auditorium della Guardia di Finanza (Viale Europa – Bari) l’ Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta dal maestro Flavio Emilio Scogna e con solista Francesco D’Orazio (nella foto), si esibirà in un concerto dedicato a brani di Faurè, Daugherty, Scogna e Schubert (I biglietti sono in prevendita al Box Office della Feltrinelli “Libri e Musica” in Via Melo, 119 – Bari. Info: 080.5240464). La serata si apre con l’esecuzione di Pavane per orchestra in fa diesis op. 50 di Gabriel Faurè (1848 – 1924). Il periodo tra il 1886 e il 1887 fu tra i più fecondi della vita di Fauré: oltre al Quartetto per pianoforte n. 2, egli compose due delle pagine più note di tutta la sua produzione, il Requiem e, appunto, la Pavane. La prima versione, per sola orchestra, venne scritta per la nobildonna Elisabeth Greffuhle, una delle numerose protettrici del compositore. Successivamente, Fauré arricchì questa pagina anche di un testo corale scritto dal Conte di Montesquieu, cugino della Greffuhle, e ispirato a Verlaine. In aggiunta a queste due versioni orchestrali, Fauré ne realizzò anche una per flauto e legni e una per pianoforte solo. Si tratta di una pagina breve dalla toccante nostalgia, il cui tema principale viene affidato al flauto. Sarà, poi, la volta di “Fire and Blood”, concerto per violino e orchestra di Michael Daugherty (1954). Composto nel 2003, questo Concerto per violino e orchestra, è stato commissionato a Daugherty dalla Detroit Symphony Orchestra ed è stato eseguito per la prima volta il 3 maggio di quello stesso anno. In 1932, Edsel Ford commissionò all’artista messicano Diego Rivera (1886-1957) un murales che rappresentasse l'industria automobilistica di Detroit. Rivera giunse in quella città americana e lavorò per due anni alla realizzazione di quattro grandi murales sulle pareti del Detroit Institute of Arts. Considerato tra i suoi migliori lavori, "Detroit Industry Murals” ha direttamente ispirato Daugherty nella composizione di questo Concerto. Nella seconda parte del concerto l’Orchestra eseguirà “Amadeus, mio caro” di Flavio Emilio Scogna (1956). Si tratta di un brevissimo lavoro per orchestra da camera commissionatogli nel 1998 in occasione di una grande festa dedicata al Salisburghese. Nel breve componimento (circa 4 minuti) affidato allo stesso organico orchestrale della sinfonia di cui sopra (2 oboi, 2 corni 1 fagotto e archi con tre violini "in eco") affiorano come fantasmi, tra la scrittura dell’autore, frammenti ed "echi" mozartiani. Il concerto si conclude con l’esecuzione della Sinfonia n. 8 in si minore D. 759 “Incompiuta” di Franz Schubert. Con l’Ottava sinfonia, ci troviamo di fronte alla più celebre composizione del grande musicista viennese. L’opera reca il nome di “Incompiuta”, poiché consta di due soli movimenti anziché dei tradizionali quattro e sul perché di questa scelta dell’autore si è discusso a lungo. Schubert infatti iniziò a comporla il 30 ottobre del 1822, così come testimonia la copia manoscritta della partitura e ne consegnò i due movimenti a Joseph Huttenbrenner, fratello del suo amico Anselm, affinché costui li portasse alla Società Musicale Stiria di Graz, cui il compositore aveva promesso l’opera dopo esserne divenuto socio onorario. Sta di fatto che non solo la Sinfonia non venne mai ultimata da Schubert – che peraltro aveva iniziato a scrivere un centinaio di battute di un terzo movimento – ma la partitura rimase a lungo nelle mani dei fratelli Huttenbrenner, sebbene risulta che Anselm ne mostrò una riduzione per pianoforte a quattro mani al direttore d’orchestra Johann Herbeck, cui toccò il compito di eseguirla per la prima volta a Vienna il 17 dicembre del 1865.

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