martedì 22 novembre 2011

Roberto Cappello festeggia i quarant'anni di carriera con l'ICO "Tito Schipa" di Lecce diretta da Lior Shambadal


Due ospiti d’eccezione venerdì 25 novembre al Politeama Greco per la Stagione Sinfonica e di Balletto Autunno – Inverno della Fondazione ICO Tito Schipa: salirà sul podio il direttore israeliano Lior Shambadal che dirigerà per l’occasione l’Orchestra Sinfonica Tito Schipa con la partecipazione del celebre pianista salentino Roberto Cappello (nella foto).
Figura carismatica nel panorama culturale e musicale, Lior Shambadal è annoverato tra i più attivi direttori nel repertorio sinfonico e lirico a livello internazionale, sia come direttore artistico che come direttore ospite di orchestre e teatri d’opera in Europa, Cina, Giappone, Corea e Sud America.
Roberto Cappello, nato a Campi Salentina, è pianista dotato di straordinaria tecnica trascendentale, oltre che di raffinatissima sensibilità artistica che lo hanno condotto, dopo la vittoria del PREMIO BUSONI (1976), ad una grande carriera nelle sale più prestigiose del mondo. Il concerto sarà l’occasione per festeggiare con il pubblico salentino quarant’anni di attività concertistica.
In programma due brani per pianoforte e orchestra composti da Franz Liszt: la "Wanderer Fantasie" ed il "Totentanz". Entrambi appartengono alla vasta produzione pianistica del compositore ungherese, costituita in prevalenza da parafrasi e fantasie su arie operistiche, trascrizioni di Lied e di sinfonie, brani tratti dai drammi musicali di Wagner, e così via. Sono dunque rielaborazioni, di carattere brillante e tecnicamente molto ardite, di materiale motivico preesistente
Liszt trasse la Wanderer Fantasie dall’omonima composizione per pianoforte solo di Franz Schubert affascinato dalla complessità tecnica e dalla meravigliosa cantabilità del brano, trascrivendola per pianoforte e orchestra intorno al 1851.
Totentanz, letteralmente Danza della morte, è un brano di appariscente esibizione pianistica. Composta tra il 1840 e il 1850, fu revisionata innumerevoli volte. Di questo lavoro Liszt realizzò anche una trascrizione per pianoforte solo, che spesso figura nei recital pianistici. In queste pagine il virtuosismo, perfettamente distribuito tra solista e orchestra, diventa sperimentazione di nuove possibilità espressive e apertura verso spazi sonori inesplorati.
Chiude il concerto la Sinfonia n. 9 di Schubert, ultima portata a termine dal compositore, denominata “La grande” non solo per la sua ampiezza, ma per distinguerla dalla precedente sinfonia in Do maggiore, detta appunto “La piccola”. Composta tra il 1825-28, fu eseguita postuma da Felix Mendelssohn-Bartholdy con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia nel 1839.
Anche questo concerto è all’insegna della solidarietà. Parte dell’incasso sarà devoluto a favore dell'Associazione Salentini Diabetici Onlus, per cofinanziare una borsa di studio per una dietista da affiancare all’equipe del centro di diabetologia di Lecce.

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