lunedì 20 gennaio 2014

Sir Tony strega il Petruzzelli nel più bel concerto dell'anno


L'avevamo già detto in sede di presentazione. Sarà il concerto più bello dell'anno 2014 qui a Bari. E così è stato. Una serata quella di ieri che passerà alla Storia, se non altro, anche perchè il Petruzzelli non aveva mai visto salire sul suo palcoscenico un'Orchestra così prestigiosa e celebrata come quella dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Un regalo, l'ultimo a dire il vero, del commissario Carlo Fuortes, che dopo la sua recente nomina all'Opera di Roma, lascerà il Politeama. Auguri!

Per cui teniamocelo stretto, anzi strettissimo questo sontuoso regalo, perchè in futuro sarà difficilissimo, se non impossibile, riavere Pappano e la sua Orchestra capitolina in quel di Bari.
Ieri il teatro era praticamente sold out, grande l'attesa, a dispetto di un programma vagamente scontato, ma che ha evidenziato le qualità straordinarie di una compagine, prima in classifica tra quelle italiane.
I violini primi dal sound vellutato ed i violoncelli, corposi e ben strutturati come un Barolo d'annata, sono le sezioni meglio assortite. I fiati e gli ottoni risultano sempre ottimi, ma non son sempre brillanti come gli anzidetti archi.
Il programma prevedeva una sinfonia giovanile di Haydn, la n. 59 "del fuoco", carina ma non troppo. Non ci soffermeremo sulle note dell'esimio musicologo Piero Rattalino, che parla di "posizione abusiva" nel pingue catalogo sinfonico haydniano, ma tant'è, ci pare che la sinfonia trasudi un  certo accademismo, e non ha certo la mirabile scorrevolezza delle straordinarie sinfonie del tardo periodo.
La lettura però era assai gratificante, vuoi per i tempi taglienti e nervosi imposti da Pappano, vuoi per un'eleganza raffinata nei tempi intermedi, in cui si svela una sublime leggerezza degli archi e del basso continuo.
A seguire il "piatto forte" della serata: Il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Sergej Prokofiev.
Protagonista di grandissimo talento, la pianista cinese Yuja Wang. A dispetto di una statura mingherlina, lei suona con un'elasticità e duttilità impressionanti. Considerato che si tratta del concerto tecnicamente più arduo di Prokofiev. La musica è tagliente, futuristica, la  cosiddetta "musica delle macchine"; il suo linguaggio ricorda non poco la Seconda Sinfonia e la Suite Scita, con una percussività di impressionante violenza sonora, alternata a motivi ariosi e melodici. La parte del pianoforte è iper-virtuosisitica, con ritmi sincopati e sorprendenti legature. La Wang mette a frutto il suo mirabile talento e le sue mani corrono velocissime, taglienti e precise. L'ultimo movimento, dei quattro previsti, è straordinario per efficacia sonora e abbagliante luminosità. Il pubblico è ipnotizzato letteralmente, ed esplode in un applauso liberatorio. Numerose chiamate, e poi alla fine ci scappa pure un bis chopiniano. Un'ora piena di concerto, solo nella prima parte!
Nella seconda, un classico, un autentico capolavoro dell'Ottocento romantico: la Seconda Sinfonia di Brahms, la sua "Pastorale", come venne definita da esegeti talmente all'antica, da considerare Brahms solo un epigono del titanico Beethoven. Niente di più erroneo e banale: la Seconda è di una bellezza sublime. Ed è qui che abbiamo apprezzato il grande Pappano alle prese con fascinose volute degli archi, legni e fiati di una dolcezza incomparabile, una cura particolarissima per la concertazione, sempre chiara e avvolgente.
Nonostante, la mancanza di un'idonea camera acustica si facesse ancora una volta sentire in platea, il sound dell'orchestra capitolina "bucava lo schermo", e nel finale rutilante e gioioso dell'"Allegro con spirito", dionisiaco come mai, Pappano ci ha ricordato un grandissimo direttore-compositore: Leonard Bernstein. Boato di applausi ed ovazioni a mille, hanno "costretto" alla fine il Maestro a concedere un pepatissimo bis, trattandosi del suo battesimo al Petruzzelli: l'ouverture dalla Nozze di Figaro. Grandissima serata, oserei dire, irripetibile.

7 commenti:

  1. Non ho mai capito, e lo vorrei tanto, come si fa a stabilire una graduatoria fra le orchestre, in particolare quelle italiane...

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  2. Mi chiedo come sia possibile che a nessuno venga il sospetto che sulla "grandezza" artistica di Pappano si stia enfatizzando un po' troppo...

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  3. Non credo. Lui è molto bravo. Un talento purissimo...Non ha studiato in Conservatorio, ma viene dalla gavetta. Se c'eri, non avresti sospetti.

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  4. Lui è bravissimo, l'orchestra eccellente ma forse ci sono anche altre orchestre in Italia che non scherzano..

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  5. L'equilibrio nei giudizi in campo artistico dipende molto dalla competenza tecnica posseduta da chi li formula.

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  6. Sono stanco di ripetermi: "Signor Anonimo" finchè non la pianterà di esprimere giudizi sibillini senza firmarli, non sarò tenuto a risponderle.

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