venerdì 26 luglio 2013

"L'Olandese volante apre trionfalmente Bayreuth 2013" di Maurizio Dania


Due parole su Thielemann e non solo lui, ma soprattutto lui. Ho già scritto molto su questo direttore e concertatore d'orchestra, padrone assoluto in questi anni, della musica di Wagner. La sua capacità di trarre il meglio possibile, dall'orchestra e dal coro, sostenendo i cantanti, oggi davvero eccezionali, è unica. 2 ore e 15 minuti di suoni precisi, coinvolgenti, perfetti, senza alcuna sbavatura dell'orchestra e del coro  del Festival di Bayreuth, assolutamente in sintonia perfetta con Eberhard Friedrich il direttore delle voci.

Ciò lo affermo senza far confronti con altri personaggi che si sono accostati e si accostano a Wagner. I cantanti hanno dato il massimo possibile e sembrerebbe una frase banale se non avessimo avuto l'opportunità di ascoltarne molti, anche prestigiosi, almeno sulla carta. Oggi, si sono esibiti nei ruoli:
Daland, Franz-Joseph Selig
Senta, Ricarda Merbeth
Erik, Tomislav Muzek
Mary, Christa Meyer
Il timoniere, Benjamin Bruns
L’olandese, Samuel Youn.
E' stata una serata da ricordare ed il pubblico ha tributato loro applausi scroscianti, con ovazioni per il direttore e concertatore.
Nell'estate del 1839, il veliero che conduceva Wagner da Konigsberg a Londra fu investito da una furiosa tempesta e gettato sulle coste della Scandinavia. I bagliori della bufera, la voce cupa del mare, lasciarono nella mente del compositore, un ricordo indimenticabile  e gli evocarono lo spettro del marinaio dannato, errante sulla splendida nave, alla disperata ricerca della salvezza.  La favola dell'olandese volante raccolta da Heine, esisteva già allo stato di tradizione fin dal XV° secolo nei popoli marittimi del nord, forse come inconscia trasposizione della leggenda dell'ebreo errante, a sua volta tratto dal mitico viaggio di Ulisse. Le tre leggende hanno come elemento comune un aspetto essenziale dell'animo umano: l'aspirazione ad una pace infinita.  Nella drammatica opera wagneriana si ravvisa l'idea originaria di quest'opera romantica.  Wagner scrisse il libretto a Parigi nel 1841 e compose la musica in sei settimane nella primavera del 1842 a Meudon dove si era recato per riposarsi. Nell'opera come tutti hanno potuto ascoltare, sono presenti i grandi temi wagneriani, la maledizione, la redenzione, il desiderio della morte come certezza interiore. Questi motivi saranno costanti nel Parsifal, nel Tristano e ovviamente nel Ring. Nell'Olandese appare per la prima volta il leit-motive, un motivo conduttore che forma e segue un personaggio, definisce un sentimento, un'idea. Le forme chiuse, pur conservate con arie, duetti, ballate, dimostrano e questa sera in modo formidabile, l'esigenza di una fusione che verrà realizzata pienamente nelle future opere di Wagner. Il libretto lo si può leggere anche in italiano ed evito il copia incolla.
  

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