domenica 14 dicembre 2014

Memorabile il concerto di ieri di Riccardo Muti con la sua "Cherubini" al Petruzzelli.


Il concerto-evento dell'anno si è tenuto ieri sera a Bari in un Petruzzelli strapieno di gente. Non si erano mai visti tanti palchi così affollati ed una platea quasi da sold out. Indubbiamente, il richiamo di Riccardo Muti e dell'Orchestra Cherubini è stato fortissimo e preparato con cura dalla comunicazione del Teatro. A dire il vero, il costo esagerato dei biglietti, ha impedito a tante persone, soprattutto giovani, di esserci. Un vero peccato. L'Orchestra Giovanile Cherubini esattamente ieri, compiva dieci anni.

 Un compleanno festeggiato a dovere a Bari, il Maestro lo ha ricordato dopo il concerto, come ha anche ben ricordato il suo passato qui al Petruzzelli accompagnato da Nino Rota, mentore storico della sua carriera, ed ascoltatore quasi in fasce di una mitica Aida.  In programma ieri c'erano due bellissime sinfonie:  la n ° 4 "Tragica" di Franz Schubert e la Quinta di Ciaikovskij, quest'ultima eseguita solo al Petruzzelli e non a Foggia ed Altamura. Esecuzioni limpide e nitide, ma con un impronta personale di rara forza. Si avvertiva assai in Schubert l'ascendente mozartiano e l'urgenza romantica di là da venire che il Genio viennese profetizzava.
Le linee melodiche e armoniche sono taglienti ed al contempo sinuose; gli archi tutti, sicuramente la sezione più incisiva ed efficace della Cherubini, hanno "dato spettacolo" ieri sera, stimolati con decisione da un Muti ispirato come non mai, oltre che attento a segnalare ogni dinamica: "sforzando" raffinatissimi, crescendo o diminuendo, segnalati con una maestria straordinaria. Il suo gesto mai esagerato, mai plateale, ma sempre raccolto e appassionato. Bisogna avere meno di trent'anni per entrare nell'Orchestra di Muti, ma questi ragazzi dimostrano un'età anche superiore per quanto sappiano cogliere dell'espressività e della dolcezza schubertiana.

Non nascondo, che la mia grande attesa era però per il secondo capolavoro in programma: la Quinta sinfonia di Ciaikovskij, scritta tra il maggio e l'agosto del 1888 e diretta a San Pietroburgo il successivo 17 novembre. E' la sinfonia della mia vita, la prima volta che l'ascoltai avevo 13 anni , in una musicassetta che mio padre mi aveva generosamente regalato. E me ne innamorai da subito. Il clima plumbeo e poi progressivamente gioioso di questo superbo lavoro, oltre ad una concertazione perfetta, pur nel gigantismo finale di certi effetti alla Rimsky Korsakov o alla Moussorgskij, sono il sale dello stile di Ciaikovskij. Una vita spesa per l'Arte, nell'insanabile divisione tra la sua incombente omosessualità e la tristezza malinconica di una vita triste e deprimente. Basterebbe leggere le sue tantissime lettere a Nadezda Von Meck, per capire che tipo in realtà fosse Ciaikovskij: grande umanità e sensibilità, ma anche un raro dispendio di energie vitali al servizio della Musica, che solo alla fine venne compresa da tutti portandolo al meritato successo, prima del terribile suicidio del 1893. La Quinta sinfonia, seppure oggi sia amata da tanti appassionati, a quell'epoca non riuscì avere il successo sperato. E fu  d'altra parte la successiva,ovvero la meglio nota "Patetica", che coronò in pieno il sogno decadente di essere un compositore di prima grandezza. In ogni caso,  Muti e Ciaikovskij hanno avuto negli anni un rapporto lungo e felice. E' indubbiamente uno dei compositori più amati dal Maestro. Bellissima la sua integrale con la Philarmonia pubblicata dalla Emi negli anni Ottanta, dove i colori e gli impasti timbrici sono sempre spettacolari e meravigliosi. Ieri, invece, un Muti più maturo ha offerto un'intensità differente ai toni malinconici ed eroici della sinfonia, cercando  una tenerezza ed una delicatezza sincere e commoventi come non mai, soprattutto nel lacerante secondo movimento, rallentato quasi a dismisura prima dei crescendo finali. Rutilante e festosissimo invece il movimento finale, tra i più incisivi e coinvolgenti delle sei sinfonie da lui scritte, ed eccellente la prova complessiva della Cherubini, sempre più  consapevole e sicura della sua forza. Ovazioni e applausi meritati, con la promessa che Muti tornerà presto a Bari per dirigere la nostra Orchestra del Petruzzelli, dove siedono per l'appunto molti "ex cherubiner". Nel frattempo, l'appello del Maestro è dedicato a loro, ai giovani, perchè crescano sempre nella Musica e nella Bellezza. Infine, non poteva mancare l'omaggio al "suo" Verdi con l'esecuzione trascinante del preludio della Giovanna D'Arco. Un solo bis, ma accontentiamoci! E' stato un successo incredibile!

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