lunedì 7 ottobre 2013

Serata trionfale per Mariella Devia e Alain Guingal al Teatro Petruzzelli


Interprete vocale tra le più acclamate al mondo, Mariella Devia (nella foto di Carlo Cofano) ha onorato ieri sera il Petruzzelli con uno strepitoso e assai applaudito recital. L'ha accompagnata con leggerezza ed eleganza sopraffine l'Orchestra del Petruzzelli, diretta in modo eccellente e sicuro dal maestro francese Alain Guingal. Programma articolato, con arie d'opera celeberrime che si alternavano a preludi ed ouverture da Rossini, Verdi, Bellini e Massenet (con la splendida Meditation, eseguita con sincero trasporto dal violino solista di Paçalin Pavaci, spalla dell'Orchestra).
Dopo una brillante e raffinata sinfonia da L'Italiana in Algeri, in cui l'ottimo Guingal ha cercato una serena cantabilità lirica e ritmi incisivi e taglienti, si è passati all'ingresso della Devia. "Grande" ha gridato una voce dal quint'ordine, e subito è scattato un applauso convinto e grato in un Petruzzelli, con qualche piccolo vuoto, ma complessivamente pieno in ogni ordine di posti.
Il belcanto è sempre stato, nella sua lunga carriera di artista, il suo cavallo di battaglia raggiunto con grande e battagliero sforzo dalla Devia. Oggi che l'hanno acclamata teatri di tutto il mondo, dal Metropolitan alla Scala, dal San Carlo di Napoli al Regio di Torino, dal Covent Garden di Londra al Liceu di Barcellona e all'Opera di Parigi, è una cantante di compiuta maturità. Nei "Capuleti" la splendida linea melodica del canto, unita ad un controllo perfetto della voce, hanno reso il recitativo e l'aria conseguente (con il corno solista di rara bravura) una sorta di magia incantatrice, che ha letteralmente ipnotizzato il pubblico. Anche gli esiti dell'Anna Bolena son stati estremamente interessanti. Di lì ancora con la celebre "Casta diva" cantata con un fil di voce, ma con classe cristallina si è ascoltata una signora del canto, capace di passare dalle note più gravi a quelle più acute con disarmante facilità.
Il successo è stato crescente, ad ogni uscita della Devia si assisteva ad urla di "brava" e ovazioni grate e meritate. In questo teatro Petruzzelli che più di venticinque fa la vide debuttare, se non erro, nell'Elisir d'amore al fianco di Carlo Bergonzi, giovanissima e già amabile, credo che sia stato sinceramente emozionante, per lei, vivere questo magico momento.
Alla fine di un "Je veaux vivre" da manuale, tratto dal "Romeo e Giulietta" di Gounod, la Devia uscita ripetutamente a raccogliere le ovazioni dei melomani presenti, ha regalato altri due fuori programma pescati dalla Bohème di Puccini, con l'aria di Musetta, e dalla Traviata con lo struggente "Addio del passato". Concerto memorabile nel quale si sono affacciati tanti incredibili ricordi e qualche lacrima, ne siamo sicuri, si è affacciata sul volto di molti di noi.


2 commenti:

  1. Vittorio Schiavone14 ottobre 2013 14:45

    La ringrazio per il complimento esplicito che mi regala in poche parole. Queste piccole soddisfazioni aiutano a migliorarsi e stimolano a proseguire camminando a testa alta su un percorso cominciato molti anni addietro.

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  2. Prego. ma non mi pare di averla citata signor Schiavone!

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